Somma, sabato apertura del sito archeologico di Villa Augustea
Stellantis, punizioni agli operai che scioperano: Auriemma porta caso in Parlamento
POMIGLIANO D’ARCO – Nello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco, recenti provvedimenti disciplinari contro alcuni operai hanno sollevato preoccupazioni riguardo al diritto di sciopero. Questi lavoratori erano stati sospesi dall’azienda dopo aver partecipato a uno sciopero il 27 aprile 2024, indetto per protestare contro il malfunzionamento di un impianto di climatizzazione. Il Tribunale di Nola ha successivamente dichiarato illegittime tali sanzioni, riconoscendo il comportamento antisindacale dell’azienda.
In risposta a questi eventi, Carmela Auriemma, vicepresidente vicaria del Movimento 5 Stelle alla Camera, ha espresso forte preoccupazione, definendo l’azione di Stellantis “un attacco in piena regola al diritto di sciopero”. Ha inoltre annunciato l’intenzione di presentare un’interrogazione alla ministra del Lavoro, Marina Calderone, sottolineando la necessità che il governo vigili affinché vengano rispettati i diritti dei lavoratori e le norme sulla sicurezza.
Questa vicenda si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Stellantis e i suoi dipendenti. A febbraio 2025, gli operai dello stabilimento di Pomigliano hanno scioperato per protestare contro un premio di produzione ritenuto insufficiente, pari a circa 600 euro lordi, considerato non adeguato ai sacrifici affrontati.
La situazione evidenzia la necessità di un dialogo costruttivo tra l’azienda e i rappresentanti dei lavoratori per garantire il rispetto dei diritti sindacali e delle condizioni di lavoro. L’intervento delle istituzioni appare fondamentale per monitorare e promuovere soluzioni equilibrate che tutelino sia le esigenze produttive dell’azienda sia i diritti dei lavoratori.
Tragedia nella scuola calcio, 14enne muore prima dell’allenamento
Gli alunni del Liceo “A.Diaz” e dell’“I.C.. D’Aosta” si confrontano con gli scrittori di ieri e di oggi
Alunni del Liceo “A.Diaz” hanno partecipato con onore al concorso “Colloqui fiorentini”, dedicato quest’anno all’ opera di Pasolini. Gli alunni dell’ “I.C.. D’Aosta” hanno incontrato, recentemente, Lorenzo Marone, autore del romanzo “Un ragazzo normale” e Paolo Siani, fratello di Giancarlo. L’attenzione che tutte le scuole ottavianesi stanno dedicando da tempo ai grandi temi sociali mi induce a sperare che la stessa attenzione dedicheranno alla storia di Ottaviano e del territorio.
E’ stato un incontro interessante quello che si è svolto nel Palazzo Medici tra i ragazzi dell’I.C. D’Aosta e lo scrittore Lorenzo Marone in memoria delle vittime della camorra. I ragazzi hanno rivolto domande ben calibrate su storia, struttura e finalità del libro “Un ragazzo normale”: Mimì, un ragazzo napoletano, sogna di acquistare un bellissimo costume da Spiderman per partecipare a una festa in maschera e di poter imitare i supereroi acquistando la capacità di trasmettere il pensiero. Ma il suo rapporto con la realtà incomincia a cambiare quando conosce e diventa amico di un giornalista, Giancarlo Siani; e quando il suo amico, il 23 settembre 1985, viene ucciso dalla camorra, egli incomincia a capire, nel modo più drammatico, come funziona il mondo. Giancarlo venne ucciso perché conosceva la verità sul sistema del malaffare e aveva il coraggio di raccontarla nei suoi articoli, sempre chiari, concreti e documentati. L’impianto narrativo del romanzo si sviluppa intorno a una fondamentale riflessione: gli eventi straordinari, quelli che lasceranno segni definitivi nella vita di ciascuno, spesso accadono all’improvviso, “senza tuoni e particolari avvisaglie. Come una nevicata”. E i ragazzi hanno colto l’importanza di questa idea e hanno ascoltato con attenzione il discorso di Paolo Siani, presidente della Fondazione che porta il nome del fratello: un discorso tutto dedicato al valore della verità e del coraggio. Ha “moderato” l’incontro, con la consueta sapienza, la prof.ssa Clementina Iervolino. 
