Settembre 1845: 800 scienziati italiani vedono che Napoli è, in ogni senso, la più grande città d’Europa

Nella “Guida di Napoli” – ogni ospite ne ebbe una copia – gli amministratori della città, oltre a tutte le notizie utili, pubblicarono anche l’indirizzo degli “studi” di pittori e scultori. Centinaia di scienziati ebbero l’opportunità di ammirare la perfetta organizzazione, la ricchezza del patrimonio culturale e i progressi nei settori della Medicina e della Tecnologia: nell’occasione venne inaugurato anche l’Osservatorio Vesuviano.  Il ruolo di Giuseppe IV Medici, principe di Ottajano.   Dal 20 settembre al 5 ottobre del 1845 Napoli ospitò la VII Adunanza degli scienziati italiani: vi parteciparono 1613 luminari, di cui 831 erano “regnicoli”, distribuiti nelle “sezioni” di chirurgia, agronomia e tecnologia, archeologia e geografia, anatomia, fisiologia comparata e zoologia, botanica, fisica e matematica, geologia e mineralogia. Il Presidente generale dell’Adunanza fu Nicola Santangelo, e un ruolo importante svolsero nell’organizzazione dei lavori Michele Tenore, Leonardo Santoro e Macedonio Melloni, che, nel giorno dell’inaugurazione dell’Osservatorio Vesuviano, illustrò ai colleghi la funzione dei nuovi sistemi di controllo e di ricerca. Egli spiegò anche che l’illuminazione notturna delle strade della città era garantita da 1811 “lampade a riverbero a olio” e da “350 lampade a gaz”, e che gli scienziati napoletani stavano mettendo a punto una “illuminazione a idrocarburo”.Giuseppe IV Medici, principe di Ottajano, fu presidente della commissione per “gli strumenti aratorii” e fu membro delle commissioni che si interessavano della coltivazione della seta e dello “stato dell’agricoltura”. Ma dei temi scientifici trattati da questa importante “adunanza” parleremo in altri articoli. Ora ci interessa dire che gli scienziati tutti elogiaronol’organizzazione, accurata e precisa, e lo splendore degli spettacoli teatrali e dei concerti musicali riservati agli ospiti e alle loro famiglie. Insomma, Napoli dimostrò di essere la più grande città europea non solo per il numero degli abitanti – l’anno prima ne erano stati censiti 400813 -, ma anche per la ricchezza del suo patrimonio culturale e per l’efficienza dell’amministrazione.Erano i tempi in cui Ferdinando II si fidava ancora della borghesia “illuminata” e aveva lo sguardo rivolto all’ Italia e all’Europa: queste “aperture” sarebbero state annullate dal disastro del ’48. In ciascuno degli alberghi riservati agli ospiti c’era “una deputazione municipale” incaricata di dare utili informazioni e di evitare che tra gli ospiti e l’albergatore nascessero “questioni”. Nella “strada di Chiaia”, nel “grande appartamento del palazzo Cellammare, comunemente detto di Francavilla” venne preparata, ogni giorno, una “mensa” per 400 persone: per 60 grana, poco più di mezzo ducato, a partire dalle ore “tre post meridiem” gli scienziati potevano consumare un pasto composto da “una zuppa”, cinque portate, “compresa la pasticceria”, frutta, caffè e sorbetto. “Il vino di pasto è compreso nel prezzo”: agli ospiti venne consegnato anche l’elenco dei “vini di lusso”: una bottiglia di “champagne Sillery” costava duc. 1, 20, quanto una bottiglia di “Bordeaux Lafitte”, mentre si pagavano duc.3, 30 per una bottiglia di “vino del Reno Hocheiner o Marcobrun”, un ducato per una bottiglia di Porto e di Madeira  e solo 30 grana-  il salario quotidiano di un muratore “esperto” – per una bottiglia di Marsala e per una bottiglia di rhum: una bottiglia di “curaçao di Amsterdam” costava duc.3. Si comunicava agli ospiti che “i camerieri sono pagati dal Comune, quindi è loro severamente vietato domandare o ricevere mancia”. Inoltre, gli ospiti, quando prenotavano i posti alla “mensa” o “nella Casa Comunale a via Monteoliveto o nella Regia Università degli Studi”, potevano già comunicare se volevano “il pranzo di magro o di carne”. Tutte queste informazioni ogni scienziato le trovava nella copia personale della “guida” che il “Magistrato municipale” aveva fatto stampare per l’occasione, e in cui venivano indicati gli orari delle ferrovie e delle diligenze, il costo dei biglietti, le strade, le piazze, i ristoranti, l’indirizzo dei proprietari delle carrozze da nolo, le “linee” servite dalle carrozze e il costo del viaggio. E’ una “guida” che merita di essere pubblicata dalla prima all’ultima pagina. Suscitò l’ammirazione di tutti, e la suscita ancora oggi, il fatto che nella “guida” gli amministratori pubblicarono anche l’indirizzo degli “studi” dei pittori e degli scultori, considerati parte integrante del patrimonio di Napoli. Giovanni Cammarano “lavorava” al n. 51 di Vico Carrozzieri a Toledo, Giuseppe e Vincenzo Cammarano al n.11 di Vico Corrieri a Santa Brigida, Gabriele e Raffaele Carelli a Largo del Vasto, Teodoro Duclère a San Pasquale a Chiaia, Giacinto Gigante al n. 58 di Santa Teresa a Chiaia, Achille Gigante al n.10 di Santa Maria del Parto a Mergellina, Gabriele Smargiassi nel Palazzo S. Arpino a Chiaia, Achille Vianelli al n. 32 del Vico del Dattilo a Mergellina, poco lontano dallo “studio” di Ercole Gigante. Venne coniata anche la medaglia commemorativa dell’evento (l’immagine apre l’articolo): su una “faccia” Vincenzo Catenacci incise il volto di G. B. Vico, e sull’altra la dea Partenope armata di scudo, e sullo sfondo, il Vesuvio.

