Giancarlo Moccia: “Curare Nola come si cura un paziente. Con ascolto, metodo e responsabilità”

Nola. Riceviamo e pubblichiamo:  Nola, 21 maggio 2025 – “Quando fai il medico – e lo fai con coscienza – impari che non puoi limitarti a curare i sintomi. Devi risalire alle cause, agire con metodo e prenderti cura della persona. È lo stesso approccio che porto nella mia candidatura al consiglio comunale di Nola: un impegno fatto di ascolto, presenza e responsabilità.”

Con queste parole Giancarlo Moccia, medico e già consigliere comunale,  spiega la sua candidatura al fianco di Andrea Ruggiero nella lista “Solo per Nola” per restituire dignità e centralità alla città di Nola.

“Nola oggi è ferma. Ha perso il suo ruolo guida nel territorio, la sua anima culturale, la qualità della vita che la distingueva”, afferma Moccia. Tra i punti critici evidenziati: il caos della mobilità urbana, l’assenza di spazi per i giovani, il degrado delle periferie e lo stato critico dell’assistenza sanitaria territoriale.

Uno degli esempi più emblematici è Piazzolla: “Ogni estate la ferrovia dismessa si trasforma in un bosco di sterpaglie e pericoli. Piazzolla non può essere trattata come un serbatoio di voti: è una comunità viva che merita attenzione e rispetto.”

Sanità, cultura, vivibilità, periferie: sono questi i nodi su cui Moccia intende intervenire, con una visione chiara e un’esperienza radicata. “Non faccio promesse impossibili. Ma mi impegno, ogni giorno, a lavorare per restituire servizi, opportunità e dignità alla nostra città. Per Nola. Per Piazzolla. Per Polvica. Per tutti noi.”

Somma, al via i lavori di riqualificazione dello Stadio Felice Nappi

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  Partono i lavori di riqualificazione dello Stadio Comunale Felice Nappi! Martedì 27 Maggio – ore 12 – posa della prima pietra – inaugurazione dei lavori e incontro con la stampa allo Stadio Felice Nappi di Somma Vesuviana. Salvatore Di Sarno – sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano:“ E’ un momento atteso dalla comunità, non solo dai tifosi della storica Viribus Unitis ma anche da tutta la comunità, dalle società sportive”.     “E’ un momento tanto atteso dalla tifoseria della Viribus Unitis, da tutta la comunità sommese, dai giovani. Martedì 27 Maggio, avremo l’inizio dei lavori di riqualificazione dello Stadio Comunale Felice Nappi e durante il briefing stampa che terremo sul campo di gara dello Stadio, illustreremo tutti i dettagli del progetto chge porterà ad un intero recupero e riqualificazione dello Stadio”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano.   Martedì 27 Maggio – ore 12 – Sadio Felice Nappi di Somma Vesuviana – località Santa Maria del Pozzo – briefing stampa con posa della prima pietra dei lavori di adeguamento, di riqualificazione. Interverranno, oltre al Sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, Ezio Micillo, Assessore ai Lavori Pubblici, la Giunta, anche il dirigente di settore, i rappresentanti della ditta e i rappresentanti delle società sportive.

Notte di sangue a Volla: giovane uccisa, altra in fin di vita. Si indaga su un omicidio-suicidio

Notte di sangue tra Volla e Napoli, dove due distinti ritrovamenti hanno acceso l’allarme tra le forze dell’ordine. La prima segnalazione è giunta da via Don Luigi Sturzo, dove una giovane donna di 31 anni, Daniela Strazzullo, è stata trovata all’interno di una vettura gravemente ferita da un colpo d’arma da fuoco. Immediatamente trasferita all’Ospedale del Mare, le sue condizioni risultano disperate: i medici stanno tentando l’impossibile per salvarle la vita.

Non molto lontano, ma già in territorio napoletano, un secondo drammatico episodio. In via Pinocchio è stato rinvenuto il corpo senza vita di Ilaria Capezzuto, 34 anni. Anche lei colpita da un proiettile, non ha avuto scampo.

