Duecentomila euro dal ministero dell’Interno per la videosorveglianza. Gli apparecchi saranno installati tra qualche giorno.
Dopo il caso nazionale di Anatolij Korol, l’ucraino eroe ucciso dai figli di un boss nel tentativo di sventare una rapina, il ministro Angelino Alfano aveva fatto una promessa al sindaco di Castello di Cisterna, Clemente Sorrentino: dare il via all’eliminazione della criminalità in questa piccola capitale del crimine, zeppa di clan e di delinquenti di ogni sorta ed estrazione. Già, è così. Non si tratta dei soliti annunci: si comincerà la settimana entrante, quando grazie ai 200mila euro appena inviati al Comune dal ministero dell’Interno saranno installate decine di telecamere di ultima generazione nei rioni bunker della camorra. Occhi indiscreti puntati sul rione della ricostruzione, storica centrale di spaccio all’aperto h 24, “specializzata” nella vendita di crack, e sulla Cisternina, le case di proprietà del comune di Napoli date ai senzatetto agli inizi degli anni Ottanta. E’ da qui, dalla Cisternina, che la sera del 29 agosto scorso ha agito ed è partito il commando di rapinatori che ha ucciso, nel vicinissimo supermercato Piccolo, l’immigrato eroe Anatolij Korol, “colpevole” di essersi opposto alla rapina nell’esercizio commerciale. Nella Cisternina abitano tutti gli arrestati: Gianluca Ianuale e Marco Di Lorenzo, rispettivamente figlio e figliastro del boss Vincenzo, ben frattempo divenuti collaboratori di giustizia. Ma in questi appartamenti hanno fatto ciò che hanno voluto anche Mario Ischero ed Emiliano Esposito, complici dei fratellastri, il primo facendo da palo e il secondo fornendo il motorino rubato e la pistola. Ed è sempre qui che Ianuale e Di Lorenzo hanno pure trovato tutto il supporto logistico necessario subito dopo il colpo. E’ un posto molto difficile Castello di Cisterna. Nel 2009 il nucleo informativo del gruppo carabinieri, che proprio qui ha sede, è riuscito a far rimuovere dal ministero dell’Interno l’ex sindaco e i consiglieri comunali per gravi condizionamenti mafiosi. Alla base del provvedimento, la cui validità è stata confermata qualche mese fa dal Consiglio di Stato, ci sono stati forti interessi criminali nell’edilizia. Da queste parti decine di palazzi risultano ancora irregolari essendo frutto di un piano regolatore annullato dalla provincia a causa di una serie di atti illegittimi. Si perché anche a Castello di Cisterna come altrove la camorra è cemento e appalti. E spaccio di droga. Ma con l’istallazione delle telecamere sul parco De Nicola le forze dell’ordine contano di eliminare lo smercio di sostanze stupefacenti che si sviluppa ogni giorno e a tutte le ore sotto gli occhi di tutti, in mezzo ai bambini che giocano, tra le massaie che vanno a fare la spesa. ” Faremo installare le telecamere la prossima settimana – conferma il sindaco Sorrentino – intanto – annuncia il primo cittadino – è già pronta la sala di controllo operativo, si trova nel comando di polizia municipale “. I punti sensibili in cui installare le strumentazioni elettroniche sono stati individuati dai carabinieri. Tira un vento nuovo a Castello di Cisterna e dintorni.







