Somma Vesuviana, la VI edizione del Mia Martini Festival sarà in diretta Facebook

Il 12 maggio di venticinque anni fa ci lasciava, prematuramente, la grandissima Mia Martini, lasciando un vuoto incolmabile nella musica italiana e nel cuore di tutti coloro che l’avevano sempre amata e seguita fin dagli esordi della sua carriera. Nel corso di questo quarto di secolo, molto è stato fatto per tributarle quel giusto e doveroso riconoscimento che spesso in vita le era stato negato da un ambiente che con lei non era risultato per niente morbido. A Somma Vesuviana, già dai primi anni novanta e dunque ben prima della scomparsa dell’artista, il suo fans club che lei personalmente aveva riconosciuto e ufficializzato, ossia Chez Mimì con sede a Messina e diretto da Pippo Augliera, ha cominciato a muovere i primi passi sul territorio partenopeo grazie al grande impegno di Ciro Castaldo, uno dei suoi appassionati biografi, autore dei libri Martini Cocktail e Tante facce nella memoria, presidente dell’associazione Universo di Mimì, direttore artistico del Mia Martini Festival (giunto alla sesta edizione) e promotore dell’intitolazione di Piazza Mia Martini, a Rione Trieste, a pochi passi da dove l’artista si era esibita in un applauditissimo concerto nel settembre del 1987. Il Festival in questi anni è stato capace di catalizzare l’attenzione sul nostro territorio dei media nazionali e di numerosi estimatori giunti da tutta Italia, grazie alle capacità organizzative e ai numerosi ospiti che sono venuti a tributare il loro omaggio a Mia Martini. Tra i tanti ricordiamo con piacere: Mariella Nava, Mimmo Cavallo, Grazia Di Michele, Alba Calia, Olivia Berté, Aida Cooper, Dario Gay, Serena Rossi, Gianna Bigazzi, Luciano Tallarini e Ivan Cattaneo. A causa del lockdown imposto per contrastare la pandemia da Covid 19, i teatri sono chiusi, pertanto la sesta edizione del Mia Martini Festival, da sempre in scena al Teatro Summarte, sarà un talk che andrà in diretta Facebook, sabato 16 maggio alle 18.00, dalla pagina dell’associazione no profit Universo di Mimì. Sono tanti gli ospiti previsti che, anche in questa particolare circostanza, non hanno fatto di certo mancare la loro adesione: Franco Fasano, Nino Romeo, Mimmo Cavallo, Mariella Nava, Egidio Maggio, Marcello Ingrosso, Gianni Simioli, Giorgio Verdelli, Dario Gay, Gianna Bigazzi e Luciano Tallarini. Per l’edizione del Festival di quest’anno era stato programmato anche un particolare evento nella Chiesa di San Domenico, per accostarsi al percorso spirituale dell’artista con una retrospettiva a cura di Don Gennaro Matino su alcuni testi di particolari canzoni di Mia Martini, anche con l’intervento canoro del Coro & Colombo Big Band del Liceo Statale Cristoforo Colombo di Marigliano. Purtroppo, sempre a causa del lockdown, tutto questo (almeno per quest’anno) non sarà possibile, ma in ogni caso Don Nicola De Sena, che da subito e con entusiasmo si era reso disponibile a realizzare un evento del genere, celebrerà una Santa Messa in suffragio di Mia Martini alle ore 18.30 di martedì 12 maggio che verrà trasmessa in diretta sul profilo Facebook della Parrocchia San Michele Arcangelo di Somma Vesuviana. Sempre martedì 12 maggio, alle ore 12.00 in diretta radiofonica e Facebook, Ciro Castaldo sarà ospite del programma di Radio Medua di Bagnara Calabra, il paese natio di Mia Martini cui l’artista era molto legata. Parte da qua, dunque, un percorso che ci auguriamo possa condurre a breve a un vero e proprio gemellaggio tra la terra natia di Mia Martini e Somma Vesuviana che anno dopo anno diventa sempre di più un vero e proprio punto di riferimento nazionale non solo per gli estimatori della grande e indimenticata artista, ma di tutta la buona musica d’autore.

