Acerra, non c’è pace per il sindaco: ieri tentato furto a casa sua

ltimo episodio di una brutta serie: i ladri hanno agito mentre Lettieri, la moglie e i figli stavano dormendo. Ma c’è chi vuole strumentalizzare in chiave “politica”.      Non c’è pace per il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, 44 anni, geometra, eletto tre anni fa con il simbolo dell’Udc. Ieri, poco prima dell’alba, il primo cittadino ha subito un tentato furto, mentre stava dormendo nella sua abitazione, con la moglie e i due figli, una ragazza di 16 anni e un bambino di 6. L’allarme scattato all’interno dell’edificio ha fatto fuggire gli intrusi, che avevano giĂ  scavalcato il cancello della casa, una proprietĂ  monofamiliare, piano terra e primo piano, in via Como, traversa esclusivamente residenziale e semiperiferica della cittĂ . Sul posto sono accorsi quasi subito i carabinieri della locale stazione, diretti dal maresciallo Vincenzo Vacchiano. I delinquenti non hanno portato via nulla. Stavano tentando di rubare alcune biciclette posate nell’androne d’ingresso ma in quel momento è scattata la sirena e quindi si sono dileguati. Un episodio di “ordinaria” microcriminalitĂ  quotidiana ma che si somma a una serie di altri fatti, tutti comunque slegati tra loro, che stanno segnando la vita familiare di Lettieri. Il 25 settembre dell’anno scorso la figlia del primo cittadino aveva tentato il suicidio lanciandosi dal tetto della casa. Fortunatamente un furgone di passaggio ha attutito la caduta della ragazza, che prima di impattare al suolo ha centrato il tetto veicolo, cosa che le ha praticamente salvato la vita e che non le ha procurato danni fisici irreversibili. Poi, la sera dell’ 8 novembre successivo, è stata lanciata una bomba carta nell’abitazione di via Como. L’ordigno è esploso nella proprietĂ  mentre si trovavano all’interno la moglie e i figli del primo cittadino, che in quel momento era impegnato in una riunione in municipio. Non è finita. Il 15 luglio scorso sono comparse sui muri vicini alla casa comunale alcune scritte minacciose all’indirizzo del sindaco. Ieri, infine, il tentato furto. Nel comunicato fatto diramare dal capo dell’esecutivo locale si parla di ” ennesima grave vicenda ai danni del primo cittadino “. A ogni modo secondo le forze dell’ordine non esistono al momento elementi che possano anche solo minimamente far pensare a un comune denominatore tra l’episodio della bomba carta, delle scritte e del il tentato furto. Il rischio delle strumentalizzazioni è però dietro l’angolo. Ieri infatti c’è stato chi, tra gli esponenti della maggioranza, ha approfittato della vicenda per parlare di ” clima torbido “, ma senza poter provare nulla.

Palma Campania, 20mila euro per progetti di inserimento sociale

Il provvedimento è stato inserito all’interno dell’ultimo bilancio di previsione, approvato qualche giorno fa in consiglio comunale. I fondi saranno utilizzati per lavori di interesse sociale e civico. L’amministrazione comunale di Palma Campania ha stanziato 20mila euro per progetti di inserimento sociale destinati alle fasce deboli e bisognose della popolazione. Il provvedimento è stato inserito all’interno dell’ultimo bilancio di previsione, approvato qualche giorno fa in consiglio comunale. I fondi saranno utilizzati per lavori di interesse sociale e civico, tesi a migliorare l’arredo urbano e la vivibilitĂ  cittadina: ai beneficiari dei contributi verrĂ  chiesto di effettuare tale tipo di lavoro, naturalmente all’interno di progetti ben delineati. Spiega il sindaco Vincenzo Carbone: “E’ un’iniziativa che ci consente di superare la logica dell’assistenzialismo. Invece di dare contributi a pioggia li legheremo a progetti di inserimento sociale, utili al territorio”. Carbone fa anche notare che le richieste di sostegno da parte di cittadini indigenti, negli ultimi anni, sono aumentate: “La crisi ha messo in difficoltĂ  molte persone, che si rivolgono ai Comuni per avere aiuti. Questi 20mila euro rappresentano una piccola risposta”    

Napoli, immigrato eroe ucciso: funerale in Ucraina. La vedova: “Ma tornerò in Italia” .

