Martedì 23, ore 11.00, il Televideo scrive, saltando una “r”: oggi per U. Eco “ceimonia laica”. Umberto Eco aveva previsto anche questo errore

“Ceimonia” U. Eco l’avrebbe spiegato, nella “Cacopedia”, come “ammonimento della Cei”, dei vescovi italiani irritati per la “cerimonia” laica. Cristo ha mai riso ? E la rosa deve chiamarsi per forza rosa? Napoli protagonista del romanzo “ Il cimitero di Praga”.   “Da una sola parola lui  tirava fuori due storie, tre ricordi e quattro riflessioni” (B.Pivot) L’aveva previsto: “dopo la mia morte gli sciocchi “normali” di internet si vendicheranno  abbinando al mio nome una parola che odio, “erudito” e pubblicando, per commemorarmi,  la scheda della Treccani ”virtuale” o quella del risvolto di copertina di qualche mio libro”. Aveva previsto anche che gli sciocchi più pericolosi, gli estremisti della fede, avrebbero condannato la sua decisione di andarsene via con una cerimonia laica e che la sua morte avrebbe consentito di far passerella, una passerella lunga e vistosa, a quei politici che non avevano trovato il tempo per nominarlo senatore a vita. Egli ha anche previsto, ne sono certo, che  martedì 23 il Televideo avrebbe annunciato i suoi funerali scrivendo “ceimonia “ “laica” invece che “cerimonia”: un errore psicanalitico che egli, nella “Cacopedia”, avrebbe spiegato come “Cei-monia”, e cioé “ammonimento” della Cei, dei vescovi della Conferenza episcopale italiana, irritati contro uno scrittore che, dopo aver conquistato la fama mondiale con storie di monaci, preti e santi, poi decide di andarsene come un miscredente qualsiasi. Mettetevi nei loro panni. Ho tutti i libri di U.Eco, ma li ho letti solo tre volte ciascuno: dunque, è come se non li avessi letto. Sto rileggendo per la quarta volta “Il nome della rosa”, e mi sono fermato al titolo: non so rispondere alla domanda capitale: la rosa si chiama rosa perché “deve” chiamarsi rosa, per forza, o potrebbe chiamarsi anche in un altro modo ?. E non so nemmeno  rispondere all’altra domanda capitale: ma Cristo rideva? E se sì, rideva apertamente, o solo dentro di Sé ? Ha sempre riso, o Si è concesso una risata solo quando era ragazzo? E di che tono e di che calibro era la Sua risata, visto che gli studiosi hanno contato non meno di venti modi di ridere? Ovviamente, se non sai rispondere a queste due domande, è inutile leggere il romanzo:  non si coglierebbe nessuno dei molti suoi sensi. Molti dei napoletani di internet hanno pubblicato una riflessione di Eco sul ruolo della città di Napoli: è sfuggito agli intellettuali napoletani e vesuviani – è sfuggito, o non hanno voluto esibire la loro cultura – che il protagonista del romanzo “Il cimitero di Praga” spiega le vicende dei Mille, di Garibaldi e di Napoli conquistata come un complotto della massoneria: è una spiegazione che “tira”, come si sa, la più adatta a scatenare una tempesta di “mi piace”.  Perciò tornerò su questo tema: anzi dedicherò a Umberto Eco più di un articolo, a partire da un suo “pezzo” che mi fu chiaro alla prima lettura, perché non richiedeva troppa cultura. Il “pezzo” ,“ Come non usare il telefonino cellulare”, fu pubblicato nel “Secondo Diario Minimo”: lo scrittore vi traccia la “fenomenologia” di coloro che in pubblico portano il telefonino incollato all’orecchio, senza un attimo di pausa. C’è poi il “pezzo fantastico” sul sindaco che va dal sarto, indossa la giacca nuova fatta su misura, e subito si pubblica su “fb”, pavoneggiandosi, e un attimo dopo gli piove addosso uno scroscio di “bello” e “bellissimo”. Ma forse mi confondo: il pezzo è di U. Eco, o è di Karl Kraus? Umberto Eco odiava la parola “erudito”, perché l’erudizione si misura a chili e a quintali. E’ una questione di quantità, non di qualità. Lui, invece, tesseva,collegava e connetteva in interminabili trame i fatti, le cose, i pensieri, i sentimenti, i quadri, le statue, le “strisce”, le parole: tutto ciò che i suoi sensi e il suo intelletto percepivano, tutto ciò che avevano percepito gli altri, lasciandone testimonianza e memoria nei libri. Egli partì da Borges e dalla Biblioteca di Babele, dall’immagine eroica del “Lettore, nuovo don Chisciotte, mobile, avventuroso, instancabilmente inventivo, alchemicamente combinatorio”. Questo disse nella lezione magistrale che tenne il 22 maggio del ’97 all’Università di Castilla – la Mancha, che lo aveva laureato ad honorem. E raccontò che “Diario minimo”, pubblicato nel 1963, egli avrebbe voluto intitolarlo “Piccola Borges –ia”: un omaggio a Borges e, nello stesso tempo, a Vittorini, autore della raccolta di racconti “Piccola Borghesia”. “Borges- ia”: un genio che pensa a un titolo così non può non aver previsto che qualcuno avrebbe scritto “ Cei-monia”, invece di “cerimonia.” Per le ragioni del rigore filologico ho controllato il Televideo alle 13.00: l’errore era stato corretto. La notizia dei funerali laici di U.Eco sta in terza fila:  sotto la terrificante rivelazione che gli americani controllavano i telefoni dell’on. Berlusconi, quando era Presidente del Consiglio, e sotto la strepitosa battuta del sig. Renzi, il quale ha dichiarato, impassibile, che gli americani, prima di far partire un drone armato dalla base di Sigonella per la Libia, dovranno chiedere il permesso al governo italiano. I funerali di U.Eco si tengono proprio in una giornata da “Cacopedia”.