I “Colloqui fiorentini” sono un convegno di letteratura italiani riservato agli alunni delle Superiori. All’edizione di quest’anno, la XXIV, dedicata a Pier Paolo Pasolini, hanno partecipato 150 Istituti Superiori con un gran numero di alunni. Tra questi, anche alunni del Liceo “A.Diaz”, guidati dalle loro docenti, Rita Aprile e Daniela Quisisano: tra le tre sezioni previste, Arte, Narrativa e Saggistica, essi hanno scelto la Narrativa. Uno dei due alunni della prof.ssa Aprile, Michel Nappi, ha disegnato la struttura di un romanzo epistolare, uno scambio di lettere tra Pasolini e il fratello Guido che apre lo spazio a una dimensione onirica e al messaggio di Giordano Bruno sul valore della verità come garanzia di libertà. Anna Catapano, anche lei alunna della prof.ssa Aprile, ha sviluppato, nel testo “Liberazione”, il tema della sofferenza e della necessità di confrontarci con gli “ultimi”, per trovare, nel confronto, verità e libertà. Come si vede, a Firenze e a Ottaviano, gli alunni dei due Istituti ottavianesi hanno discusso degli stessi temi, fondamentali nella cultura sociale del nostro tempo. I relatori dei “Colloqui”, Alessandro D’Avena, Andrea Caspani e Diego Pisano, hanno premiato Nappi e Catapano con una “menzione d’onore”(immagine in appendice). E’ un riconoscimento che va a tutto il Liceo, impegnato da tempo a conciliare, nell’attività, il rispetto della tradizione e l’esigenza di calibrate e sagge innovazioni.
Gli alunni del “Tenente De Rosa” al Teatro San Carlo: un’esperienza indimenticabile
Pomigliano d’Arco, una tappa del giro d’Italia
Chef muore a 32 anni a 12 mesi dall’incidente: Casalnuovo piange Raffaele
CASALNUOVO – Dopo quasi dodici mesi trascorsi tra ospedali e percorsi di riabilitazione, si è spento Raffaele De Simone, pizzaiolo 32enne originario di Casalnuovo che era rimasto gravemente ferito in un incidente a Rio de Janeiro, in Brasile, dove si trovava per avviare un nuovo locale. Il giovane era rientrato in Italia lo scorso luglio in condizioni critiche, con il rischio di una paralisi totale. La cerimonia funebre si è svolta oggi presso la parrocchia Maria Santissima Annunziata, situata in via Monsignor Peluso, a Casalnuovo di Napoli, cittadina della provincia partenopea da cui proveniva.
De Simone aveva vissuto in Germania fin dall’età di 19 anni, per poi trasferirsi in Brasile con l’obiettivo di lanciare una nuova impresa. Il 19 aprile 2024, tuttavia, era stato vittima di un grave incidente: cadendo da un parapetto, era precipitato per circa tre metri e mezzo, riportando un trauma cranico severo, un’emorragia polmonare e numerose fratture, incluse lesioni alle vertebre. Ricoverato in condizioni disperate, era stato sottoposto a diversi interventi chirurgici e aveva contratto infezioni, venendo poi trasferito in una clinica specializzata nella riabilitazione di pazienti con lesioni spinali. Non avendo una copertura assicurativa, alla sua famiglia era stato richiesto il pagamento di una somma ingente: 350mila euro.
Una parte delle spese era stata coperta attraverso una raccolta fondi online. Nel luglio 2024, era stato riportato in Italia grazie all’intervento del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che aveva autorizzato il pagamento del volo sanitario militare che lo aveva trasferito da Rio de Janeiro a Roma. Una volta atterrato, era stato accolto in una struttura specializzata in neurochirurgia, con il supporto di un team medico messo a disposizione dalla Regione.
Napoli, nella Sala Assoli- Moscato la mostra “Gli occhi della Palestina”
Napoli. Riceviamo e pubblichiamo: Sold out a Sala Assoli- Moscato per la mostra “Gli occhi della Palestina” di Francesco Cito.