I carabinieri della compagnia di Torre del Greco, intervenuti su entrambi i luoghi, hanno avviato le indagini. Sebbene non vi siano ancora certezze, gli inquirenti sospettano un possibile collegamento tra i due fatti. L’ipotesi più accreditata al momento è quella di un tentato omicidio-suicidio, anche se non si escludono ulteriori scenari.

La dinamica rimane oscura: si cerca di capire se ci sia stato un litigio tra le due donne, se vi siano coinvolgimenti esterni o motivazioni di natura passionale. Gli investigatori stanno analizzando telefoni, telecamere di videosorveglianza e ascoltando le testimonianze di amici e familiari.

L’accaduto ha scosso profondamente la popolazione delle due aree coinvolte. In attesa di ulteriori sviluppi, resta il dolore per una giovane vita spezzata e la speranza che l’altra possa sopravvivere per raccontare cosa sia davvero successo in quelle ore maledette.

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Nella Chiesa di San Gennarello un “loquace” quadro attribuito a Santolo Cirillo, “Gesù tra i dottori”

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Le amiche della “Fidapa” e l’assessore “alla cultura”, prof.ssa Fiorella Saviano, mi hanno fornito l’occasione per tornare, dopo qualche anno, nella Chiesa di San Gennaro in San Gennarello. Tra significative opere d’arte conservate nella chiesa vi sono anche due dipinti attribuiti a Santolo Cirillo, “Gesù tra i dottori” (cm.182 x cm.130) e la “Resurrezione di Lazzaro”. Anche questi due quadri sono stati restaurati dal dott. Umberto Maggio, e l’accurato intervento dell’illuminato restauratore mette in rilievo l’influenza esercitata sul Cirillo da Solimena, un’influenza visibile soprattutto nell’impaginazione dell’opera e nel gioco delle mani dei personaggi.   Con l’assessore prof.ssa Fiorella Saviano e con le amiche della sezione ottavianese della “Fidapa”, di cui è Presidente la prof.ssa Vittoria Panarese (foto in appendice), ho trascorso una mattinata ricca di luce. Abbiamo parlato di don Francesco Montella, fondatore della chiesa, dell’importanza strategica del luogo, dove si incrociano la strada Nola -Pompei- Torre e la via che dalla Montagna va a Palma e a Sarno: abbiamo ricordato brevemente le battaglie che gli abitanti di San Gennarello dovettero combattere per ottenere il decreto che conferiva il titolo di parrocchia alla chiesa, abbiamo visitato la cripta, ci è stata concessa l’opportunità di conoscere nei dettagli il prezioso lavoro che don Raffaele Rianna sta svolgendo. Il quadro “Gesù tra i dottori” ha destato la mia ammirazione, e quando don Raffaele mi ha detto che recentemente due studiosi l’hanno attribuito, insieme alla “Resurrezione di Lazzaro”, a Santolo Cirillo, mi sono soffermato a osservare con attenzione l’opera per capire su quali elementi quegli studiosi hanno fondato l’attribuzione. Anche il quadro con Gesù è stato restaurato da Umberto Maggio, che dopo aver misurato “la sensibilità della tela e degli strati pittorici all’umidità e alla temperatura”, ha effettuato “una velinatura con carta giapponese 500 e colletta proteica”, ha eseguito una lunga serie di interventi sulla tela e sui colori, e infine “ha realizzato i collegamenti pittorici delle lacune con acquerelli. Il dipinto è stato di nuovo verniciato a pennello con vernice mastice. Con i colori a vernice si sono raggiunti i toni definitivi. Il dipinto è stato, poi, definitivamente verniciato con vernice finale a spruzzo.” E il quadro restaurato con grande sapienza – la Fidapa ha finanziato il restauro- “vive e parla”, direbbe Tomaso Montanari. In una stanza oscura Gesù parla ad anziani dottori che cercano di capire ciò che il giovane, il cui volto illumina la scena, sta dicendo. Gesù indossa un mantello color blu intenso, un blu che è simbolo della certezza e della verità, mentre i mantelli dei due “dottori” in primo piano si contorcono in pieghe vistose, simbolo chiaro dei loro dubbi. Il “dottore” alle spalle di Cristo indossa un manto che il pittore ha colorato di rosso per far risaltare, attraverso il contrasto, la particolare intensità del blu steso a pennellate ampie e sovrapposte sul manto di Gesù. Il foglio bianco che sta sul tavolo in uno strano equilibrio ci dice che il quadro va “letto” a partire dall’angolo di sinistra in basso, seguendo la diagonale che congiunge da sinistra a destra la testa del dottore che a sinistra si tocca la barba, la testa di Cristo e la testa del dottore dal manto rosso. Il dottore che siede nell’angolo a destra in basso “apre” una diagonale che da destra sale a sinistra, fino alle teste delle persone che guardano da fuori, attraverso la piccola finestra, e la cui funzione è proprio quella di suggerire la profondità dello spazio. Dunque, il quadro è costruito sull’incrocio delle due diagonali, e il punto in cui si incrociano, il centro tecnico e metaforico dell’opera è il dito di Cristo sollevato verso l’alto, verso la Verità di cui Egli è testimone e Messia. Tutto questo ci induce a considerare evidente l’influenza esercitata dal Solimena su Santolo Cirillo: e da Solimena egli ha certamente appreso un altro elemento significativo dell’opera, la “loquacità” delle mani. I “dottori” esprimono dubbi e incertezze, sorpresa e meraviglia con il moto delle dita, mentre ferme sulla certezza della verità sono le mani di Cristo, una chiusa a sorreggere il dito levato verso l’alto, l’altra salda sul libro. Santolo Cirillo (1689 – 1755) nacque a Grumo Nevano, appartenne a una importante famiglia di medici e di botanici, e anche lui si interessò di botanica.  Franco Pezzella che ha dedicato al pittore una preziosa biografia sottolinea il fatto che il pittore meritò la protezione di un altro insigne cittadino di Grumo Nevano, lo scrittore Nicola Capasso, alla cui poesia satirica dedicheremo un articolo. Ringrazio ancora le amiche della “Fidapa” e don Raffaele Rianna.  

