Dramma a Somma: 20enne accoltella 6 volte la sorella per lo struccante

Somma Vesuviana – Un violento episodio familiare ha scosso Somma Vesuviana, dove una lite tra due sorelle si è trasformata in un’aggressione a colpi di coltello. La vicenda ha avuto origine da un banale motivo: l’utilizzo di uno struccante. Secondo quanto riportato, una ventenne ha attaccato la sorella maggiore di 24 anni, ritenendola responsabile di aver preso senza permesso il prodotto cosmetico.

Nel corso del litigio, la situazione è degenerata rapidamente. La giovane, in un impeto di rabbia, ha estratto un coltello da cucina e ha colpito la sorella sei volte all’addome. I carabinieri, giunti sul posto, hanno trovato l’arma ancora sporca di sangue e hanno ricostruito l’accaduto. La vittima è stata immediatamente trasportata all’ospedale di Nola, dove ha ricevuto le cure necessarie e ha ottenuto una prognosi di 30 giorni. La ventenne è stata arrestata con l’accusa di lesioni personali aggravate ed è ora detenuta in attesa delle decisioni dell’Autorità giudiziaria. La ricostruzione dei militari intervenuti e l’arresto  – A Somma Vesuviana i carabinieri sono intervenuti in un appartamento della cittadina a nord di Napoli per una lite in famiglia. Poco prima due sorelle stavano discutendo animatamente. Le ragazze sono entrambe incensurate e hanno rispettivamente 24 e 20 anni. Il motivo del litigio è uno struccante. In sostanza la più grande delle 2 era colpevole di aver preso senza il consenso della sorella il suo struccante. La lite degenera quando la 20enne prende dal cassetto un coltello da cucina e colpisce la propria sorella con 6 fendenti all’addome. I carabinieri ricostruiscono la vicenda e sequestrano il coltello ancora sporco di sangue. La vittima è stata trasferita nell’ospedale di Nola ed è stata dimessa con una prognosi di 30 giorni. La 20enne è stata arrestata per lesioni personali aggravate. Ora è in carcere a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
 

Somma Vesuviana, 450 anni fa la consacrazione della chiesa superiore comunemente detta S. M. del Pozzo

