Napoli, aggredirono un 13enne e poi divulgarono il video: denunciati 6 minorenni

Sono tutti minori tra i 13 e i 17 anni, avevano litigato in  un gruppo whatsapp per futili motivi.   Prima un litigio in una chat, poi gli insulti via social e, infine, l’hanno picchiato, filmato l’aggressione divulgandone poi le immagini. E’ accaduto a Napoli dove la polizia ha denunciato cinque minori, tra i 14 e i 17 anni, per minacce aggravate e lesioni aggravate nei confronti di un 13enne. I fatti si riferiscono allo scorso 8 maggio, all’interno della pineta in viale dei Pini. Gli agenti della Squadra mobile partenopea hanno anche denunciato un minorenne di 13 anni per il reato di cyberbullismo, per aver ripreso e divulgato le immagini dell’aggressione. Gli investigatori della polizia di Stato, appresa la notizia della pubblicazione di un violento video che aveva come oggetto un’aggressione da parte di un gruppo di ragazzi ai danni di un minore, hanno avviato le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica presso il tribunale per i Minorenni. Sono stati così identificati i presunti autori dei reati e sequestrati i telefoni cellulari che utilizzavano i ragazzi. Da quanto emerso dalle indagini, il motivo della violenta aggressione è da ricondurre a un litigio avvenuto all’interno di un gruppo whatsapp per futili motivi tra la vittima ed uno degli aggressori. Quest’ultimo, dopo ripetute minacce sui social, ha deciso di vendicarsi, con l’ausilio degli altri minori coinvolti, attirando con l’inganno la vittima nel luogo dove sono avvenuti i fatti.

Un piatto di “ Ziti alla napoletana”,e riesci a sopportare anche quelli che cantano la nenia “Ritorneremo migliori”

