Viderocamere di sorveglianza per la lotta allo sversamento dei rifiuti, accordo tra Pollena Trocchia e Cercola

Via Murata sarà controllata da occhi elettronici.   Un Protocollo d’intesa per l’installazione di videocamere di sorveglianza volte alla prevenzione e alla lotta allo sversamento abusivo dei rifiuti in via Murata. Il documento è stato firmato nella mattinata odierna dal Sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto, e dal suo collega amministratore di Cercola, Vincenzo Fiengo, e vuole rappresentare la soluzione all’annoso problema dell’abbandono di immondizia di ogni tipo che purtroppo interessa via Murata, una strada a confine tra i due comuni vesuviani. L’importante ma periferica arteria di comunicazione è infatti oggetto di sversamenti illeciti, pratica contro la quale l’amministrazione di Pollena Trocchia si sta da tempo impegnando proprio attraverso l’installazione di occhi elettronici. Nel caso specifico di via Murata, per posizionare telecamere in grado di sorvegliare la zona è stata chiesta la collaborazione del comune di Cercola, all’interno del cui territorio ricade parte della strada, con lo stesso che l’ha prontamente assicurata. “La firma del Protocollo si inserisce nel solco di un cammino intrapreso già da tempo, che ha portato dapprima al recupero di telecamere già presenti sul territorio e poi a nuovi posizionamenti” ha spiegato il sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto. “Con l’aiuto della tecnologia contiamo di mettere un freno allo scempio rappresentato dagli sversamenti illeciti. Del resto, le telecamere sono anche un valido alleato sul fronte della sicurezza urbana” ha proseguito Pinto. Il videocontrollo elettronico del territorio di Pollena Trocchia non solo si estende, ma viene anche ancor meglio organizzato e disciplinato. È prevista a giorni, infatti, l’entrata in funzione della centrale di videosorveglianza presso la sede della polizia locale, che farà confluire in un unico punto tutte le immagini catturate nei vari luoghi del paese. “Grazie alla proficua collaborazione tra i nostri enti contiamo di risolvere un problema che affligge da tempo una zona del nostro comune, a testimonianza anche del nostro impegno per questa come per tutte le altre periferie cercolesi” ha spiegato invece il Primo cittadino di Cercola, Vincenzo Fiengo.

RiScatta la Terra dei fuochi Il contest fotografico che fa rinascere un angolo della tua città

Fotografa la bellezza del territorio campano: puoi far vincere aree gioco, pavimentazioni e arredi urbani in gomma da riciclo ad un Comune della tua terra.   Prende il via il contest fotografico “RiScatta la Terra dei fuochi” l’iniziativa che ti permette con una fotografia di regalare nuova vita ad un angolo della tua città grazie alla gomma da riciclo dei pneumatici fuori uso. L’iniziativa, infatti, è legata al Protocollo per la raccolta straordinaria dei pneumatici abbandonati nelle Province di Napoli e Caserta*, firmato da Ministero Ambiente, incaricato del Ministro degli Interni per la Terra dei Fuochi, Prefetture e Comuni di Napoli e Caserta ed Ecopneus, che dal 2013 ha già consentito di rimuovere dalle strade l’equivalente in peso di 1.000.000 di pneumatici da autovettura, assicurandogli un corretto riciclo e scongiurando ogni rischio di abbandono nel territorio. Per partecipare al contest, organizzato in media partnership con il quotidiano Il Mattino, è necessario scattare una fotografia che simboleggi le bellezze e le qualità del territorio campano e inviarla insieme alla proposta di uno spazio pubblico da riqualificare in uno dei Comuni della Terra dei fuochi: un parco pubblico poco curato può colorarsi di una nuova veste, uno spiazzo privo di sedute e spazi di gioco può diventare un nuovo luogo di aggregazione, un’area gioco per bambini ritornare ad avere una pavimentazione antitrauma sicura e confortevole. Le foto dovranno essere inviate dal 1° al 18 marzo sul sito www.ioscelgolastradagiusta.it.   Grande attenzione anche a giovani e giovanissimi, con il coinvolgimento delle scuole primarie e secondarie del territorio con il contest “Terra dei fuochi, terra di bellezza” che si affianca alle attività in classe condotte dagli educatori di Legambiente. Anche qui i ragazzi sono chiamati a produrre uno scatto fotografico ed un messaggio di legalità e speranza per la loro terra. La classe vincitrice vedrà il proprio impianto sportivo scolastico riqualificato con la gomma da riciclo, mentre alla seconda e terza classificata andranno degli arredi urbani per interno/esterno sempre in gomma riciclata.   Come con la scelta di ognuno di noi di acquistare sempre regolarmente i pneumatici possiamo assicurare loro un corretto riciclo ed evitare che vengano abbandonati nel territorio, così con una fotografia puoi contribuire concretamente anche tu a dare nuova vita alla tua terra. Vai su www.ioscelgolastradagiusta.it e scopri come partecipare al contest.