La salma di Anatoliy Korol sarĂ  trasportata nel paese slavo. De Luca e De Magistris telefonano al sindaco di Castello di Cisterna.  Si svolgerĂ  in Ucraina il funerale solenne di Anatoliy Korol, il muratore, 37 anni, ucciso sabato sera a colpi di pistola e di coltello mentre tentava di sventare una rapina nel supermercato di Castello di Cisterna in cui stava facendo la spesa, con la sua bimba di un anno e mezzo adagiata nel carrello. La salma di Anatoliy sarĂ  subito trasportata con un aereo nella nazione slava, non appena l’autoritĂ  giudiziaria la rimetterĂ  a disposizione della famiglia, direttamente dall’obitorio del secondo policlinico di Napoli, dove si trova tuttora. Qui la vedova, Nadia, e le due figlie, si uniranno alle loro famiglie di origine per partecipare all’estremo saluto del loro caro. E’ tutto il frutto di un accordo raggiunto stamane nel consolato ucraino di Napoli tra il console Leonid Domaretskyi, il sindaco di Castello di Cisterna, Clemente Sorrentino, e gli esponenti delle forze dell’ordine presenti all’incontro. Dunque, non ci sarĂ  l’atteso funerale “preliminare” a Castello di Cisterna, paese in cui Anatoliy lavorava e viveva da anni insieme alla moglie Nadia e alle due figlie, la primogenita di 15 anni e la piccolina di un anno e mezzo, che la sera di sabato ha visto morire il papĂ , barbaramente trucidato dai rapinatori. “Nessun funerale a Castello di Cisterna – conferma Sorrentino – anche perchè la famiglia Korol è di religione ortodossa e non sarebbe stato semplice organizzare qui in paese un funerale di rito cristiano-ortodosso. A ogni modo abbiamo messo in campo tutte le risorse necessarie al trasporto della salma nella cittadina di origine di Anatoliy “. Il sindaco comunque chiarisce che la moglie Nadia e le due figlie torneranno in Italia”. Si – aggiunge il primo cittadino – Nadia mi ha assicurato personalmente che dopo il funerale rientrerĂ  a Castello di Cisterna con le figlie perchè vuole vivere qui “. Sorrentino conclude annunciando che “il lutto cittadino a Castello di Cisterna si farĂ  comunque”. ” Forse tra qualche giorno – anticipa – organizzeremo una fiaccolata “. Stamane il sindaco ha anche aggiunto di aver ricevuto le telefonate di solidarietĂ  da parte del presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, e del sindaco di Napoli e della cittĂ  metropolitana, Luigi De Magistris. Nel pomeriggio dovrebbe recarsi in municipio il sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano.

Napoli capitale della moda con le finali dell’International Contest «New Model Today», Gran Galà della Moda.

