Saviano, “Giornata dello Sport”, il Prefetto consegna una maglia del Napoli al piccolo Gennaro Zotto

Riceviamo e pubblichiamo

È stato il prefetto di Napoli, Michele di Bari, a consegnare personalmente una maglia del Napoli calcio, dono del Comune di Saviano, al piccolo Gennaro Zotto il bimbo uscito illeso dal crollo della palazzina, insieme al papà, dello scorso settembre.

Una breve cerimonia e significativa cerimonia nel corso della “Giornata dello sport” tenutasi oggi e organizzata dal Comune di Saviano con la Consulta cittadina dello sport. La 4^ Festa dello Sport ha visto la partecipazione di tutte le associazioni sportive del territorio che hanno dato dimostrazione delle proprie capacità ognuna per la propria disciplina. Presenti gli atleti delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, Ciro De Luca, campione d’Italia di Judo, e Biagio D’Angelo, campione d’Italia vice campione d’Europa di judo under 23. Nel corso della manifestazione sono stati premiati alcuni tra atleti e uomini di sport che si sono particolarmente distinti nel corso della propria carriera sportiva. Poi e toccato agli alunni delle classi V del circolo didattico che hanno partecipato al contest “Lo sport veicolo di inclusione”. Presenti le associazioni sportive delle varie discipline: Calcio, Basket, Atletica, Judo, Pankration, Ciclismo, Muay Thay Boxing. Alla manifestazione, patrocinata e organizzata con il contributo della Città Metropolitana di Napoli, hanno parteciperanno anche le specialità della Polizia di Stato della Questura di Napoli Cinofili, Scientifica, Stradale e Fiamme Oro.

Il Parco del Monte Somma? Perchè no…

  Un aspetto di Somma poco conosciuto è il bosco del Monte Somma che sovrasta l’abitato. E’ una vera meraviglia naturalistica che si estende per circa un terzo del vasto territorio comunale con i suoi quasi 10 chilometri quadrati di castagneti, querceti e relativo sottobosco. E’ un vero polmone verde centrato sulla montagna comprendendone la Punta Nasone (1121 metri). E’ una ricchezza enorme dal valore inestimabile. A beneficio di pochi ed, almeno all’apparenza, molto trasandata. Con all’interno oltre a veri e propri monumenti vegetali anche irripetibili opere idrauliche in muratura del periodo borbonico. In effetti buona parte sono boschi di proprietà privata. Anche se il Comune è proprietario della sommità, vale a dire zona “ciglio”. Tutte proprietà che appaiono ormai abbandonate. E inibite anche alla possibilità della produzione di legno. Tutto però insiste nell’area Parco Nazionale del Vesuvio con il vincolo di protezione integrale. Ebbene qual è il problema?  In pratica sono irraggiungibili ed impercorribili. Ovviamente interdetti ai mezzi a motore. Ma sono impraticabili anche a piedi. Soprattutto perché non sono più visibili i diversi sentieri che li attraversavano. Erano sentieri privati, di lavoro, ma c’erano anche quelli pubblici. Anche perché c’erano e ci sono ancora proprietà pubbliche (Comune di Somma in testa). Sono vari decenni che non si fa né coltivazione né manutenzione. Tranne rarissimi casi nessuno dei centinaia di proprietari assicura un minimo di intervento di servizio. Il paradosso è che Somma che ha il più vasto territorio asservito al Parco non ha un sentiero “ufficiale” per raggiungere le aree più in alto. E dove tradizionalmente si svolge parte della festa. Non è poi un gran problema per la verità ma pone degli interrogativi. In pratica questo handicap non vieta ai Sommesi di frequentare il “ciglio” nelle feste dette della montagna. Anzi bisogna dire che questo cozza con quanto poi realmente succede in montagna. La festa permette di suo  la frequentazione dei boschi e del ciglio. C’è o non c’è il sentiero. C’è o non c’è l’area picnic. C’è o non c’è l’area per le tammurriate. Non c’è il sentiero pedonale ma poi si usa una pista carrabile non proprio riconoscibile sotto l’aspetto della sicurezza. Ebbene c’è sicuramente un po’ di ipocrisia. Detto questo sarebbe utile pensare che l’ Amministrazione cominciasse a ragionare per pianificare un qualche intervento necessario. E’ difficile che i privati possano risolvere come è difficile che il Parco possa intervenire. Invece ritenere un intervento del Comune fattibile per tentare una soluzione non è bestemmiare. Magari coinvolgendo le Paranze tradizionali e l’associazione che le rappresenta. E ogni altra associazione competente. Le feste di Castello stanno portando un numero sempre più crescente di visitatori sul Monte. Quindi bisognerebbe cominciare a preoccuparsi di questa gente di cui una parte sono addirittura stranieri. Arrivano dalla Francia, dalla Germania, dalla Gran Bretagna ecc. Non si può far finta di niente. Ci vorrebbe un piano che mettesse insieme le varie esigenze. A partire dalle “paranze” e dal culto religioso senza trascurare minimamente la salvaguardia della natura. C’è margine  per la tutela della tradizione. Una proposta operativa. Il Comune potrebbe “espropriare” i terreni abbandonati risarcendo i proprietari ed avviare così una grande opera di sistemazione idraulica e ambientale. Con piccoli e puntuali interventi migliorativi solo dove e per cose indispensabili.

