Consegnato proiettile durante la messa a don Patriciello

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Nella serata di ieri, durante la messa svolta nella chiesa del Parco Verde a Caivano, è stato consegnato un proiettile a Don Patriciello

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, un uomo in fila per ricevere la comunione avrebbe consegnato, al suo turno, una bustina con dentro un proiettile.

L’uomo è stato subito fermato dai Carabinieri del servizio di sorveglianza e dagli uomini della scorta di Don Patriciello.

Riferito da diverse fonti, l’uomo avrebbe manifestato in passato problemi psichiatrici.

Il sacerdote ha espresso grande rammarico sui social, parlando anche di un episodio accaduto sempre ieri sera, dove un gruppo composto da una decina di persone avrebbe esploso diversi colpi d’arma da fuoco: “Caivano, domenica 28 settembre 2025.

I “ terroristi” che ieri sera hanno seminato il panico a Caivano, erano tutti giovanissimi. Ragazzi, nel nome di Dio, fermatevi! Godetevi la vostra bella gioventù. La strada che avete intrapreso è un vicolo cieco. Finisce sempre o al carcere o al camposanto. Sempre. Voi lo sapete. Stolti, non illudetevi. Non siete più scaltri di chi vi ha preceduto. Avete il fiato sul collo. A Caivano qualcosa sta cambiando. Checche’ ne dica chi non vuole bene al nostro popolo. E voi, poveri fratelli schiavi della maledetta droga, alzatevi! Ritornate a vivere. Non lasciatevi  abbattere. Non sfidate la morte. Smettetela di tormentare le vostre mamme, i vostri figli, la vostra gente. La vita è bella ma tanto fragile. Si vive una volta sola. È domenica. Il giorno del Signore. Il giorno della vittoria. Il giorno della gioia. Il giorno della luce. Il giorno della fraternità. Andate a Messa. Se siete cattolici, andate a Messa. Se siete evangelici, andate al culto. Ma alzate gli occhi al cielo e ringraziate Dio per il dono incommensurabile della vita. Benedico tutti. Tutti. Anche chi si illude di vivere a sbafo sulla pelle della povera gente. Anche chi, ieri sera, ha spento il sorriso e riacceso la paura sul volto dei nostri bambini. Padre Maurizio Patriciello.”

Sull’accaduto ha espresso un suo pensiero Pina Castiello, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: “È raccapricciante e vergognoso quello che è accaduto questa mattina in mia presenza, a Caivano, nella parrocchia di San Paolo Apostolo dall’interno del Parco Verde durante la messa officiata da don Maurizio Patriciello. Un esponente della criminalità locale, confondendosi tra i fedeli in fila per il rito di comunione, si è avvicinato a don Maurizio Patriciello e gli ha consegnato un fazzoletto contenente un proiettile, dileguandosi poi velocemente”.

Su quanto è successo a Caivano “pronto è stato l’intervento delle forze dell’ordine che stanno ora ,con la consueta professionalità, svolgendo tutti gli accertamenti del caso”.

“Ho avvertito dell’accaduto – conclude Castiello -il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, e soprattutto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni. Non ci faremo spaventare, non arretreremo di un millimetro nell’ affermazione della legalità e nella lotta senza quartiere alla camorra!”.

La consigliera regionale della Campania, Vittoria Lettieri, vice presidente della Commissione consiliare speciale “Anticamorra e Beni Confiscati” del Consiglio Regionale della Campania, con un video sui suoi social, ha voluto esprimere piena solidarietà a don Maurizio Patriciello “per il vile attacco subito questa mattina mentre celebrava la Messa. Il segnale di un proiettile è davvero inquietante perché è l’attacco non solo a lui, che è voce libera della nostra terra, ma a tutti noi che crediamo in un futuro migliore possibile, fatto di verità e giustizia”.

