Finti lavori edilizi e crediti falsi: sequestro da 19 milioni su a imprese

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Ancora una truffa ai danni del fisco legata all’utilizzo fraudolento del sistema dei bonus edilizi. La Guardia di Finanza di Napoli, su incarico della Procura di Napoli Nord, ha eseguito un sequestro preventivo di 19,5 milioni di euro in crediti fiscali derivanti da operazioni fittizie relative all’Ecobonus.

Coinvolte tre imprese del territorio dell’hinterland partenopeo, localizzate nei comuni di Frattamaggiore, Caivano e Casoria. Gli accertamenti hanno evidenziato come i lavori dichiarati per ottenere le detrazioni non fossero mai stati realizzati o, in alcuni casi, gonfiati rispetto ai reali interventi effettuati. Elemento cruciale dell’indagine è stata la discrepanza tra le fatture emesse e i bonifici effettivamente ricevuti dai clienti, in misura del tutto incompatibile con i crediti poi ceduti sul mercato.

A conferma della volontà fraudolenta, uno degli imprenditori indagati avrebbe tentato di coinvolgere un consulente finanziario piemontese per trasformare in liquidità i crediti inesistenti attraverso operazioni di cessione.

L’inchiesta rappresenta un nuovo capitolo nella battaglia contro l’abuso dei meccanismi di incentivazione previsti dallo Stato. Dal solo inizio dell’anno, la Procura e le Fiamme Gialle hanno sequestrato oltre 370 milioni di euro in crediti fiscali fittizi, impedendo un’emorragia di risorse pubbliche.

Il sequestro, disposto dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, è un chiaro segnale contro chi tenta di speculare su strumenti nati per rilanciare l’economia e migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

“Tre ciotole” di Michela Murgia diventa un film: il romanzo approda al cinema

Il romanzo Tre ciotole di Michela Murgia diventa un film, in uscita nelle sale italiane il 9 ottobre 2025. Diretto da Isabel Coixet e interpretato da Alba Rohrwacher ed Elio Germano, il film sarà presentato in anteprima al Toronto International Film Festival. Un racconto intimo e profondo che celebra la memoria e il pensiero della scrittrice sarda.

A poco più di due anni dalla sua pubblicazione, Tre ciotole, l’ultimo romanzo di Michela Murgia, si prepara a fare il suo ingresso sul grande schermo. L’adattamento cinematografico del libro uscirà nelle sale italiane il 9 ottobre 2025, distribuito da Vision Distribution, e sarà presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, uno degli eventi più prestigiosi del cinema internazionale.

A dirigere il film è Isabel Coixet, regista catalana già nota per pellicole intense e poetiche, che ha deciso di trasporre sullo schermo uno dei testi più profondi e autobiografici della scrittrice sarda, scomparsa nel 2023. Il racconto, composto da una serie di episodi legati dal filo conduttore della malattia e della cura, prende spunto proprio dall’esperienza personale di Murgia e dal modo in cui ha affrontato, anche pubblicamente, la sua battaglia contro un tumore.

Il cast vede protagonisti alcuni dei volti più amati del cinema italiano: Alba Rohrwacher sarà Marta, mentre Elio Germano interpreterà Antonio. Completano il gruppo Sarita Choudhury e Silvia D’Amico, in un intreccio narrativo che attraversa dolore, separazioni e rinascite.

Il titolo Tre ciotole richiama la metafora con cui l’autrice spiegava la sua nuova routine durante la malattia: tre pasti al giorno in tre ciotole diverse, in una quotidianità che cambia, ma in cui si può ancora trovare equilibrio. Un messaggio di resistenza, cura e accettazione che la regia di Coixet promette di restituire con fedeltà e sensibilità.

