Caserta, confronto tra Asl e Aisla sulla Sla
L’incontro, tenutosi lo scorso 31 agosto ha avutolo scopo di individuare, tra le altre cose, unico centro decisionale al quale far capo per la presa in carico dei pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Il 31 agosto c. a. si è avuto il confronto tra l’ASL Caserta rappresentata dal Dott. Salvatore Moretta, delegato del Commissario Straordinario Dott. Gaetano Danzi, ed il Presidente dell’AISLA Caserta Antonio Tessitore.
L’incontro si è avuto grazie alla sensibilità del Commissario Straordinario dell’ASL Caserta Dott. Gaetano Danzi, che, nella prima decade di luglio c. a., aveva convocato la sezione AISLA Caserta al fine di definire un percorso per l’individuazione, fra le altre cose, di un unico centro decisionale al quale far capo per la presa in carico dei pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica. E’ volontà di tutti i soggetti interessati di definire, in tempi brevi, il protocollo di intesa che coinvolga tutti gli attori individuati dal Decreto 51/2015 della Regione Campania. Il prossimo incontro è programmato per venerdì p. v. nella sede centrale dell’ASL.
Napoli, a Ponticelli Emergency apre l’ambulatorio, davanti a un ospedale mai aperto. Cure gratis per immigrati e indigenti.
L’associazione umanitaria fondata dal medico Gino Strada inaugura in uno dei quartieri piĂą degradati d’Europa un impianto di assistenza sanitaria per i bisognosi. Â Â
Il sindaco Luigi De Magistris stamane ha partecipato all’inaugurazione di un impianto sanitario molto importante, sia sotto il profilo della mera assistenza, destinata gratuitamente a tutti, agli indigenti locali e agli immigrati, che sotto quello della riqualificazione di una zona che ha fame di riscatto. Il nuovo ambulatorio di Emergency è stato realizzato in alcuni locali abbandonati della villa comunale di Ponticelli, periferia orientale di Napoli, ed è stato “benedetto” da Cecilia Strada, figlia del grande medico italiano fondatore dell’associazione umanitaria nata per curare le vittime delle guerre nel mondo. Ma anche a Ponticelli si vive una guerra non dichiarata. E’ la guerra dei clan della droga che sparano e si ammazzano, la guerra quotidiana contro la disoccupazione, l’emarginazione, la fame sempre dietro l’angolo. Qui i medici dell’associazione umanitaria cureranno chi non ce la fa a pagarsi cure specialistiche troppo care e chi, come tanti immigrati, clandestini e non, non ha accesso alla sanitĂ pubblica. Una sanitĂ che proprio qui, a Ponticelli, mostra tutte le sue carenze. A pochi passi dall’ambulatorio realizzato in poco tempo da Emergency sorgono infatti le gigantesche strutture del nuovo Ospedale del Mare. Che però, dopo quindici anni, è ancora un cantiere chiuso e incompleto. Poco prima delle ultime elezioni regionali la ex giunta Caldoro si è affrettata a inaugurare un ambulatorio nei nuovi edifici, “dimenticandosi” però di tutto il resto: i 600 posti letto, i centri diagnostici, le sale operatorie. Tutto inesistente, chiuso, sanitĂ fantasma. Intanto moltissima gente ha bisogno urgente di cure da queste parti. E il primo laboratorio di Emergency sorto nella parte piĂą abbandonata e disperata di Napoli è il segnale che le cose si possono fare con la buona volontĂ e il disinteresse personale, a tutto vantaggio dell’interesse collettivo. Cifre e dati che lo provano: dall’aprile del 2006 Emergency ha reso operativo e gestisce il suo primo poliambulatorio italiano, a Palermo. Successivamente ha aperto strutture analoghe a Marghera, Polistena e, in Campania, a Castel Volturno. Sono inoltre presenti nel territorio italiano cinque ambulatori mobili, che lavorano principalmente nelle zone agricole dell’Italia del Sud per offrire assistenza ai migranti impiegati come stagionali nell’agricoltura.
