Somma Vesuviana, fialette puzzolenti al Torricelli: due giorni di stop. Attivato servizio di sorveglianza notturna

Disagi e lezioni sospese al Liceo scientifico e classico “E. Torricelli” di Somma Vesuviana dopo un nuovo episodio di vandalismo che ha reso l’aria irrespirabile nei locali scolastici. Per due giorni gli studenti non hanno potuto accedere agli edifici a causa del lancio di fialette maleodoranti, un gesto che si ripete ciclicamente e che ha costretto la scuola a interrompere le attività didattiche.
Secondo quanto comunicato dalla dirigente scolastica Anna Giugliano in una circolare del 4 marzo, nella notte tra il 3 e il 4 marzo si è verificato un  secondo atto vandalico che ha coinvolto entrambe le sedi dell’istituto, rendendo necessaria la sospensione delle lezioni anche per la giornata del 4 marzo.
La preside ha spiegato che l’Istituto ha già presentato denuncia alle autorità competenti per entrambi gli episodi e ha disposto interventi straordinari per ripristinare la sicurezza e la salubrità degli ambienti. In particolare, è stata effettuata un’ulteriore pulizia accurata dei locali, secondo quanto previsto dal Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) della scuola.
Per prevenire nuovi episodi, la dirigenza ha inoltre deciso di attivare un servizio di sorveglianza notturna per i due plessi dell’istituto.
Le lezioni sono riprese oggi, 5 marzo, ma con un ingresso posticipato per tutte le classi alle ore 9:55, a causa di un’assemblea sindacale indetta dalla Federazione Gilda-Unams per il personale docente e ATA nelle prime ore della mattinata.
Con il ripristino delle condizioni di sicurezza e l’introduzione delle nuove misure di controllo, la scuola ha quindi comunicato la ripresa regolare delle attività didattiche.

Dal dolore alla speranza: a Somma Vesuviana nasce l’associazione “Giuliano Cefalo – Il Cuore di una Tigre”

Riceviamo dalla famiglia Cefalo e pubblichiamo
Lunedì 9 marzo alle ore 18.30, presso la Parrocchia di San Giorgio Martire in Somma Vesuviana, sarà celebrata la Santa Messa in occasione del trigesimo di Giuliano Cefalo, un momento di raccoglimento, memoria e profondo amore condiviso con la comunità.
Giuliano non è stato soltanto una persona amata: è stato un incontro che lasciava un segno. In ogni sorriso, in ogni parola, in ogni gesto di amicizia ha saputo donare qualcosa di raro e potente: un amore forte, autentico, capace di rimanere nel cuore di chiunque lo abbia conosciuto anche solo per un istante.
Il suo ricordo oggi non è solo memoria, ma diventa forza che genera vita.
Durante la celebrazione, la sorella Bianca Cefalo darà l’annuncio ufficiale della nascita dell’associazione “Giuliano Cefalo – Il Cuore di una Tigre”, un progetto che nasce dal dolore ma che sceglie di trasformarlo in speranza e impegno concreto.
Perché il dolore, quando si trasforma, può diventare vita.
L’associazione porterà avanti un messaggio semplice e potente: l’amore di Giuliano non si ferma, continua a camminare accanto agli altri. La famiglia ha deciso infatti di destinare i proventi dell’associazione al sostegno della ricerca sulle malattie genetiche rare, con particolare attenzione a quelle cardiache.
È un gesto che racchiude il senso più profondo della sua eredità: il cuore di Giuliano continuerà a battere in ogni giovane che verrà aiutato, in ogni ricerca che potrà salvare una vita, in ogni speranza che nascerà da questo impegno.
Giuliano è vita.
Giuliano è amore.
Giuliano è una forza senza fine.
E quel cuore, il cuore di una tigre, continuerà a pulsare per sempre nella comunità e in tutti coloro che porteranno avanti il suo nome con lo stesso amore forte che lui ha saputo donare al mondo.
La famiglia Cefalo invita la cittadinanza e gli amici a partecipare a questo momento di preghiera e di memoria, affinché il ricordo di Giuliano diventi un segno tangibile destinato a durare nel tempo.

