A Marigliano Un tentato suicidio e un malore il drammatico bilancio della protesta di ieri.
Alcuni operai del Consorzio Unico di Bacino, senza salario da 40 mesi, sono asserragliati da ieri mattina sulla cima del sito di stoccaggio di Marigliano, la “collina” di rifiuti ammassati nell’inquinata campagna di Boscofangone durante gli anni terribili delle varie emergenze “immondizia”. Salvatore Bottiglieri, 47 anni, di Casalnuovo, separato, quattro figli, Pasquale Napolitano, 49 anni, moglie e una figlia, di San Vitaliano, Luigi Ricci, 49 anni, moglie e un figlio, di Pomigliano, hanno trascorso tutta la notte al freddo, sulle ecoballe coperte da anni da un malandato telone nero di plastica. Hanno portato con loro una latta di benzina. Minacciano da dare fuoco a tutto. Ieri la protesta di Marigliano ha conosciuto momenti molto tesi e drammatici. Bottiglieri si è tagliato sulle braccia con un coltello. Per fortuna le ferite sono risultate superficiali, ma il gesto è stato di quelli lo stesso molto forti. E Pasquale Napolitano ha avuto un malore. E’ stato curato da una squadra del 118 accorsa sul posto con un’ambulanza. Poi però, appena si è rimesso, è risalito sulle ecoballe. Poco dopo, nel tentativo di stemperare la tensione, in cima ai rifiuti è salito il sindaco di Marigliano, Antonio Carpino. Il primo cittadino è giunto sulla sommità della collina di immondizie a bordo di una scala aerea dei vigili del fuoco. Indossava un casco ed era accompagnato da un pompiere. A ogni modo, dopo il colloquio con Carpino, i tre manifestanti non hanno voluto mollare: hanno deciso di restare lì sopra, al vento e al freddo. ” Non ce ne andiamo da qui fino a quando non ci daranno risposte concrete “, ha detto ieri sera Napolitano. Bottiglieri, Napolitano e Carpino fanno parte di un gruppo di 166 operai che sorvegliano i siti di stoccaggio temporaneo di Napoli e provincia. Figurano ancora negli organici del Consorzio Unico di Bacino, ente regionale in liquidazione. Molte altre centinaia di colleghi del Cub si trovano in un situazione più precaria. Da un anno non figurano più negli organici del Cub. Sono dichiarati soltanto nella “disponibilità” della Regione. E’ il caso del 49enne Giovanni D’Errico, che ad Acerra ha formato un gruppo, i “Lavoratori del Consorzio di Bacino “, che punta a migliorare le terribili condizioni familiari e sociali in cui versano. Ieri pomeriggio D’Errico e alcuni suoi colleghi di sventura acerrani sono stati ricevuti a palazzo Santa Lucia dal vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola. ” Ci ha detto – ha fatto sapere D’Errico al termine dell’incontro – che la giunta sta preparando un piano di formazione-lavoro che partirà in primavera “.



