Somma Vesuviana, azzeramento giunta, Allocca:“Maggioranza irresponsabile e inadeguata. Si torni al voto”

Riceviamo e pubblichiamo

“Mentre il mondo intero fa i conti con una gravissima emergenza sanitaria e un’altrettanto grave crisi economica, la maggioranza che amministra Somma Vesuviana non trova meglio da fare che indurre il sindaco ad azzerare la giunta ed avviare un rimpasto. Siamo dinanzi ad un atteggiamento irresponsabile, che conferma ancora una volta l’inadeguatezza di chi governa la città e certifica una verità mai detta ma ormai chiara a tutti: a Somma Vesuviana non c’è una coalizione ma un cartello elettorale che non persegue interessi collettivi, nemmeno in una situazione così delicata”. Questo il commento del consigliere comunale di Somma Futura, già candidato a sindaco, Celestino Allocca, rispetto alla decisione del sindaco di Somma Vesuviana di azzerare le deleghe dei componenti della giunta.

Continua Allocca: “C’è un solo modo per uscire dall’equivoco politico ed elettorale che sta bloccando Somma Vesuviana: la fine dell’esperienza da sindaco di Salvatore Di Sarno e della sua falsa maggioranza. L’amministrazione comunale prenda atto del fallimento e di tre anni di nulla assoluto e torni a casa: meglio le elezioni anticipate che questo inutile teatrino ”

Agrimonda, tra diffide e zaffate prosegue il calvario di Ciro Tufano, solo contro indolenza e ignavia

