Volla, reati ambientali e abusivismo edilizio: controlli serrati della polizia locale

Riceviamo e pubblichiamo A seguito normali giri di controlli predisposti per la prevenzione e repressione di reati contro l’ambiente e l’abusivismo edilizio in questo periodo di agosto 2025 gli uomini del locale Comando della Polizia Locale, su espressa disposizione del Comandante Ten. Col. Formisano dott. Giuseppe, hanno provveduto a controllare una nuova costruzione al centro della Città. La stessa risultava in difformità ai titoli rilasciati in quanto le cubature permesse dai titoli rilasciati erano superiori a quanto autorizzato e la stessa costruzione presentava profili di criticità del realizzato sul piano edilizio-urbanistico. Si procedeva quindi ad inoltrare notizia di reato con sequestro all’autorità giudiziaria competente I controlli continueranno per tutto il mese di agosto.

Nel 1832 Keppel Craven scrisse che a Somma, la notte, apparivano spettri e spiriti maligni

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Robert Keppel Craven, nato nel 1779 dal barone William Craven e da Lady Elizabeth Berkeley, dopo un’agitata giovinezza si stabilì nel 1805 a Napoli, con la madre, e iniziò a viaggiare per il Regno, in carrozza, a osservare con attenzione usi, costumi e personaggi del Sud, e a descriverli in una serie di saggi pubblicati anche in Inghilterra. Nel 1834 acquistò un convento a Penta di Fisciano e lo trasformò in villa. A Napoli morì nel 1851. La sua opera contribuì, in modo significativo, a far sì che Napoli diventasse una delle capitali del turismo europeo.   Nello stesso anno Salvatore De Renzi incominciò a scrivere sul tarantismo e a spiegare perché riteneva che questo fenomeno di isteria fosse provocato non solo dal morso della tarantola, ma anche da quello della vipera. Tre anni prima aveva pubblicamente sostenuto che i Vesuviani sono inclini a fare violenza e a compiere delitti di sangue perché i “fuochi” del Vesuvio – i “fuochi” che continuano a inquinare l’aria anche quando il Vesuvio non erutta- “sporcano” gli umori e i nervi di uomini e donne. Anche Keppel Craven scrisse che “gli abitanti di tutte le città vesuviane sono considerati rissosi e impulsivi, se non addirittura sanguinari”, ma diede la colpa al vino, che i Vesuviani bevevano in grande quantità per calmare la sete “incredibile” provocata dalla “particolare natura dei cibi mangiati dai contadini”, dal “calore riflesso dalla sabbia nera e lucente sparsa alle pendici della montagna” e dalla penuria di “acqua buona: quella che c’è è scarsa e cattiva”. “Un abitante di Somma, la cittadina situata sotto la vetta del monte omonimo”, confermò a Keppel Craven che durante la stagione estiva alcuni braccianti della zona bevevano “fino a 15 bottiglie di vino al giorno: e non passa settimana che non avvenga un omicidio.”. E a difesa dell’assassino scattava il sostegno dei vincoli famigliari che stringevano insieme non solo padre, madre e fratelli, ma anche i cugini, che non a caso erano – e sono chiamati “fratelli cugini”- e il compare, che era considerato “un parente prossimo”. A tutto questo si aggiungevano “l’insufficienza della legislazione vigente” e la corruzione degli “uffici secondari di polizia”: la “raccomandazione di qualche personaggio influente” e una piccola somma di danaro bastavano ad assicurare “l’impunità del colpevole per quasi ogni delitto”. E la gente, che osservava “con indifferenza” lo spargimento di sangue “provocato dalla furia irrefrenabile della passione in un futile alterco”, non sopportava quello versato da un condannato a morte durante una pubblica esecuzione. Perciò il condannato veniva scortato da numerosi soldati il cui compito era quello di “respingere eventuali tentativi di liberarlo. Io stesso ho veduto delle donne affrontare i gendarmi e invitarli a lasciar fuggire i criminali più efferati, appoggiando i loro argomenti con colpi e sassate”. Se l’omicidio avveniva di notte, il corpo della vittima veniva generalmente abbandonato “in un crocevia dove i territori di Somma, di Ottaviano e Nola si toccano” (a Piazzolla?). Si aprivano subito i conflitti di competenza tra le giurisdizioni delle tre città, e tutto questo dava al colpevole il tempo di fuggire in luoghi per lui sicuri. Ma quel crocevia nessuno osava attraversarlo di notte: perché era persuasione diffusa che dopo il tramonto comparissero lì “spettri di varia forma, uomini senza testa, asini con orecchie di fuoco, pallidi cavalli montati da mostri infernali, teschi che ghignano nella cavità degli alberi, orsi enormi”. Potevano comparire, soprattutto nei giardini delle ville, “nanerottoli vestiti da prete con i loro cappelli a larghissime tese”: erano “i monacielli”, spiriti benigni, capaci di manifestarsi anche all’interno delle case. E coloro che abitavano in questi luoghi preparavano, per l’ospite notturno, del cibo, “nella speranza di vederlo trasformato in oro”. Perciò i Vesuviani commentavano ogni improvviso aumento di ricchezza con un adagio: il fortunato “forse avrà ‘o munaciello a casa”. “Ma se il fortunato è tanto imprudente da vantare l’origine soprannaturale di questi doni, essi svaniscono come sono venuti”. Questo passo del Keppel Craven venne inserito da Atanasio Mozzillo nel libro “Viaggiatori stranieri nel Sud”, pubblicato, in prima edizione, nel 1964 e, in seconda, nel 1982. La splendida antologia è divisa in cinque sezioni: gli incanti; le strade; i briganti; i paesi; la terra. Preziosa è la bibliografia, a cui sono dedicate 50 pagine.

