Somma Vesuviana, il coordinamento Vesuvius in piazza per donare mascherine

La protezione civile domenica mattina in piazza per donare mascherine.   Domenica mattina, in piazza Vittorio Emanuele III,  saranno istallati gazebo per la distribuzione di un kit di quattro  mascherine . L’evento è promosso ed organizzato dal coordinamento Vesuvius. I volontari della Protezione civile Cobra2, in stretta collaborazione con i volontari del Coordinamento Vesuvius, distribuiranno dalle 10, 30 alle 13,00 il kit di mascherine a quanti esibiranno il codice fiscale . La distribuzione avverrà fino ad esaurimento scorte.

Casalnuovo, piscina e parenti: è bufera. Consigliere aggredito. Nappi: “Conflitto d’interesse”

Campagna elettorale sempre più infuocata: l’altra sera bagarre dentro e fuori il consiglio comunale. Il capogruppo del Pd, Carmine Enzo Romano, all’opposizione, è stato aggredito con minacce e insulti all’uscita dell’assemblea cittadina da un sostenitore della maggioranza. Per evitare il peggio sono dovuti intervenire poliziotti municipali e carabinieri. Poco prima l’assemblea cittadina era saltata a causa della mancanza del numero legale determinata da qualche defezione in maggioranza e dalla precedente uscita dal consiglio di 7 consiglieri di opposizione. Le tensioni politiche sono scoppiate dopo il voto favorevole che consentirà, grazie ai fondi della Regione Campania, la realizzazione nel centro di Casalnuovo di una piscina comunale e di annessi servizi, uffici e parcheggio compresi, in un terreno di proprietà, tra gli altri, del marito di una consigliera di maggioranza. Al voto hanno partecipato, pur astenendosi, la consorte e un nipote del costruttore, un imprenditore che è uno dei titolari dell’appezzamento in cui sarà edificata l’opera pubblica. Tra coloro che hanno votato il provvedimento sulla piscina figurano pure un consigliere di maggioranza che lavora per conto di un’altra azienda proprietaria del terreno e un quarto consigliere, anch’egli di maggioranza, la cui moglie, sorella di un assessore, lavora per uno dei proprietari dello stesso appezzamento destinato a ospitare il futuro complesso edilizio pubblico. Queste parentele hanno però indignato le opposizioni. “In base alla legge sugli enti locali – eccepiscono – due consiglieri comunali essendo strettamente imparentati con un proprietario del terreno risultano del tutto incompatibili con i lavori del consiglio comunale. Segnaleremo al prefetto queste anomalie”. La caduta del numero legale non ha permesso, inoltre, l’approvazione di una delibera per la realizzazione di una chiesa nella frazione di Casarea, dove si è svolto il consiglio comunale dell’altra sera. “E’ stata l’assenza improvvisa di alcuni consiglieri di maggioranza a determinare lo scioglimento della seduta”, sostiene Salvatore Errichiello, esponente di minoranza. Di parere opposto è il sindaco, Massimo Pelliccia. “La solita opposizione – scrive – ha fatto cadere il numero legale sul via alla costruzione della chiesa di Casarea. Ma noi non molliamo. Il voto sulla piscina è stato per la città un risultato storico”. Molto critico è però il candidato a sindaco Giovanni Nappi, futuro rivale di Pelliccia alle elezioni locali. “Dobbiamo alla Regione Campania – commenta – la possibilità di realizzare la prima piscina comunale. E questo risultato lo dovrebbe riconoscere proprio il sindaco, che di recente ha espresso dubbi sulla capacità della Regione di sostenere realmente i comuni. Ma intanto – conclude Nappi – qui a Casalnuovo il progetto della piscina inizia con il dubbio sul conflitto d’interesse di qualche consigliere di maggioranza. Sia chiaro, trovo legittimo avere interessi ma trovo un po’ meno utile vivere eternamente in conflitto con il ruolo che si ricopre”.