Stavolta, complice il forte vento di terra che spirava, i miasmi del sito ex Agrimonda sono arrivati tutti nel naso, e questo nonostante la mascherina: uno strumento di protezione individuale che lì, sul confine tra Mariglianella e Marigliano, sarebbe opportuno indossare anche se non fosse obbligatorio farlo a causa del SARS-coV-2. Sono passati venticinque anni da quel maledetto 18 luglio del 1995, quando nel cuore della notte prese fuoco il deposito di prodotti per l’agricoltura, inclusi quelli chimici quali pesticidi, fitofarmaci e concimi fertilizzanti, della ditta Agrimonda che ne curava la commercializzazione. Pochi giorni fa, il 30 aprile, Ciro Tufano con il suo Comitato Cittadino Ambiente e Territorio ha inoltrato l’ennesimo esposto (con annessa diffida) agli enti coinvolti ormai da tempo nella vicenda: tra gli altri il Comune di Mariglianella, la Regione Campania, l’ARPAC, l’ASL NA 3 Sud, la Città Metropolitana di Napoli e anche il Ministero dell’Ambiente. Come si legge nel documento, a distanza di un anno dall’azione di messa in sicurezza di emergenza, operata dalla Regione Campania con un impegno economico di duecentomila euro, “la situazione è degenerata, l’area del sito è diventata una sorta di stagno a cielo aperto, caratterizzato dalla presenza di materiale putrefatto, acque verdi e melmose, un’innumerevole quantità di rane, zanzare e altri insetti”. Per non parlare dei miasmi, ormai divenuti insopportabili, al punto da costituire un serio rischio per la salute della comunità che vive a ridosso dell’area. I pericoli più grandi, ancora una volta, sono la proliferazione di malattie infettive causate da batteri patogeni, virus e parassiti che si generano nell’acqua stagnante, oltre alla contaminazione delle falde acquifere, intrise di fitofarmaci, benzene, fluoruri e metalli vari. Come se non bastasse, a queste emergenze se ne aggiunge un’altra dell’ultima ora: il rischio incendio procurato dalle alte sterpaglie che dal terreno confinante ormai lambiscono anche il telone di plastica posto a copertura. In merito a questo il signor Tufano chiede al sindaco di Mariglianella almeno un’ordinanza che imponga alla proprietà del terreno adiacente al sito ex Agrimonda di ripulire l’area, annullando il potenziale rischio di un ulteriore incendio che sarebbe devastante. Vale la pena ricordare e sottolineare che questa non è solo una battaglia di Ciro Tufano, perché il disastro ambientale riguarda l’intera comunità, compresi quanti affermano di non sentire alcun vapore mefitico, cosa che invece accade anche sostando lungo via Pasubio, quindi a Lausdomini, nel Comune di Marigliano. Eppure Ciro è più coinvolto, perché il relitto del deposito ce l’ha proprio sotto casa: quattro mura in cui, insieme alla famiglia, ha dovuto resistere per l’intera durata di una quarantena da incubo, costretti a sigillarsi nella dimora nonostante i grandi spazi all’aperto a disposizione, per fronteggiare il virus e anche i lezzi. Tuttavia Ciro si batte come un leone, contro una certa indolenza amministrativa e anche contro l’ignavia degli altri residenti, forse arresi all’idea che nulla possa cambiare dopo ormai venticinque anni. Tra le cose che ci tiene a evidenziare, quando lo incontriamo, c’è sicuramente l’amarezza di non essere mai stato ammesso ai tavoli istituzionali, anche se lui sa bene di non avere le competenze per farlo (al massimo le ha acquisite in tutti questi anni). Ciononostante viene additato come colui che ha preteso alcune soluzioni tecniche che sono state adottate come misura di sicurezza nel corso de tempo. Evidentemente non è così. Quello che Ciro Tufano chiede a gran voce, oltre a un intervento di urgenza che la situazione impone ormai da tempo, sono gesti forti, significativi, promossi insieme alle istituzioni e ai cittadini. “Propongo al sindaco di Mariglianella di andare insieme dal governatore De Luca, o comunque in Regione Campania, per sottoporre le nostre istanze con un’unica voce, collettiva e comunitaria, più forte!”. Nel corso dell’ultima diretta Facebook anche il sindaco di Marigliano, Antonio Carpino, ha voluto puntualizzare che tutti gli sforzi possibili sono stati compiuti, tant’è che il piano di caratterizzazione è stato approvato e tutto ormai dipende dalla Regione Campania. Eppure la voce di una sofferenza che vorrebbe essere condivisa dovrebbe sollevarsi proprio dai territori, per arrivare a chi di dovere, al netto delle oggettive responsabilità. Intanto il 10 aprile scorso l’ARPAC ha effettuato dei controlli sulla falda acquifera e si attendono i risultati, sollecitati anche dal primo cittadino di Mariglianella, Felice Di Maiolo, che sottolinea: “Il gestore del sito ex Agrimonda, com’è giusto che sia, è la Regione Campania, ma è mio interesse risolvere la situazione, come dimostrano i risultati raggiunti negli ultimi 18 mesi dopo venticinque anni: la rimozione delle scorie e la messa in sicurezza. Ieri mattina (7 maggio 2020, ndr) è partita l’ultima diffida nei confronti della Regione, ormai una consuetudine per noi. Lavorando in sinergia con la comunità e le associazioni abbiamo fatto dei sacrifici significativi per integrare i fondi, purtroppo insufficienti, messi a disposizione da chi ha la responsabilità della bonifica e, prima ancora, della caratterizzazione dell’area. Sicuramente ora, rispetto ad appena due anni fa, la situazione è migliorata”. Non diciamolo a Ciro Tufano però, costretto a convivere quotidianamente con un mostro che qualcuno fa finta di non vedere. E allora un caloroso invito a fare un giro nei dintorni: sicuramente sarà impossibile fare finta di non sentire. L’auspicio è che si faccia sentire anche la comunità, come un sol uomo e non come un uomo solo.

Casalnuovo, appalto da 31 milioni per l’igiene urbana: partecipa e vince una sola ditta. C’è una denuncia  

Il sindaco: “L’appalto non è responsabilità del Comune ma del Provveditorato alle Opere Pubbliche”  

