Pomigliano, al via il festival “I nostri Miti”

Napoli. La conferenza stampa in cui e’ stato presentato l’evento e il calendario degli incontri.  Questa mattina, 25 giugno, si è tenuta al Caffè Gambrinus di Napoli la conferenza stampa della VI edizione del Festival “I nostri Miti” di Pomigliano d’Arco, ideato da Totò Caprioli in programma dal 3 al 31 luglio presso il Giardino dei Miti in Via M.R Imbriani. A presenziare all’incontro: Alessandra Clemente, consigliera comunale di Napoli; Francesco Maria Cordella, attore, regista, docente universitario e da quest’anno direttore del festival; Totò Caprioli ideatore del festival; il giornalista Paolo Picone; e l’assessore alla Cultura di Pomigliano d’Arco, Giovanni Russo. Ad aprire l’incontro, l’attrice Irma Ciaramella ha letto un brano tratto dalle Lettere di Giorgio Strehler, testo che ispira questa edizione del festival, incentrata sulla figura dell’attore. Lo slogan scelto per il cartellone di quest’anno è infatti: “Io attore sono teatro.” Totò Caprioli ha ringraziato i presenti e il suo team, sottolineando l’obiettivo di esplorare nuovi orizzonti grazie al nuovo direttivo. Ha poi passato la parola a Francesco Maria Cordella, che ha spiegato la scelta di presentare un festival pomiglianese proprio a Napoli Ha sottolineato come il Gambrinus non sia un semplice bar: citato in numerosi film, è stato luogo di ritrovo per intellettuali e persino accusato di essere un centro di aggregazione antifascista. Un luogo, dunque, dal grande valore storico e culturale. Cordella ha poi riflettuto sulla figura dell’autore, definendolo “fonte del gesto teatrale”, simbolo di comunità, futuro e cambiamento. Nel corso dell’incontro, Totò Caprioli ha proposto ad Alessandra Clemente di entrare a far parte del direttivo del festival, proposta che la consigliera ha accolto con entusiasmo. Ha poi evidenziato l’importanza della condivisione e dell’amore per il proprio territorio, soprattutto in un’epoca in cui molti giovani si chiedono se restare nella propria città o trasferirsi altrove come Totò sia riuscito a vedere qualcosa che gli altri non hanno vistoriconoscendo il merito di aver saputo preservare e valorizzare la vocazione culturale della città. Assente per altri impegni istituzionali, l’assessora regionale alla Scuola, Politiche sociali e Giovanili, Lucia Fortini, ha inviato un messaggio di sostegno, sottolineando il valore dell’iniziativa, capace di affrontare temi universali e di raggiungere un pubblico ampio e variegato. A concludere l’incontro è stato Giovanni Russo, che ha portato i saluti del sindaco Raffaele Russo. “La cultura non può essere immaginata o praticata in steccati rigidi, ma va condivisa,” ha affermato, tracciando un parallelismo con il teatro greco, luogo per eccellenza della condivisione. Nasce così il cartellone dell’edizione 2025 del festival, che pone il teatro al centro come strumento di rappresentazione della realtà, spazio critico e luogo di collettività. Con il suo ricco programma e una visione che unisce tradizione e innovazione, il Festival “I nostri Miti” si conferma un appuntamento culturale di rilievo non solo per Pomigliano d’Arco, ma per l’intero territorio campano, capace di trasformare il teatro in uno spazio vivo, inclusivo e profondamente radicato nella comunità. IL CALENDARIO: La sesta edizione del festival propone cinque spettacoli serali per adulti e due appuntamenti pomeridiani per bambini, raccolti nella minirassegna “I Piccoli Miti”. – Ore 21:00 3 luglio – NON FUI GENTILE, FUI GENTILESCHI con Debora Caprioglio Un monologo intenso e potente che racconta la vita della pittrice seicentesca Artemisia Gentileschi. Un viaggio tra arte, dolore e resilienza femminile. 10 luglio – DISSONORATA – Un delitto d’onore in Calabria scritto, diretto e interpretato da Saverio La Ruina Un classico del teatro civile. La storia struggente di una donna calabrese, tra ironia, denuncia e profonda umanità. 17 luglio – MAMME – Piccole tragedie minimali con Antonella Morea, testi di Annibale Ruccello Uno spettacolo che racconta le mille sfumature della maternità, tra comicità, commozione e musica dal vivo. 24 luglio – CONTA CHE PASSA LA PAZZA VERONICA PE’ ’NA FURCHETTA! con Irma Ciaramella, regia di Francesco Maria Cordella Un atto unico poetico e visionario. Veronica, donna in lotta con la perdita della memoria, reinventa il mondo per sopravvivere. 31 luglio – SECONDO GIUDA diretto e interpretato da Pietro Faiella Liberamente ispirato a “La Gloria” di Giuseppe Berto. Il traditore per eccellenza raccontato con umanità e spiritualità. I PICCOLI MITI – Teatro per bambini e famiglie – Ore 19:00 8 luglio – IL VIAGGIO INCANTATO a cura della compagnia Coffee Brecht Una fiaba interattiva, ogni volta diversa, costruita insieme ai bambini seguendo il modello del “viaggio dell’eroe”. 15 luglio – EX LIBRIS – Ovvero Pulcinella nella storia del Re di e con Paola Maria Cacace Pulcinella si reinventa narratore e protagonista in uno spettacolo comico, magico e sorprendente, che celebra la tradizione con leggerezza e fantasia.      

