Brusciano, colpo allo spaccio nel rione Impastato: 2 arresti per droga

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    Nuovo intervento delle forze dell’ordine a Brusciano contro il traffico di sostanze stupefacenti. I carabinieri della stazione locale hanno arrestato due persone sorprese mentre cedevano droga all’interno del rione Peppino Impastato, un’area da tempo considerata strategica per lo spaccio nell’hinterland vesuviano. L’operazione è scattata al termine di un’attività di osservazione mirata condotta dai militari. I due soggetti sono stati bloccati in flagranza di reato mentre erano impegnati nella vendita di dosi di stupefacente, pronte per essere immesse sul mercato locale. Durante le perquisizioni, i carabinieri hanno rinvenuto numerosi involucri contenenti droga già suddivisa per la cessione, oltre a una somma di denaro in contanti ritenuta compatibile con l’attività di spaccio svolta. Il materiale sequestrato confermerebbe l’operatività della piazza di spaccio, nonostante i precedenti interventi repressivi messi in campo negli ultimi mesi. Il rione Impastato, infatti, era già stato interessato da arresti e controlli che avevano portato allo smantellamento di gruppi criminali storici. Tuttavia, secondo gli investigatori, una parte del sistema sarebbe riuscita a riorganizzarsi, tentando di riprendere le attività illecite subito dopo le precedenti operazioni. I due arrestati sono stati trasferiti in carcere e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria competente. L’operazione rientra in un più ampio piano di controllo del territorio che mira a contrastare in maniera costante e capillare il fenomeno dello spaccio, soprattutto nei quartieri più esposti al rischio criminale. Un segnale chiaro, quello lanciato dai carabinieri, che conferma l’attenzione alta sul territorio e la volontà di non lasciare spazi di manovra a chi tenta di ricostruire reti di vendita della droga.

Pomigliano, polizia municipale: il caso Maiello arriva al Quirinale dopo lettera di Ancupm

  Nomine e polemiche a Pomigliano: Ancupm chiama in causa il Presidente Mattarella   La vicenda che da mesi anima il dibattito istituzionale a Pomigliano d’Arco compie un ulteriore salto di livello e approda direttamente al Quirinale. Come riportato da Il Roma, l’associazione nazionale dei comandanti e ufficiali della polizia municipale (Ancupm) ha formalmente scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per segnalare presunte irregolarità nella gestione del comando dei vigili urbani cittadini. La vicenda relativa alla guida della Polizia Locale di Pomigliano d’Arco assume contorni sempre più istituzionali quindi dopo l’intervento formale dell’Associazione nazionale di rappresentanza della Polizia Locale, che ha trasmesso una diffida e messa in mora agli enti competenti, chiedendo il rispetto rigoroso delle norme sull’accesso alla dirigenza pubblica. Nella lunga e articolata nota, l’Associazione richiama con forza i principi di legalità, imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa, evidenziando come il posto di Dirigente-Comandante della Polizia Locale debba essere coperto esclusivamente da soggetti in possesso di titolo concorsuale e qualifica dirigenziale, come previsto dalla normativa vigente e dalla giurisprudenza amministrativa. Secondo quanto riportato nel documento, il Comune non avrebbe dato piena esecuzione a precedenti pronunce del TAR Campania che riconoscono la titolarità del posto a un dirigente vincitore di concorso pubblico. In particolare, l’Associazione sottolinea che il posto non risulta vacante e che qualsiasi tentativo di copertura tramite strumenti alternativi – come l’utilizzo di personale militare collocato in ausiliaria – configurerebbe una elusione del giudicato amministrativo e una violazione delle regole sull’accesso alla dirigenza. La lettera entra nel merito anche dell’istituto dell’ausiliaria, ritenuto non percorribile giuridicamente per incarichi apicali negli enti locali, soprattutto in presenza di un dirigente titolare del diritto pieno, attuale e non comprimibile alla copertura del ruolo. Un eventuale utilizzo improprio di tale strumento, si legge, esporrebbe l’amministrazione a profili di responsabilità amministrativa, contabile ed erariale. In questo contesto si inserisce la posizione del dirigente Luigi Maiello, che emerge non come protagonista di uno scontro personale, ma come soggetto titolare di una posizione giuridica riconosciuta e tutelata dall’ordinamento. La stessa Associazione chiarisce che l’azione intrapresa è finalizzata anche a evitare che il dirigente venga coinvolto, suo malgrado, in procedure potenzialmente illegittime o prive di copertura normativa. La diffida si conclude con un avvertimento chiaro: in assenza di un immediato ripristino della legalità, l’Associazione è pronta ad attivare ogni strumento giurisdizionale, comprese segnalazioni alla Corte dei Conti e richieste di intervento agli organi di vigilanza. Un passaggio che rafforza il carattere preventivo e garantista dell’iniziativa, volta a tutelare non singoli interessi, ma il corretto funzionamento delle istituzioni.

