Incidente nella notte a Lucrino, muore 36enne

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Una notte di silenzio e di dolore ha avvolto Pozzuoli. In località Lucrino, un terribile incidente ha portato via la vita di M.B., 36 anni, originario della città flegrea. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe perso il controllo dell’auto mentre rientrava a casa. In pochi istanti, tutto è finito.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma nonostante i tentativi di rianimazione, non c’è stato nulla da fare. I carabinieri hanno effettuato i rilievi per chiarire le cause del sinistro, ma al momento l’unica certezza è la tragedia di una vita spezzata troppo presto.

La notizia si è diffusa rapidamente in città, lasciando attoniti amici e conoscenti. «Non ci credo, ieri ci siamo sentiti», scrive qualcuno sui social. In tanti si stringono alla famiglia in queste ore difficili, ricordando M.B. come un ragazzo semplice, legato alla sua terra e ai suoi affetti.

Lucrino si risveglia oggi con un senso di vuoto e di impotenza, di fronte a un’altra giovane vittima della strada. Ogni croce sull’asfalto racconta una storia, un sogno interrotto, una famiglia distrutta.

Pozzuoli si ferma per un istante a riflettere su quanto fragile possa essere la vita, e su quanto sia necessario guidare con prudenza, in ogni momento.

Regionali, Cirielli accelera: cinque liste pronte e obiettivo a quota sette. Ecco i candidati già blindati

A poco più di due settimane dalla scadenza per la presentazione delle liste, nel centrodestra la macchina elettorale di Edmondo Cirielli è ormai in piena corsa. Le forze in campo sono già cinque, ma l’obiettivo è arrivare a sette con l’inserimento di nuove componenti civiche e moderate. Le quattro liste dei partiti principali – Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati – saranno affiancate da quella personale del candidato presidente. In quest’ultima confluiranno rappresentanti della società civile e amministratori locali, insieme ad alcuni esponenti del Nuovo Psi. “Sarà una lista aperta e radicata nei territori”, ha spiegato Cirielli, annunciando nuovi ingressi nelle prossime ore. Nel simbolo di FdI e Lega comparirà il nome del candidato presidente, mentre la Democrazia Cristiana – assente dalle Regionali dal 1993 – tornerà sulla scheda elettorale grazie all’impegno di Gianfranco Rotondi. Tra i nomi in evidenza ci sono il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che Cirielli ha invitato personalmente a candidarsi, e l’imprenditrice Ira Fele, moglie del deputato Michele Schiano di Visconti. In lista anche Cosimo Amente, Nunzio Carpentieri e Raffaele Pisacane. Forza Italia punta sul vicesegretario regionale Gianfranco Librandi, sull’uscente Franco Cascone e sul sindaco di Casalnuovo Massimo Pelliccia, mentre nella Lega si fanno strada Daniela Di Maggio, madre del piccolo GiòGiò, e gli uscenti Nappi, Rescigno, Piccerillo e Tommasetti. Cirielli, intanto, lavora a intese provinciali: ad Avellino si avvicina l’accordo con l’ex sindaco Gianluca Festa, a Salerno si fa il nome di Alessandro Schillaci. La coalizione, insomma, si prepara a scendere in campo con un mix di volti noti e nuove presenze civiche.

Oltre il carisma: la comunicazione efficace del vero leader

Quando pensiamo a un leader, spesso ci viene in mente l’immagine di una persona carismatica. Vi racconto qui, come la vera arte di parlare da leader risieda in strategie comunicative ben ponderate, che vanno oltre il semplice fascino personale. Scopriremo come l’efficacia del linguaggio possa riflettere competenza, costruire fiducia e guidare decisioni.

Oltre il carisma: strumenti essenziali del leader

Quante volte abbiamo sentito dire che per essere un leader bisogna essere carismatici? Anche se il carisma può rendere una figura di leadership affascinante e magnetica, non è l’unico ingrediente necessario per comunicare efficacemente come un leader. E quindi, cosa serve davvero per comunicare da leader? In un mondo in cui le parole possono costruire imperi o distruggerli, la relazione tra comunicazione efficace e leadership è più cruciale che mai.

