Secondo quanto rivela la Cgia gli investimenti diretti esteri in Italia sarebbero aumentati nel 2014 di 9,5 miliardi rispetto all’anno precedente. Nessun altro paese, si evidenzia nel report, ha conseguito un risultato migliore del nostro.
”Nel 2014 gli Ide (investimenti diretti esteri) in entrata nel nostro Paese ammontavano a 281,3 miliardi di euro. Rispetto al 2013, sono aumentati di 9,5 miliardi, pari ad un incremento percentuale di 3,5 punti. Nessun altro Paese ha conseguito uno ‘score’ migliore del nostro. Tra tutti quelli dell’Area euro solo l’Italia, la Slovenia (+3,5 per cento) e la Finlandia (+2,2 per cento) hanno conseguito un risultato positivo rispetto l’anno precedente”. L’elaborazione è stata presentata ieri dall’Ufficio studi della Cgia su dati dell’Unctad – Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo.
”Sebbene i dati relativi al flusso in entrata presentino un segno positivo, la situazione dello stock degli Ide in percentuale al Pil italiano rimane allarmante. Con un misero 17,4 per cento, anche nel 2014, così come è avvenuto dall’inizio della crisi, ci troviamo in coda alla graduatoria europea. Solo la Grecia registra una situazione peggiore della nostra (8,5 per cento)”, continua la Cgia.
Tra le ragioni che ”allontanano” gli investitori stranieri dal nostro Paese, sottolinea la Cgia, “l’eccessivo peso delle tasse, le difficoltà legate ad una burocrazia arcaica e farraginosa, la proverbiale lentezza della nostra giustizia civile, lo spaventoso ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali, il deficit infrastrutturale e il basso livello di sicurezza presente in alcune aree del Paese – sottolinea Paolo Zabeo della Cgia – da sempre scoraggiano gli investitori stranieri a venire in Italia. Se queste sono le ragioni che rendono il nostro Paese poco attrattivo, pensate in che condizioni operano gli imprenditori italiani che nonostante ciò continuano a credere nelle proprie attività, ad investire nel futuro e a dare lavoro a milioni e milioni di italiani”.
Il buon risultato ottenuto nel 2014, continua Zabeo, ”è stato conseguito in massima parte grazie all’acquisizione, da parte dei grandi gruppi finanziari stranieri, di pezzi importanti del nostro made in Italy. Nel settore della moda, dei servizi, delle comunicazioni e dei trasporti, molti marchi storici sono finiti sotto il controllo degli investitori stranieri. Se queste acquisizioni non daranno luogo a una fuga all’estero delle attività progettuali e produttive di questi nostri brand, tutto ciò va salutato positivamente. Purtroppo, l’internazionalizzazione dell’economia che stiamo vivendo da almeno 20 anni si manifesta e prende sempre più forma anche in questo modo”.
”Nel 2014 i principali Paesi di provenienza dei flussi in entrata nel nostro sono stati il Lussemburgo (39 per cento del totale), la Francia (20,8 per cento del totale) e il Belgio (12,4 per cento del totale). E’ chiaro che gli investitori lussemburghesi sono riconducibili alle multinazionali con sede nel Granducato che da tempo beneficiano della fiscalità di vantaggio concessa alle imprese da questo paese”, continua la Cgia.
”A livello territoriale – conclude la Cgia – è il Nordovest l’area che riceve il più alto numero di investimenti. Nel 2013, ultimo anno in cui i dati sono disponibili per ripartizione geografica, il vecchio triangolo industriale ha ‘attratto’ il 65 per cento circa degli investimenti totali. Seguono il Centro (18,5 per cento), il Nordest (13,8) e il Sud (2 per cento)”.
La tragedia ieri sera, a Castello di Cisterna, hinterland napoletano. Il sindaco Sorrentino: “Sarà lutto cittadino”.