Per la prima volta a San Giuseppe Vesuviano il Direttivo del Coordinamento Nazionale Agenda 21

Nel pomeriggio di domani  si terrà il workshop “co-progettare l’attuazione dei PAES: strutture e meccanismi di governance a supporto dei Comuni”.   Domani mattina alle ore 10:30 si terrà per la prima volta a San Giuseppe Vesuviano il direttivo della storica associazione per lo sviluppo sostenibile Agenda 21. Luigi Miranda – Assessore allo Sviluppo Sostenibile del Territorio – accoglierà i membri del Direttivo per discutere delle prossime iniziative ambientali da mettere in campo. Nel pomeriggio, alle 15:30, i lavori proseguiranno in aula consiliare dove si svolgerà il workshop “co-progettare l’attuazione del PAES: strutture e meccanismi di governance a supporto dei Comuni”. L’incontro costituisce un momento di confronto fra gli Enti Locali dell’area vesuviana, dell’agro sarnese e quelli provenienti da altre Regioni italiane. In particolare, i partecipanti dialogheranno sull’importanza di una governance a livello locale per l’energia sostenibile e sulle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, sui vantaggi del PAES (piano di azione per l’energia sostenibile) e sugli strumenti e finanziamenti a disposizione dei Comuni. Il Sindaco Vincenzo Catapano introdurrà l’incontro e l’Assessore Luigi Miranda presenterà gli obiettivi del workshop. Al dibattito, cui sono stati invitati tutti i Sindaci dell’area vesuviana e dell’agro sarnese, prenderà parte Maurizio Tira, presidente del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane. Parteciperanno, poi, Paolo Canducci, Antonio Tuminello, Daniela Luise, Angelo Gualandi, amministratori dei Comuni di San Benedetto del Tronto, Desenzano del Garda, Castelbuono, Padova e Pavia. Interverranno, inoltre, Simone Tola, di Agire Venezia, Agenzia Veneziana per l’Energia e Piergabriele Andreoli, Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena.