La leadership come responsabilità

Questa volta la pragmaticità della mia rubrica ComunichiAmo, prima di inoltrarsi alla scoperta della comunicazione efficace del leader carismatico, lascia un piccolo spazio introduttivo, dedicandolo all’importanza dei fattori intrinseci alla leadership. Perché tutti vogliamo sentirci leader, ma, forse, non tutti siamo persone leader. Essere un leader significa assumersi la responsabilità delle proprie azioni ed anche dell’impatto che queste hanno sugli altri. Un leader deve guidare con esempio, consapevole che le sue decisioni e le sue parole, influenzano chi lo circonda. Responsabilità è pietra angolare della leadership; implica un impegno verso l’integrità e l’etica in ogni azione.

Comunicazione efficace: il cuore della leadership

Prima ancora del carisma – che è sì una dote personale, ma può essere anche appresa e migliorata – un buon leader esercita il proprio valore attraverso la comunicazione efficace che, nel suo caso, oltre agli “elementi base” dell’efficacia – “allineamento” tra comunicazione verbale, paraverbale e non verbale – raccorda i seguenti elementi.
  1. Adattabilità: Un leader deve essere in grado di comunicare con diverse persone in diversi contesti. Questo significa adattare il proprio stile comunicativo in base al pubblico, assicurando che il messaggio sia chiaro e comprensibile per tutti.
  2. Inclusività: La comunicazione di un leader deve essere inclusiva, promuovendo un ambiente in cui ogni voce è ascoltata e valorizzata. Questo costruisce fiducia e rafforza il senso di appartenenza nel team.
  3. Trasparenza: Essere trasparenti nelle comunicazioni aiuta a creare un clima di fiducia. Un leader efficace condivide non solo successi, ma anche sfide e difficoltà, dimostrando apertura e onestà.
  4. Feedback costruttivo: La capacità di fornire feedback costruttivo è essenziale. I leader devono essere in grado di guidare il miglioramento continuo, offrendo critiche che siano utili e motivanti.
Vi faccio una domanda: quanto trovereste carismatica una persona che riesce a mostrare queste doti comunicative? Molto, ne sono sicura! Ed è qui che vi volevo: sono certa che starete trovando affascinante questa esplorazione della comunicazione come strumento di carisma e leadership. Ci avevate già pensato? Benissimo, ci siamo aperti ad un nuovo e diverso punto di osservazione delle capacità comunicative. Vi lascio così? Assolutamente no!
Comunicare da leader: questione di strategia 
Se siete avvezzi alla comunicazione che è in grado di ispirare gli altri, saprete che il primissimo elemento da considerare – la responsabilità la conoscete già – è la preparazione. Un discorso ben strutturato richiede pianificazione e ricerca. Sempre. Anche, e forse soprattutto, quando sentite di essere già bravi. E allora qui di fila ancora qualche suggerimento per essere persone piacevoli da incontrare e vivere, che ispirino e che si facciano ricordare. Autenticità: Essere se stessi – la migliore versione possibile – è il miglior modo per connettersi con il proprio pubblico. Credibilità: La coerenza tra parole e azioni costruisce credibilità. Un leader deve dimostrare con i fatti ciò che predica, guadagnando così il rispetto e la fiducia del proprio team. Chiarezza e sintesi: Un leader efficace è in grado di trasmettere idee complesse in modo chiaro e conciso. Questo non solo aiuta a evitare malintesi, ma dimostra anche rispetto per il tempo degli altri. Visione e ispirazione: I leader sono visionari. Sono in grado di comunicare una visione chiara e ispirare gli altri a seguirli verso un obiettivo comune. Questo richiede non solo carisma, ma anche la capacità di motivare, guidare e la capacità di saper comunicare. Adesso vi saluto dandovi appuntamento alla settimana prossima e pregustando il piacere di rincontrarvi.    