Scienza, alimentazione e prevenzione: al De’ Medici la presentazione del libro “Il Digiuno su Misura”

    La professoressa Annamaria Colao incontra studenti e cittadini per parlare di salute e benessere con un approccio scientifico e personalizzato Ottaviano si prepara ad accogliere un appuntamento di alto profilo scientifico e culturale. Mercoledì 21 gennaio 2026, alle ore 11:00, nella cornice istituzionale dell’ISIS “De’ Medici”, si terrà la presentazione del libro “Il Digiuno su Misura” della professoressa Annamaria Colao, edito da Sonzogno. L’iniziativa è promossa dall’Associazione culturale Dies Artis Semper in collaborazione con l’istituto scolastico ospitante. L’incontro nasce con l’obiettivo di approfondire un tema di grande attualità: il digiuno come strumento di prevenzione, salute e longevità, affrontato però lontano da mode e improvvisazioni. Nel suo saggio, la professoressa Colao – endocrinologa di fama internazionale, titolare della Cattedra UNESCO per l’Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile e vicepresidente del Consiglio Superiore della Sanità – propone un approccio rigoroso, scientifico e “su misura”, fondato sulla personalizzazione e sulla consapevolezza. Il programma dell’evento prevede i saluti istituzionali dell’ingegner Vincenzo Falco, dirigente scolastico dell’ISIS De’ Medici, del dottor Roberto Esposito, commissario prefettizio del Comune di Ottaviano, e della professoressa Rosa Carillo Ambrosio, presidente dell’Associazione Dies Artis Semper, da anni impegnata nella promozione della cultura e dei valori costituzionali sul territorio. I lavori saranno introdotti dal professor Giovanni Esposito, cardiologo di rilievo nazionale, preside della Facoltà di Medicina dell’Università Federico II di Napoli e membro del Consiglio Superiore della Sanità. A coordinare l’incontro sarà la dottoressa Katerina Detoraki, immuno-allergologa dell’Azienda Ospedaliera Federico II. Previsti anche gli interventi del dottor Michele Falco, medico specializzando in gastroenterologia, del dottor Felice Picariello, ricercatore scientifico della Cattedra UNESCO della Federico II, della dottoressa Marcella Pesce, ricercatrice in gastroenterologia presso la stessa università, e della professoressa Simona Bencivenga, docente di Scienze degli Alimenti dell’ISIS De’ Medici. Le conclusioni saranno affidate all’autrice del volume, la professoressa Annamaria Colao. Al termine della presentazione è previsto un dibattito aperto con studenti e pubblico, occasione di confronto sui temi della corretta alimentazione, della prevenzione delle patologie croniche e della sostenibilità ambientale. Un momento di dialogo che conferma la scuola come luogo di formazione, ma anche di incontro tra sapere scientifico e comunità. Un evento che rafforza il ruolo di Ottaviano come spazio di confronto culturale e scientifico, capace di mettere al centro la salute e il benessere delle nuove generazioni.