Piano agricolo di Brusciano, lodato dal quarto rapporto Agrimafie

La città del sindaco Giosy Romano citata come esempio di buona pratica in terra dei Fuochi Il piano agricolo di Brusciano come esempio di buona pratica in “Terra dei fuochi”. Il lavoro svolto nella città amministrata dal sindaco Giosy Romano ha ricevuto l’importante vetrina nel corso della presentazione del quarto Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. “Un encomio che ci riempie d’orgoglio –spiega il primo cittadino bruscianese- e ci fa essere sempre più consapevoli di aver intrapreso la strada giusta per impedire che disastri, come quelli accaduti in alcune località della cosiddetta “Terra dei fuochi” , possono essere combattuti e prevenuti avendo il massimo rispetto per l’agricoltura e per le società che lavorano in questo settore sul territorio”. Il rapporto presentato nella capitale ha messo in evidenza che l’affare agromafie supera i 16 miliardi di euro nel 2015. Un business che dalle parti di Brusciano non ha potuto attecchire. “Vogliamo continuare ad essere la città che tiene lontana ogni tipo di criminalità. Le sentinelle ambientali e i nostri cittadini virtuosi ci aiuteranno a tenere a bada ogni tipo di irregolarità dai nostri splendidi territori” spiega Giosy Romano. Intanto sul territorio è partita la fase delle “visite a domicilio” alle aziende agricole che operano nel territorio della città di Brusciano. Fondamentale avere una mappatura completa delle coltivazioni, allo scopo di poter lavorare nella direzione indicata dall’adozione del regolamento De.Co., approvata all’unanimità dal consiglio comunale ed utile a dare una vera e propria carta di identità alle varie tipologie di prodotto. Le prime a ricevere la visita a domicilio del professor Vincenzo Peretti della Federico II, esperto di biodiversità, denominazioni comunitarie, marchi collettivi ed attestazioni De.Co., sono state le aziende di Vincenzo Egizio, Giuseppe Turboli e di suo cugino Luigi Turboli. Oltre alla ultranota Papacella, ortaggio tipico della zona, sono stati visitati anche i luoghi che servono alla produzione del “fagiolo dente di morto”, oltre ad una eccezionale varietà di verdura come la tipica Torzella. Nelle prossime settimane si continuerà in questa direzione fino a completare l’elenco degli operatori del settore. E’ sempre opportuno ricordare che dai risultati delle indagini tecniche per la mappatura dei terreni destinati all’agricoltura nella Regione Campania (con priorità ai 57 Comuni della Terra dei Fuochi) emerge invece che solo il 2% dei terreni mappati in Terra dei Fuochi è a rischio mentre il restante 98% degli stessi, fra i quali ovviamente quelli bruscianesi, non si possono definire a rischio secondo i rigorosi criteri utilizzati per la rilevazione.

Somma Vesuviana. Legambiente difenderà la Dema come difende tutte le eccellenze del nostro territorio

Legambiente sostiene la Dema e si schiera dalla parte dei dipendenti dell’azienda di Somma Vesuviana: “. Dobbiamo unirci ai lavoratori, dobbiamo dare la nostra solidarietà, dobbiamo impedire che questa fabbrica venga smembrata ed accompagnata alla propria fine”, si legge in una nota. Non possiamo permetterlo!!! Non possiamo rimanere a guardare !!! Il nostro territorio sta per perdere un insediamento produttivo vitale per l’economia del territorio Vesuviano: la DEMA di Somma Vesuviana. La DEMA è un azienda innovativa del settore aero spaziale che utilizza processi innovativi, frutto della ricerca, della sperimentazione, nella progettazione, lavorazione e produzione di manufatti per le maggiori imprese aerospaziali. La DEMA dà lavoro a 100 persone ed è una fabbrica che non produce veleni, un’eccellenza nel panorama produttivo Italiano. Il nostro territorio ha bisogno anche di queste realtà, ha bisogno che queste continuino a fare ricerca, a sviluppare prodotti e tecniche innovative rispettose dell’ambiente, continuino a produrre ricchezza. Questa ricchezza non va intesa solo come Capitale per gli imprenditori ma anche come ritorno per chi vive su questo territorio, in termini di lavoro e sviluppo dell’indotto: la fabbrica come moltiplicatore dello sviluppo. Pensiamo allo sviluppo buono, diverso da quello delle tantissime attività sommerse che sono portatrici di morte, di illegalità diffuse che Mortificano il nostro territorio, la nostra salute, le nostre vite. Dobbiamo unirci ai lavoratori, dobbiamo dare la nostra solidarietà, dobbiamo impedire che questa fabbrica venga smembrata ed accompagnata alla propria fine. LEGAMBIENTE DIFENDERÀ LA DEMA COME DIFENDE TUTTE LE ALTRE ECCELLENZE DEL NOSTRO TERRITORIO.

