Colpo da 800mila euro al Pascale: spariti farmaci sperimentali

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Un furto di ingente valore ha colpito l’ospedale oncologico Pascale. Nella notte tra giovedì e venerdì ignoti hanno violato i sistemi di sicurezza e prelevato medicinali per una somma stimata attorno agli 800mila euro. Il bottino consiste soprattutto in anticorpi monoclonali e trattamenti sperimentali, oltre a farmaci specifici utilizzati nella cura del melanoma uveale, una forma di tumore maligno dell’occhio. Si tratta di sostanze che devono essere mantenute in frigoriferi a temperatura controllata, dettaglio che evidenzia la complessità dell’operazione criminale. I carabinieri hanno subito avviato le indagini. Sono state sequestrate e analizzate le registrazioni della videosorveglianza installata nel presidio sanitario. Gli inquirenti lavorano per individuare i responsabili e capire se vi sia un collegamento con episodi analoghi verificatisi in passato. Non è infatti la prima volta che farmaci oncologici vengono trafugati a Napoli: dodici mesi fa un’operazione simile colpì il Policlinico, con un danno stimato in 680mila euro. In quell’occasione si parlò di un giro legato al mercato parallelo dei medicinali, con possibili canali di smistamento nel dark web o all’estero. Gli investigatori ipotizzano che dietro a questi colpi possano esserci gruppi criminali specializzati, dotati di conoscenze tecniche necessarie per maneggiare prodotti così delicati. Resta il problema della loro conservazione: se trasportati o custoditi senza rispettare le condizioni necessarie, i farmaci rubati rischiano di diventare inefficaci o addirittura nocivi. L’episodio ha creato allarme non solo per l’elevato valore economico della refurtiva, ma soprattutto perché riguarda terapie essenziali per pazienti oncologici. Un furto che accende nuovamente l’attenzione sulla sicurezza dei depositi farmaceutici negli ospedali campani e che apre interrogativi sui possibili canali di destinazione della merce.

Sangue a Sant’Anastasia, 50enne crivellato di colpi in strada

Sant’Anastasia – Momenti di paura a Sant’Anastasia, comune dell’area vesuviana, dove un uomo di 50 anni è rimasto gravemente ferito a seguito di una sparatoria avvenuta in strada. Secondo una prima ricostruzione, la vittima sarebbe stata raggiunta da più colpi d’arma da fuoco mentre si trovava all’aperto, in circostanze ancora da chiarire.   Immediatamente soccorso, il ferito è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Villa Betania di Napoli, dove è giunto in condizioni critiche. I medici stanno facendo il possibile per stabilizzarlo e le sue condizioni vengono definite molto gravi.   Sul luogo dell’agguato sono intervenuti i carabinieri della compagnia competente che hanno avviato le indagini. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’episodio e di capire se dietro l’aggressione possano esserci rancori personali, questioni legate ad affari o altre motivazioni. Al momento non viene esclusa nessuna pista.   I militari stanno effettuando rilievi e acquisendo testimonianze, mentre vengono visionate le eventuali immagini di videosorveglianza presenti nella zona per risalire agli autori del gesto. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione della vittima e i suoi rapporti personali e professionali, con l’obiettivo di trovare elementi utili a chiarire il movente.   La notizia ha destato forte allarme tra i residenti di Sant’Anastasia, che si sono ritrovati a fare i conti con l’ennesimo episodio di violenza consumatosi in pieno giorno. In molti hanno riferito di aver udito chiaramente gli spari e di essere rimasti scioccati dall’accaduto.   Le indagini proseguono senza sosta per identificare chi ha aperto il fuoco e assicurarlo alla giustizia, mentre la comunità resta con il fiato sospeso per le sorti del 50enne ricoverato in ospedale

Come dire “no” senza sensi di colpa

Quante volte ti sei trovato a dire “sì” quando in realtà avresti voluto dire “no”? È una sfida comune, soprattutto in un mondo che ci spinge costantemente a compiacere gli altri. Ma imparare a dire “no” con grazia e senza sensi di colpa è fondamentale per il nostro benessere personale e professionale.

Perché è difficile dire “no”?

Spesso, la paura di deludere gli altri o di perdere opportunità ci spinge a dire “sì” controvoglia. Tuttavia, questo comportamento può portare a stress, esaurimento e risentimento. Come possiamo invertire questa tendenza?

L’arte di un “no” efficace.

