Scudetto Napoli: radiocomunicazioni al Centro del Coordinamento per la Sicurezza

Napoli. Riceviamo e pubblichiamo: Coordinamento radiocomunicazioni in occasione dei possibili festeggiamenti per lo Scudetto – Napoli-Cagliari In previsione dei possibili festeggiamenti per la conquista dello Scudetto da parte della squadra del Napoli, al termine dell’incontro Napoli – Cagliari, il Dott. Paolo Lanzotti, già noto per la sua consolidata esperienza nella gestione delle radiocomunicazioni in occasione di eventi di particolare rilevanza, sarà incaricato di coordinare le attività di radiocomunicazione a supporto della Protezione Civile della Regione Campania. Il Dott. Lanzotti opererà presso la Sala Criticità della Prefettura di Napoli, in collegamento con la Sala Operativa Regionale, garantendo il raccordo tra le strutture operative e le associazioni di volontariato impegnate nelle attività di assistenza alla popolazione. Le radiocomunicazioni rappresentano uno strumento fondamentale per assicurare il flusso continuo, tempestivo e sicuro delle informazioni tra tutti gli attori coinvolti, consentendo un efficace coordinamento degli interventi sul territorio, la rapida gestione di eventuali criticità e la pronta risposta in caso di emergenze. Il sistema radio permette di superare eventuali difficoltà delle comunicazioni tradizionali (telefonia mobile o internet), soprattutto in contesti ad alta affluenza o con infrastrutture temporaneamente sovraccariche. Il supporto fornito consentirà quindi una maggiore efficacia operativa e una pronta assistenza alla cittadinanza, nel rispetto dei piani di sicurezza e protezione predisposti per l’evento.

Marigliano: città amica per i 4 zampe

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Marigliano. Riceviamo e pubblichiamo: “A Marigliano anche gatti e cani avranno cittadinanza: lo faremo mettendo in campo iniziative come la sterilizzazione gratuita e la realizzazione di un canile che sarà il luogo dove poter adottare i nostri amici a quattro zampe. Ma ci impegneremo anche per tenere pulita la nostra città, attivando progetti di sensibilizzazione verso comportamenti civili , e a rafforzare la presenza di aree dog friendly”, è quanto afferma Paolo Russo, candidato a sindaco della città di Marigliano per la coalizione “Cuore Civico”.

Marigliano, nuovi controlli sullo smaltimento rifiuti: sanzioni per 2000 euro

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Marigliano, nuovi controlli della Polizia Locale e dell’Ufficio Ambiente sullo smaltimento rifiuti: sanzioni per 2000 euro

Proseguono i controlli serrati da parte della Polizia Locale di Marigliano, in sinergia con l’Ufficio Ambiente guidato dall’ingegnere Terracciano. L’attenzione è ancora una volta rivolta all’operato della ditta incaricata dello smaltimento dei rifiuti, per verificare che la raccolta venga effettuata secondo le modalità previste dal servizio.

Nel corso degli ultimi accertamenti, gli agenti hanno rilevato gravi inadempienze: in particolare, è emerso che né la frazione del vetro né quella del secco erano state regolarmente raccolte. Di conseguenza, sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di 2.000 euro, con contestazioni formali rivolte alla società responsabile.

“Questa mappatura di controlli – ha dichiarato il Comandante della Polizia Locale, Nacar – non fa altro che innalzare il livello di sorveglianza sull’operato delle ditte. Il nostro obiettivo è garantire un corretto smaltimento dei rifiuti su tutto il territorio comunale.”

Un’azione di vigilanza capillare che rientra in un più ampio piano di monitoraggio costante, portato avanti con determinazione dall’amministrazione locale. “Insieme all’Ufficio Ambiente – ha aggiunto Nacar – stiamo lavorando affinché il servizio funzioni nel modo più efficace possibile, reprimendo ogni omissione e assicurando il rispetto delle regole da parte dei soggetti incaricati.”

L’intervento si inserisce nel più ampio impegno dell’amministrazione comunale per la tutela dell’ambiente e della qualità della vita dei cittadini, attraverso un sistema di raccolta rifiuti efficiente e trasparente.

