Dal Consiglio Regionale Borse di Studio alla Memoria dei Caduti di Nassirya

Il 12 novembre 2003 un’autocisterna irruppe ed esplose nella base militare di Nassirya, in Iraq, provocando il crollo di buona parte degli edifici, l’incendio, tra l’altro del deposito delle munizioni, con la morte di 28 persone, di cui 19 italiani, e tra questi 12 carabinieri. Tra questi alcuni erano campani: Alfonso Trincone, Maresciallo maggiore dei Carabinieri, Giuseppe Coletta, vice Brigadiere dei Carabinieri e Pietro Petrucci, Caporale dell’Esercito. Per mantenere viva la memoria di quei caduti, uno dei consiglieri regionali, Carmine De Pascale,  già Comandante Generale del 2° Comando delle Forze di Difesa dell’Esercito, Presidente del Gruppo Consiliare “De Luca Presidente in Rete” ha proposto, una “Legge Regionale” che prevede l’attribuzione di riconoscimenti in denaro, pari a mille euro cadauno, a dodici militari dell’Esercito e dei Carabinieri che si siano distinti sul territorio regionale per azioni di soccorso e coraggio, in servizio o fuori servizio, con particolare riferimento al contrasto della criminalità. E il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità. De Pascale: “Oggi con l’approvazione di questa norma di legge si attualizza un provvedimento volto a mantenere viva la memoria dei caduti a Nassiriya il 12 Novembre del 2003 a causa di un vile attentato condotto contro la base italiana … questa legge regionale vuole onorare la memoria dei tre militari Campani vittime di quell’attentato. Il Consiglio Regionale mostra, in tal modo, la sua grande sensibilità nei riguardi di chi ha sacrificato la propria vita per il bene della Patria, volendo coniugare il valore dei propri corregionali caduti nell’adempimento del dovere con il valore di chi opera quotidianamente per la sicurezza del nostro territorio” Per quanto riguarda  invece  i fondi, senza gravare ulteriormente sul bilancio della Regione, saranno utilizzate le risorse già allocate per lo stanziamento di  borse di studio previste per il personale meglio classificato della Scuola Allievi Carabinieri di Benevento che è stata soppressa, a seguito della riorganizzazione dell’Arma.

