Marigliano, stretta su rifiuti e prostituzione: multe di 500 euro a clienti a Pontecitra

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A Marigliano continua senza sosta la lotta contro gli sversamenti illegali. L’ultimo episodio è avvenuto nella zona di Pontecitra, dove la Polizia Locale, diretta dal comandante Nacar, ha individuato e denunciato un uomo di nazionalità straniera, alla guida di un veicolo con targa polacca, sorpreso mentre abbandonava rifiuti in legno lungo la strada. Per lui è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria e il ritiro della patente di guida.

L’intervento si inserisce in un più ampio piano di contrasto agli sversamenti abusivi, che negli ultimi mesi ha prodotto una riduzione dell’80% del fenomeno grazie alla costante presenza sul territorio degli agenti. Il lavoro della Polizia Locale di Marigliano rappresenta un esempio di controllo capillare ed efficace, che punta a tutelare l’ambiente e la vivibilità urbana.

Parallelamente, il Comune ha intensificato anche i controlli contro la prostituzione su strada, dopo la recente pubblicazione di un’ordinanza sindacale che prevede sanzioni fino a 500 euro per gli avventori. Le prime multe sono già state elevate, a conferma della linea dura dell’amministrazione comunale nel contrasto ai comportamenti che minano il decoro e la sicurezza delle aree periferiche.

Il comandante Nacar ha inoltre annunciato che dal 16 ottobre entreranno in servizio sei agenti stagionali e un nuovo agente a tempo indeterminato. L’obiettivo è rafforzare il presidio del territorio, con maggiore attenzione alle periferie e l’istituzione di servizi a piedi nel centro cittadino, volti anche a contrastare l’inciviltà legata alle deiezioni canine.

Una strategia a tutto campo che conferma l’impegno di Marigliano per una città più pulita, sicura e rispettosa delle regole.

La storia di Melania Rea diventa una serie tv

Ad interpretare Melania sarà Maria Esposito, la celebre Sofia Ricci di Mare Fuori

Il caso di cronaca nera, con protagonista una donna originaria di Somma Vesuviana, diventerà una miniserie.

La piattaforma americana HBO, dopo il caso Tortora, ha deciso di puntare sull’omicidio di Melania Rea, uno dei casi di cronaca più discusso negli ultimi anni.

Maria Esposito sarà la protagonista che, dopo il successo avuto con Mare Fuori, è pronta ad interpretare un ruolo diverso.

Il titolo provvisorio della serie tv è ‘Melania’ e sarà ambientato tra Roma, Napoli e Ascoli.

Alla regia ci sarà Stefano Mordini, autore del film ‘La scuola cattolica’, che raccontava il delitto del Circeo.

Accanto a Maria Esposito ci sarà Daniele Rienzo, che vestirà i panni di Salvatore Parolisi, marito di Melania e caporalmaggiore dell’Esercito condannato definitivamente per il delitto.

Tra il toto nomi per chi interpreterà i genitori di Melania troviamo Carmen Pommella e Fabio De Caro.

Le riprese dovrebbero iniziare a metà novembre e di conseguenza, secondo una stima, potremmo vedere il prodotto finale sugli schermi per l’autunno del 2027. Attualmente però non ci sono ancora comunicazioni ufficiali da parte della produzione.

La storia di Melania è stata un caso che, all’epoca dell’aprile 2011, divise l’Italia.

La vittima, Melania Rea, fu ritrovata senza vita il 20 aprile 2011 in un bosco del teramano. La sentenza dichiarò che Salvatore Parolisi la uccise con 35 coltellate.

Lo scopo di questa produzione sembrerebbe essere quello di raccontare e ricostruire la storia da un punto di vista più intimo, parlando del caso giuridico ma spostando l’attenzione sul dolore che si ritrova a vivere una famiglia in tragedie del genere.

Casalnuovo, scoperta una “centrale” di documenti falsi. Arrestato un 40enne

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Nella mattinata di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 40enne di Casalnuovo di Napoli con precedenti di polizia, anche specifici, per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e ricettazione. In particolare, gli agenti della Squadra Mobile, durante i servizi all’uopo predisposti, hanno controllato l’abitazione di un soggetto dove hanno rinvenuto, ben occultati in un cassetto del comodino, numerose carte d’identità senza foto tessera ed alcune riporanti la sua effige ma recanti generalità diverse, oltre a numerose tessere sanitarie di cui alcune palesemente false, numerose carte di debito/credito intestate a vari soggetti ed emesse da diversi istituti di credito, 2 computer portatili, 2 smartphone, un apparecchio POS ed alcune foto formato tessera ritraenti diversi soggetti. Per tali motivi, l’indagato è stato tratto in arresto dal personale operante.