Un antico mestiere napoletano, “l’ugliararo”, il venditore ambulante di olio

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Il “disegno” di Filippo Palizzi segue fedelmente la descrizione dell’oliandolo fatta da Francesco Mastriani: “l’otre che gli si piega sugli omeri”, i recipienti di diversa misura appesi a una fascia che gli cinge il fianco, i colori dell’abbigliamento e la rasserenante concentrazione espressa dal volto e sottolineata dalla forma e dal colore del cappello. E’ facile credere che questo venditore annunciasse la sua presenza con un solo grido “uoglie” e con la “malinconica eufonia propria di quasi tutte le voci dei venditori ambulanti” del Regno di Napoli.   Nel libro “Usi e costumi di Napoli e contorni”, “opera diretta da Francesco di Bourcard” e pubblicata nel 1866, Francesco Mastriani descrive la figura dell’“oliandolo”, l’ambulante che vendeva olio al minuto presso le famiglie che abitavano lontano da un negozio, dal “casadduoglio”, venditore di formaggi e di olio: l’olio serviva per la cucina e per l’illuminazione della casa. Mastriani sente il dovere di elogiare questo venditore ambulante, “la cui opera ha il nobilissimo scopo di illuminarci”, e ne difende la figura e il compito dalle accuse di chi vorrebbe eliminare l’olio dall’illuminazione dei pubblici edifici e delle case private. “Noi non siamo del parere di codesti arrabbiati progressisti, e crediamo in buona fede che l’olio valga ad illuminarci più del gas e della luce elettrica. Alle cose composte e artificiali anteponiamo le semplici e naturali, e pensiamo che il succo dell’oliva sia meno fetido e meno stomachevole della putrida emanazione gassosa di marcite sostanze”. Mastriani sa che Pietro Ravanas, francese di Aix en Provence, giunto in Puglia nel 1826, ha rivoluzionato le tecniche di coltivazione delle olive e quelle della produzione dell’olio, introducendo nelle sue “officine” di Monopoli, Conversano e Massafra l’uso della mola a doppia macina e della pressa idraulica. “Le grandiose botteghe Ravanas” vendono l’olio, che pare “oro colato”, in “lunghi bottiglioni” e “favoriscono le felici speculazioni” dei molti che si arricchiscono con l’olio “delle Calabrie e delle Puglie”, l’olio migliore prodotto nel Regno di Napoli. Ma per Mastriani l’olio “è preferibile a qualunque altro mezzo d’illuminar le nostre case”. “L’oliandolo ambulante preferisce quei quartieri e quelle strade dove il lusso non fa vana pompa delle sue merci stravaganti.  L’olio è modesto, e l’oliandolo è ancor più modesto. Una sola volta l’olio è superbo, ed è quando anima la religiosa lampada del poverello dinanzi alla Santa Immagine della Madonna. Egli sa che al suo posto invidiabile non potrebbe sedere lo sbrigliato e profano gas.”. Lo scrittore dice di non sapere dove e come l’oliandolo si procuri l’olio che deve vendere. Nel 1844 il sindaco di Ottajano autorizzò cinque oliandoli a vendere olio per le strade del paese, ma li obbligò a dichiarare presso l’ufficio della “Pubblica Sanità” la provenienza dell’olio destinato alla cucina: tre dissero che il loro olio veniva dalle terre di Irpinia, due, entrambi di Terzigno, affermarono che vendevano olio degli oliveti della loro terra. “L’oliandolo nel suo commercio si contenta di un parco guadagno, ed è fedelissimo ai suoi avventori, verso i quali usa un linguaggio grazioso e gentile”. E non potrebbe essere altrimenti, perché questo venditore – dice con lieve ironia il Mastriani – “è pieno di unzione” nei modi e nelle parole.”. Egli vende anche a credito, ma sa bene fino a quale somma deve aver fiducia nel suo cliente, “è galante fino a un certo limite, e in tutto il governo della sua vita egli adotta per principi, per istinto, per gusto, per affinità di mestiere, il sistema delle mezze misure “: insomma, chi fa questo mestiere deve essere un uomo tranquillo e amante della pace, perché vende olio, e l’olivo, dice Mastriani, è il simbolo più alto della pace, e anche perché, dico io, frequentava ogni giorno quartieri in cui era pericoloso alzare la voce e mostrarsi arrogante. Nel 2018 Alberto Angela trovò nei depositi di Pompei un recipiente che conteneva un liquido cristallizzato (immagine in appendice): due anni dopo gli analisti dichiararono che quel liquido era olio d’oliva.  

