A seguito di alcuni controlli nelle acque campane, l’Arpac ha dichiarato non balneabili alcune spiagge tra Vietri, Minori e Casamicciola Terme
I campionamenti dell’acqua del mare condotti dall’Arpac (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Campania) hanno registrato lo sforamento dei “parametri microbiologici oltre i limiti”.
In particolare, a Marina di Vietri e Marina d’Albori, sulla spiaggia di Minori, e al punto Perrone di Casamicciola Terme, dalle indagini è emerso che in quelle acque sono alte le concentrazioni di batteri fecali, ovvero enterococchi intestinali e escherichia coli.
Questi dati sono stati riferiti dall’Arpac ai rispettivi comuni, così che quest’ultimi possano emettere le relative ordinanze per vietare ai bagnanti di entrare in contatto con queste acque.
Nuovi campionamenti per verificare l’eventuale rientro dei valori sono programmati per i giorni successivi.
Questi batteri fecali possono causare diverse infezioni del tratto urinario, intra-addominali, endocarditi, batteriemie e anche infezioni delle ferite. Tra i sintomi di questa infezione troviamo febbre, dolori addominali, brividi, ipotensione, vomito, nausea, diarrea e aumento della frequenza respiratoria.
Ma i dati allarmanti per l’inquinamento delle nostre acque non finiscono qui. Infatti, più della metà, precisamente il 52%, delle acque monitorate da Goletta Verde risulta inquinata.
Questo allarmante bilancio è stato presentato da Legambiente Campania nel corso della conferenza stampa tenutasi a Salerno presso il Club Velico del porto turistico. Qui è emerso che su 31 punti campionati, 16 risultano oltre i limiti di legge.
Dati preoccupanti sono emersi dall’analisi microbiologica: il 36% dei punti è risultato estremamente inquinato, il 16% inquinato e solo il 48% entro i limiti. I campioni sono stati prelevati per il 58% in mare e per il restante 42% in foci critiche.
A Caserta 2 punti su 5 sono risultati inquinati, entrambi in corrispondenza di foci: Savone e Regi Lagni a Castel Volturno.
A Napoli 5 punti su 14 sono risultati oltre i limiti di legge. Critiche sono soprattutto le foci del canale di Licola, dell’Alveo Volla a San Giovanni a Teduccio, del Lagno Vesuviano e del fiume Sarno.
La situazione più preoccupante la troviamo a Salerno, dove 9 punti su 12 sono oltre i limiti. Le foci interessate sono quelle del Regina Minor a Minori, del torrente Asa, del fiume Solofrone e di altri corsi d’acqua che sfociano in località turistiche.







