ltimo episodio di una brutta serie: i ladri hanno agito mentre Lettieri, la moglie e i figli stavano dormendo. Ma c’è chi vuole strumentalizzare in chiave “politica”.
Non c’è pace per il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, 44 anni, geometra, eletto tre anni fa con il simbolo dell’Udc. Ieri, poco prima dell’alba, il primo cittadino ha subito un tentato furto, mentre stava dormendo nella sua abitazione, con la moglie e i due figli, una ragazza di 16 anni e un bambino di 6. L’allarme scattato all’interno dell’edificio ha fatto fuggire gli intrusi, che avevano già scavalcato il cancello della casa, una proprietà monofamiliare, piano terra e primo piano, in via Como, traversa esclusivamente residenziale e semiperiferica della città. Sul posto sono accorsi quasi subito i carabinieri della locale stazione, diretti dal maresciallo Vincenzo Vacchiano. I delinquenti non hanno portato via nulla. Stavano tentando di rubare alcune biciclette posate nell’androne d’ingresso ma in quel momento è scattata la sirena e quindi si sono dileguati. Un episodio di “ordinaria” microcriminalità quotidiana ma che si somma a una serie di altri fatti, tutti comunque slegati tra loro, che stanno segnando la vita familiare di Lettieri. Il 25 settembre dell’anno scorso la figlia del primo cittadino aveva tentato il suicidio lanciandosi dal tetto della casa. Fortunatamente un furgone di passaggio ha attutito la caduta della ragazza, che prima di impattare al suolo ha centrato il tetto veicolo, cosa che le ha praticamente salvato la vita e che non le ha procurato danni fisici irreversibili. Poi, la sera dell’ 8 novembre successivo, è stata lanciata una bomba carta nell’abitazione di via Como. L’ordigno è esploso nella proprietà mentre si trovavano all’interno la moglie e i figli del primo cittadino, che in quel momento era impegnato in una riunione in municipio. Non è finita. Il 15 luglio scorso sono comparse sui muri vicini alla casa comunale alcune scritte minacciose all’indirizzo del sindaco. Ieri, infine, il tentato furto. Nel comunicato fatto diramare dal capo dell’esecutivo locale si parla di ” ennesima grave vicenda ai danni del primo cittadino “. A ogni modo secondo le forze dell’ordine non esistono al momento elementi che possano anche solo minimamente far pensare a un comune denominatore tra l’episodio della bomba carta, delle scritte e del il tentato furto. Il rischio delle strumentalizzazioni è però dietro l’angolo. Ieri infatti c’è stato chi, tra gli esponenti della maggioranza, ha approfittato della vicenda per parlare di ” clima torbido “, ma senza poter provare nulla.