Raccontare la malattia attraverso l’arte creativa degli studenti di Acerra: un fumetto animato ed un abito

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ACERRA – Raccontare la malattia attraverso la medicina narrativa, l’arte e la creatività dei ragazzi per sostenere gli ‘invisibili’ e dare voce a chi soffre in silenzio. E’ il senso dell’iniziativa organizzata questa mattina dall’amministrazione comunale di Acerra che ha presentato le opere degli studenti dell’Istituto Munari ospitando Lucia Marotta, presidente di A.N.I.Ma.S.S. ODV- Associazione Nazionale Italiana Malati di Sjögren. Un abito ‘blu notte’ realizzato dai ragazzi dell’indirizzo design-moda, “un omaggio alla ‘Notte Stellata’ di Van Gogh, perché nella malattia c’è la notte profonda e silenziosa, un momento di sospensione in cuoi il futuro appare incerto e il cielo dell’anima sembra farsi tormentato, proprio come quello di Saint Remy” ha spiegato la dirigente scolastica Lea Vitolo. “Un abito che ci invita a restare in piedi, proprio come fa Lucia Marotta – sottolinea il sindaco Tito d’Errico – perché la malattia non deve mai spegnere la voglia di lottare: chi è affetto da questa patologia deve potersi curare in maniera adeguata. Una malattia di genere che non ha ancora una terapia definita, ma grazie alla ricerca scientifica ci sarà un farmaco innovativo in grado di modificare la patogenesi della malattia. Proprio per la sua particolare complessità, la Malattia di Sjögren deve essere inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza, è una questione di dignità”. Oltre all’abito, nella Sala dei Conti del Castello è stato proiettato il fumetto animato – a cura della Sezione Architettura – con la voce e la musicalità della storia di Alice. “Un particolare ringraziamento va al Munari – le parole dell’assessore all’Istruzione Milena Petrella – ai ragazzi diciamo di farsi portavoce di questa iniziativa per impegnarci per queste persone. Come istituzioni dobbiamo portare avanti l’impegno perche chi soffre necessita innanzitutto di rispetto”. Per l’assessore alle Pari Opportunità Milena Tanzillo, invece, “per politiche di genere significa anche condividere stati d’animo. Una malattia silenziosa, un dolore che accompagna per intere giornate: ecco perché oltre alla riconoscenza per medici e ricercatori, occorre dare dignità e coraggio alle persone che convivono con questa patologia”.

Intercettato carico di droga pronto a indondare il Vesuviano: fermato con 27 chili nell’auto

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Un carico di droga trasportato senza particolari accorgimenti, semplicemente nel bagagliaio dell’auto. È quanto hanno scoperto i carabinieri di Poggiomarino durante un controllo che ha portato all’arresto di un uomo di 42 anni.

Il protagonista della vicenda è un cittadino marocchino, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo viaggiava a bordo di un’Alfa Romeo 159 quando è stato fermato dai militari impegnati in un’attività di controllo del territorio.

Durante la perquisizione dell’auto i carabinieri hanno scoperto che nel portabagagli era custodito un vero e proprio carico di stupefacenti. Nel cofano posteriore erano infatti presenti 27 chilogrammi di hashish, appoggiati direttamente sul pianale del bagagliaio.

La droga non era nascosta in vani segreti né occultata con particolari sistemi. L’hashish era semplicemente poggiato nel cofano e il suo caratteristico odore pungente ha contribuito a insospettire i militari durante il controllo.

Oltre all’hashish, nel corso delle verifiche i carabinieri hanno rinvenuto anche 327 grammi di cocaina pura. Si tratta di una sostanza che, secondo quanto ipotizzato dagli investigatori, sarebbe stata destinata al taglio e alla successiva suddivisione in dosi per lo spaccio.

Il quantitativo sequestrato avrebbe potuto fruttare migliaia di euro una volta immesso sul mercato illegale.

Per il 42enne sono quindi scattate le manette. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Dopo le formalità di rito è stato condotto in carcere, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’operazione dei carabinieri rappresenta un ulteriore colpo alle reti di traffico e distribuzione di droga nell’area vesuviana, dove proseguono senza sosta i controlli delle forze dell’ordine per contrastare il fenomeno dello spaccio.