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Il ruolo dei maccheroni, e, in particolare, degli ziti –  la nobiltà dei maccheroni – è scritto nella complicata etimologia e nel riferimento a due parole greche che significano una “beato, felice” e l’altra “coltellaccio”. A metà dell’’800 i maccheroni diventano “napoletani”: Luigi Cito e il premio all’Esposizione di Parigi del 1856. Marinetti e i futuristi intuiscono che i mangiatori di maccheroni sono nemici della “macchina”, del movimento e del progresso tecnologico, ma non comprendono il valore filosofico e “profetico” di questo atteggiamento.   Ingredienti: gr. 350 di ziti, gr. 500 di polpa di vitellone, gr. 100 pancetta, gr. 400 salsa di pomodoro, gr. 100 sedano, gr. 200 carote, 1 cipolla, 1 mazzetto di basilico, ½ spicchio d’aglio, 1 bicchiere di vino bianco, gr. 100 caciocavallo, olio, sale, pepe, gr. 150 di mozzarella. Lavate, mondate e tritate le verdure insieme con l’aglio. Versate un filo di olio in una casseruola, unite la carne di vitellone tritata, rosolatela con la pancetta tagliata a dadi e le verdure per alcuni minuti. Bagnate con il vino bianco, lasciate evaporare, versate la salsa di pomodoro, salate, pepate, coprite e continuate la cottura per 2 ore, aggiungendo di tanto in tanto un po’ di acqua calda. Spezzate gli ziti a 6 centimetri di lunghezza (se fossero del tipo lungo), cuoceteli in abbondante acqua salata e scolateli al dente in una zuppiera, poi mescolateli con tutti gli altri ingredienti tenendo da parte del sugo e del caciocavallo. Distribuite gli ziti così preparati in una teglia unta coprendo la pasta col sugo, la mozzarella e le scagliette di caciocavallo tenute da parte. Infornate a 180 °C per 30 minuti prima di servire in tavola, spolverizzando con basilico tritato finemente (La ricetta è quella del sito: buonissimo.it”. )   Forse i maccheroni non sono stati “inventati” a Napoli, ma già nel 1806 anche gli stranieri ammettevano che i maccheroni napoletani “sono assolutamente diritti, non vengono avvolti a matassa come quelli di Genova, e il foro che li attraversa da un capo all’altro è esattamente eseguito. Durante la cottura non si spezzano mai, e il loro colore giallo dorato brilla all’esterno e all’interno con uguale intensità: il che non avviene in altre specie di pasta.”. Nel 1856 Luigi Cito, che apparteneva ad una importante famiglia di Napoli ed era funzionario della legazione borbonica a Parigi, avendo notato che all’Esposizione parigina Napoli era assente e solo la Sicilia aveva mandato i suoi prodotti, fece esporre una “cassetta” di maccheroni napoletani, che si era portato da casa per uso personale: e la cassetta ottenne la medaglia di bronzo. A metà dell’Ottocento, insomma, i maccheroni, soprattutto gli ziti, erano già parte integrante del patrimonio culturale e sociale di Napoli. E a Napoli vennero Marinetti e i futuristi a proclamare la loro guerra contro la pasta. Marinetti e i futuristi avevano ragione: chi mangia maccheroni odia le macchine, non si fa incantare dalla frenesia del movimento e dalle trappole della modernità. Non capirono però che questo era un pregio grande, e non un mortale difetto; non videro che i mangiatori di maccheroni non erano degli sfaticati amanti dell’ozio: al contrario, erano e sono dei filosofi, che hanno capito tutto della vita e della storia.  Non c’è sera, in questi tempi duri, e non c’è trasmissione televisiva in cui il predicatore di turno non si vesta da profeta e annunci che dall’incubo “usciremo migliori”. I mangiatori di maccheroni sorridono amaro, e non cambiano canale: perché dalla pasta hanno appreso i valori della sapienza vera e della pazienza. Sanno ascoltare, ma come se pensassero ad altro. La fonte prima di questa filosofia sono gli ziti. Già spezzarli è un’arte, è come creare il ritmo di un endecasillabo attraverso la sapiente collocazione delle cesure: gli ziti spezzati non devono essere troppo corti, altrimenti il sugo li sommerge, e non devono essere troppo lunghi, perché, come scrissi tempo fa, toglierebbero poesia all’atto del masticare. “Il vero mangiatore di ziti sta a schiena diritta, osserva i maccheroni infilzati, medita sulla sacralità dei gesti: non si chiacchiera, intorno agli ziti, si parla con gli occhi. Il silenzio è necessario, perché la mano non si distragga e perché i denti e la lingua trasmettano a tutti i nervi e a tutte le fibre la percezione assoluta dell’istante in cui la sostanza del maccherone e il gusto di chi lo sta mangiando diventano una sola sostanza.”. Il destino filosofico dei maccheroni è scritto nel mistero dell’etimologia del nome. C’è chi lo fa venire dal greco “makarios”, che significa “beato, felice”. Ma il pessimismo linguistico napoletano, memore del fatto che la felicità inconsulta sfocia nella stupidità, consentì a G.B. Basile e consente ancora oggi di usare il termine nel significato di “sciocco”. Ma poi fu notato che “maccherone” poteva anche venire dal greco “machaira”, “coltellaccio”: quello che veniva usato per spezzarli. E poiché, come disse Ernst Cassirer, il destino delle cose è scritto nel loro nome, gli ziti, i maccheroni più nobili, danno a chi li sa mangiare una serenità distaccata e vigile, capace di rispondere agli sproloqui, alle chiacchiere, alle prediche insulse, e anche agli insulti con il sorriso, con l’ironia, con il “cuffio”, con la “repassatura e lo sfuttemiento”. E se è necessario, anche con i “papagni”. Ma sempre sorridendo.

Sant’Anastasia/Concorsopoli: annullate le prove e rescissi i contratti di lavoro

 I beneficiati di «Concorsopoli» non lavoreranno al Comune: il segretario generale Gianluca Pisano, nominato dal commissario prefettizio Stefania Rodà, ha annullato le relative determine di ottobre 2019 e disposto la caducazione dei contratti di lavoro stipulati in loro esecuzione. «Un danno di immagine per l’amministrazione comunale» – si legge nella determina di annullamento che cita uno dietro l’altro i titoli dell’inchiesta e una nota di febbraio con la quale il commissario Rodà mette nero su bianco che «Si ravvisano aspetti di irregolarità nei concorsi, in difformità dei principi fondamentali di trasparenza e imparzialità posti a presidio della correttezza dell’azione amministrativa che deve essere costantemente orientata alla tutela degli interessi pubblici e che non può prescindere dai principi costituzionali di buon andamento, legalità, imparzialità e trasparenza». E ancora, la volontà di «sbarrare la porta alla corruzione e al clientelismo». Prima l’interesse pubblico, dunque e poi gli eventuali «diritti» di chi si dice estranei ai fatti. Anche perché la stessa alterazione delle procedure inficia ogni altra velleità. Non si può stabilire, a questo punto, chi siano stati i meritevoli. Né tra i vincitori, né tra gli idonei tra i quali compaiono alcuni che dalle confessioni degli indagati, risultano comunque aver pagato. Nella determina di annullamento a firma del segretario Pisano si fa esplicito riferimento al procedimento penale che ha decapitato l’intera amministrazione comunale e che tiene ancora oggi ai domiciliari tutti gli indagati: l’ex sindaco Lello Abete, l’ex segretario Egizio Lombardi, l’ex consigliere Pasquale Iorio e l’imprenditore Alessandro Montuori.

