Casalnuovo, paura e imbarazzo: il cantiere comunale apre ma crolla il recinto

E’ bastato un colpo di vento per far crollare il grande recinto di legno e cemento del cantiere per la nuova piazza Municipio. L’apertura del cantiere è stata annunciata dal sindaco, Massimo Pelliccia, ieri, poco dopo l’incidente. Quando la pesante barriera è caduta, in mattinata, intorno alle dieci, tra lo stupore e la paura dei passanti, sui social in molti hanno parlato di “tragedia sfiorata”. Un bambino, il figlio di un ex consigliere comunale, sarebbe infatti miracolosamente scampato al crollo. “Per fortuna è stato solo un grande spavento”, ha poi rassicurato tutti, con un post pubblicato su Facebook, il papà del bimbo, Nicola Toscano. A ogni modo ieri del rovinoso crollo sulla pagina social del sindaco non c’era traccia. Anzi, dopo il “fattaccio” il primo cittadino ha pubblicato sul suo spazio Facebook una serie di foto che lo ritraggono, mascherina sul viso, insieme con l’architetto del Comune, proprio davanti al recinto che di lì a poco sarebbe caduto. “Partiti i lavori per la riqualificazione di piazza Municipio: un progetto innovativo e funzionale per il tempo libero delle famiglie e per rispolverare la nostra memoria storica”, la frase trionfalistica di Pelliccia pubblicata, con tanto di foto del cantiere, intorno alle 12 e 20, cioè un paio d’ore dopo la caduta della lunga barriera alzata per dare il via ai lavori di rifacimento della piazza più importante della città. “Lavori inutili – ha però eccepito Christian Cerbone, consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle – la piazza si è sempre presentata in buone condizioni per cui bastava farle una manutenzione ordinaria. Invece hanno dato il via a un’opera costosa e inutile i cui lavori sono iniziati molto male peraltro pericolosamente”. Cerbone un anno fa, in occasione dell’annuncio in consiglio comunale del progetto di realizzazione della nuova piazza, aveva affermato che “questi lavori di restyling in realtà avrebbero solo favorito l’aumento del valore delle proprietà immobiliari circostanti la piazza”. “Fortunati – le parole del consigliere comunale pentastellato – sono coloro che hanno acquistato qualche struttura fatiscente per poi abbattere e ricostruire in futuro con forti margini speculativi. Un bell’ìnnalzamento del valore di questi palazzi adiacenti”. I lavori di rifacimento di piazza municipio sono stati finanziati con i fondi europei denominati “PICS” per un valore complessivo di 447mila euro, con un ribasso di circa il 40 % rispetto all’importo a base d’asta iniziale di 727mila euro. Comunque il sindaco, interpellato attraverso il suo ufficio stampa, non ha rilasciato dichiarazioni.  Nel frattempo con l’avvicinarsi delle elezioni comunali si stanno moltiplicando annunci di lavori e inaugurazioni di cantieri. Una situazione che sta scatenando una battaglia politica. Un esempio: i consiglieri comunali di opposizione hanno annunciato che oggi segnaleranno al prefetto un presunto conflitto d’interessi di due consiglieri comunali di maggioranza nell’ambito del progetto per la prima piscina comunale della città.

Fase 2, fondi in arrivo: a luglio il Teatro San Carlo trasloca in piazza del Plebiscito.

La stagione estiva del Teatro San Carlo di Napoli si trasferisce nella vicina piazza del Plebiscito, per arginare i danni da Coronavirus. Saranno tre gli spettacoli che si svolgeranno su un palcoscenico di 1.500 metri quadrati distribuito su sette livelli e progettato per garantire il distanziamento sociale anche dei musicisti, dei solisti e del coro. Si inizia il 23 luglio quando andrà in scena la Tosca di Giacomo Puccini diretta da Juraj Valcuha, fino al 26 luglio. Dal 28 al 31 luglio, ci sarà l’Aida di Giuseppe Verdi, diretta da Michele Mariotti, e giovedì 30 la Sinfonia n.9 di Ludwig van Beethoven diretta da Juraj Valcuha. In piazza sarà possibile ospitare circa mille spettatori, garantendo a tutti le distanze di sicurezza. Intanto da Comune di Napoli e Regione Campania arrivano fondi a sostegno del Massimo partenopeo. “Nei momenti di guerra sociale ed economica lo Stato deve fare un investimento forte, deve avere un interesse diverso per i teatri e le grandi fondazioni – ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che è anche presidente della fondazione del Teatro – dopodomani si chiude un’intesa per un importante impegno economico suppletivo della Città Metropolitana volto a mettere in sicurezza il corpo di ballo del San Carlo”. “Dalla Regione ci sarà il pieno sostegno al Teatro con la conferma di finanziamenti per oltre 10 milioni euro. Nei prossimi giorni presenteremo – ha scritto in un messaggio il governatore, Vincenzo De Luca – il progetto nel quale investiamo altri 5 milioni di euro per una serie di iniziative in programma quest’estate, eventi di grande qualità da concentrare a Napoli e in tutti i territori della Campania”.