Gioacchino Murat, re di Napoli, ammirò e protesse i corallari di Torre del Greco

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Correda l’articolo l’immagine di Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone, moglie di Murat e dunque regina di Napoli dal 1808 al 1815. Carolina fu conquistata dalla bellezza dei coralli e dispose che venissero incastonati nelle sue collane e nei suoi diademi. Giuseppe Bonaparte, re di Napoli dal 1806 al 5 luglio del 1808, e Murat, re dal 1808 al 1815, protessero i corallari di Torre del Greco dagli attacchi dei pirati barbareschi e dalle minacce del bey di Tunisi.

Tra l’altro la regina Carolina donò al fratello imperatore una spada sulla impugnatura della quale erano incastonati coralli lavorati a Napoli e a Torre del Greco (immagine in appendice) e fece in modo che la fama dei corallari napoletani e vesuviani si diffondesse per tutta l’Europa. A Napoli l’arte della pesca del corallo era arrivata nel sec. XVI, portata dai corallari ebrei costretti ad andar via dalla Sicilia e si era rapidamente diffusa. Nel 1788 Ferdinando IV consentì “ai suoi sudditi la libera pesca del corallo nei mari d’Africa ed in altri” e promise che avrebbe favorito “con ogni conveniente mezzo tale industria diretta al mantenimento effettivo di una considerevole popolazione, la quale, non trovando, alle falde del Vesuvio, sufficiente assistenza e lavoro per procacciarsela, deve per ogni giusto riflesso essere protetta e incoraggiata nell’indicato utile ramo che da tanto tempo professa”( Archivio Storico Camera Commercio Napoli, fasc. n.27).

Nei primi anni dell’’800 le aggressioni dei corsari barbareschi, che riducevano in schiavitù i pescatori, rallentarono l’attività dei corallari torresi, a tal punto che nel 1809 l’arcivescovo di Taranto, Giuseppe Capecelatro, a cui Murat aveva affidato il ministero degli Affari Interni – questo arcivescovo-politico merita la nostra attenzione – incaricò la Camera di Commercio “di occuparsi degli incoraggiamenti necessari ad animare questa utile industria”. Gran parte del corallo pescato veniva venduta dai Torresi che però incominciarono a lavorarlo in modo sempre più raffinato a partire dal 1805, quando arrivò a Torre del Greco l’orafo francese Paolo Bartolomeo Martin, che venne autorizzato ad aprire un’officina per la lavorazione del corallo: qui egli insegnò il mestiere a un centinaio di Torresi, molti dei quali pochi anni dopo si misero a lavorare in proprio.

Nel 1810 la Camera di Commercio sollecitò il ministro dell’Interno ad “aprire una corrispondenza diplomatica commerciale con il bey di Tunisi perché possano meritare la sua protezione le barche che ripartono alla pesca del corallo e per facilitare ogni altra intrapresa di commercio”. Il ministro dell’ Interno e il ministro degli Affari Esteri, Marzio Mastrilli marchese di Gallo, chiesero alla Camera di Commercio notizie più precise, temendo forse che le richieste della Camera mirassero a far guerra al Raimbert, l’agente che aveva il suo centro operativo nell’isola di Tabarca e che dal governo francese era stato incaricato di dirigere il movimento delle navi dei corallari di Francia e del Regno di Napoli e di ridurre il potere del bey di Tunisi. Giovanni Tescione, nel libro “Italiani alla pesca del corallo” (Napoli, 1940, pagg. 70-71), ci fornisce i dati precisi sulla pesca del corallo nel 1810. In questo anno nei mari africani “pescarono 127 battelli, dei quali 18 francesi e 109 napoletani, ottenendo un prodotto di 41278 libbre di corallo, valutati 50 franchi la libbra, cioè 2.063.900 franchi in totale, da cui dedotti franchi 508.000 per spese di armamento, esercizio, salario e vitto degli equipaggi, in ragione di 4000 franchi a battello, si ha un prodotto netto di 1.555.900 franchi”. (Da notare che la libbra napoletana corrisponde a circa 320 grammi, e quella inglese a circa 450 grammi).