Castello di Cisterna, l’antimafia: ” telecamere nei bunker della camorra “

0
  Duecentomila euro dal ministero dell’Interno per la videosorveglianza. Gli apparecchi saranno installati tra qualche giorno.        Dopo il caso nazionale di Anatolij Korol, l’ucraino eroe ucciso dai figli di un boss nel tentativo di sventare una rapina, il ministro Angelino Alfano aveva fatto una promessa al sindaco di Castello di Cisterna, Clemente Sorrentino: dare il via all’eliminazione della criminalità in questa piccola capitale del crimine, zeppa di clan e di delinquenti di ogni sorta ed estrazione. Già, è così. Non si tratta dei soliti annunci: si comincerà la settimana entrante, quando grazie ai 200mila euro appena inviati al Comune dal ministero dell’Interno saranno installate decine di telecamere di ultima generazione nei rioni bunker della camorra. Occhi indiscreti puntati sul rione della ricostruzione, storica centrale di spaccio all’aperto h 24, “specializzata” nella vendita di crack, e sulla Cisternina, le case di proprietà del comune di Napoli date ai senzatetto agli inizi degli anni Ottanta. E’ da qui, dalla Cisternina, che la sera del 29 agosto scorso ha agito ed è partito il commando di rapinatori che ha ucciso, nel vicinissimo supermercato Piccolo, l’immigrato eroe Anatolij Korol, “colpevole” di essersi opposto alla rapina nell’esercizio commerciale. Nella Cisternina abitano tutti gli arrestati: Gianluca Ianuale e Marco Di Lorenzo, rispettivamente figlio e figliastro del boss Vincenzo, ben frattempo divenuti collaboratori di giustizia. Ma in questi appartamenti hanno fatto ciò che hanno voluto anche Mario Ischero ed Emiliano Esposito, complici dei fratellastri, il primo facendo da palo e il secondo fornendo il motorino rubato e la pistola. Ed è sempre qui che Ianuale e Di Lorenzo hanno pure trovato tutto il supporto logistico necessario subito dopo il colpo. E’ un posto molto difficile Castello di Cisterna. Nel 2009 il nucleo informativo del gruppo carabinieri, che proprio qui ha sede, è riuscito a far rimuovere dal ministero dell’Interno l’ex sindaco e i consiglieri comunali per gravi condizionamenti mafiosi. Alla base del provvedimento, la cui validità è stata confermata qualche mese fa dal Consiglio di Stato, ci sono stati forti interessi criminali nell’edilizia. Da queste parti decine di palazzi risultano ancora irregolari essendo frutto di un piano regolatore annullato dalla provincia a causa di una serie di atti illegittimi. Si perché anche a Castello di Cisterna come altrove la camorra è cemento e appalti. E spaccio di droga. Ma con l’istallazione delle telecamere sul parco De Nicola le forze dell’ordine contano di eliminare lo smercio di sostanze stupefacenti che si sviluppa ogni giorno e a tutte le ore sotto gli occhi di tutti, in mezzo ai bambini che giocano, tra le massaie che vanno a fare la spesa. ” Faremo installare le telecamere la prossima settimana – conferma il sindaco Sorrentino – intanto – annuncia il primo cittadino – è già pronta la sala di controllo operativo, si trova nel comando di polizia municipale “. I punti sensibili in cui installare le strumentazioni elettroniche sono stati individuati dai carabinieri. Tira un vento nuovo a Castello di Cisterna e dintorni.  

Servizio straordinario dell’arma nella notte di Halloween, cinque arresti e dodici denunciati a Giugliano

Uso e spaccio di stupefacenti, aggravamento a misure cautelari e guida senza patente: i carabinieri setacciano palmo palmo   tutti i territori all’ombra del Vesuvio. I carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio in occasione della notte di halloween nel corso del quale hanno denunciato in stato di libertà 12 persone e arrestato 6 soggetti destinatari di provvedimenti restrittivi e un uomo evaso dai domiciliari e trovato in stato di alterazione nei pressi di un locale pubblico che ha cercato di procurarsi delle ferite. Gli arrestati sono: Venosa Francesco, 29 anni, residente a Giugliano in via Pigna e già noto alle forze dell’ordine, raggiunto da ordinanza di aggravamento di misura cautelare emessa dal gip di Napoli, che ne ha disposto la custodia in carcere in sostituzione di quella ai domiciliari alla quale era sottoposto per detenzione a fini di spaccio di stupefacente, dopo ripetute violazioni agli obblighi accertate dalla stazione carabinieri di Giugliano; Mazzarella Diego, 28 anni, residente a Giugliano in via Biagio Riccio e già noto alle forze dell’ordine , raggiunto da ordinanza di aggravamento di misura cautelare emessa dalla corte di appello di  Napoli che ne ha disposto la custodia in carcere in sostituzione di quella ai domiciliari alla quale era sottoposto per evasione, sempre dopo ripetute violazioni accertate dai carabinieri di Giugliano; Barrese Marco, 30 anni, residente a Melito di Napoli sulla Circumvallazione esterna e già noto alle forze dell’ordine dell’ ordine, raggiunto da ordinanza di aggravamento di misura cautelare emessa dal tribunale di Napoli nord che ne ha disposto la custodia in carcere in sostituzione di quella ai domiciliari alla quale era sottoposto per evasione dopo ripetute violazioni accertate dai carabinieri di Marano; Palmieri Francesco, 45 anni, residente a Qualiano in via Pirandello e già noto alle forze dell’ordine, raggiunto da ordinanza di aggravamento di misura cautelare emessa dal tribunale di Napoli che ne ha disposto la custodia in carcere in sostituzione di quella ai domiciliari alla quale era sottoposto per evasione dopo ripetute violazioni accertate dai carabinieri di Qualiano; Di nardo Giuseppe, 56 anni, residente a Qualiano in via Rossini e già noto alle forze dell’ordine , raggiunto da un ordine di carcerazione domiciliare emesso dalla procura di Napoli (dovrà espiare la pena residua di 18 giorni di reclusione poiché riconosciuto colpevole di associazione di tipo mafioso, a Qualiano nel 2006; un 19enne di Giugliano in Campania già noto alle forze dell’ordine e sottoposto ai domiciliari che in evidente stato di ebrezza nei pressi di un locale in via San Nullo alla vista dei carabinieri aveva cercato di procurarsi delle lesioni, venendo prontamente bloccato sul posto, dove è stato fatto intervenire personale del 118 che, oltre a sedarlo, è stato costretto a ricoverarlo in tso presso un reparto psichiatrico. Oltre agli arresti, sono state denunciati denunciate in stato di libertà sette persone che, nel corso di controlli alla circolazione stradale, sono state sorprese alla guida di altrettante autovetture senza aver conseguito la patente. A Terzigno i carabinieri hanno effettuato un arresto per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Le manette ai polsi sono scattate per Vincenzo Verdone, 34 anni, residente a Terzigno in via San Matteo , già noto alle forze dell’ordine. Durante perquisizione domiciliare. i militari l’hanno trovato in possesso di 83 grammi di hashish, 14 di marijuana e di un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo.