Dema: Luigi Di Maio dal ministro Guidi. E il vescovo incontra i lavoratori

Contro lo smantellamento scendono in campo Depalma e il leader pentastellato vicepresidente della Camera, originario di Pomigliano.    I licenziamenti e la vendita della fabbrica Dema sono dietro l’angolo. L’altro giorno si sono mobilitati il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, che ha ricevuto in vescovado una delegazione delle maestranze dell’impianto, e il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, che ha consegnato al ministro per lo sviluppo economico, Federica Guidi, una dettagliata richiesta finalizzata alla salvaguardia produttiva e occupazionale di questa che è la più grande realtà industriale dell’indotto aeronautico campano. Ieri sera, intanto, si è consumata una “braciata della speranza ” davanti ai cancelli dello stabilimento, iniziativa organizzata  allo scopo di foraggiare la lotta. ” Il Sud è come sempre penalizzato: non possiamo consentire i licenziamenti “, ha nel frattempo dichiarato, secondo quanto riferito dagli operai, il vescovo Depalma, durante l’incontro di sabato mattina in vescovado. ” Il vescovo – fanno sapere ancora i lavoratori – ha interpellato le istituzioni regionali e ci ha promesso un suo articolo sull’argomento “. E’ dato per imminente un consiglio intercomunale congiunto, a Somma Vesuviana, insieme ai consiglieri comunali di Sant’Anastasia e di Marigliano. Ma in queste ore appare rilevante nell’ambito del pressing politico anche il ruolo ricoperto dal vicepresidente della Camera nonché leader del Movimento Cinque Stelle. ” Ho letto nel verbale di riunione del 15 aprile del 2015 – scrive Di Maio nella lettera consegnata al ministro Guidi – che il Ministero si sarebbe impegnato, accogliendo la richiesta delle parti, a sollecitare un chiarimento proprio con Finmeccanica. Per questo le chiedo a nome di quei lavoratori di fare quanto in suo potere per salvaguardare la forza occupazionale attualmente impiegata in Dema spa, di fare chiarezza riguardo alla politica industriale della Seri Spa e di sollecitare i promessi chiarimenti da parte di Finmeccanica in modo che possa essere verificata un’eventuale possibilità di sviluppo per la Dema “. Il vicepresidente della Camera punta il suo messaggio, consegnato al ministro e al responsabile dell’unità vertenze del suo dicastero, Giampiero Castano, anche sulla questione della vendita alla Seri. ” Vengo a conoscenza, con preoccupazione, della volontà di Vincenzo Starace, presidente e amministratore delegato di Dema spa, di vendere alla Seri spa di Vittorio Civitillo, imprenditore che si occupa di varie produzioni, dai pannelli solari al recupero delle batterie esauste ma che sarebbe al suo esordio nel complesso mondo dell’aerospazio “. ” A questo punto – conclude il delfino di Beppe Grillo – la situazione appare complessa e poco chiara, soprattutto per quei lavoratori che ancora una volta vedono in pericolo il loro futuro “.  

Sant’Anastasia, polemica a distanza tra l’assessore al bilancio e gli ex alleati del sindaco Abete.