Via Bosco Gaudio, da polmone verde a discarica abusiva: l’allarme dei cittadini di Piazzolla

Riceviamo dal signor Felice Romano e pubblichiamo   “Ci sono emergenze che non possono essere rinviate, né giustificate da difficoltà amministrative o da fasi di incertezza politica. La tutela dell’ambiente e della salute pubblica è una priorità assoluta, e quanto sta accadendo nell’area di Via Bosco Gaudio a Piazzolla ne è una prova evidente e allarmante. Il degrado dell’area cresce a dismisura, trasformando quello che un tempo era un vero e proprio polmone verde della frazione in una discarica abusiva a cielo aperto, con evidenti illeciti ambientali. La denuncia arriva dai cittadini e dagli utenti della strada, costretti in più punti a manovre pericolose: in alcune zone, infatti, non è nemmeno possibile transitare con l’automobile, se non scantonando oltre il ciglio della carreggiata. Le immagini raccolte costituiscono una testimonianza eloquente dello stato di abbandono in cui versa l’area e rafforzano l’appello a una maggiore coscienza civica, rivolto sia ai cittadini di Piazzolla sia alle autorità preposte alla tutela dell’ambiente e al rispetto delle norme vigenti. È bene ricordare che l’abbandono incontrollato di rifiuti in aree agricole costituisce un reato, disciplinato dal Decreto Legislativo 152/2006 (Testo Unico Ambientale) e, in particolare, dall’articolo 192, che vieta lo sversamento illecito e prevede sanzioni anche molto severe. “Quell’area di campagna non è una discarica. È tempo che le istituzioni agiscano”: è questo il grido che si leva da una comunità sempre più preoccupata. Una crisi ambientale che non conosce precedenti nella zona e che ha attirato l’attenzione di numerosi cittadini e dell’unica testata giornalistica locale, con l’obiettivo di portare la questione fino alle aule consiliari, affinché si arrivi finalmente a una soluzione concreta di un problema ormai annoso. Via Bosco Gaudio, un tempo nota per i vigneti più belli alle falde del Monte Somma e per le campagne fertili e produttive, oggi appare come una landa avvelenata, un territorio desolato dove vengono scaricati rifiuti di ogni genere: plastica, imballaggi agricoli, elettrodomestici dismessi, materiali pericolosi e persino eternit. Una situazione che rappresenta un grave pericolo per l’ambiente e per la salute pubblica, con il rischio concreto di contaminazione del suolo e delle falde acquifere, danni alla fauna e un pesante impatto paesaggistico. La responsabilità è certamente di chi compie questi gesti incivili, ma anche delle istituzioni, chiamate a garantire un controllo più efficace del territorio e a comminare sanzioni adeguate contro chi smaltisce rifiuti illegalmente. Le conseguenze non sono solo ambientali, ma anche economiche e legali: i costi di bonifica ricadono sulla collettività, mentre il danno d’immagine colpisce duramente l’agricoltura locale. Le sanzioni previste dalla normativa possono arrivare fino a 18.000 euro, oltre alle responsabilità penali nei casi più gravi. Per sollecitare un intervento immediato, è stata inviata una lettera al Sindaco di Nola, (Prot. 78918 del 22/11/2025) cui spetta la vigilanza dell’area per competenza territoriale, chiedendo la rimozione dei rifiuti e un rafforzamento dei controlli per evitare il ripetersi di simili scempi ambientali. Ad oggi, tuttavia, non è pervenuta alcuna risposta da parte dell’amministrazione comunale. I cittadini di Piazzolla hanno fatto la loro parte: hanno segnalato, documentato, denunciato. Hanno scritto al Sindaco chiedendo un intervento immediato. A quella richiesta, però, non è ancora seguita una risposta concreta. Un silenzio che pesa, soprattutto mentre il degrado continua a crescere giorno dopo giorno. È vero: il Comune di Nola attraversa una fase complessa, segnata da difficoltà politiche e amministrative che rallentano decisioni e interventi. Ma proprio in questi momenti la presenza delle istituzioni sul territorio dovrebbe essere più visibile, più determinata e più vicina ai cittadini, perché l’emergenza ambientale non conosce sospensioni né attende equilibri politici da ricostruire. Un segnale di attenzione è invece arrivato dal Consigliere comunale Raffaele Giugliano, che si è mostrato sensibile alle istanze dei cittadini di Piazzolla, impegnandosi a presentare un’interrogazione al Sindaco di Nola nel prossimo Consiglio comunale. L’obiettivo è duplice: ottenere la rimozione immediata dei rifiuti accumulati e individuare quei correttivi sociali e organizzativi necessari a prevenire nuovi abbandoni. La tenacia dimostrata dal Consigliere Giugliano rappresenta oggi un punto di riferimento concreto per una comunità che chiede ascolto. Non si tratta solo di rimuovere rifiuti — operazione urgente e non più rinviabile — ma di avviare un cambio di passo nella gestione del territorio: controlli, sanzioni per chi inquina, strumenti che aiutino cittadini e agricoltori a smaltire correttamente i rifiuti, educazione ambientale e prevenzione. Tra le proposte avanzate figurano l’istituzione di aree di raccolta dedicate, incentivi per lo smaltimento corretto dei rifiuti e programmi di educazione ambientale, a partire dalle scuole. Perché proteggere i nostri campi significa, oggi più che mai, proteggere il nostro futuro. Via Bosco Gaudio non può restare il simbolo di un territorio lasciato a sé stesso, né la vittima collaterale di una fase politica difficile. La politica locale ha il dovere di dimostrare che, anche nelle difficoltà, l’interesse pubblico viene prima di tutto. Su questo terreno, oggi più che mai, servono fatti. Non domani. Ora.

