Regionali, Fico chiude il cerchio: otto liste e il nodo del “con De Luca”

  Nel campo del centrosinistra la strategia di Roberto Fico prende forma. L’ex presidente della Camera ha deciso di fermarsi a otto liste complessive, con l’obiettivo di presentare una coalizione compatta ma rappresentativa delle diverse anime progressiste. Al momento le sette formazioni certe sono Pd, M5S, Avs, Fico Presidente, A Testa Alta, Casa Riformista e Partito Socialista, a cui si aggiunge Noi di Centro di Clemente Mastella, invitato ad accogliere esponenti di Più Europa, Udc e Alleanza Democratica. Il nodo politico più delicato resta però quello della lista deluchiana “A Testa Alta con De Luca”. Fico non condivide la presenza del nome del governatore nel simbolo e ha fatto sapere ai suoi che “non se ne parla proprio”, pur mantenendo toni distensivi in pubblico. Intanto emergono i primi nomi dei candidati: tra gli uscenti figurano Gennaro Oliviero, Lucia Fortini, Diego Venanzoni, Carmine Mocerino, Paola Raia, Vittoria Lettieri e Rossella Casillo. Il Pd dovrebbe schierare Francesca Amirante e Giorgio Zinno, mentre gli uscenti Bruna Fiola, Loredana Raia e Massimiliano Manfredi saranno riconfermati. In corsa anche Antonio Marciano ed Enza Amato. Avs punta sul giornalista Marco Esposito, mentre Casa Riformista candiderà Teresa Rea. L’ex grillina Valeria Ciarambino, sostenuta dal presidente De Luca, sarà capolista nella lista Avanti. Fico lavora dunque a un equilibrio complesso tra esperienze civiche, sinistra riformista e area progressista del M5S, con l’obiettivo di arrivare al voto con una coalizione riconoscibile e coesa.

Baby gang giuglianese nel mirino: un arresto e 9 indagati

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Sono indagati i ragazzi della baby gang di Giugliano che nel 2023 commettevano rapine e accusati di associazioni a delinquere

In totale sono 8 le rapine commesse dal gruppo. In particolare, queste erano rivolte agli uffici postali della zona.

I capi d’accusa per i 9 ragazzi componenti la baby gang sono innumerevoli, tra cui: associazione a delinquere, tentato omicidio, incendio, furto e ricettazione.

La lunga indagine che ha portato a questo risultato è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord.

Tra gli indagati, in totale 9, ci sono sia ragazzi maggiorenni che ragazzi minorenni. Nello specifico, 7 sono i maggiorenni e 2 i minorenni.

Il primo indagato è Pasquale Palma, giuglianese nato nel 1998, già noto alle forze dell’ordine.

Il ragazzo è stato difeso dall’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord e ha ottenuto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

Gli altri indagati sono ragazzi di età compresa tra i 21 e i 32 anni, oltre a due minorenni già collocati presso case famiglia, residenti tra le zone di Giugliano, Mugnano, Napoli e Castel Volturno.

Le rapine sono state effettuate in diverse zone del napoletano, come negli uffici postali di Succivo nel Marzo 2023, a Villa di Briano ad Aprile 2023 e a Carinola sempre nell’Aprile 2023, dove il bottino della rapina ammonta a circa 21.000 euro.

Successivamente, nel Maggio 2023, si sono verificate ben 5 rapine, nello specifico: a San Sebastiano al Vesuvio, a Cesa, di nuovo a Succivo e alla banca di credito popolare di Giugliano.

Nel giugno 2023 si è verificata una sola rapina, nuovamente a San Sebastiano al Vesuvio.

Il tentato omicidio si è verificato durante la rapina a Villa di Briano ad Aprile 2023. La baby gang ha esploso un colpo di pistola cal. 7,65 a pochi cm di distanza dal finestrino anteriore di un’audi A3, nella quale si trovava la dipendente dell’ufficio postale in questione.