Ciro Pavone
Ciro Pavone
In un manifesto pubblico, l’assessore Antonio Squillante appella come «personaggetti vigliacchi» coloro che nelle scorse settimane avevano chiesto le sue dimissioni, sostenendo che si nascondano dietro dei simboli anonimi. A replicare, ieri mattina in una riunione aperta alla cittadinanza, l’ex capostaff Pavone e l’ex sindaco Carmine Esposito: «Noi non ci nascondiamo e siamo pronti a qualsiasi confronto, qualcuno dovrebbe spiegare al “professore” di Angri la storia politica di Sant’Anastasia» Scintille a distanza tra l’assessore al bilancio Antonio Squillante e gli ex alleati del sindaco Abete. Il tecnico di Angri voluto in giunta dal sindaco per succedere al dimissionario Armando Di Perna, firma un manifesto durissimo dal titolo «Vigliacchi». «Nei giorni scorsi – scrive l’assessore che si firma non con il titolo conferitogli dal primo cittadino per delega ma semplicemente “dott. Antonio Squillante” – alcuni personaggetti (definizione in gran voga mutuata, guarda caso, da un altro salernitano come il governatore della Campania), nascondendosi dietro dei simboli, hanno offeso la mia onorabilità con ignobili affermazioni, strumentalizzando una questione che sarà, dopo gli opportuni chiarimenti, oggetto di archiviazione».
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Antonio Squillante
Squillante si riferisce, con evidenza, alla richiesta di dimissioni che Alleanza per Sant’Anastasia (quanto meno la parte del movimento civico che in consiglio comunale è rappresentato dalla capogruppo Veruska Zucconi passata all’opposizione mesi fa) aveva avanzato dopo la vicenda riportata, alcune settimane or sono, su tutti i quotidiani campani, ossia quella che concerne ben 29 provvedimenti giudiziari emessi dai giudici contabili della Corte dei Conti e recapitati dalla Guardia di Finanza. A dire il vero l’assessore aveva già replicato ampiamente grazie ad una nota stampa da Palazzo Siano che, con il pretesto di annunciare il bilancio di previsione (in Primavera…), gli dava l’opportunità di dire la propria, sostenendo di aver portato l’Asl di Salerno, nel periodo in cui era direttore generale, ad un attivo di 7 milioni di euro e dicendosi sereno rispetto all’inchiesta della Corte dei Conti che gli ha chiesto deduzioni per un presunto danno erariale scaturito dalla mancata riduzione dei primariati, ovvero delle strutture complesse. Una vicenda che riguarda non solo Squillante ma noti personaggi legati alla Sanità campana: funzionari e dirigenti di primo piano, responsabili di aziende ospedaliere e universitarie. Ma tale visibilità non deve essergli bastata se ha poi deciso di firmare un manifesto ad hoc e «personale» in cui invita «Questi signori, ove mai avessero il coraggio di uscire dall’anonimato, ad un pubblico dibattito sui temi di legalità e trasparenza e della correttezza contabile e amministrativa. «Ovviamente non credo si faranno vivi – continua Squillante – ma continueranno ad operare nell’ombra, confermando di non essere degni di parlare e rappresentare il popolo anastasiano». L’assessore, che non si firma come tale sul manifesto pubblico, chiude il proclama con «Vergognatevi». Una autodifesa lecita, sia chiaro, che avrebbe avuto più peso magari con un manifesto firmato dalla stessa maggioranza. O con la voce del sindaco a difesa del suo assessore tecnico. Ma tant’è, così stanno le cose. Fatto sta però che l’attacco ai danni dell’assessore al bilancio non è per nulla anonimo, giacché nomi e cognomi che stanno dietro il simbolo di Alleanza per Sant’Anastasia non “operano nell’ombra” e sono noti ai più, quantomeno a coloro che almeno un po’ si siano interessati negli ultimi anni delle vicende