Palma Campania, scalava il contachilometri delle auto: denunciato il titolare della concessionaria

I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Nola hanno denunciato per truffa un 45enne del posto già noto alle forze dell’ordine,titolare di una concessionaria di auto . I militari, durante un controllo dell’attività commerciale, hanno riscontrato che 3 auto in vendita avevano il contachilometri modificato:  120 mila i chilometri scalati ad ogni mezzo. Le auto sono state sequestrate.

Marigliano, raccoglievano rifiuti speciali per una ditta: denunciati l’imprenditore e i tre operatori ecologici

I carabinieri della stazione forestale di Marigliano nel percorrere via Nuova del Bosco hanno notato tre operatori ecologici della ditta appaltatrice per il prelievo dei rifiuti urbani del comune che – nonostante fosse prevista per quel giorno la raccolta di rifiuti “secchi-indifferenziati” – erano intenti a raccogliere e ad immettere dei rifiuti speciali nel compattatore dell’azienda. I rifiuti speciali non pericolosi consistenti in scarti di lavorazione di materiale plastico, p.v.c., misto di imballaggi e una piccola parte di rifiuti urbani erano stati prodotti dalla ditta lì ubicata. Da accertamenti è risultato che il titolare dell’azienda non avesse la documentazione relativa al corretto smaltimento proprio di quei rifiuti che i netturbini stavano smaltendo illecitamente (rifiuti che tra l’altro vanno smaltiti in altro modo n.d.r.). Il proprietario dell’azienda e i tre dipendenti della ditta devoluta alla raccolta r.s.u. sono stati denunciati per smaltimento illecito di rifiuti mentre il compattatore – pieno di scarti speciali – è stato sequestrato

Napoli e provincia: Carabinieri in prima linea nel contrasto alla violenza di genere

Continua l’operazione di contrasto dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli alla violenza di genere.  Ingente l’impegno fornito dai militari: 4 le persone arrestate e varie le denunce raccolte. Purtroppo l’emergenza Coronavirus ha fatto esplodere la violenza contro le donne: +73% delle chiamate al 1522, il numero verde messo a disposizione dal Dipartimento Pari Opportunità per aiutare le vittime di violenza di genere e stalking. I Carabinieri della Stazione di Arzano hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni un 23enne del posto già noto alle forze dell’ordine. I Carabinieri hanno notato in strada una donna in lacrime che con il naso sanguinante chiedeva aiuto disperata. Nello stesso momento il marito è uscito dalla sua abitazione in evidente stato di ebbrezza ed è stato bloccato e arrestato. Nell’abitazione della coppia – dove erano evidenti i segni di una colluttazione –  i militari hanno trovato una dose di cocaina poggiata sul comodino in camera da letto. La donna è stata visitata presso il pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore: se la caverà con 5 giorni di prognosi. Il 23enne, finito in manette, è stato tradotto al Carcere di Poggioreale. I Carabinieri della Stazione di Pomigliano D’Arco hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e minacce un 73enne incensurato. I militari, allertati dal 112 per forti schiamazzi provenienti da un appartamento, hanno trovato la nipote e la moglie dell’uomo molto agitate. Insospettiti, le hanno convocate in caserma e lì le donne hanno avuto il coraggio di raccontare le vessazioni poste in essere dal 73enne. L’uomo, arrestato, è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio. Le vittime hanno trovato una sistemazione temporanea. A Napoli, nel quartiere Poggioreale, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno arrestato per maltrattamenti e lesioni personali un 42enne del posto, già noto alle forze dell’ordine. I militari lo hanno sorpreso e bloccato mentre tentava di entrare nell’abitazione dell’ex compagna. La donna già in passato aveva presentato denunce contro l’ex, due anni fa arrestato per lo stesso motivo. Mesi di violenze denunciate anche ai Carabinieri della Tenenza di Quarto. Una 53enne del posto ha chiamato il 112 perché era stata picchiata per l’ennesima volta dal figlio. L’uomo le avrebbe sferrato un calcio, durante una lite nata per motivi banali: provvidenziale l’intervento dei carabinieri. Le violenze sarebbero andate avanti per mesi e denunciate già in passato dalla donna. L’arrestato è stato tradotto nelle camere di sicurezza della caserma in attesa di giudizio. I Carabinieri della Stazione di Cimitile hanno denunciato un 44enne per il medesimo reato. Ubriaco, ha aggredito la figlia 20enne. I militari, intervenuti dopo una segnalazione al 112, hanno denunciato l’uomo. A Napoli, nel quartiere Stella, una donna ha denunciato il marito raccontando ai Carabinieri oltre dieci anni di violenze e vessazioni, spesso consumate davanti agli occhi dei figli minori. La donna, prima dell’intervento dei Carabinieri, sarebbe stata colpita con schiaffi e calci alle gambe. Altro episodio di violenza ad Afragola dove una 27enne ha denunciato l’ex marito. Ai Carabinieri ha riferito di essere stata vittima di ripetute minacce e maltrattamenti. L’uomo non si è mai rassegnato alla fine della loro relazione. Sarà costante l’impegno su questo tema così delicato da parte dei Carabinieri del comando provinciale di Napoli: tra gli obiettivi, l’apertura di una nuova stanza tutta per sé come quella già presente presso il comando stazione di Capodimonte.