Vulcano Buono in musica, tanti live previsti per luglio

Al Vulcano Buono di Nola sono in programma tanti live di artisti per tutti i gusti: Nigiotti, Renga, Clara, Slf e Alfa. 

Cinque sono gli appuntamenti previsti nel mese di luglio al centro commerciale Vulcano Buono in occasione della prima edizione di “Vulcano Buono Music Emotion 2025”.

Per tutto il mese la smart cityes si trasformerà in un palcoscenico all’aperto, ospitando artisti rinomati nel panorama musicale italiano, offrendo momenti di svago per persone di tutte le età.

Gli eventi inizieranno il 5 luglio con il cantautore pop Enrico Nigiotti, il 10 luglio si esibirà il collettivo urban Slf (Solo la fam), il 17 luglio tutta la piazza salterà con le hit generazionali di Alfa; il 18 luglio risuonerà nel centro la voce inconfondibile di Francesco Renga e, a conclusione di questi appuntamenti, il 31 luglio si esibirà l’originale cantante Clara.

I concerti di Nigiotti, Slf e Clara saranno a ingresso gratuito, tramite prenotazione sul circuito Vivaticket/Azzurro Service.

Gli spettacoli di Alfa e Francesco Renga sono invece a pagamento; i biglietti sono disponibili in prevendita sui circuiti TicketOne e Vivaticket.

Tutti gli appuntamenti avranno inizio alle ore 21:30 e in ogni data l’esperienza sarà doppia: oltre ai live dei cantanti, il pubblico potrà godere di una speciale Notte Bianca. Infatti il centro prolungherà l’orario di apertura della galleria commerciale oltre le 22, consentendo ai visitatori di fare shopping anche alla fine dello spettacolo.

Sabato 5 luglio, in occasione dell’inizio dei saldi, è prevista animazione gratuita per bimbi e famiglie dalle ore 19 alle ore 23 in piazza Capri e Amalfi: ci saranno spettacoli di ventriloqui, teatro dei muppets ed esibizione trasformista.

Leonardo, Comune convoca i sindacati dopo nubi sul futuro

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Il Comune di Pomigliano d’Arco ha convocato un incontro urgente con le rappresentanze sindacali dello stabilimento Leonardo, a seguito di una lettera inviata dalle RSU che ha sollevato preoccupazioni sul futuro dello stabilimento. L’incontro si terrà mercoledì 26 giugno alle ore 12.30 presso la sede municipale, e vedrà la partecipazione delle sigle sindacali aziendali e territoriali.

Il sindaco Raffaele Russo ha dichiarato che l’Amministrazione è pienamente solidale con i lavoratori e intende ascoltare direttamente le loro preoccupazioni. «Siamo pronti – ha spiegato – a discutere insieme le eventuali azioni da mettere in campo per tutelare i lavoratori e la filiera produttiva».

