Pollena Trocchia, oltre 2 quintali di hashish in un’abitazione: sequestro e arresti

In Pollena Trocchia, Cercola, Volla e paesi limitrofi, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata e della Tenenza di Cercola hanno effettuato una specifica attività d’iniziativa finalizzata al contrasto di reati in materia di stupefacenti. In particolare, cercando di valorizzare e riscontrare alcune notizie di carattere informativo acquisite nel territorio, i Carabinieri hanno effettuato plurimi servizi di osservazione appostandosi nei pressi di un immobile sito in Pollena Trocchia in ordine al quale erano giunte molteplici segnalazioni di strani andirivieni di soggetti, anche pregiudicati, a tutte le ore del giorno e della notte. Ipotizzando potesse trattarsi di attività criminale connessa con il mercato degli stupefacenti, nel pomeriggio odierno i Carabinieri, al termine di ulteriori servizi di osservazione, hanno perquisito l’immobile rinvenendo, occultati in un sottoscala, 2423  panetti di varia pesatura, per un complessivo di 255 kili di hashish, corrispondente ad un valore, sul mercato, pari a circa euro 1.000.000,00. Per il fatto sono stati tratti in arresto: •       Una donna sessantenne di Pollena Trocchia, proprietaria dell’abitazione ove risultava celato lo stupefacente; •       Un uomo trentenne di Napoli Ponticelli in quanto, presentatosi sul posto durante la perquisizione, senza rendersi conto della presenza dei Carabinieri e delle operazioni in atto, è stato trovato in possesso di alcune chiavi che, perquisizione durante, sono risultate compatibili con la serratura che consentiva l’apertura della porta in ferro del sottoscala ove era nascosta la droga. L’operazione, al di là del riscontro fornito alle fonti informative di quest’Arma, ha consentito il rinvenimento, in un luogo evidentemente destinato a deposito, di un cospicuo quantitativo di Hashish pronto per essere immesso nel mercato illecito. Nel senso è stato inflitto un grave colpo al traffico di droga nell’area vesuviana più vicina alle note piazze di spaccio di Napoli – Ponticelli e Barra.