A don Maurizio la Consigliera regionale manifesta “vicinanza e affetto”. “E’ comunque l’occasione – conclude Vittoria Lettieri – per dare un messaggio chiaro a queste persone: lo Stato è presente, un ringraziamento va agli uomini della scorta, ai Carabinieri che sono prontamente intervenuti. E’ stato intensificato il pattugliamento del Parco Verde di Caivano, insomma intorno a don Maurizio c’è una rete viva, fatta di Istituzioni, Forze dell’Ordine e cittadini liberi che non si piegano”.

Omicidio a Napoli, 33enne ucciso a colpi di pistola nel bosco di Capodimonte

Domenica mattina di sangue a Napoli. Un 33enne, Umberto Russo, è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco mentre si trovava alla guida della propria auto in via Miano, all’altezza di Porta Miano, ingresso che conduce al Parco e al Museo di Capodimonte.

L’agguato è avvenuto poco prima delle 10, in un’area molto frequentata da cittadini e visitatori. Subito dopo la sparatoria, il giovane è stato soccorso dal personale del 118 e trasferito d’urgenza al pronto soccorso del Cardarelli. Nonostante le cure immediate, le ferite si sono rivelate fatali e l’uomo è deceduto poco dopo il ricovero.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno transennato l’area e avviato le indagini. Presenti anche i reparti della scientifica e gli esperti di balistica, impegnati a raccogliere elementi utili per la ricostruzione dei fatti. La dinamica resta ancora da definire, ma secondo le prime informazioni la vittima era già conosciuta alle forze dell’ordine.

L’esecuzione in pieno giorno, davanti a famiglie e turisti che si trovavano nei pressi del parco, desta grande preoccupazione per la sicurezza pubblica. Non è la prima volta che la città si trova ad affrontare episodi di questo genere: appena poche ore prima, nei Quartieri Spagnoli, era stato segnalato l’esploso di alcuni colpi con il ritrovamento di un bossolo a terra. Le due vicende, tuttavia, non sembrano legate.

Il delitto di Capodimonte riporta in primo piano il tema della criminalità a Napoli e il rischio che zone simbolo della città diventino teatro di agguati in pieno giorno, esponendo cittadini e turisti a scenari di terrore.

Boscoreale, rissa fuori dal tabacchi: cliente 60enne massacrato di botte da un giovane avventore

Doveva essere una normale serata in tabaccheria, una sosta veloce per acquistare sigarette o tentare la fortuna con un gratta e vinci. Invece, in via Passanti Flocco a Boscoreale, si è consumata una violenza assurda che ha lasciato a terra un uomo di 60 anni, ora in prognosi riservata all’ospedale del Mare di Napoli.

Tutto è iniziato da una banale discussione tra due clienti. Le parole si sono trasformate in urla, i toni si sono accesi. Ma quando sembrava che la lite fosse rientrata, il più giovane dei due – un 37enne di Pompei – ha atteso il sessantenne fuori dal locale. Appena lo ha visto uscire, lo ha colpito ripetutamente con calci e pugni, fino a ridurlo in condizioni gravissime.

Lo choc tra i presenti è stato forte. Alcuni hanno cercato di fermare l’aggressore, altri hanno subito chiamato i soccorsi e le forze dell’ordine. I Carabinieri della stazione di Boscoreale sono arrivati poco dopo e hanno avviato immediatamente le indagini.

Le telecamere di sorveglianza e i racconti dei testimoni hanno permesso di ricostruire i fatti con precisione. Non ci sono stati dubbi sull’identità del responsabile, che i militari hanno rintracciato poco dopo a casa. Per lui è scattato l’arresto con l’accusa di lesioni aggravate. Ora è in carcere, in attesa di comparire davanti al giudice.

L’aggressione ha acceso i riflettori sul tema della violenza improvvisa, capace di esplodere anche in contesti quotidiani e apparentemente tranquilli. A Boscoreale resta l’amarezza per un episodio che ha trasformato un momento ordinario in una tragedia, con un uomo che lotta tra la vita e la morte a causa di un litigio nato per futili motivi.