Al centro della riunione ci saranno le criticità evidenziate nel documento delle RSU, in particolare i timori legati a un possibile ridimensionamento del comparto industriale locale. Le maestranze chiedono chiarimenti e garanzie sul futuro produttivo dello stabilimento Leonardo, considerato strategico non solo per Pomigliano ma per l’intero territorio vesuviano.

L’amministrazione comunale intende svolgere un ruolo attivo nella difesa dell’occupazione, e il sindaco ha ribadito la volontà di non lasciare soli né i lavoratori né l’indotto. L’incontro rappresenta un primo passo verso un confronto più ampio tra istituzioni, sindacati e vertici aziendali, per evitare che una realtà produttiva storica come quella di Leonardo venga progressivamente marginalizzata.

Dal Comune fanno sapere che saranno valutate tutte le iniziative necessarie per sostenere la vertenza, anche coinvolgendo i livelli istituzionali superiori.

Crivellato di colpi all’esterno del circolo: l’accusa per il fermato e il movente

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ACERRA – Emergono nuovi dettagli sulla serata di violenza in via Marconi, dove un uomo di 47 anni, Domenico Esposito, è stato ferito con più colpi d’arma da fuoco mentre si trovava all’esterno di un locale privato adibito a circolo. L’episodio si è verificato poco prima della mezzanotte di lunedì. Secondo le prime indagini, un uomo si sarebbe avvicinato alla vittima e avrebbe sparato a distanza ravvicinata, colpendolo in più punti tra torace e arti inferiori. Non si esclude che alla base del gesto ci sia stato un diverbio tra i due. Immediato l’intervento dei sanitari del 118, che hanno prestato i primi soccorsi e trasferito Esposito in codice rosso alla clinica Villa dei Fiori. Viste le sue condizioni, è stato poi disposto il trasferimento al Cardarelli di Napoli, dove si trova attualmente sotto osservazione, ma non in pericolo di vita. Le forze dell’ordine, attivate in tempi rapidi, hanno fermato nelle ore successive un sospettato. Si tratta di Santo Castaldo, su cui ora grava l’ipotesi di reato di tentato omicidio. L’uomo è in attesa dell’udienza di convalida. Intanto gli investigatori proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione l’origine e la dinamica dell’agguato.  

Frode fiscale, sequestro a Original Marines

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Falso bilancio e frode fiscale, per gli inquirenti la società “Original Marines Spa” ha ottenuto indebiti finanziamenti per 31 milioni.

Sono indagate, dalla Procura di Nola, otto persone tra componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale della società “Original Marines Spa” (società con 600 punti vendita tra l’Italia e l’estero).

Le accuse sono di reato di falso in bilancio, indebita percezione di erogazioni pubbliche, esercizio abusivo di attività finanziaria e utilizzo in dichiarazione di fatture false.

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha notificato, ad ognuno degli indagati, un’ordinanza, su richiesta degli inquirenti, con la quale il gip di Nola ha disposto l’interdizione dall’esercizio dell’attività d’impresa per la durata di un anno.

Inoltre è stato disposto un sequestro preventivo di beni fino a concorrenza di 37,2 milioni di euro, pari al profitto dei reati accertati.

Dalle indagini condotte è emerso che, a partire dal 2017, la società ha subito un processo di riorganizzazione che ha portato ad un aumento dei punti vendita diretti e a una diminuzione dei negozi gestiti in franchising.

Contestualmente è emerso che gli indagati hanno falsificato i bilanci degli esercizi dal 2018 al 2021, occultando le perdite derivanti dal mancato incasso di crediti commerciali nei confronti degli esercizi affiliati.

Grazie a questo la società “Original Marines Spa” ha ottenuto due finanziamenti garantiti dallo Stato, attraverso la SACE, per 31,5 milioni di euro complessivi.

Inoltre la società ha beneficiato di una indebita detrazione di Iva per quasi 6 milioni di euro, avvalendosi di fatture per operazioni inesistenti emesse dagli imprenditori appartenenti alla rete distributiva.

Secondo gli inquirenti la società ha imposto acquisti di merce ai negozi gestiti in franchising costringendoli in una grave situazione di crisi finanziaria.

Questa è stata superata solo grazie a finanziamenti dalla stessa concessi in assenza delle autorizzazioni previste dal Testo Unico Bancario.