Sorpreso dalla Polizia Municipale ad incendiare rifiuti, denunciato ad Acerra

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    ACERRA – Sorpreso ad incendiare rifiuti, denunciato. E’ quanto risulta dal controllo del territorio effettuato dal Comando di Polizia Municipale che questa mattina ha portato una pattuglia ad intervenire in via dei Borboni ad Acerra nell’ambito delle attività di prevenzione dei fenomeni illeciti legati ai rifiuti effettuate insieme ai militari dell’Esercito Italiano. Qui gli agenti hanno scoperto che un uomo del posto aveva appena appiccato il fuoco ad un cumulo di sterpaglie e di mobili appena depositati lì in maniera illegale. I rifiuti erano ammassati in un’area di circa 300 mq che è stata sottoposta a sequestro. L’uomo è stato deferito all’autorità giudiziaria a seguito di accertamento di combustione e deposito incontrollato di rifiuti, in violazione agli artt. 256 bis c.1 ed artt. 192 c.1 e 255 c.1 del D,Lgs n.152/06. “Continua il presidio del territorio in linea con le indicazioni dell’amministrazione comunale per il contrasto ai reati in materia ambientale. Confido nella collaborazione dei cittadini affinchè osservino le regole di un corretto conferimento dei rifiuti in quanto occorre l’impegno di tutti per una città più pulita e più vivibile” sottolinea il sindaco Tito d’Errico.

Incidente nella notte a Lucrino, muore 36enne

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Una notte di silenzio e di dolore ha avvolto Pozzuoli. In località Lucrino, un terribile incidente ha portato via la vita di M.B., 36 anni, originario della città flegrea. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe perso il controllo dell’auto mentre rientrava a casa. In pochi istanti, tutto è finito.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma nonostante i tentativi di rianimazione, non c’è stato nulla da fare. I carabinieri hanno effettuato i rilievi per chiarire le cause del sinistro, ma al momento l’unica certezza è la tragedia di una vita spezzata troppo presto.

La notizia si è diffusa rapidamente in città, lasciando attoniti amici e conoscenti. «Non ci credo, ieri ci siamo sentiti», scrive qualcuno sui social. In tanti si stringono alla famiglia in queste ore difficili, ricordando M.B. come un ragazzo semplice, legato alla sua terra e ai suoi affetti.

Lucrino si risveglia oggi con un senso di vuoto e di impotenza, di fronte a un’altra giovane vittima della strada. Ogni croce sull’asfalto racconta una storia, un sogno interrotto, una famiglia distrutta.

Pozzuoli si ferma per un istante a riflettere su quanto fragile possa essere la vita, e su quanto sia necessario guidare con prudenza, in ogni momento.

Regionali, Cirielli accelera: cinque liste pronte e obiettivo a quota sette. Ecco i candidati già blindati

A poco più di due settimane dalla scadenza per la presentazione delle liste, nel centrodestra la macchina elettorale di Edmondo Cirielli è ormai in piena corsa. Le forze in campo sono già cinque, ma l’obiettivo è arrivare a sette con l’inserimento di nuove componenti civiche e moderate. Le quattro liste dei partiti principali – Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati – saranno affiancate da quella personale del candidato presidente. In quest’ultima confluiranno rappresentanti della società civile e amministratori locali, insieme ad alcuni esponenti del Nuovo Psi. “Sarà una lista aperta e radicata nei territori”, ha spiegato Cirielli, annunciando nuovi ingressi nelle prossime ore. Nel simbolo di FdI e Lega comparirà il nome del candidato presidente, mentre la Democrazia Cristiana – assente dalle Regionali dal 1993 – tornerà sulla scheda elettorale grazie all’impegno di Gianfranco Rotondi. Tra i nomi in evidenza ci sono il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che Cirielli ha invitato personalmente a candidarsi, e l’imprenditrice Ira Fele, moglie del deputato Michele Schiano di Visconti. In lista anche Cosimo Amente, Nunzio Carpentieri e Raffaele Pisacane. Forza Italia punta sul vicesegretario regionale Gianfranco Librandi, sull’uscente Franco Cascone e sul sindaco di Casalnuovo Massimo Pelliccia, mentre nella Lega si fanno strada Daniela Di Maggio, madre del piccolo GiòGiò, e gli uscenti Nappi, Rescigno, Piccerillo e Tommasetti. Cirielli, intanto, lavora a intese provinciali: ad Avellino si avvicina l’accordo con l’ex sindaco Gianluca Festa, a Salerno si fa il nome di Alessandro Schillaci. La coalizione, insomma, si prepara a scendere in campo con un mix di volti noti e nuove presenze civiche.