Giro di vite dei militari nel Vesuviano, arresti per rapina, furto e spaccio

Controlli a tappeto dei carabinieri nei territori di Ercolano, Pomigliano e Marigliano. Diverse persone finite in manette per rapina, spaccio e stalking.   I militari della compagnia Castello di Cisterna durante un servizio effettuato per contrastare l’illegalità diffusa hanno tratto in arresto 2 persone e ne hanno denunciate 9 in stato di libertà. A finire in manette Giovanni rea, 26enne di Marigliano, raggiunto da ordine di carcerazione emesso dal tribunale di Napoli in forza del quale sconterà un anno e mezzo di reclusione. Arrestato invece per furto aggravato, Nunzio De Falco, 27enne di Pomigliano D’Arco. Denunciati invece 9 cittadini trovato in possesso di marjuana e hashish, oltre che di un revolver con matricola abrasa e un giubbotto antiproiettile.   A Pomigliano invece i milirari hanno arrestato un 38enne di Acerra, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Nola su richiesta della locale procura. Il provvedimento restrittivo concorda con risultanze investigative dell’arma: l’uomo perseguitava con reiterate condotte vessatorie e violente la ex convivente 32enne di Pomigliano. La cosa andava avanti da dicembre 2015. l’arrestato è stato sottoposto ai domiciliari, come disposto dall’ag.   Ancora ad Ercolano, i carabinieri hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia un 53enne del luogo. L’uomo, sotto l’effetto di stupefacenti, aveva messo sottosopra la casa per poi minacciare la moglie 40enne contro la quale ha poi continuato con il lancio di piatti e bicchieri. Su richiesta di aiuto della povera donna i militari sono intervenuti d’urgenza sul posto bloccando il violento che si trovava ancora in casa. Non era il primo episodio, come è emerso durante il racconto della 40enne in sede di denuncia. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto in carcere a Poggioreale. Altri arresti per detenzione di stupefacenti a Boscoreale, dove i carabinieri dell’aliquota radiomobile di Torre Annunziata hanno perquisito l’abitazione di un 29enne rinvenendo 100 grammi di hashish. Erano nella cameretta del figlioletto, nascosti tra i pannolini… Salvatore Tufano, detentore della droga, è stato tratto in arresto e ora si trova in attesa di rito direttissimo.

Una notte tra arte e musica al Museo del Sottosuolo di Napoli con i FlamengotangoProject e i Metamorfosi

