Sant’Anastasia, la città in lutto per la tragica morte di due operai in un incidente
Alla notizia dell’incidente mortale avvenuto sul tratto autostradale di Orvieto, in cui è stato coinvolto un furgone dell’Entalpia – azienda di Pomigliano d’Arco – con un bilancio tragico di due morti, entrambi di Sant’Anastasia, e due feriti non ancora dichiarati fuori pericolo di vita, il Sindaco Lello Abete, ha comunicato la partecipazione dell’Amministrazione al dolore delle famiglie per un lutto che ha scosso anche tutta la comunità.
“Siamo veramente costernati e dispiaciuti per questo incidente che ha sottratto due eccellenti operai alla loro famiglia, al mondo del lavoro. Normalmente si resta di stucco nell’apprendere queste notizie, ma – dice il sindaco Lello Abete – questa che è una vera e propria tragedia per il nostro paese mi ha colpito profondamente. Ci associamo al grande dolore delle famiglie e sono loro vicino, mentre esterno al titolare dell’azienda, persona disponibile e generosa, la mia solidarietà”.
Licenziamenti Algida: dopo gli scioperi si riapre la trattativa. Domani pomeriggio.
I lavoratori: ” revoca dei licenziamenti o alziamo le barricate “. La Unilever: ” prioritario rendere competitivo lo stabilimento “.
Algida: la Unilever riapre la trattativa sui tagli. Scioperi sospesi nella fabbrica di Caivano produttrice del mitico gelato “cornetto”. Dunque, alla fine la schiarita tanto attesa è arrivata. Dopo la raffica di scioperi della scorsa settimana la multinazionale anglo olandese Unilever, proprietaria del grande impianto ubicato in località Pascarola, ha infatti riaperto il tavolo del confronto sulla procedura di licenziamento avviata il 16 settembre scorso per 151 degli 806 lavoratori dello stabilimento. Azienda e sindacati si rivedranno in fabbrica domani, mercoledi 7 ottobre ( l’appuntamento è stato fissato alle due del pomeriggio ). La riapertura del tavolo è stata decisa quasi quindici giorni dopo il primo faccia a faccia, che ha avuto un esito interlocutorio. Intanto la richiesta di convocazione da parte dell’azienda ha fatto sospendere gli scioperi a singhiozzo proclamati, fino a poco prima dell’annuncio di Unilever, dalle rsu dell’impianto. Scioperi che si sono protratti per giorni, al ritmo di mezz’ora di astensione a turno, a causa dell’assenza di dialogo dovuta a un prolungato silenzio della multinazionale. A ogni modo adesso i sindacati sperano che la Unilver ritiri la procedura di licenziamento. ” Auspichiamo che questo tavolo che si sta per aprire – fanno sapere Carmine Frannzese ( Flai-Cgil ), Raffaella Bonaguro ( Fai-Cisl ), Maurizio Vitiello ( Uila-Uil ) e Maurizio Figlioli ( Ugl-agroalimentari ) – serva a rendere più competitivo l’impianto e a scongiurare i licenziamenti forzati, trovando anche soluzioni alternative che portino a un esito non traumatico di questa vertenza “. Sei giorni fa i sindacati hanno fatto scioperare i lavoratori per due ore, tra la fine del primo turno e l’inizio del secondo. La strada della zona industriale di Caivano che passa davanti alla fabbrica di gelati è stata paralizzata dai picchetti degli operai. Il giorno dopo questa manifestazione è giunta la notizia che la Unilever, colosso da oltre 48 miliardi di fatturato e 172 mila dipendenti, si è comprata la Grom, azienda torinese del gelato “artigianale”, fondata da Federico Grom e Guido Martinetti nel 2003. Grom è un gruppo da 67 punti vendita e 600 addetti sparsi tra Dubai, Giacarta, Hollywood, Malibu, New York, Osaka e Parigi. E’ una notizia che ha scosso gli ambienti sindacali e i lavoratori partenopei. ” Se con l’acquisto di Grom – commenta Maurizio Vitiello, della segreteria regionale Uila-Uil – la Unilever intenderà sviluppare solo il gruppo torinese allora lo stabilimento di Caivano sarà danneggiato. Se invece la multinazionale vorrà sviluppare le produzioni Grom a Caivano ne beneficeranno l’impianto e i lavoratori napoletani “. L’incognita resta. Una