  Il 4 settembre a Villa Domi, splendida location nel cuore della capitale partenopea, saranno scelte le aspiranti modelle che calcheranno le passerelle della finale internazionale di Reggio Emilia.   Si terranno a Napoli le finali nazionali di New Model Today: la capitale partenopea ospiterĂ  da martedì 1 a venerdì 4 settembre la selezione nel corso della quale saranno scelte le modelle che calcheranno le passerelle della finale internazionale di Reggio Emilia prevista dal 7 al 12 settembre e in onda sulla CBS television. Nata nel 1986 da un idea di Vittorio Zeviani, giĂ  titolare della Why Not di Milano, una delle agenzie di moda piĂą famose al mondo, New Model Today è una selezione internazionale, dedicata esclusivamente alle giovani modelle di tutto il mondo che coltivano il sogno di diventare «il volto moda del nuovo millennio». L’obiettivo è scoprire giovani donne di talento, di etĂ  compresa tra i 14 e i 22 anni, da lanciare nel patinato universo della moda dando loro visibilitĂ  internazionale  e opportunitĂ  di lavoro con le principali agenzie mondiali di moda, pubblicitĂ , cinema  e tv.   Negli anni scorsi, per tantissime splendide ragazze il sogno è divenuto realtĂ  e molte di loro sono ai vertici dello star system. Tra loro, solo per ricordarne alcune: Charlize Teron, Lorena Forteza, Berenice Todd, Georgina Greenville, Ester Canadas, Anna Falchi.   Dal 2009 l’evento è gestito dalla Bliss Top Communication. Considerando inoltre che in Italia  la  manifestazione  interessa  ben cinquemila aspiranti «Modelle», con un seguito di decine di migliaia di spettatori, la kermesse rappresenta una indubbia opportunitĂ  di visibilitĂ  dal punto di vista turistico, un  momento  d’incontro  tra  spettacolo,  moda  e  cultura, durante il quale dare rilievo oltre alle bellezze italiane anche ad artigiani, aziende e giovani stilisti locali.   La finale che quest’anno avrĂ  come sfondo la cittĂ  di Napoli è organizzata da SM Promotion, agenzia napoletana con esperienza ultradecennale nell’organizzazione di eventi. Il Tennis Hotel di Agnano sarĂ  l’Head Quarter della finale nazionale 2015 di New Model Today. Sessanta bellezze provenienti da tutta Italia trasformeranno Napoli in capitale della moda e avranno modo prima di venerdì 4 settembre, giorno clou dell’evento quando sfileranno in una delle strutture piĂą belle e suggestive della cittĂ , Villa Domi, di visitare siti turistici e simboli della cultura con tappe anche in provincia (giovedì 3 settembre saranno a Sant’Anastasia, ospiti del London Park dopo un tour su un caratteristico bus inglese). La sera del 4 a Villa Domi, le aspiranti modelle calcheranno le passerelle  in costume da bagno e in t-shirt e short, ma soprattutto indosseranno le proposte degli stilisti dell’Accademia della Moda, con il supporto dei truccatori della scuola di estetica Liliana e i parrucchieri dell’accademia Kapera. La serata sarĂ  condotta dalla show girl napoletana Adriana Acanfora storica presentatrice della SM Promotion e dal poliedrico presentatore/imitatore e cabarettista  Enzo Costanza.   Nel corso della serata, interventi musicali del «cantattore» Carmine D’Orsi, vincitore dell’ultima edizione di «I raccomandati» ( Rai 1) e della giovanissima Annabella Iannaccone vincitrice sezione junior del Festival Nazionale Giovani Talenti targato Pmc Music Recording Studio che si tiene ogni anno a Sant’Anastasia con presidente di giuria la discografica e scopritrice di talenti Mara Maionchi.  La manifestazione è  patrocinata del Comune di Napoli. Tanti gli ospiti e le personalitĂ  attese, tra cui Gino Signore dell’omonima maison, Elena Perrella della maison Emilio Schubert, lo stilista Salvatore Pappacena vincitore del premio Fashion Paestum 2015, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. NovitĂ  di quest’anno è l’accordo con la New York Model Management, agenzia che segue il Victoria’Secret, dunque l’intero contest sarĂ  di fatto partner europeo della nota griffe di lingerie. Honorary President: Vittorio Zeviani President: Clay Calzolari International scouting East Europe: Mauro Palmentieri International scouting South Africa: Gianfranco Iobbi Organization Manager: Salvatore Manna TV Videodirector & Developement: Julio Lo Piccolo New Model Today General Headquarter Via Lorenteggio, 157 20146 Milano (Italy) www.newmodeltoday.com  

Omicidio dell’eroe ucraino, il vescovo agli assassini: se avete un po’ di umanitĂ  costituitevi