Regionali, Pentangelo: “il candidato in Campania spetta a Forza Italia”

“È sorprendente dover affrontare oggi, in piena emergenza sanitaria ed economica, il tema delle candidature alle prossime regionali, evidentemente a qualcuno manca il polso del nostro territorio”. Lo afferma l’onorevole Antonio Pentangelo, deputato e coordinatore di Forza Italia per la provincia di Napoli. “Ad ogni modo, a quanti lo avessero dimenticato, ricordiamo che, secondo gli accordi nazionali, il candidato presidente della Campania spetta al centrodestra. E già da tempo il presidente Berlusconi ha indicato che il candidato sarà Stefano Caldoro, che per esperienza e competenza è l’unico che potrà risollevare la Campania ed è stato l’unico in questi due mesi a svolgere quotidianamente il ruolo di collante del centrodestra in regione Campania con critiche puntuali ai disastri di De Luca e proposte concrete per i cittadini. Siamo fuori tempo massimo per ogni cambio di rotta” conclude Pentangelo.

Le Acli di Napoli: “50mila migranti irregolari in Campania, De Luca intervenga”

In Campania sono tra i 40mila ed i 50mila e sono indispensabili in un settore strategico per l’economia regionale come l’agricoltura, ma anche nelle attività di cura a minori, anziani e disabili. Sono i migranti irregolari che oggi svolgono attività fondamentali a sostegno delle persone ma che sono “invisibili” e che, invece, meritano tutela.

Per questo motivo le Acli di Napoli, chiedono una sanatoria generalizzata, una riforma complessiva delle norme che disciplinano i flussi di ingresso per lavoro nel nostro paese ed una rimodulazione del sistema dei livelli di protezione internazionale, con il superamento dei cosiddetti decreti Salvini, approvato dal primo governo Conte.

“La necessità di regolarizzare i migranti non è tema di oggi e di certo nasce prima dell’emergenza Covid. – si legge in un documento politico approvato dalla presidenza provinciale delle Acli di Napoli – Più semplicemente, questa fase diventa occasione per porre con più forza la questione all’ordine del giorno dell’agenda politica nazionale, se ancora servissero ragioni per doverlo fare. Il governatore De Luca si faccia portatore a Roma di questa necessità per tutta la Campania.”

“L’esigenza di tutelare la salute collettiva è certo prioritaria in questo momento. – prosegue il documento dell’associazione presieduta da Maurizio D’Ago – I migranti irregolari sono soggetti deboli, esposti più di altri alle conseguenze del virus. Ma la questione è più fondamentale e viene prima del virus. In termini generali, non è accettabile la presenza in Italia di mezzo milione di persone alle quali sono negati i diritti fondamentali. Non è sostenibile che un numero così significativo di uomini e di donne sia confinato ai margini della legalità dal nostro sistema di norme e di leggi. Senza tutele, senza diritti, questo popolo di “invisibili” è impiegato nei settori più fragili del mercato del lavoro. Sono braccia sfruttate fino allo sfinimento nelle campagne. Sono badanti nelle nostre case, in quel punto di confine che non è più lungo il perimetro, nelle zone di contatto, ma emerge al centro della nostra vita quotidiana. “

“In termini più generali la questione di fondo resta sempre la stessa – conclude i documento delle Acli di Napoli – la fondamentale distinzione tra la persona umana e la condizione giuridica. La necessità cioè di includere i migranti, regolari o irregolari che siano, nel sistema dei diritti e allargare i confini della tutela. In ultima istanza di riconoscere diritti a chi non ha. La realtà dei fatti è che l’immigrazione irregolare è tema assai complesso, frutto di un gioco di mediazione tra spinte contrapposte di natura diversa. Negli ultimi 15 – 20 anni (e forse più) si sono rafforzati a tutti i livelli i controlli alle frontiere, eppure, nonostante questo, tali misure si sono dimostrate sostanzialmente inefficaci per effetto di fattori di diversa natura. Sul versante della regolazione politica, le restrizioni alla mobilità del lavoro che di fatto hanno prodotto irregolarità anziché contenerla. Sul versante economico, il fabbisogno da parte dei mercati di manodopera a basso costo e altamente flessibile. E’ giunto il momento di fare un passo avanti, è giusto il momento di garantire diritti universali. Non c’è occasione maggiormente propizia, non c’è più tempo da perdere.”

