Un’operazione coordinata dalla Procura di Napoli Nord ha acceso i riflettori sulla gestione dei rifiuti metallici nel territorio di Caivano. I carabinieri specializzati nella tutela ambientale hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di una società impegnata nel recupero di rottami ferrosi, al centro di accertamenti su presunte irregolarità nella gestione dei materiali.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto avrebbe avuto origine da un controllo effettuato al Molo 42 del porto di Napoli. In quell’occasione sarebbero stati fermati diversi mezzi pesanti pronti a trasportare rottami metallici verso un’acciaieria turca. Durante le verifiche, però, tra il ferro destinato all’esportazione sarebbero comparsi anche rifiuti classificati come pericolosi.
Tra i materiali individuati figurerebbero componenti di autoveicoli non sottoposti a bonifica, contenitori spray, residui oleosi e sostanze combustibili. Gli inquirenti sospettano che tali rifiuti fossero stati miscelati ai rottami metallici per essere trasferiti all’estero senza rispettare le corrette procedure ambientali.
Le successive attività investigative, svolte dal Noe dei carabinieri all’interno del sito industriale, avrebbero consentito di documentare un sistema di gestione dei rifiuti ritenuto non conforme alla normativa vigente. Nel fascicolo si ipotizza anche la presenza di un deposito incontrollato di materiali sul terreno, con possibili rischi di contaminazione ambientale dovuti all’esposizione agli agenti atmosferici.
Determinanti sarebbero state anche le analisi tecniche dell’Arpa Campania, che avrebbero riscontrato la presenza di sostanze inquinanti nei campioni prelevati. Gli esami avrebbero rilevato idrocarburi e piombo, sostanze considerate altamente impattanti per l’ambiente.
Nel mirino degli investigatori è finito inoltre il sistema di sorveglianza radiometrica dell’impianto, che secondo gli accertamenti non sarebbe risultato operativo durante le ispezioni effettuate dai militari.