  1. Conosci i tuoi valori: Prima di tutto, è essenziale chiarire che cosa è importante per te. Quando sei consapevole dei tuoi valori, diventa più facile determinare quali richieste allineano con essi e quali no.
  2. Pratica il rifiuto gentile: Dire “no” non significa essere scortesi. Puoi rifiutare un invito o una richiesta con gentilezza e rispetto. Una semplice frase come “Apprezzo l’invito, ma devo declinare” può essere potente e rispettosa.
  3. Offri alternative: Se possibile, suggerisci un’alternativa. Ad esempio, “Non posso aiutarti oggi, ma potrei farlo domani”. Questo dimostra che sei disponibile, ma alle tue condizioni.
  4. Non giustificarti eccessivamente: Un errore comune è sentire il bisogno di giustificare il proprio “no”. In realtà, un semplice “Non posso” è spesso sufficiente. Le spiegazioni eccessive possono indebolire il tuo rifiuto.
  5. 5. Pratica l’assertività: L’assertività è la chiave per comunicare chiaramente i tuoi bisogni senza sentirti in colpa. Ricorda che dire “no” è un tuo diritto, non un privilegio.

L’importanza del “no” come limite personale.

Dire “no” va oltre il semplice rifiuto di un’azione o un impegno. È un potente strumento per stabilire confini chiari, proteggere il nostro spazio personale e prevenire le ingerenze altrui nella nostra vita. In un mondo dove le aspettative esterne possono facilmente sovrapporsi ai nostri desideri personali, il “no” diventa un atto di autodifesa e autoaffermazione.
Perché stabilire limiti è cruciale?
Immagina la tua vita come una casa. I limiti sono i muri che la proteggono, mantenendo fuori ciò che non desideri e preservando il tuo spazio interno. Senza questi muri, chiunque potrebbe entrare e uscire a piacimento, lasciando dietro di sé disordine e confusione. Ecco perché un “no” deciso e ben posizionato è fondamentale: ti aiuta a costruire e mantenere una vita in linea con le tue priorità e i tuoi valori.
“No” come protezione personale.
Dire “no” è un modo per onorare te stesso e le tue esigenze. Quando rifiuti ciò che non ti serve, stai dicendo al mondo che il tuo tempo e la tua energia sono preziosi. Rispettiamo noi stessi.
Stabilire limiti chiari ti aiuta a evitare il sovraccarico mentale. Sapere cosa è accettabile per te e cosa no riduce lo stress e aumenta la tua capacità di concentrazione. Abbiamo maggiore chiarezza mentale. Sorprendentemente, dire “no” può migliorare le tue relazioni. Insegna agli altri a rispettare il tuo spazio e i tuoi limiti, portando a interazioni più autentiche e rispettose. Coltiviamo rapporti più sani. Abbraccia il “no” con fiducia. Essere consapevoli che dire “no” è non solo accettabile, ma anche necessario, può essere liberatorio. È un atto di coraggio che ti permette di vivere una vita più autentica e appagante. Ricorda che spesso, dire “no”, non è un rifiuto agli altri, ma un sì a te stesso.  

Inchiesta tangenti, scarcerato l’ex sindaco

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SORRENTO – È stato scarcerato l’ex sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, arrestato nei mesi scorsi nell’ambito di un’inchiesta sugli appalti comunali. Il gip di Torre Annunziata, Maria Concetta Criscuolo, ha disposto il passaggio dal carcere agli arresti domiciliari, accogliendo in parte le richieste avanzate dalla difesa.   Coppola, difeso dagli avvocati Pane e Larosa, era stato destinatario di due ordinanze di custodia cautelare. Il primo arresto era scattato in flagranza, dopo che aveva ricevuto una presunta tangente da un imprenditore durante una cena in un ristorante. Il secondo provvedimento restrittivo gli era stato notificato lo scorso 19 agosto, aggravando la sua posizione.   Nelle ultime settimane l’ex primo cittadino ha iniziato a rispondere alle domande degli inquirenti, un passaggio considerato rilevante nel quadro investigativo. L’inchiesta, infatti, mira a fare luce su un presunto sistema di mazzette e favori che avrebbe orientato la gestione di alcune gare pubbliche.   Tra gli indagati compare anche Raffaele Guida, conosciuto come “Lello il sensitivo”, originario di Santa Maria a Vico. Personaggio noto per le sue attività da “mago” e guida spirituale, Guida era stato arrestato e poi anch’egli scarcerato. Secondo gli inquirenti, avrebbe avuto un ruolo di contatto e mediazione con alcuni ambienti coinvolti.   La scarcerazione di Coppola rappresenta una svolta importante e segna l’inizio di una nuova fase dell’inchiesta. La comunità sorrentina resta divisa: da un lato c’è chi continua a esprimere fiducia nell’ex sindaco, dall’altro prevale l’amarezza per una vicenda che ha macchiato l’immagine della città turistica, portando al centro della cronaca nazionale non le bellezze della penisola, ma presunte pratiche corruttive.