situazione resa più drammatica dai numeri. Secondo le cifre fornite dall’azienda l’Algida di Caivano con 806 addetti quest’anno farà attestare la produzione a 137milioni di litri di gelato. Meglio farà lo stabilimento tedesco di Heppenheim, che con 660 addetti chiuderà il 2015 a 160milioni di litri. Ma la migliore performance la farà registrare l’impianto inglese di Gloucester: 140 milioni di litri con soli 350 addetti. ” Lo ripetiamo – avvertono intanto dai social network i lavoratori napoletani – noi qui facciamo i migliori gelati, qui è nato il cornetto. Ma se intendono toglierci i diritti e i posti di lavoro faremo le barricate “. Dal canto suo la Unilever fa sapere, in un comunicato, che ” l’acquisizione di GROM annunciata nei giorni scorsi e la vertenza collettiva in essere presso il sito produttivo di Caivano,seppur in maniera diversa, dimostrano il radicamento dell’Azienda sul territorio italiano e la volontà di cogliere tutte le opportunità di crescita nel mercato del gelato in Italia “. Per quanto riguarda poi il confronto di domani la multinazionale nordeuropea ritiene che ” essendo trascorse più di due settimane dal primo confronto, nell’ambito di una negoziazione responsabile, sia giunto il momento di risederci con la controparte sociale per provare a discutere nuovamente dello stabilimento di Caivano che deve necessariamente risolvere un enorme problema di competitività per garantire la sostenibilità futura delle proprie attività produttive “.
Somma Vesuviana, Piccolo tenta la carta del governo di “salute pubblica”
Appello del sindaco a tutte le forze di opposizione per un governo programmatico. Iniziati oggi i contatti ufficiali con Forza Italia, Pd e civiche. “No al confronto con chi non conosce la parola lealtà”.
Il conto alla rovescia è partito e il sindaco dimissionario Pasquale Piccolo ha una settimana esatta per ritirare le sue dimissioni o consegnare la città al commissariamento ancora una volta. Il tempo utile scadrà alle 13 di lunedì 12 ottobre. Ed è stata finora una lotta a colpi di manifesti, accuse sui social tra sostenitori e commenti che non hanno portato ad una soluzione. Oggi però, anche con un manifesto nel cui sfondo il sindaco ha voluto fortemente il tricolore, “sono colori sacri per me” dice infatti, la linea di azione è chiara: sono iniziati ufficialmente i contatti con le attuali forze di opposizione per tentare un accordo programmatico. “Laddove ci fosse – precisa Piccolo – sarà politico e unicamente finalizzato al bene della città”. Rifiuta il confronto pure chiesto dai Moderati per Somma fin dall’inizio, Piccolo. “Io non mi confronto con chi non conosce le parole coerenza e lealtà, non faccio accordi sottobanco” – aggiunge. E replica a chi, come il già candidato sindaco del Movimento 5 Stelle lo accusa sui social di aver portato lui stesso i mercanti nel tempio, con poche parole: “La garanzia ero io, infatti siamo a questo punto perché non ho mai voluto né vorrò mai scendere a compromessi”. Se non politici, tant’è che Piccolo tende la mano alle opposizioni per un governo che potremmo chiamare di “salute pubblica”. Difficile, molto ardua l’impresa giacché da settimane nelle fila dei banchi di minoranza si ipotizzava finanche la sfiducia. Ma non impossibile, anche se con tempi stretti fino a lunedì, giorno in cui si saprà se Somma dovrà tornare al voto, mentre la sfilza di pretendenti alla carica di candidato sindaco di centrodestra si allunga sempre più ogni giorno che passa.
Acerra, in migliaia per l’ “assalto” al Castello
Rievocazione storica riuscita. Adottate maggiori misure si sicurezza a causa del crollo di alcuni giorni fa. Usato un drone per registrare e fotografare tutto dall’alto.
Ieri sera il Comune ha riproposto per la seconda volta negli ultimi due anni l’assalto al Castello Baronale, rievocazione storica di una battaglia consumata qui nel 1421. Uno scontro che vide contrapposti gli eserciti angioino e aragonese.