Boscoreale, da martedì 12 maggio la riapertura del mercato solo per la vendita di generi alimentari

Riceviamo e pubblichiamo È questa la decisione assunta stamane dal COC – Centro Operativo Comunale di protezione civile – dopo che il Presidente della Giunta regionale della Campania ha adottato l’ordinanza n°45 dell’8 maggio, con la quale ha stabilito la ripresa delle attività mercatali, nei limiti previsti dalla vigente disciplina statale, e quindi limitatamente alle attività dirette alla vendita di generi alimentari, nel rispetto delle prescrizioni previste da apposite Linee guida allegate alla stessa ordinanza. Nelle prossime ore il sindaco Antonio Diplomatico adotterà ordinanza che permetterà la riapertura del mercato con le limitazioni disposte dalla Regione Campania. Entro lunedì, intanto, sarà effettuata la pulizia e sanificazione dell’intera area mercatale e dei servizi igienici. Il sindaco Antonio Diplomatico, nel frattempo, per oggi pomeriggio ha convocato una riunione con il presidente dei mercatali per mettere a punto tutte le ulteriori adeguate misure necessarie a garantire lo svolgimento del mercato in piena sicurezza e tutela della salute, sia dei commercianti sia dei cittadini che vi accederanno.

Confesercenti Campania, SOS autonoleggiatori, autobus e auto NCC: “Noi esistiamo!”

ll presidente Vincenzo Schiavo: «Settore in crisi anche perché non ha ricevuto ancora fondi , ma grazie al nostro lavoro nel nuovo decreto saranno previste sovvenzioni». «Siamo stati completamente abbandonati»: è il grido d’allarme forte e univoco lanciato da Antonio Paone, Presidente Federnoleggio Napoli e da Gennaro Lametta, coordinatore Regionale di Federnoleggio, sigle legate a Confesercenti Campania. «Non è possibile che sia nella Fase 1 che nell’attuale Fase 2 nessuno si è accorto dei danni che stanno subendo le nostre aziende – dice Antonio Paone – noi siamo quelli a cui si rivolgono tutti quando ne hanno bisogno: dalle gite fuori porta ai viaggi d’istruzione organizzati per le scolaresche, dai turisti che arrivano da ogni dove agli anziani che utilizzano i nostri bus per raggiungere località termali e i Santuari più famosi d’Europa». «Siamo in continuo contatto con le Istituzioni Nazionali e Regionali, stiamo esponendo a gran voce a tutti gli addetti ai lavori che sembrano essere sordi al nostro grido –  aggiunge Gennaro Lametta – parlano sempre al futuro non comprendendo che l’intero settore è già stato danneggiato ieri, oggi e non ha più un domani. La richiesta della Protezione Civile di prolungare l’emergenza sanitaria fino al 31 Gennaio 2021 ha ulteriormente devastato le nostre aspettative di riapertura delle frontiere». A difendere le loro posizioni c’è, ovviamente, anche Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania: «La situazione di questo settore è molto critica, con tante imprese in crisi e tanti posti di lavoro a rischio, dal momento che non è stato inserito tra le aziende a cui destinare i finanziamenti a fondo perduto. Ufficialmente la loro attività non è stata sospesa, ma in realtà l’emergenza coronavirus ha azzerato il loro fatturato. Confesercenti ha da sempre chiesto di non dimenticare gli operatori di questo settore che è fondamentale per l’economia del nostro territorio, rappresentando anche il biglietto da visita per i turisti. Tuttavia – conclude Schiavo – il lavoro portato avanti da Confesercenti, una delle associazioni deputate a dialogare con la politica rappresentando ben 73 categorie commerciali,  sia a livello nazionale che regionale porterà presto a dei frutti importanti. Nel nuovo decreto si terrà conto di queste categorie».   Lo spera Antonio Paone che ribadisce: «Siamo sconcertati per il trattamento che ci hanno riservato, considerandoci figli di un Dio minore. I nostri numeri in Campania ma in tutt’Italia parlano chiaro. Siamo quel tassello importante dell’ingranaggio Turismo che produce insieme a tutto il comparto turistico, quel 25% circa del PIL Italiano di cui il nostro Governo si vanta. Chiediamo per la prima volta nella storia un sostegno. Per i nostri collaboratori chiediamo l’allungamento della cassa integrazione, della Naspi e un sussidio a tutti quelli invece che durante la stagione estiva lavorano, ma oggi sono “invisibili”. Chiediamo liquidità alle nostre imprese nella misura di una percentuale in base agli ultimi fatturati, il blocco totale dei Leasing che dal 30 SETTEMBRE incomberanno sulle nostre aziende. Siamo disponibili per qualsiasi collaborazione a supporto di aziende private per il trasporto dei propri dipendenti o per aziende Pubbliche a supporto del TPL in vista della riapertura di tutti gli esercizi professionali e commerciali».

