Un Castello di Donne

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“UN CASTELLO DI DONNE”

Per una serie di coincidenze Castello d’Alagno si è trovato, nelle ultime due settimane, al centro di due gioiosi eventi tutti al femminile. Sabato e domenica scorsi è stato sede della manifestazione Un Castello di Carta (Fiera del Libro e dell’Editoria). Una delle poche manifestazioni ben adatte al prestigio del luogo. Con un grosso numero di espositori ed innumerevoli presentazioni di libri con l’autore. Tra questi anche la nipote del grande Totò, la scrittrice Elena  De Curtis, presenza molto azzeccata e significativa. Organizzatrici: Sonia Sodano e Imma Malva. Due professioniste. La settimana prima altro originale appuntamento: il premio dedicato alla fondatrice del castello, Lucrezia d’Alagno (tre sezioni esclusivamente al femminile: sociale, cultura e imprenditoria). Tra le organizzatrici: Rosa Coppola (Direttrice  Coro Gaetano Di Matteo) e Carmela D’Avino (Direttrice di questa testata giornalistica). Entrambe le iniziative alla prima edizione. E tutte e due ben accolte dal gradimento del pubblico. Per tempismo, successo e qualità mai capitato una cosa simile. Riteniamo utile sottolinearlo. Naturalmente questa nostra segnalazione non può prescindere dal grande ruolo che le donne (cinque professioniste in questo momento) a Somma svolgono da anni ai vertici, per esempio, delle cinque locali strutture scolastiche pubbliche. Indubbiamente siamo alle prese con un cambiamento epocale. Lento, ma impetuoso e inesorabile. Altre ancora porteranno di sicuro  belle novità e aria nuova. E speriamo, soprattutto, un futuro meno lugubre e minaccioso. Franco Mosca  

Accoltellato per uno sguardo di troppo alla fidanzata dell’altro

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Vico Equense: Lo sguardo di troppo e l’approccio non gradito. Arrestato 30enne per tentato omicidio Siamo a Vico Equense e mancano pochi minuti alle 22. La centrale operativa dei Carabinieri segnala alla pattuglia della locale stazione un accoltellamento nella centralissima piazza Umberto I. Poco prima sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale e hanno fermato un uomo di 30 anni. Il ferito – è un 20enne di origine egiziana ma residente a Vico Equense – è stato trasportato d’urgenza nell’ospedale di Castellammare di Stabia. I carabinieri raggiungono i colleghi della municipale, ad attenderli anche tanti amici della vittima, per ricostruire l’esatta dinamica della vicenda. I militari ascoltano diverse persone e analizzano alcune immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza dei locali. Poco prima il 30enne del posto e già noto alle forze dell’ordine Antonio Volpe, pare avesse aggredito la giovane vittima con il manico di un ombrello colpendolo ripetutamente al volto e alla testa fino a spezzare lo stesso ombrello. Durante la colluttazione poi, il 30enne con un coltello a serramanico, avrebbe trafitto l’addome del giovane. In difesa del 20enne sarebbero intervenuti due suoi amici e, in particolare, uno di questi nel tentativo di disarmare l’aggressore si sarebbe ferito alla mano destra. Le cause della lite sfociata in sangue pare siano legate al tentativo di approccio da parte della vittima alla fidanzata dell’aggressore che sarebbe intervenuto successivamente. L’arma non è stata trovata. Sequestrato l’ombrello verosimilmente utilizzato durante l’aggressione e ormai rotto. La vittima è tuttora ricoverata in ospedale. L’arrestato – deve rispondere alla procura di Torre Annunziata di tentato omicidio – è stato trasferito in carcere.