Marigliano, Attivo il canale WhatsApp ufficiale del Comune

Riceviamo e pubblichiamo Il sindaco Gaetano Bocchino: “Democrazia, trasparenza e condivisione”_ “L’utilizzo delle nuove tecnologie per semplificare e migliorare il rapporto e la comunicazione con i cittadini è stato un tema sul quale mi sono confrontato a lungo durante la campagna elettorale. Ecco perché mi sono impegnato per rendere le informazioni più dirette e accessibili a tutti”: così il sindaco di Marigliano Gaetano Bocchino a proposito dell’apertura del canale whatsapp del Comune di Marigliano. “Il canale – aggiunge il primo cittadino – nasce da un’esigenza sentita dalla comunità, che ho fatto mia e sostenuto con convinzione, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza, efficienza e vicinanza. Questo però è solo l’inizio: seguiranno altre iniziative per rendere costantemente conto dell’attività amministrativa e rafforzare il legame tra Comune e cittadini. Un dovere, prima di tutto!” Attraverso il canale ufficiale del Comune di Marigliano i cittadini riceveranno aggiornamenti in tempo reale sulle attività svolte, sulle notizie di interesse della comunità e sugli eventi in programma: in meno di 24 ore si sono già registrate 1.397 persone a testimonianza del gradimento e della volontà dei cittadini di partecipare attivamente e restare informati.

Ispettore di polizia ucciso dal figlio della sua compagna: lite per la fuga di un pappagallo