Al via il seminario su medici di famiglia, pediatri di libera scelta e farmacia

Coinvolgere medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacia territoriale, con il supporto della sanità privata e l’industria farmaceutica, solo così sarà possibile creare un modello efficace per il nostro Paese, per superare gli intoppi burocratici che rallentano l’Italia insieme al poco confronto costruttivo fra le istituzioni nazionali e regionali. Questo il tema centrale che sarà affrontato dai massimi esperti del panorama sanitario italiano, durante il WEBINAR “FASE 2 COVID19: FOCUS TERRITORIO – ANTICIPARE E GESTIRE IL CAMBIAMENTO”, organizzato da OFFICINA MOTORE SANITÀ in collaborazione con BioMedia e realizzato grazie alla sponsorizzazione di IPSEN. “Siamo entrati nella fase 2 della pandemia COVID19 e dal punto vista della medicina territoriale dobbiamo fare tesoro dell’esperienza appena fatta nella fase acuta dove, la Campania ha dato risposte positive. Da questa esperienza, nella regione Campania sta crescendo una medicina territoriale ancora più forte, dove vi è tutto il comparto sanitario coinvolto, dal medico di medicina generale al pediatra di libera scelta e al medico di continuità assistenziale, al fine di consentire ad ogni singolo cittadino campano di essere al centro del sistema cura. E’ stato approvato dalla Regione Campania un piano di presa in carico assistenziale, elaborato dall’Unità di crisi, per i pazienti COVID trattati a domicilio, che vede anche qui coinvolte tutte le figure professionali: dal medico di medicina generale, agli specialisti ambulatoriali, l’USCA e i farmacisti, attraverso una piattaforma informatizzata regionale che permetterà le migliori azioni da porre in essere per la Fase 2”, dice Enrico Coscioni, Consigliere del Presidente della Regione Campania per la Sanità “La terribile esperienza del Covid-19 conferma l’importanza di un servizio sanitario territoriale capillare, basato sulla rete dei medici di medicina generale e su quella delle farmacie, che consenta di spostare l’assistenza sul territorio ogniqualvolta sia possibile, lasciando gli ospedali ai malati con acuzie e mantenendo anziani e fragili a casa, lontano da fonti di contagio”. Spiega Roberto Tobia, Segretario Nazionale Federfarma: “Questo è reso possibile anche grazie all’innovazione tecnologica e alla telemedicina. Si conferma quindi la necessità di un crescente coinvolgimento nell’organizzazione del servizio sanitario della farmacia, istituzione che in queste lunghe settimane di epidemia sta dando un contributo notevole alla tutela della salute della popolazione: informa, rassicura, fa argine a un accesso improprio ai pronto soccorso, permette ai cittadini di avere sotto casa (o anche a domicilio se necessario), senza spostamenti, farmaci solitamente da ritirare nelle strutture pubbliche. Permette anche di accedere comodamente a servizi aggiuntivi di alta valenza sociosanitaria quali telemedicina, appunto, test diagnostici di prima istanza, screening di prevenzione, ecc.”, conclude Tobia. “L’emergenza Covid ha accelerato il cambiamento in alcuni ambiti nei quali c’era un’evoluzione già in atto, ma ancora molto lenta. Negli ospedali abbiamo realizzato in pochi giorni interventi che in tempi normali avrebbero richiesto mesi e analogamente abbiamo dovuto e dovremo aggiornare anche le modalità di erogazione di alcuni servizi.  Penso ad esempio alla gestione dei pazienti cronici: in ULSS 8 Berica, come in tutto il Veneto, avevamo già intrapreso un percorso per favorire una presa in carico senza ricorrere all’ospedale, attraverso l’ADI e le Medicine di Gruppo Integrate. Oggi, di fronte alla necessità di un controllo più rigoroso degli accessi negli ospedali, puntiamo a proseguire su questa strada anche ricorrendo alle nuove tecnologie. Già durante il lockdown alcuni nostri reparti hanno svolto a distanza, mediante telefono e videochat, le visite di controllo e la verifica dei piani terapeutici. Un cambiamento epocale che è stato subito accolto con ottimi riscontri sia dal personale sanitario sia dai pazienti”, racconta Giovanni Pavesi, Direttore Generale ULSS 8 Berica.

Commercialisti, le procedure di revisione ai tempi del COVID-19: la resilienza del sindaco revisore

Particolare attenzione dedicata alla tecnologia,  che può  rappresentare la chiave di volta per lo svolgimento delle attività in tempi di distanziamento sociale. Un aspetto particolarmente critico in questa fase accelerata di digitalizzazione consiste nella tutela degli aspetti connessi alla privacy ed alla cyber security. Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Le procedure di revisione ai tempi del COVID-19: la resilienza del sindaco-revisore”. Un’analisi dell’impatto prodotto dall’attuale situazione emergenziale, in continuo divenire, sull’attività esercitata dal sindaco-revisore nello svolgimento delle procedure di revisione. Lo studio fornisce spunti di riflessione per consentire al sindaco-revisore di adattare i propri approcci operativi al fine di svolgere al meglio l’incarico di revisione legale dei conti, in un contesto sanitario e socio-economico assolutamente inedito e imprevedibile. Un documento importante per una figura chiave nell’attività di controllo dei risultati prodotti dalle aziende nel momento di maggiore crisi sociale ed economica che l’Italia sta affrontando dal secondo dopoguerra ad oggi. Tre le sezioni in cui si divide il lavoro. Dopo una analisi degli effetti della crisi pandemica sui bilanci di esercizio, per individuare gli aspetti critici ai quali il sindaco-revisore deve prestare maggiormente attenzione nello svolgimento della sua attività di controllo, si passa ad alcuni suggerimenti operativi che il sindaco-revisore potrebbe adottare alla luce delle mutate condizioni, non solo economiche, ma anche socio-sanitarie. In particolare sono approfonditi il rischio di revisione, il risk approach nelle attività di vigilanza dell’organo di controllo , la valutazione della sufficienza e appropriatezza degli elementi probativi raccolti e degli eventi successivi per il bilancio 2019. Analisi puntata alle procedure in tema di continuità aziendale, ai riflessi sulla lettera di attestazione e sulla relazione di revisione oltre agli aspetti critici connessi all’attività di vigilanza e alla revisione dei bilanci relativi agli esercizi 2020 (e infra annuali). Particolare attenzione è, infine, dedicata ai risvolti tecnologici, che possono rappresentare la chiave di volta per lo svolgimento delle attività del sindaco-revisore in tempi di distanziamento sociale, evidenziando quali approcci e soluzioni operative possono – allo stato attuale – garantire alle procedure implementate da remoto la maggiore efficacia, efficienza e sicurezza personale dei soggetti incaricati della revisione legale. Un aspetto particolarmente critico in questa fase accelerata di digitalizzazione consiste nella tutela degli aspetti connessi alla privacy ed alla cyber security: è importante garantire il medesimo livello di sicurezza digitale sia quando si è all’interno della propria struttura, sia quando si utilizzano dispositivi mobili e/o personali connessi a reti differenti da quella dell’ufficio/azienda. A tal fine, è fondamentale predisporre una rete fra i dispositivi (fissi e mobili) in cloud mediante l’utilizzo di software in grado di garantire un adeguato livello di sicurezza digitale (ad esempio, attraverso l’utilizzo di reti virtuali private). Infatti, il tema della sicurezza digitale risulta prioritario in un contesto, quale quello dell’attuale emergenza sanitaria, in cui si assiste ad un incremento degli attacchi fraudolenti ai danni delle piccole e grandi realtà aziendali e dei singoli professionisti.