Le ricette di Biagio: pasta alla sorrentina. Quando un politico mafioso inneggia alla legalità…

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Un piatto di pasta alla sorrentina ti aiuta a mantenere il controllo dei tuoi nervi e trasforma la tua rabbia in amara ironia. E’ merito soprattutto dei fusilli.. Lo racconta l’autore del romanzo “Il paese nero”, che verrà pubblicato prossimamente. Di questo scrittore posso dire solo che è di Ottaviano e che il romanzo è ambientato a Ateiano sul Vesuvio. Correda l’articolo anche l’immagine di un “politico” dipinto da Botero.   Ingredienti: gr.320 di fusilli, gr. 500 di polpa di pomodoro, gr. 150 di mozzarella, gr.60 di parmigiano, basilico, aglio, olio, pepe e sale.Per preparare la pasta alla sorrentina iniziate a preparare il sugo di pomodoro. Prendete una casseruola e mettete un bel giro d’olio con lo spicchio d’aglio schiacciato, fate dorare. Aggiungete la polpa di pomodoro, il basilico fresco e aggiustate di sale e pepe. Fate cuocere con il coperchio per circa 30 minuti a fuoco dolce. Mettete sul fuoco la pentola con abbondante acqua per cuocere la pasta, salatela. Intanto tagliate a tocchetti la mozzarella. Appena l’acqua bolle buttate giù la pasta, scolatela al dente e passatela direttamente nella casseruola con il sugo. Mescolate bene. Prendete una teglia del diametro di 25 cm e versateci la metà della pasta, cospargete con metà della mozzarella e del parmigiano reggiano. Coprite con il resto della pasta e infornate a forno statico a 180° per il tempo necessario a “fondere” la mozzarella. E’ un “piatto” che va servito caldo. (L’immagine e la ricetta provengono dal sito ITALIANSPOON)   E’ il 23 maggio 2024, giorno consacrato alla legalità, in nome delle vittime di Capaci. Si racconta nel romanzo che a Ateiano è in programma la conferenza di un onorevole, Giovanni Serracchiano, che è segretario provinciale del partito “L’Italia è viva”. Avvolge l’onorevole una grigia nube di dicerie, di sospetti, ma anche di documentate accuse, sulla sua inclinazione a intrighi, maneggi e intrallazzi. Alla conferenza è stato invitato anche il protagonista del romanzo, Pepe Marlò Mastriani, studioso di storia dell’arte – e non solo di quella del Novecento-, giornalista, conoscitore profondo della storia passata e presente della camorra. Lo zio di Pepe, Gennaro ‘e Pizzola, che in gioventù fu quotato mercante di cavalli, si accorge che già al mattino di quel 23 maggio, quando lo incontra al bar Abate per il primo caffè della giornata – caffè e cornetto – suo nipote è attraversato da impulsi di rabbia che vanno a torcergli il naso: uno spasimo comune a tutti i membri dell’antica famiglia dei “Pizzola”. Gennaro va a piazzarsi nell’auto del suo incavolato nipote, gli dice di partire per Somma – vuole comprare ‘no piezzo ‘e stocco- e subito dà avvio alla predica: “Dunque, caro nipote, stai incazzato nero perché sai che Serracchiano darà i numeri, griderà che lui sta dalla parte di Falcone e di Borsellino, e del tuo amico Mimmo, giurerà che lui e i suoi da sempre stanno contro le mafie. E ogni due minuti Giovannino Ferraiolo, che tu una volta hai chiamato clacchista, darà avvio agli applausi, e i presenti obbediranno, e saranno applausi. Ma tu sai che sono applausi finti, perché tutti gli Ateianesi sanno chi è Giovanni Serracchiano, ma non hanno il coraggio di strappargli la maschera, di gridargli “Non permetterti di pronunciare i nomi di Falcone, di Borsellino e del nostro Mimmo Telesino”. Ma tu, che non sopporti l’ipocrisia nostra, ti incazzerai ancor di più, prenderai la parola e a muso duro dirai a don Giovanni che talvolta il politico che combatte le mafie lo fa solo per mettere le mani sui loro affari, strade, ponti, la spazzatura, le mense scolastiche.”. Notando che il nipote restava muto, ma dimostrava con l’espressione del volto che le parole dello zio lo avevano avviato per la strada della riflessione, Gennaro ‘e Pizzola calò il colpo finale: “Questi tipi qua, se li aggredisci, fai il loro gioco: alla rabbia risponderanno con la rabbia, Serracchiano parlerà di agguato comunista, delle trame della Sinistra, e cercherà di “distrarre” gli ascoltatori. Certo, glielo devi dire che è una “mezzacalzetta”, ma con il tono tranquillo dello sfottò.Tu hai scritto quel bel libro sull’ironia dei Vesuviani”. E consigliò a suo nipote di mangiare, a mezzogiorno, un piatto di fusilli alla sorrentina, alla “Baita del Re Borbone”. E io sono d’accordo con Gennaro ‘e Pizzola perché i fusilli ci ricordano che la storia non è una linea retta, come gli ziti, ma tende ad arravogliarsi su sé stessa: chi mangia fusilli avverte la necessità di riflettere sui contorcimenti della storia e di aprire la conoscenza con la chiave dell’ironia. Cosa accadde poi, nel pomeriggio di quel 24 maggio? Lo scrittore ha trovato una soluzione che mi permetto di giudicare strepitosa. Alla prossima.