Alla fine il bilancio della manifestazione è stato buono: quasi bissato il successo dell’anno scorso. Migliaia di persone si sono accalcate attorno al recinto circolare dello storico edificio. Cavalieri e dame in costume in costume hanno sfilato in corteo per le strade. Quindi, in serata, è stato dato il via alle costose e sofisticate simulazioni di guerra: archibugi e pistoni che hanno sparato a salve, esplosioni, fumo, luci e fuochi d’artificio finali.
Il meetup del Movimento Cinque Stelle aveva chiesto alla municipalità di adottare tutte le misure di sicurezza necessarie allo scopo di tutelare l’incolumità di tutti, visto che alcuni giorni fa si è verificato un crollo nel tetto del Castello, ormai marcito a causa dell’incuria in cui versa da tempo immemore. “Sono state adottate le normali misure di sicurezza necessarie in questi casi”, è stato risposto oggi pomeriggio dal comune.
Nola. Femmina e “Nuda”, l’arte di Capparelli in mostra a Nola
Maurizio Capparelli espone a Nola, al Borderline, con una personale intitolata ʺNudaʺ.
Sarà inaugurata il prossimo 8 ottobre alle 19,30 e vestirà le pareti del Borderline, lo spazio espositivo prescelto, fino al 28 ottobre. È “Nuda”, la personale di Maurizio Capparelli in mostra a Nola.
Nato a Napoli e cresciuto a Pozzuoli, Capparelli si definisce un artista autodidatta ma, come lui stesso racconta, sono diverse le esperienze che hanno alimentato il suo talento: “Ho iniziato la mia ricerca di comunicazione visiva cercando di esprimere al meglio ciò che provavo. Ho sempre spaziato e sperimentato. Sono stato anche un artigiano, appassionato di materiali di recupero.
In seguito ho iniziato a lavorare come scenografo – scenotecnico presso agenzie turistiche. Il dono che possiedo me lo ha tramandato mio padre”.
“Maurizio Capparelli è una persona semplice” dice di lui Rita Alessandra Fusco, che ha curato “Nuda”, la mostra in programma a Nola “ha un cuore introverso e una lingua diretta. Figlio della grande madre Solfatara, Capparelli esprime quell’ardore che è proprio di chi nasce in quei luoghi, palpabile in ogni suo racconto artistico. Non ci sono veli o significati nascosti. Perché ha scelto di dipingere le donne? “Perché sono belle!” è la sua risposta”.
Tra i più ricorrenti temi artistici nella storia dell’umanità, la nudità femminile trova nel linguaggio di Capparelli una chiave di lettura ancora diversa: ʺLe donne che rappresenta sono il frutto della bellezza così come si mostra in origine. Non ci sono artefici, maquillage, sovrastrutture; ci sono solo respiri, rughe, veritàʺ spiega Fusco “la sua sembrerebbe quasi una sfida: rappresentare la donna nuda in un’epoca in cui la donna è nuda in ogni occasione. Riuscire a rivelarne i particolari più intimi senza mai essere volgare. Osservando le sue tele – che nascono anche da materiali inconsueti quale il bitume o il cartone – echi di un passato artigianale – possiamo riscontrare un vero e proprio incontro tra contemporaneità e passato. La donna di Milo Manara che beve un caffè con le bagnanti di Renoir! Anche il ritratto di donna più disinibito e sfrontato, conserva tutta la dignità che dovrebbe contraddistinguere l’essere umano”.
(Fonte foto: rete internet)
Ercolano capitale della Cultura, il sostegno del sindaco di Ottaviano: “Così vince tutto il Parco Vesuvio”
Il primo cittadino di Ottaviano e presidente della Comunità del Parco Vesuvio, Luca Capasso, interviene nella questione della candidatura della città di Ercolano a Capitale della Cultura per il prossimo anno.
“L’investitura di Ercolano a capitale della Cultura sarebbe una vittoria di tutto il territorio e di tutti i Comuni che fanno parte del Parco nazionale del Vesuvio. L’area protetta può riservare una serie di opportunità e la candidatura di Ercolano, in questo senso, è un esempio concreto. Come sindaco di Ottaviano e presidente della Comunità del Parco Vesuvio faccio il tifo per Ercolano”.
Con queste parole, il primo cittadino di Ottaviano e presidente della Comunità del Parco Vesuvio, Luca Capasso, interviene nella questione della candidatura della città di Ercolano a Capitale della Cultura per il prossimo anno.