Veronica Maya presenta in prima assoluta Vento in poppa e la fiaba musicale Aurora e la nave incantata

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La magia della narrazione prende il largo con la fiaba musicale “Aurora e la Nave Incantata”, che salpa per il suo Tour del Mediterraneo con una prima tappa d’eccezione: la suggestiva Sala Conferenze della Tesa dell’Arsenale di Venezia, dove lo spettacolo avrà inizio alle ore 16:00. L’evento fa parte del progetto “Generazione Vespucci: Favole Sotto le Vele”, un’iniziativa che fonde tradizione, musica e racconto per regalare al pubblico un’esperienza emozionante e immersiva. Ad aprire il viaggio sarà il brano “Vento in Poppa”, composto dal maestro Catello Milo insieme a Anna Maria Milo e Beatrice Milo, che accompagnerà gli spettatori verso un mondo sospeso tra realtà e fantasia. La narrazione prende vita grazie alla voce inconfondibile di Veronica Maya, che con la sua straordinaria professionalità trasporta il pubblico tra le onde di una storia avvincente. Ad affiancarla, il Millennium Ensemble, un quintetto di fiati che arricchisce la fiaba con melodie evocative. La formazione è composta dai maestri Fabio Angelo Colajanni, flauto, Massimo Lamarra, oboe, Emanuele Geraci, clarinetto, Andrea Brancalente, corno, e Gaetano Lo Bue, fagotto, dando vita a un’atmosfera sonora che rende ogni scena ancora più suggestiva. La fiaba è frutto dell’immaginazione di Veronica Maya, Nicol Montuori e Vincenzo Manzo, mentre le musiche originali, composte da Catello Milo, Anna Maria Milo e Beatrice Milo, guidano il pubblico in un viaggio fatto di coraggio, sogni e tradizioni marittime. La produzione è curata dall’Associazione Musicale Assoflute, che da anni si dedica alla produzione di lavori musicali per bambini nell’ambito del progetto “Il Mondo delle favole”, sotto la direzione artistica del maestro Fabio Angelo Colajanni. Grazie a una sapiente fusione tra narrazione e multimedialità, lo spettacolo promette di conquistare spettatori di tutte le età, trasformando la scena in un universo in cui musica e parole si fondono in un’esperienza coinvolgente e ricca di emozioni. IL TOUR MEDITERRANEO DELLA NAVE AMERIGO VESPUCCI: DATE, TAPPE E AGGIORNAMENTI Lo spettacolo “Aurora e la Nave Incantata” accompagnerà il Tour Mediterraneo 2025 della Nave Amerigo Vespucci, il veliero simbolo della Marina Militare Italiana, che dopo aver solcato gli oceani e rappresentato il nostro Paese nei porti più prestigiosi del mondo, torna a casa per l’ultima fase del suo incredibile viaggio. Le soste della Nave Vespucci rappresentano momenti imperdibili per chi desidera scoprire le storie e le esperienze raccolte durante il tour mondiale. Ogni porto diventa un’occasione per avvicinarsi alla cultura marinaresca italiana e per vivere eventi unici, tra cui spettacoli, incontri e visite a bordo. Il calendario delle soste è in costante aggiornamento, quindi si invita il pubblico a visitare il sito ufficiale www.tourvespucci.it per eventuali modifiche e nuove destinazioni. Attraverso eventi come Aurora e la Nave Incantata, il Tour Mediterraneo della Nave Vespucci non è solo un viaggio fisico, ma un’esperienza culturale e educativa che avvicina grandi e piccoli al mondo della navigazione, della musica e della tradizione italiana. Un’occasione straordinaria per immergersi nelle leggende del mare e lasciarsi trasportare dal fascino di una storia senza tempo.  

Le ricette di Biagio: risotto con le giuggiole. E riderete anche di chi vi dice: preparatevi alla guerra