Point Break alla stabiese: pugile sorpreso a rubare con la maschera di Gigi D’Alessio

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CASTELLAMMARE DI STABIA: ladro con dedica, 26enne con le maschere di Gigi D’Alessio per ingannare le telecamere. Arrestato dai Carabinieri   Immaginiamo una telecamera di un istituto sorvegliato, con una guardia annoiata davanti ai monitor. Come in una scena vista mille volte in un film americano, chi dovrebbe vigilare sta masticando una ciambella mentre scrolla le foto pubblicate sui social dai suoi conoscenti. Gli unici rumori sono il ronzio degli schermi ormai obsoleti e lo scricchiolio di una sedia girevole, logora per anni di turni notturni e macchiata da decine di caffè versati.   Tutto scorre lentamente, le lancette dell’orologio sembrano immobili. Poi qualcosa si muove, sul monitor compare una figura vestita di nero. In pugno alcuni attrezzi e un volto vagamente conosciuto. L’uomo in guardiola smette di masticare, qualche briciola scivola sul pantalone, la ciambella rimane a mezz’aria. La bocca è aperta. Forse sta impazzendo e il suo volto si avvicina lentamente allo schermo per vedere meglio, gli occhi sempre più sottili. Quello che sta provando a forzare quell’auto è Gigi D’Alessio?!   L’introduzione è frutto della nostra fantasia e il cantante, impegnato in questi giorni in una serie di concerti in piazza Plebiscito, non è (ovviamente) coinvolto nel furto di un’auto. Il suo volto, però, è stato realmente preso in prestito da Andrea Izzo, pugile stabiese di 26 anni, arrestato dai Carabinieri della sezione radiomobile locale.   E’ notte fonda quando la sua auto incrocia una pattuglia in via Motta Casa dei Viri. E’ buio, fa ancora caldo e quel passamontagna calzato non promette ai militari un fine turno sereno. Parte l’inseguimento. L’auto è rubata, la targa è stata alterata. La corsa termina in via Cupa Varano. Izzo, tenta la fuga a piedi ma quando viene raggiunto colpisce i carabinieri sfruttando le sue doti da pugile professionista. I militari incassano colpi violenti ma riescono a neutralizzare il giovane.   Nella sacca che porta nella Jeep rubata poco prima, arnesi per lo scasso e 3 maschere di Gigi D’Alessio, utilizzate verosimilmente durante i furti per ingannare le telecamere. Sul retro delle maschere anche la dedica del cantante che ringrazia il fan per aver partecipato ad uno dei suoi concerti. Izzo dovrà rispondere di riciclaggio, ricettazione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. E’ ora in camera di sicurezza, in attesa di giudizio. L’auto è stata restituita al legittimo proprietario. E per Gigi D’Alessio, un’altra storia da raccontare ai suoi familiari.

Esplosione nella fabbrica, 3 morti: tra le vittime il titolare

Un dramma sul lavoro ha sconvolto questo pomeriggio il comune di Marcianise. Intorno alle ore 15:00, un violento scoppio ha interessato un silos contenente oli usati all’interno dell’azienda Ecopartenope, specializzata nella raccolta e nello stoccaggio di rifiuti. L’esplosione è stata talmente potente da essere udita a centinaia di metri di distanza e ha causato una vera e propria tragedia. Le vittime sono tutte originarie del Napoletano, compreso il titolare. I Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Caserta, partiti dal distaccamento di Marcianise e successivamente supportati da altre squadre provenienti dalla sede centrale e dal distaccamento di Aversa, sono giunti tempestivamente sul posto. Purtroppo, all’arrivo dei soccorritori, la scena si è presentata drammatica: tre lavoratori hanno perso la vita, tra cui il titolare dell’azienda e due dipendenti. L’esplosione, di eccezionale violenza, ha divelto la parte superiore del serbatoio e parte della copertura. Uno dei tre operai deceduti è stato addirittura sbalzato sul tetto di un edificio confinante, a dimostrazione della forza d’urto che ha investito l’intera area. Oltre alle vittime, altri due lavoratori sono rimasti feriti: fortunatamente le loro condizioni non destano particolare preoccupazione. Sono stati immediatamente affidati alle cure del personale sanitario e trasferiti in ospedale. A supporto dell’intervento sono stati inviati mezzi specializzati: un’autoscala, un’autobotte, il Nucleo Speleo Alpino Fluviale e il Nucleo NBCR (Nucleare Batteriologico Chimico Radiologico), oltre a un Funzionario dei Vigili del Fuoco per la gestione strategica delle operazioni. L’area è stata subito circoscritta e messa in sicurezza. Non si sono sviluppati incendi, ma le squadre hanno dovuto lavorare a lungo per garantire la stabilità delle strutture colpite. La notizia della tragedia ha destato enorme sconcerto tra i lavoratori e nelle comunità locali. Numerosi parenti delle vittime si sono precipitati sul posto, assistendo con dolore e rabbia alle operazioni di recupero. Le organizzazioni sindacali hanno diffuso un duro comunicato congiunto. CGIL Caserta e CGIL Napoli e Campania hanno parlato di “ennesima strage sul lavoro, non frutto della fatalità ma del fallimento di un sistema imprenditoriale che continua a non garantire sicurezza”. Nel documento i sindacati hanno espresso cordoglio alle famiglie delle vittime, vicinanza ai feriti e ai colleghi, e hanno chiesto “verità immediata su quanto accaduto, più controlli e ispettori, un piano straordinario per fermare questa strage silenziosa”. Ancora una volta, un luogo di lavoro si è trasformato in teatro di morte. L’esplosione della Ecopartenope ripropone con forza il tema, mai risolto, della sicurezza nei siti produttivi e richiama l’urgenza di interventi concreti per impedire che tragedie simili continuino a ripetersi.