Il chiarimento finisce nel sangue, la tragedia di Daniela e Ilaria: lei lascia pure una figlia

L’ultima sigaretta: un amore finito nel sangue tra Volla e Ponticelli

Una notte di maggio, silenziosa e densa, è stata squarciata da due colpi di pistola e una verità difficile da accettare. In una Renault parcheggiata in via Sturzo, a Volla, si è consumato l’ultimo atto di una relazione segnata da passione, conflitti e incomprensioni. Un addio diventato tragedia: Daniela Strazzullo, 31 anni, lotta tra la vita e la morte in un letto dell’Ospedale del Mare; Ilaria Capezzuto, 34 anni, non c’è più. Si è tolta la vita dopo aver premuto il grilletto contro la donna che diceva di amare.

Le due si erano incontrate per chiarirsi. Forse per lasciarsi con dignità, forse per dare un’ultima possibilità a un legame che aveva sfidato ostacoli, giudizi e convenzioni. Ma qualcosa è crollato. Secondo le prime indagini, è stata Daniela a voler troncare definitivamente, spezzando una dinamica diventata insostenibile. Ilaria, già segnata da difficoltà personali e familiari, non ha retto l’urto emotivo: ha portato con sé un’arma, una pistola con matricola abrasa, e l’ha usata.

Dopo aver ferito gravemente Daniela, è scesa dall’auto, ha camminato per una ventina di passi e si è sparata. La scena, raccontata da alcuni testimoni e ricostruita dai carabinieri, è agghiacciante: due vite spezzate in pochi istanti, due corpi segnati dalla violenza di un amore degenerato.

Dietro questo epilogo tragico si intrecciano storie di difficoltà e ribellioni. Daniela è figlia di un uomo noto ai margini della legalità napoletana, con un passato controverso legato alla gestione abusiva di stabilimenti balneari. Ilaria, madre di una bambina, viveva a San Giovanni a Teduccio, con alle spalle una relazione finita male e alcuni precedenti minori. Entrambe avevano chiuso i loro profili social da mesi, ma chi le conosceva parla di un legame forte, capace di resistere agli sguardi storti e alla mancanza di accettazione da parte di alcuni familiari.

I due quartieri d’origine si sono stretti attorno alle famiglie. Alla Torretta, dove vive Daniela, sono stati annullati eventi previsti per la partita del Napoli, in segno di rispetto. A San Giovanni, il dolore è palpabile: ora il pensiero è tutto per la figlia di Ilaria, a cui bisognerà garantire un futuro sereno, nonostante il lutto e lo shock.

Scampia una sartoria sociale nel bene confiscato alla camorra,

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Riceviamo e pubblichiamo:

A Scampia una sartoria sociale nel bene confiscato alla camorra, con corsi di formazione per i giovani a rischio , un hub di legalità di oltre 1000 mq per creare lavoro e opportunità sul territorio.

Nasce a Via Roma verso Scampia n. 110, il seme dei legalità della sartoria sociale @fattoascampia nel progetto “Tessitori di Bene”. Un progetto sostenuto dalla Fondazione Con il Sud nell’ambito dell’Avviso “Beni Confiscati alle mafie 2023”, e promosso dalla Fondazione Città Nuova ETS in partenariato con l’Associazione di promozione sociale Chi rom e … chi no, dalla Fondazione Jorit e da L’Orsa Maggiore Coop. Soc.

 

Da luogo simbolo del potere malavitoso a luogo di speranza e legalità. È questa la forza di un progetto concreto, che ha radici profonde, e che è frutto di un percorso costruito nel tempo e con grande dedizione e passione. La Sartoria @fattoascampia, annovera tra i suoi soci 16  ragazze del quartiere che grazie ad un percorso di Istruzione e Formazione Professionale hanno imparato un mestiere e costituito la cooperativa. Ragazze che avevano abbandonato la scuola  ed erano state segnalate dai servizi sociali e che oggi sono pronte a formare altri ragazzi del quartiere in un bene confiscato alla camorra.  L’obiettivo è quello di creare un  proprio hub sociale in grado di offrire integrazione sociale, lavorativa ed economica.

All’evento di avvio di avvio dei lavori hanno partecipato l’Assessore alla Legalità della Regione Campania, Prefetto Mario Morcone, il Presidente della Fondazione Con il Sud, prof. Stefano Consiglio, Roberto Sanseverino, Presidente della Fondazione Città Nuova, il dirigente del Comune di Napoli dell’Ufficio Beni Confiscati, Nunzia RagostaJorit, che con la sua Fondazione sostiene il Progetto, il Presidente Commissione Affari Sociali del Comune di Napoli, Massimo Cilenti, i presbiteri della Chiesa di Napoli del Decanato 7 e del Decanato 8 ed altre cariche istituzionali ed amministrative del territorio.