politiche anastasiane: l’ex capostaff Ciro Pavone, l’ex assessore Lucia Barra, l’ex vicesindaco Armando Di Perna, l’attuale capogruppo consiliare Veruska Zucconi, tra gli altri. Che, al contrario di quanto profetizzato dall’assessore, si sono fatti vivi eccome. E la replica degli stessi, appellati quali «personaggetti» nonché «vigliacchi», non si è fatta attendere molto, con la convocazione di una riunione pubblica, ieri mattina (domenica 21 febbraio), nella sede anastasiana del movimento. A prendere la parola, Ciro Pavone e l’ex sindaco Carmine Esposito. «Squillante è un ignorante, nel senso che ignora la storia di questo paese, non conosce le persone e soprattutto i motivi per cui oggi lui può sedere sulla poltrona di assessore – ha replicato Pavone – evidentemente è stato mal consigliato. I simboli dei movimenti civici Alleanza per Sant’Anastasia e Arcobaleno portano marchiati i nostri nomi, non operiamo nell’ombra, non ci nascondiamo e siamo pronti a qualsiasi confronto. Noi ci aspettavamo che questo “professore” venisse a Sant’Anastasia per lavorare, per occuparsi di tasse, incentivi alle imprese, sostegno alle fasce deboli, opere pubbliche ma purtroppo, a sei mesi dalla nomina, dobbiamo dare ragione a qualche attuale componente della maggioranza che commentò: “è venuto qui a svernare”». «Noi abbiamo detto una cosa semplice – ha proseguito l’ex capostaff – ossia che riteniamo i cittadini abbiano diritto di vedere affidata la gestione dei propri soldi a persone al di sopra di ogni sospetto e ci auguriamo che l’assessore, così come ha profetizzato nel manifesto, possa risolvere ogni problema con le sue deduzioni alla Corte dei Conti ma, intanto, in virtù dei principi che lui stesso cita, quelli di trasparenza, avrebbe dovuto dimettersi. Se lui ci permette di permetterci di pensare – se mi si passa il gioco di parole – noi abbiamo tutto il diritto di dire ciò che abbiamo detto e non ci nascondiamo».
Carmine Esposito
Carmine Esposito
Quanto all’ex sindaco Esposito, che nel suo intervento ha duramente stigmatizzato l’andamento dell’amministrazione comunale in carica senza peraltro risparmiare l’opposizione, ha affermato in merito che «Squillante è venuto a Sant’Anastasia per esternalizzare il servizio tributi, così come qualche attuale consigliere comunale voleva fare anche nella scorsa amministrazione, ma non accadrà, non lo consentiremo, e siamo pronti a qualunque dibattito pubblico in merito». «Quel che l’assessore dovrebbe spiegare, invece di consentirsi offese a tutti i cittadini anastasiani – ha proseguito Esposito – è come mai da Angri, guarda caso proprio da Angri, si sia trovato qui. Anche noi, nella scorsa amministrazione, abbiamo avuto un tecnico napoletano, ma all’urbanistica e nel momento in cui si doveva redigere il Puc. Per scegliere l’ex assessore Graziani mi confrontai con il presidente dell’Ordine degli architetti di Napoli perché ritenevo cosa utile che di quella materia, e in quel particolare momento, si occupasse, evitando conflitti di interesse, un tecnico esterno.  Quel manifesto porta la firma del sindaco Abete, una regia chiara e palese, quindi o il tecnico o il sindaco ci spiegassero come mai Squillante è stato scelto, con quali canali si sia individuato un assessore che in consiglio comunale – ignorando i principi fondamentali della politica di bilancio – si trova a dire che i soldi per il finanziamento di un’opera precisa possono servire anche ad altro scopo. Nell’ombra? Noi siamo qui, a Sant’Anastasia lo sanno tutti che l’Arcobaleno e Alleanza per Sant’Anastasia siamo noi. La cosa più grave è che nessuno, consigliere o assessore che sia, glielo abbia spiegato».    
                 