Pienone all’inaugurazione, una presenza numerosa che si è registrata per tutto il fine settimana e che prosegue invariata, in via Lungo Teatro per uno degli appuntamenti più attesi della IX edizione Il Sabato della Fotografia, rassegna dedicata al linguaggio fotografico a cura di Pino Miraglia. Non solo una mostra con alcuni degli scatti più emblematici e significativi di Cito, definito da Ferdinando Scianna “il miglior fotogiornalista italiano” ma una vera e propria lezione di storia durante la quale il maestro ha ripercorso tutte le fasi del conflitto Israelo- Palestine e i suoi sviluppi sociali e politici, testimoniando momenti cruciali come la prima Intifada, gli accordi di Oslo, la seconda Intifada e la costruzione del muro, i campi profughi e la terribile crisi umanitaria purtroppo ancora in corso oggi. Una guerra che Cito documenta da oltre 40 anni, immagini di un genocidio, che si ripetono e si sovrappongono come se il tempo si fosse fermato, spettatore indifferente e sordo al grido di dolore di un popolo morente. Un pugno nello stomaco gli sguardi carichi di terrore dei bambini martoriati, immortalati dalle immagini proiettate nel video “L’innocenza negata” di Cito e Luciano Laghi Benelli. Al termine del racconto di Francesco Cito che ha dato vita a riflessioni e confronti con la platea, ha fatto seguito la proiezione del film Il tempo che ci rimane di Elia Suleiman.
La mostra che si articola in un percorso espositivo di 24 immagini, una videoproiezione di 80 fotografie e una postazione audio denominata Voci per la Palestina, dalla quale è possibile ascoltare poesie e testi letterari palestinesi da un gruppo di straordinari attori, sensibili alla storia palestinese e alla tragica “evoluzione” di questi ultimi due anni, come: Carlo
Cerciello, Fabio Cocifoglia, Antonello Cossia, Rosalba Di Girolamo, Cristina Donadio, Manuela Mandracchia, Vincenza Modica, Lino Musella, Dalal Suleiman, Imma Villa che hanno, infatti,prestato la propria voce per accompagnare il racconto in immagini del fotografo, potrà essere visitata gratuitamente, fino all’11 maggio. L’obiettivo è quello di informare e sensibilizzare l’opinione offrendo uno sguardo autentico e profondo sulla vita quotidiana dei palestinesi ma anche di due popoli in conflitto da 70 anni, nella speranza che si possa tornare “ad essere umani” e prima o poi scoppi la pace.
L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti e la mostra sarà visitabile fino all’11 maggio durante gli eventi in programmazione. Per info e prenotazioni è possibile contattare il numero 345 467 9142 oppure scrivere a assoli@casadelcontemporaneo.it
Francesco Cito, nato a Napoli nel 1949, è uno dei più importanti fotoreporter italiani. Ha iniziato la
sua carriera nel Regno Unito, collaborando con testate internazionali come The Sunday Times
Magazine e The Observer. Tra i primi a documentare clandestinamente l’occupazione sovietica in
Afghanistan, ha seguito numerosi conflitti tra Medio Oriente e Balcani, dedicando particolare
attenzione alla questione palestinese ed è’ stato inviato speciale durante la Guerra del Golfo. Le sue
immagini hanno ricevuto riconoscimenti prestigiosi, tra cui il primo premio al World Press Photo per
il reportage sul Palio di Siena nel 1996. Ha lavorato con alcune delle maggiori testate italiane e
internazionali, tra cui Life, Paris Match, Stern, Epoca, Il Venerdì di Repubblica e Panorama,
distinguendosi per il suo sguardo crudo e realistico sulla realtà dei conflitti contemporanei
Operaio di una ditta di rifiuti muore sul lavoro, tragedia in provincia
Un nuovo drammatico episodio sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro ha scosso la comunità: Nicola Sicignano, 51 anni, ha perso la vita ieri mentre era in servizio presso un’azienda di smaltimento rifiuti situata a Sant’Antonio Abate. L’uomo, originario di Vico Equense e residente a Gragnano, era un operaio esperto e lavorava nel settore da tempo.