Gustavolo, la app “made in Vesuvio” per le prenotazioni al ristorante

Il settore della ristorazione, adottando adeguati protocolli di sicurezza anticontagio, si prepara ad accogliere di nuovo i clienti nelle sale dopo la lunga chiusura dovuta all’emergenza Covid-19.

Distanziamento tra i tavoli, dispenser con gel igienizzante e impiego di mascherine e guanti, ma soprattutto gestione attenta dell’afflusso dei clienti attraverso sistemi di prenotazione, diventeranno indispensabili per garantire l’accoglienza degli ospiti in sicurezza. È per questo motivo che gli imprenditori vesuviani Tommaso Cutolo e sua moglie Autilia Casillo, fondatori dell’app campana Gustavolo dedicata al mondo della ristorazione, hanno pensato di mettere gratuitamente a disposizione la loro creatura per sostenere la ripartenza del settore.

“In un momento così delicato per la salute, per l’economia e in particolare per il mondo della ristorazione – dichiara Tommaso Cutolo – io e mia moglie Autilia ci sentiamo in dovere, da napoletani e da campani, di dare un contributo alla ripartenza offrendo l’utilizzo gratuito del nostro sistema di gestione delle prenotazioni”. 

Gustavolo è un’applicazione mobile (disponibile sia per IOS sia per Android) che mette a disposizione dei titolari dei locali un “manageriale” digitale per gestire le prenotazioni. Si potrà, quindi, avere sotto controllo il numero di persone da ricevere, conoscere l’identità degli ospiti presenti nonché evitare code e assembramenti all’esterno del locale.

Inoltre, ed è questo il vero punto di forza di Gustavolo sin dalla sua ideazione, i clienti dei locali saranno incentivati a utilizzare il servizio perché potranno partecipare all’assegnazione di premi istantanei che in questo periodo avranno come obiettivo la valorizzazione del territorio (ingressi a siti archeologici della Campania e al Parco nazionale del Vesuvio).

Per usufruire dei 6 mesi di utilizzo gratuito della piattaforma gestionale di Gustavolo, i ristoratori dovranno semplicemente accedere al sito www.gustavolo.it ed effettuare la registrazione nel periodo compreso tra il 10 giugno e il 10 settembre 2020.

