ACERRA. Una vicenda giudiziaria complessa si è conclusa con un’assoluzione definitiva per Domenico Avventurato, 20enne accusato di aver preso parte a un agguato armato che risale al settembre del 2021. Il giovane era stato arrestato con l’ipotesi di reato di tentato omicidio aggravato, ma è stato scagionato al termine del processo d’appello.
L’episodio al centro della vicenda si era verificato in corso della Resistenza, ad Acerra, quando diversi colpi di pistola vennero esplosi contro Rosario Esposito Soriano, ferito gravemente e ricoverato in condizioni critiche. Le indagini si concentrarono subito su un gruppo di persone ritenute coinvolte nell’agguato: oltre al ragazzo assolto, risultavano indagati anche Giancarlo Avventurato, oggi collaboratore di giustizia, e altri due uomini, Emanuele D’Agostino e Gaetano Liguori.
Il giovane, minorenne al tempo dei fatti, fu sottoposto a giudizio abbreviato e condannato in primo grado. La sentenza lo riconosceva come uno dei partecipanti all’azione violenta, avvenuta con modalità tipiche delle dinamiche di strada. Le indagini si erano avvalse di filmati, testimonianze e delle informazioni ottenute nel corso dei primi interrogatori.
Durante l’azione, anche uno degli imputati – Giancarlo Avventurato – riportò una ferita da arma da fuoco mentre si trovava in un’auto nei pressi della scena del crimine. Questo dettaglio, assieme alle successive ricostruzioni investigative, aveva inizialmente contribuito a rafforzare l’ipotesi accusatoria nei confronti del giovane.
Tuttavia, la revisione in sede d’appello ha condotto a una nuova lettura degli elementi raccolti, evidenziando l’assenza di riscontri che potessero dimostrare la partecipazione attiva del ragazzo. Il collegamento tra l’indagato e il fatto era fondato sulla sua presenza nella zona al momento dell’aggressione, ma non sono emersi elementi decisivi per confermare il suo coinvolgimento materiale.
Dopo oltre 30 mesi di detenzione, il ragazzo ha ottenuto la libertà e la sua posizione è stata formalmente archiviata. La sentenza d’appello rappresenta un passaggio cruciale in una vicenda che ha visto intrecciarsi errori giudiziari e gravi fatti di sangue.