Striano, IDAV, il sindaco: “Pronti a ripartire, ora tocca all’azienda”

Vertenza IDAV, il sindaco Gerli: “Condizioni per una ripresa produttiva parziale ci sono. Ora la proprietà presenti una nuova AUA”.

«Il Comune di Striano ha già fatto la sua parte. Ora tocca all’azienda formalizzare una nuova Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) che permetta di riprendere le attività almeno nel capannone non interessato dall’incendio del 2024». Così il sindaco Giulio Gerli, al termine di un confronto istituzionale sulla vertenza IDAV, che coinvolge oltre 150 lavoratori a rischio occupazionale.

Il sito produttivo, sotto sequestro da parte della Procura di Torre Annunziata, è attualmente fermo anche per la sospensione dell’AUA legata a criticità ambientali e urbanistiche. Dopo la rimozione degli abusi edilizi e l’avvio di interventi di bonifica ambientale, il Comune ha verificato – con il supporto dei propri tecnici – la fattibilità urbanistica di una ripresa parziale, funzionale all’accesso alla cassa integrazione straordinaria.

«Abbiamo chiesto alla proprietà – spiega Gerli – di presentare una nuova AUA che rispecchi lo stato attuale dell’impianto, includendo tutti gli adeguamenti strutturali e impiantistici necessari, in particolare in materia di depurazione e scarichi».

Contestualmente, l’amministrazione ha indicato una prospettiva strategica di delocalizzazione e rilancio dell’attività nell’area PIP, con l’utilizzo dello strumento ZES per l’accelerazione delle autorizzazioni. «A livello urbanistico – precisa il sindaco – siamo pronti a sostenere l’ampliamento e il trasferimento, ma serve chiarezza anche da parte dell’azienda sui propri piani industriali».

Il sindaco ha infine chiesto un’accelerazione da parte degli enti sovraordinati – ARPAC e Procura – per completare gli accertamenti ambientali, ma ha sottolineato anche la necessità di massima trasparenza da parte della proprietà verso i lavoratori, finora lasciati in uno stato di incertezza.

«Tutti vogliamo tutelare il lavoro, ma serve un quadro chiaro e condiviso – ha concluso –. Il Comune ha garantito il massimo supporto istituzionale. Ora servono scelte nette da parte della proprietà, e tempi certi da parte degli altri enti».

 

Padre muore, figlio operato al Santobono dopo incidente: è in coma. Acerra prega per Felice

Ogni minuto davanti al Santobono c’è chi arriva con messaggio che arriva, una preghiera, un segno di speranza. Idealmente sono tutti lì per lui: Felice, 5 anni, il bambino coinvolto nel tragico incidente ieri ad Acerra, ora ricoverato in condizioni disperate. Giocava con entusiasmo nella scuola calcio dell’Acerrana, dove oggi i compagni lo hanno salutato sui social. Un messaggio che sa di speranza. Perché il dolore per la morte del padre, Cuono Di Sena, travolto insieme al figlio mentre era alla guida della moto, lascia spazio solo a un desiderio: vedere Felice svegliarsi. L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica su via Bruno Buozzi, una strada trafficata. La Honda su cui viaggiavano padre e figlio si è scontrata violentemente con una Ford Fusion. L’impatto è stato talmente forte da distruggere la portiera dell’auto. Cuono è deceduto poco dopo l’arrivo all’ospedale Villa dei Fiori. Il bambino è stato trasferito d’urgenza al Santobono, dove si trova ora in coma farmacologico dopo l’operazione cui è stato sottoposto. Il cordoglio è profondo, ma non è tempo di parole: è tempo di silenzi, veglie e speranze. C’è chi veglia sotto l’ospedale e chi prega da casa. I carabinieri vigilano per garantire l’ordine, mentre la polizia municipale continua gli accertamenti sulla dinamica. Tra i punti da chiarire: la velocità della moto, l’uso del casco e la responsabilità del sorpasso che avrebbe provocato lo scontro. Ma il pensiero va solo a lui, al suo piccolo corpo attaccato a un filo. Felice non è solo. Acerra lo aspetta.