Acerra, chiuso negozio di alimentari: sequestrate tonnellate di prodotti

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  Controlli serrati nel centro cittadino sul fronte della sicurezza alimentare. Nel corso di un’operazione congiunta, la Polizia Municipale e il personale dell’ASL hanno effettuato un’ispezione all’interno di un’attività commerciale dove sono state riscontrate gravi irregolarità nella gestione degli alimenti. Durante le verifiche gli operatori hanno trovato numerosi prodotti scaduti e altri conservati in condizioni non conformi alle norme igienico-sanitarie. Parte degli alimenti, inoltre, risultava priva di indicazioni sulla provenienza e sulla tracciabilità, elemento fondamentale per garantire la sicurezza dei consumatori. Alla luce delle criticità emerse è stato disposto il sequestro immediato della merce. Il bilancio dell’operazione parla di circa 113 chilogrammi tra carne e pesce sottratti alla vendita, oltre a quasi una tonnellata di prodotti vegetali ritenuti non adatti al consumo umano. Tutti gli alimenti sequestrati sono stati successivamente distrutti seguendo le procedure previste dalla normativa vigente. Contestualmente è stato disposto anche il provvedimento di chiusura dell’esercizio commerciale. Il titolare dell’attività è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per le violazioni accertate e sanzionato sul piano amministrativo per il mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza e conservazione degli alimenti. L’operazione rientra in un programma di controlli periodici avviato per monitorare le attività commerciali presenti sul territorio e prevenire possibili rischi per la salute pubblica.
Le verifiche continueranno anche nelle prossime settimane con l’obiettivo di assicurare il rispetto delle regole e garantire ai cittadini prodotti alimentari sicuri e controllati. L’attenzione delle autorità resta alta per contrastare qualsiasi forma di commercio irregolare e tutelare i consumatori.

Somma Vesuviana, grande successo per la III edizione del “Fioretto di Scherma” nella palestra di Rione Trieste

