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Casoria avrà il suo primo teatro comunale: intesa firmata, i render del progetto
Ieri mattina, negli uffici del Comune di Casoria, è stato firmato il contratto che segna l’avvio di uno dei progetti più importanti e simbolici della storia recente della città: la realizzazione del primo teatro comunale e la riqualificazione della villa comunale di via Pio XII, insieme ai lavori di ammodernamento della caserma dei Carabinieri di via Pio XII, sede della Compagnia.
L’accordo, siglato tra Comune di Casoria, Regione Campania e Arma dei Carabinieri, prevede un finanziamento complessivo di fondi regionali destinati a tre interventi di grande impatto:
– Costruzione del Teatro Comunale, che sorgerà nella corte interna comunale, un’opera attesa da generazioni e destinata a diventare il cuore pulsante della cultura cittadina.
– Riqualificazione della villa comunale di via Pio XII, ex area macello, trasformandola da area depressa a luogo di aggregazione, bellezza e verde pubblico.
– Lavori alla caserma della Compagnia dei Carabinieri in via Pio XII, per garantire spazi moderni e funzionali alle esigenze operative e di sicurezza.
Alla firma erano presenti l’Assessore ai Lavori Pubblici Andrea Capano, il Dirigente del Settore Antonio Isoldo, i tecnici della Regione Campania, i progettisti e i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri. I lavori inizieranno nel corso del 2025 e dovranno essere completati in 404 giorni, ma i progetti sono già pronti e dettagliati.
Le dichiarazioni
Il Sindaco Raffaele Bene ha espresso grande soddisfazione: «Questa è una giornata storica per Casoria. Oggi mettiamo nero su bianco un impegno che avevamo preso con la città: dotarla finalmente di un teatro comunale, un luogo che non sarà solo un edificio, ma un simbolo di rinascita culturale e sociale. Allo stesso tempo, la villa comunale di via Pio XII tornerà a essere un polmone verde accogliente e sicuro per famiglie, bambini e anziani. E il lavoro sulla caserma dei Carabinieri rafforza la nostra attenzione alla sicurezza e alla collaborazione con le istituzioni. Casoria cambia volto, e lo fa investendo sulla bellezza, sulla cultura e sulla qualità della vita.»
L’Assessore ai Lavori Pubblici Andrea Capano ha voluto sottolineare il lavoro di squadra: «Questo traguardo è il frutto di un lavoro intenso e determinato da parte degli uffici comunali, a partire dal Dirigente Antonio Isoldo, che ringrazio pubblicamente, e di tutti i tecnici che hanno seguito passo passo il progetto. Avere già i disegni e i render ci permette di immaginare con chiarezza come saranno questi spazi una volta completati. Il teatro comunale e la nuova villa saranno luoghi vissuti, belli e funzionali, capaci di restituire orgoglio ai casoriani.»
Un investimento per il futuro
Il nuovo teatro comunale sarà pensato come uno spazio moderno, multifunzionale, con una programmazione che potrà ospitare spettacoli teatrali, concerti, conferenze e iniziative culturali di ampio respiro. La villa comunale di via Pio XII sarà completamente riqualificata, con nuove aree verdi, illuminazione, giochi per bambini e spazi per eventi, trasformando una zona degradata in un punto di riferimento per la vita sociale.
Casoria guarda al 2026 con fiducia: il teatro e la villa comunale saranno il segno concreto di una città che investe su cultura, bellezza e sicurezza.
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Stellantis, Azione: “Il futuro di Pomigliano d’Arco è un’emergenza nazionale”
La richiesta di un anno di cassa integrazione in deroga per 3.750 operai e le proposte di trasferte incentivate in Serbia sono “il sintomo di una crisi che per lo stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco rischia di diventare cronica”. Lo ribadisce Azione che, con il segretario metropolitano dì Napoli, Oliver Mollo, e il responsabile regionale Lavoro e Formazione, Enrico Ditto, lancia l’allarme su una vertenza che “richiede la massima attenzione da parte delle istituzioni”. “I dati – affermano – parlano chiaro: la produzione a Pomigliano d’Arco ha registrato ulteriori cali e gli ammortizzatori sociali sono diventati la normalità. A questo si aggiunge la sospensione della produzione della Dodge Hornet e gli accordi per le uscite volontarie, che hanno già portato a 300 esuberi a Pomigliano d’Arco (NA) e 50 a Pratola Serra (AV)”. “La vertenza Stellantis in questi ultimi mesi è proseguita nel totale disinteresse generale”, dichiara Oliver Mollo, membro della direzione nazionale e segretario metropolitano di Napoli di Azione. “Le rassicurazioni sulla produzione della Panda fino al 2030 e i piani a lungo termine non possono certo cancellare la realtà: quello di Stellantis è un gioco a due facce: da un lato si promettono futuri modelli, dall’altro si svuotano le linee di produzione e si spingono i lavoratori verso la Serbia. Questo non è un problema locale, è una questione industriale che riguarda l’intero Paese. Chiediamo un tavolo di crisi permanente e garanzie reali, non vaghe promesse che servono solo a guadagnare tempo, perché ogni operaio in cassa integrazione è una sconfitta per tutti”. “Infatti, non si deve e non si può parlare di numeri, ma si deve fare unicamente riferimento a famiglie che vivono nell’incertezza e a un territorio che rischia di pagare un prezzo altissimo”, ribadisce il segretario. Sulla stessa linea Enrico Ditto, responsabile regionale campano Lavoro e Formazione di Azione: “La cassa integrazione non può essere la soluzione strutturale a un calo produttivo, ma solo un tampone. La verità è che manca una visione industriale chiara e coraggiosa. Servono investimenti certi, un piano di formazione e di riconversione dei lavoratori e, soprattutto, la garanzia che Pomigliano d’Arco resti un polo strategico e non una fabbrica a cui attingere per delocalizzare la produzione”.