Forse l’immagine più raggelante è stata quando la moglie Nadia, disperata, in lacrime, ha abbracciato per strada il colonnello Luca Corbellotti, il comandante del gruppo carabinieri che proprio a Castello di Cisterna ha la sua base. Pochi minuti prima la mortuaria aveva trasportato il corpo senza vita del marito di Nadia, Anatoliy, all’obitorio del policlinico, per l’autopsia. Già perchè Anatoliy Korol, 37 anni, muratore ucraino tutto famiglia e lavoro, è morto da eroe, intorno alle otto di ieri sera, davanti agli occhi della figlioletta di un anno e mezzo, mentre tentava di sventare una rapina nel supermercato in cui stava facendo la spesa. Qui due rapinatori lo hanno scannato senza pietà, a colpi di pistola e a coltellate, a pochi centimetri dalla sua bimba, rimasta seduta nel carrello a osservare la scena più mostruosa che possa capitare nella vita di uno scricciolo come lei: l’esecuzione del papà. Un’esecuzione nemmeno tanto rapida, avvenuta nel corso di una drammatica colluttazione. Anatoliy infatti si era subito accorto che i due tizi penetrati nel supermercato della catena locale Piccolo erano dei rapinatori. Travisati da caschi, vestiti con abiti scuri e armati di pistola e coltello i criminali si sono subito avventati sui cassieri, durante l’orario di chiusura. I delinquenti erano arrivati lì a bordo di uno scooter, in via Selva, un budello molto popolato che collega la strada principale del paese agli svincoli della superstrada che porta ai quartieri della periferia orientale di Napoli. La loro azione è stata repentina, come sempre in questi casi. Ma più repentina, anzi, istintiva, è stata la reazione di Anatoliy, che incurante del pericolo ha provato a bloccare il rapinatore più vicino alle casse. Rapinatore che però ha subito risposto sparandogli a bruciapelo un paio di colpi. A quel punto la scena ha assunto i caratteri strazianti dell’estremo sacrificio. Raggiunto al corpo dai proiettili l’immigrato ha infatti deciso di continuare a lottare lo stesso. Allora il complice dello sparatore ha afferrato il muratore ucraino alle spalle, lo ha bloccato con un braccio stretto intorno al collo e gli ha inferto un paio di fendenti tra collo e testa. Per il cliente eroe del supermercato non c’è stato più niente da fare. E’ stramazzato al suolo. Qualche istante dopo i rapinatori sono riusciti a fuggire. Ma ora sono braccati. Hanno il fiato sul collo delle forze dell’ordine di tutta Napoli e provincia. Intanto per buona parte della notte il sindaco di Castello di Cisterna, Clemente Sorrentino, e l’assistente sociale del comune sono rimasti in casa Korol a fare un po’di compagnia alla signora Nadia e alle due figlie, la bimba di un anno e mezzo e la primogenita, di 15 anni. Con loro c’era anche il proprietario della catena di supermercati, Piccolo, imprenditore della vicina Sant’Anastasia. Una famiglia, i Korol, tutta dedita al lavoro e perfettamente inserita nel tessuto sociale della zona. Abitano in un modesto appartamento del centro del paese, vicino al panificio. Anatolij faceva il muratore presso una nota impresa edile del posto mentre la moglie svolge servizi di pulizia a pochi passi, a Pomigliano. “Stiamo facendo tutto il possibile per questi cittadini esemplari”, racconta, sguardo e tono della voce molto scossi, il sindaco Clemente Sorrentino . Che anticipa: ” Nonappena ci restituiranno la salma di Anatoliy, gran lavoratore, peraltro munito di regolare permesso di soggiorno, proclameremo il lutto cittadino”. Probabilmente la salma del lavoratore extracomunitario, dell’operaio eroe , tornerà a Cisterna domani, lunedi, da dove poi ripartirà per l’estremo saluto dei suoi cari, in Ucraina.
(Fonte foto: Rete internet)
La voce del tenore ottavianese, che è un grande ammiratore di Alfredo Kraus, ha potenza, colore e duttilità: è una voce “rotonda”, in cui ci sono i segni dello stile vesuviano. L’importanza culturale dell’educazione musicale.