Oltre il carisma: la comunicazione efficace del vero leader

Quando pensiamo a un leader, spesso ci viene in mente l’immagine di una persona carismatica. Vi racconto qui, come la vera arte di parlare da leader risieda in strategie comunicative ben ponderate, che vanno oltre il semplice fascino personale. Scopriremo come l’efficacia del linguaggio possa riflettere competenza, costruire fiducia e guidare decisioni.

Oltre il carisma: strumenti essenziali del leader

Quante volte abbiamo sentito dire che per essere un leader bisogna essere carismatici? Anche se il carisma può rendere una figura di leadership affascinante e magnetica, non è l’unico ingrediente necessario per comunicare efficacemente come un leader. E quindi, cosa serve davvero per comunicare da leader? In un mondo in cui le parole possono costruire imperi o distruggerli, la relazione tra comunicazione efficace e leadership è più cruciale che mai.

La leadership come responsabilità

Questa volta la pragmaticità della mia rubrica ComunichiAmo, prima di inoltrarsi alla scoperta della comunicazione efficace del leader carismatico, lascia un piccolo spazio introduttivo, dedicandolo all’importanza dei fattori intrinseci alla leadership. Perché tutti vogliamo sentirci leader, ma, forse, non tutti siamo persone leader. Essere un leader significa assumersi la responsabilità delle proprie azioni ed anche dell’impatto che queste hanno sugli altri. Un leader deve guidare con esempio, consapevole che le sue decisioni e le sue parole, influenzano chi lo circonda. Responsabilità è pietra angolare della leadership; implica un impegno verso l’integrità e l’etica in ogni azione.

Comunicazione efficace: il cuore della leadership

Prima ancora del carisma – che è sì una dote personale, ma può essere anche appresa e migliorata – un buon leader esercita il proprio valore attraverso la comunicazione efficace che, nel suo caso, oltre agli “elementi base” dell’efficacia – “allineamento” tra comunicazione verbale, paraverbale e non verbale – raccorda i seguenti elementi.
  1. Adattabilità: Un leader deve essere in grado di comunicare con diverse persone in diversi contesti. Questo significa adattare il proprio stile comunicativo in base al pubblico, assicurando che il messaggio sia chiaro e comprensibile per tutti.
  2. Inclusività: La comunicazione di un leader deve essere inclusiva, promuovendo un ambiente in cui ogni voce è ascoltata e valorizzata. Questo costruisce fiducia e rafforza il senso di appartenenza nel team.
  3. Trasparenza: Essere trasparenti nelle comunicazioni aiuta a creare un clima di fiducia. Un leader efficace condivide non solo successi, ma anche sfide e difficoltà, dimostrando apertura e onestà.
  4. Feedback costruttivo: La capacità di fornire feedback costruttivo è essenziale. I leader devono essere in grado di guidare il miglioramento continuo, offrendo critiche che siano utili e motivanti.
Vi faccio una domanda: quanto trovereste carismatica una persona che riesce a mostrare queste doti comunicative? Molto, ne sono sicura! Ed è qui che vi volevo: sono certa che starete trovando affascinante questa esplorazione della comunicazione come strumento di carisma e leadership. Ci avevate già pensato? Benissimo, ci siamo aperti ad un nuovo e diverso punto di osservazione delle capacità comunicative. Vi lascio così? Assolutamente no!
Comunicare da leader: questione di strategia 
Se siete avvezzi alla comunicazione che è in grado di ispirare gli altri, saprete che il primissimo elemento da considerare – la responsabilità la conoscete già – è la preparazione. Un discorso ben strutturato richiede pianificazione e ricerca. Sempre. Anche, e forse soprattutto, quando sentite di essere già bravi. E allora qui di fila ancora qualche suggerimento per essere persone piacevoli da incontrare e vivere, che ispirino e che si facciano ricordare. Autenticità: Essere se stessi – la migliore versione possibile – è il miglior modo per connettersi con il proprio pubblico. Credibilità: La coerenza tra parole e azioni costruisce credibilità. Un leader deve dimostrare con i fatti ciò che predica, guadagnando così il rispetto e la fiducia del proprio team. Chiarezza e sintesi: Un leader efficace è in grado di trasmettere idee complesse in modo chiaro e conciso. Questo non solo aiuta a evitare malintesi, ma dimostra anche rispetto per il tempo degli altri. Visione e ispirazione: I leader sono visionari. Sono in grado di comunicare una visione chiara e ispirare gli altri a seguirli verso un obiettivo comune. Questo richiede non solo carisma, ma anche la capacità di motivare, guidare e la capacità di saper comunicare. Adesso vi saluto dandovi appuntamento alla settimana prossima e pregustando il piacere di rincontrarvi.    