Murat decise di non condividere la politica del governo francese e nel 1812 inviò a Tunisi, come console generale, Renato De Martino che concluse con il bey una tregua triennale. Caduto Murat, i Borbone continuarono la sua politica di relazioni pacifiche con il potere tunisino. Dovremmo parlare della storia del corallo nel mondo antico e degli aspetti belli e “brutti” della sua fama. Alla prossima.

Blitz in autolavaggi e officina, maxi multa per 3 titolari

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Cercola e Pollena Trocchia: Sicurezza ambientale. Carabinieri denunciano 3 persone A Cercola e Pollena Trocchia i carabinieri della tenenza insieme ai militari forestali del nucleo di Napoli e del nucleo parco di san Sebastiano al Vesuvio hanno controllato due autolavaggi e un’officina meccanica. I tre operai delle attività sono stati denunciati per scarico non autorizzato delle acque reflue industriali e per gestione illecita di rifiuti. Per i 3 imprenditori anche una sanzione amministrativa pari a 7.833 euro e le aziende sequestrate.

Boom di rapine ai distributori di benzina nel Vesuviano: tanti i colpi in 15 giorni tra Somma e Sant’Anastasia

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Somma Vesuviana. Due malviventi in moto hanno rapinato prima il distributore “Tuorto”, per poi tentare un nuovo colpo da “Sasso Petrolio”. Cresce la paura e la rabbia tra i gestori. È diventata una vera e propria emergenza quella delle rapine ai distributori di benzina nel Vesuviano. Da circa due settimane, una coppia di malviventi a bordo di una moto Transalp nera semina il panico tra i gestori delle pompe di carburante nella zona compresa tra Somma Vesuviana e Sant’Anastasia. Solo nella giornata di oggi si sono registrati due episodi. Intorno alle ore 17:00 è avvenuta una rapina al distributore “Tuorto”. Pochi minuti dopo, hanno tentato un secondo colpo presso il distributore “Sasso Petrolio”, in Via Circumvallazione. Secondo quanto riferito da fonti locali, si tratterebbe degli stessi due individui che, da circa quindici giorni, stanno colpendo ripetutamente diversi distributori della zona, approfittando di orari e momenti di scarsa affluenza. La situazione sta generando una crescente preoccupazione tra i gestori degli impianti di carburante, molti dei quali ormai lavorano con la paura quotidiana. Queste le parole di Valerio Sasso, titolare di “Sasso Petrolio”: “Non ce la facciamo più. Abbiamo famiglie, lavoriamo onestamente e ci sentiamo abbandonati. Servono controlli più  serrati da parte delle Forze dell’Ordine”. Fonte immagine: rete internet. 

“Spaccio droga per mantenermi”, arrestato 22enne a Torre del Greco

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A Torre del Greco è stato arrestato un ragazzo di 22 anni, incensurato, per spaccio di droga

A quanto pare sembra essere l’ultima moda nel napoletano, dato che questo è il quarto arresto, nel giro di poche settimane, di ragazzi incensurati per spaccio di droga.

L’ultimo arresto arriva da Torre del Greco dove, durante la notte, un ragazzo di 22 anni è stato fermato dalle forze dell’ordine.

Il controllo è scattato intorno all’una e mezza di questa notte, quando i carabinieri della Stazione Radiomobile della compagnia di Torre del Greco, in Via Lava Troia, all’angolo con Via Litoranea, hanno fermato una Fiat 500X con due ragazzi a bordo.

Durante la perquisizione l’autista è risultato “pulito”, ma il passeggero (ragazzo di 22 anni) aveva nella tasca della felpa 10 gr di marijuana.

La giustificazione data dal ragazzo agli inquirenti è quella di aver perso il lavoro e di conseguenza, per mantenersi, ha iniziato a spacciare droga.

A seguito di questo controllo, i militati dell’Arma hanno deciso di perquisire anche l’abitazione del ragazzo: nella cameretta sono stati trovati altri 19 gr di marijuana. Spontaneamente il ragazzo ha poi consegnato un bilancino di precisione.

Per il ragazzo è scattato l’arresto e attualmente è in attesa di giudizio.