Incendio Adler di Ottaviano, concluso monitoraggio diossine in aria da parte di Arpac

Si è concluso a Ottaviano (Napoli) il monitoraggio di diossine e furani dispersi in atmosfera, effettuato da Arpac dalla sera dello scorso 5 maggio fino al 10 maggio, a seguito dell’incendio che nel pomeriggio del 5 maggio ha interessato lo stabilimento della Adler Plastic spa. I risultati degli ultimi tre campionamenti, riferiti a un arco temporale che va dallo scorso 7 maggio fino al 10 maggio, sono tutti inferiori ai valori di riferimento generalmente considerati dalla comunità scientifica (l’Agenzia utilizza come riferimenti le Linee guida sulla qualità dell’aria dell’Organizzazione mondiale della sanità e il valore di concentrazione indicato dal Laenderausschuss fuer Immissionsschutz, organismo tecnico della Repubblica federale tedesca). Un riepilogo completo dei risultati del monitoraggio è pubblicato sul sito dell’Agenzia all’indirizzo: http://www.arpacampania.it/documents/30626/1249373/Allegato+alla+Trasmissione+del+13.05.20+per+sindaco+Ottaviano+ASL+II Arpac ha anche prelevato all’inizio di questa settimana un set di campioni di top soil (terreno superficiale) nel comune di Ottaviano, in aree indicate dall’Osservatorio regionale sulla sicurezza alimentare come oggetto di possibile ricaduta di inquinanti rilasciati dall’evento dello scorso 5 maggio. I risultati, non appena disponibili, saranno trasmessi alle autorità competenti all’adozione di eventuali provvedimenti in ambito sanitario. Sul sito dell’Agenzia, all’indirizzo http://www.arpacampania.it/web/guest/1099, sono disponibili anche i risultati del monitoraggio della qualità dell’aria effettuato con un laboratorio mobile collocato nei pressi del sito interessato dall’incendio. Il monitoraggio, attualmente aggiornato alla mattina del 15 maggio, comprende diversi parametri, tra cui le concentrazioni di polveri sottili e di ossidi di azoto in atmosfera. Nei giorni scorsi le concentrazioni medie giornaliere di PM10 rilevate dal laboratorio mobile hanno superato in alcuni casi il limite di legge, fenomeno riscontrato però anche da altre stazioni di monitoraggio presenti sul territorio campano e che appare fortemente determinato dalle condizioni meteo.