Il Progetto mira alla creazione di un polo di sviluppo integrato in una delle aree più fragili della città di Napoli, Secondigliano-Scampia, con l’obiettivo di favorire la crescita sociale, culturale ed economica della comunità attraverso l’avvio di una iniziativa di imprenditorialità sociale legata all’implementazione della Sartoria sociale fatto@scampia.

“In Campania stiamo facendo un grande lavoro”, ha dichiarato Mario Morcone, Assessore alla Legalità della Regione Campania, “La restituzione di quello che la criminalità ha strappato ai cittadini porta posti di lavoro ai giovani e innovazione. Questa è la strada giusta. Finalmente si comincia a capire che al bene confiscato non si legano attività di “nicchia” ma tutto può trasformarsi in vere opportunità di futuro”.

“Abbiamo tolto un bene alla criminalità e allo stesso tempo abbiamo dato la possibilità ai ragazzi di immergersi nel mondo del tessile formandoli come sarti. Spiega Roberto Sanseverino Presidente della Fondazione Città Nuova- “Dietro al progetto c’è dunque un doppio significato. Abbiamo iniziato sei anni fa con sedici ragazze, oggi abbiamo 122 partecipanti. E’ un grande successo. Legalità non significa non rubare ma significa avere un lavoro dignitoso, diritto alle ferie, maternità e pensione.”

“Scegliere questo percorso mi è servito tantissimo”. Spiega Alessia, una delle sartine di Scampia. “Sono felice di quanto costruito con tutte le persone che mi hanno affiancato. All’inizio avevo un po’ di dubbi, anche per inesperienza. Guardandomi indietro, posso dire che non ho mai fatto scelta migliore. Tutti insieme raggiungeremo ulteriori soddisfazioni”.