Foto di repertorio

NAM, le notti dell’arte: quando i musei diventano esperienza

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L’arte non chiude mai gli occhi, neanche di notte. È da questa suggestione che nasce NAM – Notte al Museo, il nuovo format culturale firmato NEA Connect, che trasforma i musei vesuviani in palcoscenici vivi, animati da visite guidate, musica, performance artistiche e momenti di socialità. Il progetto, realizzato con il contributo della Regione Campania nell’ambito della Legge Regionale n. 7/2003 e del Piano per la promozione culturale 2025, vuole offrire un’occasione di incontro tra memoria storica, innovazione e creatività contemporanea.

Un calendario legato agli anniversari della cultura

La Regione Campania ha scelto di dedicare il 2025 ad alcuni importanti anniversari, e NAM si inserisce perfettamente in questo percorso, rendendo omaggio a grandi figure della storia artistica e letteraria: Elsa Morante, a 40 anni dalla morte Eduardo Scarpetta, a 100 anni dalla morte Luca Giordano, a 320 anni dalla morte Ferdinando Sanfelice, a 350 anni dalla nascita Torquato Tasso, a 430 anni dalla morte Il primo appuntamento sarà un tributo a Luca Giordano, maestro del barocco napoletano. Le sale museali si trasformeranno in spazi immersivi, dove la sua eredità pittorica dialogherà con nuove forme espressive, tra installazioni ed esibizioni contemporanee. Il format: un’esperienza tra arte, musica e networking Ogni serata NAM segue un percorso esperienziale capace di unire cultura e intrattenimento: Visite guidate alle collezioni e agli spazi museali, per restituire la profondità storica del patrimonio locale. Performance artistiche di giovani talenti, che portano linguaggi e visioni della contemporaneità. Esposizioni di realtà associative e aziende partner, a testimonianza di una rete di collaborazioni che unisce cultura, territorio e innovazione. DJ set finale, per chiudere la notte in un clima di socialità e connessione.

Cultura come esperienza condivisa

«NAM non è solo un evento, ma un’occasione per restituire i musei al territorio, trasformandoli in luoghi di vita e relazione» – spiega Claudio Marcedula, Presidente di NEA Connect. «Grazie al contributo della Regione Campania possiamo dare forma a un progetto che unisce passato e futuro, memoria e innovazione, radici e nuove generazioni».

I prossimi appuntamenti

Dopo l’omaggio a Giordano, tra novembre e dicembre le Notti al Museo saranno dedicate a Elsa Morante, Eduardo Scarpetta, Ferdinando Sanfelice e Torquato Tasso, offrendo al pubblico un itinerario unico capace di intrecciare storia, arte e creatività contemporanea. Con NAM, i musei vesuviani si accendono di notte, diventando spazi dove la cultura non è solo da osservare, ma da vivere insieme.

Sangue a Pugliano, 20enne accoltellato

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Ercolano, ventenne accoltellato nella notte: colpito più volte da un coetaneo, indagano i carabinieri   Momenti di paura ad Ercolano nella notte tra venerdì e sabato. Un ragazzo di 20 anni, incensurato e residente in città, è rimasto gravemente ferito dopo essere stato raggiunto da diversi fendenti sferrati da un suo coetaneo. L’episodio si è verificato in piazza Pugliano, zona molto frequentata, e ha immediatamente richiamato l’attenzione dei presenti che hanno dato l’allarme.   Secondo una prima ricostruzione, ancora in fase di verifica, tra i due giovani sarebbe nato un diverbio per motivi che non sono stati ancora chiariti. Dalle parole, però, si sarebbe rapidamente passati ai fatti: uno dei ragazzi avrebbe estratto un coltello colpendo ripetutamente l’altro in più punti del corpo. Dopo l’aggressione, il ventenne ferito è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale del Mare di Napoli, dove i medici lo hanno ricoverato in osservazione. Le sue condizioni sono serie ma non tali da far temere per la vita: la prognosi è stata fissata in trenta giorni.   Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Ercolano, che stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica e risalire alle cause che hanno portato all’accoltellamento. Al momento non si esclude alcuna ipotesi: dalle motivazioni personali a possibili screzi legati alla vita quotidiana dei giovani coinvolti. Fondamentali saranno le testimonianze raccolte sul posto e le eventuali immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.   La vicenda ha scosso la comunità locale, che si interroga su come una lite tra ragazzi possa degenerare con tale violenza. La città resta in attesa di ulteriori sviluppi, mentre le forze dell’ordine proseguono le indagini per individuare l’autore dell’aggressione e chiarire definitivamente la vicenda.