San Giorgio a Cremano, Schettini è il nuovo commissario di Forza Italia

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  ll segretario provinciale di Forza Italia della Provincia di Napoli, il senatore Francesco Silvestro, ha nominato Giuseppe Schettini commissario cittadino del partito a San Giorgio a Cremano. La nomina è stata ufficializzata oggi e viene accolta con grande entusiasmo dal partito: “Giuseppe Schettini ha già dimostrato una profonda conoscenza della realtà locale, a lui vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro. Con la sua nomina intendiamo consolidare la presenza di Forza Italia a San Giorgio a Cremano, facendo leva su persone che rappresentano un riferimento leale e propositivo nel tessuto cittadino”. “La scelta di Schettini è volta a garantire stabilità organizzativa e continuità al partito, attraverso figure che possano avvicinare sempre più cittadini ai principi liberali ed europeisti di Forza Italia. A Giuseppe Schettini è affidato il compito di rappresentare il partito sul territorio, coordinare le attività locali, promuovere il radicamento del movimento e rafforzare il rapporto con la comunità cittadina e con gli amministratori locali. In qualità di Delegato Comunale, Schettini avrà anche il compito di condurre il partito locale al prossimo congresso cittadino, nel pieno rispetto delle regole statutarie e in costante raccordo con la Segreteria Provinciale. Sono certo che saprà interpretare questo incarico con passione, competenza e spirito di servizio, gli auguro buon lavoro a nome mio e dell’intera comunità di Forza Italia”.  