Elezioni a Napoli: il Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat presenta il candidato sindaco

Giovedì sarà presentato il primo aspirante alla poltrona più importante della capitale del Mezzogiorno. E’ un operaio licenziato di Pomigliano.     Elezioni al comune di  Napoli: la sinistra extraparlamentare fa sul serio. Il Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat presenterà infatti la sua lista tra pochi giorni. Giovedì 25 febbraio, alle 11 del mattino, conferenza stampa ” Sott’agrù”, in piazza Municipio. Obiettivo, secondo quanto scritto dal comitato nel comunicato stampa: ” presentare il “candidato sindaco” per il potere operaio, il simbolo ed il programma operaio “. Dunque, dopo essere saliti a maggio sulla gru del cantiere metro ed esservi rimasti per giorni in segno di protesta , Mimmo Mignano e Marco Cusano, operai licenziati dalla Fiat di Pomigliano, tornano sul “luogo del delitto” e presentano la lista per il rinnovo del consiglio comunale partenopeo. I fondatori del comitato di lotta Fiat, cinque operai, Mimmo Mignano, Marco Cusano, Antonio Montella, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore,   erano stati licenziati in blocco dall’azienda dopo aver inscenato davanti al reparto logistico di Nola la finta impiccagione di un manichino raffigurante Sergio Marchionne. Una iniziativa politica, questa, voluta per protestare contro i suicidi degli operai cassintegrati di Pomigliano. Con ogni probabilità il candidato a sindaco scelto dal Comitato è Mimmo Mignano, 51 anni, di Sant’Anastasia, che si ispira a “Potere Operaio” la storica organizzazione fondata da Oreste Scalzone.
Mimmo Mignano dopo la settimana passata sulla gru
Mimmo Mignano dopo la settimana passata sulla gru

Somma Vesuviana, Carnevale al Borgo: il mix vincente di tradizioni e di modernità

Boom di visitatori e di partecipanti sul borgo antico per il Carnevale, promosso e organizzato dalle associazioni e dalle antiche paranze del Casamale. Alla fine Vicienz e Carnaval, dopo un lungo periodo di agonia, non ce l’ha fatta. Il Signore dello Scherzo e dell’Allegria è morto e le esequie si sono svolte ieri pomeriggio sul borgo antico Casamale, precisamente sulla piazzetta della Chiesa Collegiata. Alle 16 in punto, una banda suonando a lutto è arrivata nel portone adibito a camera ardente del Carnevale e, dopo la benedizione del prete in compagnia di una suora, è partito il corteo funebre che, stranamente, ha incrociato un altro corteo, stavolta nuziale, partito in simultanea da un altro portone. E lo spettacolo ha avuto inizio. Ancora una volta, a distanza di circa un mese dalla festa di Sant’Antuono, i giovani di tutte le associazioni culturali e musicali, gli amici delle antiche paranze, i bambini e i giovani della comunità parrocchiale, tutti insieme, proprio come una grande famiglia, hanno riportato l’allegria e i colori per le vie del borgo antico. Giovanissime e simpatiche suore, un sacerdote, i chierichetti, la bara, i fiori, il lutto, le litanie, i pianti, le urla disperate e la musica: è stato un funerale davvero solenne. La Morte di Carnevale, opera del maestro Viviani, curata nei minimi dettagli, è stata inscenata lungo le vie del borgo in modo davvero mirabile. Il pianto, le urla e il lutto si sono scontrati con l’allegria e la festa di uno strano matrimonio. Con tanto di carrozza, la sposa dai tratti maschili e lo sposo dai tratti femminili , hanno sfilato regalando baci ai passanti e agli invitati. Coriandoli, stelle filanti, fiori, petali di rosa: un matrimonio insolito ma di classe. Al Carnevale della storia napoletana e delle tradizioni sommesi con la recita dei dodici mesi, i giovani organizzatori hanno saputo aggiungere anche un pizzico di modernità, beffeggiando i politici locali, nazionali e non solo. Anche Papa Francesco dalla sua Papa mobile ha salutato e regalato benedizioni ai partecipanti. E’ il giorno in cui tutto è concesso, ognuno indossa la maschera che vuole e assume il ruolo che preferisce, è l’opportunità di sentirsi potenti, ricchi, sexy , giovani, alti, magri, di essere donne e non uomini e viceversa. E,dopo la bella e allegra sfilata per tutte le vie del borgo e di tutta via de Matha, tutti sulla piazzetta della storica e imponente Chiesa Collegiata per una tammurriata liberatoria. Il successo della bella manifestazione di ieri porta ancora una volta la firma di una intera comunità, dove finalmente il gruppo prevale sull’individualismo e il “noi” fa da sfondo a tutto. Bambini, ragazzi, giovani, giovanissimi, adulti, anziani, musicisti, attori, ballerini, coreografi: la rete si infittisce sempre più e diventa la via maestra per riportare agli antichi splendori il borgo Casamale . Fonte foto: facebook