“Vecchia Piazzolla”, il nuovo libro di Felice Romano

La storia locale ha sempre rappresentato un modo per comprendere meglio il passato e le dinamiche di una comunità, aiutando a creare un senso di appartenenza attraverso la vicinanza nello spazio e i ricordi familiari. 
Felice Romano
Inoltre, permette di osservare fenomeni storici più ampi su scala ridotta, collegando il contesto locale a scenari nazionali e globali e offrendo una chiave di lettura per comprendere il mondo contemporaneo.  Studiare le vicende locali non solo permette ai membri di una comunità di conoscere il proprio passato, rafforzando il senso di appartenenza, ma aiuta a capire il presente analizzando come eventi del passato hanno plasmato il territorio e le sue dinamiche. E’ il caso dell’ultimo libro dello scrittore Felice Romano che analizzando un piccolo contesto locale, quello della Vecchia Piazzolla, ha colto fenomeni storici di elevata importanza, ma anche fenomeni sociali, economici e politici, che hanno contribuito nel corso dei secoli a formalizzare l’identità di un gruppo di cittadini.  Esaminando la storia di quest’area limitata, Romano si è avvicinato alla complessità del mondo contemporaneo, partendo da esempi concreti e tangibili.  Vecchia Piazzolla è un vero viaggio tra storia, leggenda, documenti e folklore dove – come spiega il prof. Vincenzo Ammirati nella sua prefazione – oltre alla centralità pervasiva del paese natìo dell’autore, campeggia il nostos come archivio di memorie, accorata recherche ed elegiaco amarcord. Piazzolla rimane attualmente l’unica comunità d’ Italia di circa diecimila abitanti, incapace di costituirsi in Comune autonomo, come asserisce l’autore Romano. Forse il tutto è legato all’ inerzia, apatia, assenza di collante sociale, inquietudini e incertezze organizzative, che sono in effetti gli elementi che impediscono di liberarsi dalla dipendenza della Città di Nola. L’ antico locus qui dicitur Plateola, concretamente, è tuttora amministrato da Nola, nonostante una certa distanza. Un libro, quello di Romano, insomma, che si distingue per la sua semplicità, pensato per un pubblico ampio, non tanto per gli specialisti. Un testo accessibile e completo, scritto in stile chiaro e piacevole, considerato un buon punto di partenza per chi vuole conoscere la storia di Piazzolla e delle sue tradizioni. Senza dubbio – spiega il prof. Carmine Cimmino – la storia continua in quanto il lavoro di ricerca non può fermarsi: sarebbe il caso di confrontarsi anche con l’Archivio storico di Ottaviano dove sono custoditi tanti documenti che narrano di questa comunità. Questo lavoro, comunque, non solo è un autentico e generoso documento d’identità di Piazzolla, ma attesta il profondo amore dell’autore per la sua terra, che costituisce il motore e l’ispirazione principale del libro.

Il sud Italia tifa per Maria Mautone: da Pomigliano d’Arco a Plovdiv con la nazionale Italiana

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Maria Mautone, classe 2009, è partita con la Nazionale Italiana Junior di ginnastica aerobica per vivere un’importante esperienza internazionale: la 16ª Plovdiv Cup Aerobics Open, iniziata ieri 10 ottobre e in programma fino a domani, 12 ottobre. L’atleta si allena da 12 anni a Pomigliano d’Arco presso la Fitness Trybe, seguita con costanza e determinazione da Serena Piccolo e dal suo staff tecnico. La sua presenza in Nazionale è particolarmente significativa: Maria è infatti l’unica atleta del Sud Italia convocata, un ruolo che le conferisce grande onore ma anche molta responsabilità. Determinata e tenace, si sta impegnando al massimo per rappresentare con orgoglio la sua società e la sua terra. Il suo percorso viene seguito con grande attenzione sia a livello societario che federale. “Ho sempre saputo che sarebbe entrata a far parte della squadra nazionale. Dal 1999 ad oggi è la quinta atleta della nostra associazione a vestire la maglia azzurra, è la mia atlteta più resistente. Con il tempo abbiamo smussato degli angoli, ma il merito è soprattutto del suo carattere forte e della sua volontà nel perseguire il suo sogno”, dichiara Serena Piccolo, visibilmente orgogliosa dei risultati raggiunti. Maria ha già gareggiato ieri e i risultati parlano chiaro: è finalista sia nella categoria Trio che nell’Aero Dance e a breve si esibirà anche in coppia. Il Sud tifa per lei e per il suo sogno, con l’orgoglio di vederla portare in alto i colori della nostra terra

Anziana tra le fiamme: messa in salvo dai carabinieri

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Villaricca – Paura in Via Filippo Turati: incendio in un palazzo, anziana salvata dai carabinieri

Circa qualche ora fa è scoppiato un incendio al primo piano di un palazzo, per cause ancora da definire, a Villaricca in particolare in Via Filippo Turati 32.