Boscoreale, Parco Vesuvio e “Il Nuovo Vesuvio” uniti per promuovere il territorio vesuviano

Riceviamo e pubblichiamo

Un protocollo d’intesa per valorizzare e promuovere la tutela del patrimonio ambientale, culturale ed enogastronomico del territorio vesuviano, con particolare attenzione a Boscoreale.

Il documento è stato sottoscritto dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e dall’associazione culturale ‘Il Nuovo Vesuvio’venerdì 26 settembre nel Chiostro del Comune di Boscoreale (Piazza Pace)  in occasione del convegno di apertura della 25esima edizione della ‘Festa del Vino, dei Sapori e dei Saperi Vesuviani’ che caratterizzerà il prossimo week end il paese vesuviano.

“Con questo accordo ribadiamo il nostro impegno a promuovere il territorio vesuviano attraverso iniziative che coniughino tutela ambientale, cultura e tradizione. La Festa del Vino di Boscoreale è un esempio concreto di come sia possibile valorizzare le eccellenze locali rafforzando, al tempo stesso, il legame tra comunità e ambiente” – ha dichiarato Raffaele De Luca, presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio.

Per Angelo Cesarano, presidente dell’Associazione Culturale ‘Il Nuovo Vesuvio’: “Da oltre trent’anni la nostra associazione lavora per far conoscere e apprezzare le radici culturali ed enogastronomiche del Vesuvio . Questo protocollo ci permette di guardare al futuro con maggiore forza e di continuare a far crescere la Festa del Vino come simbolo identitario e occasione di sviluppo per Boscoreale e per l’intero territorio vesuviano.”

L’accordo consolida una collaborazione già attiva da anni, che trova la sua massima espressione nella storica manifestazione “Il Vino 2000 anni di Storia – Festa del Vino, dei Sapori e dei Saperi Vesuviani”, giunta nel 2025 alla sua XXV edizione.

L’evento, nato nel 1994, rappresenta un punto di riferimento per il mondo vitivinicolo locale, con protagoniste le case vinicole vesuviane, degustazioni guidate, mostre e momenti di confronto scientifico e culturale.

Al convegno di apertura dal titolo ‘Lacryma Christi e Vesuvio, insieme per la valorizzazione del territorio‘ in programma alle ore 19.00 di venerdì 26 settembre nel Chiostro del Comune di Boscoreale hanno partecipato oltre al presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, e al presidente dell’associazione culturale ‘Il Nuovo Vesuvio’, Angelo Cesarano, anche il sindaco di Boscoreale, Pasquale Di Lauro, il presidente del Consorzio di Tutela dei Vini Vesuvio, Ciro Giordano, il presidente dell’Istituto per la Diffusione delle Scienze Naturali, Claudio Salerno, e il giornalista di Repubblica Antonio Corbo.

Le ricette di Biagio: piedini di agnello. Tornano le “carni povere” del quinto quarto….