Il sindaco Luigi De Magistris stamane ha partecipato all’inaugurazione di un impianto sanitario molto importante, sia sotto il profilo della mera assistenza, destinata gratuitamente a tutti, agli indigenti locali e agli immigrati, che sotto quello della riqualificazione di una zona che ha fame di riscatto. Il nuovo ambulatorio di Emergency è stato realizzato in alcuni locali abbandonati della villa comunale di Ponticelli, periferia orientale di Napoli, ed è stato “benedetto” da Cecilia Strada, figlia del grande medico italiano fondatore dell’associazione umanitaria nata per curare le vittime delle guerre nel mondo. Ma anche a Ponticelli si vive una guerra non dichiarata. E’ la guerra dei clan della droga che sparano e si ammazzano, la guerra quotidiana contro la disoccupazione, l’emarginazione, la fame sempre dietro l’angolo. Qui i medici dell’associazione umanitaria cureranno chi non ce la fa a pagarsi cure specialistiche troppo care e chi, come tanti immigrati, clandestini e non, non ha accesso alla sanitĂ pubblica. Una sanitĂ che proprio qui, a Ponticelli, mostra tutte le sue carenze. A pochi passi dall’ambulatorio realizzato in poco tempo da Emergency sorgono infatti le gigantesche strutture del nuovo Ospedale del Mare. Che però, dopo quindici anni, è ancora un cantiere chiuso e incompleto. Poco prima delle ultime elezioni regionali la ex giunta Caldoro si è affrettata a inaugurare un ambulatorio nei nuovi edifici, “dimenticandosi” però di tutto il resto: i 600 posti letto, i centri diagnostici, le sale operatorie. Tutto inesistente, chiuso, sanitĂ fantasma. Intanto moltissima gente ha bisogno urgente di cure da queste parti. E il primo laboratorio di Emergency sorto nella parte piĂą abbandonata e disperata di Napoli è il segnale che le cose si possono fare con la buona volontĂ e il disinteresse personale, a tutto vantaggio dell’interesse collettivo. Cifre e dati che lo provano: dall’aprile del 2006 Emergency ha reso operativo e gestisce il suo primo poliambulatorio italiano, a Palermo. Successivamente ha aperto strutture analoghe a Marghera, Polistena e, in Campania, a Castel Volturno. Sono inoltre presenti nel territorio italiano cinque ambulatori mobili, che lavorano principalmente nelle zone agricole dell’Italia del Sud per offrire assistenza ai migranti impiegati come stagionali nell’agricoltura. Somma Vesuviana: grande emozione per il saluto a Suor Ettorina
Ha trascorso ben trent’anni insieme alla comunità di Somma Vesuviana Suor Ettorina, la Madre Superiora del Convento delle Suore Trinitarie che domenica scorsa ha salutato questa stessa comunità perché pronta a trasferirsi. Una certezza per tutti: resterà nel cuore di molti.
Gli oltre trent’anni che sono passati dall’arrivo di Suor Ettorina qui, nella città alle falde del Monte Somma, sono sembrati un soffio ed al tempo stesso tanti, tantissimi anni. Sono volati come vola il tempo quando svolgiamo un compito che ci aggrada e sono anche stati tanti se si guarda al lavoro svolto, alle persone incontrate e che hanno fatto parte della nostra vita e, nel caso di Suor Ettorina, alle persone che con il suo impegno, con la sua dedizione e con il suo affetto ha fatto crescere.
Questo è ciò che la comunità di Somma Vesuviana domenica scorsa, con la celebrazione religiosa che si è tenuta presso la Parrocchia della Colleggiata, nello storico rione del Casamale, ha voluto, con le parole, con la propria presenza e partecipazione, comunicare a questa Madre Superiora che dopo tanto tempo è stata trasferita, per volere della Superiora Generale, e lascerà la città per Roma.