Sabato 16 maggio la presentazione de “Il Fantasma dei Fatti”, l’ultima fatica letteraria di Bruno Arpaia

Il Fantasma dei Fatti, pubblicato da Guanda Edizioni, è l’ultima fatica letteraria di Bruno Arpaia, scrittore, giornalista e traduttore della letteratura spagnola e latina americana. Nel nuovo libro troviamo la storia di Thomas Karamessines, capo della stazione C.I.A. a Roma tra il 1959 e il 1963, di cui l’autore ripercorre l’ultimo giorno di vita nella sua casa di Lac Grand, in Québec. Thomas il Greco è coinvolto in 4 fatti di cronaca apparentemente separati tra loro: della morte di Enrico Mattei, dell’ing. Mario Tchu, collaboratore di Adriano Olivetti, e delle incriminazioni a Felice Ippolito e Domenico Marotta, rispettivamente Segretario generale del Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare e direttore dell’Istituto Superiore di Sanità. Appunto, e se non fossero tra loro separati? E se ci fosse un comune denominatore? Di certo questi eventi hanno decretato di fatto l’arrestarsi della ricerca in ambito tecnologico ed energetico del nostro Paese. L’autore si cimenta su due piani temporali, quello passato riservato agli eventi accaduti e a quello presente che riserva per sé, quindi un po’ anche autobiografico. In una nota alla fine del volume Arpaia afferma che: “molti eventi raccontati nel romanzo sono frutto di invenzione. Forse.” Ed è proprio quel forse che apre molte riflessioni. È una vera detective story che ripercorre la storia italiana dagli anni sessanta fino alla fine del secolo scorso. L’approfondimento del volume avverrà in un dialogo tra la  promotrice culturale Rosa Carillo, la giornalista del Corriere del Mezzogiorno Mirella Armiero e lo stesso autore, in programma sabato 16 maggio alle ore 19:00 sulla pagina Facebook Rosa Carillo Ambrosio promotrice culturale. “La scrittura di Bruno Arpaia è sempre affascinante, a mio giudizio in questo libro lo scrittore raggiunge una maturità straordinaria e ci offre sotto forma di romanzo, quindi in modo molto godibile, l’opportunità di riflettere su uno spaccato rimasto in chiaro/scuro della storia italiana degli ultimi anni” afferma Rosa Carillo, la quale con questo dialogo a tre voci inaugura una serie di appuntamenti-focus che si svilupperanno esclusivamente online a causa dell’emergenza sanitaria. Bruno Arpaia con Tempo Perso ha vinto il Premio Hammamett e con LAngelo della Storia il premio Selezione Campiello. Inoltre ha scritto un libro dialogo insieme al compianto Luis Sepulveda dal titolo Raccontare/Resistere. L’appuntamento da segnare in agenda è per  sabato 16 maggio alle ore 19:00 sulla pagina Facebook “Rosa Carillo promotrice culturale”.