Note sulle industrie vesuviane sotto gli ultimi Borbone

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Non è campanilismo: questo articolo è una parte del documentato capitolo di una biografia di Luigi de’Medici che sto tentando di scrivere. E’ il capitolo in cui si descrive il ruolo che il potente ministro svolse dal 1815 al 1830 nel progettare concretamente un organico sviluppo di alcune attività che da tempo si svolgevano nel territorio vesuviano: per esempio, la lavorazione del corallo, la distillazione dello spirito, la lavorazione del cuoio e del vetro. Correda l’articolo l’immagine del quadro di Salvatore D’Amato “Torre del Greco”.   La storia dei corallari di Torre del Greco è avventurosa e drammatica. I Borbone furono costretti ad adottare una politica fatta ora di fermezza, ora di prudenza, per tutelare i torresi che si spingevano con le loro barche in pieno Mediterraneo e, catturati dai pirati barbareschi, erano ridotti in condizione di schiavitù, come “ vili giumente “. Di molti di essi, trasportati nelle oasi dell’interno, si persero per sempre le tracce; altri furono riscattati, talvolta, a caro prezzo. E tuttavia la pesca del corallo restò sempre un’attività essenziale dell’economia torrese. Nel 1841 vi erano impegnate 200 barche, ma il loro bottino era “esosamente assorbito dai manufatturieri di Livorno e Genova “. Per evitare questo sfruttamento, Giuseppe Santoponte chiese di essere autorizzato a costituire una società con un capitale di 100000 ducati: “ i mercati dove si smaltiscono i coralli sono Mosca nella sua grande fiera di agosto, Calcutta da cui si fanno provviste i negozianti del Mongol, Golfo del Bengala e Cina, e poi Alessandria, per tramandarlo in tutta la Siria, e specialmente in Aleppo; Brodi in Polonia, Vienna in Germania (sic), Londra per le spedizioni in America”. L’industria dello spirito ” tolto dal granone di farina ” era radicata sia alle falde del Vesuvio che nel Nolano. La distilleria di Gennaro Jesu a Portici consumava 30 cantaia di granone al giorno (un “cantaro” equivaleva a circa 90 kg.), e 10 quella di Raffaele Saggese Matafone a Ottajano: ma due ditte di Marigliano, Anselmi e Marrassi, e Nicola Montagna, distillavano ciascuno 50 cantaia di granone al giorno. Nel ’59 le proteste ” per l’incarimento del genere ” divennero ancora più vigorose, tanto che Francesco II, da poco salito al trono, considerando che ” la povera gente si nudre quasi esclusivamente di questo articolo ” ordinò che non si usasse più il granone per la distillazione degli alcool. I distillatori, capeggiati dal più potente del gruppo, Ernesto Lefebvre conte di Balsorano, cercarono di far annullare il decreto, che metteva fine ad uno degli investimenti più sicuri e vantaggiosi, visto che una distilleria di media struttura, come quella di De Simone a Pozzuoli, produceva 4 botti di spirito al giorno con un guadagno netto, ogni giorno, di circa 17 ducati.  Francesco II tenne duro, così che i distillatori congegnarono un vasto contrabbando di granone e architettarono trappole di ogni genere. Nel marzo del ’60 gettò l’ancora nel porto di Napoli la nave ” Principessa Carlotta “, battente bandiera austriaca, stivata di granone fradicio d’acqua: e cosa avesse causato il disastro, nessuno seppe spiegarlo. L’Intendente di Napoli, Giuseppe Medici principe di Ottajano, chiamò alla perizia il migliore chimico di Napoli, il professor Scarpati, che era suo amico e gli curava la vinificazione nelle immense sue vigne vesuviane. Lo Scarpati sentenziò che il granone non era più commestibile: e dunque le 5000 cantaia si poteva venderle all’asta per la distillazione. E così fu fatto. Nel 1830 Michele de’ Medici Principe di Ottajano, Intendente della Provincia di Napoli, autorizzò Francesco Bonnet a rilevare la fabbrica di cuoio e la tintoria che Corrado Haller aveva impiantato a Castellammare, in località Ponticello, lungo le acque del torrente Cannitiello. Il figlio di Francesco, Jammy, alla mostra industriale del ’53 presentò cuoi per selleria, pelli di pesci per tomaio, che erano un brevetto della ditta, e vari tipi di cuoi, che erano esportati anche in Turchia, e alimentavano localmente un fiorente indotto intorno al mercato e al trasporto della materia prima. A Resina due fabbriche lavoravano anche pelli provenienti dall’India e dall’America Meridionale per produrre guanti e suole per le scarpe. Giuseppe Bruno produceva a San Giorgio a Cremano lastre e campane di vetro, lastre di buona qualità fabbricava Luigi Rossi al Granatello, mentre dalle officine di Carlo Cappello a San Giovanni a Teduccio uscivano ” bottiglie per tutta qualità di vino, bottiglioni, fiaschi militari di limpidissimo e sodo vetro nero “, superiori forse ai prodotti di Francia. Assai sviluppata era l’industria tessile, anche con le contraddizioni tipiche di un capitalismo arcaico. L’ industria tessile fu favorita dalla politica protezionistica, inaugurata da Luigi de’Medici, che consentì ai Mayer, agli Zollinger e ai Vonwiller di costruire, tra l’Irno e Scafati, un sistema veramente moderno per le tecniche di produzione, per la qualità e la quantità del prodotto e per l’organizzazione finanziaria. L’esempio degli svizzeri fu seguito dall’avignonese Carlo Forges, che impiantò a Torre del Greco un filatoio di seta, ove lavoravano, nel ’58, 51 operai. Almeno altri cento operai erano impiegati nei lanifici di Barra e di San Giovanni a Teduccio.    

Fermato ambulante che vende cibo in strada: multa da 5mila euro

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È stretta sui controlli alle attività commerciali. Un’importante operazione della Polizia Municipale ha portato al sequestro di merce alimentare priva di documentazione di tracciabilità e conservata senza le dovute garanzie igienico-sanitarie. L’intervento, condotto dagli agenti della polizia municipale di Marigliano guidati dal comandante Emiliano Nacar, ha interessato un veicolo utilizzato di fatto per l’esposizione e la vendita di prodotti alimentari. Durante l’ispezione, gli operatori hanno constatato l’assenza degli atti autorizzativi e della documentazione necessaria per garantire la tracciabilità degli alimenti venduti. L’operazione si è conclusa con il sequestro della merce finalizzato al conferimento della stessa secondo le modalità di legge e l’elevazione di verbali per un importo complessivo superiore ai 5.000 euro. L’operazione rientra nel più ampio piano di contrasto all’abusivismo commerciale e di tutela della sicurezza alimentare, volto a garantire standard qualitativi elevati per i consumatori e condizioni di concorrenza leale per tutti gli operatori del settore.  Dal comando fanno sapere che non sarà tollerato alcun tipo di abusivismo anche a garanzia dei commercianti che rispettano le regole e operano nella legalità.