Ben 450 anni fa, il 15 marzo del 1575, monsignor Aurelio Griani, Vescovo di Lettere e Gragnano, consacrò e dedicò alla Beata Vergine Maria salutata dall’Angelo la chiesa fatta costruire da Giovanna III.  Sabato, 15 marzo 2025, Mons. Francesco Marino, vescovo di Nola, presiederà alle ore 18:00 una solenne celebrazione per l’occasione del Giubileo della Consacrazione della Chiesa. Questa data della consacrazione effettivamente si legge sulla lapide (vedi foto) visibile sulla parete della facciata posteriore, a destra, di chi entra nella chiesa, anche se l’avv. Francesco Migliaccio (1826 – 1896), appassionato storico e ricercatore locale, nelle sue Notizie inedite di Somma Vesuviana dal 1268 al 1885 – 1939, Tomo II, fa riferimento alla data del 25 marzo, attestando una lapide, non più esistente, a mano destra dell’ altare maggiore che così riportava: Anno D(omi)ni MDLXXV die XXV martij Ecclesia ista et altare maius cum altare Conceptionis consacrata fuit a Reverendissimo fratre Aurelio Griano Ordinis fratrum minorum de Observantia, Episcopo Litterensi […]. Resta il fatto, al di là di una conferma del giorno, che gli storici locali sono stati sempre convinti che la chiesa superiore, quella che oggi noi vediamo, fosse appellata con il titolo di Santa Maria del Pozzo. La consuetudine popolare ha fissato nei secoli questa denominazione. In realtà se si fossero consultate le Rationes Decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV: Apulia – Lucania – Calabria: le decime dei secoli XIII – XIV, a cura di D. Vendola, Città del Vaticano, 1939, [una sorta di registrazione della tassazione della Chiesa, cit. D. Russo] si sarebbe potuto riscontrare che nel Duomo di Bari esiste una pergamena del 1° giugno del 1318 che attesta l’esistenza di un’ abbazia di Sanctae Mariae de Puteo de Summa, il cui titolare era Tommaso Transelardo de Sancto Germano e dei due suoi procuratori, maestro Paolo Russo di Somma e il grammatico Bartolomeo di Barletta [Archivio del Capitolo Metropolitano di Bari, n. 191 A]. Quindi, come segnala e riferisce il prof. Domenico Parisi, membro del Centro Studi dell’Archivio storico cittadino, prima della ristrutturazione ordinata da Roberto d’Angiò intorno al 1333, la chiesa sotterranea non solo aveva il titolo di S. Maria del Pozzo, ma era anche appellata abbazia. Sepolta dalla famosa alluvione del 1488, riportata dallo storico Candido Greco, si tramanda che fosse stato un maialino a riportare alla luce quell’antico luogo. A riguardo numerosi scrittori hanno sempre attestato in loco l’esistenza di una cappella dedicata alla Beata Lucia, che altro non era che una rimanente parte di quella abbazia, rimasta fuori dalla coltre di fango. Il leggendario maialino spezzò con i denti un mattone, riportando alla luce la chiesa sotterranea. E’ verità o leggenda? Di questa scoperta – continua la tradizione – fu avvertita Giovanna III, che dimorava nella vicina Starza Regina. Il dott. Domenico Russo, storico locale, è prettamente convinto che non è mai esistita una cappella della Beata Lucia; aggiunge, poi, che gli abitanti del posto, in riferimento all’alluvione del 1488, sapevano sicuramente dell’esistenza di quella chiesa sommersa: non è possibile – afferma Russo – che nell’arco di soli 22 anni si fosse perduto il ricordo di quella celebre abbazia. Russo sostanzialmente ha ragione: come fu sommersa, allora la vecchia abbazia di Maria del Pozzo? Certamente, la chiesa attuale, quella che oggi noi vediamo in superficie, fu fatta costruire da Giovanna III (+ 1517). L’ atto notarile del 17 marzo del 1510, redatto dal notaio Berardino Maione, attesta la permuta del sito sotterraneo di S. Maria del Pozzo con le diciassette moggia di terra, che la circondavano, che passava dal vescovo di Nola, mons. Giovanni Francesco Bruno, alla regina Giovanna III, a fronte di 15 ducati annui di reddito che provenivano da una serie di proprietà sommesi, come afferma lo stesso Russo [L’età aragonese a Somma, alle porte di Napoli capitale in Le fortificazioni del Casamale, Ed. Quasar, Fano (PU) Luglio 2023, 67]. Il 9 gennaio del 1517, Giovanna III moriva ad appena 62 anni a Napoli. Comunque, dopo numerose disposizioni testamentarie, l’opera meritevole della regina si concretizzerà solo nel 1575, ben 65 anni dopo, con il completamento della fabbrica. Figura fondamentale fu anche Isabella d’ Aragona, duchessa di Milano, che dopo la morte della cognata Giovannella (+1518), figlia di Giovanna III, non solo divenne erede principale, ma, seguendo una disposizione testamentaria, fece completare il monasterio di S. Maria del Pozzo di Somma, e fornì 60 ducati all’anno pro victu, vistitu, alimento e substentatione de li frati [D. Russo, op cit, 72].
Ricostruzione immaginaria di Giuseppe Canò
La chiesa, comunque, stando alla lapide citata nella foto, a meno che non vi siano abrasioni, fu consacrata il 15 marzo del 1575 dall’ Ill.mo e Rev.mo Padre Mons. Aurelio Griani e dedicata alla Beata Vergine Maria salutata dall’Angelo, come riporta pure Candido Greco nella sua opera I fasti di Somma del 1974. Il titolo di Beata Vergine Maria salutata dall’angelo è uno dei tanti appellativi mariologici: nel Nuovo Testamento, Maria è salutata dall’ Arcangelo Gabriele, quale Piena di grazia. Attenzione, però, da non confondere l’Angelo che saluta Maria con l’Angelo che annunzia a Maria la maternità messianica a cui ella è chiamata, rifacendosi alla profezia di Isaia 7, 14. Nel secondo caso la tradizione evangelica fa riferimento all’Annunciazione, che si celebra liturgicamente il 25 marzo. Se pure fosse stata vera la lapide, riportata dal Migliaccio, la chiesa si sarebbe appellata con il titolo dell’Annunciazione, in relazione alla data riportata della consacrazione avvenuta il 25 marzo, e non con il titolo di S. Maria salutata dall’ Angelo. E’ facile, quindi, che quella lapide, a cui fa riferimento lo studioso, fu rimossa. Aurelio Griani da Orzinuovi (1509 – 1576), in provincia di Brescia, fu un frate francescano e, successivamente, vescovo. Fu guardiano del convento di S. Maria delle Grazie in Bergamo. Collaborò con il teologo e inquisitore Michele Ghislieri (1504 – 1572) allorché questi venne a Bergamo per indagare sul vescovo Vittore Soranzo (1500 – 1558). Secondo la tradizione, Griani prestò a Ghislieri un cavallo per fuggire dai facinorosi che volevano assalirlo. Griani, inoltre, collaborò anche all’attività di persecuzione degli eretici di Giovanni Battista Brugnatelli (ca.1545 – 1591), dopo la nomina di questi a vicario apostolico a Bergamo (1556). Ghislieri, divenuto papa Pio V, lo ricompensò con il vescovado di Lettere: la nomina avvenne nel 1570 e Mons. Aurelio Griani resse tale vescovado fino alla morte, avvenuta nel 1576 [da D. Santarelli, Dizionario di eretici, dissidenti ed esecutori nel mondo mediterraneo, Ed. Clori, Firenze, 2016].  