Fase 2, pronti alla riapertura anche i barbieri: da Marigliano il racconto di un tormento personale e non solo

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Poche ore fa, nel corso della consueta diretta di aggiornamento relativa alla perdurante emergenza Coronavirus, il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha sottolineato che “valuteremo le linee guida del Governo per le attività commerciali. Ritengo che sia necessario aprire tutto giovedì e non lunedì, perché per lunedì non c’è tempo per fare sanificazione e per prepararsi. Il nostro obiettivo è aprire tutto ma aprire per sempre. È bene prendersi qualche giorno in più”. Dunque è verosimile che, almeno in Campania, l’ulteriore riapertura prevista per il fatidico 18 maggio slitti a giovedì 21 maggio, giusto per dare il tempo di arrivare preparati alla meta. Una cosa rimane invariata: tutte le attività potranno essere aperte dalle 7.00 alle 23.00  e si potrà lavorare anche nei giorni festivi. Tutto questo vale anche e soprattutto per barbieri e parrucchieri, chiusi ormai da tre mesi e finalmente pronti alla ripartenza. Per provare a comprendere lo stato d’animo della categoria abbiamo interpellato Salvatore Pannone, titolare dell’attività “New image Sal” a Marigliano.  Allora Salvatore, per te la cosiddetta “fase 1” di lockdown ha significato soprattutto dover abbassare la serranda senza sapere quando avresti potuto rialzarla: cosa hai provato nel realizzare che avresti dovuto chiudere e che la chiusura sarebbe stata lunga? Che tipo di soluzioni ti sono venute in mente per prepararti alla ripresa e cosa hai fatto nell’attesa? Il barbiere fa pratica quotidianamente: questa lunga pausa ti ha creato problemi oppure tagliare i capelli è un po’ come andare in bicicletta? “Appresa la notizia della chiusura della mia attività ammetto di essere stato preso dallo sconforto: non è stato facile chiudere la serranda della mia bottega dove ogni giorno mi dedico ormai da anni al mio lavoro con tanto amore e passione. Mai mi sarei aspettato di dover chiudere la mia attività da un giorno a l’altro, costretti poi doverci rintanare nelle nostre abitazioni a causa di un virus che ha sconvolto il mondo intero. Non ti nego che ogni giorno forte era la paura di essere contagiati: ho temuto per me e per la mia famiglia, nasceva in me l’incertezza sulla data di riapertura. Dunque, durante la fase 1 ho realizzato l’enorme perdita economica a cui sarei andato incontro, le varie tasse da pagare e le diverse spese giornaliere da affrontare nonostante non ci fosse alcuna entrata. Essendo costretti a stare in casa, ho elaborato diverse idee per prepararmi alla riapertura e per tutelare i miei clienti. Visto le misure di sicurezza rese note fin da subito avevo già pensato a predisporre il locale in modo da avere una giusta distanza tra le postazioni di lavoro, e tra le soluzioni avevo preso in considerazione anche l’uso di mascherine e guanti e un sanificante all’ingresso. Riguardo alla curiosità, personalmente questo periodo di inattività non ha influito sulla mia professione, svolgo questo lavoro da circa trentacinque anni e giustamente per me ormai è un proprio come andare in bicicletta”. Hai partecipato o fai comunque parte dei lavoratori del settore che hanno protestato a Marigliano, recandosi anche dal sindaco? Approvi la protesta della categoria e cosa chiedi alle autorità? Immagino tu, come tanti