Accorato messaggio di monsignor Beniamino Depalma, responsabile della diocesi di Nola. Che ricorda la figura di Anatoliy Korol. E domenica messa a Castello di Cisterna. “Vi chiedo il coraggio di prendere atto del male che avete fatto e di assumervi tutta la responsabilitĂ  del gesto che avete compiuto: se recupererete questa coscienza dimostrerete che nel vostro cuore c’è ancora un seme di umanitĂ  “. Non è duro ma è accorato l’appello lanciato dal vescovo della diocesi di Nola, Beniamino Depalma, agli assassini di Anatoliy Korol, l’operaio ucraino ucciso sabato sera nel tentativo di sventare una rapina in un supermercato di Castello di Cisterna. Depalma fa ricorso a uno dei principi fondanti del cattolicesimo per una difficile mediazione persuasiva: il perdono divino in caso di pentimento. Ora ci si chiede se questo pentimento ci sarĂ  da parte dei due ragazzi, molto probabilmente proprio della zona di Castello di Cisterna, che hanno massacrato a colpi di postola e di coltello il 37enne immigrato padre di due bambine.  ” Dio – scrive Depalma nel suo messaggio –  ,autore della vita, chiederĂ  conto della morte di Anatolij come di quella di altri innocenti, chiederĂ  conto agli autori di questo gesto scellerato, gesto che insieme a tanti altri fino ad oggi commessi è causa dell’invivibilitĂ  di questo nostro territorio “. Il prelato invita tutti ” a raccogliere il testimone lasciato da Anatoliy “.  ” Non possiamo rassegnarci – avverte Depalma –  non possiamo lasciare che sia la logica del malaffare a guidare le nostre scelte: Anatoliy ha ricordato a noi tutti che il bene comune è tale perchĂ© la sua cura dipende da gesti di corresponsabilitĂ ! La storia umana di questa nostra terra non può essere scritta dalla mano armata di Caino: essa può essere scritta da mani libere e piene di umanitĂ ! “. Depalma terrĂ  domenica prossima, alle 19, nella chiesa di San Nicola di Bari, sulla centrale via Roma di Castello di Cisterna, la messa in ricordo dell’immigrato slavo che viveva da anni da queste parti inserendosi perfettamente, lui e tutta la sua famiglia, nel tessuto sociale della zona.               

Omicidio dell’immigrato eroe: trovato lo scooter della rapina

Il mezzo è stato rinvenuto nella vicina Brusciano.    L’indizio che fa pensare alla pista locale è spuntato nel pomeriggio di ieri, quando cioè i carabinieri hanno trovato lo scooter della rapina nel corso della quale è stato ucciso Anatoliy Korol. Il mezzo, un Honda Sh, è stato rinvenuto, bruciato, a Brusciano, paese attiguo a Castello di Cisterna, teatro della tragedia. Era stato rubato il 7 agosto scorso, a Pomigliano, cittadina anche questa confinante con Castello di Cisterna. Dunque, prende sempre piĂą corpo l’ipotesi che possano essere  della zona gli assassini del muratore ucraino, massacrato a colpi di pistola e di coltello mentre tentava di sventare una rapina nel supermercato Piccolo di via Selva. Anatoliy stava facendo la spesa nel negozio. Teneva la sua piccola di un anno e mezzo nel carrello. A ogni modo le forze dell’ordine sembrano ormai sulle tracce dei due criminali. Perquisizioni sono state effettuate nei rioni popolari dell’area.

Il Napoletano non è una lingua …

… o meglio lo è, perché tutte lo sono, ma al suo reale prestigio corrisponde solo il vanto e non la tutela e questo non può che nuocergli ed ovviamente nuocerci.

Quando ci s’innamora di una notizia e soprattutto quando questa viene recepita da un terreno giĂ  fertile, spesso la si accetta acriticamente come la “prova provata” di un pensiero da anni covato e mai apertamente espresso. Un tardivo risveglio identitario, figlio piĂą della crisi economica e conseguenzialmente dei valori unitari, che del reale amore per la propria terra, spesso martoriata dai suoi stessi figli, spinge molti verso un revival neoborbonico o ad esaltare tutto quanto sia preunitario, spesso dimenticando quanto truce e poco democratica fosse la vita durante l’ancien rĂ©gime.