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Riderete – una risata con una vena di ira e di amarezza – anche notando il sorriso con cui Hadia Lahbib, commissaria europea per la gestione della crisi, ha esortato gli Europei a preparare una “borsa per la resilienza” che duri almeno 72 ore e che sarà utilissima in caso di guerra, perché la guerra potrebbe scatenarsi da un momento all’altro. Certo, per ridere di queste parole e di queste scene da teatro drammatico servono almeno due abbondanti porzioni del risotto alle giuggiole o tre bicchieri di quel “brodo di giuggiole” che si continua a produrre in Veneto. Ma vediamo che significa l’espressione “andare in brodo di giuggiole”.     Ingredienti: gr.320 di riso, 1 scalogno, gr.80 di burro, ml 150 di vino bianco, ml 900 di gorgonzola, 20 giuggiole, sale. In una pentola fate sciogliere il burro lentamente, aggiungete lo scalogno affettato finemente e fatelo rosolare. Unite il riso e fatelo soffriggere per circa un minuto. Versate il vino bianco, mescolate e fate sfumare, e subito dopo versate un po’ di brodo vegetale, salate e fate cuocere aggiungendo progressivamente altro brodo fino all’ultima cottura. Tagliate a tocchetti le giuggiole, eliminando il nocciolo sottile e pungente, e poi fatele saltare in padella con il burro in modo che risultino lievemente caramellate. Tagliate il gorgonzola a pezzetti, e un paio di minuti prima della cottura finale aggiungete i pezzetti al risotto e mescolate bene. Impiattate, distribuite giuggiole sulla superfice e servite. (Immagine del piatto e testo dal sito “GialloZafferano”). Dunque, Ursula Van der Layen, presidente della Commissione Europea, ha stabilito che è necessario armare l’Europa per prepararci ad affrontare convenientemente un attacco della Russia di Putin. Bisognerà parlare a parte, e lo faremo, di queste idee della signora presidente e della sua strategia. Proprio ieri la potente signora ha sottolineato il fatto che il riarmo dell’Europa non provocherà la crisi delle finanze nazionali e una progressiva povertà: al contrario, alimenterà lo sviluppo dell’industria della guerra, e a trarne notevoli benefici saranno proprio gli Stati che producono armi: a partire dall’Italia. Le parole della presidentessa non hanno bisogno di commenti: direbbe Peppino De Filippo “Ho detto tutto”. Ogni governo, ha concesso la Lahbib, stabilirà cosa dovrà contenere la “borsa” dei cittadini, oltre al cibo, al contante, all’acqua, ai medicinali, a una torcia e ai fiammiferi: lei, la sorridente Lahbib (immagine in appendice), ha confessato che nella sua “borsa” non mancheranno gli ingredienti per preparare un “piatto” di cui è innamorata, gli spaghetti alla “puttanesca”. L’ha detto veramente, lo provano i “video”. E resta da stabilire se il particolare è una “battuta” da teatro tragico o da teatro comico. Qualche giornale ha espresso severi giudizi sul comunicato della Lahbib, ma c’è chi, in un articolo “straordinario”, questo comunicato l’ha definito un atto di vera saggezza. La “giuggiola” è la drupa ovoidale di un arbusto che era noto nell’antichità ai Cinesi, in Cilicia, in Siria e in Egitto. Racconta uno storico greco che l’arbusto spuntò per la prima volta ad Alessandria d’Egitto, quando un fulmine colpì la tomba di Alessandro. Erodoto dice che gli Egiziani dalle giuggiole ricavano un vino particolare. Plinio scrive che le giuggiole furono portate a Roma dalla Siria, ai tempi di Augusto, e che erano capaci di spingere al silenzio chi ne mangiava, e perciò erano il frutto caro a Minerva, dea della saggezza e della prudenza. Racconta Omero che i Lotofagi, che abitavano la Cirenaica, fecero mangiare ai compagni di Ulisse i frutti del loto, e quelli immediatamente dimenticarono la loro patria, i loro cari, le drammatiche vicende della guerra di Troia e del viaggio di ritorno a Itaca. Alla fine del ‘700 il botanico Desfontaines sostenne che il loto dei Lotofagi era proprio l’arbusto della giuggiola. Furono i Gonzaga di Mantova a rendere famoso il “brodo di giuggiole”, un liquore che produceva serenità e talvolta una vera e propria euforia e che era intensamente apprezzato dai loro ospiti: tra l’altro, gli arbusti di giuggiola erano presenti nelle terre del Ducato e la nobile famiglia diffuse in modo organico la coltivazione del prezioso arbusto. L’espressione “andare in brodo di giuggiole” nel significato di “toccare il cielo con un dito”, “essere fuori di sé per la contentezza”, “sorridere” e “sopportare ogni cosa contraria”, comparve per la prima volta nel 1612, nel “Vocabolario della Crusca”, e venne costruita, per affinità fonetica e per la dolcezza delle giuggiole, sull’espressione toscana “andare in brodo di succiole” che indicava il piacere che si prova  nel succhiare la polpa delle castagne lessate nella buccia, le “succiole”. (fonte foto: rete internet)