UICI Presidio Sant’Anastasia e Paesi Vesuviani: attivato il servizio “UICI è con te”

Anno 2020, l’inizio di  un nuovo decennio, anno tanto atteso, anno che ancor prima di fare capolino era già investito di tante speranze da parte di tutti, auspici di ogni genere che tutti abbiamo custodito nel nostro cuore, fino al momento del rintocco della mezzanotte, momento in cui ognuno ha gioito pensando al proprio  futuro, ai propri progetti, ai propri sogni.

La vita, però, non  finisce mai di stupirci, continua ad insegnarci tanto, ma questa volta, la sua lezione, che è ancora in corso,  è stata davvero inimmaginabile. In un attimo siamo stati catapultati in una realtà senza tempo, in un mondo quasi virtuale, in una di quelle realtà che gli appassionati di racconti fantascientifici avranno letto tante volte. Ma un conto è leggere ed un altro è vivere. Ci siamo sentiti defraudati di ogni certezza, eravamo come superstiti in una tempesta  senza scorte, senza viveri, senza nulla. Sapevamo solo di trovarci nella fatidica fase 1 di un virus, che stava risucchiando ogni cosa, che era come un mostro invisibile.

L’invisibilità poi si  è tramutata in silenzio,  dove ognuno aveva anche paura di respirare, di pensare. L’impatto per i disabili è stato ancora più devastante, l’urto per questa condizione è stato infinite volte maggiore. Ma non dobbiamo mai dimenticare che la mente, quando vuole, è meravigliosa e la mente di chi opera con il cuore nella disabilità e per la disabilità lo è ancora di più. Il virus nella fase 1 viaggiava indisturbato per tutto il mondo, ignaro che c’era qualcosa di più potente di lui, il potere della mente che supera ogni barriera. Noi siamo abituati a superare gli ostacoli e, se pur tra mille difficoltà, siamo stati lesti a fronteggiare l’imprevisto e quindi, abbiamo reso il nostro silenzio d’oro, arricchendolo di idee, per emergere e reinventarci soluzioni nuove.

Abbiamo così affrontato la fase 1 con mille dubbi, ma certi  che non potevamo e non dovevamo arrestarci perché chi si ferma è perduto. Il Presidio ha dunque attivato il servizio “Uici è con Te”; un servizio telefonico tramite il quale i nostri volontari contattano i soci per sincerarsi della loro condizione e delle loro eventuali necessità di approvvigionamento di alimenti, medicinali oppure impellenze di visite mediche che, in collaborazione con la Croce Rossa e la Protezione Civile, sono state soddisfatte.

