Nasce l’associazione dedicata a Domenico Caliendo

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È nata ufficialmente la Fondazione “Domenico Caliendo”, dedicata al piccolo bimbo di Nola di 2 anni e 3 mesi che ha perso la vita lo scorso 21 febbraio

La mamma del piccolo Domenico, Patrizia Mercolino, ha ufficialmente firmato i documenti che certificano la nascita della Fondazione “Domenico Caliendo”. La firma è arrivata oggi, 19 marzo, con la presenza dell’avvocato Francesco Petruzzi e del notaio Dott. Roberto Dante Cogliandro.

La donna in questi giorni ha rilasciato diverse dichiarazioni che riguardano le finalità di tale associazione. Tra queste, punto fondamentale è la vigilanza e il controllo dei casi di malasanità che portano alla morte dei bambini. Ma anche, fornire assistenza materiale, morale e giuridica a tutte le famiglie che potrebbero attraversare un periodo e un calvario straziante come quello vissuto dai genitori di Domenico.

La fondazione, con le varie donazioni ricevute, ha raccolto poco più di 45mila euro. La mamma ha precisato come questa associazione serva a mantenere vivo e nitido il ricordo di Domenico: “L’obiettivo principale dell’ente sarà mantenere viva la memoria di Domenico, e questo sarà compito mio”.

Finalità importante della fondazione riguarda anche l’assistenza legale alle famiglie vittime di casi simili a questo.

Francesco Petruzzi, avvocato della famiglia Caliendo, ha precisato su un’altra iniziativa: “l’organizzazione di eventi e iniziative per sensibilizzare le persone sull’argomento, essere di supporto ai cittadini e alle istituzioni per garantire un miglioramento del servizio sanitario, attivare raccolte fondi a supporto di strutture sanitarie e per finalita benefica, offrire un percorso psicologico per le persone che hanno subito danni da colpa medica o che hanno perso i propri congiunti a causa di mal practice».

In occasione della nascita della fondazione, il presidente della Regione, Roberto Fico, ha ribadito la vicinanza alla famiglia annunciando un pacchetto di iniziative: la prima sarà “un’ispezione straordinaria per chiarire se le condizioni che hanno reso possibile il tragico evento fossero note” e così valutare responsabilità gestionali e disciplinari nel trapianto.

Nella nota spiega: “Il quadro emerso dall’accertamento condotto finora nell’Azienda ospedaliera dei Colli da cui dipende il Monaldi, è estremamente preoccupante per protocolli di trasporto degli organi non aggiornati e mancato utilizzo di dispositivi di conservazione”.

In base a questo il governatore ha stabilito lo stop ai trapianti cardiaci pediatrici fino a quando non verranno eseguiti: reparti operatori specifici, reclutamento di cardiochirurghi pediatrici esperti, formazione del personale e protocolli aggiornati per il trasporto di organi. Il Centro trapianti campano intanto è passato al controllo centralizzato della Regione.

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