Integrazione? Purché siano tutti uguali e perfetti

  I difetti che rendono speciali La settimana scorsa, all’interno di una mia riflessione, raccontai di un’operatrice scolastica che, affetta dalla sindrome di Down, aveva spinto, con la sua sola presenza, un genitore a ritirare la propria figlia dall’istituto scolastico (materna) che frequentava. Un assurdo atto di razzismo, di disprezzo nei confronti del diverso, che fece molto parlare e che creò non poche indignazioni. Eppure, oggi, malgrado i chilometri di distanza, migliaia, la situazione non è per niente cambiata. Persistono, infatti, atti di volgare discriminazione nei riguardi di chi vive un handicap. A Mosca, capitale russa e un tempo del comunismo, una bambina, durante la consueta foto di gruppo che tutti noi ex scolari ben conosciamo, per il solo fatto di averci partecipato, ha talmente irritato diverse mamme da spingerle a richiedere che questa fosse cancellata dalle foto. Richiesta che, ovviamente, fatto ancor più grave, è stata accettata senza alcuna opposizione. È palese, nel confrontare le due vicende, quanto ci sia da lavorare, in termini di integrazione, in tutto il mondo. Altrettanto vera ed amara, poi, risulta essere la realtà di alcune categorie sociali in determinate nazioni. Non va dimenticato, ad esempio, tutto l’odio e lo spregio che subiscono gli omosessuali in terra russa. Masha, così si chiama la bambina che infastidiva le foto, non frequentava quella scuola. Ma come spesso accade a tutti i genitori con il non facile compito di badare ad un figlio con handicap ed avere finanche una professione, era costretta a portarla con sé per l’assenza di strutture specifiche che l’affiancassero nella cura della sua piccola. Masha è una creatura buona, taciturna ed affettuosa. “Abbraccia spesso gli altri bambini per dimostrare tutto il suo affetto,” racconta chi la conosce. Eppure, la sua presenza è stata vista come un disturbo, un bullone difettoso che poteva disturbare il normale funzionamento dell’intero ingranaggio. Andava allontanata perché diversa. Un fastidioso errore genetico da tenere lontana dagli occhi. L’idiozia senza confine. Un cumulo di beceri pregiudizi che rovinano la vita di chi la subisce. Umiliazioni che vanno a riflettersi sui familiari e su chi si trova, quotidianamente e senza nessun fastidio, a vivere accanto ad un “diverso.” L’Italia. La Russia. Il mondo. L’uomo, imperterrito e privo di vergogna, continua ad esibirsi in tristi distinzioni. A classificarsi. A volersi distinguere in categorie di buoni o cattivi. Ma è l’imperfetto, il difetto, che rende qualcuno, qualcosa speciale. Come una famosa statua senza braccia. La Venere di Milo.    