Un antico mestiere napoletano, “l’ugliararo”, il venditore ambulante di olio

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Il “disegno” di Filippo Palizzi segue fedelmente la descrizione dell’oliandolo fatta da Francesco Mastriani: “l’otre che gli si piega sugli omeri”, i recipienti di diversa misura appesi a una fascia che gli cinge il fianco, i colori dell’abbigliamento e la rasserenante concentrazione espressa dal volto e sottolineata dalla forma e dal colore del cappello. E’ facile credere che questo venditore annunciasse la sua presenza con un solo grido “uoglie” e con la “malinconica eufonia propria di quasi tutte le voci dei venditori ambulanti” del Regno di Napoli.   Nel libro “Usi e costumi di Napoli e contorni”, “opera diretta da Francesco di Bourcard” e pubblicata nel 1866, Francesco Mastriani descrive la figura dell’“oliandolo”, l’ambulante che vendeva olio al minuto presso le famiglie che abitavano lontano da un negozio, dal “casadduoglio”, venditore di formaggi e di olio: l’olio serviva per la cucina e per l’illuminazione della casa. Mastriani sente il dovere di elogiare questo venditore ambulante, “la cui opera ha il nobilissimo scopo di illuminarci”, e ne difende la figura e il compito dalle accuse di chi vorrebbe eliminare l’olio dall’illuminazione dei pubblici edifici e delle case private. “Noi non siamo del parere di codesti arrabbiati progressisti, e crediamo in buona fede che l’olio valga ad illuminarci più del gas e della luce elettrica. Alle cose composte e artificiali anteponiamo le semplici e naturali, e pensiamo che il succo dell’oliva sia meno fetido e meno stomachevole della putrida emanazione gassosa di marcite sostanze”. Mastriani sa che Pietro Ravanas, francese di Aix en Provence, giunto in Puglia nel 1826, ha rivoluzionato le tecniche di coltivazione delle olive e quelle della produzione dell’olio, introducendo nelle sue “officine” di Monopoli, Conversano e Massafra l’uso della mola a doppia macina e della pressa idraulica. “Le grandiose botteghe Ravanas” vendono l’olio, che pare “oro colato”, in “lunghi bottiglioni” e “favoriscono le felici speculazioni” dei molti che si arricchiscono con l’olio “delle Calabrie e delle Puglie”, l’olio migliore prodotto nel Regno di Napoli. Ma per Mastriani l’olio “è preferibile a qualunque altro mezzo d’illuminar le nostre case”. “L’oliandolo ambulante preferisce quei quartieri e quelle strade dove il lusso non fa vana pompa delle sue merci stravaganti.  L’olio è modesto, e l’oliandolo è ancor più modesto. Una sola volta l’olio è superbo, ed è quando anima la religiosa lampada del poverello dinanzi alla Santa Immagine della Madonna. Egli sa che al suo posto invidiabile non potrebbe sedere lo sbrigliato e profano gas.”. Lo scrittore dice di non sapere dove e come l’oliandolo si procuri l’olio che deve vendere. Nel 1844 il sindaco di Ottajano autorizzò cinque oliandoli a vendere olio per le strade del paese, ma li obbligò a dichiarare presso l’ufficio della “Pubblica Sanità” la provenienza dell’olio destinato alla cucina: tre dissero che il loro olio veniva dalle terre di Irpinia, due, entrambi di Terzigno, affermarono che vendevano olio degli oliveti della loro terra. “L’oliandolo nel suo commercio si contenta di un parco guadagno, ed è fedelissimo ai suoi avventori, verso i quali usa un linguaggio grazioso e gentile”. E non potrebbe essere altrimenti, perché questo venditore – dice con lieve ironia il Mastriani – “è pieno di unzione” nei modi e nelle parole.”. Egli vende anche a credito, ma sa bene fino a quale somma deve aver fiducia nel suo cliente, “è galante fino a un certo limite, e in tutto il governo della sua vita egli adotta per principi, per istinto, per gusto, per affinità di mestiere, il sistema delle mezze misure “: insomma, chi fa questo mestiere deve essere un uomo tranquillo e amante della pace, perché vende olio, e l’olivo, dice Mastriani, è il simbolo più alto della pace, e anche perché, dico io, frequentava ogni giorno quartieri in cui era pericoloso alzare la voce e mostrarsi arrogante. Nel 2018 Alberto Angela trovò nei depositi di Pompei un recipiente che conteneva un liquido cristallizzato (immagine in appendice): due anni dopo gli analisti dichiararono che quel liquido era olio d’oliva.  

