Acerra, fermato con una pistola rubata dopo un blitz

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Acerra: sorpreso con un’arma in casa. Arrestato un 30enne dalla Polizia di Stato. Proseguono i servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per contrastare i fenomeni di detenzione abusiva di armi e traffico di sostanze stupefacenti. Nella mattinata odierna, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 30enne di Acerra, con precedenti di polizia,  per detenzione illegale di arma comune da sparo con relativo munizionamento e ricettazione. In particolare, gli agenti del Commissariato di Afragola, durante i servizi all’uopo predisposti, hanno effettuato un controllo presso l’abitazione di un uomo ad Acerra dove hanno rinvenuto una pistola a tamburo “Smith & Wesson” 357 Magnum, 5 cartucce G.F.L. cal. 357 Magnum e 11 cartucce G.F.L. cal. 38 special; inoltre,  dagli accertamenti di seguito esperiti, gli operatori hanno accertato che l’arma era provento di furto. Per tal motivo, l’indagato è stato tratto in arresto dal personale operante.

Panino al botulino, altri 2 intossicati dopo sagra: fissata autopsia sull’artista di Cercola

Sarà eseguita martedì l’autopsia sul corpo di Luigi Di Sarno, artista 52enne di Cercola, una delle due vittime del grave focolaio di botulino scoppiato a Diamante, in provincia di Cosenza. La Procura di Paola, guidata dal procuratore Domenico Fiordalisi, ha affidato l’incarico a un collegio di medici dell’Asp di Catanzaro che dovrà occuparsi anche degli esami sull’altra vittima, Tamara D’Acunto, 45enne originaria della cittadina calabrese. Di Sarno si era sentito male mentre rientrava in auto verso casa, dopo aver accusato i primi sintomi in vacanza. Era stato visitato in una clinica privata di Belvedere Marittimo, dove gli era stato consigliato di rivolgersi a una struttura più attrezzata. Il peggioramento repentino è avvenuto nei pressi di Lagonegro, in Basilicata: nonostante i soccorsi immediati, il 52enne è deceduto poco prima di arrivare all’ospedale “San Giovanni”. Il decesso è stato collegato al consumo di un panino con salsiccia e broccoli sott’olio acquistato in un food truck, ora sotto sequestro. Si tratta dello stesso punto vendita itinerante dove hanno mangiato anche altri dodici pazienti, due dei quali napoletani ricoverati nelle ultime ore. Il primo è un 45enne attualmente al Cardarelli, colpito da disturbi visivi e gastrointestinali. Grazie al rapido intervento del centro antiveleni, il siero antibotulino è stato somministrato entro due ore dall’arrivo, stabilizzando le sue condizioni. L’altro è un 15enne al Cotugno, tuttora sedato e monitorato. Restano gravi anche le condizioni della giovane di San Felice a Cancello ricoverata a Cosenza, intubata in terapia intensiva. Parallelamente agli esami autoptici, l’Istituto Superiore di Sanità sta analizzando campioni di cibo e sangue per determinare con precisione il ceppo di Clostridium botulinum responsabile dell’epidemia. Due medici che avevano in cura le vittime prima del decesso sono stati iscritti nel registro degli indagati. La comunità di Cercola attende con apprensione gli esiti dell’autopsia, che dovrà chiarire non solo la causa diretta della morte di Di Sarno, ma anche fornire elementi utili per accertare eventuali responsabilità nella gestione del caso e nella somministrazione delle prime cure.

Turisti colti da malore per il caldo, l’allarme Palazzo Reale arriva al Ministro

Riceviamo e pubblichiamo: Al ministro della Cultura Alessandro Giuli Gentile Ministro, Lo scrivente, pur apprezzando molto l’apertura serale di Palazzo Reale di Napoli e conscio del fatto che nel periodo estivo si opera con organico ridotto al fine di garantire le meritate ferie a tutti, Segnala che il giorno 09 agosto 2025, alle ore 20:00 circa, in visita al Palazzo Reale di Napoli, alcuni visitatori sono stati colti da malore per la mancanza di ventilazione nelle calde e umide sale del Palazzo, dovuta alla serrata di quasi tutte le finestre. Come è noto, la mancanza di ventilazione innalza la temperatura, i livelli di umidità e anidride carbonica negli ambianti, con conseguente affaticamento nella respirazione. Certo di un Suo validissimo e tempestivo interessamento, a tutela della salute dei tanti visitatori nazionali ed esteri, porge i più cordiali saluti e ringraziamenti. Somma Vesuviana, 09 agosto 2025 Emanuele Coppola

Luigi de’ Medici organizzò le selve del Somma-Vesuvio, controllate da 50 guardiaboschi…