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I quattro quarti, “le carni dei ricchi”, erano e sono le carni delle due parti anteriori e delle due parti posteriori degli animali macellati. Il quinto quarto era costituito dalle frattaglie e dalle interiora, la carne venduta a poco prezzo. Ancora nell’’800 nei macelli di Roma e di Napoli queste “carni povere” costituivano la paga per “vaccinari” e “scortichini” a cui era affidato il compito di scorticare gli animali macellati. A metà dell’’800 Carlo Rosa, Giuseppe e Giovanni Pepe vendevano “carne povera” a Ottajano, Angelo, Pasquale e Antonio Avino a Terzigno, Luigi Pappalardo e Francesco Salvati a San Giuseppe. Nel 1878 i Regolamenti di Torre Annunziata sul commercio delle carni.   Ingredienti: gr. 600 di passata di pomodoro, 1 pomodoro secco, 2 peperoncini, mezzo bicchiere di aceto da vino bianco, olio, sale. Pulite con cura i piedini. Passateli alla fiamma per liberarli dai peli residui, lavateli bene e fateli bollire in abbondante acqua salata. Quando la cartilagine inizia a staccarsi dalle ossa, scolateli e fateli freddare. Preparate un trito con il pomodoro secco, l’aglio e i peperoncini, e rosolate a fiamma bassa con l’olio in un’ampia padella. Sfumate con l’aceto, unite la passata di pomodoro, salate e continuate la cottura per circa 30 minuti. Aggiungete ora i piedini tagliati in senso longitudinale, insaporiteli e spegnete la fiamma. Lasciate riposare per circa 2 ore e servite (Immagine e ricetta derivano dal sito “Ricette di Sardegna”).   In realtà “le carni povere”, e in particolare la trippa, non sono mai scomparse dalla cucina napoletana. E questo storico alimento ha ispirato Totò quando, dovendo interpretare il ruolo di un politico, pretese e ottenne di chiamarsi “Antonio La Trippa”, perché i Napoletani hanno visto sempre un solido rapporto tra certi politici e la trippa. Negli anni ’60 era molto richiesta la trippa lavorata nel macello di Ottaviano.  Anni fa un “accademico” maremmano, Aldo Focacci, pubblicò sulla rivista “Civiltà della tavola. Accademia italiana della cucina”, l’elenco dei nomi dei venditori che trattavano, nel passato, il quinto quarto: il frattagliaio e il testaio che vendevano animelle, “guancia di testa” e parti dello stomaco; il trippaio; lo strascìno, che trascinava per strada la cesta piena di “roventini”- che erano frittele di sangue di maiale – e di covaccini e di mallegati, salumi sempre a base di sangue di maiale a cui si aggiungevano uvetta, pinoli e mollica di pane. A Napoli c’erano “’o carnacottaro” e il venditore di “’o pere e ‘o musso”, che c’è ancora. Nel 1878 i Regolamenti Municipali del Comune di Torre Annunziata proibivano “lo smercio e l’uso delle carni tanto fresche quanto salate o comunque preparate di ogni specie di animali, le quali siano o infracidite o in corso di corruzione, o provengano da animali nei quali si introdussero sostanze venefiche o a dose venefica, quali preparati d’arsenico o di noce vomica e simili, o morti naturalmente o uccisi in conseguenza di qualche malattia. E’ proibito egualmente l’uso e lo smercio dei visceri di animali di ogni specie di animali morti o uccisi per qualsiasi malattia. Ogni bottega posta all’interno dei luoghi abitati che sia destinata alla vendita delle carni dovrà essere selciata, con le pareti perfettamente intonacate di calce e verniciate a lucido tutto all’intorno per un’altezza non inferiore a due metri, o rivestite di riggiole patinate o di marmo”. E il grasso di maiali, pecore, capre e buoi “morte o uccise per malattia” poteva essere usato solo “per la fabbricazione del sapone o per altri oggetti d’arte e manifatture”. E ci fermiamo qui. Ma la lettura completa di questi Regolamenti è preziosa per chi vuole capire quali erano le vere condizioni di vita delle comunità vesuviane nella seconda metà dell’’800. Nel “Regolamento di polizia urbana” l’art.21 vietava rigorosamente di “erigere cucine allo scoperto, e in generale, di friggere, o in altro modo cuocere cibi nelle pubbliche vie” e l’art.24 proibiva “di tenere vasi di fiori, pietre e altri oggetti simili sui balconi, finestre, parapetti di terrazzi e di lastrici.”. La polizia di Torre Annunziata non avrebbe consentito ai macellai di “sbiancare” la trippa presso le loro abitazioni, cosa che accadeva in altre regioni italiane. Oggi la trippa viene “sbiancata” nei centri commerciali con l’uso dei lavatrippe, con le varie fasi del congelamento e con l’impiego di bisolfiti, soda caustica e acqua ossigenata. E tra l’altro oggi i bovini vengono “ingrassati intensivamente con mangimi industriali concentrati”. Non possiamo fare confronti. Non c’è più memoria dei sapori di un tempo.