A Napoli in scena l’eccellenza di Pomigliano danza

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: POMIGLIANO D’ARCO, 22 MAGGIO  – Eleganza, tecnica e passione: sono questi gli ingredienti che hanno reso memorabili le due serate di spettacolo conclusive dell’anno accademico dell’Associazione Pomigliano Danza, andate in scena al Teatro Mediterraneo di Napoli. In un’atmosfera carica di emozione e intensità, il pubblico ha potuto ammirare le allieve e gli allievi della scuola – unica realtà pubblica del Mezzogiorno nel campo della danza – diretti dal maestro Edmondo Tucci, già primo ballerino del Teatro di San Carlo, e guidati da un corpo docente di grande qualità composto da Norma Rossi (danza classica), Gaetano Leone (danza classica), Silvia Autorino (danza contemporanea), Giusy Iasevoli (danza moderna). Le insegnanti ospiti: Federica Spina (Cerchio Aereo); Annarita Di Palma (Hip Hop). Entrambe le serate sono iniziate con il tradizionale “Defilè”, uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di danza classica. Nella prima serata le coreografie portavano la firma congiunta di Giusy Iasevoli, Gaetano Leone e Norma Rossi, mentre nella seconda è stata Norma Rossi a firmare da sola la raffinata costruzione coreografica, offrendo una sintesi elegante e pulita delle diverse fasi della formazione accademica, su musiche di autori vari.   Nella prima serata è seguita “Overture”, brano modern su musica di M.M. Lubrano, coreografato da Giusy Iasevoli, che ha coinvolto anche i corsi più piccoli (Preparatorio e Primo Avviamento). Molto coinvolgente e apprezzato dal pubblico è stato l’omaggio teatrale e narrativo di “Totò Sapore e la magica storia della pizza”, coreografato sempre da Iasevoli su musiche di Edoardo Bennato: un momento brillante, scenico e perfettamente calibrato per gli allievi più piccoli.   Ma è con “Olè”, presentato in entrambe le serate in due versioni coreografiche diverse, che Norma Rossi ha firmato uno dei momenti più applauditi di tutto il programma. Il pubblico ha potuto godere della varietà e della ricchezza della danza spagnola, con coreografie costruite su strutture classiche e iberiche, immerse nel linguaggio musicale di Georges Bizet. Nei suoi due quadri distinti, “Olè” ha saputo esaltare l’energia percussiva del corpo, il port de bras elegante ma deciso, il marcato delle punte e delle mani, oltre all’uso espressivo della postura e dello sguardo, che nella danza spagnola assume un valore narrativo potente. Rossi ha saputo dosare il virtuosismo con la teatralità, componendo due omaggi al carattere e alla sensualità della danza di scuola flamenca e bolera, reinterpretate per giovani danzatori con rara sensibilità coreografica.   Altro momento di grande effetto è stato il “Cerchio Aereo”, coreografato da Federica Spina, una costruzione visuale sospesa tra danza e acrobatica, che ha lasciato il pubblico senza fiato per intensità scenica e rigore tecnico.   La chiusura della prima serata è stata affidata all’hip hop di “Soldier”, coreografia energica  di Annarita Di Palma, che ha portato sul palco l’adrenalina delle grandi crew urbane e ha mostrato la versatilità della formazione offerta da Pomigliano Danza.   La seconda serata, dedicata ai corsi più avanzati, ha visto come protagonisti soprattuto le due diplomande Chiara Cerbone e Annalaura Borriello ed il diplomando Francesco Cozzolino. Dopo il “Defilè” iniziale, la scena si è accesa con “Serenade”, balletto lirico su musica di Tchaikovsky, coreografato da Edmondo Tucci e Gaetano Leone, che ha evocato atmosfere sospese, tra armonia e malinconia. Per il modern, “Senza Fine”, coreografia congiunta di Iasevoli e Tucci, ha esplorato i contrasti tra moto e sospensione con intensità narrativa. Il gran finale è stato affidato a “3D”, coreografia contemporanea firmata da Silvia Autorino: una riflessione astratta sul corpo e lo spazio, espressa con rigore e fluidità attraverso geometrie sceniche suggestive.   Durante la prima serata sono intervenuti anche l’assessore alle Fondazioni e Patrimonio Elvira Romano e l’assessore al Bilancio Mattia De Cicco. «Pomigliano Danza – ha dichiarato Romano – è molto più di una scuola: è un presidio culturale, un progetto educativo e un laboratorio di coesione sociale. Ogni volta che saliamo su questo palco, riscopriamo la potenza trasformativa dell’arte». De Cicco ha aggiunto: «La forza di queste ragazze e ragazzi ci ricorda quanto sia importante investire sulla cultura come strumento di crescita. Qui abbiamo visto talento, impegno, identità».   Nella seconda serata è salito sul palco il vicesindaco Domenico Leone, che ha portato anche i saluti del sindaco Raffaele Russo. «Pomigliano Danza è un fiore all’occhiello della nostra città. Non è solo spettacolo, ma visione educativa e impegno civile. Il livello tecnico e artistico visto in queste due serate dimostra che qui si coltiva l’eccellenza. Il Comune continuerà a sostenere questa realtà, convinto che investire nella cultura sia il modo migliore per costruire futuro».  

Un doppio appuntamento che ha emozionato, formato e lasciato una traccia viva nel cuore di chi c’era. Grazie per l’attenzione.

Cordiali Saluti Paolo Picone

Da Marigliano a Pomigliano e ritorno, Nacar ora denuncia in un dossier: “Fango su di me”

Un esposto é stato depositato ieri alla Procura della Repubblica di Nola dal comandante della polizia locale di Marigliano, Emiliano Nacar: si tratta di un dossier nel quale l’ufficiale ha annoverato tutte le attività svolte negli ultimi mesi di lavoro, tra i comuni di Pomigliano d’Arco e Marigliano, e dove, viene sottolineato dal comandante, è stata inserita anche “la descrizione di chi ha messo in campo una vera e propria macchina del fango, per macchiare l’onorabilità ed il prestigio di una carriera caratterizzata da una lotta senza quartiere nei confronti di tutte le forme di illegalità, di degrado e di speculazione. Nell’esposto sono confluite, fa saper ancora l’ufficiale, anche gli episodi denigratori a suo carico, pure quelli perpetrati via social. In una nota il comandante Nacar evidenzia, tra l’altro, il suo impegno nella lotta alla criminalità comune e organizzata, messa in campo in entrambi i comuni per i quali ha ricoperto il ruolo di vertice della Polizia locale sempre sottoposta a riorganizzazioni dopo il suo insediamento. Nacar fa sapere di “essere ritornato a Marigliano per restare e proseguire la lotta ad ogni forma di illegalità e corruzione” e di avere inoltrato il fascicolo alla autorità giudiziaria anche per “contrastare un disegno criminoso di chi, con artifici e raggiri e attraverso un disegno criminale ben studiato, sta cercando di infangare senza successo il lavoro finora svolto”.

