





Lunedi 1 giugno l’Associazione Ingegneri ed Architetti di Somma Vesuviana – AIASV ha promosso una video conferenza con l’Amministrazione Comunale, riguardo al tema della ripresa, in questo periodo che vede l’allentamento delle misure di contenimento dalla pandemia generata dal coronavirus: Covid 19.
All’incontro, l’Amministrazione comunale era rappresentata dal Sindaco, Salvatore Di Sarno, dal Presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Sommese e dai tre assessori al ramo tecnico: arch. Elena Di Marzo, arch. Salvatore Esposito e arch. Stefano Prisco.
I lavori sono stati moderati dal Presidente dell’Associazione arch. Pasquale Piccolo, che ha innanzitutto ringraziato l’amministrazione per la partecipazione e l’attenzione rivolta.
Dopo i saluti ed i ringraziamenti, il Presidente, in modo semplice ha evidenziato le problematiche del settore, questioni già preesistenti, ma che hanno subìto un peggioramento a seguito del periodo di Pandemia. Sono state formulate proposte operative concrete, che possono, nel breve termine, alleviare la condizione di sofferenza della categoria e dare una soluzione ad alcuni dei problemi del paese.
Ecco alcuni stralci della videoconferenza:“Sono passati circa 100 giorni ed il tempo è come se fosse stato sospeso! Tuttavia, è il momento di riprendere, e sottoponiamo pertanto all’Amministrazione alcune azioni che può mettere in campo per dare una mano ai professionisti locali, ad iniziare dal risolvere il problema del Condono edilizio. Alla fine del 2019, anche su pressione delle Organizzazioni di categoria e delle Amministrazioni Locali dei Comuni della Zona Rossa, Il Consiglio Regionale ha emendato la legge Regionale n. 21/03 emanata nel 2003 per disciplinare interventi di mitigazione del Rischio Vulcanico; Ricordiamo che il principale intervento della legge fu quello di inibire del tutto la edificazione a destinazione residenziale nei Comuni ricompresi nella “zona rossa” individuata intorno al cono del Vesuvio. Successivamente tale “inibizione” , anche per la poco chiarezza del testo della Legge n. 21 /03 , fu da molti interpretata ed estesa anche alla impossibilità di rilasciare i Permessi a Costruire in sanatoria, che i Comuni devono rilasciare conseguenti alla definizione delle pratiche di Condono Edilizio ai cittadini. Il periodo Covid ha spezzato, dunque , il riavvio di questo iter che faticosamente si protrae da oltre 30 anni. L’Associazione Propone la ricostituzione delle Commissioni di tecnici, come del resto previsto dalla normativa vigente in materia, preposte all’espletamento definitivo delle pratiche. Privilegiando nel Bando il reclutamento di Tecnici (architetti, ingeneri, geometri, …) che abbiano una conoscenza ed un legame con il territorio.”
La risoluzione del problema del Condono Edilizio, infatti, oltre a consentire il completamento di molti fabbricati ancora incompleti, (ricordiamo che sono oltre 5000 le pratiche da evadere, equivalenti a circa un terzo dei fabbricati insistenti sul nostro territorio), consentirebbe anche di superare eventuali equivoci su alcune categorie di lavori ritenuti di manutenzione straordinaria, ma che non alterino sagoma superfici e volumi dei fabbricati e che sarebbero consentiti anche su fabbricati oggetto di Condono Edilizio. Il finche quello di poter accedere ai benefici del 110% previsti ultimamente per aiutare la ripresa economica nel “Decreto per il Rilancio” fatto dal Governo centrale, in modo da attivare un circuito virtuoso di riqualificazione del patrimonio edilizio del territorio, con miglioramenti notevoli dal punto di vista estetico, paesaggistico, strutturale ed energetico, oltre alla creazione di occasioni di lavoro per tutti i ruoli tecnici e per le imprese del settore.
È una occasione da non perdere, i cui frutti sono indispensabili per ripartire! Accanto a queste misure l’Amministrazione può varare, attraverso l’ufficio Lavori pubblici, una serie di progetti di riqualificazione urbana ( rifacimento marciapiedi, arredo urbano, aree verdi, …) da trasformare in lavori, da dare con incarichi sotto soglia a più tecnici locali. In sintesi coinvolgere i professionisti sommesi e farli ruotare negli incarichi.Altro aspetto importante sollecitato dal Presidente è di far riprendere l’attività delle Commissioni Paesaggistiche e Sismiche per il disbrigo delle pratiche in giacenza e trovare modalità più semplici di interazione con gli uffici, attualmente oltremodo limitati.
Siamo consapevoli che quanto richiesto dovrà trovare una sua attuazione in tempi brevi e che certamente in questo momento ci sono tanti altri problemi che attendono una risoluzione: dal nuovo PUC, ai problemi del Centro Storico, alle Periferie ed alla Viabilità, per i quali nei prossimi mesi sarà possibile confrontarsi e provare a dare soluzioni insieme.
Ha poi preso la parola il Presidente del Consiglio che ha condiviso le problematiche e le istanze espresse dal Presidente dell’Associazione.
Sono poi intervenuti gli Assessori Di Marzo, Esposito e Prisco, che hanno sottolineato la necessità di avviare azioni sostanziali da parte dell’Amministrazione per spronare una ripresa delle attività sul Territorio e che certamente non mancherà il loro impegno.
L’arch. Tiziano Filomena ha sottolineato nel suo intervento che le richieste fatte dal Presidente sono state condivise dal Direttivo dell’Associazione e sono il frutto di continui scambi di opinioni con l’assemblea.