Scossa potente ai Campi Flegrei: danni a Napoli, paura pure nel Vesuviano

    Nella notte del 13 marzo alle ore 1:25, un terremoto di magnitudo 4.4 ha scosso l’area dei Campi Flegrei, causando danni materiali e diffondendo il panico tra la popolazione. L’epicentro è stato individuato nei pressi di Pozzuoli, a una profondità di circa 2,5 chilometri, nella zona del lungomare. Danni materiali e interventi di soccorso La scossa ha provocato il crollo di un solaio in un’abitazione situata in via Cupa Starza a Bagnoli, quartiere occidentale di Napoli. I Vigili del Fuoco sono intervenuti prontamente, riuscendo a estrarre viva una persona rimasta intrappolata sotto le macerie. Questo episodio sottolinea la necessità di verificare la stabilità degli edifici nella zona, soprattutto in un’area soggetta a fenomeni sismici e vulcanici. Paura diffusa nel Vesuviano Oltre all’area flegrea e a Napoli, la scossa è stata avvertita distintamente anche nel Vesuviano. Residenti di comuni come San Giuseppe Vesuviano, Torre del Greco e Ercolano hanno percepito il terremoto, causando apprensione e spingendo molte persone a uscire dalle proprie abitazioni nel cuore della notte. La diffusione del sisma in queste zone evidenzia la vasta portata dell’evento e la necessità di una preparazione adeguata in tutta la reregione. Reazioni delle autorità e misure preventive Le autorità locali hanno immediatamente attivato i protocolli di emergenza, disponendo verifiche strutturali su edifici pubblici e privati per garantire la sicurezza dei cittadini. In alcune aree, le scuole sono state chiuse in via precauzionale per consentire controlli approfonditi. La Protezione Civile ha intensificato il monitoraggio dell’area, fornendo aggiornamenti costanti alla popolazione e promuovendo campagne informative su come comportarsi in caso di terremoto.    