Somma Vesuviana, ecco come sarà la scuola Arfè

 L’intervento di riqualificazione dovrà mettere in sicurezza l’edificio rispetto alla vulnerabilità dell’azione sismica; realizzare spazi interni collettivi attraverso il ridisegno della distribuzione interna; ricavare nuovi locali per l’attività amministrativa e la didattica, attraverso l’adeguamento tecnologico e funzionale degli spazi seminterrati/piano terra; migliorare la fruibilità della corte interna. L’importo finanziato è di 2.200.000 di euro. Il progettista è l’architetto Nino Pardo   In sintesi, la composizione futura della Scuola Primaria Arfè, si basa su una scuola flessibile, sicura ed aperta i cittadini. Il progetto si rivolge a migliorare i livelli di sicurezza antisismica situata in un area rischio vulcanico e aumentare i livelli prestazionali, funzionali e ambientali degli spazi didattici. In questa direzione la qualità dell’edilizia scolastica si caratterizza dalla somma della qualità tecnico-prestazionali e della qualità architettonica. In tal senso il progetto guarda a nuove forme dell’abitare la scuola, tiene conto delle attuali innovazioni nel campo della formazione scolastica e promuove un cambiamento del modello di scolarizzazione con un modello più aperto e inclusivo improntato su nuova metodologia di insegnamento e di una consequenziale progettazione degli spazi finalizzati a perfezionare l’insegnamento e l’apprendimento “differenziato”. Il carattere innovativo della soluzione progettuale proposta è particolarmente evidente nel cambio di destinazione d’uso del piano Terra e dalla nuova distribuzione interna del primo piano, in particolare la zona ingresso filtro è intesa non solo come uno snodo distributivo dei flussi orizzontali e verticali ma amplia nuovo forme di condivisione e di contaminazione tra gli allievi e i docenti. Zona di book sharing, biblioteca, ristoro: creazione di uno spazio aperto, condiviso e dell’intrattenimento.  Oltre a trovare la presenza di nuove aule didattiche al piano primo caratterizzate da pareti mobili con la possibilità di avviare il confronto  tra gli allievi con attività di gruppo, il recupero degli spazi al piano terra consente di ampliare gli spazi didattici, per cui l’obiettivo di scuola moderna, flessibile e aperta si realizza attraverso la realizzazione di Nuove aule didattiche, aule per insegnati, nuova spazi per gli uffici amministrativi: direzione e segreteria; auditorium, spazi per l’attività fisica, laboratorio informatico, laboratorio musicale, biblioteca, mensa scolastica, spazio per associazioni, infermeria, locali archivio/deposito, e il recupero della corte interna con la realizzazione di nell’interrato di un parcheggio di scambio e di orti didattici in copertura al fine di  valorizzare  il giardino della scuola. Un Intervento di riqualificazione funzionale, energetica e adeguamento sismico dell’edificio scolastico di via Roma che vede progettista l’architetto  Nino Pardo, responsabile l’architetto Monica D’Amore e rup l’architetto Mena Iovine. CENNI STORICI* La realizzazione dell’’edificio Scolastico R. Arfe risale agli inizi del novecento. A seguito dei gravi danni subiti dall’eruzione del Vesuvio, il comune si avvalse della legge speciale del 15 luglio 1906 n. 386  per ottenere contributi finanziari e mutui agevolati per la costruzione di edifici destinati alle scuole elementari. Tuttavia non poche furono le difficoltà che l’allora Regio Commissario Avv. Di Blasio dovette superare per definire la complicata pratica amministrativa prescritta dalla legge. Il progetto fu affidato nell’agosto del 1907 all’ing. Federico Garzia di Napoli, con l’incarico di studiare ed elaborare un progetto di massima per la costruzione di un edificio scolastico nel centro abitato in conformità delle norme previste dalla recente legislazione in materia. La prima scelta sull’area interessata all’intervento ricadde nei pressi della Piazza Vittorio Emanuele III ex p.zza Ravaschieri detta anche Trivio, e in particolare nell’area compresa tra la chiesa di San Giorgio e la Cupa Portiello, ma il suolo da espropriare fu valutato con un prezzo notevolmente superiore a quello stanziato dal finanziamento. Il progetto dell’Ing Garzia fu dimensionato alla popolazione scolastica media registrata nel quinquennio 1905/1906 -1909/1910 nel solo centro abitato. La sua ipotesi preliminare fu respinta dal regio Commissario marchese Pignatelli succeduto nel frattempo all’avv di Blasio, perché non conforme alle norme indicate dal Ministero della Pubblica Istruzione, spesa molto più alta di quanto finanziato dalla legge e mancava del Capitolato d’appalto. Lo stesso ing. Garzia successivamente presento un progetto nell’ aprile del 1910 che il Ministero della Pubblica istruzione approvò nel mese di settembre. Il commissario Pignatelli si impegnò moltissimo per risolvere il problema dell’istruzione primaria nella città di Somma Vesuviana. In tal senso, con decisione del 29 maggio 1910 stabili che la nuova scuola doveva sorgere non piu in Piazza Ravaschieri ma nel giardino degli ex Padri Liguorini, sito lungo la strada provinciale Somma Napoli, oggi Via Roma, pervenuto in proprietà al Comune a seguito della soppressione del convento di San Domenico (anno 1867). Questa nuova località rispondeva a tutte le esigenze tecniche ed igieniche previste dalla normativa e occupava una vasta zona pianeggiante al centro del Paese oltre ad essere prossima alla stazione della Circumvesuviana Somma Centro. Nel contempo, per errori legati alla valutazione economica del progetto, all’Ing. Garzia non fu