L’adattamento rappresenta non solo un omaggio alla voce e al pensiero di Michela Murgia, ma anche una nuova occasione per riflettere sul valore delle relazioni, dell’amore e del tempo che resta.

fonte foto: rete internet

Censimento del 1900: a Ottajano piazza Annunziata era ancora un vitale centro economico e sociale

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Ancora a metà dell’’800 nel Palazzo Cola che “chiude” con le sue strutture eleganti Piazza Annunziata si tenevano le sedute del decurionato, cioè del consiglio comunale. La piazza, per gli Ottavianesi la “Piazza” per antonomasia, concludeva la “Terra Vecchia” e congiungeva al centro storico le strade che portavano agli oliveti e ai castagneti della “Campagna”. Non è un caso, forse, se i primi storici di Ottaviano furono Adolfo Ranieri e Silvio Cola, che abitavano alla “Piazza”, e don Luigi Saviano, parroco della chiesa dell’Annunziata.     Nel censimento del 1900 tutto il quartiere che gravita intorno alla Piazza Annunziata conserva, nei cognomi degli abitanti, la memoria della sua centralità nella storia di Ottaviano. Al vico “1° Piazza” risiedono i potentissimi Cola- Enrico e Gennaro fu Raffaele, Luisa fu Pasquale -i Fusaro, i De Simone, alcuni Del Giudice, il notaio Fedele Auriemma. E’ un notaio importante: nel suo studio lavorano cinque collaboratori: ma solo di due conosciamo i nomi, Giovanni Starita e Felice Auriemma. Al vico “2° Piazza” hanno casa i Piccolo, gli eredi del farmacista Amilcare Ranieri, il cui figlio Adolfo fu il primo storico di Ottajano,  i Ricciardi, un Giuseppe Cina, i Pappalardo. Lungo la Salita Piazza fino alla Chiesa dell’ Annunziata abitano Francesco e Nicola Saviano, i Menichino,  Ernesto e Vittorio Catapano figli di quel Francesco che ha amministrato le selve dell’ultimo Medici, un drappello di  Pascale, Maria De Rosa, Nicola De Luca,  Giuseppe Bifulco,  il prete nero, grande Sindaco di Ottajano per oltre 20 anni, suo fratello Ernesto, onnipotente architetto, Eduardo Mezza, i  Galluccio, i  Correale, Giuseppe De Rosa figlio di Pasquale De Rosa amministratore di Ottajano, un Vincenzo Pellegrino,  Marianna Galatra, Luigi Piccolo, Angelo  Nappo fu Raffaele, gli Ugliano, “ i fratelli e sorelle Cola fu Luigi ”.  Abitano, all’inizio della “Salita San Michele”, i Mazza, famiglia importante nella storia di Ottaviano, e da sempre attenta a rendere salde le relazioni economiche e politiche tra la città e il territorio di Sarno. Lungo la “Salita” hanno casa gli eredi di Michele Guerriero fu Ferdinando – gli avi di Michele furono nel’600 cocchieri e guardie del corpo dei Medici –  i La Pietra, Francesco Visone fu  Raffaele, Gennaro Cola,  gli  Ugliano, l’avvocato napoletano Antonino Galatà,  i Gentile, Carlo Duraturo, Gioacchino Decorato, i  Lanza, i Liguori, il cav. Edoardo Ponticelli, Luigi Lojacono, Domenico Brancaccio, i De Vivo,  il sacerdote napoletano Gabriele Pansini, i Carifi, i Mandola, i Pagano, un Giuseppe Girandola, “mastro fabbricatore” pugliese.   Risiedono a via Oliveto Giuseppe Ruoppolo fu Bernardo, gli eredi di Michele Arpaia, Aniello Arpaia, gli eredi di Angelo Michele Arpaia, Domenico Lanza, Giovanni Cutolo, gli eredi di Salvatore Ragosta, il sacerdote Luigi Ragosta, Giuseppe e Pietro Caldarelli fu Nicola, Michele Liguori fu Giuseppe, Giuseppe Lanza, Angelo Michele Nappo, Fortunato Menichini, Sebastiano e Luigi Ugliano di Michele, una seconda famiglia dei Pappalardo, che possiedono telai e fabbricano tovaglie e tende.  Abitano a via “Santa Maria delle Grazie” Vincenzo Catapano, Michele e Angelo Parisi, Saverio Iervolino, Luigi Sirico, Gennaro Cola che con la sorella Filomena controlla l’importazione a Ottajano delle “verdure” del mercato di Sarno. Onorato Pagano e Alfonso Auricchio fu Agostino acquistano formaggi nel Beneventano e li rivendono alle botteghe locali. Luigi Piccolo fin dal 1874 dirige, alla “Piazza”, un caffè con spaccio di liquori; altri due ritrovi del genere gestiscono, a pochi metri di distanza, Giuseppe Ricciardi e Teresa Ranieri, che è autorizzata a gestire anche una sala di bigliardo. Vendono il vino al minuto Michele Ugliano, nella “Piazza”, e Michele Guerriero alla Salita San Michele. Nella chiesa dell’Oratorio ha sede, dal 1662, la Congrega di Santa Maria Visitapoveri, che fu anche Monte dei Morti. La facciata e la scalea rimandano a modelli napoletani del primo Settecento, mentre nascono dalla cultura popolare dell’ultimo ‘600 gli affreschi che una mano ruvida dipinse sulle pareti interne, e che il Rotary Club ha fatto restaurare. Nel 1662 i priori della Congrega chiesero il privilegio di aggregarsi all’ Arciconfraternita “ Santa Maria Visitapoveri ” che aveva la sua sede nella chiesa romana della Vergine Annunziata, annessa al Collegio Romano dei Padri Gesuiti.  E il vicario della Compagnia comunicò il suo assenso indirizzando la lettera ai cari confratelli della  “ Terra Octajani seu Ostagni ”. Il dotto padre, leggendo la petizione degli Ottajanesi, scritta da mano poco dotta,  si era imbattuto in una contrattura grafica che poteva leggersi, per la forma sintetica di due nessi, sia Octajani che Ostagni. Nessun mistero dunque, e nessuna terra del Castagno diventata per un colpo di sonno del vicario Oliva terra di Ostagno…..