Nel gennaio del 1995 il grande tenore spagnolo Alfredo Kraus, quasi settantenne, interpretò a Parma, sotto la direzione di Daniel Oren, la parte del protagonista nel Werther di Massenet. Così scrisse sul “Corriere della Sera” (21 gennaio’95) Francesco Colombo: “Attraverso la voce Alfredo Kraus ha scritto un saggio straordinario sul Decadentismo europeo: al ruolo di Werther ha legato tutti gli smarrimenti della coscienza, il dissolversi delle percezioni in uno stato onirico, l’angoscia dell’uomo perduto in una realtà indecifrabile, l’imminenza della notte.”. Straordinaria, in questo passo, è l’immagine della voce che “scrive un saggio”. Di Alfredo Kraus è grande ammiratore il tenore ottavianese Aniello Sepe, la cui voce, vigorosa e nello stesso tempo morbida e duttile, è capace di ispirare a chi ascolta una suggestione icastica : evoca e fa vedere, per così dire, ciò che il canto racconta: azioni, personaggi, luoghi. E’ una voce che disegna e dipinge. Aniello Sepe dice che la sua carriera ha avuto, fin dal primo momento, il sostegno totale della famiglia – anche suo zio Angelo Sepe è stato un cantante lirico -, e indica come suo modello Alfredo Kraus non solo “per la cristallina e limpida voce, per la dolcezza e la grande musicalità nel porgere il suono”, ma anche perché è stato un “valente insegnante di canto”. Il tenore ottavianese ritiene che, anche nel canto, le doti naturali siano destinate a esaurirsi nella sterilità che non dà frutti, se la Scuola non le educa.
Sepe non ama parlare di sé: fa un eccezione solo quando gli chiedo dei suoi Maestri: “Nel 2008 mi sono laureato in canto lirico al conservatorio napoletano di San Pietro a Maiella sotto la guida del Maestro Raffaele Passaro.” Aggiungo io che laurea è stata conseguita con il massimo dei voti, e che la carriera artistica del nostro tenore inizia proprio nel segno di Kraus: egli interpreta infatti un ruolo in cui il tenore spagnolo diede memorabili lezioni di canto, quello di Alfredo nella “Traviata”. La carriera di Aniello Sepe è una preziosa collana in cui sono incastonate perle luminose. Nel 2008, dopo rigorosa selezione, l’Università Parthenope di Napoli gli assegna l’incarico di allestire una serie di concerti lirici: memorabile quello che si tiene al Museo “Madre” di Napoli. Nel 2010 Aniello Sepe si classifica al primo posto nel 15° Concorso Nazionale Flegreo di canto lirico e, unico rappresentante del Sud, viene invitato come tenore solista per il concerto di beneficenza per l’ “AIDO” che si tiene al Municipale di Piacenza: è un grande successo di pubblico e di critica. Nel marzo del 2015, quando papa Francesco visita la Basilica di Pompei, il tenore si esibisce come corista su invito del direttore del coro del Santuario. Innumerevoli, e tutti seguiti da un pubblico folto e entusiasta, sono i concerti lirici che Aniello Sepe tiene come tenore solista: trionfali quelli di Praiano, di Sorrento, di Ravello, di Pompei.
La vocazione e l’impegno del tenore ottavianese hanno salde radici nel territorio. La modestia, la disponibilità e l’amore per il canto non gli permettono di negarsi al pubblico vasto degli ammiratori, agli inviti incalzanti delle Amministrazioni Comunali, delle associazioni culturali. “Un artista – egli spiega – ha anche il compito di “educare” il suo pubblico, soprattutto se l’arte è quella, affascinante e difficile, del canto lirico. Avere un pubblico “educato” musicalmente è indispensabile non solo per la promozione dei valori culturali, ma anche per garantire la continuità della nostra arte.”. E’ una riflessione importante, questa di Aniello Sepe. “Il territorio vesuviano – egli dice – ha una straordinaria tradizione di competenza e di passione per la musica lirica, alimentata fino a pochi anni fa da un gran numero di Maestri e di professori d’orchestra e di bande musicali. Passione e interesse vanno scemando, e la crisi non si arresta.”. Nel 2011 il tenore venne incaricato dall’ Amministrazione Comunale di Ottaviano di preparare e di realizzare un progetto di canto corale destinato ai giovani: dopo poco tempo, proprio quando si incominciavano a delineare i primi risultati positivi, l’iniziativa si spense. La personalità culturale del nostro concittadino sta tutta nell’ amarezza con cui dice di aver incontrato nel territorio giovani promettenti, che però non sono riusciti a emergere perché non hanno avuto il sostegno ora della famiglia, ora delle istituzioni. L’educazione musicale è l’obiettivo primo di Aniello Sepe: del tenore che si esibisce in raffinati concerti, del docente di musica nelle Scuole Medie, dell’infaticabile e entusiasta promotore di progetti connessi alla disciplina. “La musica e il canto – ricorda Sepe – danno una ricchezza spirituale che non deve essere negata a nessuno.” Probabilmente saremmo un popolo migliore – pensava Ennio Flaiano – se arte e musica fossero discipline obbligatorie in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Aniello Sepe però non ha perso tutte le speranze: mi dice che ci sono ancora Scuole e Associazioni che investono energia, intelligenza e le magre risorse di bilancio in importanti iniziative per la promozione della cultura musicale.