Banda dei furti ai “pezzi grossi”, ricercato preso al ritorno dall’Albania

 

È stato fermato all’Aeroporto di Capodichino, appena atterrato da Tirana, Salvatore Autiero, 43 anni, considerato uno degli elementi chiave delle bande specializzate nei furti in abitazione tra Campania e Lazio. A eseguire l’arresto sono stati i Carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli.

Autiero era riuscito a far perdere le proprie tracce durante il maxi blitz del 13 gennaio scorso, che aveva portato all’esecuzione di numerose misure cautelari nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di una lunga sequenza di furti, molti dei quali avvenuti in abitazioni riconducibili a personaggi noti.

Secondo le indagini, la banda avrebbe agito con estrema professionalità, pianificando sopralluoghi sia di giorno che di notte. Le province campane risultano tra le più colpite, ma l’attività criminale si sarebbe estesa anche al Lazio. In particolare, gli investigatori hanno ricostruito diversi controlli preliminari effettuati a Roma e a Fregene, dove erano state prese in considerazione ville di alto profilo.

Alcuni obiettivi, tra cui residenze riconducibili a famiglie di rilievo nazionale, non sarebbero però stati colpiti a causa dei sofisticati sistemi di sicurezza ritenuti difficili da superare. Gli atti giudiziari descrivono gli indagati come soggetti privi di scrupoli, determinati a portare a termine i colpi anche in contesti complessi.

Nell’ordinanza del gip Dario Berrino del Tribunale di Napoli Nord si sottolinea come la custodia cautelare in carcere rappresenti l’unica misura efficace per fermare un’attività criminale considerata seriale e altamente pericolosa.

Con l’arresto di Autiero, il cerchio si stringe definitivamente attorno alle bande dei furti che negli ultimi mesi avevano alimentato forte preoccupazione anche nel capoluogo partenopeo.

San Gennarello, Sant’Antonio Abate: una festa per riscoprire il senso di comunità

Sabato 17 gennaio la Santa Messa con la benedizione del pane e degli animali: l’invito del parroco a riscoprire il senso autentico della festa     Nei cortili, nelle masserie, attorno al fuoco che scalda e illumina, ritorna una memoria antica che parla di fede, comunità e tradizioni contadine. Anche quest’anno, a San Gennarello di Ottaviano, si è rinnovata la celebrazione di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali e simbolo profondo del mondo rurale. La ricorrenza è un momento di devozione autentica, che affonda le sue radici nelle campagne, nei gesti semplici e nella religiosità vissuta insieme. A ricordarlo è lo stesso parroco della Parrocchia di San Gennarello, don Raffaele Rianna, che ha invitato la comunità a riscoprire il valore profondo di questa festa. «Non solo spettacolo, ma preghiera, condivisione e fede», è il messaggio che accompagna l’iniziativa. Alle ore 19:00, nella Chiesa Parrocchiale di San Gennarello, è stata celebrata la Santa Messa con la tradizionale benedizione del pane e degli animali, un rito che richiama il legame antico tra l’uomo, la terra e il creato. Sant’Antonio Abate è da sempre figura cara al mondo agricolo, custode degli animali e simbolo di protezione e speranza. Celebrare la sua festa significa custodire una tradizione che unisce generazioni diverse, mantenendo viva una memoria collettiva fatta di fuochi, incontri e spiritualità condivisa. Un appuntamento che invita a rallentare, a ritrovarsi e a riscoprire il senso autentico della festa, nel segno della fede e della comunità. A San Gennarello, il 17 gennaio  non è solo una data sul calendario, ma un ritorno alle radici.