Somma Vesuviana. Istituto “M. Montessori”: un evento social per salutare l’anno scolastico

L’Istituto scolastico invita alunni, genitori e docenti a partecipare all’evento di fine anno “Insieme con la scuola … tutto andrà bene” che si terrà sulla pagina ufficiale di Facebook. Domenica 31 maggio gli alunni pubblicheranno sulla pagina Facebook dell’Istituto Montessori storie, attività e performances artistiche attraverso le quali si racconteranno. L’intento è rendere tutti partecipi delle loro forti esperienze e delle emozioni uniche provate ai tempi della quarantena causata dall’emergenza sanitaria COVID-19, in quanto hanno dovuto rinunciare alla loro normalità ed adattarsi ad una nuova vita, privati del bene più prezioso: la libertà. Hanno dovuto prendere le distanze dal resto del mondo, anche dalla scuola che però, attraverso la didattica a distanza, ha permesso loro di andare avanti, di farsi forza e coraggio e di non arrendersi. Grazie all’impegno, al supporto, al conforto, all’affetto, alla presenza costante degli insegnanti nella loro vita, i ragazzi hanno continuato, nonostante il periodo triste e difficile, a compiere il loro dovere che è allo stesso tempo anche un loro diritto che il coronavirus non è riuscito a demolire completamente perché la scuola si è reinventata pur di non farli sentire abbandonati e soli. Alunni, insegnanti e famiglie hanno formato una grande ed unica squadra che, seppur con fatica e con qualche ferita, è riuscita ad uscire vincente dalla lotta contro il virus che ci ha divisi solo fisicamente ma ci ha uniti con il cuore e con le forze ed alla fine ci ha dimostrato che restando insieme sarebbe andato veramente tutto bene! L’imperativo dell’Istituto è stato quello di tutelare i minori e le famiglie che hanno vissuto momenti di forte disagio sociale, economico e culturale, con azioni educative specifiche, che hanno apportato benefici e supporto riducendo l’isolamento sociale e contribuendo in modo sostanziale alla crescita serena ed equilibrata dei minori. In sostanza, Tutta la nostra comunità educativa ha reagito dimostrando la propria umanità, che si è manifestata con una sorprendente sensibilità verso le varie criticità emerse in questa fase, rivolgendo una particolare cura ed attenzione ad un’educazione inclusiva affinché nessuno resti indietro. Pertanto, Vi invitiamo domenica 31 maggio a collegarvi alla pagina Facebook dell’Istituto Maria Montessori sulla quale durante tutta la giornata, sarà possibile ammirare il frutto del lavoro di tutti noi e soprattutto di quello degli alunni di cui siamo pienamente fieri. Vi aspettiamo e Vi ringraziamo per la vostra presenza, il vostro supporto e il vostro straordinario lavoro. Continuate a restare con noi e tutto andrà bene….INSIEME siamo una grande squadra!

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨

La paura del coronavirus scoraggia i ricoveri: triplicata la mortalità per infarto