Aniello Sepe è un’ “eccellenza” vesuviana. L’aggettivo non è riduttivo: lo uso per definire, in sintesi, le qualità di una voce che è luminosa per virtù di natura e per il rigore dell’esercizio, in cui ci sono la tradizione della scuola e l’originalità di chi ama l’arte e ne approfondisce senza requie i valori: una voce purissima, in cui, se sai ascoltare, trovi il “segno” inconfondibile della civiltà vesuviana: l’entusiasmo dei cieli azzurri, la malinconia della notte serena, l’eleganza suprema dello stile.
Gli attivisti sociali Cannavacciuolo e Montesarchio firmano un esposto nel comando della polizia municipale.Continua a sollevare polemiche e a moltiplicare denunce il recente rinvenimento nel grande cantiere della variante orientale di una maxi discarica di rifiuti occultati nel sottosuolo. Un’amara scoperta verificata dai tecnici dell’Arpac accorsi sul posto. Ieri intanto gli attivisti sociali Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio hanno fatto scrivere e firmato presso il comando cittadino della polizia municipale una dettagliata denuncia attraverso cui avanzano un sostanziale sospetto e cioè che a livello istituzionale sarebbero state consumate – questa la loro accusa – gravi omissioni circa lo stato di salute del tracciato su cui sono iniziati i lavori di realizzazione, finanziati dall’Unione Europea, della strada, lunga tre chilometri, che dovrà attraversare l’abitato e la fertile campagna che si trova attorno al lato est della cintura urbana di Acerra. Nella denuncia si chiede quale tipo di controlli abbiano effettuato nel tempo i tecnici comunali e, in particolare, se esista una preliminare relazione geologica, con i relativi carotaggi, del tracciato su cui l’appalto intende far scorrere la nuova arteria e se lo stesso appalto sia conforme alla legge. Ma Cannavacciuolo e Montesarchio alzano il tiro della polemica tirando in ballo il ruolo esercitato nella vicenda dall’amministrazione guidata dal sindaco Raffaele Lettieri. I due scrivono infatti che l’attuale esecutivo avrebbe dirottato, con la delibera 41 del 2013, i fondi destinati alla bonifica del tratto di strada della variante orientale verso la realizzazione di un parco pubblico al posto dello stadio comunale. Per avvalorare quest’accusa i denuncianti hanno citato un’altra delibera, stavolta della precedente amministrazione guidata dall’ex sindaco Pd Tommaso Esposito, la numero 17 del 2009, delibera con cui venivano destinati dei fondi per la bonifica preliminare dell’area su cui, nel giugno scorso, sono poi iniziati i lavori.