altri, voglia riaprire il prima possibile e pare che ormai ci siamo: che tipo di garanzie avete avuto da questo punto di vista e quali proposte per garantire sicurezza e igiene avete condiviso con chi di dovere? “Si, faccio parte del gruppo di lavoratori che hanno protestato a Marigliano. Alla notizia dell’apertura prevista per il 1 giugno, ci siamo resi conto che era l’ora di farci sentire ed esporre la nostra voglia di ripartire quanto prima e in totale sicurezza, non potendo più sopportare la perdita economica che ogni giorno diventava sempre più marcata. L’incontro con il sindaco di Marigliano è stato positivo in quanto ci ha dato un segnale di apertura sulla possibile riduzione delle tasse e ci ha rassicurato che avrebbe sollecitato gli organi regionali”.  De Luca infatti ha annunciato la riapertura per la prossima settimana, in sintonia con le disposizioni nazionali: potranno riaprire barbieri e parrucchieri, ma come? Se foste costretti a lavorare indossando non solo la mascherina ma anche, come si ipotizza, la visiera, credi che questo complicherebbe o addirittura inficerebbe la tua attività, la tua manualità? Come credi che si potrà riprendere? Quali saranno i protocolli a cui sarete obbligati per la ripartenza? “A quanto pare le proteste di noi parruchieri di Marigliano e di tutta italia ha dato i suoi frutti, infatti tra pochissimi giorni è prevista la riapertura. Per quanto riguarda l’utilizzo della mascherina e della visiera, anche se inevitabilmente questo porterà ad uno sforzo in più nel lavoro, credo che non creerà alcun problema  alla  nostra attività. Riguardo ai  protocolli di sicurezza da seguire non abbiamo alcuna certezza se non generali misure note ormai da mesi come il distanziamento fisico, l’uso della mascherina per tutti e per noi lavoratori anche guanti e visiera. Non è mancata da parte mia l’organizzazione in quanto ho già provveduto alla sanificazione del locale e all’acquisto di prodotti igienizzanti, inoltre ho acquistato le mie solite tovagliette e mantelle monouso, che personalmente utilizzo ormai da tantissimi anni a beneficio dell’igiene. Nel rispetto del distanziamento sociale si è ritenuto necessario ricevere i clienti per appuntamento per evitare assembramenti. Non vediamo l’ora di ritornare a lavoro più forti di prima! Grazie per aver dato voce al mio pensiero”.

Acerra, assicurazione rischio Covid per comunali e politici, la Regione: “Inutile: c’è già l’Inail”

Dopo il parere del Cal, il Comune ha annullato la delibera per la stipula di una convenzione Unipol-Sai   L’impegno di spesa per l’assicurazione sul rischio Covid, destinata alla copertura dei 300 dipendenti comunali, dei volontari della protezione civile e dei politici di Acerra, sindaco, assessori, consiglieri comunali, era stato deciso agli inizi di aprile ed ammontava a 5320 euro. Danaro da destinare a un’agenzia della Unipol ubicata a Napoli, a Santa Lucia. Poi però il Comune ha fatto dietrofront. La delibera, l’impegno di spesa, l’affidamento per la polizza: tutto revocato, tutto annullato. E’ stato un ente istituito presso la Regione a mettere in allarme i dirigenti municipali, che hanno quindi dovuto fare marcia indietro. Il Cal, il Consiglio delle autonomie locali, ha fatto notare al Comune di Acerra che è inutile stipulare un’assicurazione privata sul rischio Covid perché questa è già coperta dall’Inail, l’Istituto nazionale infortuni sul lavoro.  

