Lite tra automobilisti finisce a martellate: inseguimento nel traffico di Pomigliano

POMIGLIANO D’ARCO – Attimi di forte tensione nel primo pomeriggio di oggi in zona Piazza Sant’Agnese, dove una lite tra automobilisti è degenerata in una violenta aggressione avvenuta sotto gli occhi di residenti e passanti. Sul posto sono intervenuti rapidamente i carabinieri e gli agenti della Polizia Locale per riportare la situazione alla calma e avviare gli accertamenti. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, tutto sarebbe iniziato poco dopo le 13 con un inseguimento tra due automobili lungo le strade cittadine. Durante la corsa una delle vetture, una Fiat 500, sarebbe stata speronata dall’altro veicolo coinvolto. La situazione è poi precipitata una volta giunti nei pressi di Piazza Sant’Agnese. Gli occupanti della Fiat 500, dopo aver abbandonato il mezzo, sarebbero stati inseguiti dagli altri protagonisti della vicenda. A quel punto sarebbe scattata l’aggressione fisica: alcuni presenti avrebbero utilizzato un bastone di legno e persino un martello per colpire le vittime della lite. Scene concitate che hanno attirato l’attenzione di numerosi cittadini, molti dei quali hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. In pochi minuti sul posto sono arrivati i carabinieri e la Polizia Locale, che hanno separato i coinvolti e avviato le verifiche per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e le eventuali responsabilità. Nonostante la violenza dell’episodio, fortunatamente nessuna delle persone coinvolte avrebbe riportato ferite gravi. Restano però forti la preoccupazione e lo shock tra i residenti della zona, teatro di una scena che ha trasformato il centro cittadino in un vero e proprio teatro di tensione e paura.

Sant’Anastasia, Esposito si carica col suo esercito di fedelissimi per battere Caserta

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SANT’ANASTASIA. La campagna elettorale entra nel vivo e i candidati sindaco intensificano incontri, iniziative pubbliche e appuntamenti con cittadini e sostenitori. Nelle ultime ore a catalizzare l’attenzione è stato soprattutto Carmine Esposito, che ha affidato ai social il racconto della serata di apertura della sua campagna elettorale, definendola un momento di grande partecipazione popolare.

“Grazie, Sant’Anastasia!”, ha scritto Esposito in un lungo messaggio pubblicato dopo l’iniziativa in piazza. Il candidato ha parlato di una comunità “piena di energia, di speranza e di amore per la nostra terra”, sottolineando come la presenza di tanti cittadini gli abbia dato “la spinta giusta per continuare il percorso iniziato insieme”.

Nel post, Esposito ha anche voluto ringraziare le liste civiche che sostengono la sua candidatura – “Agire”, “Siamo Anastasiani”, “Cuore Anastasino” e “Sant’Anastasia Prima di Tutto” – definendole una squadra di uomini e donne pronti “a lavorare per il bene comune”. Un passaggio che punta chiaramente sull’idea di coalizione civica e di radicamento territoriale. “Non è solo una coalizione, è una squadra di cittadini”, ha scritto ancora il candidato, chiudendo con un appello all’unità: “Andiamo avanti, insieme”.

Ma la sfida elettorale si gioca anche sul fronte degli altri candidati. Mariano Caserta ha invece scelto un tono più riflessivo e identitario per raccontare il percorso della sua coalizione. Nel suo messaggio social ha parlato delle “sere delle firme” come di momenti carichi di emozioni e partecipazione, rivendicando il sostegno di 128 candidati impegnati nel progetto politico che lo sostiene.

“Potranno dire ogni falsità, bugia, orrore”, ha scritto Caserta, assicurando però che questo non cambierà il lavoro del gruppo. Il candidato ha quindi rilanciato il suo slogan politico: “Svegliamo e cambiamo la città. Tutti assieme”.

Infine Alessandro Pace continua a puntare sugli incontri diretti con i cittadini. Nelle scorse ore ha promosso un appuntamento pubblico in Piazza Cattaneo, nei pressi della ferrovia, dal titolo “Un caffè in piazza con il candidato sindaco”. Un’iniziativa pensata per incontrare residenti e simpatizzanti in modo informale insieme ai candidati consiglieri della lista “Adesso… Noi”. “Il futuro lo costruiamo insieme”, è il messaggio scelto da Pace per accompagnare l’evento.