In questi anni il suo lavoro ha lasciato tracce indelebili nella comunitĂ e nei cuori delle persone che la formano.
E’ sempre stata disponibile, aperta e partecipativa, facendo dell’insegnamento la strada per migliorare la società , partendo dai bambini – che tante volte sono stati affidati dai tribunali alla sua struttura – per arrivare agli adulti. Mai arroccata né su posizioni, né, simbolicamente, sulle mura del suo convento, ma sempre pronta a fare parte della rete culturale e scolastica che fa di una comunità , piccola o grande che sia, orgoglio nel presente e speranza per il futuro.
Tra coloro che erano presenti alla funzione religiosa, hanno preso la parola il Sindaco, Pasquale Piccolo ed il Consigliere regionale Carmine Mocerino i quali, quasi all’unisono, hanno lodato le qualità , a tutti peraltro note, di questa religiosa speciale che, vistasi circondata da tanto affetto si è commossa sino alle lacrime.
Tante parole di ringraziamento per il suo operato, per il suo impegno amorevole ed al tempo stesso pronto, per gli spazi del convento che, sempre, ha saputo offrire, aprendoli, all’intera comunità .
Ringraziamento per Suor Ettorina ed il benvenuto, colmo di parole di incoraggiamento, a Suor Lucia Sessa che da oggi prenderĂ il suo posto alla direzione del Convento delle Suore Trinitarie.
Le giuste parole le ha dette Padre Costanzo, il celebrante, sottolineando che “noi siamo dei soldati, il nostro posto è là dove veniamo chiamati”.
Una cosa è certa, Suor Ettorina resterà nel cuore di tutta la comunità di Somma Vesuviana.
Acerra, doppio trapianto di cuore per due fratellini: tutti salvi
Miocardiopatia restrittiva: Francesco Pio, 3 anni, è stato operato il 4 agosto, al Monaldi. Il fratello primogenito, di 6 anni, era stato già operato alcuni anni fa.  Il ringraziamento dei genitori al dottor Petraia.
Per salvare Francesco Pio, scricciolo acerrano di tre anni, il cardiochirurgo pediatrico Andrea Petraia è andato personalmente a Bologna. Obiettivo: prelevare il cuore di una povera bambina che non ce l’ha fatta e portarlo all’ospedale Monaldi di Napoli. Operazione riuscita: il 4 agosto scorso Francesco Pio è rimasto sotto i ferri per ore ma il trapianto è andato bene. La lotta ragionata, scientifica, caparbia a quella maledetta cardiomiopatia restrittiva che affliggeva il cuoricino malato del piccolo sembra dare per il momento buoni risultati. Ora Francesco Pio ha un cuore nuovo e funzionante. Sta bene. Il dottor Petraia è stato accanto a lui sempre. Non si è staccato un attimo dal lettino, anche dopo l’operazione. Si è voluto assicurare che il decorso post operatorio desse esiti confortanti. Intanto  Francesco Pio ha giĂ raggiunto a casa, ad Acerra, il suo fratellino piĂą grande, Giovanni, di sei anni. Sono tornati a giocare insieme. Anche Giovanni ha un cuore trapiantato e anche in questo caso l’artefice della salvezza è stato il dottor Petraia. E ora papĂ Giuseppe Castaldo, impiegato dell’Esercito, può tornare a respirare. Non sta nella pelle: vuole ringraziare il dottor Petraia e gli altri medici che hanno operato Francesco Pio. «Queste sono le vere eccellenze del nostro territorio – ripete da giorni Giuseppe – le eccellenze del Sud Italia che andrebbero esaltate, perchĂ© il dottore Andrea Petraia e gli altri medici sono bravissimi e sanno cosa fare. Sono degli eroi e noi ne siamo orgogliosi e felici e diciamo al dottore Petraia infinitamente grazie per tutto quello che ha fatto per nostro figlio, anzi, per i nostri due figli».