Napoli Campione d’Italia 2025

La squadra di Conte ha vinto, nella giornata di venerdì 23 maggio alle ore 22:48, la partita contro il Cagliari 2-0 allo stadio Maradona aggiudicandosi il quarto scudetto.

Dopo la stagione passata durante la quale il Napoli si è aggiudicato il 10º posto e a soli due anni dall’ultimo scudetto, il Napoli si è aggiudicato il quarto scudetto nella storia del club.

Importante e decisivo è stato Scott McTominay, giocatore di punta di questa stagione per il Napoli, con il suo gol al ‘42 che ha dato forza alla squadra per spingere ancora di più e prendersi questo tanto ambito scudetto.

Altrettanto importante è stato Lukaku con il suo secondo gol al ‘51 che ha così creato grande distacco tra le due squadre e ha impostato una partita tutta da vincere.

Al ‘96 è arrivato il triplice fischio che ha decretato il Napoli come Campione d’Italia, nonostante la vittoria dell’Inter 0-2 con il Como.

Le strade si riempiono d’azzurro, la città è tutta in subbuglio per questo grande risultato e i tifosi sono pronti a festeggiare questo sogno che ora è diventato realtà.

Chi vince scrive la storia, gli altri la leggono

Alle ore 22.48 di ieri sera il Napoli si è laureato campione d’Italia per la quarta volta nella sua storia dopo il 1987, il 1990 e il 2023. Ripensando alle ultime 3 stagioni, è stato un vero e proprio rollercoaster di emozioni non adatto ai deboli di cuore, dallo scudetto dominato con Spalletti alla caduta negli inferi della scorsa annata, fino a questa incredibile cavalcata testa a testa contro l’Inter: come si suol dire facciamo uno o novanta, non ci sono vie di mezzo e forse questo ha reso questo titolo ancora più bello.

Tanti i meriti da dividere per questo quarto tricolore, ma probabilmente il principale artefice è Conte, che ha ripetuto lo stesso percorso fatto con il Chelsea nella stagione 2016/17. Il mister ha preso una squadra mentalmente affossata dopo la tragedia sportiva dell’anno passato e l’ha revitalizzata conducendola, non senza problemi (infortuni e cessione di Kvara) e qualche imperfezione nella gestione dei cambi, a un traguardo insperato.

Da sottolineare anche l’operato del presidente, capace di imparare dagli errori del post-scudetto, che ha voluto Conte a tutti i costi e ha assecondato quasi tutte le sue richieste, e dei calciatori che hanno onorato la maglia dal primo all’ultimo secondo di campionato. Ora è il momento di godersi la meritata festa e poi da lunedì, dopo il passaggio del bus scoperto in città, si inizierà a dare uno sguardo al futuro.