Sarebbe stata la fuga di un pappagallo il motivo che ha scatenato la lite che lunedì sera è sfociata nell’uccisione dell’ispettore di polizia Ciro Luongo, 58 anni, accoltellato al cuore dal figlio della compagna. Tra i due c’erano dei dissidi che si trascinavano da tempo. Ieri sera, poi, il litigio culminato nell’omicidio. Il decreto di fermo nei confronti del giovane Roberto Marchese, di 21 anni, scappato dopo il delitto e poi rintracciato, è giunto al termine di un lungo interrogatorio svoltosi in questura a Napoli, nell’ambito di indagini coordinate dal sostituto procuratore di Napoli nord Cesare Sirignano. La Polizia di Stato ha scoperto il movente anche intercettando un testimone oculare: il figlio del poliziotto ucciso e della sua compagna. Secondo quanto emerso, tutto sarebbe riconducibile alla scarsa attenzione prestata dal figliastro del poliziotto, che ha fatto scappare un pappagallo non sincerandosi della chiusura della porta finestra di un balcone in camera da letto. Da qui è partito il litigio, che poi è degenerato con insulti, offese e un fendente al petto con un coltello da trenta centimetri, forse preso in cucina. (fonte foto: rete internet)

Rifiuti a Pontecitra, task force della Polizia Locale: fioccano sanzioni

Nuovo controllo della polizia locale di Marigliano, da parte degli agenti del progetto Terra dei Fuochi, nella zona di Pontecitra.

Ancora una volta si vedono immagini raccapriccianti di cittadini che, anche a piedi, sversano di tutto; a volte con carrelli, altre con la forza delle proprie mani.

Nonostante questo sia un modo per sfuggire alla corretta identificazione, il Comando di polizia locale di Marigliano è riuscito nella piena identificazione dei soggetti ed a comminare altre sanzioni.

I controlli sono tenuti alti sotto la direzione del Sindaco Bocchino e dell’Assessore al ramo Allocca.

Il Comandante Nacar su questi fenomeni di degrado dichiara: “Non indietreggeremo mai, innalzeremo con le nuove assunzioni il grado di attenzione.”

Napoli, “Il Castello e la Capitale – Tasselli per un racconto della città”