Rievocazione storica Acerra, ARPAC: situazione dell’aria grave. Evento a rischio?

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Rievocazione storica; ARPAC: situazione dell’aria grave, va valutata attentamente l’opportunità di svolgere l’evento. I consiglieri comunali Giuseppe Casoria, Domenico Catapane, Vincenzo De Maria, Fausto La Montagna, Salvatore Maietta, Salvatore Messina, Antonio Nocera e Andrea Piatto, la settimana scora hanno segnalato al Prefetto di Napoli e al Questore, all’ARPAC e all’ASL, l’irresponsabilità dell’Amministrazione comunale che un’emette ordinanza sanitaria per la qualità dell’aria e contemporaneamente non la rispetta essa stessa programmando il solito spettacolo di fuochi d’artificio nell’ambito della rievocazione storica. L’Arpac regionale ha dato ragione ai consiglieri comunali, ritenendo doveroso segnalare “che la realizzazione di uno spettacolo pirotecnico, di lunga durata e ad alta intensità, risulta potenzialmente incompatibile con l’attuale stato della qualità dell’aria e potrebbe contribuire a un ulteriore peggioramento dei parametri ambientali, già oltre le soglie di attenzione”, allegando anche un grafico con i dati di San Silvestro. La nota, sull’invocato principio di precauzione dei consiglieri comunali, raccomanda di valutare attentamente l’opportunità di svolgere l’evento, impartendo comunque delle limitazioni. “Il Sindaco non ha ancora consapevolezza della gravità dell’emergenza aria. Noi non vogliamo portare, per responsabilità dell’Amministrazione comunale, la maglia nera per l’inquinamento per il terzo anno consecutivo – dichiarano i consiglieri di Coalizione Civica e Movimento di Popolo”. “Come abbiamo detto in occasione della mobilitazione cittadina sulle bonifiche – dichiarano i portavoce di Coalizione Civica e Movimento di Popolo – l’aria è l’emergenza delle emergenze e registriamo troppe complicità politiche locali e metropolitane”. Le segreterie politiche ed i gruppi consiliari di Coalizione Civica e Movimento di Popolo

Ex sindaca arrestata, sistema clientare travolge tutto: i retroscena dell’indagine

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Dietro le quinte del caso San Vitaliano: il sistema clientelare che ha travolto un’intera amministrazione

Un’inchiesta dalle ramificazioni profonde sta scuotendo le fondamenta del Comune di San Vitaliano, portando alla luce dinamiche oscure che, secondo gli inquirenti, avrebbero trasformato l’amministrazione locale in un centro di potere piegato a logiche clientelari. Al centro del ciclone giudiziario c’è l’ex sindaca Rosalia Masi, ora detenuta nel carcere di Secondigliano, accusata di aver diretto – insieme ad altri membri chiave dell’apparato comunale – una gestione personalistica e irregolare della cosa pubblica.

Le accuse sono gravi: tentata concussione, corruzione, turbativa d’asta e depistaggio. Un quadro che delinea, nelle parole degli investigatori, un sistema in cui l’interesse pubblico sarebbe stato sistematicamente subordinato a favori, relazioni personali e accordi sottobanco. Con lei, altre otto persone sono finite nel mirino della Procura di Nola, tra cui il marito Vitaliano Vellusi – anch’egli in carcere – il vicesindaco Vitaliano Sasso e il comandante della Polizia municipale, Gabriele Fiore.

Il blitz, avvenuto all’alba di ieri congiuntamente tra la Squadra Mobile di Napoli e i carabinieri di San Vitaliano, ha dato esecuzione a misure cautelari e perquisizioni in diversi uffici e abitazioni. Il tutto si inserisce in una fase ancora preliminare dell’indagine, nella quale tuttavia il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti i rischi di inquinamento probatorio, reiterazione del reato e pericolo di fuga.