affidata la direzione dei lavori, il quale successivamente instaurò con il comune un contenzioso per vedersi riconosciuto l’onorario professionale del progetto iniziale. Nel settembre del 1910 il comune affido i lavori di costruzione della scuola all’impresa Francesco Caporale, il quale si impegnò a ultimarli entro l’aprile del 1912. Con una cerimonia sontuosa alla presenza di autorità cittadine e del sottosegretario alla Pubblica istruzione On. Teso nel novembre del 1910 ebbe luogo la posa della prima pietra. La nuova Scuola iniziata con grande entusiasmo e sotto i migliori auspici, incontro durante la sua realizzazione diverse difficolta di varia natura e in particolare di ordine tecnico per superare le quali si dovette far fronte a continue risorse finanziarie. La direzione dei Lavori fu affidata all’ing. Amoroso, il quale durante l’esecuzione dei lavori constatò la deficienza tecnica delle previsioni di progetto, in particolare sulla previsione degli scavi di fondazioni, sulle murature e sulla dimensione delle travi portanti in ferro dei solai, per cui fu costretto a rivedere il progetto strutturale a riproporlo al genio civile che lo approvo nell’aprile del 1912. La costruzione dell’opera riprese nel settembre del 1912 e fu consegnata pronta all’uso di scuola elementare nell’ottobre 1914.  Le soluzioni tecniche che portarono ad una variazione strutturale del progetto da parte dell’ing. Amoroso non furono sufficienti a rendere sicuro e stabile l’edifico. Infatti nei primi giorni del 1915 per difetti che furono attribuiti ad una non perfetta realizzazione, nell’ala nord dell’edificio scolastico si verificarono imponenti e svariate lesioni che comportarono l’inagibilità dello stabile. Tutto cio, indusse l’Amministrazione Comunale a richiedere al Genio civile interventi di somma urgenza per il ripristino della funzionalità dell’edificio. Il rapporto dell’ufficio del Genio civile rileva che la causa del dissesto statico era da ricondurre ai cedimenti del piano fondazionale dovuto a dissesti nel sottosuolo. Nonostante gli interventi urgenti di consolidamento statico buona parte di locali rimasero inutilizzati perché non ancora agibili. I sopraggiunti eventi bellici della 1^ Guerra Mondiale comportarono un ulteriore rallentamento dei lavori di ripristino, e solo nel 1918 il collaudatore ing. Armando Struffi certificò la corretta esecuzione dei lavori e la conformità degli stessi ai progetti approvati. Purtroppo altre imperfezioni costruttive si manifestarono successivamente tale da lasciare ancora inagibile l’edificio. Solo nel 1926 con la predisposizione di progetto completo e definitivo di ristrutturazione e consolidamento si giunse ad avere il quadro completo degli interventi a farsi e successivamente nel febbraio del 1929 il podestà Alberto Angrisani affido all’impresa dell’ing. Angelo Dattiloro e la direzione lavori all’ing. Foschini. Nell’arco di un anno i lavori furono ultimati e, a seguito del collaudo nel marzo 1930 fu consegnata la scuola all’Amministrazione.  Nel 1928 nel cortile della scuola fu realizzata una palestra ginnica dedicata al generale A.Diaz e destinata principalmente alle esercitazioni ginniche dei balilla e dei premilitari. A seguito dell’incremento della popolazione nel 1935 il podestà avv. Mario Angrisani si rivolse alle istituzioni, per chiedere la costruzione di nuovi edifici scolastici ma anche l’ampliamento della dell’edifico del centro cittadino per adeguarlo alla cresciuta popolazione scolastica. In questa direzione nel periodo tra le due guerre furono elaborati i progetti che non furono mai realizzati. Gli eventi bellici tra 1942-43 fecero ulteriori danni alla costruzione, ingrandendo le condizioni di criticità statiche e funzionale, che insieme agli antichi difetti resero necessari nuovi e consistenti interventi di consolidamento e manutenzione.    L’esigenza di rispondere al fabbisogno scolastico negli anni 80 portò l’amministrazione comunale a predisporre un ulteriore progetto di ampliamento attraverso la progettazione di un volume sopraelevato, ma anche questo progetto non riuscì ed essere realizzato.  L’edificio scolastico realizzato su progetto dell’ing. Federico Garzia, ha una forma ad U o ferro di cavallo, si compone di una facciata principale con elementi neoclassici prospiciente Via Roma lunga 40 metri e larga 12.50 con il corridoio a nord con quattro aule, ufficio direzione didattica abitazione del custode ed ingresso principale riservato agli alunni maschi. Le due ali laterali perpendicolari al corpo principale sono entrambe di 42 metri   e larghe 11.80 di larghezza Ciascuna di queste due ali ha un corridoio posizionato ad est e quattro aule con aperture verso ovest. In fondo alle aule sono posizionati i servizi igienici. L’ingresso delle alunne si ritrova ad est della ala principale, tra le due ali è racchiuso un ampio spazio largo 42 metri e largo 28. In particolare dalla descrizione si può notare che progetto dell’ing. Garzia in questi anni non ha subito particolari trasformazioni, conservando le sue caratteristiche principali anche se è stato adeguato parzialmente alle esigenze funzionali, tecnologiche e normative contemporanee. Pur non rispondendo completamente all’attuale quadro legislativo sull’edilizia scolastica, le aule poste nei due corpi laterali sono state frazionate per aumentare il numero di classi, mentre alcune delle aule appartenenti al corpo principale oggi ospitano la direzione didattica, la segreteria e un laboratorio informatico. ricostruzione a cura dell’Arch Pardo                         .        