Tanti cuori battono, ancora!

In questa stagione, io e “La mia sul Napoli” siamo stati meno presenti, io totalmente travolto dal lavoro, “La mia sul Napoli” forse un po’ stanca, dopo circa 900 articoli pubblicati, negli ultimi 11 anni, un’attività intensa protratta per molti anni, poi l’inevitabile allentamento. Da Benitez, passando per Sarri, Ancelotti, e i vincenti Spalletti e Conte, 10 anni di piccole vittorie, che finalmente si sono trasformate nei più alti traguardi sognati e desiderati, gli scudetti, il terzo ed oggi il quarto della nostra storia. Sebbene abbia partecipato poco con la penna de “La mia sul Napoli”, la mia attenzione, durante questa stagione, è stata sempre alta. Sono stato lì seduto davanti allo schermo, soffrendo e gioendo.

Non posso quindi esimermi dal premere i tasti del mio computer e buttar giù due righe su questa stagione, sul nuovo scudetto, sui cuori che battono, ancora, per sempre.

Il Napoli è ancora campione, “Again”! A chi vogliamo dare il merito? Ovviamente a chi c’è in alto, su tutti, alla dirigenza, al presidente, che tra errori e successi è sempre lì, al timone di queste nave azzurra nel mare azzurro. E le scelte di questa stagione sono state quasi tutte azzeccate. Sul campo e in panchina Conte è l’artefice del sogno, colui che trasforma una scelta in allenamento, tattica e convinzione, entrando nella testa di una squadra oramai persa, e convincendola di capacità che sembravano dimenticate. Pur perdendo Osimhen ad inizio stagione e Kvara in corso d’opera, con tante difficoltà il Napoli arriva alla meta. Forse si può imputare alla società di non aver rimpiazzato il georgiano adeguatamente. Il Napoli è arrivato a fine stagione stanco e con voragini in più parti del campo.

Ma merito a questa squadra che, pur nelle difficoltà, ha portato a casa il risultato più insperato, dopo il disastro della passata stagione, che nessuno avrebbe potuto immaginare. Di Lorenzo, Buongiorno, Anguissa, Lobotka, McFratm e Lukaku, solo per citarne alcuni, bravo Napoli, bravi ragazzi, bravo Conte e bravo presidente!

Napoli festeggia.

Tanti cuori battono, ancora.

E lo faranno ancora per giorni.

Quel che sarà lo pianificheremo presto. Ma ora non curatevene, ora è solo il momento di festeggiare il quarto scudetto del club.

Forza Napoli Sempre

Terzigno, presentazione del libro “LE RADICI DEL MONDO” di Adriana Valerio

LE RADICI DEL MONDO – Eva, le Donne e la Bibbia, Ed. Mondadori, è l’ultimo libro della teologa e storica Adriana Valerio. L’autrice da oltre 40 anni si occupa della ricostruzione della presenza delle donne nella storia del Cristianesimo. Questo volume parte dalla figura di Eva e giunge alla pedagogista Maria Montessori. È una riflessione ad ampio raggio anche alla luce della grande attenzione che il compianto Papa Francesco ha avuto per l’universo femminile. La FIDAPA di San Giuseppe Vesuviano, presieduta da AnnaMaria Giugliano, e la DIES ARTIS SEMPER, presieduta da Rosa Carillo Ambrosio, presenteranno il libro, con la partecipazione dell’autrice, al Museo Archeologico di Terzigno (Matt). L’appuntamento è fissato per martedì 27 maggio 2025 alle ore 19:00. Interverranno: il sindaco Francesco Ranieri, l’assessore Genny Falciano, e il direttore Angelo Massa. Il coordinamento è affidato ad Osvaldo Iervolino. E’ un grande onore presentare – spiega l’autrice Adriana Valerio – il mio libro in questo paese dalla storia millenaria, come ben si evince dalla location che ci ospiterà. Sono ben lieta, oltrettutto, che la presentazione sia stata curata da due associazioni, che, con impegno e passione, si occupano di promozione culturale e specificamente del mondo femminile. Il mio libro parla di donne ma non è rivolto solo alle donne.
Adriana Valerio
La Fidapa ha lo scopo di promuovere, coordinare e sostenere le iniziative delle donne che operano nel campo delle Arti, delle Professioni e degli Affari, ed è proprio per questo – afferma AnnaMaria Giugliano, presidente della sez. Fidapa San Giuseppe Vesuviano –  che non potevamo non sostenere il lavoro di una donna che ha messo al centro del suo ultimo libro la storia delle donne e le donne nella storia. La consapevolezza dell’essere donna – continua la Giugliano – nel mondo moderno passa anche attraverso la divulgazione di opere come questa, che possono aiutare a generare una nuova consapevolezza di sé ed a sfatare leggende e ricostruzioni storiche non sempre aderenti alla realtà, al fine di riconoscere il ruolo che le donne hanno da sempre nelle società. Il libro di Adriana Valerio – conclude Rosa Carillo Ambrosio, presidente Ass. Culturale Dies Artis Semper – ci pone difronte ad una rilettura intelligente nel senso etimologico del cogliere dentro le molte narrazioni femminili, che ci sono state trasmesse sia biblicamente che dalla storia della Chiesa. La teologa napoletana restituisce centralità e dignità alla figura di Eva, e con lei a tutte le donne della Bibbia, troppo spesso relegate a ruoli marginali o lette con categorie maschili. È un lavoro certosino, appassionato e appassionante. Sono sicura che sarà un appuntamento molto coinvolgente.