Acerra in ansia per Andrea, 28 anni: scomparso da ore, era in bici

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Un ragazzo di 28 anni, Andrea Veneruso, è scomparso nel nulla. Da ore, familiari e amici non riescono a mettersi in contatto con lui. L’ultima volta è stato visto nella zona industriale di Acerra, mentre era in sella alla sua bicicletta verde. Poi, più nulla. Il primo a lanciare un appello pubblico è stato il sindaco di Acerra, Tito D’Errico, con un messaggio urgente rivolto a tutta la cittadinanza. “Chiunque abbia notizie su Andrea è pregato di contattare le forze dell’ordine”, ha scritto il sindaco, facendo leva sul senso di comunità e sulla collaborazione di tutti. Andrea è un volto conosciuto in città. I social si stanno riempiendo di messaggi, foto, ricordi. “Aiutateci a trovarlo”, scrivono gli amici. L’angoscia cresce con il passare delle ore. Ogni minuto senza notizie pesa come un macigno. La bicicletta verde potrebbe essere un dettaglio fondamentale: chiunque abbia visto un ragazzo con una bici simile, anche nei paesi vicini, è invitato a segnalare subito. Le forze dell’ordine stanno raccogliendo informazioni e hanno attivato una rete di controlli, ma in casi come questo l’aiuto della comunità può essere decisivo. “Non è da lui sparire così”, ripetono i parenti, che temono qualcosa di grave. La speranza, però, resta viva. Acerra si stringe in un unico abbraccio intorno alla famiglia di Andrea, con un’unica preghiera: riportarlo a casa. Segnalazioni possono essere fatte a: Polizia Municipale di Acerra Polizia di Stato – Commissariato di Acerra  

Scatta pulizia straordinaria a Pontecitra

Riceviamo e pubblichiamo

“Abbiamo ripulito un’area che in alcuni punti era diventata una discarica a cielo aperto. Ma nessuna amministrazione può farcela da sola: serve il rispetto delle regole da parte di tutti. Chiedo ai cittadini di unirsi a questo sforzo collettivo per tutelare il decoro, la salute e la vivibilità della nostra città”.

Lo ha dichiarato il sindaco Gaetano Bocchino in merito all’intervento di pulizia straordinaria realizzato nel quartiere di Pontecitra, dove erano stati abbandonati rifiuti ingombranti e materiali di ogni genere, persino in prossimità di un’area giochi per bambini.

L’operazione si inserisce in un programma più ampio di tutela del territorio e di contrasto all’inciviltà messo a punto dall’amministrazione comunale con  gli assessori al decoro ed all’igiene urbana ed alla polizia municipale Luigi Amato e Antonio Allocca.

Strategica, pertanto, è l’attività di videosorveglianza urbana, coordinata dalla Polizia Locale, diretta dal comandante Emiliano Nacar.