Arresti per violenza sessuale ad Acerra: si è costituito il nipote di Pasquale Di Buono

Sarà interrogato dai magistrati domani, in prigione, Pasquale Di Buono, il figlio del boss Vincenzo che ieri è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per aver messo in piedi una grossa rete dello spaccio di droga e per aver abusato sessualmente di una ragazza nel 2018, una giovane che all’epoca dei fatti contestati era minorenne, aveva 16 anni. Oggi intanto si è costituito nel carcere di Secondigliano il nipote del 30enne figlio del capoclan dei “Marcianisielli”, un giovanotto di 19 anni che è ritenuto complice dello zio nel presunto abuso commesso, quando era ancora minorenne, nei pressi del Castello Baronale di Acerra, all’aperto, “in mezzo alla strada”-sostengono gli investigatori (le indagini sono state condotte dai carabinieri di Acerra e del nucleo  radiomobile e compagnia di Castello di Cisterna). Il nipote di Pasquale Di Buono ieri era sfuggito alla cattura. Si era reso irreperibile. Poi però ha deciso di costituirsi oggi. Si è recato al carcere di Secondigliano, dove ora si trova  recluso. Ne dà conferma l’avvocato penalista Domenico Paolella. Resta nel frattempo avvolta nel più stretto riserbo tutto la vicenda della presunta violenza. La madre e soprattutto i parenti di Pasquale Di Buono si sono scagliati sui social contro la ragazza indicata dagli inquirenti come la vittima dello stupro. Hanno anche attaccato la sorella e la madre della giovane. Alcuni amici dei Di Buono, anche donne, hanno pure insultato la vittima e tutta la sua famiglia. La mamma di Pasquale Di Buono su Facebook sostiene che questa storia dello stupro sia tutta una montatura architettata per rovinare il figlio con false accuse. A ogni modo il popolo del web si è diviso tra chi difende senza se e senza ma la giovane che all’epoca dei fatti era minorenne e chi invece attacca la ragazza assolvendo con estrema sicurezza il figlio del boss. Da registrare in tutta questa brutta storia l’assenza delle istituzioni. Il sindaco non si è espresso finora. Non si sono espressi nemmeno gli assessori. Un silenzio giudicato da più parti davvero inspiegabile.