L’emergenza coronavirus ha fatto registrare un forte decremento di ricoveri sia di urgenza che elettivi per malattie cardiovascolari nelle strutture ospedaliere campane. I dati parlano di un decremento attorno al 60 per cento e di una mortalità per infarto triplicata. Dati definiti ”preoccupanti” da Paolo Golino, professore di Cardiologia e Utic dell’Azienda ospedaliera universitaria ‘Luigi Vanvitelli’. ”Il mancato attenzionamento da parte del paziente e il mancato ricovero in ospedale per timore di contrarre l’infezione da Covid-19 – ha spiegato Golino – ha comportato un aumento di tre volte della mortalità per cause cardiovascolari rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e questo dato che ci preoccupa moltissimo. Da qui il mio invito alla popolazione, visto che siamo nella fase2 e in considerazione della diminuzione progressiva del numero di nuovi infetti in Campania, a recarsi negli ospedali qualora si manifestino sintomi che facciano pensare a un problema cardiovascolare o a un infarto”. Un invito che Golino rivolge anche in virtù del fatto che ”a fronte di una possibilità molto remota di contrarre il coronavirus c’è la quasi certezza di un aumento della mortalità che invece potrebbe essere scongiurato con il ricovero presso l’ospedale”. Ma il Covid-19 non ha lasciato dietro di sé ripercussioni soltanto sul fronte delle patologie cardiovascolari ma anche di malattie neurologiche dove la riduzione dei ricoveri è ”drastica”. Un netto calo che ha riguardato le patologie ‘a tempo dipendente’, quelle croniche ma anche le attività ambulatoriali. ”Ora è il momento in cui dovremo riprendere sia il lavoro con i pazienti cronici che non sono stati adeguatamente assistiti che il lavoro più difficile con i pazienti acuti – afferma Gioacchino Tedeschi, professore della Clinica neurologica dell’Azienda Vanvitelli – e ritengo che potremmo approfittare di questa circostanza per riaggiustare il sistema perché fino ad oggi siamo stati abituati a pensare che la patologia acuta va gestita negli ospedali e quella cronica dal territorio ma così facendo resta fuori dall’assistenza una fetta di pazienti che sono cronici ma complessi e per questi pazienti spero sia identificato uno spazio negli ospedali universitari e negli Ircs che hanno le giuste competenze”.

Madonna dell’Arco, contagi zero alla residenza sanitaria anziani dei padri Domenicani

Padre Alessio Romano, priore di Madonna dell’Arco, con il governatore Vincenzo De Luca
Contagi zero alla residenza sanitaria di Madonna dell’Arco, la struttura dei padri domenicani dove in piena emergenza Covid si era arrivati a 52 contagi tra degenti e operatori. Da almeno due settimane ormai, positiva al Covid -19 era rimasta soltanto un’anziana ospite e ieri anche lei ha dato esito negativo al tampone. Tutti guariti e anche coloro che erano stati ricoverati in ospedale sono rientrati. Un incubo terminato per tutti dopo due mesi. Quattordici i morti direttamente riconducibili alla rsa. Ieri invece, il referente aziendale Covid – 19 nominato dall’Asl Na 3 Sud, Antonio Coppola, ha indirizzato al direttore sanitario della struttura legata al convento di Madonna dell’Arco, Pasquale Boemio, una comunicazione che ha fatto tirare a tutti un sospiro di sollievo: «Essendo stati completati tutti gli accertamenti laboratoristici su tutti i tamponi eseguiti ad ospiti ed operatori presso la vostra struttura, si comunica che tutti sono risultati negativi al Covid – 19». «Una gioia enorme – commenta padre Alessio Romano, priore del Santuario e responsabile legale della rsa – abbiamo vinto la battaglia tutti insieme e non posso che ringraziare tutti, dagli operatori ai familiari degli ospiti, dal commissario Rodà, sempre disponibile, al manager dell’Asl Na 3 Sud, Gennaro Sosto che ci ha affiancato quale supporto prezioso il dottore Antonio Coppola, fino al presidente Vincenzo De Luca che si è costantemente informato sulla situazione, grazie anche a chi, tra i cittadini e le associazioni di Sant’Anastasia, si è preoccupato di donare alla Rsa dispositivi di protezione individuale e un grazie immenso agli operatori che, pur essendo negativi, sono rimasti in trincea per sconfiggere questo nemico invisibile che ci ha tenuti tutti in ostaggio, come a coloro che in questi tempi difficili hanno accettato di lavorare con noi. Ora è tempo di ricominciare, con la dovuta prudenza e le attenzioni di sempre con i nostri “nonni” che non hanno mai perso il sorriso, pregando e ricordando sempre chi non ce l’ha fatta». Sulla residenza sanitaria di Madonna dell’Arco si sono dette e scritte molte inesattezze. Ricapitoliamo: il 25 marzo scorso, gli utenti erano 33 mentre gli ospiti della casa albergo erano 14. Dei 33 degenti della residenza sanitaria, 28 utenti erano positivi. In casa albergo i positivi erano 8. Dal 22 di marzo i decessi sono stati 14, tredici in Rsa e uno in casa albergo. Circa i numeri dei ricoveri ospedalieri, questi i dati: 3 relativi alla rsa, 4 in casa albergo dove ci sono state anche tre dimissioni volontarie. Ad oggi la residenza sanitaria ha 27 utenti, tutti negativi; la casa albergo nove utenti, tutti negativi. I dati relativi agli operatori: i dipendenti rientrati in servizio a fine quarantena sono dieci, altri quindici si sono messi “in malattia” post quarantena. Ricordando che solo tre di loro, negativi al Covid, hanno scelto di restare a lavorare in struttura cosicché la rsa domenicana ha dovuto procedere a 21 nuove assunzioni, altrettanti sono i dipendenti posti in cassa integrazione.        