Rimuovere i rifiuti e igienizzare una città è un servizio più fondamentale che mai, soprattutto in questi brutti tempi di contagio da Coronavirus. Ma in quel di Casalnuovo questo tema strategico è al centro di una polemica finita negli uffici dell’ anti corruzione. Questo perché al nuovo appalto comunale di nettezza urbana, da 31 milioni di euro per 7 anni di servizio, ha partecipato una sola ditta, la Tekra di Angri, ditta che poi si è aggiudicata la gara. Una ” gara” che in effetti non c’è stata, a causa della totale assenza di concorrenti. Ora però l’opposizione vuole chiarimenti. “Perché – chiede la minoranza – a un appalto così ingente ha partecipato una sola azienda ? E perché il Comune tra le regole della gara ne ha messo alcune che hanno praticamente spianato la strada alla Tekra ?”. Interrogativi che sono finiti in un esposto inviato all’Anac, l’Autorità anti corruzione. L’aggiudicazione dell’appalto ultra milionario risale a qualche settimana fa. Alla gara ha partecipato solo la Tekra, che già opera da qualche tempo nella confinante Acerra. L’appalto è stato espletato dalla stazione unica appaltante del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania e Molise sulla base di un capitolato e di un disciplinare preparati dal Comune di Casalnuovo. Nella commissione aggiudicatrice figura un dirigente del Comune. La Tekra, dunque, ha vinto. Determinanti, per l’aggiudicazione, sarebbero state alcune regole inserite nel disciplinare. Tra i requisiti richiesti c’era quello di aver svolto negli ultimi tre anni il servizio di nettezza urbana in almeno due comuni con un popolazione superiore ai 50mila abitanti. “Un requisito che però ben poche ditte del settore possiedono in tutta la Campania”, si fa rilevare all’Anac. “In Campania – si aggiunge nell’esposto – sono solo una quindicina i comuni che hanno più di 50mila abitanti, per cui si pretendeva un requisito che appartiene a pochissime società”. Il requisito contestato è stato oggetto di una richiesta di chiarimenti da parte di altre ditte che volevano partecipare alla gara ma che poi hanno rinunciato. Comunque il sindaco, Massimo Pelliccia, smentisce qualsiasi responsabilità del Comune in questa vicenda. “I capitolati d’appalto redatti dagli uffici comunali – chiarisce Pelliccia – sono prerogativa della stazione unica appaltante del Provveditorato per le Opere Pubbliche, Campania Molise e Prefettura di Napoli, che ne determina l’approvazione prima di pubblicare la gara. L’ammissione alla gara e la sua aggiudicazione avvengono ad opera esclusiva della Stazione Unica Appaltante e quindi il Comune non ha alcun potere decisionale”. Nel frattempo il servizio di nettezza urbana non è stato ancora affidato alla Tekra. Lo sta svolgendo la ditta Falzarano in regime di proroga. La Falzarano si aggiudicò l’appalto a Casalnuovo nel 2012, battendo un solo concorrente. Qui prima il servizio era gestito dalla Saba, finita sotto inchiesta insieme ai commissari prefettizi dell’epoca. La Saba aveva vinto la gara partecipando da sola, senza concorrenza. Poi, due anni fa, la Falzarano finì al centro di una retata anticamorra, l’arresto del fratello di un consigliere comunale di maggioranza. L’uomo era stato accusato di estorsione ai danni della ditta: ingenti richieste di danaro per conto di un potente clan.

Sant’Anastasia, Croce Rossa Italiana: “Festeggiamo l’8 maggio donando un sorriso ai più piccoli”