Solidarietà operaia a Pomigliano: pubblico in delirio per Toni Servillo

Ieri l’attore ha recitato gratis in un teatro Gloria strapieno. Obiettivo: rafforzare il fondo di solidarietà ai più deboli voluto da Landini, don Ciotti e don Peppino.    “Erano sei mesi che non recitavo in teatro. Un commento su questa serata? Non servono commenti, basta essere qui, ogni parola è superflua: io parlo attraverso i nostri grandi autori “. In un teatro Gloria che ha fatto registrare il tutto esaurito, Toni Servillo ha voluto ribadire un concetto che gli è caro: esserci per dare un segnale chiaro, ma senza proclami. Durante lo spettacolo sui grandi autori napoletani, sollecitato a Pomigliano da Maurizio Landini, don Peppino Gambardella e don Ciotti, l’attore napoletano ieri sera ha dato un bell’aiuto al fondo di solidarietà creato per i cassintegrati, i disoccupati e i precari dall’associazione Legami di Solidarietà, un’idea della Fiom, della Caritas e di Libera. Ed è stato un successo: circa 350 persone hanno assistito alla performance di Servillo. Il prezzo del biglietto era di 20 euro. “Non vedo l’ora di poter dare subito tutti questi soldi a chi ne ha bisogno “, ha dichiarato a caldo don Peppino. Servillo ha ” letto Napoli ” attraverso i suoi grandi autori. L’incasso dello spettacolo, a cura di Teatri Uniti, è stato devoluto interamente al fondo promosso da Legami di solidarietà. L’attore, reduce dalle riprese del film di Francesco Amato ” Lasciati andare, ha anche avuto il tempo di raccontare al pubblico questa sua esperienza in favore dei più deboli, degli “ultimi” del nostro tempo, attraverso le opere dei drammaturghi partenopei di ieri e di oggi. Una performance applaudita dal primo all’ultimo minuto. Nello spettacolo tenuto al teatro Gloria e preceduto dai discorsi di don Peppino e di Michele Depalma, della segreteria nazionale Fiom, si sono incrociate le voci di grandi autori della tradizione napoletana, come Salvatore Di Giacomo, Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani e quelli di poeti contemporanei come Enzo Moscato, Michele Sovente, Mimmo Borrelli. ” Abbiamo individuato l’occasione migliore nell’attività dell’associazione Legami di Solidarietà – ha aggiunto Servillo – nella difficile realtà economica di Pomigliano d’Arco. Ma non si tratta di assistenza sociale – ha tenuto a precisare l’artista in una serie di messaggi rilasciati qualche giorno prima dell’evento – è sicuramente un modo per affermare il valore della condivisione e, nei limiti di chi fa il mio mestiere, esprimere una forma di solidarietà attraverso il teatro. Naturalmente esistono anche altri modi che andrebbero utilizzati al meglio da chi ne ha le possibilità e la responsabilità “. All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e la capogruppo regionale del Movimento Cinque Stelle, Valeria Ciarambino. ” Momenti come questo – ha dichiarato De Magistris – servono a ricordare la lotta degli operai, la modifica dell’articolo 18, che impedisce ai licenziati di riavere il lavoro, a ricordare che senza l’industria Napoli e Pomigliano non vanno da nessuna parte e che la Costituzione e i diritti che sancisce sono fondamentali per il vivere civile e democratico “. “Questa di stasera è un’ iniziativa importante sotto il profilo del morale, dello stare insieme sancendo che il lavoro viene prima di ogni cosa, in una realtà in cui il lavoro sembra essere sparito  – ha detto Valeria Ciarambino – ma bisogna rispondere in modo strutturale, con il reddito di cittadinanza “. Queste le voci autorevoli prima dello spettacolo. Il resto è stato uno show eccezionale di colui che si può tranquillamente definire il più grande attore italiano del momento. Memorabile la sua personalissima interpretazione del marchese di Belluno e di Rovigo, indimenticato personaggio de ‘A Livella di Totò. Qui Servillo ha evitato di scandire le battute del nobile, “classista” anche nell’aldilà, con frasi relegate a una serie di esilaranti smorfie da snob rincitrullito con la puzza sotto il naso. Ma la parte probabilmente più interessante è stato quando Toni Servillo ha recitato passi dalle opere dei nuovi autori, Moscato, Borrelli, De Giovanni. Qui l’artista ha dato il meglio del suo eclettismo, leggendo un napoletano quasi cantato, a tratti schizofrenico, velocissimo, estremamente moderno.  Ironico e terribilmente drammatico al tempo stesso. E alla fine, tutti in piedi, tutti felici per una sera: operai, precari, disoccupati, sindacalisti e militanti della sinistra e del Movimento Cinque Stelle. Tutti, forse, un po’ meno divisi di prima.      