I carabinieri della stazione di Marano, allertati dal 112, sono intervenuti tempestivamente sul posto, facendo evacuare i condomini e mettendo subito in sicurezza l’area in attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco.

Durante le operazioni, i militari si sono resi conto che all’interno dell’edificio si trovava ancora una persona: un’anziana di circa 80 anni, impossibilitata a deambulare e rimasta bloccata nella sua camera da letto.

Il piano era ormai invaso dal fumo, ma i carabinieri, senza esitazione, si sono fatti strada nonostante il fumo rendesse difficile individuare l’appartamento. Una volta trovato, sono entrati e hanno preso in braccio la donna, portandola all’esterno e mettendola in salvo.

All’arrivo dei vigili del fuoco e del personale sanitario, le fiamme sono state domate e all’anziana sono state prestate le prime cure. Fortunatamente, le sue condizioni non destano preoccupazioni.

Chef per Amico a Ottaviano, raccolti 30mila euro per beneficenza

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Un connubio perfetto tra alta cucina, musica, emozione e impegno sociale.   Lunedì 29 settembre, nella splendida cornice della Tenuta O’ Feo di Ottaviano, provincia partenopea, è andata in scena l’edizione 2025 di “Uno Chef per Amico”, la charity dinner promossa dall’associazione #micolorodiblu ETS, da anni impegnata nel sostegno delle famiglie con figli nello spettro autistico, attraverso progetti educativi e professionali fondati sull’inclusione reale.   La serata, accolta con entusiasmo da un pubblico attento e partecipe, ha permesso di raccogliere 30.000 euro, che saranno interamente destinati all’ampliamento e al potenziamento degli spazi della fattoria sociale “L’Orto dei Sogni”, dove i ragazzi potranno svolgere attività formative, laboratori e tirocini legati alla trasformazione dei prodotti agricoli, avvicinandosi concretamente al mondo del lavoro.   «Ancora una volta è stata una serata magica – ha dichiarato Maria Gallucci, presidente di #micolorodiblu ETS – e tutto ciò è stato possibile solo grazie al sostegno di tutti coloro che hanno risposto alla nostra chiamata. Ringrazio tutti gli chef che ci hanno onorato della loro presenza, che non ha significato solo “esserci”, ma ha rappresentato un esempio concreto di sostegno e integrazione in cucina. Ringrazio inoltre gli sponsor, ancora una volta generosissimi, tutta la squadra organizzativa, l’ISIS De Medici, da sempre fondamentale nel suo supporto, e Veronica Simioli.   Con i fondi raccolti, amplieremo gli spazi della fattoria L’Orto dei Sogni e inizieremo a dotarla degli strumenti necessari per la trasformazione del raccolto».   Ad aprire l’evento, un elegante aperitivo sotto le stelle, curato da grandi protagonisti della cucina campana: gli chef Vincenzo Vazza, Vincenzo Toppi, Alfonso Crisci, Nathan Wichman, Nando Bifulco, il pizzaiolo Giuseppe Maglione di Daniele Gourmet e la storica Pizzeria La Masardona, affiancati dalla maestria dell’associazione Panificatori Campani, dalla mixology di Chic Bar Catering, dalle bollicine Dubl e da Imperial Tea, con la loro bollicina analcolica a marchio Saicho.   Una parentesi su Saicho è doverosa, dato il successo riscontrato durante la serata. Alessandro De Natale e Antonio Polise, pilastri del canale di distribuzione Imperial Tea, si sono divertiti con gli altri chef e bar tender azzardando pairing e mixology con una bollicina del tutto analcolica, la quale prevede un’esplosione futura sul mercato italiano.   A seguire, la cena, un autentico viaggio gastronomico orchestrato da alcuni tra i più illustri nomi della ristorazione italiana: lo chef due stelle Michelin Nino Di Costanzo, gli stellati Luigi Salomone e Marco Caputi, il maestro della carne Nando Bifulco, e i pastry chef Gennaro Langellotti e Tommaso Foglia, quest’ultimo autore del dessert finale insieme al maestro pizzaiolo Franco Pepe di Pepe in Grani.   L’atmosfera è stata resa ancora più suggestiva dalla voce intensa e raffinata di Veronica Simioli, che ha accompagnato i vari momenti della serata con un repertorio musicale elegante e coinvolgente.   L’evento ha potuto contare sulla collaborazione dell’ISIS De Medici di Ottaviano, con il coinvolgimento attivo di studenti e docenti, e sul prezioso supporto della giornalista Rosa Iandiorio e della wedding planner Mirella Greco, che hanno coordinato e contribuito con professionalità e passione alla perfetta riuscita della serata.   “Uno Chef per Amico” non è solo una cena di gala, ma un progetto sociale, culturale e formativo, che attraverso il linguaggio universale della ristorazione crea ponti, abbatte stereotipi e costruisce opportunità.   L’obiettivo dell’associazione Micolorodiblu ETS è avvicinare famiglie, scuole, imprese e istituzioni per disegnare insieme nuovi percorsi di autonomia e inclusione, restituendo dignità e futuro ai sogni di ragazzi speciali.   L’edizione 2025 di “Uno Chef per Amico” ha lasciato un segno profondo, ma il viaggio italiano di Imperial Tea, e di Saicho, non si ferma qui.   Ogni traguardo raggiunto è il punto di partenza per costruire qualcosa di ancora più grande.