Somma, il 1° Circolo R. Arfé racconta la tradizione con la voce dei bambini

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: La scuola protagonista: un percorso originale di arte, fede e tradizione con “Opera Popolare for Kids”. 

È nato all’interno del 1° Circolo Didattico “Raffaele Arfé” di Somma Vesuviana un progetto educativo innovativo che mette i bambini, la scuola e il territorio al centro del processo creativo: Opera Popolare for Kids, un laboratorio teatrale e musicale ispirato all’opera  di Mikele Buonocore“‘A Maronna ‘e ll’Arco e ‘e fujenti”.

Il progetto ha coinvolto 120 alunni delle otto classi quinte, offrendo loro un’esperienza educativa interdisciplinare in cui arte, storia e tradizione, si intrecciano in modo originale e coinvolgente. Un’opportunità preziosa per conoscere e vivere la cultura popolare vesuviana attraverso il teatro, la musica, la danza e la narrazione. A rendere speciale l’iniziativa è proprio il suo taglio didattico: ogni attività è stata costruita pensando ai bambini come protagonisti attivi del processo creativo, valorizzandone l’espressività, la partecipazione emotiva e il senso di appartenenza al territorio. Grazie al contributo dell’Associazione Culturale VesúL’Arte si fa Madre, il progetto ha visto la collaborazione di figure altamente qualificate: Mikele Buonocore (autore e ideatore dell’opera), Debora Sacco (esperta in didattica teatrale), Michele Maione (percussionista e formatore), Carmen Di Prisco (studiosa di tradizioni popolari), Angela Natale (coordinamento organizzativo)e  con la partecipazione  di Gianni Lamanna . Il percorso, con la  collaborazione degli insegnanti ha permesso agli alunni di: – conoscere la tradizione della Madonna dell’Arco e i suoi simboli culturali e spirituali; – riscoprire la propria identità collettiva attraverso il recupero delle tradizioni popolari; – sperimentare linguaggi artistici alternativi in un’ottica di inclusione e valorizzazione di sé. Attraverso momenti di ricerca, espressione corporea e recitazione, i bambini hanno interpretato storie e personaggi realmente vissuti, avvicinandosi con entusiasmo alla storia locale e alla spiritualità popolare. Il risultato sarà presentato in uno spettacolo finale, previsto per mercoledì 28 maggio alle ore 18.30, presso l’aula polifunzionale del Santuario di Madonna dell’Arco, in Sant’Anastasia. Un ringraziamento sentito va alla Dirigente ScolasticaMaria Di Fiore, ai docenti, alle famiglie e agli enti locali per aver creduto nella forza educativa di questo progetto, che si distingue per la sua originalità e profondità, specie nel contesto della scuola primaria. Si ringraziano per il patrocinio morale le Amministrazioni comunali di Somma Vesuviana e Sant’Anastasia,  il Santuario di Madonna dell’Arco nella persona dell’O.P. padre Giampaolo Pagano.