Sant’Anastasia e “La nuova poesia Anastasiana”
Presentazione al pubblico il prossimo 10 settembre della nuova produzione letteraria e poetica di due concittadini: Giuseppe Vetromile e Melania Panico.
Un eccezionale risveglio della cultura poetica a Sant’Anastasia, la cittadina alle falde del Monte Somma giĂ nota per il Premio di Poesia che da tredici anni viene organizzato con il Patrocinio del Comune, volendo rimanere in tema poetico, vedrĂ la luce il prossimo 10 settembre, nell’Aula Consiliare del Comune, per presentare al pubblico la nuova produzione letteraria e poetica di due concittadini. Si tratta di Giuseppe Vetromile, poeta affermato in campo nazionale, responsabile del Circolo Letterario Anastasiano e organizzatore del premio di poesia “CittĂ di Sant’Anastasia”, e della giovane promessa, entrata da poco nel mondo della poesia ma giĂ con una carriera rapida entusiasmante e di qualitĂ , avendo subito raggiunto le vette piĂą alte della poesia nazionale con importanti premi vinti a Milano, all’Aquila e nella stessa sua cittadina, e con una importante pubblicazione prefata da Davide Rondoni ed edita per i tipi delle Edizioni La Vita Felice di Milano, una Casa Editrice seria ed importante e che opera selezioni severissime.
L’evento in programma gode del Patrocinio Morale del Comune di Sant’Anastasia. Verranno dunque presentati i due recenti libri di poesia di Giuseppe Vetromile: “Congiunzioni e rimarginature”, Scuderi Editrice, e di Melania Panico: “Campionature di fragilitĂ ”, La Vita Felice Edizioni. Si tratta come dicevamo di due poetiche diverse, ma nello stesso tempo unite dalla conterraneitĂ dei due autori e dalla loro forte e impegnata ricerca, di stile e di contenuti, nel campo della poesia contemporanea.
A parlarne piĂą in dettaglio sarĂ il noto critico d’arte Angelo Calabrese, dopo i saluti del Sindaco. E’ previsto anche un intervento di Luigi De Simone, molto noto negli ambienti artistici e letterari di Sant’Anastasia. Il coordinamento e le presentazioni sono affidate alla poetessa e critico Rita Pacilio, un nome di spicco nel panorama letterario e poetico nazionale.
Ad allietare il pomeriggio letterario saranno gli intermezzi musicali con l’Ensamble di sassofoni dell’Istituto Guacci di Benevento, diretti dal Maestro Umberto Aucone.
Le letture delle poesie sono affidate agli stessi Autori e alla bravissima Rita Pacilio.
Un appuntamento da non perdere, a vanto della nostra cittadina e della “nuova poesia anastasiana” (ma anche nazionale!): giovedì 10 settembre 2015, ore 16.30, Aula Consiliare, Piazza Siano, Sant’Anastasia (Na).
(Fonte foto: rete internet)
Palma Campania, 20mila euro per progetti di inserimento sociale
L’amministrazione comunale di Palma Campania ha stanziato 20mila euro per progetti di inserimento sociale destinati alle fasce deboli e bisognose della popolazione.
Il provvedimento è stato inserito all’interno dell’ultimo bilancio di previsione, approvato qualche giorno fa in consiglio comunale. I fondi saranno utilizzati per lavori di interesse sociale e civico, tesi a migliorare l’arredo urbano e la vivibilità cittadina: ai beneficiari dei contributi verrà chiesto di effettuare tale tipo di lavoro, naturalmente all’interno di progetti ben delineati.
Spiega il sindaco Vincenzo Carbone: “E’ un’iniziativa che ci consente di superare la logica dell’assistenzialismo. Invece di dare contributi a pioggia li legheremo a progetti di inserimento sociale, utili al territorio”. Carbone fa anche notare che le richieste di sostegno da parte di cittadini indigenti, negli ultimi anni, sono aumentate: “La crisi ha messo in difficoltà molte persone, che si rivolgono ai Comuni per avere aiuti. Questi 20mila euro rappresentano una piccola risposta”.