Sono attualmente operative oltre 60 telecamere e 10 lettori targa ad alta risoluzione, posizionati nei punti strategici, tra cui le aree di Pontecitra e zona PIP. Questi strumenti consentono di monitorare i veicoli in transito, rilevarne gli orari e acquisire dati utili all’individuazione dei responsabili di abbandoni illeciti.

A poche ore dalla conclusione dell’intervento, le telecamere hanno registrato nuovi episodi di sversamento nella stessa zona. Grazie alle immagini sarà adesso possibile risalire ai responsabili e far scattare le denunce.

Il monitoraggio del territorio avviene attraverso una control room dedicata, recentemente inaugurata, che consente un’osservazione continua e puntuale. Un presidio tecnologico che funge da deterrente contro i reati ambientali e predatori, e rappresenta un efficace supporto alle indagini delle forze dell’ordine. “Ecco perché – evidenza il primo cittadino – puntiamo ad implementare ulteriormente il servizio utilizzando appieno la control room ed aumentando il numero degli occhi elettronici soprattutto nelle zone più sensibili del territorio comunale”.

Nei mesi scorsi, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha visitato Marigliano e ha potuto visionare direttamente la centrale operativa, cuore di una attività che è in linea proprio con  il suo appello per  favorire il rafforzamento del monitoraggio degli sversamenti, in particolare nelle aree più esposte.

“Contrastare l’abbandono dei rifiuti – ha concluso il sindaco Gaetano Bocchino – significa difendere il territorio, tutelare i cittadini onesti e non vanificare il lavoro di chi ogni giorno si impegna per il bene comune. Chi trasgredisce va perseguito con fermezza, senza sconti. Marigliano merita rispetto, e noi continueremo a lavorare per garantirlo”.

Febbre del Nilo, 8 casi in Campania: uno è molto grave

Allerta nel Casertano: identificato un focolaio a Baia Domizia. Avviate disinfestazioni straordinarie nei comuni più colpiti.   Sono saliti a otto i casi confermati di infezione da virus West Nile in Campania. Cinque persone sono attualmente ricoverate in ospedale: due presso l’ospedale Cotugno di Napoli e tre al Moscati di Aversa. Le condizioni cliniche di tre pazienti risultano particolarmente critiche e uno di loro, colpito da encefalite, è stato trasferito in terapia intensiva.   L’epicentro dell’infezione è stato localizzato nella zona di Baia Domizia, lungo il litorale casertano. Proprio da quest’area è partito un piano di emergenza che coinvolge diversi comuni della provincia di Caserta, con l’attivazione di interventi straordinari di disinfestazione, sia larvicida che adulticida. Allo stesso tempo, è stato disposto un controllo preventivo delle sacche di sangue in tutte le strutture sanitarie campane per evitare eventuali rischi legati alle trasfusioni.   Il commento del governatore De Luca   A rassicurare i cittadini è arrivato anche il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che ha spiegato: “Non siamo di fronte a un’emergenza diffusa. Parliamo di singoli episodi localizzati e sotto controllo. La situazione viene monitorata con estrema attenzione. I nostri specialisti sono preparati ad affrontare questi nuovi rischi biologici con tutti gli strumenti a disposizione”.   Lo scorso anno furono 11 i casi registrati in Campania, con due decessi. Il virus non si trasmette tra persone, ma attraverso la puntura di zanzare infette. I sintomi più comuni includono febbre alta, dolori muscolari, nausea, arrossamenti oculari e rash cutanei. Le complicanze neurologiche, seppur rare, possono manifestarsi soprattutto nei soggetti più deboli o immunodepressi.   Le aree a rischio   Oltre alla costa casertana, altre zone sensibili dal punto di vista ambientale sono state segnalate nel Salernitano, in particolare nei pressi della foce del Sele e nell’area di Persano, dove si stanno intensificando le attività di prevenzione.   Disinfestazioni nei Comuni del Casertano   I Comuni di Sessa Aurunca, Cellole e Orta di Atella hanno attivato piani straordinari di disinfestazione su impulso dell’Asl di Caserta. Le operazioni, affidate in via d’urgenza al Consorzio C.R.I.D., prevedono azioni coordinate tra la serata e la mattina successiva per eliminare le zanzare adulte e le larve.