 La bandiera della Croce Rossa Italiana sventola al balcone del Municipio ed ai più piccoli viene portato in dono il “pacco Serenella”: due iniziative del gruppo della Croce Rossa di Sant’Anastasia per festeggiare l’8 maggio, festa mondiale dell’associazione umanitaria internazionale, come meglio sa fare, pensando cioè ai più vulnerabili. Oggi, alle 12:30, una delegazione di volontari ha portato la bandiera della CRI a Palazzo Siano, dove sarà esposta fino al 13 maggio. Alle ore 15:00 ha poi avuto inizio nell’aula consiliare la composizione del pacco-dono chiamato “Pacco Serenella – il dono della Felicità” che contiene penne, matite, pastelli, album da disegno, quadernoni, pennarelli, acquerelli e tante altre cose. Partendo dalla donazione ricevuta da una privata cittadina e con il sostegno di alcuni imprenditori locali (tra cui Conad supermercati dell’Arco, cartoleria Prisma, supermercati Decò Le Aquile, Pirotecnica Pirolandia), i volontari della CRI hanno pensato di realizzare i pacchi-dono e di consegnarli la mattina di sabato 9 maggio ai piccoli anastasiani con cui sono venuti in contatto in questo periodo di emergenza. Dalla contrada Starza a via Capodivilla, da via Romani a via Pomigliano, senza dimenticare Madonna dell’Arco e il centro storico, nel pieno rispetto delle norme previste dai DPCM e dalle ordinanze regionali, i volontari riusciranno a strappare sicuramente un sorriso ai bambini del territorio. Tutto il gruppo della Croce Rossa di Sant’Anastasia è stato finora impegnato quotidianamente in attività di supporto alla popolazione ed ha collaborato attivamente con le Istituzioni scolastiche e le Politiche Sociali, per perseguire il principale obiettivo dell’associazione: prevenire ed alleviare la sofferenza in maniera imparziale, senza distinzione di nazionalità, razza, sesso, credo religioso, lingua, classe sociale o opinione politica, contribuendo al mantenimento e alla promozione della dignità umana e di una cultura della non violenza e della pace. “L’emergenza sanitaria ha radicalmente cambiato la quotidianità e le abitudini della maggior parte dei cittadini, che, seppur desiderosi di andare al lavoro, a scuola, a mangiare una pizza con gli amici o fare una semplice passeggiata, hanno osservato – dicono i giovani CRI – le misure previste dal Governo e dalla Regione Campania restando a casa, con i loro familiari e con i più piccoli. Abbiamo ripensato ai volti di quei bambini ed abbiamo immaginato i loro sorrisi nel ricevere matite, pastelli, album da disegno, piccole cose che loro sanno apprezzare tanto. Ringraziamo il sub Commissario Gennaro De Santis e la Commissaria Stefania Rodà per la sensibilità avuta nei nostri confronti e la condivisione della nostra iniziativa, nonché per il loro impegno nel valorizzare il nostro lavoro”. “Ho apprezzato molto l’iniziativa dei nostri volontari della Croce Rossa. Sono giovani ragazze e ragazzi che vanno sostenuti per il loro impegno a favore dei più deboli e – dice la dott.ssa Stefania Rodà, Commissaria Straordinaria – per tutto quello che hanno fatto sul territorio in aiuto alle famiglie durante l’emergenza sanitaria. Mi piace moltissimo l’idea di regalare un sorriso ai bimbi mediante il pacco dono che sarà senza dubbio gradito”.

Un dolce per la festa della mamma per sconfiggere il Covid 19, Iannelli continua a sfidare la pandemia

Anche in questo weekend l’interprete di Pulcinella, Angelo Iannelli, sfiderà la pandemia. Domenica 10 maggio, dalle ore 12:00 alle ore 19:00, in occasione della festa della mamma, attraverso un contest di dolci a ruota libera dedicati alle mamme in questo periodo di restrizione. Un dolce simbolo per addolcire e alleggerire tutte le sofferenze del periodo pandemico e per alimentare la spensieratezza di famiglie pronte a ritornare alla normalità della vita quotidiana, dopo il Covid-19. L’ideatore di questo contest sottolinea che “ha creato questo gioco di intrattenimento gastronomico in un momento così difficile perché le persone avevano bisogno di serenità e di tranquillità, per aiutare e rendersi utili a chi era rimasto a casa e ha voluto soprattutto sostenere le attività commerciali come pizzaioli, pasticcieri, cuochi, per valorizzare le eccellenze campane”. Sicuramente a colpi di dolci anche stavolta vedremo belle foto inviate sul seguitissimo e attivissimo profilo Facebook del vulcanico Angelo Iannelli. Il giudice del contest sarà il noto maestro pasticciere Sabatino Sirica, che è stato per trent’anni il pasticciere del calcio Napoli, il quale declamerà i vincitori. Inoltre sabato 9 maggio si rinnova l’appuntamento con la ”Lotteria del Sorriso”, in collaborazione con Enzo Avitabile, patron dell’azienda Terre Pompeiane, con il panariello sociale che ancora una volta metterà in palio tanti golosi premi della linea Babà Re nella diretta social di Pulcinella. Nella stessa giornata di sabato lo stesso Angelo Iannelli condividerà un videomessaggio di speranza per tutti gli artisti che hanno donato la propria arte alla città di Marigliano (NA), per dare sostegno a tutti gli imprenditori della zona e creare un fondo di solidarietà anti Covid-19. Non è l’unico messaggio di speranza che ha lanciato in questi mesi di pandemia: il nostro Pulcinella ha anche definito i genitori eroi di questa pandemia: proprio loro che hanno fatto molti sacrifici per i figli e per i loro cari.