Cyberbullismo, didattica a distanza attaccata dagli hacker. D’Amelio: “Bloccare questa forma subdola di violenza”

“Dobbiamo difendere la didattica a distanza dalla violenza degli hacker con l’aiuto di tutti i ragazzi che devono contribuire a tenere alta la guardia contro i zoom raid denunciando al Corecom e alle Autorità tutti i casi di cui sono a conoscenza”. Questo l’appello lanciato da Domenico Falco, presidente del Corecom Campania a margine del webinar realizzato da @scuolasenzabulli 2020, che ha coinvolto gli alunni dell’istituto comprensivo “Federico Torre” di Benevento, impegnati nella didattica a distanza. “Non solo le scuole sono sotto attacco ma anche gli oratori, il mondo del volontariato e dell’associazionismo sportivo come emerge dalla relazione della Fondazione Carolina che solo nell’ultimo mese ha denunciato 121 casi di cyberbullismo con vittime tra i ragazzi e 89 con vittime tra i docenti ai quali vanno aggiunti 9 casi di sexting e 4 di revenge porn. “Abbiamo ritenuto necessario proseguire nel compito di formare e informare gli studenti sui comportamenti da tenere per bloccare questa forma subdola di violenza – ha rimarcato Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio regionale della Campania – trasformando questo periodo di profonda difficoltà dei nostri giovani in occasione per far crescere i rapporti umani”. L’espansione del fenomeno del cyberbullismo è stato al centro dell’intervento di Maria Luisa Fusco, dirigente dell’istituto: “Il fenomeno è molto diffuso all’interno delle comunità scolastiche e per questo abbiamo realizzato percorsi didattici che invitano i ragazzi a riflettere su questi fenomeni. Abbiamo attivato accordi in rete con 30 scuole della provincia di Benevento condividendo problematiche, formazione del personale e dei genitori usufruendo anche del supporto offerto dalle forze dell’ordine”. Il coinvolgimento delle famiglie nei percorsi di contrasto al bullismo è stato sottolineato anche da Ivana Nasti, direttore del Servizio ispettivo dell’Agcom: “L’importanza del lavoro di squadra e del coinvolgimento di tutti i protagonisti della lotta al bullismo è sempre più determinante. Ragazzi, insegnanti, famiglie, istituzioni e forze dell’ordine devono fare fronte comune per creare una rete di sostegno alle vittime che devono sapere di non essere sole ad affrontare questo dramma e che è possibile uscirne”. Tra i protagonisti dell’impegno sociale contro questi fenomeni anche il Rotary come testimoniato dal presidente del circolo Napoli Angioino, Nicola Pasquino: “Siamo in prima linea insieme al Corecom e alla Regione mettendo a disposizione tutte le risorse professionali di cui disponiamo per incentivare le politiche di prevenzione e l’assistenza alle vittime”. Tante le domande formulate dagli studenti che hanno partecipato al videoincontro indirizzate agli esperti. “Il bullo spesso viene favorito da comportamenti rinunciatari all’interno della classe – ha evidenziato Giovanna D’Apolito, psicologa e psicoterapeuta – e bisogna intervenire per far emergere i disagi che si celano dietro vittime e carnefici. Restare in silenzio è sbagliato in tutti i casi perché significa non riuscire a gestire i rapporti sociali.  Ognuno deve contribuire a modificare gli atteggiamenti omertosi per far sì che tutti i protagonisti di questi episodi non si sentano soli e trovino il coraggio di denunciare”. L’avvocato Valentina Varano ha portato una testimonianza forte di ciò che accade ai bulli quando vengono individuati e fermati dalle forze dell’ordine: “Tutta la loro apparente sicurezza e spavalderia si sgretola di fronte alle divise che intervengono per bloccarli e di fronte al magistrato del Tribunale per i minori che è tenuto a giudicarli. E’ bene che i ragazzi siano consci di questo perché devono sapere due cose: denunciare è fondamentale e la denuncia ha sempre come conseguenza la punizione del bullo. E’ necessario dare queste certezze per fare emergere tutti i casi sommersi che, nel tempo, diventano poi più difficili da snidare”. Al termine della conferenza web (coordinata dai docenti Nadia RanaldoPaola De TomaDiana GrassoPaola Porcelli e Maria Grelle) gli alunni dell’istituto hanno proposto una efficace esibizione lanciando espliciti messaggi di contrasto alla violenza fisica e psicologica.