Somma Vesuviana, chiusura via Roma, il sindaco Piccolo: «Né colpe, né colpevoli».

 Si lavorerà anche nei giorni festivi per completare il lavoro in programma: il blocco interesserà soltanto i primi 50 metri di via Roma. Via Cecere e piazza San Domenico già pavimentate.   La polemica sulla chiusura di via Roma – aggiungendosi alle oggettive difficoltà che il sindaco ha dovuto fronteggiare nelle ultime settimane (in primis la crisi politica, non ancora risolta né sfociata nel varo di una nuova giunta) – sembra accendersi di più, soprattutto sui social. Ma stavolta il sindaco Piccolo non ci sta e – premettendo che entro pochi giorni annuncerà anche i nomi dei nuovi assessori – ha voluto fornire alcune precisazioni. «Io sto con i commercianti – dice Piccolo – in questa vicenda non esistono e mai esisteranno parti contrapposte, non ci sono né colpe né colpevoli ma solo una situazione contingente che deve essere risolta. Sono consapevole, lo siamo tutti, che qualche disagio ci sarà ma non esistono invece inefficienze, deficienze o quant’altro. Il progetto è stato redatto, realizzato ed eseguito da ottimi professionisti». Intanto, con le festività dedicate ai Santi e ai defunti, si va inesorabilmente verso il Natale e chiudere una strada dove insistono negozi non è esattamente una panacea per il commercio. «Ho colloquiato in maniera costruttiva con i commercianti della zone e il loro atteggiamento è stato propositivo e collaborativo, io non so da dove nascano le polemiche ma posso garantire che seguo i lavori con attenzione, anche con la mia presenza costante e quotidiana e so che procedono celermente, anche nei giorni festivi. Faremo presto, il più presto possibile». Insomma, il sindaco – dopo essersi confrontato con i commercianti – chiede una sola cosa: collaborazione. «Basta con le polemiche, con i toni inquisitori e saccenti di associazioni di categoria che non mi pare siano insorte quando si trattava di altre zone della città – anzi sono lieto di constatare che esistano – i commercianti sanno bene che se avessi voluto palleggiare le responsabilità non li avrei invitati personalmente per cercare un confronto democratico, per trovare soluzioni – sempre insieme – riducendo i disagi. Invito tutti a guardare avanti, a sforzarsi di superare qualche piccolo inconveniente, a non lasciarsi strumentalizzare dai tanti che hanno condiviso negli anni dei modi di agire e che oggi si ergono a “depositari della verità”».  