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Mentre le fiamme devastano le selve di Terzigno, penso all’enorme contributo che esse hanno dato al progresso economico e sociale del territorio. E qui non parlo dei vigneti. Parlo dei castagneti e, in particolare dei cerri, le cui travi, lisce e diritte, erano impiegate nella costruzione delle navi e nel consolidamento dei soffitti. Non è un caso che sia stato Luigi de’ Medici a regolare tra il ’22 e il ’24 lo sfruttamento di questo tesoro, che per la sua consistenza aveva convinto la famiglia fiorentina a comprare nel 1567 il feudo di Ottajano, indicato negli atti notarili come il “Bosco”. Correda l’articolo l’immagine di un quadro di Oswald Achenbach. Nel 1816 Luigi de’Medici sollecitò il Decurionato di Ottajano a mettere ordine nel caos dividendo le selve demaniali, che costituivano da sole il 40% del patrimonio boschivo del Somma – Vesuvio, in 7 sezioni, in cui, a rotazione sarebbe stato tagliato il legname, in modo da garantire al Comune un’entrata fissa e consistente. Le 7 sezioni, definite con una delibera del 1818, furono: Profico, che comprendeva le selve Profico, Montagnola e Cicogna, lungo il vallone di Chiellone; Bocca di Lupo, con una parte della selva omonima, e con le selve Toro Alto e Scoppa grande; Campitello,di cui facevano parte la selva Campitello, il resto della Bocca di Lupo e la Tigoli; Selva piana del Fico; Paliata, che comprendeva le selve Paliata e Finelli; Cerri, con le selve Pumice e Piscinale; Guastaferri. Pur tra molte polemiche i decurionati cercarono di salvare il diritto dei cittadini di “legnare il secco e il selvaggio “e di raccogliere nelle selve che avevano più di 5 anni arbusti selvatici e le foglie secche delle querce”. Gli abitanti della “terra di Ottajano” potevano raccogliere anche “le frasche secche giacenti a terra ma senza condurre seco nella raccolta alcun ferro da taglio”: i “monaci”, gli alberi maturi per il taglio, non potevano essere toccati: e ove si disseccassero, solo i guardiaboschi potevano autorizzare l’abbattimento.  L’appalto dei “tagli” fu un affare lucroso, che attirava capitali ingenti, anche di società napoletane: lucroso sia per la consistenza dell’utile netto, sia perché quasi mai gli appaltatori versarono per intero la somma offerta per vincere la gara.  Il Vesuvio rovinava e salvava. Nel 1826 per il taglio delle selve “Paliata e Finelli” Michele Fasani vinse l’asta offrendo una cifra enorme, 2500 ducati, quasi mille in più del suo rivale Antonio Iovino: ma, dopo una snervante serie di liti giudiziarie, pagò poco più della metà della somma offerta. Affari di tali dimensioni e tanto esposti ai maneggi illegali scatenarono memorabili scontri, in cui, come spesso accade, gli affari privati presero colore politico. E’ quasi certo che per quasi tutto l’Ottocento i partiti all’interno del Decurionato e del Consiglio Comunale di Ottajano si costituirono anche in base agli interessi dei “bottari”, dei sensali del vino e degli appaltatori del legname silvano. Il Somma – Vesuvio fu veramente, come si dice oggi, con bruttissimo termine, il “volano” dell’economia del territorio. Completato il taglio della sezione, si faceva lo “sfollamento”, cioè la pulitura del terreno. Le fascine raccolte venivano vendute e il Comune stabiliva quanta consistenza dovesse avere ognuna di esse. Nel 1855 un perito agrario di Pimonte, Antonio Somma, fu chiamato da Sindaco di Ottajano a verificare, per un compenso di 6 ducati, se “la liga dei fascìni” della sezione “Paliata Finelli” fosse stata fatta dall’appaltatore secondo i criteri fissati nel bando della gara d’appalto. E il Somma, dopo accurato controllo, sentenziò che ogni fascina sistemata dagli operai dell’appaltatore pesava quasi il doppio di quel che doveva. Luigi de’ Medici organizzò anche tre squadre di guardiaboschi – in tutto 50 guardie – e ne affidò la guida a Giuseppe Liguori “del Terzigno”, a Nicola Russo di San Giuseppe e a Pasquale Leccese di Ottajano. Vigneti e oliveti del Vesuvio sollecitarono gli appetiti della delinquenza organizzata: nel 1845 il sindaco di Ottajano Carlo Saverio Bifulco usò per la prima volta in una seduta del Decurionato – del Consiglio comunale – la parola “camorra” denunciando i poco nobili comportamenti della “camorra dei bottai – sensali”: ne ho parlato ampiamente in un articolo di cinque anni fa. Prossimamente parlerò del clan della camorra nolana che negli ultimi anni dei Borbone cercò di mettere le mani sul commercio dell’olio del Vesuvio. Ma anche i cerri scatenarono una guerra: quando, nel 1890, si stabilì di costruire la tratta Napoli – San Giuseppe della “Vesuviana”, fu pubblicato un bando di appalto per la fornitura di traversine ferroviarie in legno di cerro. Si contesero l’affare famiglie di Ottajano e famiglie di Pollena: vinsero gli Ottajanesi, dopo una vera e propria battaglia combattuta non solo con carte e parole. Ma fermiamoci qui.