Festa della Repubblica, le dichiarazioni amareggiate del sindaco di Napoli Luigi de Magistris

“Oggi ci mettiamo la fascia ma la tentazione che ho è di consegnarla al prefetto”. Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine della cerimonia dell’alzabandiera in Piazza Plebiscito per i festeggiamenti della Festa della Repubblica. “Non posso che essere d’accordo con il messaggio del Presidente della Repubblica Mattarella – ha aggiunto – perché in questo momento serve unità fondata sull’armonia, sulla coesione senza rancori e discriminazioni ma tutti i sindaci uniti hanno detto al Governo e al presidente del Consiglio che senza mettere al centro il popolo e quindi i sindaci che sono i rappresentanti territoriali, il Paese non riparte e si rischia di andare nel caos e nel conflitto”. “I sindaci sono gli unici che possono fare un lavoro di mediazione sociale forte per evitare che l’esasperazione diventi rabbia, conflitto, questione di ordine pubblico e questione criminale”. De Magistris ha concluso affermando: “Non abbiamo molto tempo. Il Governo deve accelerare”. Il sindaco di Napoli ha anche espresso a nome dell’intera città il profondo cordoglio per la morte dei due operai coinvolti nel tragico incidente a Pianura. “Alla famiglia di Ciro Petrucci, residente nel quartiere, ed a quella del giovane migrante, di cui al momento non si conoscono le generalità, uniti in un tragico destino va il nostro pensiero commosso. Morire di lavoro, per di più nel terzo millennio, è un’ingiustizia insopportabile”, conclude il primo cittadino. (foto ANSA Campania)

Quando sente certi politici Massimo Cacciari si incavola di brutto. E anche Maurizio Crozza….