Le ricette di Biagio. Tortiglioni ai quattro formaggi, un omaggio alla “Paloma”, la più bella canzone d’amore.

0
“E come in voce voce si discerne / quand’una è ferma e l’altra va e riede”: così Dante, nel canto VIII del Paradiso. E così in questo piatto tre formaggi tengono la nota, e l’ Auricchio piccante “va e torna” lungo la scala dei toni, aiutato dal lacryma bianco di Fiore Romano. Ingredienti ( per 4 persone): tortiglioni; gr. 150 mozzarella; g.100 caciocavallo; gr. 150 di provolone Auricchio piccante; gr. 200 parmigiano; gr. 150 burro; sale. Il primo segreto di questa ricetta sta, a parer mio, nel modo di preparare i formaggi, tre dei quali vanno tagliati non a dadini, come leggo da qualche parte, ma in filetti sottili, solo un poco più grossi di uno stuzzicadenti: il quarto, e cioè il provolone Auricchio piccante, che in questa ricetta ha il compito di fornire il sapore dominante, va tagliato a frammenti. Solo una metà del parmigiano si divide in filetti, l’altra metà si grattugia, mentre il burro va sciolto e riscaldato a bagnomaria, a temperatura sostenuta. Intanto i tortiglioni si sono cotti: scolateli, conditeli con i filetti e i dadini dei formaggi, con meno della metà del parmigiano grattugiato e con una abbondante porzione del burro sciolto; disponete il tutto in un largo piatto, portate in tavola e cospargete la pietanza con ciò che resta del burro e del parmigiano grattugiato. Questo è un piatto che odia gli umori dell’acqua, e perciò molti consigliano di non usare la mozzarella, a cui, invece, non rinuncerei mai, e che faccio asciugare dal provolone Auricchio piccante. Il secondo segreto è quello di far sciogliere i quattro formaggi direttamente nel piatto, dal calore dei tortiglioni e da quello, intenso, del burro. Ma è essenziale che la fusione non sia così radicale da confondere l’identità dei quattro formaggi, che il gusto deve percepire distintamente, fino all’ultimo boccone. Perciò risulta essenziale il ruolo del vino. Noi abbiamo bevuto il Lacryma Christi Bianco di “Fiore Romano”, e devo dire che le vibrazioni di questo splendido vino hanno risposto armoniosamente alle sollecitazioni “provocate” dall’ Auricchio piccante e dalle rigature dei tortiglioni, che è un tipo di pasta straordinario. Biagio Ferrara Mentre ci confrontiamo con questi tortiglioni ai quattro formaggi, un giovane commensale, a cui non piace il formaggio, apre il computer e incomincia ad ascoltare musica, e a imporre a tutti gli altri la sua decisione. Per fortuna, dice il meno giovane dei commensali, è una musica che “ ci azzecca”. E’ la “Paloma”, eseguita dall’orchestra di André Rieu, il direttore olandese che organizza spettacoli sfiziosi, anche se un po’ ruffiani. Lentamente si realizza, grazie a questa musica che “ ci azzecca”, il prodigio di cui hanno parlato i più grandi narratori dell’esperienza del mangiare, da Ateneo a Isabel Allende. “ Anche la musica contribuisce a fare di un pasto un’esperienza sensuale ed è per questo che è abominevole lo spettacolo di chi si siede a tavola con il chiasso di una partita di calcio o delle brutte notizie alla televisione”: così ha sentenziato la Allende, nel suo libro “Afrodita”. Il mangiare mette in moto tutti i sensi, smuove l’immaginazione, richiama i ricordi, pretende che chi sta mangiando costruisca intorno a sé uno spazio di armonie. Lo stesso vino bevuto in bicchieri di forma diversa non è più lo stesso vino: e cioè non dipende solo dal variare dei volumi dei bicchieri, ma dalla forma stessa dei bicchieri, perché un “flute “ alto e stretto evoca immagini molto diverse da quelle suggerite da una coppa bombata. La musica e il mangiare sono la stessa esperienza sensuale, e che la musica possa aprire le porte all’eros lo sapevano già i musici greci. La Allende racconta l’ estasi erotica in cui venne assorbita a poco a poco una signora, seduta accanto a lei alla Metropolitan Opera House, mentre ascoltava Placido Domingo. “ Quando il tenore sprigionò un prolungato “ do di petto”, lei si irrigidì sulla sedia, rovesciò gli occhi, iniziò a mordicchiarsi le mani e a lanciare brevi gridolini di perdizione tra lo stupore di tutti i presenti e persino di qualche membro dell’orchestra” “ La paloma” che Sebastiàn Iradier compose tra il 1852 e il 1855, ispirandosi probabilmente a una “habanera” cubana, è da molti considerata la più bella canzone d’amore. La musica e il testo, integrandosi alla perfezione, esprimono potentemente il desiderio, il rimpianto, il ricordo, l’attesa, l’orizzonte infinito del sentimento: “se ti si avvicina una colomba, trattala con affetto, perché è la mia anima”. Memorabili sono le interpretazioni di Nana Mouskouri e di Mireille Mathieu, anche se io preferisco quella di Victoria de los ‘Angeles, il soprano lirico spagnolo, la cui voce è, anche nelle registrazioni, come il pennello di Sorolla, costruisce colori di ogni possibile tono. La versione orchestrale di André Rieu sottolinea l’ armonia del tessuto musicale, un flusso pacato di onde che in tre momenti si impenna in un tono più alto, ma senza frattura, per impulso naturale. Così fanno le “voci” descritte da Dante nel canto VIII del “Paradiso”: una “ si tiene su una nota “, l’altra “ scorre per diverse modulazioni”. E così, nel piatto di Biagio – Dante mi perdoni – sulla base armoniosa della pasta tre formaggi “tengono la nota”, e l’ Auricchio piccante “si leva in su” e “si cala in giù”: è la nota dominante. Nell’esercizio di questo ruolo l’aiuta – ha ragione Biagio – il lacryma bianco di “ Fiore Romano”, che smorza le punte estreme del piccante, immette soavità di frutta vesuviana nel corpo robusto del formaggio e ne fa vibrare l’ intima delicatezza. Un piatto, un quadro, una canzone: sarebbe un ebook sfizioso.