Ne è seguito un dibattito, dove diversi professionisti collegati in videoconferenza, sono intervenuti anche sul prosieguo dei lavori per la redazione del PUC attualmente in stand – by. A tal proposito, significativo l’intervento dell’arch. Mocerino Nello; inoltre su suggerimento dell’arch. Salvatore Cimmino l’Associazione si è proposta per la redazione di un Regolamento Edilizio chiaro, semplice e condiviso, al fine di evitare equivoci sulle modalità di intervento che solitamente sorgono.
Ci sono stati altri interventi, tra cui si sottolineano quelli dell’ing. Piscitelli Vincenzo sul tema della edificazione in zona agricola, per le quali si è chiesto che si diano alla P.O. n. 3 dei chiari indirizzi politici sulle modalità operative, al fine di evitare scelte frutto di interpretazioni soggettive. Si ricordano, infine, l’intervento dell’ing. D’Alessandro Salvatore e del geologo dott. Di Palma Pietro in merito al dissesto idrogeologico di gran parte del territorio comunale, per il quale sarà necessario porre rimedio con azioni e piani studiati su misura.
L’incontro è durato oltre due ore, ed alla fine ha preso la parola il Sindaco, che ha sintetizzato le tante criticità che ha trovato da risolvere, acuite dal periodo di sospensione forzata, nonché le tante situazioni difficili presenti, la cui origine non può certo addebitarsi alla sua recente gestione, per le quali comunque la Amministrazione non si tirerà indietro nell’affrontarle e dare una corretta soluzione.
In conclusione, l’amministrazione si è assunta l’impegno di prendere in considerazione le proposte fatte, con aggiornamento a fine mese per fare di nuovo il punto della situazione, in un nuovo incontro, con l’augurio che lo si possa fare “in presenza”, consentendo ad una maggiore platea di partecipare.
In questi mesi difficili la Scuola ha proseguito nel suo compito sociale, affidatole dalla Costituzione, di educazione e formazione delle studentesse e degli studenti, cercando di superare la distanza fisica attraverso la didattica a distanza nella logica di “fare scuola ma non a scuola”.
Dirigenti scolastici e docenti, da subito, hanno messo in campo forza reattiva e capacità di ricerca e di sperimentazione che non hanno precedenti nella storia della scuola italiana, realizzando uno sforzo e un impegno anche maggiori rispetto al lavoro che quotidianamente svolgevano nelle aule scolastiche. L’obiettivo condiviso dai docenti è stato quello di assicurare, in un tempo di grande difficoltà, nuovo per tutti, un ritmo quotidiano alle attività, temperando gli sconvolgimenti, nonché di restituire ai ragazzi un senso di tranquillità e sicurezza, per proteggerli ed educarli a rispondere flessibilmente ai cambiamenti e prepararli a trarre insegnamento anche dalle difficoltà, trasformando un momento di crisi in risorsa.
Il trasferimento delle metodologie in presenza alle metodologie a distanza, del cartaceo al digitale, ha avvicinato gli studenti più bravi e con più risorse ma ha amplificato, in alcuni casi, le differenze personali, sociali e culturali e indebolito l’uguaglianza delle opportunità e degli esiti formativi.
Dopo circa tre mesi la “DaD” ha mostrato le proprie fragilità nel reggere elevati livelli di inclusione: il suo buon esito può dipendere, alle volte, da dove si vive, dalla famiglia che si ha, dalla scuola e dai contesti sociali che si frequentano.
Alcuni studenti non possiedono un pc e utilizzano, per le attività, il loro smartphone, non sempre hanno giga a sufficienza per potersi connettere, altre volte l’accesso a piattaforme digitali non è supportato dai dispositivi mobili. Assieme alle problematiche tecniche, bisogna considerare anche il basso livello culturale e le difficoltà linguistiche dei tanti nuclei familiari stranieri.
Gli studenti con bisogni educativi speciali hanno poi potuto confidare essenzialmente sul supporto dei genitori che, in mancanza di assistenti alla comunicazione o all’autonomia, per amore dei propri figli hanno improvvisato ruoli pedagogici, formativi e terapeutici, laddove fosse richiesto.
Dunque, quella che doveva essere una forma di “pedagogia della vicinanza” si è talvolta rivelata un’occasione di lontananza, prima di tutto per gli studenti più fragili.
In assenza di una “comunità scolastica” e in presenza di bisogni educativi speciali non è facile fare lezione a distanza, ad esempio con alunni autistici occorre lavorare sulle abilità sociali, area di funzionamento che la DaD compromette significativamente.
La Fondazione Agnelli insieme alla Libera Università di Bolzano, all’Università LUMSA di Roma e all’Università di Trento, ha condotto una ricerca online rivolta ai docenti guidata dal Prof. Dario Ianes, ordinario di Pedagogia e Didattica Speciale, per conoscere le criticità più forti per i disabili nella didattica a distanza. L’indagine ha coinvolto 3.170 insegnanti di cui l’84% di sostegno; dall’analisi dei questionari è emerso che uno studente con disabilità su tre è rimasto escluso dalla didattica a distanza o perché si è mostrata inefficace (26%) o perché la DaD non era di fatto praticabile (10,3%); più della metà dei docenti crede che i propri alunni con disabilità stiano patendo una involuzione in termini comportamentali, di autonomia, apprendimento e comunicazione.
Emerge che la DaD ha importanti limiti oggettivi che possono indebolire l’uguaglianza in termini di opportunità formative; l’auspicio è, dunque, che a settembre, attuate tutte le misure per la sicurezza della salute delle comunità scolastiche, si ritorni alla didattica in presenza, da sempre capace di assicurare pari opportunità nell’attuazione del diritto all’Istruzione.
(fonte foto: ilformat.info)