Il romanzo Tre ciotole di Michela Murgia diventa un film, in uscita nelle sale italiane il 9 ottobre 2025. Diretto da Isabel Coixet e interpretato da Alba Rohrwacher ed Elio Germano, il film sarà presentato in anteprima al Toronto International Film Festival. Un racconto intimo e profondo che celebra la memoria e il pensiero della scrittrice sarda.
A poco più di due anni dalla sua pubblicazione, Tre ciotole, l’ultimo romanzo di Michela Murgia, si prepara a fare il suo ingresso sul grande schermo. L’adattamento cinematografico del libro uscirà nelle sale italiane il 9 ottobre 2025, distribuito da Vision Distribution, e sarà presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, uno degli eventi più prestigiosi del cinema internazionale.
A dirigere il film è Isabel Coixet, regista catalana già nota per pellicole intense e poetiche, che ha deciso di trasporre sullo schermo uno dei testi più profondi e autobiografici della scrittrice sarda, scomparsa nel 2023. Il racconto, composto da una serie di episodi legati dal filo conduttore della malattia e della cura, prende spunto proprio dall’esperienza personale di Murgia e dal modo in cui ha affrontato, anche pubblicamente, la sua battaglia contro un tumore.
Il cast vede protagonisti alcuni dei volti più amati del cinema italiano: Alba Rohrwacher sarà Marta, mentre Elio Germano interpreterà Antonio. Completano il gruppo Sarita Choudhury e Silvia D’Amico, in un intreccio narrativo che attraversa dolore, separazioni e rinascite.
Il titolo Tre ciotole richiama la metafora con cui l’autrice spiegava la sua nuova routine durante la malattia: tre pasti al giorno in tre ciotole diverse, in una quotidianità che cambia, ma in cui si può ancora trovare equilibrio. Un messaggio di resistenza, cura e accettazione che la regia di Coixet promette di restituire con fedeltà e sensibilità.
L’adattamento rappresenta non solo un omaggio alla voce e al pensiero di Michela Murgia, ma anche una nuova occasione per riflettere sul valore delle relazioni, dell’amore e del tempo che resta.
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