Nel sublime scenario del Museo del Sottosuolo di Napoli, sabato 27 febbraio dalle ore 19.00, la società di eventi live e discografici Mauna Loa presenta: Una Notte tra Arte e Musica, data unica per uno spettacolo che vede la fusione dell’arte con la musica nelle viscere incantate di Napoli. Un tornado di diversi generi musicali, dove gruppi emergenti presenteranno l’uscita dei loro prossimi album. Uno showcase ricco di emozioni all’insegna della buona musica dove l’arte e la storia non saranno le sole protagoniste. Ad aprire lo spettacolo saranno i FlamentangoProject, un ensemble di musicisti, fortemente voluto dal direttore artistico e chitarrista Lucio Pozone, al cui invito hanno aderito artisti di altissimo livello provenienti non solo da varie regioni del mondo, ma anche da diverse esperienze artistiche. La magia dei FlamentangoProject ha calcato palcoscenici prestigiosi, riscuotendo ovunque ampi consensi: il desiderio dell’ensemble è quello di far ascoltare sia le musiche di autori che hanno lasciato un segno indelebile nella storia, sia le proprie composizioni, coinvolgendo emozionalmente il pubblico. La serata proseguirà a ritmo di rock con il gruppo Metamorfosi: una band, formata da Sarah D’Arienzo, voce intensa e potentissima, Tyron D’Arienzo alle chitarre e Gianluca Manfredonia alla batteria e vibrafono. I tre giovani artisti presenteranno, il loro nuovo disco Chrysalis, una sfida che segna anche un cambio di rotta della band. Sarà un nuovo ep in lingua inglese, realizzato con il desiderio e la volontà di abbattere le frontiere ed allargare i propri orizzonti, attraverso un sound maturo, articolato e contaminato.   Sponsor ufficiale della serata l’Enoteca Telaro di Formia, una delle più note case vinicole italiane, costituita nel 1987 e fortemente voluta dai fratelli Telaro, che fin dall’inizio hanno creduto nel loro prodotto biologico e naturale. Info line: 0775/821012 Press & Promotion: press@maunaloa.eu

Le tasse sono una preoccupazione

La pressione fiscale in Italia è alta e superiore a quella di tanti altri Paesi europei, ragione per cui sui cittadini italiani le tasse pesano come un macigno, influenzando non poco i bilanci familiari. Nel nostro Paese, infatti, vengono applicate tasse di tutti i tipi tra cui alcune risultano veramente curiose. Giusto per avere un’idea della molteplicità di imposte che gravano sulle tasche degli italiani citiamo quella sui permessi per poter raccogliere i funghi.  Colpiti quindi  anche gli inguaribili appassionati della natura e della buona cucina. Ma ce ne sono anche altre di stravaganti, tra cui la tassa che bisogna pagare ogni anno per la bollatura e la numerazione dei registri contabili e dei libri. Le tasse versate ogni anno nelle casse dello Stato rappresentano dunque un vero tesoro. Detto questo, però, va anche sottolineato che il sistema fiscale di un Paese serve a garantire alcuni dei servizi essenziali utili a una buona convivenza civile: sanità e scuola a esempio sono servizi che molto difficilmente potrebbero essere garantiti da uno Stato senza l’applicazione dei dovuti tributi. Resta comunque altissimo il numero di tasse pagate dai contribuenti tra imposte, accise, addizionali, etc. Alla luce di queste premesse risulta alquanto difficile persino stilare una classifica delle più indigeste. Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) ed Iva (Imposta sul Valore Aggiunto) sono certamente tra quelle che gravano di più sulle tasche dei cittadini italiani. Molto poco gradite anche la Tari, la tassa sui rifiuti, e le accise, le imposte che i contribuenti sono costretti a pagare sui consumi degli alcolici e dei prodotti energetici come, ad esempio, la benzina. Pesano molto sulle imprese, invece, l’Irap (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) e l’Ires (Imposta sul Reddito delle Società). Tasse alte e molto odiate da tutti coloro che fanno impresa e responsabili, per molti economisti, del mancato rilancio dell’economia italiana. Le prospettive per il 2016, inoltre, non sono buone. Previsti aumenti delle tariffe per i servizi idrici e per la raccolta dei rifiuti, in aumento anche le spese per treni, aerei e mezzi pubblici. In compenso, da segnalare tra le buone notizie l’abolizione della Tasi sulle abitazioni principali non di lusso e la riduzione del canone Rai, sceso da euro 113,5 a euro 100. Infine, se le previsioni sulle quotazioni del petrolio saranno rispettate, come tutti si augurano, quest’anno dovrebbero calare le accise sulla benzina e di conseguenza fare il pieno costerà un po’ meno. Una buona notizia, quest’ultima, a patto non solo che le previsioni verranno rispettate ma anche che il Governo non introduca altre tasse sui carburanti. Dubbio lecito, perché le tasse in Italia preoccupano tutti i cittadini e spesso aumentano anche in maniera considerevole. Aumenti che, purtroppo, non coincidono sempre con un miglioramento dei servizi, diversi dei quali ancora molto insoddisfacenti. Insomma, la musica è sempre la stessa: le tasse sono alte e troppe.