 
Il percorso guidato del Castel Nuovo di Napoli partirà alle ore 10 e alle 15 di tutti i sabati fino al 13 settembre, tranne il 16 agosto. Un viaggio nel tempo che farà rivivere l’eleganza della corte angioina e aragonese Un turista che viene a Napoli per la prima volta chiederà certamente di vedere il Vesuvio e il Maschio Angioino, segni di riconoscimento universalmente noti della nostra città. La prima domanda sarà il perché di un nome così particolare per il nostro Castel Nuovo. La parola Maschio deriva da mastio, la torre più difesa  dei castelli medievali, Angioino è un omaggio alla casata dei D’Angiò, fu Carlo I d’Angiò che iniziò la costruzione nel 1279. Il Castello è il simbolo concreto della trasformazione di Napoli che si avviava a diventare una grande capitale che doveva avere una residenza a livello di quelle delle corti europee. Il tour all’interno del Castello partirà tutti i sabati fino al 13 settembre, articolato in due fasce orarie: alle ore 10:00 e alle 15:00, per gruppi di circa 30 persone. L’itinerario guidato tra le sale di Castel Nuovo, consentirà di visitare anche  aree normalmente chiuse al pubblico; la Sala dei Baroni, con affreschi di Giotto purtroppo perduti, verrà illustrata da un esperto, che approfondirà una tematica legata alla storia della Città.
La Sala dei Baroni
Il  progetto: “Il Castello e la Capitale – Tasselli per un racconto della città”,  è promosso dal Comune di Napoli in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, nell’ambito delle celebrazioni per i 2500 anni dalla fondazione di Neapolis e rientra in un corposo programma di visite guidate e incontri culturali articolato in sette sezioni: itinerari, reading, presentazioni e incontri di approfondimento restituiranno voce ai luoghi, ai protagonisti e ai passaggi cruciali della storia di Napoli. L’obiettivo è chiaro: superare la percezione di isolamento che per troppo tempo ha avvolto il Castello e restituirgli la centralità che merita nel tessuto culturale, urbano e simbolico della città. Un vero baricentro di storia napoletana, da riscoprire e valorizzare. Rosalia D’Apice, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, ha dichiarato: ≪Insieme al Comune di Napoli daremo il nostro contributo a un progetto importante, che valorizza uno dei luoghi simbolo della storia e dell’identità partenopea. La collaborazione della Soprintendenza nasce dalla convinzione che il patrimonio culturale non sia soltanto eredità da custodire, ma racconto vivo da condividere con la città e con i turisti che la visitano. Attraverso la partecipazione dei funzionari responsabili dei vari settori vogliamo restituire voce e contesto ai luoghi che hanno segnato la storia di Napoli.  Il progetto è finanziato con fondi della Città Metropolitana di Napoli, volti a sviluppare iniziative che celebrino i 2500 anni dalla nascita di Neapolis come chiarisce Laura Valente, Direttrice artistica di Napoli 2500: ≪Come tutte le iniziative inserite in queste celebrazioni, ‘Il Castello e la Capitale’ rappresenta un modo per entrare nella storia di Neapolis con percorsi orientati e per certi versi inconsueti, con al centro Castel Nuovo: lo abbiamo voluto rendere protagonista di una narrazione che parte dalle sue mura e ci conduce in ere diverse e periodi differenti, tra figure dimenticate e racconti di un glorioso passato≫. Il Maschio Angioino, proteso sul mare, indica il profondo legame dei napoletani con il proprio Golfo, tanti edifici furono presto costruiti intorno la fossato, fino a quasi nasconderlo, facendogli perdere la sua relazione con la città. Bisogna arrivare agli anni  Novanta, quando nasce il Museo Civico, che rappresenta la volontà di valorizzare la funzione conservativa che il Castello ha avuto negli ultimi decenni. Per approfondire la storia del Castel Nuovo sono state previste un ciclo di conferenze unite a tour guidati che partono dal Castello verso luoghi della città che hanno una connessione, tematica e geografica, con il Castello stesso e con i protagonisti che durante i secoli lo hanno abitato. Teresa Armato, Assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli chiarisce i motivi di questo importante progetto culturale: ≪ Rappresenta una grande occasione per Napoli ”Il Castello e la Capitale – Tasselli per un racconto della città” è un evento che abbiamo fortemente voluto. È importante ricucire il tessuto storico e urbanistico e rimettere al centro i gioielli e le peculiarità che hanno bisogno di essere riscoperte, sia dai napoletani, sia dai turisti. Il progetto, visti i tanti enti coinvolti, è anche un grande esempio di sinergia istituzionale, oggi più che mai necessaria per proseguire a far crescere la città in termini economici e culturali≫. Tutte le attività sono gratuite e aperte al pubblico. Link per le iscrizioni: https://www.eventbrite.it/o/cmn-produzioni-113749575041  

Animali abbandonati d’estate, una piaga della nostra società

L’abbandono di animali durante la stagione estiva è un problema che aumenta sempre di più ogni anno, i numeri di luglio sono preoccupanti.

Solo a luglio sono stati più di 3000 i cani e 4300 i gatti abbandonati per strada e successivamente soccorsi da persone che li hanno portati in rifugi o dai veterinari.

Non ci sono più scuse per non portare i propri amici a 4 zampe in vacanza, dato che ormai ci sono trasporti, spiagge e alberghi pet friendly.

Giusy D’Angelo, esperta cinofila e vice presidente dell’Enpa spiega: “Quella dell’abbandono è una piaga di tutti gli anni e, anche se ci sono le video camere in giro per la città, solo parzialmente fanno da deterrente, dato che chi abbandona tende ad allontanarsi, a raggiungere luoghi sperduti”.

“C’è anche un altro aspetto da considerare per quanto riguarda l’abbandono, – continua D’Angelo – ci sono troppe pensioni casalinghe che per svariati motivi accolgono troppi animali e poi li smarriscono e finiscono nel canile, dove il proprietario li trova al ritorno delle vacanze.”