Coronavirus, Paolo Russo (FI): “De Luca trasforma bonus professionisti in voto di scambio”

Riceviamo e pubblichiamo “Utilizzare un’oggettiva stagione di difficoltà che sta mettendo in ginocchio famiglie ed imprese, che sta vanificando i sacrifici fatti negli anni da migliaia di professionisti, smaschera, se mai ce ne fosse stato bisogno, il protagonista campano dell’emergenza coronavirus: De Luca fin dal primo giorno ha avuto due soli obiettivi: evitare che un alto numero  di contagiati mettesse a nudo tutte le colpevoli falle della sanità regionale e capitalizzare il consenso per la sua ricandidatura”: così il deputato Paolo Russo, responsabile nazionale del dipartimento Sud di Forza Italia. “Quelle mail che accompagnano il bonifico effettuato sul conto del professionisti hanno il sapore del voto di scambio oltre che del tentativo di suscitare, con la firma del Governatore della Campania  apposta in calce, un sentimento di riconoscenza non dovuto. Mortificare la dignità di migliaia di cittadini che vivono in un momento di bisogno è il peggiore scivolone che De Luca abbia preso fino ad oggi”, conclude Russo.

Somma Vesuviana, l’ex assessore Irollo: “Il mio silenzioso operato”

Raffaele Irollo, ex assessore al bilancio
Dall’assessore Raffaele Irollo, fino a questa mattina delegato al bilancio nell’esecutivo di Somma Vesuviana, riceviamo e pubblichiamo. Nel 2017 ho creduto nel progetto della lista “Siamo Sommesi” di cui sono anche il presentatore. Ho accettato l’incarico di assessore, ricoperto fino ad oggi, per la fiducia accordatami dal Sindaco in primis e dal gruppo consiliare. Ho partecipato alla stesura del programma di governo, dei vari DUP (completamente stravolti e rivisitati rispetto a quelli precedenti) e di vari bilanci previsionali e consuntivi. Questo periodo è stato caratterizzato da una simbiosi personale con il territorio. Attraverso il confronto costante con i gruppi politici ho potuto arricchirmi di esperienze personali e sfide professionali. Ho imparato che bisogna battersi e far valere con fermezza le proprie idee anche se queste comportano sacrifici e sottrazioni di tempo agli affetti perché, prima o poi, i risultati arrivano. Il Sindaco ed il gruppo consiliare “Siamo Sommesi” su tutti hanno supportato le mie azioni perchè incentrate esclusivamente nell’interesse generale dell’Ente. Negli ultimi anni si è assistito ad un cambiamento nel paradigma politico-finanziario che oggi, di fatto, impone agli enti pubblici la realizzazione di opere quasi esclusivamente attraverso la partecipazione ai bandi regionali, nazionali ed europei. È per questo motivo che, durante il corso del mandato, ho personalmente partecipato alle attività di predisposizione, presentazione e rendicontazione di numerosi progetti comunali caricandomi spesso di scadenze, adempimenti e preoccupazioni. Insomma, tutto questo andava fatto per il bene superiore dell’intero territorio, in particolare per le periferie non senza un pizzico d’ interesse personale poiché abito a Rione Trieste.  Queste attività hanno consentito al Comune di ricevere l’assegnazione di numerosi fondi, tra cui:
  • 2 Mln/€ circa per la scuola Arfè;
  • 3 Mln/€ circa per l’area di Via Giulio Cesare;
  • 1,5 Mln/€ circa per il rifinanziamento dei lavori di ristrutturazione del Campanile San Domenico (completamente andati persi dalla precedente amministrazione);
  • 0,5 Mln/€ circa per il rifacimento di via Cupa di Nola;
  • 130,000 € circa per l’efficientamento energetico della scuola Costantinopoli;
  • Numerose altre iniziative per lo sviluppo culturale sul territorio attraverso eventi e manifestazioni tra cui Festa delle Lucerne e la festa del Baccalà;