Direttamente dal San Paolo un pensiero in paradiso per Francesco e Domenico

Un dono speciale da parte di Carmine Aliperta a  Francesco Tafuro e Domenico Liguori, i due ragazzi uccisi per un presunto debito di gioco a Saviano. Erano dei bei ragazzi, bravi e dal cuore gentile, ma soprattutto amavano la propria squadra, il Napoli. Dei giovani che mangiavano pane e sport, grandi tifosi azzurri! Francesco e Domenico hanno finalmente ricevuto il regalo che forse avevano sognato da sempre. Un dono a cui ha pensato il loro caro amico, Carmine Aliperta, che ha chiesto e ottenuto dai campioni partenopei un pensiero e la firma sulle magliette a loro dedicate. Nell’album “Sempre con noi. Fiero di essere vostro amico”, ben visibile sui FB, dove sono inserite le foto scattate ieri allo stadio San P aolo.

“Jazz & Baccalà” continua con il concerto di Rosalia De Souza al Summarte

Proseguono gli appuntamenti con la rassegna musicale “Jazz & Baccalà”, curata dalla direzione artistica del batterista Elio Coppola ed organizzata in collaborazione con l’associazione Musicology. Dopo il sold oud del concerto del trombettista Fabrizio Bosso e del giovane trio Ricci/Caps/Coppola, il prossimo 27 febbraio alle ore 21,00 al Teatro Summarte di Somma Vesuviana arriva Rosalia De Souza con la sua “Brazilian Night”. La signora della bossa nova torna in Campania avvolta dal fascino e dalla sensualità di sempre, per ammaliare il pubblico del teatro di via Roma, in un concerto dal sound raffinato che mette insieme antico e moderno attraverso le sonorità della tradizione e la ricerca di un linguaggio vero ed attuale. Rosalia De Souza è da sempre una delle artiste brasiliane più conosciute ed amate in Italia. Partita da Rio de Janeiro, da quel distretto di Nilopolis e delle scuole di samba, l’artista ha scelto l’Italia, dove vive dal 1988, e dove ha iniziato a cantare, la notte, sui piccoli palcoscenici dei locali brasiliani di provincia. Poi, l’incontro con il dee-jay e producer Nicola Conte, che le ha cambiato la vita, e la scelta di abitare a Roma e frequentare la Scuola di Musica Popolare del Testaccio. Nel corso della sua brillante carriera ha partecipato a numerosi festival come il “Brazil Festival”, al Barbican Centre di Londra, a quello del Jazz di Montreux e molti altri in tutto il mondo. In Italia, ricordiamo la sua partecipazione alla trasmissione di Chiambretti, “Natale di Rai 2”, in cui ha duettato con Jarabe de Palo e ha cantato “D’Improvviso” con l’orchestra della Rai. Sempre dalla Rai, viene invitata a Napoli per il concerto dell’Epifania dove, diretta dal maestro Renato Serio, canta “O QueSerá” di Chico Buarque. Le atmosfere dei suoi concerti rievocano luoghi e sapori della musica brasiliana del passato, con particolare riferimento agli anni ‘60. Le sue interpretazioni dei brani più conosciuti e classici, trovano le loro radici in emozioni lontane, in ricordi che lei stessa definisce “ la ragione del suo cantare”. Al Summarte, la cantante, insieme al suo quartetto, presenterà un repertorio molto particolare, rendendo omaggio ai classici autori della musica brasiliana come Tom Jobim, Gliberto Gill, CaetanoVeloso, Joao Gilberto ed interpretando alcuni dei sui pezzi originali più celebri. La musica proposta durante la serata, sarà inoltre impreziosita dal potere della gastronomia locale. Infatti, prima dell’inizio del concerto il pubblico potrà gustare i prelibati piatti preparati dallo chef di 800 borbonico. Alla fine della cena si abbasseranno le luci e si potrà assistere all’esibizione dei quattro artisti. Un incontro speciale tra palato e udito a cui tutti possono partecipare e restarne affascinati. La rassegna musicale “Jazz & Baccalà” proseguirà al Summarte il 18 marzo con Antonio Onorato, il chitarrista preferito di Pino Daniele, che per l’occasione sarà accompagnato dal suo trio. Info e prenotazioni: 081 362 9579

L’urlo disperato degli operai “Cub”: da ieri barricati sulla collina di ecoballe, con una latta di benzina