Dalla tragedia alla rinascita: la Scugnizzeria, simbolo di speranza a Scampia

Oggi, mercoledì 21 maggio alle ore 16.15 circa, si è tenuto un incontro con Luca Arenella presso il secondo circolo didattico “Don Minzoni” di Somma Vesuviana, in occasione della presentazione del libro di Rosario Esposito La Rossa: Spacciatori di Libri. Prima di affrontare il contenuto del libro, Luca Arenella ha introdotto la realtà di Scampia, soffermandosi in particolare sulla sua evoluzione. Una tragica vicenda, accaduta nel 2004, ha rappresentato il punto di svolta, generando un forte desiderio di cambiamento che avrebbe poi trovato espressione concreta nella “Scugnizzeria”.   L’episodio a cui si fa riferimento vede contrapposti il clan Di Lauro e il gruppo degli Scissionisti. In quella circostanza, tra le vittime vi fu Antonio Landieri, cugino di Rosario Esposito La Rossa. Antonio, affetto da disabilità, si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato: stava semplicemente giocando, ma venne scambiato per uno spacciatore della zona rivale e fu assassinato. I giornali lo dipinsero come un narcotrafficante, negandogli persino un degno funerale. Aveva solo 24 anni.   Da quella tragedia nacque un’esigenza forte di riscatto. Rosario iniziò a viaggiare in tutta Italia per raccontare la storia di suo cugino e pubblicò un libro con la casa editrice Marotta & Cafiero, intitolato Al di là della neve. Colpiti dal suo impegno e dalla sua storia, i fondatori della casa editrice decisero di affidargliela. Nacque così la Scugnizzeria, che inizialmente non aveva una sede stabile, ma che oggi è la prima libreria nel nord di Napoli.   Dal 2016 la Scugnizzeria si è trasformata in un vero e proprio presidio di cultura e legalità: ospita un equobar, una pizzeria, corsi di recitazione diretti anche da Maddalena Stornaiuolo, moglie di Rosario e attrice della serie Mare Fuori, librerie accessibili per bambini ipovedenti e tante altre iniziative, tra cui il “libro sospeso”, un gesto di solidarietà che ogni mercoledì dimostra quanto il quartiere sia coinvolto nel mondo della lettura.   Oggi Scampia è rinata. Ha ospitato il “64 Bars”, una nota sfida rap con artisti tra i più famosi d’Italia, offre ampi spazi verdi e si presenta come un luogo molto più sano e vivibile rispetto al passato.   La Scugnizzeria è frutto dell’impegno collettivo: ha preso vita grazie all’aiuto di molte persone, in primis gli abitanti del quartiere. Luca Arenella, responsabile delle fiere e dei laboratori, è stato anche educatore di bambini all’interno delle Vele di Scampia, esperienza che ha definito formativa. Secondo lui, eliminare completamente la camorra è forse impossibile, ma ciò che conta è la volontà di cambiare e la determinazione a non arrendersi. Più che provare a “recuperare” o punire determinate situazioni o persone, aggiunge, è importante prevenirle senza emarginare l’altro per la reputazione che ha. All’incontro ha partecipato anche la dirigente scolastica Silvia Svanera, che ha sottolineato l’importanza di affrontare questi temi e, soprattutto, di superare i pregiudizi che ancora oggi pesano su quartieri come Scampia.

Torna a Nola la testa della statua romana rubata nel 2013

Nola. Riceviamo e pubblichiamo:  Nola, restituita alla città la testa della statua di marmo rubata nel 2013 dal cortile del municipio. 

“Omaggio alla legalità, all’arte, alla storia e alla bellezza”: sono le parole pronunciate dal commissario straordinario del Comune di Nola, il viceprefetto Maria Lucia Trezza in occasione della cerimonia nel corso della quale i Carabinieri del Comando Tutela del patrimonio culturale hanno restituito alla città un prezioso reperto archeologico trafugato nel cortile del municipio nel 2013. Si tratta della testa marmorea di una statua di epoca romana, risalente al II/I secolo a.C. “Il reperto – ha aggiunto Maria Lucia Trezza – sarà affidato alla cura del museo archeologico, importante presidio culturale ed identitario che raccoglie le testimonianze del passato glorioso di Nola”. “Il reperto che abbiamo restituito alla città di Nola – ha spiegato il colonnello Paolo Befera, comandante del reparto operativo Tutela del patrimonio culturale di Roma – rappresenta il DNA della storia di questa terra e del nostro Paese. Si tratta di uno dei tre milioni di oggetti ritrovati grazie al lavoro che svolgiamo quotidianamente e grazie alla banca dati che abbiamo a disposizione”. “Siamo – ha aggiunto il direttore del museo storico archeologico di Nola, Giacomo Franzese – nelle condizioni di accogliere questa ed altre opere, studiarle e soprattutto metterle in sicurezza attraverso i nostri sistemi di controllo e di sorveglianza”. La cerimonia nel corso della quale è stata scoperta la testa della statua restituita alla città si è tenuta questa mattina nell’aula consiliare dedicata ad “Aldo Masullo”. Alla presenza degli alunni degli istituti superiori della città, delle autorità civili e militari.

Vietata sala scommesse a San Giuseppe: è troppo vicina alla scuola

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San Giuseppe Vesuviano – Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sezione Quinta, come riportato da Agipronews, ha respinto il ricorso presentato dal titolare di una sala per giochi e scommesse a San Giuseppe Vesuviano, in quanto il locale si trova ad una distanza inferiore a quella prevista dalla norma regionale (250 metri) dai luoghi “sensibili”, in questo caso una scuola.

  Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui la Questura di Napoli aveva negato l’autorizzazione per esercitare un’attività nei locali dove già operava un altro gestore. La Questura aveva considerato la richiesta come “nuova apertura” e quindi soggetta al “distanziometro” previsto dalla Legge Regionale.   Il titolare dell’esercizio, nel presentare ricorso, sostiene però che non si tratterebbe di una nuova apertura, ma di “subentro in un’attività già regolarmente esercitata nei medesimi locali, e dunque di un mero trasferimento di titolarità”. Inoltre, a suo dire, non vi sarebbero luoghi sensibili nelle vicinanze, quindi il diniego sarebbe irragionevole e contraddittorio, visto che in passato lo stesso locale era stato autorizzato.       Il Tar, prosegue Agipronews, ha però respinto il ricorso, in quanto la richiesta comporterebbe il rilascio di una nuova autorizzazione (non un semplice “mutamento di titolarità”), e quindi si tratterebbe di una nuova apertura soggetta al “distanziometro”: come si legge nella sentenza breve, “il diniego non è espressamente motivato solo con riferimento alla distanza dalle scuole e nidi d’infanzia, bensì a istituti scolastici di ogni ordine e grado”. Inoltre, la precedente attività era cessata prima della presentazione della nuova domanda di apertura, motivo per cui non sussiste “continuità aziendale”. Infine, il Tribunale ha definito “infondato” anche il terzo motivo, dal momento che “l’autorizzazione rilasciata al precedente gestore risale al 2016, dunque prima dell’entrata in vigore della legge che ha imposto il distanziometro”.    

Un Vulcano di Risorse, il cortometraggio della don Minzoni sulle meraviglie di Somma

Oggi, 21 maggio, è stato presentato al teatro Summarte, a Somma Vesuviana, il progetto “Un Vulcano di Risorse” del 2º Circolo Didattico “Don Minzoni” in collaborazione con la Fondazione Media Literacy.

Il progetto consiste in un cortometraggio, recitato interamente dagli alunni delle classi quarte, nel quale vengono messe in rilievo le caratteristiche e le bellezze che sono presenti nell’area vesuviana.

Sono stati al centro del corto la Villa Augustea, il Museo Contadino di Somma Vesuviana e il Vesuvio.

Il cortometraggio è suddiviso in quattro parti, ognuna interpretata da una classe diversa, nelle quali i bambini si perdono e per tornare a casa devono superare delle sfide riguardanti il nostro territorio.

A rendere possibile questa bellissima esperienza è stata la preside Silvia Svanera, che ha fortemente voluto questo progetto come alternativa alle classiche lezioni frontali che si svolgono in classe.

Importantissimo per questo progetto è stato il regista Andrea Gattini, il quale ha creato un bellissimo rapporto con i bambini che ha reso l’atmosfera ancora più emozionante.

Parte integrante di questa esperienza è stato il corpo docenti, che ha seguito e indicato gli alunni con professionalità e cura. In particolare le maestre delle classi 4ªA, 4ªB, 4ªC e 4ªD del 2º Circolo didattico “Don Minzoni”.

È stato presente il consigliere regionale Carmine Mocerino che per impegni istituzionali è dovuto andare via anticipatamente ma ha voluto elogiare il grande lavoro di qualità fatto da tutti i partecipanti.

In rappresentanza del comune di Somma Vesuviana è intervenuta Rosalinda Perna, assessore all’istruzione e agli eventi, che ha lodato la bravura dei bambini e le molteplici attrazioni del territorio.

Sono intervenuti durante la presentazione anche Lidia Gattini rappresentante della Fondazione Media Literacy, Daniele De Simone funzionario responsabile archeologo sovrintendente ABAP,  Rosalba Romano guida del Parco Nazionale del Vesuvio e, ovviamente i protagonisti principali: i piccoli attori della Don Minzoni.

