Home Generali Casalnuovo, appalto da 31 milioni per l’igiene urbana: partecipa e vince una...
Il sindaco: “L’appalto non è responsabilità del Comune ma del Provveditorato alle Opere Pubbliche”
Rimuovere i rifiuti e igienizzare una città è un servizio più fondamentale che mai, soprattutto in questi brutti tempi di contagio da Coronavirus. Ma in quel di Casalnuovo questo tema strategico è al centro di una polemica finita negli uffici dell’ anti corruzione. Questo perché al nuovo appalto comunale di nettezza urbana, da 31 milioni di euro per 7 anni di servizio, ha partecipato una sola ditta, la Tekra di Angri, ditta che poi si è aggiudicata la gara. Una ” gara” che in effetti non c’è stata, a causa della totale assenza di concorrenti. Ora però l’opposizione vuole chiarimenti. “Perché – chiede la minoranza – a un appalto così ingente ha partecipato una sola azienda ? E perché il Comune tra le regole della gara ne ha messo alcune che hanno praticamente spianato la strada alla Tekra ?”. Interrogativi che sono finiti in un esposto inviato all’Anac, l’Autorità anti corruzione. L’aggiudicazione dell’appalto ultra milionario risale a qualche settimana fa. Alla gara ha partecipato solo la Tekra, che già opera da qualche tempo nella confinante Acerra. L’appalto è stato espletato dalla stazione unica appaltante del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania e Molise sulla base di un capitolato e di un disciplinare preparati dal Comune di Casalnuovo. Nella commissione aggiudicatrice figura un dirigente del Comune. La Tekra, dunque, ha vinto. Determinanti, per l’aggiudicazione, sarebbero state alcune regole inserite nel disciplinare. Tra i requisiti richiesti c’era quello di aver svolto negli ultimi tre anni il servizio di nettezza urbana in almeno due comuni con un popolazione superiore ai 50mila abitanti. “Un requisito che però ben poche ditte del settore possiedono in tutta la Campania”, si fa rilevare all’Anac. “In Campania – si aggiunge nell’esposto – sono solo una quindicina i comuni che hanno più di 50mila abitanti, per cui si pretendeva un requisito che appartiene a pochissime società”. Il requisito contestato è stato oggetto di una richiesta di chiarimenti da parte di altre ditte che volevano partecipare alla gara ma che poi hanno rinunciato. Comunque il sindaco, Massimo Pelliccia, smentisce qualsiasi responsabilità del Comune in questa vicenda. “I capitolati d’appalto redatti dagli uffici comunali – chiarisce Pelliccia – sono prerogativa della stazione unica appaltante del Provveditorato per le Opere Pubbliche, Campania Molise e Prefettura di Napoli, che ne determina l’approvazione prima di pubblicare la gara. L’ammissione alla gara e la sua aggiudicazione avvengono ad opera esclusiva della Stazione Unica Appaltante e quindi il Comune non ha alcun potere decisionale”. Nel frattempo il servizio di nettezza urbana non è stato ancora affidato alla Tekra. Lo sta svolgendo la ditta Falzarano in regime di proroga. La Falzarano si aggiudicò l’appalto a Casalnuovo nel 2012, battendo un solo concorrente. Qui prima il servizio era gestito dalla Saba, finita sotto inchiesta insieme ai commissari prefettizi dell’epoca. La Saba aveva vinto la gara partecipando da sola, senza concorrenza. Poi, due anni fa, la Falzarano finì al centro di una retata anticamorra, l’arresto del fratello di un consigliere comunale di maggioranza. L’uomo era stato accusato di estorsione ai danni della ditta: ingenti richieste di danaro per conto di un potente clan.
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