Decreto “Rilancio”, le misure previste per le persone con disabilità

In attesa che il Decreto ‘Rilancio’ venga pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Garante dei Disabili della Regione Campania, avv. Paolo Colombo anticipa alcune misure che saranno introdotte per le persone con disabilità: “Innanzitutto ci sarà il rinnovo dell’aumento dei permessi della Legge 104, del congedo Covid19 per i lavoratori e l’aumento dei fondi ‘Dopo di Noi’ e non autosufficienza”. Ecco in dettaglio tutti i provvedimenti inerenti il nostro settore. Art. 76 AUMENTO PERMESSI LEGGE 104 L’articolo 76 conferma, anche per maggio e giugno, l’aumento dei giorni di permesso previsti dalla Legge 104 (ex articolo 33, legge 104/1992) per i lavoratori con disabilità o lavoratori che assistono familiari disabili, che era stato introdotto per i mesi di marzo e aprile dal Decreto ‘Cura Italia’: vengono previsti altri 12 giorni aggiuntivi complessivi, utilizzabili tra maggio e giugno. Come precedentemente, i 12 giorni totali aggiuntivi portano il totale dei permessi tra i due mesi a 18 giorni totali (3 maggio + 3 giugno + 12 aggiuntivi= 18 giorni complessivi). ART.75 CONGEDI PARENTALI COVID19 I nuovi congedi parentali COVID retribuiti al 50% previsti dall’art. 23 del ‘Cura Italia’ per i lavoratori del settore privato, autonomi e iscritti alla Gestione separata, e dall’art. 25 per quelli pubblici, sono prolungati di altri 15 giorni, arrivando ad un totale di 30 giorni fruibili dal 5 marzo fino al 31 luglio 2020. ART. 75 BONUS BABY SITTER Il bonus babysitter (utilizzabile alternativamente al congedo COVID, ndr) viene portato a 1.200 euro, specificando che può essere utilizzato anche per centri estivi o altri servizi integrativi per l’infanzia (è incompatibile col bonus nido). Inoltre, tale bonus viene portato da 1.000 a 2.000 euro per i lavoratori del settore sanitario. ART.77 QUARANTENA E MALATTIA Con l’art. 77 viene portata al 31 luglio 2020 la data nella quale, per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali (non meglio specificati, ndr) attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero, come previsto dall’art.26b del Decreto ‘Cura Italia’. ART. 78 CUMULABILITA’ BONUS AUTONOMI E ASSEGNO ORDINARIO DI INVALIDITÀ L’Art. 78 sana – in parte – una problematica sollevata da numerosi cittadini: viene reso compatibile il “bonus 600 euro” anche con l’assegno ordinario di invalidità (legge 222/1984) così come peraltro richiesto dalle associazioni delle persone con disabilità. FONDI DEDICATI Il Titolo IV è interamente dedicato alle Disposizioni per la disabilità e la famiglia, con aumento dei fondi dedicati per l’anno 2020: +90milioni al Fondo per la non autosufficienza, +20milioni Fondo Dopo di Noi. Viene istituito il Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità con una dotazione fino a 40miolioni di euro a sostegno alle strutture semiresidenziali per persone con disabilità. Art.111 Assistenza e servizi per la disabilità 1. Al fine di potenziare l’assistenza, i servizi e i progetti di vita indipendente per le persone con disabilità gravissima e non autosufficienti e per il sostegno di coloro che se ne prendono cura, in conseguenza della emergenza epidemiologica da Covid-19, lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze di cui all’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è incrementato di ulteriori 90 milioni di euro per l’anno 2020. 2. Al fine di potenziare i percorsi di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine ovvero per la deistituzionalizzazione, gli interventi di supporto alla domiciliarità e i programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile, per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, in conseguenza della emergenza epidemiologica da Covid-19, lo stanziamento del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare di cui all’articolo 3, comma 1, della legge 22 giugno 2016, n. 112, è incrementato di ulteriori 20 milioni di euro per l’anno 2020. 3. Al fine di garantire misure di sostegno alle strutture semiresidenziali, comunque siano denominate dalle normative regionali, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario per persone con disabilità, che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 devono affrontare gli oneri derivante dall’adozione di sistemi di protezione del personale e degli utenti, nello stato di previsione della Presidenza del Consiglio, è istituito un Fondo denominato “Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità” volto a garantire il riconoscimento di una indennità agli enti gestori delle medesime strutture di cui al presente comma, nel limite di spesa di 40 milioni di euro per l’anno 2020. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio, da adottare entro quaranta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, sono definiti i criteri di priorità e le modalità di attribuzione dell’indennità di cui periodo precedente. ART. 10 PROROGA PIANI TERAPEUTICI Vengono prorogati, per ulteriori 90 giorni, i diversi piani terapeutici per persone con disabilità, che includono la fornitura di ausili e protesi per l’incontinenza, stomie, laringectomizzati e per la prevenzione e trattamento delle lesioni cutanee e altri prodotti correlati all’ospedalizzazione a domicilio. ART.87 REDDITO DI EMERGENZA Viene istituito il Reddito di Emergenza (Rem) erogato dall’INPS in due quote ai nuclei familiari in difficoltà economica a seguito dell’emergenza Covid-19. (La misura riguarda tutti i nuclei familiari, e non solo quelli con persone con disabilità, ndr). 1. Ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, identificati secondo le caratteristiche di cui ai commi 2 e 3, è riconosciuto un sostegno al reddito straordinario denominato Reddito di emergenza (di seguito “Rem”). Le domande per il Rem possono essere presentate entro il termine del mese di giugno 2020 e il beneficio è erogato in due quote, ciascuna pari all’ammontare di cui al comma 5. 2. Il Rem è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della domanda, dei seguenti requisiti: a) residenza in Italia, verificata con riferimento al componente richiedente il beneficio; b) un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore ad una soglia pari all’ammontare di cui al comma 5; c) un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000, il massimale è incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza come definite ai fini dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159; d) un valore dell’ISEE inferiore ad euro 15.000. 3. Il Rem non è compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ovvero di una delle indennità disciplinate in attuazione dell’articolo 44 del medesimo decreto-legge ovvero di una delle indennità di cui agli articoli 20 e 21 del presente decreto legge. Il Rem non è altresì compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che siano al momento della domanda in una delle seguenti condizioni: a) essere titolari di pensione diretta o indiretta ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità; b) essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore alle soglie di cui al comma 5; c) essere percettori di reddito di cittadinanza, di cui al Capo I del decreto-legge n. 4 del 2019, ovvero le misure aventi finalità analoghe di cui all’articolo 13, comma 2, del medesimo decreto-legge. Ciascuna quota del Rem è determinata in un ammontare pari a 400 euro, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, fino ad un massimo di 2, corrispondente a 800 euro, ovvero fino ad un massimo di 2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini ISEE”. Infine l’avvocato si sofferma sul documento, che ha avuto un lungo ‘travaglio’ politico: “Si tratta di un documento molto cospicuo – spiega Colombo – contenente misure numerosissime per ridare slancio al Paese a seguito dell’entrata nella Fase 2 dell’emergenza Coronavirus. In alcuni casi si tratta della conferma o della proroga di misure già previste dai decreti ‘Cura Italia’ e Liquidità”.