Il retroscena: una rete di ruoli strategici e interessi incrociati

Secondo gli atti dell’inchiesta, l’ex sindaca e il marito – già dirigente delle Politiche sociali – non agivano isolati. Le accuse ipotizzano un sodalizio operativo che coinvolgeva il comandante della municipale e l’ex responsabile dell’ufficio tecnico. Una regia parallela che, stando alle accuse, avrebbe influenzato gare d’appalto, come quella per il servizio di igiene urbana, e favorito determinati soggetti economici.

Un intero ecosistema – tra amministratori, dirigenti tecnici e imprenditori – accusato di aver agito in sinergia per spartirsi pezzi di gestione pubblica e garantire vantaggi reciproci. Sarebbero emersi episodi ricostruiti grazie a intercettazioni e riscontri documentali che gettano ombre su affidamenti, nomine e pratiche amministrative.

Le dimissioni non bastano

Rosalia Masi aveva presentato le proprie dimissioni il 13 maggio, sperando forse di attenuare le conseguenze giudiziarie. Ma l’atto, portato al cospetto del Gip durante l’interrogatorio di garanzia, non è stato sufficiente. La misura cautelare è stata eseguita lo stesso. Davanti al giudice, la Masi ha scelto il silenzio, lasciando solo poche parole: «C’è qualcuno che mi perseguita e vuole farmi del male. E ci è riuscito».

I suoi legali, Luca Capasso e Domenico Dello Iacono, hanno già impugnato il provvedimento ricorrendo al Tribunale del Riesame. Capasso non ha risparmiato critiche all’impianto normativo che regola la custodia cautelare, definendo la riforma Nordio «un aborto giuridico».

Il punto di rottura: una denuncia che ha innescato l’inchiesta

Tutto ha avuto origine, secondo quanto trapelato, da una denuncia presentata a gennaio 2024 da un soggetto che si sentiva penalizzato e minacciato dal clima interno all’amministrazione. È da lì che i carabinieri hanno iniziato a scavare, scoprendo quello che sembrerebbe un meccanismo consolidato, fatto di pressioni indebite, affidamenti pilotati e commistioni tra politica e interessi privati.

Sospeso il consiglio comunale, arriva il commissario

Le dimissioni non si sono fermate alla Masi: anche il vicesindaco e l’intera maggioranza consiliare si sono fatti da parte, travolti dal caso. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto la sospensione del consiglio comunale e nominato un commissario prefettizio: sarà il viceprefetto Carolina Iovino a gestire temporaneamente il governo della città, nell’attesa che la giustizia faccia il suo corso.

San Vitaliano resta così sotto una cappa pesante, con i cittadini spettatori di una vicenda che apre interrogativi profondi sulla trasparenza della gestione amministrativa e sul sistema di potere che avrebbe dominato per troppo tempo, nell’ombra.

Circumvesuviana, treno fermo sulla Napoli-Sorrento, due studentesse si sentono male

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Malore per due giovani studentesse sulla linea Napoli-Sorrento della Circumvesuviana. Lo sdegno dei comitati pendolari vesuviani. 

Ancora una giornata da incubo per i pendolari della Circumvesuviana. Nella mattinata di ieri, tra le 9 e le 13, l’ennesimo disservizio sulla linea per Sorrento ha lasciato centinaia di passeggeri bloccati, senza informazioni né assistenza. Tra loro, anche due giovani studentesse, costrette infine a rinunciare al viaggio e a fare ritorno a casa.

Una volta rientrate, entrambe hanno accusato gravi malesseri fisici. Una delle due ha avuto un malore già in serata, tanto da rendere necessario l’intervento della guardia medica. Durante la notte le sue condizioni sono peggiorate, richiedendo un nuovo intervento: il medico ha ipotizzato un colpo di calore come possibile causa. Anche l’altra studentessa ha manifestato sintomi simili, con episodi di vomito nel pomeriggio.

Quasi quotidianamente, ritardi e cancellazioni causano sovraffollamenti sui treni di tutte le linee vesuviane. L’episodio di ieri è solo uno dei tanti denunciati dai comitati dei pendolari, che hanno espresso indignazione e rabbia nei confronti dell’EAV, soprattutto alla luce della chiusura per quattro mesi della linea per Baiano.

“Ecco a cosa portano questi continui disservizi: non solo disagi e ritardi, ma veri e propri rischi per la salute. I disservizi sconquassano piani di vita, distruggono giornate, compromettono studio, lavoro e benessere. Basta! Questa dirigenza dell’EAV, già da ieri, deve andare via!”, si legge in una nota diffusa dai comitati.