A Sant’Anastasia, dunque, la campagna elettorale entra in una fase sempre più intensa, tra piazze, social network e incontri pubblici, con i candidati impegnati a conquistare consenso e attenzione in vista del voto.

Marigliano, vigili in un ristorante: multa da 5mila euro: scoperte diverse irregolaritĂ 

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La Polizia Municipale di Marigliano prosegue l’attività di controllo sul territorio finalizzata al rispetto delle normative amministrative, ambientali e igienico-sanitarie. Nel corso di un recente intervento, il Nucleo Operativo di Sicurezza Urbana (NOSU), coordinato dal comandante Emiliano Nacar e istituito di recente dall’amministrazione comunale, ha effettuato un’ispezione presso un’attività di ristorazione cittadina insieme a personale dell’ASL e ai tecnici dell’Ufficio Tecnico Comunale. Dagli accertamenti sarebbero emerse diverse irregolarità amministrative che hanno portato alla contestazione di verbali per un importo complessivo superiore ai 5mila euro. Durante il controllo sarebbero inoltre emersi aspetti di rilevanza penale legati a difformità edilizie riscontrate in parte della struttura, area successivamente sottoposta a sequestro. Sotto sequestro anche alcune cappe di aspirazione, il cui sistema di convogliamento dei fumi sarebbe risultato non conforme alla normativa vigente. L’operazione conferma il rafforzamento delle attività di controllo avviate dalla Polizia Municipale attraverso il NOSU, struttura dedicata al monitoraggio del territorio, alla sicurezza urbana e al contrasto delle situazioni di illegalità. Le attività ispettive, fanno sapere dal comando, proseguiranno anche nei prossimi giorni con ulteriori verifiche mirate, nell’ambito di un’azione costante di prevenzione e tutela della collettività.

Casalnuovo, voto al veleno tra promesse e spettro voto di scambio: informativa alla Procura

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A Casalnuovo il clima della campagna elettorale si fa sempre più acceso e nelle ultime ore la vicenda è finita anche all’attenzione della magistratura. Come riportato da Il Mattino, i Carabinieri avrebbero trasmesso una prima informativa alla Procura di Nola dopo alcune segnalazioni legate alle elezioni amministrative in corso nel comune dell’area nord di Napoli.

Al centro degli accertamenti ci sarebbe un video pubblicato su TikTok da una candidata al consiglio comunale schierata nella coalizione che sostiene Nicoletta Romano. Nel filmato, diventato rapidamente oggetto di discussione politica e social, la candidata mostra un facsimile della scheda elettorale invitando gli elettori a votarla con una frase che fa riferimento a presunti “soldini” legati alla preferenza espressa.

Proprio il contenuto del video avrebbe spinto i militari dell’Arma ad avviare verifiche preliminari, mentre tra le ipotesi segnalate alla Procura comparirebbe anche quella del possibile voto di scambio. Al momento, però, si tratta esclusivamente di accertamenti iniziali e non risultano contestazioni definitive.

Parallelamente, a far discutere è anche un esposto presentato da Katia Iorio, candidata sindaco sostenuta dall’area progressista composta da Pd, M5s, Avs, Casa Riformista e liste civiche. Nel documento consegnato ai Carabinieri vengono sollevati dubbi sulla presenza nelle liste elettorali di dipendenti comunali assunti con incarichi fiduciari e contratti a tempo determinato.

Secondo quanto emerso, i militari avrebbero già ascoltato alcune persone informate sui fatti per verificare le circostanze segnalate nell’esposto. La stessa Iorio ha parlato di una situazione che, a suo avviso, rischierebbe di creare confusione e polemiche durante la competizione elettorale.

Intanto, all’interno della stessa coalizione di centrodestra non sono mancate prese di distanza rispetto al video pubblicato sui social. In particolare la lista civica Oblò ha definito il filmato “da condannare”, sottolineando come in una campagna elettorale non debbano esserci messaggi interpretabili in maniera ambigua.