Aggiunge Capasso: “Nei prossimi giorni convocherò l’assemblea dei sindaci del Parco per fare in modo che la candidatura abbia ancora più forza. Se vince Ercolano, vince anche il Vesuvio: non più simbolo di vincoli e problemi ma risorsa e occasione di sviluppo”.
(Fonte foto: rete internet)
Pollena Trocchia, V° Motoraduno Memorial Vincenzo Liguori: un’iniziativa di successo
Centinaia di centauri hanno partecipato al Motoraduno organizzato in memoria di Vincenzo Liguori; un successo giunto quest’anno alla sua quinta edizione.
Ancora un grande successo per il motoraduno “Memorial Vincenzo Liguori”, giunto quest’anno alla sua quinta edizione.
Nella mattinata di domenica sono stati oltre duecento i centauri che hanno preso parte all’iniziativa dedicata alla memoria di Enzo, il meccanico di Pollena Trocchia ucciso da un proiettile vagante a San Giorgio a Cremano il 13 gennaio del 2011.
Organizzata dall’associazione Liberi Pensieri e patrocinata dal comune vesuviano, la manifestazione ha richiamato a Pollena Trocchia motociclisti da tutta la regione e non solo, in numero ancora maggiore rispetto alle edizioni precedenti.
«È la testimonianza che il nostro messaggio di legalità e lotta alla violenza si sta diffondendo sempre più. Quest’oggi non partecipiamo a un semplice motoraduno, ma siamo uniti in un’unica grande famiglia per ricordare una persona cara» ha detto il presidente dell’associazione Liberi Pensieri, Giovanni Ognibene. Accanto a lui, i familiari del compianto Vincenzo Liguori, ennesima vittima innocente della criminalità, che hanno tenuto a ringraziare tutti i partecipanti al Memorial, dai membri dei motoclub ai semplici amatori, dai cultori dei motocicli d’epoca ai possessori di moto moderne.
«Va fatto un ringraziamento che non sia di circostanza ai tanti volontari che si sono prodigati per l’organizzazione di una manifestazione che porta ogni anno a Pollena Trocchia sempre più persone accomunate dalla passione per le due ruote, la stessa che aveva Vincenzo. Lo ricordiamo attraverso lo spirito dell’iniziativa, quello di diffondere il senso civico e la consapevolezza che assumendo quotidianamente atteggiamenti di legalità e rifiuto della violenza si può resistere e vincere l’aggressione della criminalità organizzata» ha detto il sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto.
Fiat, oggi la fabbrica di Pomigliano riapre. Dopo due giorni di problemi tecnici.
Ritorno alla normalità nelle produzioni. Intaccate da uno stop legato alle forniture.
Secondo quanto finora ufficialmente trapelato una ditta piemontese la settimana scorsa si è ritrovata con un macchinario difettoso. Macchinario da cui escono dei tubi che servono al montaggio della Panda, prodotta a Pomigliano. Questo intoppo, che sarebbe di natura esclusivamente tecnico-produttiva, avrebbe quindi provocato lo stop alle produzioni dello stabilimento di Pomigliano. Stop che ha interessato le giornate di lavoro di giovedi 1 ottobre e di venerdi 2 ottobre. Due giorni di paralisi delle produzioni che si aggiungono alla doppia giornata di chiusura in cassa integrazione per calo degli ordinativi già effettuata a settembre. C’è poi da considerare il fatto che la fabbrica di Pomigliano resterà chiusa anche per tutta l’ultima settimana di ottobre, dal 26 al 30. Otto giorni di paralisi in soli due mesi dunque. Il mercato italiano, che resta quello principale di riferimento per la Panda, va quindi come al solito a ritmo stentato. Delle 250mila vetture annunciate da Marchionne nel 2010 se ne producono appena 120-130mila all’anno a Pomigliano. E va sempre peggio, nonostante l’utilitaria made in Pomigliano resti la macchina più venduta in Italia. Dati che fanno da cartina di tornasole di una società, quella nostrana, ridotta in condizioni davvero malandate. E questa malattia né la ricetta del job act nè altre alchimie neo liberiste sono riuscite a curare.