Pomigliano, ASM: i Cinque Stelle firmano una denuncia dai carabinieri

A depositare il documento presso i militari sono stati i consiglieri comunali dell’ M5S  Cioffi ed Esposito   “Qualche giorno fa ci siamo recati nell’Azienda dei Servizi Municipali, l’ASM, e abbiamo notato dietro lo sportello per gli utenti un impiegato che noi abbiamo riconosciuto come un cittadino di Pomigliano. Sapevamo però che in quel momento il soggetto in questione non poteva assolutamente risultare ancora assunto dall’ASM, soggetto che comunque a tutti gli effetti sembrava agli occhi di tutti un dipendente in piena fase di lavoro proprio in nome e per conto dell’azienda comunale”. Il racconto è del consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Salvatore Cioffi, che annuncia di essersi recato nella stazione dei carabinieri di Pomigliano e di aver firmato insieme con il collega Salvatore Esposito una denuncia per presunte “irregolarità lavorative nell’ASM”. “Dopo aver notato quell’anomalia – aggiunge Cioffi – io ed Esposito siamo andati dal presidente dell’ASM a chiedere spiegazioni. Quindi siamo andati dai carabinieri a sporgere denuncia”. Saranno ora le forze dell’ordine ed eventualmente la magistratura a dover fare luce sulla veridicità dell’accusa formulata dai pentastellati. Intanto Cioffi conclude riferendo che “i carabinieri si sono già recati nell’azienda municipale dopo la denuncia”.

Volla, tentò di rapinare una persona anziana: arrestato 49enne

Nella giornata di ieri i militari della Stazione di Volla hanno eseguito una misura cautelare in carcere nei confronti di un 49enne resosi responsabile di una tentata rapina nei confronti di un anziano. Era il novembre 2018 quando un 84enne di Volla, dopo aver prelevato la pensione all’ufficio postale del suo paese, stava ritornando a casa a bordo della sua autovettura; proprio mentre stava per aprire il cancello di casa, è stato aggredito da uno sconosciuto che, avendolo pedinato a bordo di uno scooter fino alla sua abitazione, ha tentato di rubargli i 1600 euro appena prelevati e che l’anziano si era messo nella tasca dei pantaloni: solo per la pronta reazione dell’uomo, dopo una colluttazione, il rapinatore aveva desistito fuggendo per le vie limitrofe. Grazie alle indagini condotte dalla Stazione di Volla, a cui l’anziano si è rivolto subito dopo l’accaduto, il rapinatore è stato identificato e l’AG di Nola, concordando con le risultanze investigative dei militari, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 49enne, che dovrà adesso rispondere del reato di tentata rapina.