Cina, abolita la politica del “figlio unico”

0
Dopo più di 40 anni, le famiglie cinesi potranno avere più di un bambino.  La Cina comunista nasceva sull’idea dell’autosufficienza di Mao Tse-tung, nell’ambito della quale una popolazione florida era ben vista. Negli anni, la sproporzionata crescita demografica cominciò a diventare una preoccupazione e ad essere considerata come un ostacolo allo sviluppo e alla modernizzazione. Nel 1979, un quarto della popolazione mondiale era cinese, ma con solo il 7% delle superfici coltivabili. È qui che la Pianificazione Familiare e la legge del figlio unico trovarono origine. Inizialmente il controllo delle nascite era visto come un metodo per controllare il consumo delle risorse interne. Col tempo, invece, tale politica si è rivelata una minaccia per la crescita economica del Paese. È ormai da più di dieci anni che il tasso di nascite è costante, fermo a 12.1 per 1000 persone mentre il tasso di crescita demografico è in declino. -1x-1 Già nel 2013 erano state abolite le sanzioni pecuniarie per chi avesse più di un figlio.   Giovedì (due anni dopo) la politica del figlio unico è stata completamente abolita. Il motivo principale, sottostante a questa decisione, è affrontare la diminuzione del tasso di crescita del PIL: 8% all’inizio del 2013, 7.4% all’inizio del 2014, 6.8% nel 2015.   Il risultato dei tassi demografici attuali sarebbe stato una popolazione sempre più vecchia e con sempre meno forza lavoro a disposizione. Ciò avrebbe causato lo stop della crescita economica e una crescita improvvisa dei salari, costringendo le fabbriche cinesi a spostarsi in nazioni in cui il costo del lavoro è minore. Una possibilità di guardare al “dilemma demografico” cinese è considerare il “rapporto di dipendenza”: il numero di dipendenti (i.e. persone tra i 0-14 anni e oltre i 65) su la popolazione attiva (persone tra i 15-64 anni). Esso da informazioni su quanti lavoratori attivi stanno di fatto “sostenendo” i non lavoratori. In Cina tale ratio è di circa il 30% in confronto al 55% circa del Giappone e anche dell’Italia.   L’abolizione della politica del figlio-unico è una misura politica che sicuramente avrà degli effetti sull’economia cinese e sul suo tasso di crescita. Fondamentalmente, si tratta di un ulteriore passo nel percorso di trasformazione: da nazione dipendente da investimenti ed export, ad economia basata su servizi, consumi interni e innovazione. Le conseguenze si vedranno però solo nel medio-lungo termine, quando i “nuovi arrivati” entreranno in età da lavoro e metteranno loro stessi su famiglia.