Si è svolta questo pomeriggio, presso la palestra del Rione Trieste, la terza edizione del “Fioretto di Scherma”, appuntamento ormai atteso che conferma la crescita e il consolidamento di un progetto sportivo-educativo avviato lo scorso anno.
L’iniziativa, nata con l’obiettivo di avvicinare  i più giovani  alla pratica schermistica, ha visto anche quest’anno la partecipazione entusiasta di numerosi alunni, protagonisti di un percorso che coniuga attività motoria e formazione personale. La scherma, infatti, non è soltanto disciplina sportiva, ma anche scuola di rispetto, autocontrollo, umiltà e osservanza delle regole.
A fare gli onori di casa è stata la Dirigente Scolastica, la prof.ssa Silvia Svanera, che nel suo intervento ha ringraziato i genitori dei piccoli atleti per la collaborazione e per aver creduto nel valore del progetto. Un sentito riconoscimento è stato rivolto al maestro
Mauro Barionovi del club scherma di Portici che , con  la collaborazione degli istruttori Riccardo e Roberto Barionovi,  ha accompagnato con professionalità e dedizione  i giovani schermidori nella scoperta e nell’approfondimento della disciplina.
Presente alla manifestazione anche la Commissaria Prefettizia,  Corinne Palumbo, che ha espresso apprezzamento per l’impegno e la passione con cui la Dirigente del Secondo  Circolo “Don Minzoni” promuove iniziative formative di qualità. Nel suo intervento la commissaria ha inoltre dichiarato che, espletate le necessarie verifiche, “il Comune si impegnerà a valutare la stipula di una convenzione con il club  scherma del Maestro Mauro Barionovi  a sostegno della continuità del progetto”.
La competizione si è articolata in una serie di avvincenti sfide, che hanno visto i piccoli atleti confrontarsi con entusiasmo e spirito sportivo. Al termine delle gare, tutti i partecipanti sono stati premiati con una medaglia, a testimonianza dell’impegno profuso;  Simona e Fabio hanno alzato la coppa  del primo classificato nelle categorie bambine e maschietti, tra gli applausi del pubblico e dei compagni.
Un pomeriggio di sport e condivisione che conferma come la scherma possa rappresentare un efficace strumento di crescita per le nuove generazioni e un valore aggiunto per l’intera comunità.

“La caccia ai colpevoli appaga, ma non ripaga”: monsignor Marino all’addio di Domenico

Il vescovo di Nola monsignor Francesco Marino, durante i funerali del piccolo Domenico svolti nel Duomo di Nola, lo ha ricordato con parole toccanti

I funerali di Domenico Caliendo, bimbo di 2 anni e 4 mesi deceduto a seguito di un trapianto di un cuore “bruciato”, si sono svolti oggi, 4 marzo, nel Duomo di Nola.

A tenere la funzione è stato il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, che con le sue parole ha commosso tutti i presenti: “In questa chiesa cattedrale, casa comune della diocesi, sentiamo realmente nostro il vostro immane dolore. Il vostro bambino Domenico, in queste lunghe e atroci settimane, è diventato un figlio di tutti noi. E se è vero che i figli so ‘piezz ‘e corè, anche quello di ciascuno di noi, come quello vostro di mamma e papà, si è spezzato nel dolore di questa insensata tragedia”.

Durante l’omelia ha ricordato come la giustizia, la caccia ai colpevoli può appagare per un momento, ma non potrà mai ripagare una perdita simile: “La caccia ai colpevoli, per un momento appaga, ma non può mai ripagare una perdita così grande. Una cosa è riconoscere giustamente le responsabilità penali, che chi di dovere dovrà esaminare e sanzionare, altra cosa è presumere che la giustizia dei tribunali o, ancor peggio, il giustizialismo privato lenisca il dolore che nessuno, se non Gesù, può consolare con il balsamo dello Spirito d’amore.”

“I sentimenti umani – continua – che si agitano in questo momento, forse comprensibilmente, e non dobbiamo spaventarcene, sono di rabbia, di delusione, di atroce spasimo. Ci chiediamo perché, vorremmo dei responsabili con cui prendercela, vorremmo che chi ha sbagliato soffrisse come ha sofferto Domenico. Ma, proprio mentre ci assalgono questi desideri cattivi, ne sono certo, finiamo per sentirci ancora più male, più in colpa. Sì, fratelli e sorelle, perché ascoltando veramente la voce della nostra coscienza, sappiamo bene che la sofferenza non si cura mai con il risentimento, il male non si vince con altro male, il lutto non si può elaborare con il desiderio di vendetta”.