Movida, nuova ordinanza regionale: stop alla vendita alcolici con asporto dalle 22

In Campania divieto di vendita con asporto di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, dopo le 22 da parte degli esercizi commerciali (compresi bar, chioschi, pizzerie, ristoranti, pub, vinerie, supermercati) e con distributori automatici; dalle 22 alle 6 divieto di consumo di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, compresi parchi comunali e ville. Sono alcuni dei contenuti dell’ordinanza n. 53 firmata dal governatore Vincenzo De Luca, con ulteriori misure anti Covid-19. E ciò, dice una nota dell’Unità di crisi, dopo “le problematiche registrate nello scorso fine settimana e agli incontri avuti con le Camere di Commercio”. Per bar, “baretti”, vinerie, gelaterie, pasticcerie, chioschi ed esercizi di somministrazione ambulante di bibite resta consentita la facoltà di apertura a partire dalle 5 ed è disposto l’obbligo di chiusura entro l’1, con obbligo di somministrazione al banco o ai tavoli a partire dalle 22. Nessuna limitazione nell’orario di chiusura per ristoranti, pub e pizzerie.

Arrestato un latitante del clan Cuccaro-Andolfi del quartiere Barra

I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno arrestato IMPERATRICE Ciro, tra i vertici del clan Cuccaro-Andolfi del quartiere Barra di Napoli, irreperibile da ottobre 2019, soprannominato “Brutolino” o “Brodolino”, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale di Napoli poiché condannato a 2 anni e mesi 5 di reclusione per il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso. Il latitante è stato arrestato dopo un’intensa e articolata attività investigativa, rintracciato alle prime ore dell’alba in un’abitazione di Cupa Rubinacci. I militari lo hanno sorpreso nascosto all’interno di un armadio della camera da letto dove dormiva. L’arrestato è stato tradotto al carcere di Secondigliano.

Cento anni fa iniziò a Ottajano la storia vera del Circolo “A. Diaz”: ed è una storia che non deve finire