Marigliano, il Liceo Colombo partecipa con il progetto bicibus all’iniziativa “Facciamo Ecoscuola” targata M5S

Il 13 ottobre 2019, dal palco di Italia 5 Stelle, gli attivisti del MoVimento 5 Stelle lanciavano l’iniziativa “Facciamo Ecoscuola”,  mediante la quale venivano donati alle scuole italiane i 3  milioni di euro derivanti dal taglio degli stipendi di parlamentari e consiglieri regionali del MoVimento. Oltre mille i progetti pervenuti da altrettanti istituti scolastici di tutta Italia, tutti tesi a  promuovere maggiore sostenibilità ambientale nelle scuole del Belpaese. Dall’8 al 14 maggio, in una sorta di “fase 2”, è stato possibile leggere con attenzione le schede di ogni progetto e valutare al meglio quali scegliere nel corso della successiva fase di votazione, alla fine della quale i progetti più votati dagli iscritti alla piattaforma Rosseau riceveranno un contributo fino a 20.000 euro, nei limiti delle risorse messe a disposizione per ogni regione italiana (339.556,43 euro per la Campania). Anche il Liceo “C. Colombo” di Marigliano, guidato dalla dirigente Nicoletta Albano, ha voluto partecipare all’iniziativa con un progetto denominato “Keep calm and Bike 2 school” che risponde alla finalità C. Mobilità sostenibile per il trasporto collettivo casa-scuola (acquisto scuolabus), o progetto “bicibus” e “pedibus” allo scopo di incentivare il trasporto sostenibile a piedi o in bicicletta. Gli enti coinvolti sono i Comuni di Marigliano e San Vitaliano, ma il progetto prevede anche la collaborazione con la Polizia Municipale, le associazioni onlus ambientali e quelle ciclistiche. Il progetto intende promuovere pratiche di mobilità sicura e sostenibile e prevede l’individuazione della figura del Mobility Manager scolastico che rivestirà un ruolo fondamentale nell’organizzazione della mobilità di studenti e personale delle scuole, a partire dalla raccolta dei dati relativi alle loro abitudini di spostamento. Inoltre, “Keep calm and Bike 2 school” prevede l’attivazione di attività formative finalizzate a sviluppare negli studenti abitudini di mobilità sostenibile e all’utilizzo  bella bici nel tragitto  casa-scuola e viceversa. I destinatari della sperimentazione sostenibile, in questi tempi fertili di bonus bici, saranno gli alunni delle classi terze,quarte e quinte dei vari indirizzo di studio. Per il momento il progetto prevede azioni pilota del “bike to school” per un numero di partecipanti ristretto, anche su base volontaria, che miri a diventare un modello da implementare coinvolgendo un numero sempre più alto di studenti e da replicare anche in altre zone del territorio comunale. Gli studenti coinvolti riceverebbero in comodato d’uso folding bikes (biciclette pieghevoli, più piccole e pratiche) e sperimenterebbero in vari momenti dell’anno scolastico il “bike to school” quale modalità di mobilità ecosostenibile. Partendo da un punto di raccolta e seguendo un itinerario prestabilito, gli studenti percorrerebbero il tragitto verso scuola e viceversa. Per contraddistinguere i partecipanti e garantirne la sicurezza, questi indosserebbero delle pettorine catarifrangenti, il casco o altri simboli di riconoscimento che sarebbero parte di un kit fornito dall’istituzione scolastica. Si prevede la realizzazione di un percorso casa- scuola (e viceversa) il cui itinerario non superi i 1.500 metri e possa essere messo in sicurezza dalla Polizia Municipale, delimitando percorsi protetti anche attraverso l’introduzione di segnaletica che rappresenti simbolicamente l’iniziativa. Gli studenti hanno pensato a tutto: in caso di necessità, per gli automobilisti si creerebbero circuiti di circolazione alternativi nelle ore più calde, quelle di accesso e di uscita dagli edifici scolastici, così da limitare il traffico a quello principalmente locale. Infine il progetto prevede la realizzazione, nelle immediate vicinanze degli istituti scolastici, di depositi/parcheggi, possibilmente coperti, dove lasciare le biciclette durante le ore di lezione. Senza dubbio un’idea progettuale vincente e dirompente per una città come Marigliano, dove le piste ciclabili sono quasi del tutto assenti e il bisogno di ecosostenibilità e sicurezza stradale è palpabile. Dunque, per queste ed altre ragioni si auspica il successo e il relativo finanziamento dell’iniziativa, che potrebbe rappresentare davvero una piccola grande svolta nelle abitudini degli adulti, spesso colpevoli di dare il cattivo esempio alle nuove generazioni che si dimostrano attente e sensibili alle tematiche ambientali tutti i giorni della settimana, non solo il “friday for future”.