Insieme per Gaza, grande affluenza al corteo a Pomigliano d’Arco

Oggi, 27 settembre, si è tenuto un corteo organizzato dalla libreria Mio nonno è Michelangelo, che ha visto la partecipazione di numerosi cittadini di Pomigliano d’Arco e dei comuni limitrofi.

La marcia, intitolata “INSIEME PER GAZA, un cammino di pace, una voce di giustizia”, è iniziata alle 17.30 con la lettura dei nomi di 97 bambini vittime della guerra in Palestina. Durante l’evento è stato ricordato come, purtroppo, “ogni giorno una classe intera di bambini viene sterminata”.

«Il corteo è stato immaginato come una linea dritta, come la coscienza» ha dichiarato la libraia Maria Carmela. Il percorso ha interessato le strade che vanno da via Gandhi fino alla stazione della Circumvesuviana di Pomigliano d’Arco ed è stato accompagnato da momenti musicali. Per l’occasione era presente anche Radio Plaza, emittente che spesso segue questo tipo di iniziative.

All’appello hanno risposto circa 76 associazioni, insieme a diversi partiti e sindacati. Tuttavia, la libraia ha sottolineato come il vero valore sia stata la grande partecipazione dei cittadini: «Questa, per me, è la politica».

Durante il corteo è intervenuto anche un giovane che, circa due anni fa, è riuscito a fuggire da Gaza e a raggiungere l’Italia. Nel suo breve discorso ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno preso parte alla manifestazione

Scossone nel Partito Socialista, Iossa lascia direzione per caos liste: “Non siamo un taxi”

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Scossone nel Partito Socialista Italiano: Felice Iossa, dirigente nazionale e responsabile per il Mezzogiorno, ha annunciato le proprie dimissioni dalla direzione e dal PSI. Una scelta definita “sofferta” ma inevitabile, maturata – a suo dire – di fronte a un partito che «oggi sembra più un taxi che una comunità di valori». Iossa, nelle sue dichiarazioni, non risparmia critiche all’attuale gestione e, soprattutto, alle candidature decise per la prossima tornata elettorale. «Non si può candidare nel PSI chi è lontano anni luce dai suoi valori. E, soprattutto, chi – per mero tornaconto personale – ha chiuso la porta a chi l’aveva eletta, per correre in soccorso di chi fino a un attimo prima l’aveva osteggiata e insultata pesantemente. Qui si mette da parte la dignità per una poltrona, e questo non posso accettarlo». Senza mai citarla direttamente, il riferimento appare evidente: Valeria Ciarambino, vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania, ex esponente del Movimento 5 Stelle, già oppositrice del governatore Vincenzo De Luca e oggi invece vicina al presidente della Regione. La sua possibile candidatura nelle fila socialiste avrebbe provocato la rottura con Iossa, che giudica incompatibile l’ingresso di figure politiche con un percorso distante dai principi socialisti. Iossa attacca anche la linea politica seguita in Campania: «Il clima politico campano non aiuta né chiarezza né prospettiva: si è scelto un candidato presidente senza discussione, senza un programma, senza una visione. Si è persa l’occasione di parlare ai più deboli, alle imprese, di affrontare seriamente le questioni ambientali e di proporre un modello di sviluppo credibile». Non manca un affondo contro il cosiddetto “codice etico”: «Così com’è formulato, è un’offesa alla Costituzione e alle leggi dello Stato: è la legge a decidere chi può candidarsi e chi no, non serve chiedere esami del sangue a tutti. Chi sostiene queste cose, forse, dovrebbe farsi qualche domanda… personale». Infine, il commiato: «Ho dato tutto quello che potevo – sottolinea – e ringrazio i tanti compagni che hanno creduto insieme a me in questa battaglia. Sono molto triste per quello che è accaduto e per questo non posso più continuare a fare politica in questo momento così difficile. Non intendo restare in un contesto che tradisce i valori per cui ho sempre lottato. Ringrazio di cuore tutti coloro che mi sono stati vicini».