Ci siamo coadiuvati con la Croce Rossa e la con la Protezione Civile dei vari comuni e abbiamo offerto anche a distanza il nostro supporto relativamente al braille, attivato “TechPoint”, uno spazio in teleconferenza dedicato al supporto informatico e alle tecnologie assistive, considerando il grande utilizzo che, soprattutto in questo periodo, si sta facendo dei social e delle piattaforme per lo studio e il lavoro; inoltrenon abbiamo fatto mancare il nostro contributo ai bambini, distanti dalla scuola, sempre più consapevoli che è proprio nelle difficoltà che l’essere umano, munito di volontà e di amore, riesce a dare il meglio di sé. Abbiamo infine continuato ad offrire il sostegno psicologico, con lo sportello d’ascolto, in collaborazione con la Cooperativa Eco,che si tiene ogni venerdì pomeriggio in teleconferenza dalle 16:30 alle 18, attraverso il quale la nostra psicologa offre un supporto psico-emotivo per aiutare ad affrontare questo momento di instabilità.

Abbiamo fornito le mascherine ai soggetti disabili visivi e stiamo dando supporto alla compilazione dei bonus rivolti alle persone con disabilità visiva, che rientrano nel Piano Socioeconomico della Regione Campania per l’emergenza Coronavirus.

In questo scenario irto di difficoltà abbiamo diffuso via web video di speranza ideati dai bambini stessi, video di incoraggiamento in merito all’autonomia domestica, video che mostrano come una persona cieca può svolgere operazioni matematiche in piena autonomia. Sono attivi tutti i servizi di consulenza dedicati ai soci, che riguardano: – Consulenza Tiflo-pedagogica (per studenti, Scuole e famiglie), Sandra Minichini Consulenza legale, Anna Esposito Consulenza fiscale (CAF-Patronato), Carla Borrelli Consulenza Tiflo-informatica, Giuseppe Fornaro Sport a casa e  autonomia personale, Antonio Maione

Ora ci accingiamo a vivere la fase 2 cercando di ripartire in piena sicurezza, sempre animati dal desiderio di continuare a compiere in modo fattivo il nostro operato. Dobbiamo essere fiduciosi nel futuro e siamo convinti che ora più che mai, se  ognuno metterà in campo la propria goccia, unica e speciale, tutte le nostre gocce insieme, unite in un abbraccio,  formeranno il nostro oceano, un oceano privo di virus, l’oceano della solidarietà, della speranza e dell’amore capace di superare qualsiasi barriera.

“Il futuro inizia oggi, non domani.”

UICI (Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti)

Cimitile, alimenti in vendita privi di tracciabilità: sequestri e sanzioni

I Carabinieri della Stazione di Cimitile, coadiuvati dai Carabinieri del NAS di Napoli, hanno svolto un controllo in un supermercato del paese rinvenendo e sequestrando circa 11 kg di formaggi, già tagliati e messi in vendita, per i quali non vi era garanzia di tracciabilità. Al responsabile dell’attività è stata elevata anche una sanzione pecuniaria pari a 1500 euro e sono state applicate prescrizioni per carenze igieniche e sanitarie.

L’ “insalata caprese”, il piatto degli antichi dei. E C. Malaparte disse: “Il paesaggio di Capri l’ho disegnato io”