Il Palazzetto dello Sport di Pomigliano d’Arco ospita il campionato di ginnastica artistica

Oggi si è svolto un importante campionato regionale di ginnastica artistica del Comitato Regionale Campania FGI, in particolare per la categoria Gold Allieve. L’evento è stato ospitato, ancora una volta, dal Palazzetto dello Sport di Pomigliano d’Arco, una struttura che rappresenta un punto di riferimento per questa disciplina. I partecipanti: Alla competizione hanno preso parte 12 società, non solo provenienti dalla Campania, ma anche dalla Calabria e dalla Basilicata, quest’ultime hanno gareggiato separatamente, pur condividendo lo stesso spazio di gara. In totale, si sono esibite 30 ginnaste, tutte con un’età minima di otto anni. Gli attrezzi della competizione: Per le atlete della Fitness Trybe, questa competizione ha rappresentato una delle prime occasioni per confrontarsi con un livello così elevato. Nonostante la difficoltà della sfida, hanno affrontato la gara con determinazione, ottenendo ottimi punteggi. Gli esercizi si sono svolti sulle diverse specialità della ginnastica artistica: trave, volteggio, parallele, cinghietti e corpo libero. Intervista alle atlete: Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare alcune ginnaste della Fitness Trybe: Del Prete Giulia Abigail, Di Napoli Irene, Furino Aurora e Mondella Azzurra. Appena terminata la loro prova, si sono mostrate emozionate ma soddisfatte, consapevoli dei miglioramenti rispetto alla competizione precedente. Hanno raccontato che si allenano tutti i giorni da circa 3-4 anni, ma che ogni gara porta con sé ansia e timore, come se fosse la prima volta. Tuttavia, una volta iniziata l’esibizione, la tensione scompare, in particolare una di loro ha dichiarato: “Io ripeto a me stessa di essere brava e forte così trovo l’energia giusta per esibirmi”, mentre altre hanno scherzato attribuendo la buona performance al nuovo body, simbolo di appartenenza alla loro società.   Un ringraziamento speciale va alla Direttrice Tecnica Serena Piccolo, che da anni accoglie gli atleti della regione Campania nel Palazzetto dello Sport di Pomigliano d’Arco. Un plauso anche agli allenatori di ginnastica artistica Marianna Marino, Gheorghiy Bisceglia e Roberta Tais, quest’ultima responsabile tecnica, per il loro impegno nel preparare le atlete a competizioni di questo livello.  

Nola, conducente EAV minacciato durante il servizio con offese gravissime

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Nola, conducente EAV minacciato durante il servizio con offese gravissime. Borrelli (Avs): “Tutelare lavoratori del servizio pubblico, pene certe contro i violenti”

Un nuovo episodio di violenza ha colpito il personale dei trasporti pubblici. Un conducente dell’EAV, in servizio sulla linea Nola-Moschiano, è stato oggetto di gravi minacce da parte di un passeggero abituale, già noto per comportamenti aggressivi. L’aggressore ha rivolto al conducente frasi intimidatorie come “Ti vengo a prendere fino a casa” e “Ti rompo la testa”, dimostrando spavalderia e senso di impunità.