Dalla Regione 6 milioni per Casoria: apre svincolo e Sannitica sarà rifatta

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Casoria ottiene due finanziamenti per oltre 5,8 milioni di euro destinati alla viabilità cittadina. Sono stati ufficialmente ammessi a finanziamento, nell’ambito del programma regionale per la messa in sicurezza e il riammagliamento della rete stradale, il progetto di rifacimento della via Sannitica (2.864.669,79 euro) e l’apertura dello svincolo “Volta Carrozza” (3 milioni di euro), un intervento di competenza della Città Metropolitana di Napoli che interesserà anche i comuni limitrofi di Frattamaggiore e Arzano.

Si tratta di due opere di grande rilevanza strategica, destinate a migliorare la sicurezza, ridurre il traffico e restituire decoro a un asse viario nevralgico per l’intera area metropolitana. L’intervento su via Sannitica, frutto di un percorso avviato nel 2024, prevede la completa riqualificazione della sede stradale, nuova segnaletica, marciapiedi, illuminazione e interventi strutturali sulla carreggiata per ridurre drasticamente il rischio di incidentalità.

Contestualmente, il nuovo svincolo “Volta Carrozza” permetterà un collegamento più fluido e diretto con l’asse mediano e con i comuni limitrofi, alleggerendo sensibilmente il traffico urbano e migliorando la qualità dell’aria e della vita dei cittadini.

Il sindaco Raffaele Bene ha espresso grande soddisfazione:“Questi risultati confermano che Casoria è al centro dell’attenzione delle istituzioni. Due opere che cambieranno la mobilità e la sicurezza della nostra città. Ringrazio la Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli per aver creduto nei nostri progetti e l’assessore Antonio Ricciardi, che portò in Giunta, un anno fa, la proposta di rifacimento della Sannitica. È la prova che il lavoro serio, continuo e di squadra porta risultati concreti. Casoria sta finalmente raccogliendo i frutti di una programmazione che guarda al futuro”.

L’assessore all’Urbanistica Antonio Ricciardi, che presentò in Giunta la delibera originaria di settembre 2024, ha aggiunto: “Questo finanziamento è motivo di grande orgoglio perché nasce da una visione chiara: restituire efficienza, sicurezza e modernità alla nostra rete stradale. Quando un anno fa portai in Giunta la proposta di rifacimento della Sannitica, sapevamo che sarebbe stato un progetto ambizioso, ma necessario. Oggi raccogliamo i frutti di un lavoro tecnico e amministrativo portato avanti con impegno e collaborazione con Regione e Città Metropolitana. Queste opere miglioreranno concretamente la vita dei cittadini e dimostrano che Casoria sa programmare, progettare e ottenere risultati”.

Cofondatore di Kuruka.it premiato al Senato con il “Premio Drago all’Innovazione”