Lavori pubblici a Somma: al via interventi su altre venti strade della città

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  Comunicato Stampa   Prosegue costantemente l’asfaltatura delle strade a Somma Vesuviana, nel napoletano.   Ezio Micillo – Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano:“ Oggi abbiamo terminato l’asfaltatura di via Prima Traversa Casaraia, proseguiremo con altre 17 strade!”.   Salvatore Di Sarno – sindaco del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano:“Pochi giorni fa abbiamo inaugurato l’area fitness in Montagna. Proseguiamo anche con l’asfaltatura di 20 strade che si vanno ad aggiungere alle 10 già asfaltate. Arriveremo al 30% delle strade comunali!”.   “Dopo via Napoli e Via Orlando è stata asfaltata anche via Prima Traversa Casaraia. Stiamo continuando a ritmo serrato nell’opera di asfaltatura delle strade. A seguire proseguiremo con Via Don Minzoni, molto importante per la presenza delle scuole, Via Micco. Poi avremo altri due lotti di strade per un totale di ben 20 strade che saranno in periferia come Via Vignariello o via Malatesta o ancora Via San Sossio, via Colle e centrali come ad esempio Via Marigliano. Grazie al lavoro dell’ufficio lavori pubblici, al suo responsabile arch. Giuseppe Schiattarella, in poco più di 8 mesi, abbiamo finanziato, progettato,affidato i lavori ed iniziato ad asfaltare. Un intervento massivo che garantirà maggiore sicurezza, comfort alla guida e decoro urbano. Ringrazio i consiglieri di maggioranza, il sindaco Salvatore Di Sarno, e ai colleghi della Giunta”. Lo ha affermato Ezio Micillo, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano. Strade, parchi, scuole!     “ Stiamo asfaltando le strade ma stiamo creando anche spazi. Qualche giorno fa abbiamo inaugurato l’area fitness in montagna. A breve inaugureremo il Parco della Rigenerazione Urbana in località San Sossio – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano – e stiamo procedendo con la realizzazione di ben tre nuove scuole in via Giulio Cesare dove sorgerà un Parco Urbano”.

Chiese di Poggiomarino e Saviano sotto attacco, irruzioni con furto e scasso

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Due sono gli episodi di irruzione, capitati a distanza di pochi giorni, che hanno coinvolto la chiesa Santissimo Rosario e la parrocchia Immacolata Concezione

La prima irruzione è avvenuta il 18 luglio presso la chiesa Santissimo Rosario in località Flocco di Poggiomarino; la seconda, avvenuta ieri 22 luglio, ha visto protagonista la parrocchia Immacolata Concezione di Saviano.

Si tratterebbe di irruzioni con scasso e furti che hanno allarmato entrambe le comunità. I due parroci hanno invitato i propri fedeli alla preghiera.

Don Domenico Cirillo è succeduto a Don Antonio Guarino da appena una settimana presso la parrocchia Santissimo Rosario di Poggiomarino che è stata profanata da un gruppo di persone ancora ignote.

Lui è stato il primo a denunciare l’accaduto: “Non hanno preso niente. Abbiamo verificato tutto e hanno rotto solo la cassaforte e l’apparrecchio delle telecamere. Alla comunità ho da subito detto di pregare ed essere uniti.”

A denunciare il secondo attacco alla chiesa Immacolata Concezione di Saviano è stato il parroco Don Giovanni Napolitano che, sui social, ha lanciato un messaggio sociale oltre che raccontare la dinamica: “ ‘Mio Dio, io credo, adoro, spero e Ti amo. Ti chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano’. Con profondo rammarico, vi informo che nel pomeriggio di martedì 22 luglio, è stato commesso un furto nella nostra parrocchia.”

”Sono stati rubati il leggio della sede, – continua Don Giovanni – la pisside con le ostie consacrate, ed è stato forzato e rotto il candelabro votivo elettrico dinanzi alla Madonna. Hanno tentato di rompere il vetro che custodisce la Madonna con una  pietra. Questo atto di profanazione ci colpisce profondamente come comunità e ci unisce nella preghiera e nella solidarietà.”

Conclude ringraziando le autorità e facendo un appello alla comunità: “Ringraziamo le autorità per l’impegno nelle indagini e chiediamo la collaborazione di tutti per garantire la sicurezza della nostra parrocchia. In questo momento difficile, ci affidiamo alla preghiera e alla protezione di Dio e della Vergine Maria.”