“Le uscite incentivate e le trasferte volontarie sono l’anticamera di un abbandono annunciato. È ora che la politica si assuma le proprie responsabilità e pretenda da Stellantis un piano industriale serio, che metta al centro il lavoro e il futuro di questo stabilimento”, conclude Ditto.
San Giuseppe Vesuviano, padre Rosario ai saluti: cittadini si ribellano al trasferimento del parroco
Marigliano, Enzo Avitabile infiamma la piazza con il suo sax
Dal 6 al 9 settembre è tornata la Festa Padronale di Marigliano, incantando il pubblico tra opere d’arte e concerti
La comunità mariglianese si è riunita in questi giorni di festa per celebrare i Santi Patroni San Rocco, San Vito e San Sebastiano.
Il programma ricco prevedeva eventi di ogni tipo, dall’esposizione di opere d’arte a concerti di artisti locali, per culminare nel concerto del mitico Enzo Avitabile.
In particolare, quest’ultimo si è esibito nella serata dell’8 settembre facendo ballare e saltare tutti, facendo vivere momenti indimenticabili all’insegna della buona musica e della tradizione campana.
Il comune, in occasione di questa serata, ha dato l’opportunità ai locali di Marigliano di far conoscere le proprie bontà culinarie allestendo dei food truck dove poter far assaggiare ai visitatori delle specialità da leccarsi i baffi.
Inoltre, vista la grandissima affluenza per il concerto di Avitabile, è stato messo a disposizione il parcheggio presso l’area Mercato per non creare intralcio durante i festeggiamenti.
Speciali per la comunità sono stati l’esposizione di opere d’arte di artisti locali e il concerto curato dagli Artisti Mariglianesi del 6 settembre. Questo ha messo in risalto la creatività e i talenti presenti nella città.
Per concludere questi giorni di festa, oggi 9 settembre sarà una giornata all’insegna dello sport, con la presentazione delle società sportive mariglianesi.
Questo sarà un vero e proprio momento di orgoglio e di valorizzazione di talenti e società locali.
Tutti gli eventi si sono tenuti e si terranno nel cuore della città, così da coinvolgere ancor di più tutti i cittadini, dai più grandi ai più piccini.
Come ogni anno, questa festa è una tradizione capace di unire fede, cultura e comunità, simbolo di speranza per le generazioni future.
Fonte foto: pagina ufficiale Enzo Avitabile
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A Ottaviano, una straordinaria Mostra di stampe sacre popolari: mi auguro che sia solo il primo atto
L’altra litografia, anche essa del sec. XIX, racconta, per immagini, la storia del culto di Santa Maria a Parete, venerata a Liveri. Secondo quanto viene tramandato, il 12 aprile 1514 Autilia Scala, figlia di contadini, stava portando al pascolo le sue vacche quando, ad un certo punto, “vide” la Madonna, che le disse: “Autilia, ti ho scelta per una delle più alte imprese che compirai a mio nome, portati dal Conte Enrico Orsini, in Nola, e digli che sotto quel cespuglio a destra della mia mano, vi è sepolta una mia immagine, da molti secoli; voglio che si scavi la terra e si edifichi in mio onore un tempio”. “Autilia si presentò al Conte, raccontò, ma non fu creduta. Il giorno dopo vi fu una seconda apparizione nello stesso luogo, e il volto della giovane fu segnato da un raggio di luce. Ritornata dal conte, questa volta fu presa sul serio, e con la collaborazione del vescovo monsignor Bruno, furono intrapresi degli scavi nel luogo indicato dalla Madonna. Qui fu ritrovato un dipinto che raffigurava, in mezzo a due angeli, la Vergine, che fu identificata come l’Immacolata Regina delle Vittorie.
Ai piedi della icona fu trovata la famosa “Campanella della Madonna”, al cui suono la fede del popolo devoto associa un flusso continuo di grazie per i casi gravi ed urgenti della vita. Alle richieste quasi quotidiane del suono della campanella si unisce la preghiera solidale e fervente di quanti la ascoltano” (Collegamento nazionale Santuari). Nel Santuario si trova anche la pietra sulla quale la Madonna poggiava i piedi quando apparve ad Autilia Scala. Il sasso è incastonato nel muro del tempietto ed i fedeli lo toccano prima di chiedere alla Madonna di liberarli dal male che li affligge. Interessante è la struttura della litografia: l’immagine di Maria è circondata da “tondi” in cui sono disegnati riferimenti ad aspetti del culto e a miracoli compiuti dalla Madonna.
Nel riquadro in alto a sinistra è raffigurato Filippo Barone che, poiché stava perdendo una somma notevole giocando a carte, bestemmiò, lanciò un pezzo di baccalà contro l’immagine della Madonna e la sfidò: se esisti veramente, colpiscimi le braccia. E la Madonna gli dimostrò che esisteva veramente, vedeva e sentiva. Dopo aver ringraziato la signora Priore della Confraternita, l’arch. Michela Annunziata, che, con i confratelli e con il sostegno prezioso di Umberto Maggio, ha organizzato la Mostra, mi sono permesso di chiederle che le stampe più importanti siano di nuovo presentate al pubblico e siano corredate con un indispensabile commento.