                                                                                                       Staff del I Circolo “ R. Arfè

Acerra, marcia della legalità nell’anniversario di Capaci

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ACERRA – La Costituzione come educazione alla legalità. E’ il tema scelto dalle scuole di Acerra che attraversando le strade della città hanno celebrato la ‘Carta’ nella ‘Giornata della Legalità’. In centinaia hanno marciato dal II Circolo Didattico ‘Don Peppe Diana’ fino al Castello insieme all’amministrazione comunale, al consigliere regionale Vittoria Lettieri, al Vescovo Antonio Di Donna e alle forze dell’ordine. I ragazzi hanno mostrato cartelli e striscioni legati agli articoli della Costituzione a testimonianza della partecipazione civica della città di Acerra per una cultura della legalità “che non può realizzarsi completamente senza che ci sia un richiamo concreto alla nostra Costituzione – ha sottolineato il sindaco Tito d’Errico – perché a 33 anni dalla Strage di Capaci l’impegno sociale, soprattutto dei più giovani e la mobilitazione delle coscienze ci impongono il diritto-dovere di onorare la memoria di Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e degli agenti Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Oggi, 23 Maggio, Acerra ricorda insieme agli alunni e agli studenti di ogni ordine e grado questi grandi italiani, straordinari servitori dello Stato che continuano a diffondere quella cultura della legalità che ritroviamo nella Costituzione, un fondamento di libertà che riflette il grado di civiltà di un popolo”. Vittime che Monsignor Di Donna ha voluto ricordare con un minuto di silenzio prima della partenza del corteo. “Acerra dà un segnale importante – ha spiegato Vittoria Lettieri – perché la conoscenza della Costituzione da parte dei ragazzi significa avere la forza di lottare. Le scuole e le istituzioni di Acerra trasmettono un messaggio formativo importante in nome della legalità, con il coraggio di far sentire la propria voce per far valere i propri diritti. Un sentito ringraziamento va alle forze dell’ordine e alla magistratura che quotidianamente lavorano in maniera incessante per tutelare i cittadini”. “Acerra combatte ed attraverso un grande lavoro porta in piazza le scuole perché è da qui che si inizia con il rispetto delle regole, a partire dal compagno di classe” le parole dell’assessore all’Istruzione Milena Petrella, mentre per l’assessore alla Legalità Milena Tanzillo “la legalità è il principio che deve guidare le nostre scelte quotidiane”. “Una bella giornata che ci indica la consapevolezza del percorso educativo che stiamo facendo verso una società migliore” ha sostenuto l’assessore alle Politiche Sociali Francesca La Montagna.

Sequestrato il merchandising contraffatto per la festa scudetto

In Via Toledo, Napoli, è intervenuta la Guardia di Finanza sequestrando più di mille articoli per contraffazione

La Guardia di Finanza è intervenuta in Via Toledo, a Napoli, eseguendo dei controlli che hanno portato al sequestro degli oggetti contraffatti.

I controlli sono stati svolti nell’ambito dell’attività di contrasto all’abusivismo commerciale e alla vendita di merce contraffatta, portando alla denuncia di quattro persone.

Via Toledo è da sempre ambita meta di turismo e in questi giorni è diventata la scena di un’operazione congiunta tra i militari del Gruppo Pronto impiego del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli e gli agenti della Polizia locale di Napoli appartenenti alle Unità operative Chiaia e Avvocata.

Durante l’operazione sono stati sequestrati oltre mille capi contraffatti a venditori ambulanti, in particolare gadget dell’SSC Napoli e sono state denunciate quattro persone con l’accusa di contraffazione e ricettazione.

Inoltre sono stati sequestrati più di ottomila articoli tra occhiali, cover per cellulari, collane, anelli, accendini, ombrelli, giocattoli e miniature, con la segnalazione amministrativa di tre venditori abusivi.

Importante è anche il rispetto delle norme igienico-sanitarie e l’occupazione del suolo pubblico, alle quali la Polizia Locale ha rivolto l’attenzione.

Nella stessa zona è stato multato un venditore di bevande per occupazione non autorizzata della sede viaria e, a seguito delle infrazioni accertate, è stato disposto il sequestro dell’attrezzatura utilizzata per l’attività abusiva.

Sono state poi irrogate sanzioni pecuniarie, per un totale di 15.000 euro, nel tratto tra Via Toledo e Piazza Carità, per vendita di prodotti senza licenza su suolo pubblico e in assenza delle prescritte autorizzazioni amministrative.

È stato sorpreso un ragazzo che deteneva marijuana dai militari delle Fiamme Gialle, con l’unità cinofila, ed è stato segnalato alla Prefettura per utilizzo personale.