Giro di truffe da 100mila euro, blitz dei militari di Cisterna: 3 arresti per 36 casi

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Notificati 3 arresti e 36 vittime in tre province: Napoli, Avellino e Benevento

Tre uomini, di 26, 32 e 38 anni, sono accusati di aver truffato ben 36 anziani tra le province di Benevento, Napoli e Avellino.

Ai tre truffatori sono stati notificati tre arresti in carcere dai Carabinieri di Castello di Cisterna, emessi dal gip al termine delle indagini coordinate dalla Procura di Napoli.

Alle vittime sono stati sottratti beni e denaro per un valore di 100mila euro. Le truffe partivano dalla loro base, nel quartiere Ponticelli (NA).

Le tecniche di truffa sono sempre le stesse, le più diffuse e utilizzate a discapito di anziani, quella del finto familiare o quella del finto avvocato.

Il modus operandi è noto a tutti: si fa credere alla vittima che un familiare stretto sia stato arrestato e che per farlo uscire bisogna pagare una cauzione.

Ognuno dei tre aveva un ruolo ben preciso: c’era il “primo telefonista”, poi il “secondo telefonista” e infine il “soggetto itinerante”; quest’ultimo era colui che si recava a ritirare denaro e gioie dagli anziani spaventati.

Durante le indagini della Procura e dei Carabinieri sono stati trovati e poi restituiti alle vittime denaro, diversi gioielli e oggetti di valore. Si ritiene che il bottino ritrovato sia il provento dell’attività illecita.

Questo tipo di truffe, specialmente agli anziani, sono una vera e propria piaga sociale: dal 1 gennaio ad oggi, tra Napoli e provincia, i Carabinieri hanno registrato 274 denunce per truffa; 72 persone sono state arrestate e 35 denunciate.

Il corpo che ho in mente: sentire è patire?

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“Emozione” deriva dal latino “emovere” (ex=fuori + movere=muovere) letteralmente portare fuori, smuovere, scuotere, agitare. Senza le emozioni, la nostra vita sarebbe priva di spessore, ricchezza e comunione con gli altri. Le emozioni sono ciò che ci rende umani. E questo vale tanto per quelle positive che per quelle negative. L’Associazione Psicologica Americana descrive l’emozione come un fenomeno complesso e reattivo, piacevole o spiacevole, che spesso si accompagna a una reazione anche di tipo fisico (per esempio rossore, pallore, cambiamento di espressione e così via). Secondo Ekman le emozioni primariesono sei: rabbia, paura, gioia, tristezza, sorpresa, disgusto. Le emozioni secondarie si sono originate nel corso dello sviluppo filogenetico da quelle primarie e sono una combinazione di esse. Ne sono un esempio: allegria, rammarico, delusione, vergogna, orgoglio, gelosia, speranza, senso di colpa. Mentre i sentimenti sono stati d’animo più duraturi, complessi, personali e profondi. Le emozioni, invece, sono immediate e visibili. Ad esempio, la rabbia può portare a sensazioni di calore, la paura può causare tensione nel petto, mentre la gioia può diffondersi in tutto il corpo. Queste sensazioni sono il risultato dell’attività del sistema nervoso e limbico, che interagiscono con diverse aree del corpo per elaborare e rispondere alle emozioni. La paura ci ha permesso di avere un vantaggio evolutivo, tenendoci lontani dai pericoli; la tristezza ci consente di comunicare all’altro una richiesta di vicinanza per alleviare il dolore; la rabbia, ci informa sui nostri diritti. Le emozioni, sono considerate processi adattivi cruciali per la sopravvivenza che permettono di valutare il pericolo e attivare un comportamento adeguato (Leahy 2011). I bambini imparano a percepire ed esprimere le emozioni in base alle reazioni dei genitori e del contesto culturale.

La Animotofobia, sebbene non sia un termine diagnostico ufficiale, descrive una paura intensa delle proprie sensazioni. Questa paura può influenzare profondamente il benessere di un individuo.

