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Castelcisterna, omicidio dell’immigrato eroe: individuati gli assassini. Sono della zona.

Si stringe il cerchio dei carabinieri attorno all’ambiente in cui gravitano i rapinatori che ieri sera hanno ucciso Anatoliy Korol.

I militari per tutta la notte hanno esercitato una serie di pressioni nell’area del rione della ricostruzione di Castello di Cisterna. Perquisizioni e interrogatori improvvisi messi a segno dai militari nell’alveare super popolare che si trova proprio lì, a pochi passi dal supermercato Piccolo, dove ieri sera due rapinatori hanno massacrato a colpi di pistola e di coltello Anatoliy Korol, il muratore ucraino, 37 anni, che ha perso la vita nel tentativo di sventare la rapina nel market, mentre faceva la spesa, sotto gli occhi atterriti della figlioletta di un anno e mezzo. I delinquenti spietati hanno agito travisati di tutto punto: caschi integrali, mascherine al volto. Anche tute scure e lunghe, nonostante il caldo, evidentemente per nascondere eventuali tatuaggi. Proprio queste precauzioni prese dai criminali hanno insospettito gli investigatori, che ormai sono convinti di aver imboccato la pista giusta, quella che porta dritta ai ghetti della zona, i ghetti dello spaccio e della disperazione quotidiana. I due rapinatori si sarebbero infatti coperti fino a quel punto evidentemente per essere più che sicuri di non essere riconosciuti da nessuno del posto. Forse Anatoliy li aveva riconosciuti quando ha avuto la colluttazione con loro. Forse l’immigrato ha pagato per questo con il prezzo più alto, la sua vita. Ieri intanto la moglie Nadia, distrutta dal dolore, si è sentita male quando è andata a dare l’estremo saluto alla salma del marito, chiusa nell’obitorio di Napoli per l’autopsia. E il sindaco di Castello di Cisterna, Clemente Sorrentino, ha confermato: in paese sarà effettuato il lutto cittadino non appena il corpo di Anataoliy tornerà per i funerali. Contemporaneamente è scattata la catena della solidarietà. I cisternesi si stanno stringendo attorno alla famiglia Korol, che oltre al suo amore ha perso il suo motore di sostentamento quotidiano. Anatoliy lascia due figlie, la bimba di un anno e mezzo e la primogenita di 15 anni.

   

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