Marigliano, aggressione in villa comunale, il sindaco :“Un fatto che non può essere ignorato”

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Riceviamo e pubblichiamo “Mi sono recato personalmente a casa della vittima per portare la mia solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia”, è quanto dichiara il sindaco di Marigliano, Gaetano Bocchino, a proposito dell’aggressione di una giovane di 15 anni. “Mi sto informando sull’accaduto per valutare ulteriori azioni da mettere in campo a tutela della serenità della città e, soprattutto, per contribuire a prevenire il ripetersi di episodi simili rafforzando ancora di più i percorsi di sensibilizzazione attivati fin dal nostro insediamento”, aggiunge il primo cittadino. “La villa comunale – prosegue- è già interessata da un servizio di vigilanza ed è servita da un sistema di videosorveglianza. Anche alla luce di quanto accaduto, ogni elemento utile sarà valutato con attenzione”. “La diffusione di comportamenti violenti tra i giovani – dice – chiama in causa la responsabilità degli adulti e dell’intera comunità: famiglie, istituzioni, scuola. Quando accadono episodi come questi nessuno può ritenersi estraneo, nessuno deve girarsi dall’altra parte”. “Seguirò personalmente questa vicenda. Marigliano non può abituarsi alla violenza”, conclude.

Da una strada a un stella, successo di Lillo al Palapartenope

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Una serata intensa, emozionante e fuori dagli schemi quella andata in scena al Teatro Palapartenope di Napoli, dove Jey Lillo ha presentato il suo nuovo spettacolo “Da una strada a una stella”, diretto dal regista Mario Miccione. Davanti a oltre 3.000 spettatori e con il tutto esaurito, lo show ha segnato un passaggio importante nella magia contemporanea italiana, trasformando l’illusionismo in racconto teatrale e esperienza collettiva. Uno spettacolo che supera il concetto tradizionale di magia “Da una strada a una stella” non è un semplice susseguirsi di numeri di prestigio. È un progetto narrativo strutturato, in cui illusione, parola e messa in scena dialogano costantemente. Jey Lillo accompagna il pubblico lungo un percorso personale e artistico che parte dalla strada — luogo di formazione e confronto diretto — fino ad arrivare a uno dei palcoscenici più importanti del Sud Italia. Ogni numero diventa parte di una narrazione più ampia, in cui la magia è strumento e linguaggio, non fine a sé stessa. La regia di Mario Miccione: ritmo, struttura e identità Determinante per la riuscita dello spettacolo è stato il contributo del regista Mario Miccione, che ha dato allo show una struttura drammaturgica solida e riconoscibile. La sua regia ha trasformato l’energia istintiva della street magic in un racconto coerente, curando tempi scenici, passaggi emotivi e relazione con il pubblico. Grazie alla visione di Miccione, le illusioni non appaiono come episodi isolati, ma come capitoli di una storia continua, capace di mantenere alta l’attenzione e di accompagnare lo spettatore in un’esperienza immersiva e fluida. Un pubblico protagonista Il pubblico non è stato semplice spettatore, ma parte integrante dello spettacolo. Coinvolgimento diretto, reazioni spontanee e momenti di forte impatto emotivo hanno reso la serata un’esperienza condivisa, culminata in applausi prolungati e standing ovation. In platea erano presenti anche professionisti del settore culturale e dello spettacolo, a conferma della rilevanza dell’evento nel panorama artistico nazionale. Una nuova direzione per la magia dal vivo Con “Da una strada a una stella”, Jey Lillo compie un salto di qualità artistico, dimostrando che la magia può dialogare con il teatro contemporaneo senza perdere autenticità. La regia di Mario Miccione si rivela l’elemento chiave nel dare profondità, coerenza e respiro scenico a un progetto che parla di identità, riscatto e visione. Napoli celebra così non solo un successo di pubblico, ma una nuova grammatica dello spettacolo magico, capace di unire strada e palcoscenico, istinto e regia, sorpresa e racconto.