Saviano, il malcontento dei cittadini per il 5G e la risposta dal comune

I cittadini del Comune di Saviano manifestano la loro disapprovazione per l’installazione dell’antenna 5G, preoccupati per gli eventuali rischi che correrebbero con questo tipo di antenna in zona. Le proteste convincono il comune: rigettata l’istanza di autorizzazione dei lavori per la realizzazione dell’impianto di telefonia mobile. Ancora stabile il numero dei 14 positivi al Covid-19, anche se adesso c’è paura per i frequenti furti verificatisi in paese. Si riaccendono i riflettori sul territorio savianese, che tanto ha fatto parlare di sé nell’ultimo periodo per i fatti legati al funerale del primo cittadino con conseguente chiusura in quanto zona rossa. Ad oggi, la situazione è diversa, cresce il malcontento ma non solo in riferimento agli assembramenti di aprile, quanto piuttosto in seguito alla proposta di installazione di una stazione radio base per la telefonia cellulare. In zona Traversa Sena, su un fondo agricolo di proprietà privata, era stato previsto di effettuare i suddetti lavori per garantire prestazioni e velocità superiori per la tecnologia di rete mobile. A prevalere sono stati i timori di larga parte dei cittadini, manifestando un più generale stato di timore a fronte degli eventuali danni collaterali. Si teme per la salute di quanti vivono nel paese, preferendo avere una più chiara veduta in seguito ad accertamenti sanitari e ambientali. I provvedimenti da parte del comune sono sopraggiunti placando le polemiche che da giorni si susseguono sul territorio. Il vicesindaco Carmine Addeo, in seguito alla notifica inviata da parte degli abitanti che rendono noto il proprio disaccordo ai lavori per la rete 5G, dichiara la volontà di rigettare l’istanza di autorizzazione dei lavori per la realizzazione dell’impianto di telefonia mobile. Il comune ha richiesto un incontro urgente con la società WindTre per approfondire l’argomento con ulteriori delucidazioni. Nel frattempo, la compagnia telefonica “ha già fatto pervenire la relazione di analisi di impatto elettromagnetico per attestare la conformità dell’impianto alla normativa vigente”, si legge nella nota rilasciata dal comune. In contemporanea, Legambiente prende in carico i timori – trattandosi di un’attività ancora in fase di sperimentazione del 5G – e invia il suo comunicato stampa richiedendo informazioni aggiuntive per valutare la conformità dell’impianto alla normativa vigente. In aggiunta, ad accrescere questo stato di tensione percepito dai savianesi è la questione dei furti che con frequenza si stanno verificando in quest’ultimo periodo. Prima sono state prese di mira auto, rubate anche in pieno centro mentre il sole era ancora alto, poi si è passati ad altro, come nel caso di una tabaccheria della zona, presa d’assalto da alcuni rapinatori nel cuore della notte, per fortuna senza danni fisici ai proprietari del locale. Nota positiva è il numero dei contagiati al Covid-19, fermo a 14 dallo scorso sabato 9 maggio.