Torre del Greco. Gianluca Di Matola vince il concorso letterario «Ho un racconto nel cassetto»

L’evento, organizzato da Nunzio Russo Editore in collaborazione con ALT – Associazione Lettori Torresi e Parole Alate, si è svolto sabato 20 febbraio 2016 al Circolo Professionisti. Sono stati più di quaranta i racconti pervenuti per «Ho un racconto nel cassetto», il concorso letterario bandito da Nunzio Russo Editore in collaborazione con ALT! – Associazione Lettori Torresi e Parole Alate la cui serata di premiazione, presentata dall’attore e sceneggiatore Paquito Catanzaro, si è svolta ieri sera, sabato 20 febbraio al Circolo Professionisti di Torre del Greco. I lavori sono valutati in prima battuta da Maria Clara Esposito e Giovanna Russo di ALT! e supervisionati dal presidente di giuria, il giornalista e scrittore Antonio Menna, attualmente a Parigi per presentare il suo ultimo romanzo «Il mistero dell’orso marsicano ucciso come un boss ai quartieri spagnoli». Tra i racconti letti, a detta dell’associazione che si occupa di divulgare letteratura e fumetto, circa una decina erano a pari merito e da qui la decisione di dare una menzione ad almeno cinque autori: Alfonso Giannini, Antonio Di Rosa, Leila Alessandra Hassan, Antonio Sepe e per l’appunto Gianluca Di Matola, già autore di diversi romanzi e collaboratore del quotidiano online ilmediano.it. L’autore di «Polvere» si è guadagnato la seguente menzione scritta di pugno, come per altre, da Antonio Menna: «Per la capacità di raccontare, in modo asciutto, non retorico, a tratti perfino ironico, una storia terribile di morte e malavita, proprio come fosse un’amicizia ingenua, un’adolescenza come tanti. Il racconto è spietato, carico di sentimento, lineare: l’autore adotta una lingua essenziale, mai retorica, eppure molto evocativa. È capace di utilizzare immagini rapide ed eloquenti ed è riuscito, in poche pagine, a raccontare tutto un cammino, tutta una vita, tutta una cultura». A margine della premiazione abbiamo strappato a caldo una dichiarazione del vincitore che ha testualmente affermato: «Per chiunque provi amore nei confronti della scrittura, ricevere un premio da esperti del settore è pura benzina. Quando sei ancora un emergente e ti muovi nell’underground degli autori, vincere un concorso e poter vedere realizzata una tua opera, il frutto dei tuoi pensieri, ti fa capire che la dedizione, perfino i momenti bui, sono stati finalmente ripagati. Allora hai la percezione che devi andare avanti, che devi continuare su questa strada senza avere fretta». «La scrittura richiede crescita, confronto. Maturità. Vuole tempo. È come una bella donna difficile da conquistare. Va corteggiata», ha aggiunto Gianluca Di Matola che ha lanciato un messaggio a chi intende avvicinarsi al mondo della scrittura: «Nell’ambizione dell’essere scrittori, di potersi definire tali, è necessario, indispensabile, leggere. Leggete, perché la lettura, proprio come la scrittura, è libertà». Come premio, Nunzio Russo Editore pubblicherà cento copie di un romanzo di Di Matola. Nel corso della serata è stato premiato anche Michele Pedrone, vincitore del Concorso Fotografico «Click d’oro 2016 Memorial Stanislao Ferrandino» al quale saranno pubblicate cento copie di una raccolta di trenta suoi scatti.