Gratteri all’ Istituto Comprensivo Giusti di Terzigno

Terzigno. Riceviamo e pubblichiamo: Gratteri a Terzigno: «Attaccato da due giornali perché sono contrario alla riforma della giustizia» «Qualche giorno fa sono stato attaccato da due giornali. Scrivevano che nella mia Procura c’era il maggior numero di richieste di risarcimento giudiziarie e lo hanno fatto soltanto perché non mi piace la riforma della giustizia». A dirlo è il procuratore del Tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, presente oggi all’istituto comprensivo Giusti di Terzigno per un incontro con gli alunni di terza media. «Abbiamo controllato i dati – ha detto – gli attacchi dei due giornali sono gratuiti e falsi perché nella Procura di Catanzaro, dove sono stato fino a qualche anno fa, le richieste di risarcimento sono addirittura sotto alla media nazionale. Sono colpevole di dire quello che penso della riforma della giustizia,che a mio parere fa male ai processi penali». Un incontro, quello di Terzigno, moderato dal direttore de Il Fatto Vesuviano, Mariano Rotondo, ed a cui ha preso parte la dirigente scolastica Luisa Massimo: «Per noi un è onore avere Gratteri ospite nella nostra scuola, per i ragazzi sarà sicuramente uno stimolo per un futuro di legalità», ha detto la preside. Gratteri ha ascoltato le domande degli alunni ed ha risposto ad uno ad uno facendoli sedere al suo fianco: «Studiate e non frequentate i posti ed i locali in cui vanno le persone in odore di camorra», ha consigliato. Il progetto di legalità dell’istituto comprensivo Giusti di Terzigno è curato dalle docenti Rosa Giugliano Auricchio e Virginia Padovano che hanno organizzato una serie di incontri con “gli eroi dell’antimafia”. Infine, il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, ha invitato il procuratore ad una visita programmata al Museo Matt.

Somma Vesuviana celebra le donne con la prima edizione del Premio Lucrezia D’Alagno

Somma Vesuviana. Domenica 16 marzo 2025 si terrà la prima edizione del “Premio Lucrezia D’Alagno”, destinato alle donne che si sono particolarmente distinte all’interno della comunità cittadina. Ad accompagnare l’evento la musica e le voci del Coro Gaetano Di Matteo, uno dei principali promotori della manifestazione.   Domenica 16 marzo 2025, a partire dalle ore 19:30, nel suggestivo e magico scenario dello storico Castello D’Alagnoa Somma Vesuviana, si svolgerà la prima edizione del “Premio Lucrezia D’Alagno”. L’iniziativa nasce dalla collaborazione e dal lavoro in sinergia del Coro Gaetano Di Matteo insieme alla Parrocchia S. Pietro Apostolo in S. Maria Maggiore e alla Pro Loco Somma Vesuviana. L’evento, inoltre, gode del patrocinio morale del Comune di Somma Vesuviana. Durante la serata ci sarà il concerto del Coro Gaetano Di Matteo, il quale intende celebrare il coraggio, la forza e la determinazione delle donne che, attraverso i secoli, hanno saputo affrontare sfide difficili. Un omaggio a tutte le donne che, in ogni angolo del mondo, hanno lottato e lottano ancora per la loro libertà, per i loro diritti e per una società più giusta.   Da qui la decisione di premiare, nel corso della manifestazione, tre donne del territorio sommese che si sono particolarmente distinte in diversi ambiti per la loro partecipazione e dedizione nei confronti della società civile. Il premio è stato intitolato a una delle figure femminili maggiormente legate alla storia di Somma Vesuviana, Lucrezia D’Alagno, nobildonna del Medioevo da sempre vista nell’immaginario collettivo come figura enigmatica, affascinante e seducente, capace di avere ai suoi piedi il glorioso regno di Napoli, negli anni in cui il trono è appartenuto ad Alfonso d’Aragona.   Sebbene storicamente giudicata in maniera negativa, recentemente l’immagine di Lucrezia ha ricevuto una nuova valutazione, rivelandosi come una donna che ha sfidato le convenzioni dell’epoca, determinata, ambiziosa e orgogliosa. Una figura che continua ad essere un faro per le donne di oggi e di domani. Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare a questo evento, un’occasione unica per celebrare e valorizzare il ruolo delle donne nella società attraverso la musica, l’arte ela cultura.