Santa Maria del Pozzo, secondo ciclo di tamponi: negativi tutti i pazienti e il personale

Riceviamo e pubblichiamo   La direzione della Casa di Cura Santa Maria del Pozzo di Somma Vesuviana (ASL Napoli 3 Sud), rende noto che il secondo ciclo di tamponi oro/faringei effettuati all’intero personale ed a tutti i pazienti degenti presso la struttura ha dato esito negativo. Tutti i locali della struttura sono stati sanificati secondo le normative vigenti. “Ringraziamo vivamente l’Asl Napoli 3 Sud, in particolare il Direttore Generale l’Ing. Gennaro Sosto, il Direttore Sanitario il Dott. Gaetano D’Onofrio, il Direttore Amministrativo il Dott. Giuseppe Esposito, il Referente del Dipartimento di Prevenzione Dott. Antonio Coppola, il Responsabile UOPC Distretto 48 Dott. Vincenzo Parrella ed infine il Responsabile della Protezione Civile Regione Campania Dott. Bruno Cesario, per l’alta professionalità il grande impegno profuso e l’impeccabile senso del dovere che hanno dimostrato all’intera comunità territoriale. C’è stata una efficiente sinergia tra il servizio sanitario pubblico ed il servizio sanitario privato. Un particolare ringraziamento va al Sindaco di Somma Vesuviana Dott. Salvatore Di Sarno sempre presente con competenza professionalità e dedizione alla sua importante missione”, è la dichiarazione dell’Ad della casa di cura, avvocato Sergio Terracciano.

Porto di Napoli, sequestrati container con 8 tonnellate rifiuti speciali diretti in Africa

Otto tonnellate di rifiuti speciali pericolosi diretti in Africa sono state sequestrate nel porto di Napoli. A operare i funzionari di Agenzia delle Dogane e Monopoli e Guardia di Finanza. La destinazione del container bloccato era il Burkina Faso. In particolare, per contrastare i traffici illeciti transfrontalieri di rifiuti, è stato ispezionato un container che, sulla base della documentazione accompagnatoria, avrebbe dovuto contenere effetti personali e masserizie. Al suo interno sono stati rinvenuti, invece, occultati da un autoveicolo utilizzato quale carico di copertura, un ingente quantitativo di elettrodomestici e pneumatici usati, balle di indumenti e scarpe non sanificati, nonché 85 batterie ed accumulatori per ripetitori telefonici non dichiarati e verosimilmente provento di furto. Denunciati i 4 responsabili, tre italiani ed un cittadino africano, per falsità ideologica, traffico illecito di rifiuti, ricettazione e violazioni al Testo Unico Ambientale. (Foto Ansa Campania)

Coronavirus sconfitto a colpi di pizza con Pulcinella, Sorbillo e Di Matteo

Dopo due mesi di magnifici contest gastronomici come “Io resto a casa e preparo specialità” , l’artista poliedrico Angelo Iannelli, interprete di Pulcinella e Ambasciatore del Sorriso, concluderà il suo impegno nella serata di domenica 17 maggio con l’ultimo contest dedicato alla pizza, una delle eccellenze gastronomiche più conosciute nel mondo. Anche stavolta tante famiglie si dedicheranno a preparare a casa una varietà di pizze per far conoscere e valorizzare le loro specialità inviando minivideo e foto sul seguitissimo profilo Facebook dell’attore Angelo Iannelli. Egli stesso ha voluto sottolineare che in questi due mesi di lockdown ha cercato sempre di portare armonia e serenità alle tante sofferenze che le famiglie italiane hanno dovuto fronteggiare con la lotta al Covid-19. La pandemia per lui è stata una missione d’amore per dare sostegno alle persone più bisognose, invogliandole a partecipare nel gioco dei sorrisi. La maschera di Pulcinella ha provveduto a curare il benessere psicofisico dispensando semplici ma preziosi sorrisi e cercando di distrarre le persone dal continuo flusso di notizie tragiche, cercando di unire i nuclei familiari come in passato. Può essere mai che deve essere sempre Pulcinella a ridare speranza a tutti! I giudici del contest finale saranno le due eccellenze della pizza del sud, Luciano Sorbillo e Salvatore Di Matteo, i quali giudicheranno le pizze in concorso per questo gioco gastronomico d’intrattenimento e doneranno ticket gratuiti ai vincitori. Questo duo ha dimostrato solidarietà sostenendo l’importante iniziativa sociale della simpaticissima maschera napoletana. Non resta che augurarvi un’altra domenica all’insegna della grande allegria con Pulcinella.