Acerra, la denuncia di Cannvacciuolo e Montesarchio
Un milione di turisti in più rispetto al 2014. Lo sostiene la Federalberghi, secondo cui chi sceglie di partire a settembre approfitterà di tariffe più vantaggiose, con un minore affollamento rispetto ad agosto.Sono poco più di 4 milioni gli italiani pronti ad andare in vacanza a settembre, in crescita rispetto ai circa 3 milioni dello stesso mese dell’anno scorso. Lo sostiene la Federalberghi, secondo cui chi sceglie di partire a settembre approfitterà di tariffe più vantaggiose, con un minore affollamento rispetto ad agosto. Una crescita che “la dice lunga sull’andamento positivo di un’estate che sembra aver rivisto il settore quale principale traino dell’economia nazionale”.“I cambiamenti culturali ed economici – sottolinea il presidente Bernabò Bocca – hanno modificato il modo di fare vacanza anche per gli italiani. La durata della vacanza principale si accorcia e a essa si aggiungono vacanze più brevi e weekend nel corso dell’anno”. Inoltre, “anche se agosto rimane il mese preferito dagli italiani, c’è una crescita dell’attenzione verso altri periodi dell’anno”.Ogni anno a settembre l’Istat “rileva più di 40 milioni di notti dormite negli esercizi ricettivi italiani (28 milioni negli alberghi), di cui 24 milioni riferiti a turisti stranieri (16 milioni negli alberghi) e 16 milioni agli italiani (12 milioni negli alberghi”. E gli hotel “ospitano annualmente il 68% dei pernottamenti negli esercizi ricettivi, seguiti dai campeggi (16%), dagli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale (9%), dagli agriturismo (3%) e dai bed and breakfast (1%)”.
Fonte foto: rete internet
Saraghi immangiabili, crolla il prezzo del pesce più famoso della cucina napoletana. Carni dure e stoppose, colpa di un’alga che distrugge i grassi
È il Re del Golfo di Napoli, indiscusso e pregiato protagonista della cucina napoletana. Ma da qualche tempo le sue carni sono diventate immangiabili. Appena cotto, infatti, il sarago maggiore (Diplodus sargus sargus) diventa stopposo, “di cartone”. Un problema già noto, ma anche raro. Negli ultimi tempi però i pescatori hanno segnalato l’inquietante aumento di casi: se prima un sarago su dieci era immangiabile, oggi siamo a 7 su dieci. Il 70% del pescato. La colpa? Non dipende né dall’innalzamento della temperatura, né dall’inquinamento. Non è neanche una mutazione genetica. Tutta colpa di un’alga: la Caulerpa cylindracea.
Secondo lo studio condotto dall’Università del Salento nelle acque napoletane, il sarago sarebbe ghiotto di quest’alga, quasi dipendente. “Quando il sarago mangia la Caulerpa, i composti in essa contenuti si accumulano nei tessuti del pesce e abbattono il contenuto di acidi grassi, ovvero i famosi Omega 3” spiega Antonio Terlizzi, a capo del team che ha condotto lo studio grazie ai finanziamenti del Ministero nell’ambito dei progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN). Nel momento in cui il pesce viene cotto, quindi, la sua carne risulta stopposa perché troppo magra, senza più gli Omega 3 che la rendevano così morbida e saporita. Il sarago infatti è un pesce stanziale dei nostri mari costieri, trascorre tutta la vita dov’è nato, e pertanto è uno dei primi a risentire dei cambiamenti nell’alimentazione.
La Caulerpa non è un alga nostrana. Proviene dai mari australiani, probabilmente trasportata dalle acque di zavorra delle navi, ed è invasiva. Oggi ha conquistato il Mediterraneo e le coste italiane, comprese Punta Campanella e Capo Miseno dove sta creando scompiglio. E così nei ristoranti di Mergellina, Sorrento, Ischia, Procida e Pozzuoli il sarago maggiore è ormai introvabile. Il prezzo? Dimezzato: da 30 a 15 euro. I pescatori lo evitano, gli chef non lo cucinano, e lo sostituiscono con il sarago fasciato di Terracina (Diplodus vulgaris).
Ma potrebbe esserci anche un lato positivo in tutta questa storia: la ricerca salentina, in collaborazione con il CNR di Pozzuoli e il Politecnico di Ancona, va avanti per capire se l’alga, oltre a danneggiare la qualità della carne del sarago, possa essere utile all’uomo. Come? Abbassando il colesterolo, visto l’effetto che ha sui pesci.
A provocare le fiamme divampate in via Arena la sera dello scorso 26 agosto sarebbero stati 4 ragazzini di età compresa tra i 9 e i 13 anni. I responsabili non sono imputabili. Attivati, tuttavia, i servizi sociali.