“E ancora c’è il fenomeno, – aggiunge la vice presidente- particolarmente radicato nelle campagne, tra i pastori, che fanno riprodurre il proprio cane e poi abbandonano i cuccioli provocando un incremento del randagismo.”

Infine spiega la loro campagna: “È necessaria una cultura del rispetto e del benessere dell’animale: da qui la nostra campagna ‘Non buttarlo via. Non è un rifiuto’. L’animale non è un oggetto, dice ancora lo slogan della campagna, abbandonarlo è un crimine, adottarlo è una responsabilità, l’amore non va in vacanza”.

Ornella Nuti, Naike Rivelli, Flavio Insinna e Massimo Wertmuller si sono uniti alla Leal per sostenere la campagna nazionale “Fuori il Traditore”.

Ornella Muti e Naike Rivelli hanno realizzato uno spot per Leal ad alto impatto emotivo, per mostrare lo strazio di una creatura abbandonata e ribadire con forza che questo tradimento è un crimine.

Flavio Insinna ha mostrato “Ugolina” la gattina che ha salvato da una vita randagia, ribadendo che gli animali insegnano alle persone a essere migliori e Massimo Wertmuller ha interpretato l’ululato di rabbia e dolore di tutti gli animali condannati a paura, fame e morte.

“Una società evoluta e coesa condanna i crimini, non li normalizza. Per questo abbiamo deciso di ribaltare il paradigma dell’abbandono. Desideriamo che a essere lasciati ai margini della società siano i colpevoli di queste azioni turpi, non le vittime” è il messaggio unanime di Leal e artisti, impegnati nella diffusione della campagna nazionale ad agosto, mese in cui il numero di abbandoni raggiunge il picco. 

A difesa di questo fenomeno dal 1° luglio 2025 è entrata in vigore una riforma sostanziale – legge 82/2025 – che modifica il Codice penale italiano, con l’obiettivo di rafforzare la tutela degli animali riconoscendo loro lo status di esseri senzienti e dunque soggetti di diritto.

Chi lascia un animale in strada ora rischia fino a un anno di carcere e una multa che può arrivare a 10.000 euro.

E se l’abbandono avviene con un mezzo di trasporto è prevista anche la sospensione della patente per sei mesi fino a un anno. 

Le conseguenze possono essere ancora più gravi se l’animale abbandonato provoca un incidente: in questi casi si rischia di essere incriminati per omicidio stradale o lesioni personali gravi, con pene che possono arrivare fino a sette anni di carcere.

Grandinata, la CIA(agricoltori italiani Campania): “Subito misure di sostegno agli agricoltori”

Riceviamo e pubblichiamo Cia campania: “grandinata devastante nel beneventano e nel nolano, compromessi vigneti e oliveti”. Fusco: “Serve immediata ricognizione dei danni e misure straordinarie di sostegno agli agricoltori” La CIA – Agricoltori Italiani della Campania esprime forte preoccupazione per la violenta grandinata che nelle ultime ore ha colpito duramente la provincia di Benevento, interessando in modo particolare le aree del Fortore, della Valle Telesina, del Taburno e Contrada San Vitale a Benevento. Ingenti danni anche nel Nolano, dove le grandinate hanno investito i comuni di Cimitile, Roccarainola e Tufino. L’evento atmosferico, di eccezionale intensità, ha provocato gravi perdite alle colture, con conseguenze pesanti soprattutto per vigneti e oliveti, compromettendo una parte consistente della produzione agricola locale. “È stata una vera e propria tempesta di ghiaccio” dichiara Carmine Fusco, Commissario regionale CIA Campania “e che in pochi minuti ha cancellato mesi di lavoro e investimenti da parte delle nostre aziende agricole. I grappoli nei vigneti sono stati distrutti e gli olivi hanno perso gran parte della fruttificazione. Siamo di fronte a una situazione drammatica che mette a rischio l’economia agricola di interi territori. L’evento di oggi si aggiunge a quello di mercoledì scorso che ha colpito le pendici del Matese e la Valle del Titerno”. Fusco sottolinea come gli eventi climatici estremi stiano diventando sempre più frequenti e violenti: “Questa grandinata si aggiunge a una serie di anomalie climatiche che ormai scandiscono le nostre stagioni. Chiediamo alla Regione Campania e al Governo nazionale di attivare subito una ricognizione puntuale dei danni e predisporre misure straordinarie di sostegno, inclusa la possibilità di accedere agli strumenti del Fondo di Solidarietà Nazionale. Non possiamo lasciare soli gli agricoltori in questa emergenza”. CIA Campania ribadisce la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione e gestione del rischio, con interventi strutturali e assicurativi in grado di tutelare le aziende agricole da eventi climatici sempre più imprevedibili.  