L’Alessitimia, spesso definita “analfabetismo emotivo”, è caratterizzata da una ridotta capacità di riconoscere, elaborare e descrivere consapevolmente le proprie emozioni, così come quelle altrui. Gli individui alessitimici confondono frequentemente le sensazioni fisiche con gli stati emotivi e faticano a dare un nome ai propri sentimenti. La Filofobia è una manifestazione specifica della paura emotiva, definita come la paura di amare, di aprirsi all’altra persona senza riserve e in modo consapevole. Questa condizione impedisce gravemente di vivere appieno le relazioni, creando spesso barriere insormontabili all’intimità. L’ansia è temuta perché percepita come un infallibile predittore di esiti negativi, portando alla convinzione pervasiva che qualcosa di terribile sia sempre imminente e che nessuno sia degno di fiducia.La rabbia, sebbene spesso associata all’autostima e alla difesa dei confini, per coloro che la temono è profondamente radicata nella vergogna. Essi incolpano gli altri di suscitarla e la percepiscono come inefficace, portando alla convinzione che i loro tentativi di affermarsi saranno vanificati, con conseguente isolamento e sensazione di essere “rotti”. La tristezza è temuta perché si crede che non avrà mai fine. Gli individui percepiscono la tristezza cronica, in particolare negli stati depressivi, come una cicatrice permanente e presagio di disperazione. Anche le gioia, emozioneapparentemente positiva può essere temuta. Questo paradosso emerge quando la gioia o l’orgoglio per sé stessi o per i propri successi vengono accolti da ridicolo, censura o pensieri critici interni. Ciò può portare alla convinzione di essere “niente” o di non essere “autorizzati a sentirsi orgogliosi di essere bravi“, trasformando l’esperienza della gioia in ansia.

Valutiamo le emozioni e ritenerle pericolose, inutili, dannose o, al contrario, utili, legittime e tollerabili (Leahy et al, 2011). Come mai? Pensiamo una persona che, difronte alla manifestazione della propria rabbia, riceva risposte accoglienti del tipo: ècomprensibile che ti arrabbi”, “molti come te si sentirebbero allo stesso modo”, “ti senti così perché per te questa cosa è importante”. Avremmo, di conseguenza, la costruzione di credenze per le quali la rabbia ha un significato, è legittimo provarla e riconduce a valori per noi importanti. Al contrario, supponiamo di ricevere risposte come: “mi sembra di avere a che fare con un bambino capriccioso! Cresci!”, “le ragazze non si arrabbiano, smettila!” e via dicendo. In questo caso, molto probabilmente, assoceremo alla rabbia credenze negative.

Come gestire e superare la paura delle emozioni? Ecco alcuni consigli:

1. Coltivare la consapevolezza e l’accettazione emotiva. Questo implica imparare a “fermarsi”, “respirare” e “lasciare che l’emozione attraversi” senza reprimerla immediatamente o reagire impulsivamente, osservandola senza giudizio e concentrando l’attenzione sulle sensazioni corporee ad essa associate.
2. Imparare a “fare amicizia con la propria paura” implica riconoscere ed essere gentili con le proprie emozioni, proprio come si farebbe con un bambino spaventato piuttosto che ignorarlo. Riconoscere e prendere consapevolezza delle proprie reazioni emotive. Ciò implica porsi domande introspettive come “Perché sto reagendo in questo modo?”per identificare l’emozione sottostante o “di base”. Questo processo di “decentramento” dalla reattività emotiva immediata può ridurre significativamente i sentimenti di frustrazione e rabbia.
3. Passare dal controllo all’accettazione e all’osservazione (“lasciarsi attraversare“, “non rispondere immediatamente ed automaticamente“, “accogliere gli stati emotivi“). Ciò implica che la vera padronanza e regolazione emotiva non si ottengono sopprimendo o eliminando i sentimenti, ma paradossalmente permettendo loro di essere pienamente sperimentati senza giudizio.
4. Verbalizzare e condividere i sentimenti con una persona di fiducia, come un terapeuta o un amico di supporto, ha un profondo effetto terapeutico, aiutando a ridurre l’intensità dell’esperienza emotiva. Verbalizzare le paure, come si osserva nei bambini, consente agli individui di elaborare e gestire queste emozioni in modo più efficace.

In conclusione: ascoltare le emozioni, significa non considerarle fastidiose presenze da evitare e scacciare, ma indispensabili compagne di viaggio.

Giuseppe Auriemma

Medico Psichiatra

Psicoterapeuta

Psico-Oncologo