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Il senso della “battuta” che Curzio Malaparte fece parlando con il generale Rommel ci aiuta a capire il valore ancestrale del “piatto”, che fu “inventato” negli anni ’30 del sec.XX. La storia complessa del “fascino” di Capri, poco nota nel primo Ottocento, diventata poi meta del turismo d’ élite, e infine “perla” del turismo internazionale. La testimonianza di Turpin de Crissé. Il racconto di Marino Barendson.   Ingredienti: 500 g mozzarelline ciliegine; 500 g pomodorini ciliegini; 10 foglie di basilico; q.b. olio extravergine d’oliva; q.b. sale fino Come prima cosa, per preparare l’insalata caprese, sgocciolate le mozzarelline dalla loro acqua di conservazione mettendole nel colapasta .Prendete i pomodori -ciliegini, eliminate il picciolo, lavateli sotto l’acqua fredda, asciugateli e tagliateli a metà.  Metteteli in una terrina, salateli secondo i vostri gusti e mescolateli per farli insaporire.. Aggiungete le mozzarelline sgocciolate ai pomodorini, versate l’olio extravergine a filo e decorate con le foglie di basilico (precedentemente lavate ed asciugate). Ecco, la vostra insalata caprese è pronta. (la ricetta è pubblicata sul blog “giallozafferano”)   Si incontrano in questo “piatto” il pomodoro, che porta in sé i miti degli dei dell’America precolombiana, e il “formaggio”, che sa di Ulisse, di Polifemo, di Omero: le idee archetipe sono sempre luminose, nitide, semplici. Erwin Rommel andò a Capri, e fu ospite nella villa di C. Malaparte. Prima di andar via, domandò allo scrittore se la villa l’aveva comprata da altri, o l’aveva disegnata e fatta costruire lui. Malaparte gli rispose: “La casa l’ho comprata, il paesaggio l’ho disegnato io.”. Voleva dire che quel paesaggio, luminoso e nello stesso tempo misterioso, lo poteva veramente “leggere” e ammirare solo uno spirito mediterraneo, capace di vedere ancor vivi e presenti, nella meraviglia di quella natura, i segni degli antichi dei e degli antichi eroi Molte storie si raccontano sull’origine dell’ “insalata caprese”: molte concordano nell’indicare un muratore come l’inventore del “piatto”, un inventore ispirato dal caso, secondo alcuni, secondo altri, invece, dall’amor di patria che lo avrebbe indotto a mettere insieme ingredienti che rappresentavano con i loro colori la bandiera italiana. Il “piatto” sarebbe stato inventato negli anni ’30 del ‘900: è questa l’opinione anche di Marino Barendson, che però, in un suo saggio sulla cucina caprese, ha scritto che “l’insalata caprese” nacque nel ristorante “Luigi ai Faraglioni” e che non bisogna mai usare la mozzarella , ma sempre e solo il fiordilatte. E’ il “piatto” di una cultura contadina sopravvissuta alle vicende che tra la fine dell’Ottocento e i primi 30 anni del Novecento trasformarono l’isola cara a Tiberio nella “perla” del turismo d’ élite: e vi sbarcarono D’Annunzio, Krupp, Axel Munthe, Norman Douglas, Thomas Mann, Curzio Malaparte. Nella prima metà dell’Ottocento Capri non era inserita nel Grand Tour, e nel 1819 il conte Turpin de Crissé,  alla ricerca di paesaggi “romantici”- era un pittore ambizioso, ma poco ispirato – si fece portare sull’isola dai pescatori di una sgangherata barca: raccontò, poi,  che vi aveva trovato solo “povera gente”, che la padrona della locanda che lo aveva ospitato – la chiamavano la “tedesca”, forse per i suoi modi e per la sua struttura fisica – possedeva “le due sole posate d’argento esistenti a Capri”, e sapeva preparare solo una zuppa di pane abbrustolito bagnato nel brodo di piccoli pesci e cosparso di “olio paesano”, però metteva in tavola anche “ uova fresche, fichi eccellenti, frutti di mare”. Del resto, nel 1830 a Capri c’erano due soli alberghi, la locanda “Pagano” e la “Villa di Londra”, e i collegamenti con Napoli li tenevano i pescatori: le traversate erano poco costose, e, spesso, avventurose, tanto che Mariana Starke consigliava di noleggiare una barca che avesse almeno “dieci remi”. Ancora nei primi anni del ‘900 il latte non arrivava da Napoli con la necessaria regolarità, e dunque venivano allevate nell’isola molte mucche, almeno un centinaio,“come si era fatto da migliaia di anni”, e con il latte si lavoravano, da sempre, le caciotte, il cui ricordo rimase impresso nella memoria di D’Annunzio. Per tante mucche era necessario un toro, “l’ultimo dei quali”, racconta Marino Barendson, “, un bellissimo esemplare, era ancora qui negli anni Sessanta”. Per andare ai convegni d’amore con le mucche questo toro doveva attraversare la famosissima Piazza, “ed era uno spettacolo affascinante questa mole ben scortata, tenuta con una robusta catena al collo e al naso, al cui apparire si faceva un po’ di vuoto intorno”. E una volta il toro si infuriò, proprio al centro della Piazza, e  ci fu “una fuga generale”. (Fonte foto: pinterest)  