Individuati i responsabili dell’incendio divampato la sera del 26 agosto in via Arena, ad Afragola. Ad appiccare il fuoco su un vasto cumulo di sterpaglie e rifiuti solidi urbani sarebbero stati 4 minori di età compresa tra i 9 e i 13 anni, tutti di Afragola. Due fratellini di 12 e 10 anni ed altri due ragazzini, amici dei primi, di soli 9 e 13 anni.
Per spegnere le fiamme e scongiurare il sicuro propagarsi del rogo che aveva già assunto proporzioni preoccupanti (un fronte di 200 metri che avanzava velocemente)i militari sono stati costretti a far intervenire i Vigili del Fuoco di Napoli.
Nei filmati estratti da un sistema di videosorveglianza i carabinieri hanno individuato i responsabili mentre a bordo di un calesse trainato da un pony (è proprio grazie all’animale che si è giunti alla rapida identificazione) appiccavano il fuoco con un accendino alle sterpaglie adiacenti la strada per puro divertimento, come da loro stessa ammissione.
Tutti sono non imputabili e il loro comportamento è stato segnalato al Tribunale per i minorenni. Attivati anche i servizi sociali.
Lo scorso mercoledì in Piazza XI Settembre c’è stata la cerimonia inaugurale della Festa e la Celebrazione Eucaristica con i concelebranti, Parroco Don Salvatore Purcaro, S. E. Mons. Luigi Travaglino ed il Vescovo di Nola S. E. Beniamino Depalma.
E’ iniziata la 140esima Festa dei Gigli di Brusciano in onore di Sant’Antonio di Padova. Mercoledì in Piazza XI Settembre c’è stata la Celebrazione Eucaristica con i concelebranti, Parroco Don Salvatore Purcaro, S. E. Mons. Luigi Travaglino ed il Vescovo di Nola S. E. Beniamino Depalma.
Nella sua intensa omelia, toccando il tema della crisi economica e dell’usura, Mons. Depalma ha sottolineato “il messaggio che Sant’Antonio ha gridato nel 1200: Salvare l’uomo, la sua dignità e la sua grandezza perché l’uomo è la più grande ricchezza che Dio ha messo su questa Terra, Se scompare l’uomo scompare il Creato, il mondo, tutto. Nulla ha più senso perché l’uomo dà senso alla storia e al Creato. Chi tocca, umilia e distrugge l’uomo, tocca, umilia e distrugge Dio. L’uomo vale più delle ricchezze, dei poteri, dell’economia e dei soldi. Un valore non ideologico, perché l’uomo è amato da Dio”.
Il Sindaco, avvocato Giosy Romano, a fine processione, sul sagrato della storica Chiesa S. Maria delle Grazie, nel suo indirizzo augurale ha espresso la sua soddisfazione “con il cuore gonfio di gioia e di speranza per la presenza del nostro pastore, il Vescovo Beniamino Depalma che ci ha consegnato frasi che dobbiamo tenere sempre a mente. Non dobbiamo innalzare muri ma costruire ponti. Io, l’Amministrazione comunale, l’Ente Festa, i collaboratori, con Don Salvatore cerchiamo di costruire un ponte per questa città per il futuro. Non vogliamo alzare un muro che si fermi alle nostre tradizioni a quando quelle tradizioni erano ancorate a tempi diversi. Noi siamo i curatori per la costruzione di questo ponte e siano le nostre menti, le nostre capacità pratiche ed il lavoro quotidiano a permetterci di costruire un futuro e far conoscere Brusciano come un esempio sul territorio. Ci proviamo costantemente, ma da soli non ce la possiamo fare. Don Salvatore ha invocato l’aiuto del nostro Vescovo, ora –ha concluso il Primo Cittadino, Giosy Romano rivolgendosi alla cittadinanza- sono io ad invocare il vostro aiuto, se tutti insieme lavoriamo in quella direzione faremo in modo che Brusciano diventi un’isola felice ed un esempio per gli altri paesi. Viva Brusciano, Viva Sant’Antonio”.