Un qualcosa di molto simile sta accadendo anche per il Napoletano, da tempo relegato a dialetto, nel senso piĂą spregiativo del termine e che pare stia invece riscuotendo nuovo lustro ma solo tra le pagine di facebook. Purtroppo, anche in questo caso, piĂą che la realtĂ  dei fatti, vince l’emotivitĂ  se non il nostro provincialismo, succube di decenni di sudditanza culturale nei confronti di un Settentrione a sua volta supino allo stampo anglosassone.

Il Napoletano purtroppo non è una lingua perchĂ©, come diceva il mio prof di glottologia all’universitĂ , ha perso una guerra, e mi riferisco a quella contro i Savoia. A Napoli, con l’avvento del Regno d’Italia, è stata imposta una nuova lingua, quella cosiddetta Toscana, la lingua scelta dal vincitore e che, col passare del tempo, si è sempre piĂą diffusa influenzando notevolmente il Napoletano. Non ultimi i mezzi di comunicazione di massa, prima con uno stampo romanesco poi sempre piĂą meneghino, hanno vinto lĂ  dove la scuola pubblica non era riuscita ad arrivare, annullando definitivamente ciò che di originale potesse avere ancora la lingua di Masaniello.

Il Napoletano non è disgraziatamente lingua perchĂ© nessun nativo la sa scrivere in modo unanimemente riconosciuto, nĂ© è capace di produrre documenti ufficiali in quest’idioma e, tranne in sporadici casi (ad es. il Monitore Napolitano, 1799), lo stesso accadeva anche in passato quando si prediligeva il latino o talune lingue straniere per gli atti ufficiali. Ovviamente c’è una vasta e importante letteratura che arriva fino ai giorni nostri ma siamo ben lungi da poterla insegnare nelle scuole o nelle universitĂ  come accade ad esempio col ValenciĂ  in Spagna, dialetto del Catalano ma dall’equivalente prestigio locale; questo accade perchĂ© non c’è una grammatica condivisa o conosciuta ai piĂą e senz’altro oggi, per strada non si parla il Napoletano del Cortese e del Basile ma purtroppo neanche quello di Eduardo e Totò.

Non è poi vero che l’UNESCO abbia ufficializzato il Napoletano come suo patrimonio ma è forse vero che sia stato inserito in una lista di lingue in pericolo, accomunandolo ad altre lingue meridionali e italiane e senza premiarlo con blasoni di presunta superioritĂ , in altre parole, come spesso accade nella rete è questa un’altra bufala o mezza veritĂ  spacciata per verbo assoluto e gioia per chi lucra con i banner pubblicitari. Sottolineo poi che la differenza tra lingua e dialetto è una distinzione meramente istituzionale e non scientificamente probabile (esistono tentativi non concordi a riguardo come ad esempio la vicinanza geografica al punto di irradiazione della lingua madre latina o l’isolamento linguistico ma la tesi predominante resta quella socio/politica).

Con questo voglio dire che, da napoletano, soffro per la mancanza di una lingua vera e propria da poter utilizzare come mia. Soffro perchĂ© nella sua entusiasmante eterogeneitĂ  e duttilitĂ  risulta talvolta incomprensibile come quando si mettono a confronto un puteolano e un vomerese o chi vive nell’entroterra partenopeo e uno del Vesuviano o della Penisola. Una lingua che ha, e per certi versi continua ad avere, una sua illustre storia ma da qui a definirla tale, alla stregua dell’Italiano o del Catalano o di altre lingue vive romanze universalmente accettate e comprese, mi sembra esagerato per la realtĂ  dei fatti, e ipocrita per l’artificiositĂ  degli intenti, così come pretestuosamente provò a fare la giunta Bassolino nel 2008, cercando di elevare il Napoletano a rango di lingua e per decreto, ma senza riuscirci o spendere un euro per diffonderne lo studio e la corretta diffusione.