Incendio Parco del Vesuvio diventa caso nazionale, interviene l’Esercito

Il fronte dell’incendio divampato ieri sul Monte Somma si è ampliato, raggiungendo circa 3 chilometri di estensione.

Sul posto è presente l’Esercito, pronto a intervenire con uomini e mezzi meccanici per la realizzazione di linee tagliafuoco nelle aree già colpite dalle fiamme, al fine di arginare l’avanzata del rogo.

Il coordinamento delle operazioni prosegue senza sosta, con tutte le forze in campo impegnate nella gestione dell’emergenza.

Un sentito ringraziamento va ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri Forestale, alla Protezione Civile Regionale, ai nuclei Comunali di protezione Civile, all’Esercito, alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza e a tutti i volontari che, con impegno e professionalità, stanno facendo il massimo per fronteggiare una situazione tanto complessa e drammatica.

Pontecitra, nuovi abbandoni di rifiuti: telecamere e controlli in azione

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MARIGLIANO –  Non si arresta il fenomeno degli abbandoni di rifiuti a Pontecitra, dove continuano a comparire scarti di ogni genere, dall’ingombrante al domestico, gettati in modo indiscriminato. A contrastare questa pratica incivile è la rete di videosorveglianza installata nella zona, che intercetta puntualmente i trasgressori consentendo alla Polizia Locale di individuare e sanzionare i responsabili.

Anche nel mese di agosto, nonostante la riduzione del personale, gli agenti del comando di Marigliano mantengono alta l’attenzione. Grazie a un’organizzazione mirata, le poche unità disponibili sono riuscite a garantire un presidio costante dell’area, assicurando l’emissione di verbali e l’avvio delle procedure amministrative contro chi viola le norme in materia di conferimento dei rifiuti.

Parallelamente, prosegue l’attività di prevenzione e sicurezza stradale. Ogni giovedì, in via Campo Sportivo, vengono allestiti posti di controllo specifici per contrastare la guida senza casco e l’uso del cellulare al volante, due comportamenti ad alto rischio per la sicurezza di motociclisti e automobilisti. Negli ultimi interventi sono state elevate diverse contravvenzioni, con la sospensione di alcune patenti di guida.

Il Comandante della Polizia Locale, Emiliano Nacar, ha sottolineato come l’impegno del corpo sia continuo anche in un periodo tradizionalmente più complesso come l’estate: «Aspettiamo l’arrivo di altri tre agenti per rafforzare la sicurezza – ha dichiarato – e ci muoviamo seguendo le indicazioni dell’amministrazione guidata dal sindaco Peppe Bocchino, con l’obiettivo di garantire ordine e rispetto delle regole su tutto il territorio comunale».

L’azione combinata tra videosorveglianza, controlli mirati e presenza costante degli agenti si conferma quindi la strategia scelta dal Comune per difendere l’ambiente e la sicurezza dei cittadini, scoraggiando comportamenti illeciti e pericolosi.

Vesuvio, l’incendio visto da Somma. Le precauzioni del sindaco Di Sarno

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  Incendio Monte Somma – Vesuvio   Salvatore Di Sarno – sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano: “Al momento l’incendio non interessa l’area sommese. L’appello ai turisti e agli appassionati è quello di astenersi da qualsiasi attività escursionistica lungo i sentieri naturalistici, al fine di evitare condizioni di pericolo e per non intralciare gli interventi”.     “Il fronte sarebbe di circa di 2 km da Terzigno alla Riserva Tirone Alto Vesuvio dove si registrerebbe la situazione più grave. Dunque l’incendio non interessa l’area sommese. E’ fondamentale avvisare e fare un appello a tutti i turisti e a tutti gli appassionati a non recarsi lungo i sentieri per evitare condizioni di rischio e soprattutto per non intralciare gli interventi. Cerchiamo di dimostrare amore per l’ambiente, per la montagna, per la natura. Ringraziamo il Parco Nazionale del Vesuvio e le forze in campo come la Protezione Civile. Ache io sto seguendo la situazione anche se non riguardante Somma Vesuviana”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano.