Sant’Anastasia, progetto “CONI ragazzi”: corsi di pallavolo gratuiti

Attivato il progetto “Coni ragazzi” presso la palestra della scuola Elsa Morante (zona Romani) di Sant’Anastasia che darà la possibilità a bambini e ragazzi di svolgere corsi di pallavolo gratuitamente. Dal 30 ottobre 2015 sono aperte le iscrizioni per partecipare al progetto “Coni ragazzi” presso la palestra della scuola Elsa Morante (zona Romani) di Sant’Anastasia che consentirà a bambini e ragazzi di età compresa tra i 9 e i 13 anni di svolgere corsi di pallavolo gratuitamente.  La Nuova Polisportiva Ponticelli sceglie il Comune di Sant’Anastasia per consentire ai bambini, in modo particolare a coloro che versano in situazioni di disagio economico e sociale, di fare sport. Il Presidente della Nuova Polisportiva Ponticelli Gerardo Amato dichiara: “Si tratta di un progetto sportivo, sociale ed educativo, frutto della collaborazione tra Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute e CONI. Sono felice che siano i ragazzi di Sant’Anastasia ad usufruire di questa straordinaria opportunità e ringrazio pubblicamente il sindaco Lello Abete, l’assessore Fernando De Simone, il Dirigente scolastico dell’istituto Elsa Morante Maddalena De Masi e il vicario la Prof.ssa Assunta Cennamo per la disponibilità mostrata”. La Nuova Polisportiva Ponticelli propone in particolar modo la disciplina della pallavolo di cui è promotrice da diversi anni e i ragazzi saranno seguiti dallo staff tecnico dell’associazione. Tra questi un’anastasiana Carmen Terracciano, allenatrice FIPAV che aggiunge: “Mi associo ai ringraziamenti già espressi dal Presidente Amato e sono orgogliosa di poter contribuire a fornire un servizio concreto ai bambini del mio paese”. Su richiesta è disponibile un servizio navetta gratuito.

Somma Vesuviana, due donne in manette per ricettazione e possesso illegale di armi

0
  auto carabinieri   Pistola con matricola abrasa avvolta in una busta di plastica trovata nella stanza da bagno I carabinieri di Somma Vesuviana al comando del maresciallo Raimondo Semprevivo hanno arrestato due donne per il reato di ricettazione di una pistola e detenzione illegale dell’arma. Una calibro 765 con otto colpi del quale uno in canna e la matricola abrasa.   Nel corso della perquisizione, i militari hanno rinvenuto l’arma clandestina nella stanza da bagno, dentro una valigia, avvolta in una busta di plastica.