Il video dell’aggressione verbale è stato diffuso dal deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha commentato: “È inaccettabile che i nostri autisti e operatori del trasporto pubblico siano quotidianamente esposti a minacce e aggressioni da parte di individui che, forti di un senso di impunità dilagante, si permettono di intimidire con frasi come ‘Chiama pure la polizia, che me ne importa’. Questi comportamenti non possono essere tollerati. È necessario adottare misure severe affinché chi offende, minaccia o aggredisce un lavoratore pubblico affronti conseguenze serie e immediate. Solo attraverso pene certe e interventi decisi possiamo ristabilire l’ordine e garantire la sicurezza di chi ogni giorno svolge il proprio lavoro al servizio della collettività.”

Link al video: https://www.facebook.com/francescoemilio.borrelli/videos/1129124092234547

Cercola e Volla piangono Tommaso, la vittima dell’incidente sul lavoro di Casalnuovo

Un altro dramma sul lavoro si è consumato in Campania e a piangere sono le comunità di Cercola e Volla oltre a Casalnuovo, dove è avvenuta la tragedia. Un operaio di 60 anni ha perso la vita dopo essere caduto da una copertura mentre stava eseguendo interventi di manutenzione. L’incidente si è verificato nella mattinata di ieri in un condominio situato in via Puccini, a Casalnuovo. La vittima, Tommaso Altobelli, residente a Cercola e originario di Volla, stava effettuando lavori idraulici su richiesta dei condomini. Purtroppo, la caduta da un’altezza di circa sei metri è stata fatale e i soccorsi, giunti tempestivamente, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti i carabinieri della tenenza locale per svolgere le indagini necessarie e chiarire la dinamica dell’incidente. Tommaso Altobelli era una figura molto conosciuta e rispettata dalla comunità. Amato da amici e colleghi, era noto per il suo spirito generoso e la sua capacità di strappare un sorriso a chiunque. La sua passione per il teatro lo aveva portato a far parte della compagnia teatrale CetcolArte. “Recitare mi fa stare bene e mi piace donare un sorriso agli altri”, diceva spesso. Oggi, invece, la sua improvvisa scomparsa lascia spazio solo a dolore e rabbia.   La tragedia riaccende l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Si tratta del quarto decesso in pochi giorni nella regione, che si aggiunge a una lunga lista di vittime. Il 25 marzo, tre lavoratori hanno perso la vita in un solo giorno: Nicola Sicignano, 50 anni, è stato risucchiato da un nastro trasportatore in un impianto di smaltimento rifiuti; Umberto Rosito, 38 anni, è stato investito da un camion mentre svolgeva la manutenzione stradale; Daniel Tafa, appena 22 anni, è stato colpito da una scheggia incandescente.   Queste morti non possono essere ridotte a semplici incidenti. Sono il risultato di un sistema che spesso non garantisce ai lavoratori le condizioni di sicurezza necessarie. Troppe persone muoiono mentre svolgono mestieri essenziali ma rischiosi, spesso per salari insufficienti e in ambienti poco tutelati. È urgente un intervento concreto per assicurare protezione e dignità a chi, ogni giorno, lavora per il bene della collettività.   ©Riproduzione riservata       Ho riscritto l’articolo mantenendo il significato, ma con parole diverse. Fammi sapere se vuoi ulteriori modifiche.    

Tentato la truffa dell’avvocato ma l’anziano non ci casca: due arrestate, nei guai anche il palo