Villa Augustea, nuove scoperte sensazionali: emerse due fornaci pre-79 d.C.

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  Comunicato Stampa Alla Villa Augustea vengono alla luce altre due fornaci antecedenti al 79 d.C. ma anche testimonianze geologiche importanti!   Sarebbe sempre più vicina la villa dove sarebbe morto l’Imperatore Augusto ?     Antonio De Simone – Archeologo: “Alla luce crolli di strutture, crolli di tetti, l’ esistenza anche di fenomeni vulcanici come il surge per esempio che è questa immensa ventata di ceneri bollenti che si depositano sul territorio che sono degli elementi nuovi di conoscenza per questo territorio e che hanno anche un interesse di carattere vulcanico. Sono venute alla luce altre due fornaci che si aggiungono alle 5 emerse in precedenza, di epoca antecedente il 79 d.C. . Probabile che riscaldassero una struttura molto importante”.   Salvatore Di Sarno – sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano: “Tutte le volte che ermergono resti del passato è una grande emozione. Abbiamo un sito archeologico che ha più di 2000 anni di storia. E’ possibile visitarlo anche Domani, Domenica 28 Settembre”.   E’ nel documentario – Sotto le Nuvole – del regista Gianfranco Rosi, di successo al Festival del Cinema di Venezia, dal 18 Settembre in tutte le sale cinematografiche d’Italia!   Apre la Villa Augustea – località Starza della Regina – Somma Vesuviana – a 18 km da Napoli –   Domani – Domenica 28 Settembre – dalle ore 9 e 30 alle ore 12 e 15 e dalle ore 15 e 30 alle ore 17 e 15! In un paese, Somma Vesuviana, conosciuto anche per la meravigliosa ristorazione!   Nel link del MIC Tornano le Giornate Europee del Patrimonio in Provincia di Napoli Visite Guidate Iniziative Speciali e Aperture Straordinarie nei Musei e nei Luoghi di Cultura a Somma Vesuviana e dintorni   E’ possibile raggiungere il sito archeologico in treno, prendendo da Napoli la linea EAV Napoli – Ottaviano – Sarno e scendendo alla fermata Villa Augustea. E’ possibile in auto immettendosi da qualsiasi ramo autostradale sulla superstrada 268, uscendo a Somma Vesuviana – Pomigliano D’Arco a 800 metri dal sito archeologico.       “ L’ultimo scavo ha portato alla luce crolli di strutture, crolli di tetti, l’ esistenza anche di fenomeni vulcanici come il surge per esempio che è questa immensa ventata di ceneri bollenti che si depositano sul territorio che sono degli elementi nuovi di conoscenza per questo territorio e che hanno anche un interesse di carattere vulcanico. Sono venute alla luce altre due fornaci che si aggiungono alle 5 venute alla luce in precedenza. Al di sopra di queste fornaci poi c’era un deposito di anfore che sono quelle del 79 d.C. e poi al di sopra abbiamo l’eruzione. La fornace è un apparato che produce caldo dove si brucia la legna, c’erano delle caldaie sopra dove si riscaldava l’acqua, c’era invece una camera di cottura per altri tipi di oggetti. Di queste fornaci andavano a riscaldare una grande struttura, importante. Dunque il sito archeologico della Villa Augustea ha più fasi. Abbiamo delle certezze per quello che riguarda la cronologia e quindi noi sappiamo che qui abbiamo fasi di vita che, almeno sulla base dei dati in nostro possesso, cominciano nel primo secolo avanti Cristo, poi subiscono una battuta di arresto con l’eruzione del 79 e circa 120-130 anni dopo l’eruzione del 79 abbiamo poi un nuovo insediamento di pregio che è la parte che oggi più si visita e si vede della villa. Qual è la funzione di questa parte più antica? Abbiamo bisogno di andare avanti con lo scavo e di studiare un poco di più e di riflettere sulle cose che abbiamo trovato. Probabilmente quello che noi vediamo è che potrebbe esserci una produzione artigianale di un certo spessore”. Lo ha dichiarato l’archeologo Antonio De Simone.   