Saviano, realizzazione stazione radio base per telefonia cellulare. I chiarimenti di Addeo

Riceviamo e pubblichiamo. “In riferimento all’istanza di autorizzazione presentata dalla società WINDTRE S.p.A., finalizzata alla realizzazione di una stazione radio base per telefonia cellulare GSM, UMTS e LTE 4G alla via Traversa Sena, il vice sindaco Carmine Addeo comunica che, a tutela degli interessi degli abitanti della zona e tenuto conto della nota degli stessi abitanti, notificata all’ente e nella quale si diffida lo stesso ente a non autorizzare detti lavori, il Comune di Saviano laddove si verifichino le condizioni di legge ha intenzione di rigettare l’istanza di autorizzazione dei lavori per la realizzazione  dell’impianto di telefonia mobile. La società Windtre ha intanto fatto pervenire la relazione di analisi di impatto elettromagnetico per attestare la conformità dell’impianto alla normativa vigente. Nel pieno spirito di collaborazione tra le parti comunque, il Comune di Saviano ha già chiesto un incontro urgente con la compagnia telefonica per ulteriori delucidazioni in merito. Nel frattempo alcun lavoro sarà autorizzato dal Comune”.

Regi Lagni nel nolano, a giugno l’avvio della manutenzione straordinaria predisposta dalla Regione Campania

Stop agli allagamenti ed al degrado ambientale: la Regione presenta il progetto di manutenzione straordinaria per il recupero del sistema idraulico costituito dai lagni Quindici, Gaudio ed Avella. A giugno la partenza dei lavori che interesseranno i Comuni di Nola, Liveri, Palma Campania, Cimitile, Camposano, Cicciano e Tufino.  Le operazioni consisteranno nella rimozione degli arbusti, di parte dei sedimenti e dei rifiuti accumulati negli alvei. Previsto, inoltre, il ripristino delle parti danneggiate delle sponde e l’intervento di ricostruzione del letto dei corsi d’acqua. Il progetto, redatto dai tecnici della SMA, società in house della Regione Campania, contiene anche la sistemazione di opere a verde, di staccionate, di dissuasori che serviranno a confinare i corsi d’acqua e a delimitare le piste per la manutenzione idraulica che attualmente sono scomparse. Ad eseguire  i  lavori sarà la società regionale Campania Ambiente.

L’incontro con i  sindaci dei Comuni interessati è avvenuto oggi nella sala convegni dell’Agenzia di sviluppo dei Comuni dell’area nolana e vi hanno preso parte i primi cittadini di Nola, Gaetano Minieri; di Liveri, Raffaele Coppola; di Palma Campania, Nello Donnarumma; di Cimitile, Nunzio Provvisiero;  di Camposano, Francesco Barbato; di Cicciano, Giovanni Corrado e di Tufino Carlo Ferone. Ad illustrare i dettagli del progetto, insieme con i tecnici, è stato il vicepresidente della giunta regionale Fulvio Bonavitacola.

Presente, in rappresentanza dell’assemblea regionale, anche il consigliere regionale Pasquale Sommese. Alla riunione  hanno partecipato Antonio Carpino, presidente del Tavolo dei Comuni dell’Agenzia, Andrea Manzi presidente dell’Ato 3 Rifiuti Campania e Vincenzo Caprio, amministratore unico dell’Agenzia di sviluppo dei Comuni dell’area nolana.

Il progetto di manutenzione straordinaria rappresenta uno dei risultati di un lavoro messo in campo dai sindaci attraverso gli incontri con i rappresentanti della Regione organizzati negli anni scorsi proprio in Agenzia per risolvere l’emergenza ambientale ed idrogeologica legata allo stato in cui versano i Regi Lagni.