Inutile sostenere che le sua flessibilitĂ  possa essere la sua ricchezza perchĂ©, se è vero che tutte le lingue accettano calchi, prestiti e barbarismi vari e che questo non debba per forza essere un danno ma un esempio di vivacitĂ  linguistica, è anche vero che molte di queste hanno basi solide e mura forti per difendersi e per non perdere definitivamente la propria natura e originalitĂ , in pratica, per non diventare un’altra cosa.

Scisciano, ”Ritratti donati”: arte fotografica e denuncia ambientale nella Terra dei Fuochi

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Dal 4 al 6 settembre nella chiesa di San Giovanni Battista, a piazza XX Settembre, si terrĂ  il progetto di Sofia dell’Aversano Orabona, fotografa professionista. La Terra dei Fuochi, una lingua di terra di 20 chilometri di lunghezza per 20 di altezza tra Napoli e Caserta, che comprende un territorio di 1076 km quadrati nel quale sono situati 57 comuni, dove risiedono circa 2 milioni e mezzo di abitanti, diventata tristemente famosa a livello mediatico a causa della presenza di rifiuti tossici e numerosi roghi di rifiuti, che tanti danni provocano e hanno provocato alla salute dei suoi abitanti. A Scisciano, nei primi giorni di settembre, chiesa San Giovanni Battista, nella centralissima piazza XX Settembre, a partire da venerdì 4, passando per sabato 5, fino a domenica 6 settembre 2015 con inizio alle ore 20.30, prende forma “Ritratti donati”, un interessante e originale progetto ideato dalla fotografa professionista Sofia dell’ Aversano Orabona, che vuole essere un cammino di forte denuncia dell’attuale e ancora gravissimo stato di inquinamento in cui versa appunto quella lingua di terra della Regione Campania tristemente famosa come “Terra dei Fuochi”. L’iniziativa della serata si concretizza, dunque, attraverso un progetto fotografico che si propone di catturare i volti delle persone (abitanti della Terra dei Fuochi), desiderose di sottoporsi all’originale “esperimento artistico”, lasciando deformare appunto la propria immagine attraverso l’effetto fotografico del cosiddetto “fisheye”, eseguito durante la serata dallo staff dei professionisti presenti, organizzatori del progetto. ” E’ questa una iniziativa – ci spiega la fotografa Sofia dell’ Aversano Orabona – concepita e portata avanti insieme a Anna Teresa Alfieri e Giuseppe Mastroianni, con la preziosa collaborazione di EUnity ( Organizzazione non governativa, progetto europeo finalizzato alla promozione e alla diffusione dell’arte e della cultura) che ha come fine ultimo quello di sensibilizzare tutti noi, uomini e donne, abitanti della Terra dei Fuochi, sui terribili danni provocati alla salute e all’ambiente dai roghi e dai rifiuti tossici, attraverso un connubio, forse insolito, ma molto significativo ed efficace, tra arte fotografica e ambiente.