Un sito archeologico in verticale, all’interno del quale sono venute alla luce ben quattro stratificazioni geologiche di quattro eruzioni diverse quali quella del 79 d.C., del 472 d.C., del 512 d.C. e del 1631, abbracciando una storia forse anche superiore ai 2000 anni. Infatti, al sito archeologico di Somma Vesuviana è emersa l’epoca augustea e non sarebbe esclusa l’eventualità di un’epoca ancora anteriore. Il sito archeologico di Somma Vesuviana è ricco di misteri da svelare e vede un vero trionfo del tema dionisiaco.   Il sito archeologico della Villa Augustea è oggetto della missione internazionale guidata dall’Università di Tokyo con la collaborazione del Suor Orsola Benincasa di Napoli. In questi decenni sono venuti alla luce centinaia e centinaia di reperti. Portati alla luce imponenti ambienti risalenti al periodo posteriore al 79 d.C. come testimonianze dell’eruzione del 472 d.C., molte celle vinarie, colonnati, pavimenti mosaicali, basolati, affreschi. Di recente però sono emerse testimonianze ancora più antiche con scenari ampi verso la possibile esistenza, sul territorio di Somma Vesuviana, della Villa Imperiale di Ottaviano Augusto e anche del Santuario dedicato all’Imperatore. All’epoca degli evernti, Augusto morì nel 14 d.C., Somma Vesuviana era territorio di Nola. Lo scrittore Tacito riportò che la morte dell’Imperatore sarebbe avvenuta, proprio presso il territorio di Nola.   E, oggi Sabato 27 e Domenica 28 Settembre, dalle ore 9 e 30 alle ore 12 e 15 e dalle ore 15 e 30, alle ore 17 e 15, la Villa Augustea, in località Starza della Regina, a Somma Vesuviana, a 18 km da Napoli, sarà aperta al pubblico nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio che si svolgono con il coordinamento del Ministero della Cultura. Saranno le guide della ProLoco di Somma Vesuviana a guidare turisti, cittadini, visitatori, in un vero viaggio nel tempo tra le molteplici stratificazioni geologiche delle eruzioni vulcaniche, affreschi, mosaici, meravigliose statue, ambienti imponenti. Un viaggio nel tempo che ha affascinato anche il regista Gianfranco Rosi.   La Villa Augustea di Somma Vesuviana è nel documentario – Sotto le nuvole – che ha riscontrato un grande successo al Festival di Venezia.   Nel link del MIC Tornano le Giornate Europee del Patrimonio in Provincia di Napoli Visite Guidate Iniziative Speciali e Aperture Straordinarie nei Musei e nei Luoghi di Cultura a Somma Vesuviana e dintorni     “E’ una grande emozione. Vedere testimonianze antiche venire alla luce dinanzi ai nostri occhi e sul nostro territorio è una grande emozione. Mi complimento con la missione archeologica italo – nipponica, grazie alla quale il nome di Somma Vesuviana è nel Mondo. E anche domani, Domenica 28 Settembre, anche Somma Vesuviana, con il sito archeologico della Villa Augustea, sarà parte attiva delle Giornate Europee del patrimonio. Siamo convinti di essere dinanzi a testimonianze archeologiche e geologiche di grande valore. Il dibattito è sicuramente incentrato su Augusto ma già oggi, il sito archeologico e ricordo che sono stati scavati più di 3000 metri, è di grande importanza. Un geosito che unisce archeologia e geologia con stratificazioni geologiche in grado di raccontarci gli eventi – ha concluso Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano – ma anche allo stesso tempo con testimonianze archeologiche che mettono in evidenza quale fosse la vita ben 2000 anni fa. Quando si entra nella Villa Augustea si compie un viaggio in verticale, in quanto si parte dalla nostra epoca e si scende nel passato fino ad arrivare all’epoca dell’Imperatore Augusto. Venite a Somma Vesuviana Sabato e Domenica per godere di un’ccasione davvero unica, conoscere le nuove scoperte, abbracciare la bellezza del tempo”.