Berlusconi compra Rizzoli, ma il Milan perde lo stesso
Il Napoli batte i rossoneri al Meazza e fa felice Gennaro, che azzecca la bolletta. Intanto, grazie a Dela, ora tutti sanno come si arriva al San Paolo
È stata una settimana importante. Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha contribuito, con una opportuna dichiarazione, a risolvere finalmente il problema delle indicazioni stradali per raggiungere lo stadio: “Capo scusate, per il San Paolo?” – “In fondo a destra, non ti puoi sbagliare”.
Giovedì, poi, quelli che non hanno Sky hanno provato l’ebrezza di vedere i gol contro il Legia Varsavia in Europa League nientedimeno che su Mtv: quella tv che anni fa trasmetteva i videoclip e lanciava Andrea Pezzi come veejay. Oggi cercatelo su Google e scoprirete come si è ridotto male
Infine, a proposito di anni che passano e gente malridotta, domenica Franco Baresi era seduto in tribuna, con la zella e il viso corrucciato (o era quello di Galliani? Vabbè, uguale) mentre il Milan, che un tempo era stato suo, si faceva umiliare dal Napoli. 4 a 0 al Meazza: gli amanti della statistica dicono che non era mai successo prima.
A questo punto ci vogliono non uno, ma due o tre minuti di raccoglimento.
Il primo: per quelli che al fantacalcio hanno scartato Allan perché “sarà pure bravo, ma non segna mai: che me ne faccio?”
Il secondo: per quelli che “c’amma fa cu stu Sarri, quest’anno chissà se ci salviamo”
Il terzo: per quelli che “quest’anno ci sono le amministrative a Milano, Napoli e altre città, figuriamoci se Berlusconi non fa la squadra forte”.
E invece, la sera stessa in cui il Milan cadeva con gli azzurri, Silvio B. e la sua Mondadori sceglievano di comprare Rizzoli sì, ma la casa editrice: non certo l’arbitro.
E nella sera dei miracoli (a Milano, of course) c’è spazio pure per due standing ovation: una è per l’arbitro Celi, di Juventus – Bologna, che ha regalato un rigore agli juventini costringendo tutti noi a tornare a fantasticare su ruberie varie, favori, sudditanza psicologica; l’altra è per Gennaro, un mio amico: ha giocato la bolletta mettendo 3 euro sul 4 a 0 secco a favore del Napoli. Ed ha vinto 171 euro (vedere la foto per credere): lui sì che è un vincitore, bravo!
Lavoro, fine settimana di sangue: morto un altro operaio della Entalpia di Pomigliano
Antonio Esposito, 38 anni, di Sant’Anastasia, sposato e padre di un bambino, è deceduto nell’ospedale di Viterbo nella tarda mattinata di sabato.
Lo schianto che sull’autostrada Milano-Napoli ha coinvolto il furgone della Entalpia sas di Pomigliano si è rivelato davvero disastroso. Venerdi sera è deceduto Gaetano Barile, 57 anni, operaio della Entalpia, fabbrica di sistemi di condizionamento dell’aria per grandi navi ubicata in masseria Cutinelli, al confine tra Pomigliano e Sant’Anastasia. E nella tarda mattinata di sabato è morto, nell’ospedale di Viterbo, un altro operaio, un collega di Gaetano, Antonio Esposito, 38 anni, anche lui di Sant’Anastasia, papà di un bambino. ” Ci sono altri due operai della Entalpia in condizioni critiche – riferisce Stefano Spagnoli, comandante della polstrada di Orvieto, nel cui tratto autostradale è avvenuto l’incidente – mentre un quinto lavoratore è stato dichiarato fuori pericolo “. La polizia stradale mantiene il più stretto riserbo sulle modalità dell’incidente. Quel che finora si sa è che il grosso furgone della Entalpia è finito a forte velocità sul guard rail centrale della carreggiata sud della Milano-Napoli. I cinque operai coinvolti nell’impatto stavano tornando a casa, in provincia di Napoli, dal cantiere navale militare di Muggiano, a La Spezia. Volevano riabbracciare le famiglie per trascorrere con loro il fine settimane. Parenti che sono distrutti dal dolore ovviamente. Anche l’imprenditore di Portici Carmine D’Anna, titolare della Entalpia, è rimasto stravolto dal tragico evento. Trema e piange. Non riesce a parlare. D’Anna ha messo a disposizione delle famiglie degli operai i furgoni della ditta e le stanze di un albergo di Orvieto per consentire ai parenti delle vittime di stare vicino ai loro cari.