Cacciata dal comune di Bacoli perché indossa un bermuda

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Nella giornata di oggi 18 agosto, la cittadina Imma Barile è stata respinta dagli uffici del comune di Bacoli perché indossava un bermuda

Sconcertante la vicenda avvenuta stamattina agli uffici del comune di Bacoli.

Recatasi lì per svolgere una commissione urgente, la donna, Imma Barile, si è vista respinta perché indossava un bermuda, capo di abbigliamento vietato negli uffici, come recita un cartello affisso proprio in quel luogo.

La cittadina ha denunciato l’accaduto, esprimendo rammarico: “È stato un pugno allo stomaco, non me lo aspettavo. Avevo la mattinata libera e ho deciso di andare al Comune a sbrigare una commissione, tra l’altro urgente. Con il caldo, lo stress accumulato per cercare parcheggio, sono arrivata negli uffici comunali e l’ultima cosa che mi aspettavo era quella di essere respinta: indossavo un bermuda fin quasi al ginocchio e mi sono sentita dire che, così vestita, in Comune non potevo entrare.”

A quanto pare si tratterebbe di un regolamento comunale. Qualcuno spiega che sarebbe una decisione del sindaco Josi Gerardo Della Ragione; qualcun altro dice che questa è una regola in vigore nel comune già dal 2025.

Poco importa dato che alla donna è stato negato l’accesso agli uffici comunali e ancora non riesce a spiegarsi il perché.

Imma continua il suo racconto spiegando che in alternativa avrebbe potuto indossare pantaloni lunghi indossati precedentemente da altre persone: “Mi hanno spiegato che avrei potuto indossare dei pantaloni lunghi che avevano lì, già indossati precedentemente da chissà chi. Mi sono rifiutata categoricamente di fare una cosa così anti-igienica.”

“Ho vissuto per 20 anni al Nord e in nessuna città mi è mai capitata una cosa del genere. Potrei capire se si trattasse di una forma di decoro per i dipendenti, ma per i cittadini, che vengono lì a risolvere un problema, è una questione ridicola. Con tutti i problemi che ci sono, è assurdo concentrarsi su una idiozia del genere” ha concluso la donna.