Circumvesuviana, rimandata apertura linea Napoli-Baiano

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É stata rimandata a data da destinarsi la riapertura della tratta Napoli-Baiano della Circumvesuviana

Era prevista per il 1º ottobre la riapertura della tratta Napoli-Nola-Baiano della Circumvesuviana ma é stata rimandata a data da destinarsi a causa dei lavori di manutenzione ancora non completati.

I lavori sono iniziati il 21 maggio e la tratta é rimasta sospesa fino al 30 settembre. Questi lavori erano in programma per la sostituzione di un cavalcavia non messo in sicurezza.

A denunciare questa situazione sono stati i pendolari, furiosi e esasperati da una gestione fallimentare dei servizi sostitutivi da parte dell’EAV (Ente Autonomo Volturno).

I viaggiatori hanno segnalato che i 5 treni della linea Napoli-Baiano sono stati impiegati su altre tratte, come quella di Sorrento, per sopperire alle carenze di treni.

In questo periodo di manutenzione ci sarebbero dovuti essere dei bus sostitutivi ma neanche con questi la situazione migliora. Infatti, nelle ore di punta questi sono sovraffollati e spesso saltano le fermate senza preavviso.

La situazione non migliora sulle tratte ancora operative. I disagi sono dietro l’angolo tra ritardi eccessivi, guasti frequenti e corse soppresse che costringono i viaggiatori a percorrere i binari a piedi per arrivare alla stazione più vicina.

I pendolari si sentono completamente abbandonati dalle istituzioni locali e dai politici dei territori serviti dalla Circumvesuviana e minacciano di avviare proteste più incisive e addirittura di passare alle denunce.

Richiedono risposte chiare e interventi effettivi da parte delle autorità competenti per migliorare la situazione diventata insostenibile.

“Non possiamo continuare a tollerare inadempienze e disservizi quotidiani”. Queste le parole di un viaggiatore stanco di subire ancora queste situazioni quotidianamente.

La Circumvesuviana un tempo era simbolo di mobilità per l’area metropolitana di Napoli e provincia ma, continuando su questa strada e non intervenendo tempestivamente per migliorare la qualità del servizio, rischia di diventare lo zimbello dei trasporti pubblici.

Diciassettenne spara a coetaneo dopo rissa poi scappa: preso dalla polizia

Un ragazzo in carcere, un diciassettenne ferito gravemente e una città ancora sotto shock. È l’esito della violenta rissa avvenuta a Frattamaggiore nella notte del 15 settembre, davanti alla Casa Comunale, quando due gruppi di giovani si sono affrontati trasformando un banale litigio in un episodio di sangue.
La vittima, colpita da un colpo di arma da fuoco, è stata ricoverata all’ospedale di Aversa in condizioni critiche. I medici hanno dovuto operarlo d’urgenza e la prognosi resta riservata. Intanto la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Napoli Nord, ha fermato il presunto autore: un giovane ora detenuto a Poggioreale.
Determinanti le telecamere di sorveglianza della zona, che hanno permesso di chiarire la sequenza degli eventi e identificare il responsabile, resosi irreperibile subito dopo l’aggressione. Il fermo riguarda accuse pesanti: tentato omicidio, detenzione e porto di arma da sparo e rissa.
La Procura sottolinea che l’episodio non è isolato ma si inserisce in una catena di episodi legati a scontri tra baby gang per il controllo del territorio. Un fenomeno che desta allarme non solo per la pericolosità dei comportamenti, ma anche per l’età dei protagonisti, spesso minorenni o poco più che maggiorenni.
Le istituzioni ribadiscono che il provvedimento è una misura cautelare in fase di indagini preliminari, e che l’indagato è da considerarsi innocente fino a sentenza definitiva. Tuttavia il caso accende i riflettori sulla necessità di strategie più incisive contro la violenza giovanile e sul ruolo della prevenzione nelle scuole e nei quartieri.

Casoria, Suit25 disegna futuro dell’edilizia con istituzioni locali e regionali

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CASORIA. SUIT 25: A Casoria si Disegna il Futuro dell’Edilizia Due giorni di convegni, formazione e innovazione per un settore più sicuro, sostenibile e legale Casoria si prepara a diventare il cuore pulsante dell’edilizia del futuro. Il 19 e 20 settembre 2025, negli spazi di Cerbone S.p.A., prende vita SUIT 25, l’evento che unisce fiera, seminario e workshop in un grande appuntamento dedicato a innovazione, competenze e nuove relazioni per la filiera delle costruzioni. In un’area espositiva di oltre 45.000 metri quadri si alterneranno convegni, corsi con crediti formativi, dimostrazioni tecniche e momenti di networking. Al centro dei lavori ci saranno temi cruciali per il settore: sicurezza in cantiere, sostenibilità, rispetto della legalità e aggiornamento normativo, con approfondimenti su serramenti e oscuranti, resistenza al fuoco, facciate continue e ventilate, normative UNI, CAM e BIM. Il clou della manifestazione sarà il convegno plenario “Costruire insieme il Futuro”, in programma il 19 settembre dalle 17.30 alle 19.30. All’incontro interverranno il presidente della Commissione parlamentare per le Questioni Regionali Francesco Silvestro, il magistrato Catello Maresca, il presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli Lorenzo Capobianco, l’assessora regionale alla Formazione Professionale Armida Filippelli, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli Gennaro Annunziata, il consigliere dell’Ordine Architetti Antonio Cerbone e il sindaco di Casoria Raffaele Bene. A moderare sarà la formatrice Matilde Cesaro. Per i professionisti partecipanti sono previsti due crediti formativi. SUIT 25 non sarà solo un momento di confronto, ma anche di crescita concreta grazie allo sportello “ArtigianFuturo”, pensato per mappare le competenze, progettare percorsi di formazione su misura e favorire la nascita di nuove figure professionali. L’iniziativa è patrocinata da Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Comune di Casoria e dagli Ordini professionali di Architetti, Ingegneri e Geometri, con la collaborazione dell’Istituto Giordano. La partecipazione è gratuita

Nola con la Palestina: Consiglio Comunale sull’emergenza Gaza

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Nola, consiglio comunale sulla Palestina Il sindaco Andrea Ruggiero: “Parlare di pace è un dovere, il silenzio ci rende complici” “Al di là di qualsiasi appartenenza politica o religiosa, vi chiediamo di invocare con la vostra autorevolezza un tavolo di pace, condannando con fermezza l’uso della violenza contro un popolo ormai inerme”: il consiglio comunale di Nola ha votato all’’unanimità il documento indirizzato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Presenti numerosi studenti in rappresentanza delle scuole della città nell’aula consiliare si è levato alto il grido di dolore verso quella che è stata definita “una vera catastrofe”. Richiesto dal sindaco, Andrea Ruggiero, al consiglio comunale convocato per esprimere solidarietà e vicinanza alla popolazione della Palestina ha preso parte anche il vescovo di Nola, Francesco Marino. “É questa – ha sottolineato il primo cittadino – una occasione per riflettere insieme, come comunità, su diritti umani, violenza e responsabilità civile. Parlare di pace è un dovere, il silenzio rende complici”. L’appello è stato letto dall’assessore all’istruzione Felice Maggio, promotore dell’iniziativa: “Pur condannando fermamente gli atti terroristici di Hamas, che non si identifica con tutto il popolo palestinese non possiamo accettare che a Gaza la violazione dei diritti umani e civili sia ormai quotidiana tanto da non fare più notizia”. “Non abbiamo il potere di fermare la guerra, ma anche un gesto simbolico diventa importante”, ha detto il presidente del Consiglio Comunale Massimo Russo introducendo i lavori nell’aula dove ha risuonato un lungo e commosso applauso quando nel documento è stato sottolineato che “la domanda che dovremmo farci tutti è la seguente: “Se a Gaza ci fossero i nostri figli?”.