“Vecchia Piazzolla”, il nuovo libro di Felice Romano

La storia locale ha sempre rappresentato un modo per comprendere meglio il passato e le dinamiche di una comunità, aiutando a creare un senso di appartenenza attraverso la vicinanza nello spazio e i ricordi familiari. 
Felice Romano
Inoltre, permette di osservare fenomeni storici più ampi su scala ridotta, collegando il contesto locale a scenari nazionali e globali e offrendo una chiave di lettura per comprendere il mondo contemporaneo.  Studiare le vicende locali non solo permette ai membri di una comunità di conoscere il proprio passato, rafforzando il senso di appartenenza, ma aiuta a capire il presente analizzando come eventi del passato hanno plasmato il territorio e le sue dinamiche. E’ il caso dell’ultimo libro dello scrittore Felice Romano che analizzando un piccolo contesto locale, quello della Vecchia Piazzolla, ha colto fenomeni storici di elevata importanza, ma anche fenomeni sociali, economici e politici, che hanno contribuito nel corso dei secoli a formalizzare l’identità di un gruppo di cittadini.  Esaminando la storia di quest’area limitata, Romano si è avvicinato alla complessità del mondo contemporaneo, partendo da esempi concreti e tangibili.  Vecchia Piazzolla è un vero viaggio tra storia, leggenda, documenti e folklore dove – come spiega il prof. Vincenzo Ammirati nella sua prefazione – oltre alla centralità pervasiva del paese natìo dell’autore, campeggia il nostos come archivio di memorie, accorata recherche ed elegiaco amarcord. Piazzolla rimane attualmente l’unica comunità d’ Italia di circa diecimila abitanti, incapace di costituirsi in Comune autonomo, come asserisce l’autore Romano. Forse il tutto è legato all’ inerzia, apatia, assenza di collante sociale, inquietudini e incertezze organizzative, che sono in effetti gli elementi che impediscono di liberarsi dalla dipendenza della Città di Nola. L’ antico locus qui dicitur Plateola, concretamente, è tuttora amministrato da Nola, nonostante una certa distanza. Un libro, quello di Romano, insomma, che si distingue per la sua semplicità, pensato per un pubblico ampio, non tanto per gli specialisti. Un testo accessibile e completo, scritto in stile chiaro e piacevole, considerato un buon punto di partenza per chi vuole conoscere la storia di Piazzolla e delle sue tradizioni. Senza dubbio – spiega il prof. Carmine Cimmino – la storia continua in quanto il lavoro di ricerca non può fermarsi: sarebbe il caso di confrontarsi anche con l’Archivio storico di Ottaviano dove sono custoditi tanti documenti che narrano di questa comunità. Questo lavoro, comunque, non solo è un autentico e generoso documento d’identità di Piazzolla, ma attesta il profondo amore dell’autore per la sua terra, che costituisce il motore e l’ispirazione principale del libro.