Somma Vesuviana, festa delle lucerne: facciamo pace con San Domenico…

  FESTA DELLE LUCERNE Oggi vogliamo fare qualche considerazione e se ci è permesso fare anche qualche proposta, forse un po’ folle. Lo facciamo adesso perché è appena finita la cosiddetta edizione “giubilare” 2025 e perché ci vuole un anno dalla edizione “normale” del 2026. Siamo cioè in un periodo tranquillo e lontano da prevedibili polemiche. Sappiamo  che ci stiamo per cacciare in un mare di “guai” perché le lucerne rappresentano quasi una materia sacra e soprattutto si va a mettere becco in cose “appartenenti”  al rione “Casamale”.  Ma gli amici dell’Associazione Festa delle Lucerne sanno bene che noi alla festa abbiamo sempre dato una mano e quasi sempre in perfetto anonimato, come si fa per le offerte religiose, nel senso che non abbiamo mai niente chiesto né preteso, sotto l’aspetto  della citazione pubblicitaria né sotto l’aspetto organizzativo. Sappiamo bene che la Festa è una delle più rappresentative della comunità e una delle più interessanti sotto l’aspetto “turistico”. Vale la pena ricordare qui l’annullo filatelico che riuscimmo, con i volontari del Servizio Civile, ad ottenere da Poste Italiane (a nostre spese) nell’anno 2006.   LA STORIA Da qualche anno abbiamo fatto presente un legame che stenta ad essere accettato. La Festa delle Lucerne in origine era legata al culto di San Domenico che cade  nello stesso periodo della festa di Santa Maria della Neve. Ma soprattutto la lucerna avrebbe un significato iconografico preciso con San Domenico rappresentato con una fiammella nella mano. E per finire spiegherebbe il motivo ricorrente di luci simili presenti negli addobbi popolari di tutti i luoghi d’Italia dove sorgono i Conventi dei Frati Domenicani nei giorni della ricorrenza della festa del santo. La festa di San Domenico adesso cade l’ 8 agosto (dal 1966), ma prima, nel XIII secolo, cadeva il 5 di agosto. Mentre invece nel XV secolo fu spostata al 4 agosto per farla coincidere con la festa di S. Maria della Neve. Quest’ultima invece oggi cade il 5 agosto. Come si vede c’è un bel po’ di movimenti ballerini sulle date del nostro Santo. E ovviamente già questo spiega tante cose. I Frati Domenicani sono arrivati a Somma alla fine del XIII secolo per volontà di Re Carlo II d’Angiò con la costruzione del complesso monumentale di San Domenico.  E’ ipotizzabile quindi che  grandi festeggiamenti per la ricorrenza del Santo partano dal centro cittadino e proprio ad opera dei Frati. E quindi è pensabile che per illuminare le strade ed in onore del Santo della “luce” si accendessero migliaia di lucerne. Quindi una storia lunga settecento anni. I Domenicani si sono trasferiti a Madonna dell’Arco proprio qualche anno prima e qualche anno dopo il  1600. Ed è immaginabile che contemporaneamente la Festa di inizio agosto si sia concentrata su S. Maria della Neve perdendo l’attenzione su S: Domenico. Ma senza tralasciare l’uso delle fiammelle per gli addobbi.                                                 LA PROPOSTA Con questo passato ricco di altri 300 anni rispetto alla Festa di S: Maria delle Neve (anno d’inizio 1600 circa), con il richiamo alla “luce” di San Domenico e con il valore aggiunto della presenza domenicana a Somma, bisognerebbe assolutamente mettere tutto e tutti insieme. Almeno far riferimento anche al culto di San Domenico. Ma soprattutto mettere insieme le vecchie luminarie, “lucerne ad olio”, con le nuove luminarie, quelle elettriche. Dando grande dignità e continuità storica ai vari modelli di addobbi luminosi. Ci vorrebbe una festa ad hoc. Luminarie in centro per esempio, e lucerne al Casamale. Tipo festa della luce. Qualcosa di simile già c’è nel Meridione (Puglia). Bisognerebbe battere sui tempi qualche altra zona che ci sta pensando e non farsi travolgere. Del resto se vogliamo dirla tutta già l’ITIS Maiorano c’era arrivato con un bel progetto (lucerne a led). Si potrebbe far nascere in contemporanea alle Lucerne di Somma una mostra sulle luminarie, un festival, un concorso artistico. E il triangolo  piazza Vittorio Emanuele – Casaraia – Chiesa San Domenico  si presta in un modo mirabile. Cercando così di ravvivare una zona ormai commercialmente spenta Pensiamo che la storia che abbiamo sintetizzato meriti qualcosa di grande. Andando a potenziare e valorizzare una Festa che invoca maggiore spazio fisico ma anche culturale. Dando anche vigore all’origine cristiana-religiosa che appare oggi trascurata.