Somma lancia battaglia contro estinzione delle api

LE API, SENTINELLE DEL NOSTRO FUTURO Un convegno per denunciare il pericolo della loro scomparsa Di Vincenzo Nocerino Un interessante dibattito si è tenuto a Castello d’Alagno, domenica 18 maggio, concepito dalla vulcanica mente di Pietro Di Lorenzo e organizzato dal circolo ‘Rinascita Casamale’ in collaborazione con la ‘Paranza di Zi Riccardo’. Alla presenza del Sindaco di Somma Vesuviana i relatori hanno illustrato e conversato sul tema: ‘Uomo e ambiente: quale futuro per le nostre api minacciate di estinzione’. Il dibattito ha posto in evidenza aspetti legati alla ecologia, alla biodiversità ed alla difesa degli ecosistemi. I docenti intervenuti alla manifestazione e il moderatore Luigi Jovino, hanno sottolineato che: “Nel grande equilibrio della natura pochi esseri viventi hanno un ruolo così essenziale e al tempo stesso così fragile come le api”. Piccole, spesso invisibili nella quotidianità. Questi insetti garantiscono il funzionamento di interi ecosistemi attraverso l’impollinazione. E’ emerso in modo inequivocabile che oggi non solo le api ma tutti gli insetti impollinatori, sono sempre più minacciati da pesticidi, cambiamenti climatici, distruzione di habitat e inquinamento. Secondo la FAO, oltre il 75% delle colture agroalimentari dipende in parte dall’impollinazione e senza la presenza delle api, crollerebbe la varietà e la sicurezza alimentare dell’intero pianeta. Questo ci interroga su una responsabilità collettiva e urgente: che futuro vogliamo per il nostro pianeta? L’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco ci offre, anche in questo caso, una chiave di lettura profonda. Essa ci ricorda che “tutto è connesso” e che ogni creatura ha un valore intrinseco, non solo funzionale. “L’uomo non può continuare a dominare la natura come se fosse un bene illimitato” come ha denunciato Papa Francesco nell’indifferenza generale. L’estinzione delle api è, in questo senso, il simbolo di un modello di sviluppo che non rispetta i ritmi e l’equilibrio del creato. Papa Francesco ha anche parlato della necessità di una ecologia integrale, che tenga insieme il rispetto per l’ambiente e la giustizia sociale. Le api ci insegnano che anche la più piccola forma di vita è indispensabile per la sopravvivenza dell’intero sistema. Proteggere le api significa rivedere le pratiche agricole, ridurre l’uso di pesticidi nocivi, conservare la biodiversità e favorire un’economia sostenibile. La sfida è culturale prima che tecnica: serve, dunque, una conversione ecologica, come suggerisce l’enciclica, che porti a un nuovo modo di vivere e consumare. Le api non sono solo insetti da proteggere, ma sentinelle del futuro. La loro difesa, quindi, non è un lusso ecologista, ma un atto di sopravvivenza.

A Mariglianella torna la Festa di Maria SS. Della Sanità

Il 1° giugno concerto con i Tabù a Via Guglielmo Marconi. Torna a Mariglianella la decennale tradizione legata alle manifestazioni civili in occasione della Festa di Maria SS. Della Sanità, legata all’omonima chiesa sita sul territorio comunale, luogo molto sentito dai cittadini, che si anima con riti e celebrazioni durante tutto il mese di maggio. Il 1° giugno, a chiusura di tali celebrazioni, l’Amministrazione Comunale di Mariglianella, offrirà alla comunità locale e non solo, lo spettacolo musicale del gruppo “I Tabù”, che proporrà il proprio repertorio di brani di musica leggera italiana e internazionale. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21.00, presso via Guglielmo Marconi, per l’occasione chiusa al traffico, ed è ad ingresso gratuito. L’iniziativa è inserita nel Cartellone degli Eventi Metropolitani 2024-2025 promosso dalla Città metropolitana di Napoli.