Somma Vesuviana, azzeramento giunta, Allocca:“Maggioranza irresponsabile e inadeguata. Si torni al voto”

Riceviamo e pubblichiamo

“Mentre il mondo intero fa i conti con una gravissima emergenza sanitaria e un’altrettanto grave crisi economica, la maggioranza che amministra Somma Vesuviana non trova meglio da fare che indurre il sindaco ad azzerare la giunta ed avviare un rimpasto. Siamo dinanzi ad un atteggiamento irresponsabile, che conferma ancora una volta l’inadeguatezza di chi governa la città e certifica una verità mai detta ma ormai chiara a tutti: a Somma Vesuviana non c’è una coalizione ma un cartello elettorale che non persegue interessi collettivi, nemmeno in una situazione così delicata”. Questo il commento del consigliere comunale di Somma Futura, già candidato a sindaco, Celestino Allocca, rispetto alla decisione del sindaco di Somma Vesuviana di azzerare le deleghe dei componenti della giunta.

Continua Allocca: “C’è un solo modo per uscire dall’equivoco politico ed elettorale che sta bloccando Somma Vesuviana: la fine dell’esperienza da sindaco di Salvatore Di Sarno e della sua falsa maggioranza. L’amministrazione comunale prenda atto del fallimento e di tre anni di nulla assoluto e torni a casa: meglio le elezioni anticipate che questo inutile teatrino ”

Agrimonda, tra diffide e zaffate prosegue il calvario di Ciro Tufano, solo contro indolenza e ignavia