Somma, Antonio Masulli trionfa al “Divina Colomba 2025”

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  Sono della provincia di Napoli i tre vincitori “Divina Colomba 2025”: il concorso nazionale dedicato alla colomba artigianale organizzato da Goloasi, piattaforma specializzata nel settore della pasticceria e della panificazione artigianale fondata da Massimiliano Dell’Aera. A vincere il titolo, durante la finale con altri trenta professionisti che si è appena disputata a Bari nell’ambito della Mostra internazionale enoagroalimentare Levante, sono stati: Giacomo Balestra del Panificio Azzurro Margiù di Piano di Sorrento (Napoli) per la categoria “Tradizionale”, Antonio Masulli di Caffè Masulli 1927 di Somma Vesuviana (Napoli) per la categoria “Cioccolato”, e Luigi Avallone della Pasticceria F.lli Avallone di Quarto (Napoli) per la categoria “Salata”. Una vittoria frutto di sacrifici e passione, ma soprattutto di studio e competenze.

Somma, Ambito 22, il consigliere Rianna accende i riflettori su presunte irregolarità

Riceviamo e pubblichiamo dal  consigliere di opposizione Salvatore Rianna .     Il consigliere di opposizione Salvatore Rianna ha scritto ai sindaci dell’Ambito 22 (Somma Vesuviana, Brusciano, Castello di Cisterna, Mariglianella, San Vitaliano, Marigliano) e alla dirigente generale per le politiche sociali della Regione Campania, mettendo in luce irregolarità allarmanti ed evidenziando l’urgenza di una gestione trasparente e responsabile delle risorse pubbliche. Rianna ha deciso di mettere nero su bianco il suo appello, ossia le determine di liquidazione, ben sei, emanate dalla responsabile PO7 del Comune di Somma Vesuviana in nome e per conto dell’Ambito. “Ho chiesto di verificare se questi atti possano essere licenziati da una persona giammai individuata e designata quale Coordinatore d’Ambito, giammai iscritta nell’elenco regionale dei Direttori/Coordinatori d’Ambito – Sezione Coordinatori, giammai onerata di tale com-pito da parte degli altri comuni interessati, il tutto in presenza di una diversa de-signazione ed individuazione ai fini di tale carica ad un’altra persona, unica legittimata e titolata ad emettere simili atti. È il momento di riprendere in mano le redini della situazione e garantire che ogni azione sia intrapresa nel rispetto della legalità e dell’interesse comune.”

Somma, raid sulla pista di bocce: ecco i danni dei vandali

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  SOMMA VESUVIANA – Ancora un atto vandalico in via Santa Maria a Castello, dove da anni un gruppo di amici si ritrova quotidianamente per trascorrere qualche ora di svago giocando a bocce. Uno spazio all’aperto, semplice ma curato, che questi cittadini hanno trasformato in un punto di incontro, mantenendolo sempre pulito e accogliente. Questa mattina, però, la brutta sorpresa: sedie divelte, suppellettili distrutte, rifiuti sparsi ovunque. Un raid che ha lasciato sgomenti coloro che da tempo frequentano questo luogo, già in passato vittima di episodi simili. La pista di bocce di via Santa Maria a Castello non è solo un posto in cui giocare, ma rappresenta un piccolo angolo di comunità, un punto di riferimento per chi vuole trascorrere del tempo all’aria aperta in compagnia. I frequentatori abituali, oltre a organizzare partite tra amici, si occupano anche della pulizia dell’area, portando acqua e bicchieri, disponendo qualche sedia per stare più comodi e contribuendo a rendere l’ambiente decoroso e fruibile per tutti. L’episodio si inserisce in una lunga serie di atti vandalici che colpiscono spesso spazi pubblici e di aggregazione, lasciando i cittadini in un mix di rabbia e frustrazione. Il degrado e la mancanza di rispetto per il bene comune sono problemi che, purtroppo, non sembrano trovare soluzione immediata. Ora i frequentatori della pista di bocce chiedono maggiore attenzione da parte delle istituzioni e un intervento concreto per tutelare questo spazio. La speranza è che un controllo più attento possa scoraggiare futuri atti vandalici e che il senso civico possa prevalere sull’inciviltà di pochi. Intanto, tra la delusione e l’amarezza, resta la determinazione di chi non vuole rinunciare a questo piccolo luogo di socialità. Nei prossimi giorni i frequentatori torneranno a rimboccarsi le maniche per rimettere tutto in ordine, nella speranza che questo possa essere l’ultimo atto vandalico da affrontare.  