Precisa come questa vicenda rimetta in campo il tema delicato della donazione degli organi: “Mi pare che Domenico ci parli ancora, continuando a incoraggiarci sul delicato tema della donazione degli organi. La sua storia ci racconta la generosità di genitori che hanno donato un cuore e di altri che ne hanno sperato da tempo la compatibilità. Incoraggiamo la donazione degli organi come gesto di grande amore e generosità.”

Concludendo, incita a continuare a credere e sperare nella buona medicina: “Continuiamo a credere nella buona medicina, nella formazione scientifica ed etica e non permettiamo agli errori umani, che pur ci sono stati, di spezzare quell’alleanza fiduciaria tra medico e paziente che è un valore necessario e che, come sappiamo, si rivela occasione di salvezza per tantissimi ammalati nei nostri ospedali, i quali, ricordiamolo sempre, sono delle eccellenze sanitarie. Se tutti possiamo sbagliare, questa dolorosa vicenda deve insegnarci l’umiltà di non sentirci mai onnipotenti, anche quando siamo molto competenti”.

Tante sono state le istituzioni presenti al funerale. In primo piano troviamo la premier Giorgia Meloni e tra le istituzioni locali risaltano il sindaco di Nola Andrea Ruggiero, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi e il sindaco metropolitano di Napoli Gaetano Manfredi.

Presenza importante per la famiglia è stata quella del cardinale Mimmo Battaglia che è stato vicino alla famiglia del piccolo Domenico durante gli ultimi giorni e ha impartito l’estrema unzione al bimbo.

Poco prima dei funerali è arrivata per porgere le condoglianze anche la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino, che ha stretto la mano al padre del bambino e ha accolto in un lungo abbraccio la madre di Domenico, Patrizia Mercolino.

Alla cerimonia ha partecipato anche il parroco del Parco Verde di Caivano, Maurizio Patriciello. “Il dolore quando è condiviso è sopportabile perché è un dovere di tutti noi essere qui. Non ho detto nulla. In queste occasioni non ci sono parole” ha detto il sacerdote.

La madre di Domenico ha tenuto a ringraziare tutte le persone che si sono mosse per la funzione: “Se oggi si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico, al suo sorriso, ai suoi occhioni, alla sua dolcezza. Sono certa che ci sta abbracciando tutti. Spero che questo non sia l’ultimo giorno che pensiamo a Domenico, che tutti possiamo tenerlo in un angolo del nostro cuore. Ti amo cuore di mamma”.

Al di fuori della cattedrale Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha annunciato l’invio di un esposto alle segreterie dei Consigli dell’Ordine dei medici di Cosenza e di Benevento.

“L’esposto sarà solo per il dottor Oppido e per la dottoressa Farina che verte sulla mancata comunicazione dell’esito negativo del trapianto ai pazienti. Ci aspettiamo che i consigli dell’ordine e anche il Consiglio nazionale con il presidente Anelli prendano posizione, perché al di là di quello che sarà l’esito delle indagini il fatto che non sia stata data comunicazione dell’esito ai genitori credo sia un fatto abbastanza certo ad oggi e che vada sanzionato disciplinarmente” conclude Petruzzi.

Sono arrivate anche delle prime dichiarazioni in riferimento ai primi esiti dell’autopsia: “Siamo contenti che non sia stata riscontrata una lesione in fase di espianto perché sarebbe stato un ulteriore scempio al corpo di Domenico”.

Il legale spiega che ora resta da valutare l’eventuale presenza di lesioni da congelamento o di danni legati alla congestione avvenuta durante la fase di espianto: “Quello che ora dovrà essere valutato a livello microscopico sono le lesioni da congelamento ed eventuali lesioni riportate dall’organo in seguito alla congestione che ha avuto durante la fase dell’espianto, il famoso ingrossamento del cuore che avrebbe potuto ledere le camere interne ma questo lo diranno gli anatomopatologi”.

Somma, scoperti due impianti meccatronici senza autorizzazioni: scattano sequestri e sanzioni

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Sequestri e sanzioni a Somma Vesuviana nell’ambito di un’operazione di controllo della Polizia Metropolitana di Napoli contro attività meccatroniche abusive. I controlli sono stati effettuati in via Matarazzo e hanno portato al sequestro di due distinte attività gestite da persone legate da vincoli di parentela.