Stavolta, complice il forte vento di terra che spirava, i miasmi del sito ex Agrimonda sono arrivati tutti nel naso, e questo nonostante la mascherina: uno strumento di protezione individuale che lì, sul confine tra Mariglianella e Marigliano, sarebbe opportuno indossare anche se non fosse obbligatorio farlo a causa del SARS-coV-2. Sono passati venticinque anni da quel maledetto 18 luglio del 1995, quando nel cuore della notte prese fuoco il deposito di prodotti per l’agricoltura, inclusi quelli chimici quali pesticidi, fitofarmaci e concimi fertilizzanti, della ditta Agrimonda che ne curava la commercializzazione. Pochi giorni fa, il 30 aprile, Ciro Tufano con il suo Comitato Cittadino Ambiente e Territorio ha inoltrato l’ennesimo esposto (con annessa diffida) agli enti coinvolti ormai da tempo nella vicenda: tra gli altri il Comune di Mariglianella, la Regione Campania, l’ARPAC, l’ASL NA 3 Sud, la Città Metropolitana di Napoli e anche il Ministero dell’Ambiente. Come si legge nel documento, a distanza di un anno dall’azione di messa in sicurezza di emergenza, operata dalla Regione Campania con un impegno economico di duecentomila euro, “la situazione è degenerata, l’area del sito è diventata una sorta di stagno a cielo aperto, caratterizzato dalla presenza di materiale putrefatto, acque verdi e melmose, un’innumerevole quantità di rane, zanzare e altri insetti”. Per non parlare dei miasmi, ormai divenuti insopportabili, al punto da costituire un serio rischio per la salute della comunità che vive a ridosso dell’area. I pericoli più grandi, ancora una volta, sono la proliferazione di malattie infettive causate da batteri patogeni, virus e parassiti che si generano nell’acqua stagnante, oltre alla contaminazione delle falde acquifere, intrise di fitofarmaci, benzene, fluoruri e metalli vari. Come se non bastasse, a queste emergenze se ne aggiunge un’altra dell’ultima ora: il rischio incendio procurato dalle alte sterpaglie che dal terreno confinante ormai lambiscono anche il telone di plastica posto a copertura. In merito a questo il signor Tufano chiede al sindaco di Mariglianella almeno un’ordinanza che imponga alla proprietà del terreno adiacente al sito ex Agrimonda di ripulire l’area, annullando il potenziale rischio di un ulteriore incendio che sarebbe devastante. Vale la pena ricordare e sottolineare che questa non è solo una battaglia di Ciro Tufano, perché il disastro ambientale riguarda l’intera comunità, compresi quanti affermano di non sentire alcun vapore mefitico, cosa che invece accade anche sostando lungo via Pasubio, quindi a Lausdomini, nel Comune di Marigliano. Eppure Ciro è più coinvolto, perché il relitto del deposito ce l’ha proprio sotto casa: quattro mura in cui, insieme alla famiglia, ha dovuto resistere per l’intera durata di una quarantena da incubo, costretti a sigillarsi nella dimora nonostante i grandi spazi all’aperto a disposizione, per fronteggiare il virus e anche i lezzi. Tuttavia Ciro si batte come un leone, contro una certa indolenza amministrativa e anche contro l’ignavia degli altri residenti, forse arresi all’idea che nulla possa cambiare dopo ormai venticinque anni. Tra le cose che ci tiene a evidenziare, quando lo incontriamo, c’è sicuramente l’amarezza di non essere mai stato ammesso ai tavoli istituzionali, anche se lui sa bene di non avere le competenze per farlo (al massimo le ha acquisite in tutti questi anni). Ciononostante viene additato come colui che ha preteso alcune soluzioni tecniche che sono state adottate come misura di sicurezza nel corso de tempo. Evidentemente non è così. Quello che Ciro Tufano chiede a gran voce, oltre a un intervento di urgenza che la situazione impone ormai da tempo, sono gesti forti, significativi, promossi insieme alle istituzioni e ai cittadini. “Propongo al sindaco di Mariglianella di andare insieme dal governatore De Luca, o comunque in Regione Campania, per sottoporre le nostre istanze con un’unica voce, collettiva e comunitaria, più forte!”. Nel corso dell’ultima diretta Facebook anche il sindaco di Marigliano, Antonio Carpino, ha voluto puntualizzare che tutti gli sforzi possibili sono stati compiuti, tant’è che il piano di caratterizzazione è stato approvato e tutto ormai dipende dalla Regione Campania. Eppure la voce di una sofferenza che vorrebbe essere condivisa dovrebbe sollevarsi proprio dai territori, per arrivare a chi di dovere, al netto delle oggettive responsabilità. Intanto il 10 aprile scorso l’ARPAC ha effettuato dei controlli sulla falda acquifera e si attendono i risultati, sollecitati anche dal primo cittadino di Mariglianella, Felice Di Maiolo, che sottolinea: “Il gestore del sito ex Agrimonda, com’è giusto che sia, è la Regione Campania, ma è mio interesse risolvere la situazione, come dimostrano i risultati raggiunti negli ultimi 18 mesi dopo venticinque anni: la rimozione delle scorie e la messa in sicurezza. Ieri mattina (7 maggio 2020, ndr) è partita l’ultima diffida nei confronti della Regione, ormai una consuetudine per noi. Lavorando in sinergia con la comunità e le associazioni abbiamo fatto dei sacrifici significativi per integrare i fondi, purtroppo insufficienti, messi a disposizione da chi ha la responsabilità della bonifica e, prima ancora, della caratterizzazione dell’area. Sicuramente ora, rispetto ad appena due anni fa, la situazione è migliorata”. Non diciamolo a Ciro Tufano però, costretto a convivere quotidianamente con un mostro che qualcuno fa finta di non vedere. E allora un caloroso invito a fare un giro nei dintorni: sicuramente sarà impossibile fare finta di non sentire. L’auspicio è che si faccia sentire anche la comunità, come un sol uomo e non come un uomo solo.