Marigliano, per la festa patronale di settembre uno spettacolo dedicato ai talenti locali

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Marigliano, per la festa patronale di settembre uno spettacolo dedicato ai talenti locali Il sindaco Gaetano Bocchino: “Valorizziamo i nostri artisti e le vocazioni di tutti” “La festa patronale è un momento che unisce la nostra comunità, rafforza il sentimento di appartenenza e mette in luce le migliori energie del territorio. Con l’iniziativa messa in campo puntiamo ad offrire ai nostri artisti l’occasione di esprimersi e nello stesso tempo testimoniamo la voglia di valorizzare i talenti locali che vanno sostenuti ed incoraggiati”: così il sindaco di Marigliano Gaetano Bocchino che rende nota la pubblicazione dell’avviso per raccogliere manifestazioni di disponibilità da parte di artisti locali interessati a partecipare alla serata musicale in programma il 6 settembre 2025, in occasione delle celebrazioni per la festa patronale. “È un gesto – spiega il primo cittadino – pienamente in linea con la visione dell’amministrazione comunale: promuovere la condivisione degli obiettivi, favorire la partecipazione collettiva e percorrere insieme la strada verso un futuro a dimensione di cittadino. Confidiamo nella generosità degli artisti di casa nostra che vorranno mettersi a disposizione dell’intera città”

L’ammissione choc dell’ambulante: barattoli lasciati aperti, broccoli in frigo solo la sera. Le indagini sul botulino killer

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Un chiosco ambulante di Diamante, in provincia di Cosenza, è al centro di una grave inchiesta per presunto avvelenamento da botulino. Come riferisce Fanpage.it, due persone hanno perso la vita e altre sono rimaste intossicate dopo aver consumato panini con salsiccia e broccoli sott’olio. Le vittime sono Luigi Di Sarno, 53 anni, artista di Cercola, e Tamara D’Acunto, 45enne residente a Diamante.

Broccoli esposti al sole per ore

Il titolare del chiosco avrebbe dichiarato agli inquirenti di lasciare i barattoli aperti per l’intera giornata “per attirare i clienti” e riporli in frigo solo la sera. Una prassi che, secondo gli investigatori, potrebbe aver creato le condizioni ideali per lo sviluppo delle tossine botuliniche.

Sequestro e ipotesi di reato

Il furgone utilizzato per la vendita è stato posto sotto sequestro. Tre persone – il commerciante e i legali rappresentanti di due aziende fornitrici – sono ora indagate per omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive. Le analisi chimiche e le autopsie chiariranno l’origine della contaminazione.

La ricostruzione della morte di Di Sarno

Secondo la testimonianza della sorella a Fanpage.it, Di Sarno aveva intuito che il malessere era collegato al panino consumato e aveva deciso di rientrare in Campania. Durante il viaggio, però, le sue condizioni si sono aggravate improvvisamente, portandolo al decesso prima di arrivare in ospedale.

Il caso di Tamara D’Acunto

Tamara aveva cercato cure in una clinica privata, ma era stata rimandata a un ospedale pubblico. I familiari hanno sporto denuncia dopo aver appreso dai media che anche lei aveva mangiato lo stesso tipo di panino dal chiosco finito sotto indagine.

Attesa per gli esiti

La Procura di Paola attende i risultati delle analisi sui campioni alimentari e sugli organi delle vittime per ricostruire con precisione la catena di eventi. Resta da capire se la contaminazione sia legata esclusivamente alla cattiva conservazione in loco o a un problema nella produzione e distribuzione degli ingredienti.

Incendio nel Parco Nazionale del Vesuvio, sospese visite dei turisti

È stato sospeso il turismo nel Parco Nazionale del Vesuvio a seguito dell’enorme incendio avvenuto ieri 8 agosto sul Monte Somma

Nuovi aggiornamenti arrivano dalla Protezione civile regionale inerenti all’incendio divampato ieri sul Monte Somma.

Il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, a seguito di una riunione con la dottoressa Campobasso della Protezione Civile regionale, ha riferito gli incendi si estendono per circa 2 km, colpendo circa 200 ettari di territorio.

Il fronte si estende da Terzigno fino alla parte interna del Monte Somma, nello specifico fino a Riserva Tirone Alto Vesuvio, per poi raggiungere la zona versante boschese.

Fondamentale ora è occuparsi della zona Riserva Tirone Alto Vesuvio. In questa zona, infatti, sono stati dirottati 4 canadair che erano a disposizione.

A questi canadair se ne è aggiunto un quinto e in questi momenti stanno facendo rifornimento per poi scaricare nella riserva, zona che desta più preoccupazione.

A seguito degli interventi il Parco Nazionale del Vesuvio ha sospeso, fino a nuova comunicazione, tutte le visite guidate, pomeridiane e serali, al gran cono del Vesuvio ed alla rete sentieristica del Parco, da qualunque versante.

Seguiranno aggiornamenti sulle condizioni dell’incendio.