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Di seguito riceviamo e pubblichiamo la lettera di Anna Esposito, cittadina del borgo Casamale.

Ore 23.30 Al Casamale le attività commerciali chiuse come da decreto Regionale. Al Casamale, dove  i commercianti  hanno perso  e  continuano a perdere risorse economiche, oramai abbandonati dallo stato e da chi dovrebbe fare i loro interessi. Il bar Febbraro, Frese’, Uve’, Perna e tanti altri  esercenti sono attenti, stanno rispettando tutte le regole e stanno andando avanti con molti sacrifici. Nei vicoli del borgo antico di Somma Vesuviana, rione bellissimo ma sporcato da chi non ne ha cura, abbandonato, degradato, dimenticato, dove si continua  a correre con le auto, dove è permessa la sosta selvaggia, lo spaccio, e la maleducazione di chi, non punito ma autorizzato da chi dovrebbe vigilare, preservare e garantire sicurezza, fa i porci comodi propri. Allora ci chiediamo: dove vogliamo arrivare? Cosa vogliamo fare? Aspettiamo i morti per dare dignità ad un borgo pieno di tradizioni, educazione e vita? Un borgo dove i giovani educati che vengono qui per passare qualche ora tranquilla, spensierata perché le stradine tra le mura danno tranquillità e spensieratezza non si sento sicuri  per colpa di chi si sente autorizzato ad umiliare in continuazione, per colpa di chi si lava la bocca in campagna elettorale e poi
si dimentica di chi ripone fiducia in lui. Oggi, questi pochi casamalisti che hanno riposto fiducia in chi ci amministra, vi chiedono:ma quanto costano quattro telecamere? Quanto costano quattro piloni? Quanto costa un po’ di dignità? Dignità, dignità, dignità!

Anna Esposito

( Foto di archivio)