Tali iniziative sono state rese possibili dall’implementazione di un gruppo di lavoro (prima inesistente) che include oltre il sottoscritto, il dr. Amitrano della società EY ed il funzionario comunale/assessore del settore di volta in volta interessato. A queste iniziative si affiancano numerosi provvedimenti che è impossibile riepilogare in una lettera per esigenze di brevità: riduzione della Tari, aiuti tributari per famiglie in difficoltà, facoltà di rateizzare le ingiunzioni e così via. Fino ad oggi, tutto questo è rimasto come si suol dire “sotto la linea”, non mi sono attribuito meriti personali così come non sono interessato a farlo in questa sede, ho tentato di portare avanti il maggior numero di progetti possibili con lealtà e chiarezza nella definizione degli obiettivi. Nel mio silenzioso operato c’è poco o nulla di politico, mi sono affidato al buonsenso ed all’interesse comune per tutti i cittadini perché, alla luce dell’azzeramento e dei risultati prodotti, credo che queste attività debbano essere portate avanti a prescindere dalla provenienza politica e per favorire la crescita di un tessuto economico e sociale che è rimasto dormiente per troppo tempo. Non voglio apprezzamenti e non ritengo di essere meritevole di medaglie, tuttavia, non posso consentire la strumentalizzazione di notizie che non sono in alcun modo connesse al merito o agli sforzi di un singolo consigliere. L’amministrazione funziona solo se marcia in modo compatto e sulla base d’iniziative scevre da qualsivoglia barriera concettuale, culturale o politica. Mi auguro che il nuovo esecutivo continui in questa direzione e faccio i miei migliori auguri ai consiglieri che decideranno di fare il proprio ingresso in Giunta, in particolare al consigliere D’Avino che fino ad oggi ha dato prova di una grande lealtà politica.

Incendio Adler di Ottaviano, l’ Arpac: “Primi dati su diossine”

Riceviamo e pubblichiamo
Continuano le attività che Arpac sta svolgendo allo scopo di valutare gli effetti ambientali dell’incendio che nel pomeriggio dello scorso 5 maggio ha colpito lo stabilimento della Adler Plastic spa a Ottaviano (Napoli). Sono disponibili i risultati del campionamento, finalizzato alla ricerca di diossine disperse in atmosfera, effettuato da Arpac dalle ore 20 del 5 maggio fino alle ore 15 del 6 maggio con un campionatore collocato nei pressi del sito colpito dall’incendio.
Gli esiti analitici restituiscono, per il parametro diossine e furani, un valore corrispondente a 0,910 pg/Nm3  I-TEQ (picogrammi per normal metro cubo in termini di tossicità equivalente). Per questi microinquinanti, la normativa vigente al momento non stabilisce valori limite o soglie di riferimento, in relazione alla qualità dell’aria. La concentrazione di diossine e furani riscontrata, espressa come pg/Nm3 I- TEQ della sommatoria PCDD/PCDF, risulta superiore ai valori presi come riferimento da:
a) Organizzazione mondiale della sanità: concentrazioni di tossicità equivalente dell’ordine di 0,1 pg/m3 I-TEQ, mediamente riscontrabili in ambiente urbano, sebbene soggette a grande variabilità, individuate dall’OMS Air Quality Guidelines – Second Edition 2000;
b) Laenderausschuss fuer Immissionsschutz (organismo tecnico della Repubblica federale tedesca): valore per diossine e furani, pari a 0,15 pg/m3 I-TEQ.
Le attività di monitoraggio delle diossine proseguono e i risultati dei successivi campionamenti saranno diffusi non appena disponibili.
Prosegue anche il monitoraggio di altri inquinanti atmosferici, svolto con un laboratorio mobile collocato nei pressi dello stabilimento colpito dall’incendio. I risultati relativi a un arco temporale che va dal 6 al 7 maggio sono stati diffusi dall’Agenzia ieri. Oggi sono disponibili i risultati del monitoraggio aggiornati alle ore 8.00 di stamattina, risultati che mostrano come i valori di tutti i parametri (tra cui benzene e PM10) sono rientrati pienamente nella norma a partire dalla giornata di ieri [http://www.arpacampania.it/web/guest/1099].
Nei giorni scorsi l’Agenzia ha pubblicato anche un report sulle condizioni meteo rilevate nelle ore in cui l’incendio era in corso, condizioni che hanno limitato la diffusione degli inquinanti a bassa quota [http://www.arpacampania.it/web/guest/1402].