Somma Vesuviana, Antonio Granato apre la sua campagna elettorale: “La mia candidatura tra la gente”

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Riceviamo e pubblichiamo Somma Vesuviana. Piazza Vittorio Emanuele III si è riempita di cittadini in occasione dell’apertura ufficiale della campagna elettorale del candidato sindaco Antonio Granato. Una platea numerosa e partecipe ha assistito alla presentazione dell’intera coalizione. La serata, condotta dalla giornalista Gabriella Bellini, ha dato voce ai rappresentanti delle sei liste che compongono lo schieramento a sostegno di Granato. Uomini e donne uniti da un patto per la cittĂ , sottoscritto per il bene della comunitĂ . Sul palco si sono alternati gli esponenti di Fratelli per Somma, A Viso Aperto, Somma Moderata, Oblò per Somma, Somma Nova e Forza Somma. Attraverso interventi decisi e appassionati, i candidati hanno evitato sterili promesse elettorali, preferendo tracciare un’analisi realistica dell’Ente e ribadendo la volontĂ  di inaugurare una nuova stagione amministrativa. A piĂą riprese, i relatori hanno difeso con fermezza il proprio percorso, rivendicando con dignitĂ  la propria partecipazione alla competizione elettorale. In conclusione poi l’intervento del candidato sindaco, Antonio Granato, figura di sintesi di una squadra determinata a mettere al centro dell’azione politica il bene comune. “La mia candidatura è nata tra la gente e non permetto a nessuno di etichettare la mia coalizione come un apparato clientelare”, ha dichiarato con fermezza Granato. “Non cerchiamo il sostegno di politici extracomunali perchĂ© noi siamo parte integrante del popolo. Il nostro impegno parte dai giovani: sentiamo l’obbligo morale di dare uno sviluppo urbanistico alla cittĂ , completare le scuole e garantire servizi efficienti. Tra le prioritĂ  dei primi 100 giorni c’è il campo sportivo, oltre a un piano che va dalle politiche sociali alla riqualificazione delle periferie. La sicurezza resterĂ  al centro del progetto, specialmente in un momento storico delicato come quello che stiamo vivendo”.

Acerra, risolto giallo degli spari all’aperitivo di Capodanno: fermati 2 giovani

ACERRA – Le immagini delle telecamere comunali e il sistema automatico di lettura targhe hanno consentito ai carabinieri di risalire ai presunti protagonisti della sparatoria verificatasi durante i festeggiamenti del 31 dicembre ad Acerra. Per la vicenda sono finiti agli arresti domiciliari Christian Della Valle, 30 anni, e Crescenzo Crispo, 18 anni.

L’operazione è stata eseguita dai militari della stazione di Acerra, su disposizione dell’autorità giudiziaria di Nola. I due giovani sono ritenuti gravemente indiziati di porto abusivo di arma da fuoco, anche se restano presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

L’episodio contestato risale alla notte di Capodanno. Teatro dei fatti un bar situato nei pressi di un distributore di carburante lungo corso Vittorio Emanuele, punto di ritrovo di numerosi ragazzi per il classico aperitivo di fine anno.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la situazione sarebbe precipitata dopo una discussione nata per motivi legati a una motocicletta. La tensione sarebbe aumentata rapidamente fino all’esplosione di alcuni colpi di pistola in aria, circostanza che avrebbe seminato il panico tra i presenti.

Gli investigatori ritengono che Della Valle fosse coinvolto direttamente nella lite insieme a un amico intervenuto sul posto a bordo di una Jeep nera, mentre Crispo sarebbe arrivato successivamente come passeggero di uno scooter.

Determinante, nella ricostruzione della vicenda, il lavoro svolto dagli investigatori attraverso l’analisi incrociata dei filmati di videosorveglianza e dei dati del sistema lettura targhe. Gli accertamenti hanno permesso di seguire i movimenti degli indagati e di attribuire loro una presenza compatibile con quella rilevata sulla scena degli spari.

L’inchiesta prosegue ora per chiarire ulteriormente ruoli e responsabilità nell’accaduto.