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Il filosofo non sopporta che certi politici e i loro consiglieri usino l’espressione “distanza sociale” per indicare la “distanza di sicurezza” suggerita dai virologi e dagli epidemiologi. Teme Cacciari che qualcuno approfitti della pandemia per cancellare ogni forma di quella socialità che è fondamento della democrazia. La novità di una classe politica che dice quello che pensa e pensa quello che dice, e che spesso è, nelle sue comunicazioni, a tal punto imprevedibile e sorprendente da togliere spazio alla satira. A me pare una cosa buona, meritevole di essere raccontata in un romanzo… E a voi, che pare?   Massimo Cacciari si incavola di brutto- lo posso dire? si incazza – quando sente parlare di “distanza sociale”. E non gli possiamo dare torto, anche quando esprime la certezza che “il motto oggi ovunque ripetuto non è riducibile all’infelice lapsus di qualche burocrate o comunicatore di passaggio” ( a chi state pensando?) . Non a caso il “pezzo” pubblicato dall’ “ Espresso” del 31 maggio si intitola “La crisi accelera la fine di ogni forma di socialità. E la politica favorisce il processo”. Quindi, qualcuno approfitta della pandemia, dice il filosofo, per far sì che il mondo globale assuma “finalmente l’aspetto di un mucchio immenso di case private”, in cui la scuola e il lavoro sono condannati per sempre a sopravvivere “a distanza” e le comunità a diventare folle di “individui”. E Cacciari osserva, sarcasticamente, che anche la famiglia potrebbe sopravvivere “on line”. E’ questo il disegno del “capitalismo politico”, studiato in un libro che Alessandro Aresu ha pubblicato da poco, “Le potenze del capitalismo politico: Stati Uniti e Cina”.“ Non bisogna dimenticare, ammonisce Cacciari,  che soltanto la socialità della intelligenza “umana “ha saputo produrre quella Tecnica ” che ora qualcuno vorrebbe usare per disgregare lo spirito di comunità, e ha prodotto “ il colloquio tra le menti, la discussione, il confronto”, le arti, la scienza. Insomma, la libertà. Il sospetto che la democrazia sia minacciata è diventato, per il filosofo, un chiodo fisso. Nell’ “Espresso “del 10 maggio egli aveva parlato del documento – manifesto della Fondazione Vargas LLosa, in Italia “ pressoché ignorato, che ci ricorda un’ ovvia “regolarità” storica: la situazione di emergenza (reale o fatta vivere per tale) genera per sua natura spinte “autoritarie”. Figuriamoci cosa accade in quei Paesi, anche “ a democrazia matura”, in cui certe tendenze si manifestano da tempo, e possono aprire il campo “ a nuove forme di statalismo, contrabbandate magari per stato di necessità”. La conclusione dell’articolo del 10 maggio merita di essere trascritta per intero: “Ogni giorno di crisi per Amazon, Google e compagnia sono miliardi di utile. Il colossale sistema dei big-data raccoglierà miliardi di ulteriori informazioni, “conoscerà” ciascuno di noi, smantellerà ogni residua “privacy”. E continuerà a non pagare tasse o per l’impotenza dei piccoli Stati, o per la simbiosi con i grandi sistemi politici. La libertà dello “stare a casa” avrà questo prezzo inevitabile. Vi è nell’uomo “una naturale servitù”, dicevano i saggi, e può darsi perciò che questo prezzo lo si voglia pagare. Pensiamoci.”. Ma nella tragedia della pandemia l’Italia ha avuto la fortuna – sì, la fortuna, lo dico e lo ripeto senza incertezza – di essere governata da una classe di politici che costituisce una novità assoluta per un popolo abituato, da secoli, al modello disegnato da Cicerone, da Cesare, da Augusto, da Lorenzo il Magnifico, da Machiavelli e da Guicciardini, da Cavour, da Crispi, dai protagonisti della Prima Repubblica:  il modello del politico che non dice mai la verità, ma parla come se dicesse solo verità, ed è perfino capace di guardarti negli occhi, mentre ti parla,  come fanno i Campioni della sincerità. I politici di oggi non si nascondono, non fingono,dicono quello che pensano, e c’è la persuasione diffusa che pensino ciò che dicono. Certo, talvolta suscitano il nostro stupore e i loro discorsi e i loro moniti ci lasciano a bocca aperta, tanto che ci affrettiamo a controllare se le frasi e i gesti che a loro vengono attribuiti rispondono a verità, o sono “bufale”: e quasi sempre rispondono a verità. Con questi politici di oggi anche Honoré Daumier dovrebbe cambiare mestiere: perché Honoré Daumier e tutti i disegnatori satirici, e i vignettisti e i comici si sono divertiti a strappare ai politici parrucche, trucchi  e maschere, a inventare “specchi” capaci di rivelarci che perfino la Guerra si travestiva da Pace ( come nel disegno di Daumier che apre l’articolo). Beatrice Dondi ha scritto (l’Espresso del 31 maggio) un “pezzo” in cui esprime su questa novità assoluta un giudizio negativo, che sottopongo all’attenzione dei lettori: “ Come si fa a strappare il velo che avvolge il potente quando è già nudo di suo? Insomma, per amor di sintesi, il mestiere nelle mani del povero Crozza è veramente un lavoro sporco”, non per mancanza di pubblico, non per difetto di talento, ma perché viene meno “la materia prima. Il Gallera di Crozza non potrà mai essere all’altezza del Gallera autentico..”.  Mi dicono che il sig. Gallera è assessore alla Sanità della Regione Lombardia. Non so  cosa abbia detto e fatto di tanto incredibile da togliere voce e ispirazione a Crozza. Cercherò di informarmi. Ma non condivido l’asprezza della Dondi. Io i ministri nostri e i politici di vario “taglio” li ascolto ogni sera, con grande attenzione, e prendo appunti, perché vorrei scrivere un romanzo…..