Minacce di morte al citofono: il sindaco di Casalnuovo denuncia. Comunicato dei carabinieri

“Non si conosce l’autore e le indagini sono in corso”. Dalla compagnia dei carabinieri di Castello di Cisterna è questo l’unico commento che giunge dopo la denuncia del sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia, annunciata sulla sua pagina Facebook. “Uno squilibrato – ha scritto il primo cittadino – mi ha minacciato di morte  con metodo camorristico fuori casa mia, bussando attraverso il citofono mentre all’interno si trovavano mia moglie e i miei figli e io nel frattempo ero impegnato in municipio”. Pelliccia attribuisce il gesto dello “squilibrato” al clima di odio che si sarebbe creato negli ultimi tempi attorno a lui e a tutto quello che fa. “Questa persona – scrive l’ufficio comunicazioni del Comune – ha bussato insistentemente al citofono e ha minacciato il sindaco di morte rivolgendosi alla moglie che ha risposto. Quando il sindaco è rientrato a casa è stato allertato dalla moglie. Ma lui sul posto non ha trovato nessuno. Stanno indagando i carabinieri”. La pista comunque è quella di un balordo, forse pregiudicato, che non avendo ricevuto aiuti economici dal Comune ha optato per le maniere spicce rivolgendosi direttamente al sindaco presso la sua abitazione. In ogni caso il candidato che concorrerà con Pelliccia alle prossime elezioni comunali, Giovanni Nappi, si è dichiarato molto dispiaciuto per l’accaduto. “Sono d’accordo con il sindaco – scrive Nappi – chi ci minaccia perde solo tempo. Così come fece lui con me quando mi minacciarono con una pallottola calibro 9, gli ho inviato un messaggio per esprimergli solidarietà”.

Somma Vesuviana, il sindaco azzera la giunta

Con decreto di oggi, già pubblicato all’albo pretorio del Comune di Somma Vesuviana, il sindaco Salvatore Di Sarno ha revocato tutti i componenti la giunta municipale assumendo ad interim tutte le deleghe. Le motivazioni ufficiali sono contenute nel decreto: “Appare necessario ed inderogabile provvedere a dare un maggiore e concreto impulso all’attività politico – amministrativa dell’Ente, con l’obiettivo di portare a definizione le attività e i progetti previsti nel programma elettorale presentato agli elettori”. Si evidenzia poi che “in seno alla maggioranza si è venuta a determinare una situazione che richiede una verifica politica e una riconsiderazione complessiva degli assetti di governo, nella prospettiva di un effettivo e concreto rilancio dell’azione politica amministrativa, che risulta di fondamentale importanza per il conseguimento degli obiettivi di fine mandato”. La nuova giunta dovrebbe vedere la luce entro breve, anche se pare che al tavolo di maggioranza ci siano resistenze e veti tali che potranno determinare una non facile risoluzione. Presto andrà in assise il bilancio comunale e probabilmente sarà in quella sede che il nuovo esecutivo sarà presentato. Tra i nomi circolati, tra smentite e conferme, per la nuova giunta ci sarebbero quelli di Sergio D’Avino, attuale consigliere comunale, quello di Salvatore Esposito, al momento capogruppo dei Verdi e di altri nomi noti in città. Il problema più spinoso sarebbe al momento quelle delle necessarie “quote rosa” ancora in forse.