A Marigliano Un tentato suicidio e un malore il drammatico bilancio della protesta  di ieri.  Alcuni operai del Consorzio Unico di Bacino, senza salario da 40 mesi, sono asserragliati da ieri mattina sulla cima del sito di stoccaggio di Marigliano, la “collina” di rifiuti ammassati nell’inquinata campagna di Boscofangone durante gli anni terribili delle varie emergenze “immondizia”. Salvatore Bottiglieri, 47 anni, di Casalnuovo, separato, quattro figli, Pasquale Napolitano, 49 anni, moglie e una figlia, di San Vitaliano, Luigi Ricci, 49 anni, moglie e un figlio, di Pomigliano, hanno trascorso tutta la notte al freddo, sulle ecoballe coperte da anni da un malandato telone nero di plastica. Hanno portato con loro una latta di benzina. Minacciano da dare fuoco a tutto. Ieri la protesta di Marigliano ha conosciuto momenti molto tesi e drammatici. Bottiglieri si è tagliato sulle braccia con un coltello. Per fortuna le ferite sono risultate superficiali, ma il gesto è stato di quelli lo stesso molto forti. E Pasquale Napolitano ha avuto un malore. E’ stato curato da una squadra del 118 accorsa sul posto con un’ambulanza. Poi però, appena si è rimesso, è risalito sulle ecoballe. Poco dopo, nel tentativo di stemperare la tensione, in cima ai rifiuti è salito il sindaco di Marigliano, Antonio Carpino. Il primo cittadino è giunto sulla sommità della collina di immondizie a bordo di una scala aerea dei vigili del fuoco. Indossava un casco ed era accompagnato da un pompiere. A ogni modo, dopo il colloquio con Carpino, i tre manifestanti non hanno voluto mollare: hanno deciso di restare lì sopra, al vento e al freddo. ” Non ce ne andiamo da qui fino a quando non ci daranno risposte concrete “, ha detto ieri sera Napolitano. Bottiglieri, Napolitano e Carpino fanno parte di un gruppo di 166 operai che sorvegliano i siti di stoccaggio temporaneo di Napoli e provincia. Figurano ancora negli organici del Consorzio Unico di Bacino, ente regionale in liquidazione. Molte altre centinaia di colleghi del Cub si trovano in un situazione più precaria. Da un anno non figurano più negli organici del Cub. Sono dichiarati soltanto nella “disponibilità” della Regione. E’ il caso del 49enne Giovanni D’Errico, che ad Acerra ha formato un gruppo, i “Lavoratori del Consorzio di Bacino “, che punta a migliorare le terribili condizioni familiari e sociali in cui versano. Ieri pomeriggio D’Errico e alcuni suoi colleghi di sventura acerrani sono stati ricevuti a palazzo Santa Lucia dal vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola. ” Ci ha detto – ha fatto sapere D’Errico al termine dell’incontro – che la giunta sta preparando un piano di formazione-lavoro che partirà in primavera “.

Le tante deviazioni del calcio e quel nervosismo che fa male agli azzurri

1 a 1 tra Napoli e Milan e niente sorpasso: la Juve resta capolista. “Quante deviazioni hai?”, cantava Vasco Rossi nel lontano 1983. La canzone era, appunto, “Deviazioni” e si trovava in un album, “Bollicine” destinato ad entrare nella storia della musica italiana per l’alto numero di successi. Già perché, nel calcio come nella vita, ci sono deviazioni e deviazioni: quella di Albiol, sabato scorso ha consentito a Zaza di far vincere la Juventus, farle sorpassare il Napoli e farle agguantare il primo posto. Quella di Abate, ieri sera al San Paolo, non ha consentito ad Insigne di collezionare il controsorpasso, che in tanti si aspettavano e sognavano. Le deviazioni, insomma, non sempre riportano sulla strada giusta: come quando stai con l’auto e, per colpa della deviazione di un percorso, ti ritrovi su una via sterrata, col navigatore senza segnale e l’amara sensazione di stare nella Frittole tanto cara a Benigni e Troisi in “Non ci resta che piangere”. Ora per il Napoli la corsa allo scudetto si fa complicata: lunedì c’è una Fiorentina tostissima e in mezzo il Villareal da battere almeno 2 a 0 se si vuole andare avanti in Europa League. È il momento dei nervi saldi: quelli che a volte mancano a Sarri, diciamocelo. Il mister è un personaggio a tutto tondo: la tuta proletaria, il mozzicone (spento) rigorosamente in bocca, l’insulto para-omofobico e, ahinoi, lo spirito polemico tipico del toscano (ve lo ricordate Mazzarri, eh?). Naturalmente la mancata vittoria del Napoli sul Milan non è colpa dell’espulsione di Sarri i cui meriti tattici, peraltro, surclassano qualsiasi difetto. Eppure in situazioni così delicate, probabilmente, ci sarebbe bisogno di ben altra solidità in panchina, caratteriale ed anche tecnica (ma quest’ultima non possiamo pretenderla dal mister): perché se sei costretto a sperare che le castagne dal fuoco te le levi El Kaddouri  e in più ti fai anche espellere, allora vuol dire che la coperta è corta. Certo, ora arriva la primavera: speriamo che la coperta non serva affatto. NO ME TOQUES LA PELOTA http://ilmediano.com/category/no-me-toques-la-pelota/