Presenti alla cerimonia inaugurale della 140esima Festa dei Gigli vi erano il Presidente del Consiglio Comunale, Luigi D’Amato con i Consiglieri Ilaria Di Maio Fabio Terracciano, Felice Castaldo e gli Assessori Comunali, Licia Mocerino e Angelo Di Palma, il Presidente dell’Ente Festa, avvocato Giuseppe Montanile con i componenti Andrea Sposito, Lorenzo Cerciello, Michele Ruggiero e Antonio Castaldo; il Maresciallo Marco Di Palo con un i Carabinieri di Brusciano, le Associazioni dei Gigli con le proprie bandiere, Croce P. V., Gioventù, Ortolano e Passo Veloce, il Comandante VV. UU. Antonio Di Maiolo con gli agenti P. M. in alta uniforme e Gonfalone comunale, gli operatori del Corpo Nazionale delle Guardie Ecologiche Volontari.
Giovedì mattina 27 agosto c’è stata la “Pedalata ecologica” promossa nella seconda edizione dall’operatore culturale Rocco Mocerino. In serata da Parco Sant’Antonio e lungo tutta Via Cucca fino al confine con Mariglianella si è svolta la spettacolare sfilata dei carri allegorici. Il Comitato Giglio Croce ha svolto il tema dei “Tormentoni” ed un omaggio al 100esimo Anniversario della Grande Guerra come progettato da Filippo Di Pietrantonio e realizzato da Raffaele Granato e compagni. Il Comitato Ortolano ha proposto un viaggio televisivo “Facendo Zapping” ideato da Pasquale Terracciano, Gerardo Di Palma e Pierino Sessa. Venerdì 28 agosto è stata la volta del Comitato Gioventù con “E’ uno spettacolo”, un omaggio al mondo del teatro progettato da Marco Micalessi e realizzato dai costruttori della Bottega Gioventù, mentre il Comitato Passo Veloce ha voluto rappresentare il “Mondo dei Puffi”.
Sempre venerdì, il finale straordinario è toccato agli sbandieratori e trombonieri di Cava De’ Tirreni, dei gruppi Senatore e Scacciavento, dentro lo scambio culturale con Brusciano che ha avuto la precedente Ballata del Giglio Bruscianese il 21 giugno a Cava presso il Santuario di San Francesco e Sant’Antonio di Padova che ha come Reattore Padre Luigi Petrone. Sabato 29 agosto l’esibizione delle fanfare itineranti per tutta Brusciano
Intanto in attesa della strabiliante Ballata dei Gigli di domenica 30 che godrà della diretta TV a cura di Capri Event, canale 271 e 618 del digitale terrestre dalle ore 19,00, si può curiosare sull’anteprima prodotta da Antonio Castaldo, Raffaele Ariola e Francesco Antonio Martignetti per l’Ambasciatore.it https://www.youtube.com/watch?v=w1iWB8Tm9zY . Lunedì 31 agosto le cover della Blu Band e i balli caraibici di Kikko De Sica a cura della Modern Dance di Clela Cortini e martedì 1° settembre concerto di Marco Masini. Le serate finali saranno presentate da Nunzia Maione e Roberto Esse.
Secondo quanto riportato dal mensile Poliziamoderna, dall’inizio dell’anno sarebbero 972 le vittime di incidenti stradali, con un picco registrato nel mese di luglio (+70%).
Gli incidenti mortali sono in notevole aumento sulle strade italiane, con un picco nello scorso mese di luglio, in particolare nella fascia oraria notturna. Lo riporta il mensile Poliziamoderna, realizzato in collaborazione con la Polizia stradale e basato sui dati rilevati da Polizia di Stato e Carabinieri. Le 972 vittime dei primi 7 mesi dell’anno (erano state 952 nell’analogo periodo del 2014) segnano un’inversione di tendenza rispetto a un trend di bilanci positivi che aveva caratterizzato oltre un decennio (2001-2013). Gli incidenti mortali sono passati dagli 879 del 2014 agli 897 dell’anno in corso. Nel mese di luglio poi sono aumentate del 70% le vittime tra i centauri, e dell’80% tra i pedoni.
