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Schlein e De Luca verso l’intesa su Fico candidato presidente

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Nel centrosinistra si muovono i primi tasselli in vista delle prossime elezioni regionali. Dopo un incontro tra Elly Schlein e Vincenzo De Luca, si è sbloccata la partita campana: cade il veto del governatore uscente alla candidatura di Roberto Fico, ex presidente della Camera e nome forte del Movimento 5 Stelle. Un via libera che arriva dopo giorni di confronto tra Pd e M5s, con il leader Giuseppe Conte che aveva già incontrato De Luca. Il presidente campano avrebbe anche confermato che non si candiderà al consiglio regionale, ma ha chiesto che il congresso regionale del partito si tenga prima delle urne, così da porre fine al lungo commissariamento.

La disponibilità verso Fico rappresenta un passaggio decisivo, anche se non privo di ombre. De Luca avrebbe avanzato richieste specifiche, tra cui la continuità sulle politiche ambientali, in particolare sul tema dei rifiuti, storicamente critico per il Movimento. Sul piano nazionale, l’intesa apre un canale diretto tra Pd e M5s, anche se restano frizioni in altre regioni: in Toscana, ad esempio, il partito di Conte non sostiene la riconferma di Eugenio Giani.

Nel centrodestra, la situazione è più ingarbugliata. Il nodo più spinoso resta il Veneto, dove Fratelli d’Italia e Lega si contendono la candidatura per il dopo-Zaia. Giorgia Meloni non arretra: la premier avrebbe indicato la necessità di trovare un’intesa condivisa, ma ha anche avvertito gli alleati che in caso contrario deciderà personalmente. Tra i nomi in ballo per FdI spuntano i senatori Raffaele Speranzon e Luca De Carlo, oltre a Matteo Zoppas. La Lega, però, punta su Alberto Stefani. Salvini, nel frattempo, apre all’ipotesi di un incarico di governo per Zaia.

In Toscana, la Lega lancia il generale Roberto Vannacci come responsabile della campagna elettorale, mentre nel centrosinistra si va verso la ricandidatura di Giani. Nelle Marche corre Matteo Ricci, europarlamentare Pd, mentre in Veneto è in campo Giovanni Manildo. Resta aperto il dossier Puglia, dove Andrea Decaro è il candidato Pd, ma deve fare i conti con le presenze ingombranti di Michele Emiliano e Nichi Vendola, entrambi intenzionati a restare in campo come consiglieri.

Infine, l’ipotesi di un election day resta sul tavolo. Ma da ambienti di governo filtrano precisazioni: non sarà una scelta calata da Roma, bensì frutto di accordi con le Regioni interessate. Intanto i giochi sono ancora aperti e i delicati equilibri interni ai partiti si riflettono sulle alleanze regionali.

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