La Fiom recupera terreno nella Fiat di Pomigliano: prima assemblea partecipata, dopo sei anni

Straordinari, cassa integrazione e solidarietà, futuro produttivo: sono stati alcuni dei temi trattatati dai metalmeccanici della Cgil nella fabbrica “Gold” di Sergio Marchionne.   ” E’ una giornata storica: ci stiamo riprendendo la libertà “, scrive un delegato di fabbrica della Fiom, Mario Di Costanzo, nel social network più diffuso, Facebook. E’ un entusiasmo  che prende corpo dal fatto che stamane, per la prima volta dopo anni di un isolamento sindacale che si trascina dal 2010, data dell’accordo separato “Panda”, a Pomigliano l’ assemblea di fabbrica organizzata dai metalmeccanici della Cgil ha visto la partecipazione di centinaia di lavoratori ( vedi foto ) dell’impianto produttore dell’utilitaria più venduta in Italia, lo stabilimento Gold Medal, il migliore d’Europa, secondo gli standard del nuovo modello organizzativo e produttivo, il Wcm, voluto nel 2008 dall’amministratore delegato di FCA, Sergio Marchionne.  Dunque, la sensazione ora è che i metalmeccanici della Cgil stiano riprendendo terreno nell’unico impianto italiano del gruppo in cui hanno fatto registrare finora consensi inferiori rispetto alla rete complessiva di fabbriche Fiat. E’ la cartina di tornasole di un malcontento serpeggiante tra i 4700 addetti del grande stabilimento partenopeo, metà dei quali non lavorano stabilmente essendo soggetti ai contratti di solidarietà ?  

Somma Vesuviana, sassi contro le finestre al plesso Rione Trieste

Un anziano con problemi psichici che non aveva mai dato segnali di aggressività, questa mattina ha preso a lanciare pietre contro i vetri delle aule. Bambini illesi per un soffio.  Mancano le strutture, il tessuto sociale – sfrangiato e con interventi a macchia di leopardo – non aiuta, così capita che persone con problemi psichici che dovrebbero essere curate, assistite costantemente, supportate nella vita quotidiana, possano divenire un pericolo per sé stesse e per gli altri. Come è accaduto questa mattina – lunedì 22 febbraio – al plesso Rione Trieste del secondo circolo didattico. Quando un anziano signore con una lunga storia di problemi psichiatrici alle spalle si è messo a tirare sassi alle finestre delle aule. Un lancio andato a vuoto, un altro che ha infranto il vetro con uno schianto facendo schizzare schegge e mancando per un soffio il bimbo che era seduto accanto alla finestra. L’anziano in questione è persona nota al secondo plesso e in città. Da tutti definito mansueto, non è mai stato aggressivo ed è solito vagabondare in strada. Ha un padre, un fratello, e riesce a stento a provvedere a sé stesso. Fino a questa mattina il plesso scolastico di Rione Trieste era comunque tra le sue mete preferite, aveva più volte tentato di penetrare nel giardino, in qualche caso aveva finanche forzato il cancello, tanto che la dirigente Rosaria Cetro era stata costretta in più di un’occasione a chiamare i vigili urbani, sempre arrivati tempestivamente. Ma stavolta i bambini si sono spaventati, per il rumore, per lo scampato incidente che era possibile degenerasse in tragedia. Così la dirigente ha deciso di scrivere un esposto alle autorità cittadine, sollecitando un trattamento sanitario obbligatorio. In questa vicenda non ci sono né buoni né cattivi, ma solo una grande sofferenza e molte carenze strutturali. Ma non ci si può bendare gli occhi e far finta di niente quando a farne le spese potrebbero essere i bambini.