Petizione in favore della famiglia di Anatoly Korov

In memoria del muratore ucraino, vittima della sparatoria avvenuta al supermercato Piccolo a Castello di Cisterna, la proposta di Severino Nappi (NCD) e dell’associazione “Insieme” a sostegno della famiglia dell’eroe 38enne. “A Castello di Cisterna, un piccolo paesino della Provincia di Napoli, un uomo entra in un supermercato con la sua bambina, vede che è in corso una rapina e, dopo aver messo al sicuro la piccola, interviene per sventarla.  I due criminali non esitano a sparargli e lo uccidono. Uno straordinario gesto di coraggio e di senso civico, da parte di un inerme muratore. Quanti lo avrebbero fatto al suo posto? In tanti la paura avrebbe preso il sopravvento e forse ancor di piĂą un altro sentimento: l’indifferenza. Il solito “Chi me lo fa fare?” Invece questo giovane eroe, tanto coraggioso quanto sfortunato, ha scelto di reagire alla violenza e si è lanciato a difesa di un negoziante che probabilmente neppure conosceva. Non lo ha fatto per il negoziante, ma ha fatto molto di piĂą: lo ha fatto per noi. Il suo coraggio e’ un grido: non si ruba, non si uccide, non si sfruttano gli altri. Ha gridato, a nome di tutti quelli che stanno zitti, che siamo stufi e che vogliamo poter vivere serenamente e senza paura. E’ caduto, per tutti noi. Ora, invece di parole –  i soliti paroloni da parte dei soliti professionisti del dolore, ovviamente altrui – credo sia giusto rispondere coi fatti, sostenendo la sua famiglia, concretamente. Un’ultima cosa: Anatoly Korov era un muratore ucraino di 38 anni, venuto qui a lavorare onestamente con la moglie e i suoi tre figli, piccoli. Tre orfani cui resta un grande esempio. Sta a noi tenere accesa la luce su questa storia e farla diventare patrimonio del nostro Paese. Quando si parla di immigrazione, si parla anche di questo. Non dimentichiamolo. Apro una sottoscrizione: “In memoria di Anatoly”. Chi vuole può effettuare un bonifico sul c/c n. 103052810, intestato all’Associazione senza scopo di lucro “Insieme”, presso Unicredit SpA – Agenzia Napoli Piazza Bovio, 22 (codice Iban: IT56E0200803475000103052810) oppure inviare un vaglia postale a questo indirizzo: Associazione Insieme – Via Calata San Marco, 13 – 80133 – Napoli, con la seguente causale: “In memoria di Anatoly”.  

Castelcisterna, omicidio dell’immigrato eroe: individuati gli assassini. Sono della zona.

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Si stringe il cerchio dei carabinieri attorno all’ambiente in cui gravitano i rapinatori che ieri sera hanno ucciso Anatoliy Korol. I militari per tutta la notte hanno esercitato una serie di pressioni nell’area del rione della ricostruzione di Castello di Cisterna. Perquisizioni e interrogatori improvvisi messi a segno dai militari nell’alveare super popolare che si trova proprio lì, a pochi passi dal supermercato Piccolo, dove ieri sera due rapinatori hanno massacrato a colpi di pistola e di coltello Anatoliy Korol, il muratore ucraino, 37 anni, che ha perso la vita nel tentativo di sventare la rapina nel market, mentre faceva la spesa, sotto gli occhi atterriti della figlioletta di un anno e mezzo. I delinquenti spietati hanno agito travisati di tutto punto: caschi integrali, mascherine al volto. Anche tute scure e lunghe, nonostante il caldo, evidentemente per nascondere eventuali tatuaggi. Proprio queste precauzioni prese dai criminali hanno insospettito gli investigatori, che ormai sono convinti di aver imboccato la pista giusta, quella che porta dritta ai ghetti della zona, i ghetti dello spaccio e della disperazione quotidiana. I due rapinatori si sarebbero infatti coperti fino a quel punto evidentemente per essere piĂą che sicuri di non essere riconosciuti da nessuno del posto. Forse Anatoliy li aveva riconosciuti quando ha avuto la colluttazione con loro. Forse l’immigrato ha pagato per questo con il prezzo piĂą alto, la sua vita. Ieri intanto la moglie Nadia, distrutta dal dolore, si è sentita male quando è andata a dare l’estremo saluto alla salma del marito, chiusa nell’obitorio di Napoli per l’autopsia. E il sindaco di Castello di Cisterna, Clemente Sorrentino, ha confermato: in paese sarĂ  effettuato il lutto cittadino non appena il corpo di Anataoliy tornerĂ  per i funerali. Contemporaneamente è scattata la catena della solidarietĂ . I cisternesi si stanno stringendo attorno alla famiglia Korol, che oltre al suo amore ha perso il suo motore di sostentamento quotidiano. Anatoliy lascia due figlie, la bimba di un anno e mezzo e la primogenita di 15 anni.   Â