(Fonte foto: rete internet)
A Lauro “Fuoco e fiamme: il 1799” incanta i visitatori
La X edizione di “Lumina in castro” offre emozioni a tinte forti, perché ricorda, con gusto e nel rispetto della storia, vicende di donne e di uomini forti.
La cittĂ di Lauro e lo splendido Castello Lancellotti, che si erge maestoso sulla rocca, hanno regalato nei giorni da 28 al 30 agosto, alle migliaia di visitatori giunti per la X edizione di Lumina in castro, sul tema “Fuoco e Fiamme: il 1799”, emozioni a tinte forti, suscitate dalla ricchezza e varietĂ delle suggestioni della storia, dei luoghi e dell’arte in tutte le sue espressioni.
Un centinaio di ragazzi, giovani e adulti in splendidi costumi d’epoca hanno dato vita al corteo storico che, dalle strade del paese, salendo fino al Castello, ha inaugurato l’evento, promosso dalla Pro Lauro e dal Comitato Festa, nonché patrocinato dal Comune. Esso intendeva richiamare l’attenzione sugli avvenimenti del 1799, in quegli ultimi giorni di aprile, nei quali né l’armata Sanfedista, né l’improvvisato esercito di insorgenti locali poterono contrastare l’occupazione francese e i tristi fatti che con essa si abbatterono sulla città : saccheggi, morti e l’incendio dello stesso Castello, ultimo baluardo di difesa.
Il Maniero apre dunque le sue porte e, mentre i giovani attori dell’Associazione Il Demiurgo accompagnano gli spettatori in un viaggio nella storia, narrandola con maestria teatrale, nelle segrete, nelle stanze e sulle logge del Castello, nell’ampio cortile altri giovani ed altre associazioni si alternano per offrire al gradito pubblico la specialità della propria arte. I Cantori del Vallo presentano canti della cultura popolare del tempo, facendo risuonare le belle voci e le melodie fino in fondo al cuore; Eterea danze storiche dà ritmo e calore alle celebri note della Carmagnola e non solo, con movimenti di danza che trascinano il pubblico a battere piedi e mani e a far svolazzare gonne e braccia sulle stesse cadenze degli abili danzatori. Si riprende fiato immergendosi nelle alte e quiete proposte di musica classica dell’EsembleHyrpinia, un gruppo di musicisti raffinati ed eclettici. Ci si appassiona al dialogo tra i due artisti protagonisti della Leanor Fonseca, si sorride e si medita, si ricorda e si comprende una tra le figure di spicco della cultura italiana, Eleonora Pimentel Fonseca e al termine del breve spettacolo, non si può che essere grati alla persona e agli attori per aver arricchito le coscienze di tanti utili significati. Rulli di tamburi marziali, musicali, scuotono nuovamente il pubblico: è la volta dei Tamburini di Castel Lauri, giovanissimi musicisti, guidati dall’altrettanto giovanissimo Maestro, che in divisa militare d’epoca diffondono nell’aria ritmi fragorosi e possenti, incalzanti, come l’avanzata di un esercito, il precipitare di una situazione. Una tromba annuncia una fine; l’ultimo rullio dei tamburi la compie. In marcia escono di scena, ma non termina per il pubblico l’emozione.