Sant’Anastasia, distribuzione dei libri, Colombrino: “Si inizi ad organizzare”

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Riceviamo e pubblichiamo “Al Commissario Straordinario di Sant’Anastasia ND D.ssa Stefania Rodà. Gent.ma Dott.ssa Stefania Rodá, da Cittadino Anastasiano e a titolo collaborativo le segnalo quanto segue: A giugno come di consueto ci si organizza già per i testi scolastici da adottare nei vari Istituti. Quest’anno per cause ben note, credo bisogna organizzare il tutto anche con le librerie e cartolibrerie esistenti sul territorio. Sarebbe opportuno che il Commissario Straordinario convocasse i rappresentanti del settore già da ora, affinché si organizzi con le dovute precauzioni, incontri con i Dirigenti Scolastici per delineare il tutto. Eventualmente mettere nelle condizioni poi, sia gli esercenti del settore che la platea scolastica, che usufruirà dei buoni libri e non, a programmare la distribuzione di testi e affini senza creare un imbuto che rallenterebbe ma soprattutto formerebbe di sicuro assembramenti. Inoltre i Dirigenti Scolastici dovrebbero eventualmente programmare le lezioni online, qualora si adottassero al prossimo inizio anno scolastico, anche valutando le esigenze dei nuclei familiari in cui ci sono ambedue i genitori lavoratori”. Salvatore Colombrino