Ferro e materiali tossici mescolati, blitz dei carabinieri a Caivano

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Un’operazione coordinata dalla Procura di Napoli Nord ha acceso i riflettori sulla gestione dei rifiuti metallici nel territorio di Caivano. I carabinieri specializzati nella tutela ambientale hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di una società impegnata nel recupero di rottami ferrosi, al centro di accertamenti su presunte irregolarità nella gestione dei materiali. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto avrebbe avuto origine da un controllo effettuato al Molo 42 del porto di Napoli. In quell’occasione sarebbero stati fermati diversi mezzi pesanti pronti a trasportare rottami metallici verso un’acciaieria turca. Durante le verifiche, però, tra il ferro destinato all’esportazione sarebbero comparsi anche rifiuti classificati come pericolosi. Tra i materiali individuati figurerebbero componenti di autoveicoli non sottoposti a bonifica, contenitori spray, residui oleosi e sostanze combustibili. Gli inquirenti sospettano che tali rifiuti fossero stati miscelati ai rottami metallici per essere trasferiti all’estero senza rispettare le corrette procedure ambientali. Le successive attività investigative, svolte dal Noe dei carabinieri all’interno del sito industriale, avrebbero consentito di documentare un sistema di gestione dei rifiuti ritenuto non conforme alla normativa vigente. Nel fascicolo si ipotizza anche la presenza di un deposito incontrollato di materiali sul terreno, con possibili rischi di contaminazione ambientale dovuti all’esposizione agli agenti atmosferici. Determinanti sarebbero state anche le analisi tecniche dell’Arpa Campania, che avrebbero riscontrato la presenza di sostanze inquinanti nei campioni prelevati. Gli esami avrebbero rilevato idrocarburi e piombo, sostanze considerate altamente impattanti per l’ambiente. Nel mirino degli investigatori è finito inoltre il sistema di sorveglianza radiometrica dell’impianto, che secondo gli accertamenti non sarebbe risultato operativo durante le ispezioni effettuate dai militari.

Acerra e Terra dei Fuochi, nuovo allarme ambientale: trovate sostanze cancerogene nelle acque

Acerra tra i territori campani sotto osservazione dopo il ritrovamento di sostanze cancerogene nelle acque sotterranee. La Regione Campania ha disposto verifiche urgenti sanitarie, ambientali e sulla filiera agroalimentare, mentre cresce la preoccupazione per gli elevati livelli di tricloroetilene rilevati nell’area.

Nuovo allarme ambientale in Campania dopo il ritrovamento di sostanze chimiche potenzialmente cancerogene nelle acque sotterranee di diversi comuni della regione. La Regione ha chiesto alle Asl di attivare rapidamente controlli sanitari, ambientali e verifiche sulla filiera agroalimentare, alla luce dei risultati emersi da uno studio realizzato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Al centro dell’attenzione ci sono soprattutto il tricloroetilene (Tce) e il tetracloroetilene (Pce), composti utilizzati in ambito industriale e classificati come sostanze cancerogene o probabilmente cancerogene.

Le criticità più significative sarebbero state riscontrate soprattutto nell’area della Terra dei Fuochi, territorio che da anni convive con emergenze ambientali e problematiche legate all’inquinamento.

Le aree interessate

Nella provincia di Napoli le situazioni piĂą delicate riguardano Acerra, Giugliano in Campania, Boscoreale e Striano. In particolare, ad Acerra sarebbero stati rilevati livelli particolarmente elevati di tricloroetilene.

Nel Casertano, invece, la situazione piĂą complessa riguarda Villa Literno, dove tra il 2023 e il maggio 2025 sarebbero stati registrati numerosi superamenti dei limiti non solo in pozzi privati, ma anche in alcune aree pubbliche e strutture comunali frequentate quotidianamente dai cittadini.

Altri casi di contaminazione sarebbero emersi anche ad Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno e Succivo.

La problematica interessa anche altre province campane. In Irpinia il fenomeno si concentrerebbe soprattutto nel territorio di Montoro, mentre nel Salernitano le anomalie sarebbero state riscontrate a Scafati, Angri e Sarno.

I rischi segnalati

Secondo quanto evidenziato nella comunicazione inviata alle Asl, la contaminazione potrebbe comportare esposizioni dirette attraverso utilizzi domestici non controllati dell’acqua, ma anche effetti indiretti collegati alla catena alimentare e al bioaccumulo negli ecosistemi.

Particolare attenzione è stata richiesta per le aree agricole, dove saranno necessari approfondimenti sugli usi irrigui e sui possibili impatti sulla produzione agroalimentare.