Estate all’aperto: la Regione Campania promuove la ricerca di location per eventi culturali in sicurezza

Interessante azione della Regione Campania, che tramite lo strumento di promozione territoriale SCABEC (Società Campana Beni Culturali) rivolge a tutti l’invito a partecipare alla manifestazione pubblica di disponibilità, segnalando gli spazi all’aperto più suggestivi e soprattutto adatti a rilanciare gli appuntamenti di spettacolo (teatro, cinema, musica, danza) e di arte “con eventi dedicati che possano restituire agli artisti e agli operatori culturali l’entusiasmo di ritrovare in Campania il piacere del proprio lavoro”. L’iniziativa rientra nell’ambito di “Campania Sicura”, il programma per rilanciare il turismo, l’economia, ripartire e nel contempo tornare al cinema e a teatro. “Una testimonianza dell’attenzione della Regione verso questi settori che sono trainanti per l’economia della nostra regione – ha dichiarato De Luca nei giorni scorsi, in seguito agli incontri con gli operatori culturali del territorio – e che hanno subito e subiscono proprio in queste settimane un durissimo contraccolpo per le conseguenze della pandemia Covid-19. Bisogna guardare al futuro con fiducia e avere coraggio, per sconfiggere innanzitutto la paura e la diffidenza. E per ridare fiducia bisogna dare innanzitutto sicurezza: per questo la parola d’ordine sarà ‘Campania sicura’. Quello che si può fare intanto, e a breve termine, è lanciare una campagna promozionale per fare della sicurezza il brand per l’accoglienza insieme alle straordinarie bellezze ambientali e culturali della Campania. Lo faremo d’intesa con gli operatori del settore, sia a livello nazionale che internazionale”. In questa ottica di rilancio in piena sicurezza rientra anche la manifestazione pubblica di disponibilità lanciata nelle ultime ore sui canali social ufficiali: una call to action rivolta alle amministrazioni locali, chiamate a individuare e segnalare i luoghi più suggestivi e caratteristici, ma che stavolta rispondano a un requisito fondamentale: la grandezza e la possibilità di ospitare eventi all’aperto, al fine di promuovere la cultura per incontri sicuri nei posti più belli. Per questo motivo SCABEC, in collaborazione con AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio) intende consegnare alla Regione Campania una vera e propria mappa degli spazi aperti che abbiano una loro bellezza in quanto elementi identitari di una determinata comunità, siano essi giardini, parchi pubblici, aree naturali, ma anche piazze e luoghi urbani, a partire da quelli storici utilizzabili nell’estate 2020 per il rispetto delle norme anti-Covid. L’invito a partecipare alla manifestazione pubblica è rivolto innanzitutto ai sindaci di tutti i Comuni campani, e con loro anche a tutti i titolari pubblici e privati che vorranno includere nella mappa lo spazio che intendono valorizzare. Partecipare è facile: basta inviare alla SCABEC, tramite email all’indirizzo verdepaesaggio@scabec.it, la descrizione degli spazi che si intende proporre. Al fine di facilitare la ricognizione delle aree, sarà sufficiente una breve descrizione delle aree individuate, avendo cura di indicare le relative misure e allegare la semplice riproduzione fotografica delle stesse o, per chi ne fosse già in possesso, anche la planimetria. Infine, sarà cura della SCABEC predisporre un modulo di adesione in cui saranno disciplinate le modalità di eventuale fruizione e gli impegni per la valorizzazione degli spazi e delle aree proposte. (Foto dal web – Parco del Poggio, Colli Aminei)

Roccarainola, scorie di lavorazione dell’acciaio stoccate in un fondo agricolo

I Carabinieri della stazione di Roccarainola hanno sequestrato un fondo agricolo di proprietà di una donna di 68 anni di Roccarainola ove ignoti avevano sversato – in un’area di circa 20 mq – sacchi di tela contenenti verosimilmente scorie di lavorazione dell’acciaio. In corso verifiche dell’Arpac per accertare l’assenza di rischi di contaminazione per la falda e per la salute e per determinare la concreta natura dei rifiuti abbandonati.  I carabinieri, invece, indagano per risalire al responsabile materiale dello sversamento illecito.

Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, bilancio 2019: oltre ottocentocinquantamila beni recuperati

Sono 851.721 i beni recuperati l’anno scorso dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, unità periferica con competenza regionale sulla Campania del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. La maggior parte dei recuperi del 2019 riguarda il settore antiquariale, archivistico e librario (850.651), a seguire vi sono i reperti archeologici e numismatici provenienti da scavi clandestini (1.107). Per quanto attiene alla contraffazione, sono 262 le opere sequestrate: falsi di arte contemporanea – ma non solo – che, qualora immessi sul mercato, avrebbero fruttato alle organizzazioni criminali quasi un milione di euro. Ci sono queste e altre buone notizie, sul contrasto dei traffici d’arte, nella pubblicazione “Attività operativa 2019” edita dal Comando Carabinieri TPC, già disponibile sui siti www.beniculturali.it e www.carabinieri.it. Per quanto attiene al territorio campano, si registra un decremento del 31% dei furti in genere, 29 a fronte dei 42 del 2018. Molto più netto il calo dei furti consumati presso le biblioteche – 100 % (da 5 a 0) e presso i luoghi di culto – 33,3% (da 21 a 14). Al contrario, come si leggerà in dettaglio nel documento, sono aumentati i risultati delle indagini e dei controlli in ambito regionale: gli arresti e le denunce, le associazioni per delinquere perseguite, le sanzioni amministrative a salvaguardia del paesaggio elevate, in linea con l’articolo 9 della Costituzione. Nel corso dell’anno venivano recuperati e restituiti dal Nucleo TPC di Napoli numerosi beni di elevatissimo valore storico-artistico, opere meglio descritte nella nota allegata al presente comunicato. Di particolare rilievo, fra le opere recuperate dal Nucleo, vi sono sei parti del dipinto dal titolo “L’Immacolata fra i Santi Francesco, Domenico, Elisabetta e Teresa” di autore ignoto, asportato dalla Chiesa Santa Maria delle Grazie di Montesarchio (BN) nell’anno 1997. Tale attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, trae spunto dalla denuncia di furto, presentata da un antiquario napoletano, di numerose opere d’arte in suo possesso e conservate all’interno del magazzino. Oltre ad accertare che la denuncia non era altro che un mezzo, messo in atto dallo stesso antiquario, per tornare in possesso di beni dallo stesso posti in commercio (nell’abitazione del denunciante sono stati rinvenute opere d’arte da lui stesso inserite in denuncia), i riscontri investigativi hanno consentito, altresì, di sequestrare numerosissime opere provenienti da 12 furti avvenuti in tutta Italia in danno di private abitazioni e di istituti di culto. Oltre alle opere di antiquariato, nel corso delle indagini, sono stati anche sequestrati oltre 4.000 reperti archeologici tra monete e vasi. Nell’ambito della citata indagine si rinvenivano 5 parti del dipinto in questione mentre la sesta (la più importante per la sua iconografia in quanto rappresenta la parte centrale del dipinto) veniva sequestrata, sempre su disposizione della Procura di Napoli, nel corso di una vendita presso una nota Casa d’Asta del capoluogo campano. Di fondamentale importanza per l’individuazione del prezioso bene è risultata la comparazione dell’immagine, con quelle contenute nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, che ne ha confermato la provenienza illecita.

Somma Vesuviana, lettera firmata da una cittadina del Casamale: “Dignità per il borgo antico”

Di seguito riceviamo e pubblichiamo la lettera di Anna Esposito, cittadina del borgo Casamale. Ore 23.30 Al Casamale le attività commerciali chiuse come da decreto Regionale. Al Casamale, dove  i commercianti  hanno perso  e  continuano a perdere risorse economiche, oramai abbandonati dallo stato e da chi dovrebbe fare i loro interessi. Il bar Febbraro, Frese’, Uve’, Perna e tanti altri  esercenti sono attenti, stanno rispettando tutte le regole e stanno andando avanti con molti sacrifici. Nei vicoli del borgo antico di Somma Vesuviana, rione bellissimo ma sporcato da chi non ne ha cura, abbandonato, degradato, dimenticato, dove si continua  a correre con le auto, dove è permessa la sosta selvaggia, lo spaccio, e la maleducazione di chi, non punito ma autorizzato da chi dovrebbe vigilare, preservare e garantire sicurezza, fa i porci comodi propri. Allora ci chiediamo: dove vogliamo arrivare? Cosa vogliamo fare? Aspettiamo i morti per dare dignità ad un borgo pieno di tradizioni, educazione e vita? Un borgo dove i giovani educati che vengono qui per passare qualche ora tranquilla, spensierata perché le stradine tra le mura danno tranquillità e spensieratezza non si sento sicuri  per colpa di chi si sente autorizzato ad umiliare in continuazione, per colpa di chi si lava la bocca in campagna elettorale e poi si dimentica di chi ripone fiducia in lui. Oggi, questi pochi casamalisti che hanno riposto fiducia in chi ci amministra, vi chiedono:ma quanto costano quattro telecamere? Quanto costano quattro piloni? Quanto costa un po’ di dignità? Dignità, dignità, dignità! Anna Esposito ( Foto di archivio)