All’ingresso del cortile, sotto il porticato, l’associazione Fonte Nova mette in mostra documenti del 1899 che rievocano il primo centenario della Repubblica Partenopea, editi da Benedetto Croce, Salvatore Di Giacomo, Ceci e D’Ayala. Tali stampe suscitano l’interesse e l’ammirazione dei visitatori, rinvenendo in esse volti, nomi, luoghi della storia di quegli anni. Sfogliano cataloghi di opere d’arte di artisti che quella storia hanno voluto illustrare con i propri mezzi espressivi. Si soffermano con curiosità davanti alla tavola borbonica di ricchi e plebei, allestita secondo il costume del tempo e portano via avidi le ricette dei piatti e delle pietanze ivi esposte e, ancor più, richiedono i volumetti sulla “Filosofia napoletana dei maccheroni”, cogliendo che l’autore di essi ha tanto più da dire su Napoli e sulla tradizione della pasta. Apprezzano il fascicoletto sulle “Cinque giornate di Lauro” e “la Vita quotidiana sotto il Vesuvio” e, con l’acquolina in bocca, i graditi visitatori si apprestano a far sosta all’esterno del Castello, dove hanno potuto concedersi di sedere “a Tavola con i Borbone”, o meglio con i succulenti piatti preparati da ottimi chef, perché tutti i sensi fossero ugualmente deliziati ed appagati.
Le serate lauretane, accese dalle Luci nel Castro, tuttavia, non esauriscono la propria luce che nella notte del 30 agosto, con lo spettacolare pirotecnico incendio del Castello, ma di questo si dirĂ in seguito.
Vittoria Criscione
Omicidio dell’immigrato eroe: i carabinieri assediano il ghetto dello spaccio.
ella 219 di Castello di Cisterna auto sequestrate e attivitĂ illegali spazzate via. I militari vogliono che i clan della droga consegnino i loro figli-assassini dell’immigrato Anatoliy Korol.
Nel rione della ricostruzione di Castello di Cisterna, 400 famiglie stipate in un gigantesco alveare degradato, il carro attrezzi si porta via anche la auto parcheggiate nei cortili. Auto ferme ma senza assicurazione. Sono parecchie da queste parti. Lo hanno riscontrato i carabinieri che stanno setacciando il grande complesso edilizio realizzato trent’anni fa. I militari passano, vedono una vettura priva di bollino rca, oppure col bollino scaduto, e ordinano alla ditta incaricata di rimuovere il veicolo, subito. Non è finita. Il blocco centrale è praticamente sotto l’assedio degli uomini in divisa: gazzelle davanti ai portoni e brigadieri in tenuta antisommossa che ne sorvegliano l’intero perimetro. Giorno e notte.  Il blocco centrale è un palazzone composto da decine di appartamenti. E’ da qui che le famiglie dei narcotrafficanti controllano una delle centrali di spaccio piĂą attive dell’hinterland. Una piazza della vendita piĂą che illegale adesso praticamente annullata, azzerata, di colpo. Ed è  sempre qui che gli investigatori sono convinti che si stiano nascondendo i due ragazzi che sabato sera hanno trucidato a colpi di pistola Anatoliy Korol, il muratore ucraino che nel tentativo di sventare una rapina nel supermercato piazzato proprio lì, a pochi metri dal ghetto, è stato massacrato a colpi di pistola e di coltello, davanti alla sua figlioletta di un anno e mezzo. Intanto i giovani figli dei clan della droga sentono il fiato sul collo di chi li sta braccando senza pietĂ . Si vocifera che i due giovani che hanno ucciso Anatoliy siano giĂ stati individuati. Non avrebbero nemmeno vent’anni. Per il momento però nessuno parla nel rione della ricostruzione. Bocche cucite. Ma se i giorni passano e le auto spariscono per mancanza di bollo rca, se i giorni passano e la droga non si vende piĂą e i furgoni delle varie attivitĂ non escono per la paura di cadere nella trappola dei controlli a tappeto allora qualcuno potrebbe cedere, allora qualcuno potrebbe alzare bandiera bianca e convincere i “guaglioni” dalla pistola e dal coltello facili a costituirsi.