La polemica sui tempi

La vicenda ha acceso anche il dibattito politico. Il consigliere regionale della Lega Severino Nappi ha criticato la gestione della situazione da parte della Regione, sostenendo che le istituzioni fossero giĂ  a conoscenza della problematica da diversi mesi.

Secondo l’esponente politico, a fronte di una situazione definita grave per la salute pubblica, sarebbero serviti interventi più rapidi oltre alle richieste di verifica inviate alle Asl.

L’emergenza riporta ancora una volta l’attenzione sulle condizioni ambientali di diversi territori campani e sulla necessità di monitoraggi costanti per tutelare salute pubblica, ambiente e sicurezza alimentare.

Droga nelle mani del clan, blitz dei carabinieri di Cisterna: 26 arresti

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  Maxi operazione antidroga nell’area nord della provincia di Napoli. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 26 persone accusate, a diverso titolo, di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti con aggravanti legate al metodo mafioso. L’ordinanza, firmata dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA, prevede 18 arresti in carcere e 8 ai domiciliari con controllo tramite braccialetto elettronico. Le indagini avrebbero consentito di ricostruire l’attivitĂ  di due gruppi criminali considerati punti di riferimento nel traffico di droga tra Sant’Antimo, Sant’Arpino e altri comuni dell’hinterland. Al centro dell’inchiesta ci sarebbe la gestione di ingenti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana destinati alle piazze di spaccio della zona. Secondo gli inquirenti, i due gruppi avrebbero operato in stretta connessione con le organizzazioni camorristiche locali, assicurando sostegno e approvvigionamenti ai clan Verde e Ranucci. Il business degli stupefacenti avrebbe prodotto rilevanti guadagni illeciti, consolidando gli interessi criminali sul territorio. L’attivitĂ  investigativa rientra nelle azioni di contrasto alla criminalitĂ  organizzata portate avanti dalla Procura di Napoli e dall’Arma dei Carabinieri per colpire i canali di approvvigionamento della droga nell’area metropolitana. Anche in questo caso, va precisato che il procedimento si trova nella fase preliminare e che gli indagati restano presunti innocenti fino a sentenza irrevocabile.

Droga e racket tra Somma e Sant’Anastasia, colpo al clan: 20 condanne

Si è concluso con venti condanne il procedimento nei confronti di presunti affiliati e fiancheggiatori del clan Mazzarella, attivi tra Somma Vesuviana e Sant’Anastasia. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni e detenzione abusiva di armi. Lo riferisce Il Corriere del Mezzogiorno. La pena piĂą alta è stata inflitta a Rosario De Bernardo, ritenuto dagli investigatori figura di riferimento del gruppo Anastasio-De Bernardo collegato al clan Mazzarella: per lui il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Napoli ha disposto una condanna a diciannove anni di carcere. Pesanti anche le pene decise nei confronti di Salvatore Di Caprio, condannato a diciotto anni e sei mesi, Carmela Miranda a diciotto anni e quattro mesi, Fabio Annunziata a diciotto anni e Clemente Correale a quindici anni e quattro mesi. Secondo quanto emerso nel corso dell’inchiesta, il gruppo avrebbe gestito attivitĂ  legate allo spaccio di droga e alle estorsioni nell’area vesuviana, mantenendo rapporti diretti con il clan Mazzarella di Napoli. Tra gli imputati compare anche Raffaele Anastasio, raggiunto da una condanna a nove anni di reclusione. Nel procedimento è stato coinvolto anche Michele Mazzarella, per il quale il gup ha disposto una pena di sei anni in continuazione con una precedente sentenza giĂ  passata in giudicato. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia Giuseppe Visone e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, avrebbe ricostruito il sistema di gestione delle piazze di spaccio nell’area tra Somma Vesuviana e Sant’Anastasia. Secondo l’accusa, Michele Mazzarella avrebbe autorizzato direttamente dal carcere l’attivitĂ  dei punti di vendita della droga, controllando i canali di approvvigionamento e la raccolta dei proventi destinati al sostegno economico del clan e dei detenuti. Tra le principali piazze di spaccio finite sotto la lente degli investigatori ci sarebbe stata quella del Parco Fiordaliso, in via San Sossio a Somma Vesuviana, indicata dagli inquirenti come uno dei centri piĂą attivi per la distribuzione di cocaina, crack, hashish, marijuana e kobret.