0
Al disastro sociale prodotto dalla pandemia si può porre rimedio anche attraverso la ricostruzione dell’identità civica nelle Comunità locali. Il Presidente Oscar Invito ha detto chiaramente che questa è la “strada maestra” che il Circolo “A. Diaz” dovrà seguire per dare un senso alla sua funzione, per superare le difficoltà serie del momento e del recente passato e per dimostrare quanto sia importante oggi il compito di coloro che non sono più giovani. Del resto, la storia del Sodalizio si è sviluppata fin dal primo momento, fin dagli anni ’20 del ‘900, lungo questa “strada maestra”: l’impegno sociale.   Nel 1913 alcuni Ottajanesi, e tra questi Mario Tarantino, Diomede Pisanti, Edoardo, Carlo e Francesco Scudieri, Michele e Catello Amato, e Alfredo Vallo, fondarono un Circolo Sportivo, sollecitati anche dal successo della gara podistica che essi avevano organizzato l’anno prima tra Ottajano e San Giuseppe e alla quale avevano partecipato il mitico Dorando Pietri e il poeta futurista Francesco Cangiullo. Preziosi e raffinati i premi in palio: 100 lire in oro, una “grandissima medaglia d’argento, dono del giornale “Il Grido””, bottoni per polso in argento, catenelle d’argento e “grandi bottiglie di liquore della Ditta Galliano”. “Il Mattino” del 2-3 giugno 1915 informò i lettori che molti di quegli ottajanesi erano partiti come volontari per la guerra. Nel 1920 Giuseppe Liguori, detto “Peppino ‘a Marana”, Umberto Iervolino “capa ‘e voio”, Alessio Beneduce e Ciro Formisano si riunirono nella bottega di un sarto barbiere, mastro Ciccio ‘e Martinelli, e fondarono un Circolo sportivo, che subito organizzò un torneo di calcio, uno dei primi nel Vesuviano interno. Nel 1924 ci fu il connubio tra i due Circoli, e poco dopo il sodalizio nato da quel connubio chiuse le porte per ordine delle autorità del Fascio. Nel 1927 il comm. Giuseppe Varone scrisse una canzone, “’O podestà ‘e Ottajano”, che venne messa in musica da Pietro Ferro, e due anni dopo quelle porte vennero riaperte dal presidente dott. Vincenzo Zinna, che con altri soci propose di dare al Circolo il nome di Armando Diaz. Alcune di queste notizie le trovammo nei pochi documenti dell’archivio del Circolo salvati dalle fiamme che nel 1943 i Tedeschi in ritirata appiccarono ai palazzi di piazza San Lorenzo. Poi vennero la squadra di calcio, le domeniche trascorse sul campo di Ottaviano e sui campi di tutta la Campania, da Montella a Polla, da Cicciano a Eboli, da Aversa a Pagani e a Sapri, e la mia generazione si sentì parte di una leggenda, una leggenda “locale”, ma densa di significati. Poi vennero le edizioni del “Palio degli asini”, i cortei delle contrade, i costumi, lo spettacolo della folla, di cui danno testimonianza le immagini pubblicate.Nessuno può negare che la squadra di calcio “ A. Diaz” e le edizioni del Palio siano state capitoli importanti della storia sociale e culturale della nostra città. Vennero gli spettacoli musicali, le gare ciclistiche, le mostre di pittura: nel 1988 la “personale” di Luigi Pierno venne presentata da due critici di prima fila, Franco Solmi e Floriano De Santi, e l’anno dopo il Circolo ospitò i quadri di Pasquale Di Caterino e ne pubblicò il catalogo, con i contributi critici di Ricci e di Corbi. E la parete di fondo della sala grande del Sodalizio è quasi interamente coperta da una notevole tela di Antonio Sole. Non indico i nomi dei Presidenti e dei soci che curarono la preparazione di questo inesauribile catalogo di eventi: sarebbe un elenco troppo lungo, il difetto di memoria mi potrebbe esporre all’accusa di partigianeria, e, soprattutto, sarebbe un insulto allo spirito del Circolo, in cui nulla si realizzava senza il sostegno attivo della comunità dei soci. Il Circolo “A. Diaz” è stato, fin dal primo momento, un “luogo” “aperto”, attento ai fenomeni sociali, pronto ad accogliere proposte e a sollecitare il confronto. Dipende forse anche dalla posizione della sede: essa si affaccia su una piazza, che la storia e il sistema delle grandi strade del territorio hanno trasformato in una “porta” del Centro Abitato. La crisi incominciò una decina di anni fa: ci sono state cause specifiche, e cause di carattere generale. Oggi il presidente è Oscar Invito, che è cresciuto “nel” Circolo, e quel “nel” vuol dire che egli conosce dall’interno, e rigo per rigo, la storia, le linee di tendenza, le difficoltà di gestione, l’importanza di certi valori che sopravvivono ancora con una intatta energia. Certo, la tragedia della pandemia e la spaventosa crisi economica non lasciano spazio per le preoccupazioni sul destino di un Circolo: anzi, chi si preoccupa di cose del genere può anche essere accusato di insensibilità. Ma ancora ieri sera Massimo Cacciari diceva che per porre un qualche rimedio al disastro economico e sociale prodotto dalla pandemia è indispensabile che le Comunità territoriali incomincino a ricostruire l’identità sociale, a diventare consapevoli dell’importanza dello spirito di comunità. E per questo Cacciari e altri chiedono con insistenza che la distanza di sicurezza non si chiami “distanza sociale”: ma temo che a molti di quelli che hanno in mano i destini dell’Italia non sia chiaro perché è insensato, da tutti i punti di vista, usare l’espressione “distanza sociale”. Il patrimonio dell’identità civica e sociale delle comunità territoriali sta ancora in mano a quegli anziani che hanno pagato il tributo più alto alla crudeltà del virus e alla cinica miopia del neoliberismo capitalista e della sconcia privatizzazione del sistema sanitario progettata da alcune Regioni. Oscar Invito nel primo anno della sua presidenza, per la tradizionale “raccolta fondi Telethon” – una tradizione nata nel 2006 – ha aperto le porte del Circolo alla Ottaviano solidale, alla U.I.L.D.M., alla “Burraco Friends”, all’associazione “Diamo una mano”. Era il dicembre del 2019: e la “strada maestra” per un nuovo capitolo nella storia del Circolo “A. Diaz” già era tracciata.