Acerra, non c’è pace per il sindaco: ieri tentato furto a casa sua
ltimo episodio di una brutta serie: i ladri hanno agito mentre Lettieri, la moglie e i figli stavano dormendo. Ma c’è chi vuole strumentalizzare in chiave “politica”.   Â
 Non c’è pace per il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, 44 anni, geometra, eletto tre anni fa con il simbolo dell’Udc. Ieri, poco prima dell’alba, il primo cittadino ha subito un tentato furto, mentre stava dormendo nella sua abitazione, con la moglie e i due figli, una ragazza di 16 anni e un bambino di 6. L’allarme scattato all’interno dell’edificio ha fatto fuggire gli intrusi, che avevano giĂ scavalcato il cancello della casa, una proprietĂ monofamiliare, piano terra e primo piano, in via Como, traversa esclusivamente residenziale e semiperiferica della cittĂ . Sul posto sono accorsi quasi subito i carabinieri della locale stazione, diretti dal maresciallo Vincenzo Vacchiano. I delinquenti non hanno portato via nulla. Stavano tentando di rubare alcune biciclette posate nell’androne d’ingresso ma in quel momento è scattata la sirena e quindi si sono dileguati. Un episodio di “ordinaria” microcriminalitĂ quotidiana ma che si somma a una serie di altri fatti, tutti comunque slegati tra loro, che stanno segnando la vita familiare di Lettieri. Il 25 settembre dell’anno scorso la figlia del primo cittadino aveva tentato il suicidio lanciandosi dal tetto della casa. Fortunatamente un furgone di passaggio ha attutito la caduta della ragazza, che prima di impattare al suolo ha centrato il tetto veicolo, cosa che le ha praticamente salvato la vita e che non le ha procurato danni fisici irreversibili. Poi, la sera dell’ 8 novembre successivo, è stata lanciata una bomba carta nell’abitazione di via Como. L’ordigno è esploso nella proprietĂ mentre si trovavano all’interno la moglie e i figli del primo cittadino, che in quel momento era impegnato in una riunione in municipio. Non è finita. Il 15 luglio scorso sono comparse sui muri vicini alla casa comunale alcune scritte minacciose all’indirizzo del sindaco. Ieri, infine, il tentato furto. Nel comunicato fatto diramare dal capo dell’esecutivo locale si parla di ” ennesima grave vicenda ai danni del primo cittadino “. A ogni modo secondo le forze dell’ordine non esistono al momento elementi che possano anche solo minimamente far pensare a un comune denominatore tra l’episodio della bomba carta, delle scritte e del il tentato furto. Il rischio delle strumentalizzazioni è però dietro l’angolo. Ieri infatti c’è stato chi, tra gli esponenti della maggioranza, ha approfittato della vicenda per parlare di ” clima torbido “, ma senza poter provare nulla.
Palma Campania, 20mila euro per progetti di inserimento sociale
Il provvedimento è stato inserito all’interno dell’ultimo bilancio di previsione, approvato qualche giorno fa in consiglio comunale. I fondi saranno utilizzati per lavori di interesse sociale e civico.
L’amministrazione comunale di Palma Campania ha stanziato 20mila euro per progetti di inserimento sociale destinati alle fasce deboli e bisognose della popolazione.
Il provvedimento è stato inserito all’interno dell’ultimo bilancio di previsione, approvato qualche giorno fa in consiglio comunale. I fondi saranno utilizzati per lavori di interesse sociale e civico, tesi a migliorare l’arredo urbano e la vivibilità cittadina: ai beneficiari dei contributi verrà chiesto di effettuare tale tipo di lavoro, naturalmente all’interno di progetti ben delineati.
Spiega il sindaco Vincenzo Carbone: “E’ un’iniziativa che ci consente di superare la logica dell’assistenzialismo. Invece di dare contributi a pioggia li legheremo a progetti di inserimento sociale, utili al territorio”. Carbone fa anche notare che le richieste di sostegno da parte di cittadini indigenti, negli ultimi anni, sono aumentate: “La crisi ha messo in difficoltà molte persone, che si rivolgono ai Comuni per avere aiuti. Questi 20mila euro rappresentano una piccola risposta”
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