L’intervento rientra nelle attività di vigilanza intensificate dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sulla Terra dei Fuochi. Le verifiche sono state effettuate su indicazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Napoli Michele di Bari.

I funzionari e gli agenti del distretto di Nola della Polizia Metropolitana, coordinati dal comandante Lucia Rea, hanno eseguito diversi accertamenti amministrativi e ambientali che hanno fatto emergere numerose irregolarità.

Il primo controllo ha riguardato un capannone di circa 100 metri quadrati utilizzato per attività meccatronica. Dagli accertamenti è emerso che l’attività veniva svolta senza la necessaria iscrizione alla Camera di Commercio, requisito obbligatorio previsto dalla normativa per l’esercizio del settore. Per questo motivo gli agenti hanno proceduto al sequestro amministrativo dell’officina.

Il secondo intervento ha invece interessato un’altra attività meccatronica situata poco distante, composta da un locale coperto e da un’area esterna per una superficie complessiva di circa 310 metri quadrati. In questo caso le verifiche hanno evidenziato l’assenza totale delle autorizzazioni previste dalla normativa ambientale.

Gli agenti hanno quindi disposto il sequestro giudiziario dell’intera area e delle attrezzature presenti, contestando la violazione del Codice dell’Ambiente. In particolare sono state riscontrate irregolarità legate alla gestione, al trasporto e allo smaltimento dei rifiuti senza le necessarie autorizzazioni.

L’operazione si inserisce nel più ampio piano di controlli avviato sul territorio metropolitano per contrastare attività abusive e pratiche illegali che possono avere ricadute sull’ambiente e sulla salute pubblica.

La Polizia Metropolitana ha fatto sapere che le verifiche proseguiranno anche nelle prossime settimane in altri comuni dell’area napoletana, con l’obiettivo di garantire il rispetto delle norme e rafforzare la tutela del territorio e dei cittadini.

L’ultimo viaggio di Domenico: il saluto sulle note di Guerriero. La folla vuole giustizia, presente Meloni

Un lungo applauso, lacrime e centinaia di persone strette attorno a una piccola bara bianca. Così Nola ha dato l’ultimo saluto a Domenico Caliendo, il bambino morto dopo il trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi di Napoli. I funerali si sono svolti nel pomeriggio nel Duomo della città, dove è stato proclamato il lutto cittadino.

Il feretro del piccolo è arrivato davanti alla cattedrale tra la commozione generale. A portarlo all’interno della chiesa è stato il padre Antonio, mentre sul sagrato e tra le navate si sono radunate centinaia di persone. Sulla bara bianca la foto del bambino e un peluche. Tra i fiori anche una letterina lasciata da un coetaneo: «Ti voglio bene, troverai tanti angeli che giocheranno con te».

La cerimonia è stata presieduta dal vescovo di Nola, mentre tra i presenti c’erano numerose autorità istituzionali e religiose. In Duomo è arrivata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha voluto partecipare alle esequie per esprimere vicinanza alla famiglia. Presenti anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il prefetto e diversi sindaci del territorio.

Momenti di grande intensità si sono vissuti quando il cardinale Domenico Battaglia si è inginocchiato davanti alla bara del piccolo Domenico prima di abbracciare la madre. Un gesto simbolico che ha colpito profondamente i presenti.

Durante l’omelia è stato ricordato come il piccolo sia diventato «figlio di tutta la comunità» nelle settimane della sua battaglia in ospedale. «Il vostro bambino – è stato detto – è entrato nel cuore di tutti».

All’esterno della cattedrale, tra la folla, si sono levate anche grida di rabbia: «Pagheranno per quello che hanno fatto. Giustizia per Domenico».

Al termine della funzione, la bara è uscita dal Duomo sulle note di Guerriero di Marco Mengoni. A prendere la parola è stata la madre Patrizia: «Ringrazio tutte le persone presenti oggi e tutte le istituzioni. Oggi, se si è mossa tutta questa folla, è grazie a Domenico e al suo sorriso. Spero che questo non sia l’ultimo giorno che pensiamo a lui, ma che ognuno lo conservi nel suo cuore. Ti amo amore mio».