Nola, inizia il “giugno nolano” nel silenzio della città spoglia dei suoi Gigli

Il mese di giugno per Nola è sempre stato sinonimo di gioia e festa, quella che quest’anno non potrà svolgersi con le tradizionali ballate dei Gigli. Non mancano i controlli per bloccare sul nascere qualsiasi forma di assembramento. Un manifesto spunta in piazza: «Covid – Festa dei Gigli 2020: che tutto questo ci sia d’insegnamento». Il Covid-19, di cui ancora si sente parlare con frequenza quotidiana, ha comportato gravi danni su tutto il territorio nazionale. Anche la cittadina nolana, così come tutti gli altri paesi, fa i conti con le conseguenze che ne derivano, tenendo sotto controllo il numero dei contagiati, oggi solo 2 – dato decisamente confortante a fronte dei 26 casi che si erano presentati durante i mesi di emergenza sanitaria. Tra le dirette conseguenze, una in particolare scuote l’animo dei cittadini: la sospensione della Festa dei Gigli. L’annuncio, reso noto lo scorso mese, ha da subito colpito i fedeli a questa storica tradizione. Malgrado il dispiacere, è chiaro a tutti che non poteva essere evitato un tale provvedimento a causa della facilità con cui il virus si trasmette in casi di assembramento. «Era l’atmosfera più bella e gioiosa degli ultimi anni, che proiettava la Città in un contesto indescrivibile, in attesa della ballata dei Gigli. Oggi non sarebbe altro che un pericolosissimo assembramento, in un momento in cui da mesi si continua a lottare tra la vita e la morte», commenta Cinzia Trinchese, precedentemente vicesindaco di Nola e assessore alla cultura. «Spero, che quest’anno Nola risponda con un accorato e rispettoso silenzio, aspettando il giugno nolano in doverosa preghiera per quello che tutto il mondo sta vivendo e mi auguro di non vedere beffeggiata, offesa o deturpata, con azioni di improvvisazione e superficialità, la nostra Festa dei Gigli, Patrimonio Unesco dal 2013». Nel Duomo di Nola sono esposte tutte le bandiere delle corporazioni per onorare il patrono della città. Non mancano i controlli delle forze dell’ordine, attive per supervisionare il territorio affinché non si creino forme di assembramenti in ricordo di una festa che quest’anno non potrà riempire gli storici vicoli del paese. Al centro di piazza Duomo compare un manifesto che, seppur nel silenzio, riesce a far riecheggiare le voci di un popolo intero che ha voglia di rialzarsi senza essere lasciato da solo: «Covid – Festa dei Gigli 2020: che tutto questo ci sia d’insegnamento, le cose belle si perdono in un momento… Insegna al nolano un nuovo senso di appartenenza e che non voti più per convenienza ed al politico che la sua priorità è pensare al bene della città». (fonte foto: rete internet)

Orario locali della movida, Il Tar accoglie il ricorso di De Luca contro l’ordinanza di De Magistris

lL Tar della Campania ha accolto il ricorso della Regione Campania contro l’ordinanza del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Sospesa, dunque, l’ordinanza in base alla quale, contrariamente a quanto previsto da una ordinanza regionale, i locali avrebbero potuto somministrare bevande e alimenti, anche da asporto, fino alla mezzanotte (e non fino alle 22) e per gli orari di chiusura: fino all’1 per l’ordinanza regionale; fino alle 2.30 in settimana e nel weekend fino alle 3.30 per quella del sindaco di Napoli.