Agli eccessi di velocità e ai conducenti irresponsabili, al volante dopo abusi di alcol e droghe, si aggiunge – secondo l’indagine della rivista – un ulteriore elemento di distrazione, quello legato alla tecnologia, che distoglie l’attenzione dalla guida per fare contemporaneamente anche altro: messaggiare, scrivere email e addirittura scattare selfie. Una ricerca dell’Istituto francese di statistica ha rilevato che la distrazione per ascolto telefonico durante la guida determina una riduzione dal 30 al 50% delle informazioni percepite dalla strada.
Stress e distrazione stanno creando soprattutto nei tratti urbani, i più colpiti dall’aumento dell’incidentalità, un deficit d’attenzione negli automobilisti che risulta letale: per brevi percorsi la cintura di sicurezza è spesso un optional, soprattutto nei sedili posteriori dove i passeggeri, contravvenendo all’obbligo, rischiano, in caso di urto, di essere catapultati fuori dall’auto e di venire travolti dai veicoli che sopraggiungono. Secondo una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero dei Trasporti solo il 63% dei conducenti indossa le cinture e uno sconfortante 10% di persone rispetta l’obbligo di indossarle nei posti posteriori. Il Servizio polizia stradale ha già iniziato ad adottare nuove strategie per la sicurezza, che prevedono controlli più stringenti e l’esigenza di maggiore manutenzione dei veicoli: anche a causa della crisi, il parco autovetture del nostro Paese sta infatti invecchiando. Verifiche sulle revisioni con particolare attenzione ai pullman che accompagnano le scolaresche sono comprese in queste misure ad hoc.
Giovedì 3 settembre le sessanta finaliste saranno a Sant’Anastasia, dopo un tour di Napoli nel caratteristico bus inglese, vanto del locale.
Sessanta splendide aspiranti modelle, a Napoli per le finali nazionali di New Model Today, il concorso che ha lanciato ai vertici dello star system celebrità come Charlize Teron, Lorena Forteza, Anna Falchi, Ester Canadas e molte altre, saranno a Sant’Anastasia giovedì prossimo, ospiti nella cornice del London Park dopo un tour dei siti di interesse storico e culturale della capitale partenopea proprio a bordo del caratteristico bus inglese del lounge bar -pub & beer, il double decker rosso made in Londra. Il giorno successivo, venerdì 4 settembre, nella suggestiva location di Villa Domi a Napoli, si sceglieranno le ragazze che prenderanno parte alla finale internazionale di Reggio Emilia in onda su Cbs Television. La cittadina vesuviana con il suo parco – pub in stile londinese è una delle tappe che l’organizzazione – l’evento è gestito dalla Bliss Top Communication fin dal 2009 – ha voluto per dare rilievo non solo alle bellezze italiane ma anche ad artigiani, aziende, come ai giovani stilisti dell’Accademia della Moda napoletana le cui creazioni saranno indossate dalle modelle a Villa Domi. Ma c’è anche un altro dettaglio che lega Sant’Anastasia alla finale del concorso internazionale edizione 2015: nella serata di venerdì a Napoli, presentata da Enzo Costanza e Adriana Acanfora, storico volto della SM promotion, sarà ospite tra gli altri la cantante Annabella Iannaccone, vincitrice della sezione junior del Festival Nazionale Giovani Talenti «Premio Città di Sant’Anastasia» con la direzione artistica della Pmc Music di Marianna Porritiello che sarà in giuria a Villa Domi. Ad accompagnare le modelle, di età compresa tra i 14 e i 22 anni, nella location vesuviana giovedì prossimo ci sarà Salvatore Manna, organization manager dell’evento che quest’anno è legato alla New York Model Management, agenzia che segue Victoria’s Secret, dunque l’intero contest sarà di fatto partner europeo della nota griffe di lingerie. Un’altra delle voci premiate dal festival nazionale che lo scorso luglio ha visto in giuria Mara Maionchi, la vincitrice Martina Barone, sarà ospite alle finali internazionali di Reggio Emilia che si chiuderanno giovedì 12 settembre.
Annabella Iannaccone, vincitrice della categoria junior del Festival Nazionale Giovani Talenti
Martina Barone, vincitrice del Festival Nazionale Giovani Talenti 2015 premiata da Sal Da Vinci
Una delle tappe di New Model Today (Cercola – Na – Villa Buonanno)
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