Inchiesta ex Cirio, chiesti i domiciliari per i parlamentari di FI Cesaro e Pentangelo

Nell’inchiesta della procura di Torre Annunziata  nell’ambito della quale sono state emesse ordinanze agli arresti domiciliari per due parlamentari di Forza Italia Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo, tra gli indagati c’è anche Mario Casillo, capogruppo del Pd nel Consiglio regionale della Campania. Dalle indagini è emersa la pianificazione ad opera di Adolfo Greco di diversi reati di corruzione nell’ambito del progetto di riconversione del complesso industriale dismesso ex Cirio di Castellamare di Stabia (Napoli). Quest’ultimo, insieme a Tobia Polese (proprietario dell’hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate) e della Polgre Europa 2000 srl, società proprietaria dell’ex area industriale Cirio, dopo aver presentato al Comune di Castellamare un progetto di recupero e riqualificazione dell’area, a seguito del decorso dei termini per l’esame della richiesta, aveva attivato la procedura prevista dall’articolo 4 della legge regionale 19/2001 per la nomina di un commissario ad acta che, in sostituzione dell’ente rimasto inerte, avrebbe dovuto provvedere all’istruttoria e all’adozione del provvedimento conclusivo in merito alla richiesta di rilascio del permesso a costruire. Adolfo Greco, insieme ad altre persone, aveva inizialmente provato ad ottenere la modifica delle legge regionale 35/87 (PUT della costiera sorrentina-amalfitana), ostativa alla realizzazione dell’intervento, accordandosi con il consigliere politico Mario Casillo affinché intervenisse sugli esponenti del suo partito per il ritiro dei numerosi emendamenti proposti nel corso dell’iter modificativo della legge. La procura sostiene che in cambio di tale condotta, Casillo, con la mediazione di Gennaro Iovino (esponente del Partito Democratico stabiese), chiedeva in relazione al progetto di riconversione dell’ex Cirio, l’affidamento dei lavori di impiantistica elettrica a una ditta indicata da lui. Le condotte ascritte a Casillo, Iovino e a Giuseppe Passarelli, amministratore unico della Passarelli spa, societa’ che avrebbe dovuto realizzare i lavori, inerenti alla modifica della legge regionale 35/87, sebbene ritenute “sussistenti” dal Gip, sono state qualificate come reato di traffico di influenze illecite, fattispecie per la quale (come previsto all’epoca dei fatti) non e’ consentita l’emissione di misure cautelari.

Pollena Trocchia, oltre 2 quintali di hashish in un’abitazione: sequestro e arresti

In Pollena Trocchia, Cercola, Volla e paesi limitrofi, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata e della Tenenza di Cercola hanno effettuato una specifica attività d’iniziativa finalizzata al contrasto di reati in materia di stupefacenti. In particolare, cercando di valorizzare e riscontrare alcune notizie di carattere informativo acquisite nel territorio, i Carabinieri hanno effettuato plurimi servizi di osservazione appostandosi nei pressi di un immobile sito in Pollena Trocchia in ordine al quale erano giunte molteplici segnalazioni di strani andirivieni di soggetti, anche pregiudicati, a tutte le ore del giorno e della notte. Ipotizzando potesse trattarsi di attività criminale connessa con il mercato degli stupefacenti, nel pomeriggio odierno i Carabinieri, al termine di ulteriori servizi di osservazione, hanno perquisito l’immobile rinvenendo, occultati in un sottoscala, 2423  panetti di varia pesatura, per un complessivo di 255 kili di hashish, corrispondente ad un valore, sul mercato, pari a circa euro 1.000.000,00. Per il fatto sono stati tratti in arresto: •       Una donna sessantenne di Pollena Trocchia, proprietaria dell’abitazione ove risultava celato lo stupefacente; •       Un uomo trentenne di Napoli Ponticelli in quanto, presentatosi sul posto durante la perquisizione, senza rendersi conto della presenza dei Carabinieri e delle operazioni in atto, è stato trovato in possesso di alcune chiavi che, perquisizione durante, sono risultate compatibili con la serratura che consentiva l’apertura della porta in ferro del sottoscala ove era nascosta la droga. L’operazione, al di là del riscontro fornito alle fonti informative di quest’Arma, ha consentito il rinvenimento, in un luogo evidentemente destinato a deposito, di un cospicuo quantitativo di Hashish pronto per essere immesso nel mercato illecito. Nel senso è stato inflitto un grave colpo al traffico di droga nell’area vesuviana più vicina alle note piazze di spaccio di Napoli – Ponticelli e Barra.