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Nella solenne cornice del Senato della Repubblica Italiana, si è svolta la cerimonia di consegna del Premio Drago 2025, evento che celebra l’eccellenza, la visione e il coraggio imprenditoriale di chi contribuisce con impegno e responsabilità al progresso del Paese. L’iniziativa, promossa dalla testata giornalistica “ViesNews” e dallo Studio Guarino, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e delle imprese più innovative del panorama nazionale. Tra i protagonisti di questa edizione spicca Vincenzo Fumo, cofondatore di Kuruka.it insieme a Christian Russo e Miriam Zambardino, che ha ricevuto il prestigioso Premio Drago all’Innovazione per il suo contributo nel campo della tecnologia e della comunicazione digitale. Per Kuruka.it, web agency italiana specializzata in intelligenza artificiale applicata al marketing, alla comunicazione e alla formazione digitale, si tratta della terza partecipazione al Senato della Repubblica. Il Premio Drago, simbolo di forza, determinazione e visione, è stato istituito per celebrare professionisti, imprenditori e innovatori che si sono distinti nel promuovere un futuro etico e sostenibile. Come spiegato durante la cerimonia, “il Drago rappresenta chi trasforma la propria passione in azione, chi coniuga tecnologia e umanità, visione e responsabilità.” Nel suo intervento, Vincenzo Fumo ha espresso gratitudine e orgoglio per un riconoscimento che, nelle sue parole, “non appartiene solo a una persona, ma a un intero team che condivide la stessa missione: costruire un futuro in cui l’intelligenza artificiale diventi uno strumento al servizio delle persone.” “È un onore essere qui al Senato,” ha dichiarato Fumo ricevendo il premio. “Condivido questo riconoscimento con i miei soci, Christian Russo e Miriam Zambardino, e con tutta la squadra di Kuruka.it. L’innovazione è un lavoro di squadra: nasce dall’unione tra competenze, creatività e visione. Con i nostri progetti vogliamo dimostrare che l’AI non è un fine, ma un mezzo per migliorare la vita e il lavoro delle persone.” Durante la cerimonia, introdotta dal senatore Francesco Silvestro, numerosi relatori hanno sottolineato come l’Italia stia vivendo una fase decisiva per lo sviluppo tecnologico. Il Premio Drago all’Innovazione assegnato a Vincenzo Fumo di Kuruka.it assume quindi un significato profondo: rappresenta una nuova generazione di imprenditori che vedono nel progresso digitale un’opportunità di crescita consapevole. Fondata con la missione di unire creatività, strategia e tecnologia, Kuruka.it utilizza l’intelligenza artificiale come alleato operativo nelle strategie di marketing dei propri clienti, aiutando brand e aziende a comunicare in modo più efficace, personalizzato e vicino alle persone. Attraverso un approccio basato sull’analisi dei dati, ma sempre guidato da valori umani e sensibilità creativa, la web agency trasforma la tecnologia in valore concreto, portando innovazione nei processi comunicativi e commerciali senza mai perdere di vista l’etica e la responsabilità. Per Kuruka.it, infatti, il progresso non è mai fine a sé stesso, ma un percorso di consapevolezza. L’azienda riassume la propria filosofia in un pensiero che ne rappresenta l’essenza: “Il progresso è una strada che, se percorsa con etica e consapevolezza, porta grandi benefici. L’intelligenza artificiale non sostituisce l’intelligenza umana: la espande. Se usata con consapevolezza, potenzia il talento e la competenza; se usata senza criterio, amplifica la confusione. Per questo dobbiamo accogliere il progresso con responsabilità e usarlo per fare al meglio il nostro lavoro.” Un concetto che riflette pienamente la visione di Kuruka.it: l’AI non è una minaccia, ma un moltiplicatore di potenzialità. Non toglie spazio all’uomo, ma amplifica la sua capacità di creare, pensare e risolvere. In un mondo dove l’automazione cresce, Kuruka.it invita a vedere la tecnologia non come un sostituto, ma come una collaborazione evolutiva tra mente umana e intelligenza artificiale. Il Premio Drago 2025 ha riconosciuto in Vincenzo Fumo e nella sua squadra un modello virtuoso di impresa digitale capace di combinare innovazione e sensibilità umana, trasformando l’intelligenza artificiale in un linguaggio di valore e progresso collettivo. La redazione di “Vies News” ha definito il lavoro di Fumo e di Kuruka.it “un esempio concreto di come la tecnologia possa diventare cultura, e la cultura possa farsi innovazione.” Questo riconoscimento non è solo un tributo personale, ma un segnale forte per tutte le imprese che scelgono di innovare con consapevolezza. Dopo tre inviti al Senato e un premio che suggella anni di ricerca e sperimentazione, Vincenzo Fumo e il team di Kuruka.it guardano avanti con la convinzione che l’innovazione più grande resti quella che mette la persona al centro, perché solo da lì nasce un progresso capace di unire tecnologia, cultura e umanità.