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Poche ore fa, nel corso della consueta diretta di aggiornamento relativa alla perdurante emergenza Coronavirus, il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha sottolineato che “valuteremo le linee guida del Governo per le attività commerciali. Ritengo che sia necessario aprire tutto giovedì e non lunedì, perché per lunedì non c’è tempo per fare sanificazione e per prepararsi. Il nostro obiettivo è aprire tutto ma aprire per sempre. È bene prendersi qualche giorno in più”.

Dunque è verosimile che, almeno in Campania, l’ulteriore riapertura prevista per il fatidico 18 maggio slitti a giovedì 21 maggio, giusto per dare il tempo di arrivare preparati alla meta. Una cosa rimane invariata: tutte le attività potranno essere aperte dalle 7.00 alle 23.00  e si potrà lavorare anche nei giorni festivi. Tutto questo vale anche e soprattutto per barbieri e parrucchieri, chiusi ormai da tre mesi e finalmente pronti alla ripartenza. Per provare a comprendere lo stato d’animo della categoria abbiamo interpellato Salvatore Pannone, titolare dell’attività “New image Sal” a Marigliano.

 Allora Salvatore, per te la cosiddetta “fase 1” di lockdown ha significato soprattutto dover abbassare la serranda senza sapere quando avresti potuto rialzarla: cosa hai provato nel realizzare che avresti dovuto chiudere e che la chiusura sarebbe stata lunga? Che tipo di soluzioni ti sono venute in mente per prepararti alla ripresa e cosa hai fatto nell’attesa? Il barbiere fa pratica quotidianamente: questa lunga pausa ti ha creato problemi oppure tagliare i capelli è un po’ come andare in bicicletta?

“Appresa la notizia della chiusura della mia attività ammetto di essere stato preso dallo sconforto: non è stato facile chiudere la serranda della mia bottega dove ogni giorno mi dedico ormai da anni al mio lavoro con tanto amore e passione. Mai mi sarei aspettato di dover chiudere la mia attività da un giorno a l’altro, costretti poi doverci rintanare nelle nostre abitazioni a causa di un virus che ha sconvolto il mondo intero. Non ti nego che ogni giorno forte era la paura di essere contagiati: ho temuto per me e per la mia famiglia, nasceva in me l’incertezza sulla data di riapertura. Dunque, durante la fase 1 ho realizzato l’enorme perdita economica a cui sarei andato incontro, le varie tasse da pagare e le diverse spese giornaliere da affrontare nonostante non ci fosse alcuna entrata. Essendo costretti a stare in casa, ho elaborato diverse idee per prepararmi alla riapertura e per tutelare i miei clienti. Visto le misure di sicurezza rese note fin da subito avevo già pensato a predisporre il locale in modo da avere una giusta distanza tra le postazioni di lavoro, e tra le soluzioni avevo preso in considerazione anche l’uso di mascherine e guanti e un sanificante all’ingresso. Riguardo alla curiosità, personalmente questo periodo di inattività non ha influito sulla mia professione, svolgo questo lavoro da circa trentacinque anni e giustamente per me ormai è un proprio come andare in bicicletta”.

Hai partecipato o fai comunque parte dei lavoratori del settore che hanno protestato a Marigliano, recandosi anche dal sindaco? Approvi la protesta della categoria e cosa chiedi alle autorità? Immagino tu, come tanti altri, voglia riaprire il prima possibile e pare che ormai ci siamo: che tipo di garanzie avete avuto da questo punto di vista e quali proposte per garantire sicurezza e igiene avete condiviso con chi di dovere?

“Si, faccio parte del gruppo di lavoratori che hanno protestato a Marigliano. Alla notizia dell’apertura prevista per il 1 giugno, ci siamo resi conto che era l’ora di farci sentire ed esporre la nostra voglia di ripartire quanto prima e in totale sicurezza, non potendo più sopportare la perdita economica che ogni giorno diventava sempre più marcata. L’incontro con il sindaco di Marigliano è stato positivo in quanto ci ha dato un segnale di apertura sulla possibile riduzione delle tasse e ci ha rassicurato che avrebbe sollecitato gli organi regionali”.

 De Luca infatti ha annunciato la riapertura per la prossima settimana, in sintonia con le disposizioni nazionali: potranno riaprire barbieri e parrucchieri, ma come? Se foste costretti a lavorare indossando non solo la mascherina ma anche, come si ipotizza, la visiera, credi che questo complicherebbe o addirittura inficerebbe la tua attività, la tua manualità? Come credi che si potrà riprendere? Quali saranno i protocolli a cui sarete obbligati per la ripartenza?

“A quanto pare le proteste di noi parruchieri di Marigliano e di tutta italia ha dato i suoi frutti, infatti tra pochissimi giorni è prevista la riapertura. Per quanto riguarda l’utilizzo della mascherina e della visiera, anche se inevitabilmente questo porterà ad uno sforzo in più nel lavoro, credo che non creerà alcun problema  alla  nostra attività. Riguardo ai  protocolli di sicurezza da seguire non abbiamo alcuna certezza se non generali misure note ormai da mesi come il distanziamento fisico, l’uso della mascherina per tutti e per noi lavoratori anche guanti e visiera. Non è mancata da parte mia l’organizzazione in quanto ho già provveduto alla sanificazione del locale e all’acquisto di prodotti igienizzanti, inoltre ho acquistato le mie solite tovagliette e mantelle monouso, che personalmente utilizzo ormai da tantissimi anni a beneficio dell’igiene. Nel rispetto del distanziamento sociale si è ritenuto necessario ricevere i clienti per appuntamento per evitare assembramenti. Non vediamo l’ora di ritornare a lavoro più forti di prima! Grazie per aver dato voce al mio pensiero”.