Il sud Italia tifa per Maria Mautone: da Pomigliano d’Arco a Plovdiv con la nazionale Italiana

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Maria Mautone, classe 2009, è partita con la Nazionale Italiana Junior di ginnastica aerobica per vivere un’importante esperienza internazionale: la 16ª Plovdiv Cup Aerobics Open, iniziata ieri 10 ottobre e in programma fino a domani, 12 ottobre. L’atleta si allena da 12 anni a Pomigliano d’Arco presso la Fitness Trybe, seguita con costanza e determinazione da Serena Piccolo e dal suo staff tecnico. La sua presenza in Nazionale è particolarmente significativa: Maria è infatti l’unica atleta del Sud Italia convocata, un ruolo che le conferisce grande onore ma anche molta responsabilità. Determinata e tenace, si sta impegnando al massimo per rappresentare con orgoglio la sua società e la sua terra. Il suo percorso viene seguito con grande attenzione sia a livello societario che federale. “Ho sempre saputo che sarebbe entrata a far parte della squadra nazionale. Dal 1999 ad oggi è la quinta atleta della nostra associazione a vestire la maglia azzurra, è la mia atlteta più resistente. Con il tempo abbiamo smussato degli angoli, ma il merito è soprattutto del suo carattere forte e della sua volontà nel perseguire il suo sogno”, dichiara Serena Piccolo, visibilmente orgogliosa dei risultati raggiunti. Maria ha già gareggiato ieri e i risultati parlano chiaro: è finalista sia nella categoria Trio che nell’Aero Dance e a breve si esibirà anche in coppia. Il Sud tifa per lei e per il suo sogno, con l’orgoglio di vederla portare in alto i colori della nostra terra

Anziana tra le fiamme: messa in salvo dai carabinieri

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Villaricca – Paura in Via Filippo Turati: incendio in un palazzo, anziana salvata dai carabinieri

Circa qualche ora fa è scoppiato un incendio al primo piano di un palazzo, per cause ancora da definire, a Villaricca in particolare in Via Filippo Turati 32.

I carabinieri della stazione di Marano, allertati dal 112, sono intervenuti tempestivamente sul posto, facendo evacuare i condomini e mettendo subito in sicurezza l’area in attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco.

Durante le operazioni, i militari si sono resi conto che all’interno dell’edificio si trovava ancora una persona: un’anziana di circa 80 anni, impossibilitata a deambulare e rimasta bloccata nella sua camera da letto.

Il piano era ormai invaso dal fumo, ma i carabinieri, senza esitazione, si sono fatti strada nonostante il fumo rendesse difficile individuare l’appartamento. Una volta trovato, sono entrati e hanno preso in braccio la donna, portandola all’esterno e mettendola in salvo.

All’arrivo dei vigili del fuoco e del personale sanitario, le fiamme sono state domate e all’anziana sono state prestate le prime cure. Fortunatamente, le sue condizioni non destano preoccupazioni.