Al via il seminario su medici di famiglia, pediatri di libera scelta e farmacia

Coinvolgere medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacia territoriale, con il supporto della sanità privata e l’industria farmaceutica, solo così sarà possibile creare un modello efficace per il nostro Paese, per superare gli intoppi burocratici che rallentano l’Italia insieme al poco confronto costruttivo fra le istituzioni nazionali e regionali. Questo il tema centrale che sarà affrontato dai massimi esperti del panorama sanitario italiano, durante il WEBINAR “FASE 2 COVID19: FOCUS TERRITORIO – ANTICIPARE E GESTIRE IL CAMBIAMENTO”, organizzato da OFFICINA MOTORE SANITÀ in collaborazione con BioMedia e realizzato grazie alla sponsorizzazione di IPSEN. “Siamo entrati nella fase 2 della pandemia COVID19 e dal punto vista della medicina territoriale dobbiamo fare tesoro dell’esperienza appena fatta nella fase acuta dove, la Campania ha dato risposte positive. Da questa esperienza, nella regione Campania sta crescendo una medicina territoriale ancora più forte, dove vi è tutto il comparto sanitario coinvolto, dal medico di medicina generale al pediatra di libera scelta e al medico di continuità assistenziale, al fine di consentire ad ogni singolo cittadino campano di essere al centro del sistema cura. E’ stato approvato dalla Regione Campania un piano di presa in carico assistenziale, elaborato dall’Unità di crisi, per i pazienti COVID trattati a domicilio, che vede anche qui coinvolte tutte le figure professionali: dal medico di medicina generale, agli specialisti ambulatoriali, l’USCA e i farmacisti, attraverso una piattaforma informatizzata regionale che permetterà le migliori azioni da porre in essere per la Fase 2”, dice Enrico Coscioni, Consigliere del Presidente della Regione Campania per la Sanità “La terribile esperienza del Covid-19 conferma l’importanza di un servizio sanitario territoriale capillare, basato sulla rete dei medici di medicina generale e su quella delle farmacie, che consenta di spostare l’assistenza sul territorio ogniqualvolta sia possibile, lasciando gli ospedali ai malati con acuzie e mantenendo anziani e fragili a casa, lontano da fonti di contagio”. Spiega Roberto Tobia, Segretario Nazionale Federfarma: “Questo è reso possibile anche grazie all’innovazione tecnologica e alla telemedicina. Si conferma quindi la necessità di un crescente coinvolgimento nell’organizzazione del servizio sanitario della farmacia, istituzione che in queste lunghe settimane di epidemia sta dando un contributo notevole alla tutela della salute della popolazione: informa, rassicura, fa argine a un accesso improprio ai pronto soccorso, permette ai cittadini di avere sotto casa (o anche a domicilio se necessario), senza spostamenti, farmaci solitamente da ritirare nelle strutture pubbliche. Permette anche di accedere comodamente a servizi aggiuntivi di alta valenza sociosanitaria quali telemedicina, appunto, test diagnostici di prima istanza, screening di prevenzione, ecc.”, conclude Tobia. “L’emergenza Covid ha accelerato il cambiamento in alcuni ambiti nei quali c’era un’evoluzione già in atto, ma ancora molto lenta. Negli ospedali abbiamo realizzato in pochi giorni interventi che in tempi normali avrebbero richiesto mesi e analogamente abbiamo dovuto e dovremo aggiornare anche le modalità di erogazione di alcuni servizi.  Penso ad esempio alla gestione dei pazienti cronici: in ULSS 8 Berica, come in tutto il Veneto, avevamo già intrapreso un percorso per favorire una presa in carico senza ricorrere all’ospedale, attraverso l’ADI e le Medicine di Gruppo Integrate. Oggi, di fronte alla necessità di un controllo più rigoroso degli accessi negli ospedali, puntiamo a proseguire su questa strada anche ricorrendo alle nuove tecnologie. Già durante il lockdown alcuni nostri reparti hanno svolto a distanza, mediante telefono e videochat, le visite di controllo e la verifica dei piani terapeutici. Un cambiamento epocale che è stato subito accolto con ottimi riscontri sia dal personale sanitario sia dai pazienti”, racconta Giovanni Pavesi, Direttore Generale ULSS 8 Berica.