Torna “Pompei – la Serie”. Al via i casting, ecco le figure richieste

Dopo gli ottimi riscontri della prima stagione, Pompei – La Serie torna con la sua attesissima seconda stagione, pronta a conquistare nuovamente il pubblico con le sue storie ambientate nella città vesuviana.

La nuova stagione offrirà ancora più emozioni, intrighi e misteri. A fare da sfondo, la pittoresca città moderna di Pompei, col suo fascino eterno.

Per la seconda edizione della serie, Vulcano Film è alla ricerca di talenti per i ruoli di protagonisti, secondari e figurazioni speciali.

Si cercano donne con età scenica tra i 25 e i 32 anni, donne tra i 45 e i 55 anni, una donna transgender tra i 30 e i 40 anni, uomini tra i 16 e i 18 anni, uomini tra i 28 e i 35 anni e uomini tra i 55 e i 65 anni.

Per partecipare al casting, è necessario compilare il modulo online sul sito ufficiale di Vulcano Film (www.vulcanofilm.com).

I casting inizieranno il 31 marzo 2025 e si cercano preferibilmente attori che vivono in Campania, anche se non è un requisito esclusivo. Le riprese sono previste per l’estate 2025.

Chi è interessato e vuol far parte di questa affascinante avventura, non perda, dunque, l’opportunità di partecipare ai casting.

Un nuovo polo per l’istruzione a Ottaviano: inaugurato il plesso di via Funari

L’Isis “Luigi De’ Medici” di Ottaviano segna un nuovo traguardo con l’inaugurazione del plesso di via Funari, una struttura moderna e all’avanguardia che rafforza l’offerta formativa dell’istituto. Il nuovo edificio comprende 12 aule, un auditorium da 600 posti, una palestra di pari dimensioni, laboratori multimediali e cucine attrezzate, rispondendo alle esigenze di una scuola in continua crescita e sempre più punto di riferimento per il territorio vesuviano. Alla cerimonia di apertura hanno preso parte numerose autorità, tra cui il dirigente scolastico Vincenzo Falco, il sindaco di Ottaviano Biagio Simonetti, l’assessore regionale Lucia Fortini, la consigliera metropolitana Ilaria Abagnale e il vicario del Vescovo di Nola, monsignor Pasquale Capasso. L’evento ha visto anche la partecipazione di amministratori locali, sindaci dei comuni vicini, consiglieri regionali e dirigenti scolastici. Durante l’inaugurazione, l’assessore Fortini ha annunciato un ulteriore finanziamento regionale di 9 milioni di euro per il potenziamento del plesso di via Zabatta, a conferma dell’attenzione verso il settore dell’istruzione. L’Isis “De’ Medici”, nato nel 1970 come sede coordinata dell’IPSAR “Cavalcanti” di Napoli, è la prima scuola alberghiera della zona vesuviana e, nel corso degli anni, è diventato un punto di riferimento per la formazione di giovani talenti. Oggi offre percorsi di studio in enogastronomia, servizi di sala e vendita, accoglienza turistica, industria e artigianato per il Made in Italy, oltre a un corso serale per adulti. L’istituto ha formato generazioni di studenti, molti dei quali hanno intrapreso carriere di successo sia in Italia che all’estero, specialmente nel settore alberghiero e nella moda. Il nuovo plesso non solo garantirà spazi adeguati agli studenti, ma diventerà anche un centro per eventi culturali e artistici, aperto alla cittadinanza e alle scuole del territorio. “Il nostro obiettivo è offrire agli studenti le competenze necessarie per costruire il proprio futuro”, ha spiegato il dirigente Falco, sottolineando l’importanza delle attività pratiche e degli stage che arricchiscono l’esperienza formativa. L’inaugurazione è stata accompagnata da momenti di spettacolo, con le esibizioni musicali della street band di Saviano e delle scuole del territorio, oltre a un evento serale con lo show dei “Barman in passerella” e l’esibizione del comico Ciro Giustiniani. Una giornata di festa che segna un passo avanti per l’istruzione e la crescita della comunità vesuviana.