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Portici: tentato la truffa del finto avvocato ma l’anziano non ci casca e chiede aiuto ai carabinieri che restano in silenzio. Due donne arrestate, il palo denunciato È pomeriggio, siamo a Portici, via Gaetano Poli. Un 76enne sta passeggiando frettolosamente ed è al cellulare. Dall’altra parte della cornetta c’è una persona che dice di essere un avvocato. Suo figlio è stato arrestato dai carabinieri per aver investito una persona e c’è da pagare per la sua libertà. L’uomo ha prelevato del denaro e sta seguendo le indicazioni di quell’avvocato. Un dubbio però lo attanaglia. “Che sia una truffa?”. Il 76enne non crede fino in fondo a ciò che ascolta al telefono ma l’illuminazione arriva camminando. In un bar ci sono due carabinieri che stanno prendendo un caffè. L’uomo si avvicina e appoggia il proprio cellulare all’orecchio del maresciallo senza dire una parola. Il militare capisce subito che si tratta di una truffa. Carabiniere e vittima si scambiano cenni di intesa. Pochi secondi mentre la conversazione con il truffatore continua. I militari e lo sveglio 76enne si accordano nell’assecondare l’interlocutore. L’uomo procede verso il luogo di consegna dei 1300 euro pattuiti mentre i carabinieri lo seguono con discrezione. Il 76enne arriva a via Diaz e attende. I carabinieri osservano da lontano. Pochi minuti e arrivano due donne, si presentano a bordo di una jeep renegade. Sono loro le incaricate dall’avvocato al ritiro del denaro. Avviene lo scambio, scattano le manette. Le due donne –  hanno 20 e 23 anni – vengono arrestate per truffa. Denunciato anche un 44enne che da palo stava osservando la situazione senza avvedersi della presenza dei carabinieri che lo hanno bloccato. Il denaro è stato restituito al legittimo proprietario. Le arrestate sono state trasferite in carcere

Acerra, auto finisce dentro lo studio del tatuatore: ingresso sfondato

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Acerra – Paura ieri sera in via Carlo Petrella, nel cuore di Acerra, dove una minicar ha sbandato in curva finendo la sua corsa contro la serranda di uno studio di tatuaggi. L’impatto ha causato ingenti danni al locale, ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

L’incidente è avvenuto nella zona Pretura e ha richiesto l’intervento dei Carabinieri di Castello di Cisterna per eseguire i rilievi. Secondo le prime ricostruzioni, il conducente del veicolo, un giovane, avrebbe affrontato male la curva, perdendo il controllo e schiantandosi contro la serranda del negozio, che è stata completamente divelta.

Gli inquirenti stanno ora verificando le cause esatte dell’incidente. Tra le ipotesi al vaglio, un possibile errore di guida, una frenata improvvisa o un problema tecnico della minicar. Il veicolo è stato rimosso dalla carreggiata dopo i rilievi.

L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza delle minicar, spesso utilizzate da giovanissimi con poca esperienza alla guida. Questi mezzi, pur essendo soggetti a limiti di velocità, possono risultare pericolosi in caso di manovre errate.

Il giovane conducente potrebbe ora essere sanzionato, mentre il titolare del negozio dovrà far fronte ai danni subiti. Le autorità stanno valutando eventuali provvedimenti per evitare il ripetersi di episodi simili.

Operaio precipita durante riparazione in un condominio e muore: tragedia a Casalnuovo

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CASALNUOVO – Ancora una tragedia sul lavoro in provincia di Napoli: questa mattina in via Puccini, a Casalnuovo, un operaio di 60 anni ha perso la vita dopo essere caduto da un’altezza di circa sei metri.

La morte del manovale 60enne a Casalnuovo di Napoli, caduto da una tettoia mentre eseguiva lavori di riparazione idraulica in un condominio, è solo l’ultimo di una lunga serie di incidenti sul lavoro che continuano a verificarsi in Italia. Le autorità stanno indagando per chiarire le cause della tragedia e verificare il rispetto delle normative di sicurezza.

Secondo i primi accertamenti, l’uomo sarebbe caduto da circa sei metri, morendo sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale Tenenza e i soccorritori del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Restano ancora dubbi sulla presenza o meno di adeguate misure di protezione, come l’uso di imbracature o parapetti di sicurezza. L’incidente riaccende il dibattito sulla necessità di rafforzare i controlli nei luoghi di lavoro e di promuovere una cultura della prevenzione più rigorosa. Secondo i dati INAIL, nel 2023 si sono registrati migliaia di infortuni gravi e mortali, segno che il tema della sicurezza resta un’emergenza nazionale. Le organizzazioni sindacali chiedono interventi più incisivi per garantire l’incolumità dei lavoratori, attraverso formazione obbligatoria, maggiori controlli e sanzioni più severe per chi non rispetta le norme. La tragedia di Casalnuovo è un monito che non può essere ignorato: il diritto alla sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta.