Brusciano fa centro al Lotto, Portici al SuperEnalotto: scorpacciata di vincite in provincia

0
 

Campania a segno con il Lotto. Nell’ultimo concorso, come riporta Agipronews, centrate vincite complessive per oltre 266mila euro: la più alta di giornata arriva da Sant’Antonio Abate, quattro terni e una quaterna per un totale di 95mila euro, seguiti dai 62.500 euro vinti a Maiori, in provincia di Salerno in corso Reginna.

Tripletta invece a Napoli, con oltre 50mila euro vinti con l’opzione Lottopiù in via John Fitzgerald Kennedy, a cui si aggiunge un colpo da 23.750 euro con tre ambi e un terno in via Enrico Cosenz, mentre quattro e terni e una quaterna sono valsi 12.450 euro in via Nuova Detta Casoria. Chiudono i conti regionali il terno da 22.500 euro realizzato a Brusciano, in provincia di Napoli, in via Camillo Cucca. L’ultimo concorso del Lotto ha distribuito premi per 6,4 milioni di euro in tutta Italia, per un totale di oltre 730 milioni di euro dall’inizio del 2025.

SuperEnalotto, colpaccio a Portici

Il SuperEnalotto premia la Campania. Nel concorso di giovedì 17 luglio, come riporta Agipronews, centrato a Portici, in provincia di Napoli, un “5” da 39.557,89 euro presso il Tabacchi Riv.10 in via Università, 56. L’ultimo “6” da 35,4 milioni di euro è stato centrato il 22 maggio 2025 a Desenzano del Garda (BS). Il jackpot per la prossima estrazione, in programma venerdì 18 luglio, sale a 27,2 di euro.

Acerra, l’agguato sul corso Resistenza resta senza colpevole: 20enne assolto

0
ACERRA. Una vicenda giudiziaria complessa si è conclusa con un’assoluzione definitiva per Domenico Avventurato, 20enne accusato di aver preso parte a un agguato armato che risale al settembre del 2021. Il giovane era stato arrestato con l’ipotesi di reato di tentato omicidio aggravato, ma è stato scagionato al termine del processo d’appello. L’episodio al centro della vicenda si era verificato in corso della Resistenza, ad Acerra, quando diversi colpi di pistola vennero esplosi contro Rosario Esposito Soriano, ferito gravemente e ricoverato in condizioni critiche. Le indagini si concentrarono subito su un gruppo di persone ritenute coinvolte nell’agguato: oltre al ragazzo assolto, risultavano indagati anche Giancarlo Avventurato, oggi collaboratore di giustizia, e altri due uomini, Emanuele D’Agostino e Gaetano Liguori. Il giovane, minorenne al tempo dei fatti, fu sottoposto a giudizio abbreviato e condannato in primo grado. La sentenza lo riconosceva come uno dei partecipanti all’azione violenta, avvenuta con modalità tipiche delle dinamiche di strada. Le indagini si erano avvalse di filmati, testimonianze e delle informazioni ottenute nel corso dei primi interrogatori. Durante l’azione, anche uno degli imputati – Giancarlo Avventurato – riportò una ferita da arma da fuoco mentre si trovava in un’auto nei pressi della scena del crimine. Questo dettaglio, assieme alle successive ricostruzioni investigative, aveva inizialmente contribuito a rafforzare l’ipotesi accusatoria nei confronti del giovane. Tuttavia, la revisione in sede d’appello ha condotto a una nuova lettura degli elementi raccolti, evidenziando l’assenza di riscontri che potessero dimostrare la partecipazione attiva del ragazzo. Il collegamento tra l’indagato e il fatto era fondato sulla sua presenza nella zona al momento dell’aggressione, ma non sono emersi elementi decisivi per confermare il suo coinvolgimento materiale. Dopo oltre 30 mesi di detenzione, il ragazzo ha ottenuto la libertà e la sua posizione è stata formalmente archiviata. La sentenza d’appello rappresenta un passaggio cruciale in una vicenda che ha visto intrecciarsi errori giudiziari e gravi fatti di sangue.

Schlein e De Luca verso l’intesa su Fico candidato presidente

Nel centrosinistra si muovono i primi tasselli in vista delle prossime elezioni regionali. Dopo un incontro tra Elly Schlein e Vincenzo De Luca, si è sbloccata la partita campana: cade il veto del governatore uscente alla candidatura di Roberto Fico, ex presidente della Camera e nome forte del Movimento 5 Stelle. Un via libera che arriva dopo giorni di confronto tra Pd e M5s, con il leader Giuseppe Conte che aveva già incontrato De Luca. Il presidente campano avrebbe anche confermato che non si candiderà al consiglio regionale, ma ha chiesto che il congresso regionale del partito si tenga prima delle urne, così da porre fine al lungo commissariamento.

La disponibilità verso Fico rappresenta un passaggio decisivo, anche se non privo di ombre. De Luca avrebbe avanzato richieste specifiche, tra cui la continuità sulle politiche ambientali, in particolare sul tema dei rifiuti, storicamente critico per il Movimento. Sul piano nazionale, l’intesa apre un canale diretto tra Pd e M5s, anche se restano frizioni in altre regioni: in Toscana, ad esempio, il partito di Conte non sostiene la riconferma di Eugenio Giani.

Nel centrodestra, la situazione è più ingarbugliata. Il nodo più spinoso resta il Veneto, dove Fratelli d’Italia e Lega si contendono la candidatura per il dopo-Zaia. Giorgia Meloni non arretra: la premier avrebbe indicato la necessità di trovare un’intesa condivisa, ma ha anche avvertito gli alleati che in caso contrario deciderà personalmente. Tra i nomi in ballo per FdI spuntano i senatori Raffaele Speranzon e Luca De Carlo, oltre a Matteo Zoppas. La Lega, però, punta su Alberto Stefani. Salvini, nel frattempo, apre all’ipotesi di un incarico di governo per Zaia.

In Toscana, la Lega lancia il generale Roberto Vannacci come responsabile della campagna elettorale, mentre nel centrosinistra si va verso la ricandidatura di Giani. Nelle Marche corre Matteo Ricci, europarlamentare Pd, mentre in Veneto è in campo Giovanni Manildo. Resta aperto il dossier Puglia, dove Andrea Decaro è il candidato Pd, ma deve fare i conti con le presenze ingombranti di Michele Emiliano e Nichi Vendola, entrambi intenzionati a restare in campo come consiglieri.

Infine, l’ipotesi di un election day resta sul tavolo. Ma da ambienti di governo filtrano precisazioni: non sarà una scelta calata da Roma, bensì frutto di accordi con le Regioni interessate. Intanto i giochi sono ancora aperti e i delicati equilibri interni ai partiti si riflettono sulle alleanze regionali.

Perché la Madonna del Carmine proteggeva i Napoletani da maghe, streghe e “janare”….

0
Alle maghe e alle “janare” napoletane Ferdinando Russo dedicò un articolo, pubblicato nel 1912, sull’ “Illustrazione popolare”. Sono le “janare” le streghe “create” dalla cultura popolare di Benevento e poi presenti anche a Napoli. Praticavano ogni specie di sortilegio e si servivano delle “erbe magiche”. Avevano paura della luce del sole, e perciò si invocava contro le loro “fatture” la Madonna del Carmine, Madre della luce, e come “Madonna Bruna”, capace d i “leggere” e  di dominare anche le tenebre. Correda l’articolo l’immagine del quadro ligneo “La Madonna Bruna” custodito nella basilica napoletana del Carmine Maggiore.   I monaci Carmelitani giunsero a Napoli nel secolo XII: erano stati costretti a lasciare il Monte Carmelo in Terra Santa, per sfuggire all’invasione dei musulmani. Ci dicono gli storici Leonardo Di Mauro e Renato Ruotolo che i monaci scelsero come dimora un antico tempio di Napoli dedicato a San Nicola, vescovo di Mira: qui si recavano a pregare i pescatori della zona detta “Campo Moricino”. Nella cripta della piccola chiesa c’era una grotta in cui i monaci collocarono il dipinto su tavola “La Madonna col Bambino” che avevano portato via dal Monte Carmelo. In seguito la Madonna rappresentata in quel quadro venne chiamata “Santa Maria la Bruna” per il colore particolare dell’incarnato. La venerazione che gli abitanti del luogo subito dedicarono all’immagine ritenuta miracolosa fece sì che la chiesa venisse ampliata e nuovi edifici fossero costruiti in quel luogo che perse rapidamente il carattere di “eremitarum locum”: nel 1270 Carlo d’Angiò donò ai Carmelitani un terreno di circa 4000 mq. perché vi edificassero il nuovo Monastero con il prezioso sostegno delle donazioni di Elisabetta di Wittelsbach, madre di Corradino di Svevia, e di Margherita di Borgogna, seconda moglie di Carlo d’Angiò. Già nel sec. XV i teologi carmelitani attribuirono a “Santa Maria la Bruna” il potere di salvare i devoti esposti a pericoli mortali – quelli che tengono la morte “ncopp’ ‘ a noce d’’o cuollo”-  e di sconfiggere i démoni delle tenebre, e, in particolare, gli incantesimi “costruiti” dalla magia delle fattucchiere e delle “janare”. (Il termine viene collegato a “dianara”, sacerdotessa del culto di Diana”, ma è più convincente la tesi di chi lo fa derivare dal latino” ianua”, porta: aprono, le “janare”, la porta della magia nera). Scrive Ferdinando Russo che queste streghe dicevano di poter convertire il fuoco in ghiaccio e di saper accendere o spegnere, in un “soggetto”, la passione d’amore ficcando nelle vesti del cliente “code di scorpione scongiurato”. Ma per gli incantesimi e le fatture più complesse le terribili donne avevano bisogno di parti del corpo dei morti: perciò, di notte, si recavano al ponte Ricciardo – in realtà era il ponte “Guizzardo”, nome antico del Ponte della Maddalena – staccavano dalla forca il corpo dell’impiccato – su quel ponte si eseguivano le condanne a morte -e, dopo aver danzato intorno al corpo steso a terra, gli staccavano un dente, un occhio, la lingua, dita e ciocche di capelli. Con questi “ingredienti” preparavano un infuso e nei suoi vapori leggevano “parole turchine” che usavano per intrecciare “fatture” straordinarie: far ammalare di etisia l’erede di un patrimonio odiato dai coeredi, indicare i luoghi in cui erano nascosti tesori e mucchi di gemme, gettare il cuore di monache, monaci e preti nel vortice di empie passioni d’amore. Ma nemmeno la janara più terribile sarebbe stata capace di sottrarre Ferdinando Russo al fascino dell’ironia: e così don Ferdinando scrive che le maghe del Ponte Ricciardo sapevano “cambiare bandiera a un uomo politico”. Scrive proprio così. Ma poi rasserena il lettore sentenziando che “oggi” – nel 1912 – non ci sono più né maghe, né janare, ci sono solo “le assistite”, le signore che chiedono ai morti i numeri da giocare al lotto: e poiché sul ponte della Maddalena non ci sono più impiccati, le signore vanno a interrogare i morti al cimitero di Poggioreale. E il ponte della Maddalena dovrebbe cambiar nome, e chiamarsi “Ponte dei sospiri”, perché è ininterrotto il sospirare degli uomini che seguono anche in tram la sfilata attraverso il ponte delle carrozze con le più belle signore di Napoli. Nel 1701 le lave di fuoco del Vesuvio minacciavano Ottajano: i Carmelitani portarono, “con devota processione”, la statua della Madonna del Carmine “incontro al fuoco”, e le lave si arrestarono. E dal quel momento la Madonna del Carmine fu la Compatrona di Ottajano. Ricordiamo che per secoli i teologi nolani e napoletani considerarono il Vesuvio sede di poteri diabolici – la “Valle dell’ Inferno”-e ci fu chi scrisse che le eruzioni erano la punizione per le inclinazioni alla violenza dei Vesuviani e, in particolare, degli Ottajanesi. Era dunque naturale che questi infelici chiedessero alla “Madonna Bruna” di sconfiggere con la Sua luce le tenebre e il fuoco  del “diabolico” vulcano.    

Pomigliano, Tari più leggera per famiglie in difficoltà

0
Nuove soglie ISEE e sconti potenziati: esenzione totale o riduzione del 50% POMIGLIANO D’ARCO –  Anche per quest’anno il Comune di Pomigliano d’Arco ha predisposto un piano di agevolazioni sulla tassa rifiuti (TARI) rivolto alle famiglie economicamente più vulnerabili. Le agevolazioni, basate sull’indicatore ISEE, prevedono due fasce di sostegno economico diretto. Chi presenta un ISEE non superiore ai 6.000 euro potrà beneficiare dell’esonero completo dal pagamento della TARI. È prevista inoltre una riduzione del 50% per i nuclei familiari con ISEE compreso tra 6.000,01 e 9.530 euro. Quest’ultima soglia rappresenta una delle principali modifiche introdotte nel 2025, ampliando la platea dei beneficiari e aumentando il livello dello sconto rispetto al passato. «Anche quest’anno – dichiara l’assessore al Bilancio, Mattia De Cicco – l’amministrazione comunale, attraverso lo stesso stanziamento in bilancio, ha voluto confermare e potenziare le agevolazioni per le famiglie in difficoltà economica, utilizzando come criterio l’indicatore ISEE. Dobbiamo evidenziare una novità significativa: la soglia della seconda fascia è stata innalzata a 9.530 euro, e la riduzione per questa fascia è passata dal 20% al 50%, rendendo il beneficio molto più incisivo. Rimane invariata l’esenzione totale per i nuclei con ISEE fino a 6.000 euro. L’obiettivo resta quello di garantire un sostegno concreto a chi si trova in condizioni di maggiore fragilità economica, assicurando equità del contributo per un servizio essenziale come quello dei rifiuti». Le famiglie che intendono richiedere il beneficio devono presentare la domanda entro il 19 settembre 2025, allegando una copia del documento d’identità e l’attestazione ISEE in corso di validità. Le istanze possono essere trasmesse via PEC oppure consegnate direttamente all’Ufficio Protocollo del Comune. Il modulo per presentare la richiesta è disponibile sia sul portale istituzionale dell’ente sia presso gli sportelli comunali.  

Botte tra ultras della stessa squadra: 22 ordinanze

0

Sono state notificate 22 misure cautelari per lo scontro tra ultrà avvenuto lo scorso 26 gennaio

Sono stati accusati di aver preso parte ad una violenta lite i componenti dei gruppi “Hijos de Barrios” e il gruppo rivale “Ultras Torre del Greco”.

Lo scontro è avvenuto lo scorso 26 gennaio, in occasione della partita di calcio Turris-Sorrento.

La Polizia di Stato di Torre del Greco ha notificato 22 misure cautelari, di cui 3 in carcere, 2 ai domiciliari e 17 divieti di dimora, emesse dal gip di Torre Annunziata su richiesta dell’ufficio inquirente coordinato dal procuratore Nunzio Fragliasso.

Durante una conferenza stampa in Procura sono emersi diversi dettagli dell’indagine.

Agli indagati vengono contestati i reati di rissa e danneggiamento aggravati e lesioni personali aggravate dall’uso delle armi, che sono stati commessi con il volto travisto. Cinque di loro sono indagati anche per aver violato il daspo del questore di Napoli.

Il procedimento è stato avviato a seguito di una informativa della polizia giudiziaria a carico di 24 persone, tra cui due minorenni.

Gli scontri sono avvenuti, il 26 gennaio poco prima delle ore 17, nel centro di Torre del Greco, nei pressi del “Bar La Torre”, in una zona lontana dallo stadio.

È stata una vera e propria guerriglia urbana che provocò terrore tra i cittadini, dato che mise in pericolo l’incolumità di passanti e automobilisti.

Gli indagati, 24 persone in totale di cui 2 minorenni, che sono stati individuati grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza, entrarono in azione armati di caschi, cinture, aste e altri oggetti contundenti, lanciando contro il gruppo rivale tutto ciò che potevano, tra cui sedie, tavolini e sgabelli.

Giovane massacrato ai baretti per aver richiesto di rispettare la fila, altri tre arresti

0
Presero parte alla violentissima aggressione di un giovane che aveva semplicemente chiesto a un loro amico di rispettare la fila per andare in bagno.   I carabinieri del nucleo operativo di Napoli Bagnoli hanno dato esecuzione ad  un provvedimento emesso dalla 10^Sezione Riesame del Tribunale di Napoli, nei confronti di 3 indagati, di età compresa tra i 20 ed i 31 anni, gravemente indiziati di concorso in lesioni personali. Il provvedimento, che dispone il carcere per uno degli indagati (attualmente già detenuto per altra causa) e gli arresti domiciliari per i due correi, scaturisce a seguito di impugnazione presentata dalla D.D.A. di Napoli ad un’ordinanza del G.I.P. del  Tribunale di Napoli datata 02 aprile 25 che accoglieva una richiesta di misura cautelare nei confronti di tre dei sei indagati. In particolare, nel provvedimento emesso dal GIP veniva rigettata la richiesta di applicazione di misura nei confronti di tre degli odierni indagati e contestualmente applicata la custodia cautelare in carcere solo nei confronti degli altri tre, ritenuti gravemente indiziati di concorso in lesioni, minaccia, pubblica intimidazione con uso di armi, reati tutti aggravati da metodo mafioso. Al centro delle indagini quanto accaduto il 1 febbraio 2025 nel quartiere Chiaia, prima all’interno e poi all’esterno di un locale notturno. Secondo quanto rivalutato in camera di consiglio ed in accoglimento della tesi sostenuta dal Pubblico Ministero, tutti i 6 indagati avrebbero partecipato attivamente all’aggressione  del giovane, prima con il calcio di una pistola e poi con calci e pugni. Futili i motivi dell’aggressione, verosimilmente legati ad una fila non rispettata davanti all’ingresso di un bagno di un locale di Chiaia. Dopo l’aggressione, uno dei 3 indagati avrebbe esploso colpi d’arma da fuoco in strada a scopo intimidatorio, senza curarsi della folla di ragazzi presente. Grazie alle immagini registrate dalle telecamere installate nel locale e in strada, alle testimonianze dei presenti, i carabinieri hanno identificato le persone coinvolte, tra cui quelli colpiti dall’odierno provvedimento cautelare. Si rammenta che il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.

Casamarciano, partono i lavori sulla collina di San Clemente

Riceviamo e pubblichiamo

È fissata per le 9.30 di domani, venerdì 18 luglio, l’apertura del cantiere per la riqualificazione della collina di San Clemente, sito dall’alto valore culturale e paesaggistico, sovrastato dall’antica chiesa del patrono di Casamarciano.

“Si tratta – spiega il sindaco di Casamarciano, Clemente Primiano –  di un intervento finanziato con risorse del PNRR, che darà nuova vita a un’area di grande valore storico, culturale e paesaggistico.

Diventerà il posto delle nostre radici ma anche lo spazio dove poter praticare attività sportive all’aria aperta e dove le famiglie potranno trascorrere momenti di svago in sicurezza, circondati dalla natura e dalla storia”.

Sant’Anastasia. “Diferencia 2.0” incanta Capodivilla: quando l’armonia è ascolto, condivisione e memoria

In occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna del Carmelo, la comunità di Capodivilla ha accolto, martedì 16 luglio 2025, l’esibizione del gruppo polifonico “Diferencia 2.0”, offrendo al pubblico un concerto capace di coniugare raffinatezza musicale, coesione umana e radicamento nel territorio.
Il coro nasce da una lunga esperienza condivisa: già negli anni ’90, alcuni giovani amici avevano dato vita al “Coro Diferencia”, animati dalla passione per la musica e da percorsi comuni in ambito parrocchiale e associativo. Il repertorio originario spaziava tra villanelle, madrigali e mottetti. Un progetto che si è interrotto con il passare del tempo, ma che non si è mai davvero concluso.
Qualche anno fa, quasi per gioco, su una spiaggia, gli amici di sempre intonano l’Ave Verum di Mozart: le voci si ritrovano, si riconoscono, si riallineano. È così che, tra memorie condivise e nuovo entusiasmo, è nato “Diferencia 2.0”: un gruppo formato da adulti, amici, genitori, che trovano nella musica uno spazio di espressione e rigenerazione. Il concerto, ha proposto un repertorio che ha saputo valorizzare le radici popolari e la tradizione partenopea.
In programma, tra i tanti, brani come “Tammurriata nera”, “Carmè… Carmè”, “Palummella”, ed in particolare “Era de maggio”, con un suggestivo arrangiamento a quattro voci a cappella. La kermesse si è conclusa con un omaggio a Massimo Ranieri. La direzione musicale è affidata alla Maestra Giustina Maione, alla guida del gruppo con professionalità e sensibilità artistica.
L’ensemble si è avvalso inoltre dell’accompagnamento di qualificati musicisti: Donatella Carriero e Paolo Liguori alle percussioni, Ondina Furnari al violino, Antonio Corcione al pianoforte, Gennaro Cioffi alla chitarra. Il logo del gruppo – una spirale, simbolo universale di crescita e continuità – esprime appieno l’identità del progetto: un’evoluzione umana e musicale che affonda le radici nel passato per guardare con fiducia al presente.

Castello di Cisterna in rosa: al via la rassegna letteraria dedicata alle voci femminili

La rassegna estiva “Castello di Cisterna in rosa” ha preso il via con un incontro letterario dedicato a Maria Rosaria Selo e al suo romanzo Pucundria. Promossa dalla Pro Loco Castrum e dalla biblioteca “Arcangelo Di Sena”, l’iniziativa celebra le voci femminili contemporanee, portando la cultura nei luoghi di aggregazione del paese.     È partita con entusiasmo la nuova edizione della rassegna letteraria estiva promossa dalla Pro Loco Castrum di Castello di Cisterna, quest’anno dedicata interamente alle voci femminili della narrativa contemporanea. Un progetto che nasce nell’ambito delle attività della biblioteca comunale “Arcangelo Di Sena”, con l’obiettivo di coniugare cultura e socialità, portando i libri oltre le mura della biblioteca e dentro i luoghi della vita quotidiana. Il primo appuntamento si è tenuto presso il New Wave, locale in via Cosimo Miccoli, con un aperitivo letterario al tramonto che ha visto protagonista la scrittrice Maria Rosaria Selo e il suo romanzo Pucundria. Un incontro partecipato e coinvolgente, durante il quale si è discusso di identità, appartenenza, dolore e riscatto, ma anche del valore della narrazione come strumento per leggere il presente. A rendere possibile l’iniziativa è stata anche la collaborazione con l’associazione “I Colori della Poesia”, guidata da Annamaria Pianese, promotrice di una selezione di titoli fortemente radicati nel territorio e al femminile. Dopo questo primo appuntamento, la rassegna proseguirà a settembre con altri due incontri con le scrittrici Antonella Ossorio e Wanda Marasco, autrici apprezzate a livello nazionale. La rassegna rappresenta anche un’occasione per avvicinare i cittadini alla Pro Loco, rinnovando l’adesione all’associazione o entrando per la prima volta a farne parte. Il momento del tesseramento, infatti, non è solo formale: è un invito a contribuire attivamente alla vita culturale e alla valorizzazione del territorio. “Castello di Cisterna in rosa” vuole essere espressione di una comunità che si riconosce nella bellezza dei libri, nella forza delle storie e nella capacità di costruire momenti di aggregazione anche nei mesi estivi, quando spesso le piazze restano silenziose. Con la cultura, invece, si può dare voce, colore e partecipazione.