Gli altri episodi di arresto per droga di incensurati sono avvenuti nelle scorse settimane; tra questi troviamo quello di un operatore ecologico di 38 anni, a Grumo Nevano, del 23 settembre scorso. Nella casa dell’uomo, i carabinieri hanno trovato cocaina e quasi 40milq euro in contanti.

Il giorno seguente, il 24 settembre, è stato arrestato a Bacoli un ausiliare del traffico di 32 anni, trovato in possesso di cocaina rosa, ecstasy e chetamina.

Successivamente, qualche giorno fa, nella periferia di Napoli è stato arrestato un uomo di 29 anni. L’uomo è stato soccorso dai carabinieri perché rimasto in panne con lo scooter e, durante l’operazione, hanno scoperto della droga nascosta nei suoi slip.

Piazza di spaccio nel rione, arrestato giovane acerrano: 3 donne nei guai con lui

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Continuano i servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per contrastare i fenomeni di traffico di sostanze stupefacenti. La Polizia di Stato ha tratto in arresto un 21enne di Acerra, con precedenti di polizia, anche specifici, e denunciato tre donne di 31, 23 e 25 anni per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Nello specifico, gli agenti del Commissariato di Afragola, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Salicelle ad Afragola, hanno controllato il 21enne, trovandolo in possesso di un panetto di hashish del peso di 97 grammi. Ancora, i poliziotti del medesimo Commissariato, durante i servizi all’uopo predisposti, hanno effettuato un controllo presso un’abitazione nel rione Salicelle, dove erano presenti tre donne che sono state trovate in possesso di un involucro di hashish e di 10.513 euro, suddivisi in banconote di diverso taglio.  

Muore a 39 anni dopo essere stata immobilizzata in pronto soccorso

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Napoli, muore dopo essere stata immobilizzata in pronto soccorso: indaga la Procura   Un caso inquietante scuote l’Ospedale del Mare di Napoli: una donna di 39 anni è deceduta dopo essere stata immobilizzata e sedata nel pronto soccorso. Il fatto, accaduto nella notte tra l’11 e il 12 settembre, è ora al centro di un’inchiesta.   La vittima, che da tempo soffriva di disturbi epilettici, era giunta in ospedale in stato di agitazione, probabilmente dovuto all’alcol. I sanitari, dopo alcuni tentativi di calmarla, avrebbero deciso di legarla alla barella per evitare che si facesse male o disturbasse altri pazienti.   Cristina (nome di fantasia) è rimasta sotto osservazione per ore, fino a quando, alle prime luci del mattino, ha avuto un improvviso arresto cardiaco. Il personale ha provato a rianimarla ma, alle 7.45, è stata dichiarata la morte.   I familiari hanno presentato denuncia attraverso il loro avvocato, Amedeo Di Pietro, chiedendo di chiarire se la contenzione e la sedazione siano state eseguite nel rispetto dei protocolli medici. Nell’esposto si evidenzia anche il lungo periodo trascorso nel pronto soccorso, in attesa di un trasferimento mai avvenuto.   Il caso riaccende il dibattito sulla gestione dei pazienti psichiatrici o in stato di alterazione nelle strutture sanitarie, e sull’uso della contenzione, una pratica ancora controversa che richiede valutazioni cliniche e monitoraggio costante.  

San’Anastasia, “Il forno di Vincenzo”: convegno sulle tematiche legate al mondo della disabilità

Riceviamo e pubblichiamo

Le tematiche legate al mondo delle disabilità restano fin troppo spesso escluse da ogni dibattito pubblico e politico. Questo atteggiamento comporta un isolazionismo insopportabile nei confronti delle persone con disabilità.

Aprire delle finestre di confronto su argomenti essenziali per l’esistenza di migliaia di cittadini/e serve a introdurre un presupposto di inclusione culturale che oggi ancora manca. Per questo, come movimento civico Una città in salute, abbiamo deciso di confrontarci insieme a semplici cittadini, operatori del terzo settore e rappresentanti delle massime cariche istituzionali.

Con il progetto attivo nel comune di Eboli, Il Forno di Vincenzo, vogliamo dimostrare che una dimensione occupazionale più attenta alle singole abilità sia possibile e soprattutto percorribile.

Venerdì 10 ottobre, alle ore 18,30, presso Villa Valerio, Sant’Anastasia, discuteremo di quanto il lavoro possa trasformarsi in uno strumento fondamentale per giungere alla totale inclusione delle persone con disabilità.