Marigliano: 15enne aggredita da coetanee, braccio fratturato e numero escoriazioni

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  Marigliano. 15enne aggredita da coetanee, braccio fratturato e numero escoriazioni. “Ora ha paura di uscire. Luoghi di aggregazioni devono essere sicuri” la madre scrive a Borrelli (Avs): “Aggressione gratuita e insensata non resti senza conseguenze” La scorsa sera una ragazzina di soli 15anni è stata aggredite da due coetanee mentre si trovava in villa Comunale. Mentre era in compagnia delle amiche, seduta su alcuni gradoni a mangiare patatine fritte ha assistito ad un litigo poco distante. E’ bastato chiedere alle sue amichette cosa stesse succedendo per attirare l’ira delle due ragazzine che prima le hanno chiesto di avvicinarsi e subito l’hanno aggredita scaraventandola giù dai gradoni e provocandole la frattura di un braccio e diverse escoriazioni su gambe e mani. “Fortunatamente nostra figlia ci ha chiamato subito e abbiamo individuato le due responsabili dell’aggressione grazie all’intervento di una pattuglia dei carabinieri. Ora mia figlia ha paura di uscire di casa e non mangia, addirittura si vergogna per quello che è successo. Questi episodi, purtroppo, non lasciano solo dei danni fisici nei nostri ragazzi ma anche profondi squarci psicologici” ha detto la madre nel raccontare l’accaduto al deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli. “Si tratta di un episodio di violenza gratuita, insensata e profondamente allarmante, che colpisce una ragazzina di appena 15 anni in un luogo che dovrebbe essere di aggregazione sana e sicurezza, non di paura. Le ville comunali, le piazze, i luoghi frequentati dai giovani devono tornare a essere spazi protetti, non teatri di aggressioni brutali. Colpisce soprattutto il trauma psicologico che questa violenza ha lasciato, una ragazza che ora ha paura di uscire, che non mangia, che si vergogna per qualcosa di cui non ha alcuna colpa. È l’ennesima dimostrazione di una devianza minorile sempre più precoce e aggressiva, che va affrontata con decisione. Chiediamo che quanto accaduto non resti senza conseguenze, che vengano accertate le responsabilità e che si rafforzino i controlli e la presenza delle forze dell’ordine nei luoghi di ritrovo dei ragazzi. Non possiamo permettere che la violenza diventi la normalità tra i giovanissimi.” Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi – Sinistra.

Commissioni regionali in Campania, accordo ancora fragile: fibrillazioni in maggioranza

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  L’intesa sulle presidenze delle commissioni permanenti del Consiglio regionale della Campania resta estremamente fragile. Più che definita, appare sospesa, legata a un ultimo tassello che potrebbe far saltare o sbloccare l’intero equilibrio politico: un posto da questore nell’Ufficio di presidenza. La bozza dell’accordo, elaborata dal vicepresidente del Consiglio regionale Mario Casillo e sottoposta al presidente Roberto Fico, ha già fatto avanti e indietro più volte. Secondo alcune fonti la soluzione sarebbe a portata di mano, ma altri sostengono che i ritocchi decisivi arriveranno solo all’ultimo momento, direttamente in aula, poco prima della seduta fissata per il 21 gennaio. Uno scenario già visto, come accadde durante l’insediamento dell’Ufficio di presidenza. In realtà, le caselle da sistemare non sono otto, quante le commissioni permanenti, ma nove. Oltre alle presidenze, pesa infatti la composizione dell’Ufficio di presidenza, indispensabile per il funzionamento dell’assemblea. Senza commissioni operative, in particolare, non è possibile avviare l’iter del bilancio regionale, bloccando di fatto l’azione di governo. Il nodo centrale riguarda il ruolo di un questore, quello con delega alle Finanze. Alleanza Verdi e Sinistra lo rivendica con forza, ritenendo inaccettabile una marginalizzazione all’interno della maggioranza di centrosinistra. Su questo fronte sono in corso interlocuzioni anche a livello nazionale. In caso di accordo, il pentastellato Raffaele Aveta sarebbe pronto a fare un passo indietro, liberando il posto. Lo schema attualmente in discussione prevede tre commissioni al Partito Democratico, due al Movimento 5 Stelle – che punta alla Sanità – e una ciascuno a Casa Riformista, Partito Socialista e A Testa Alta. Avs entrerebbe nell’Ufficio di presidenza, mentre il M5S conserverebbe un ruolo chiave con la vicepresidenza affidata a Luca Trapanese. A pagare il prezzo politico sarebbe la lista Fico Presidente, che resterebbe senza presidenze di commissione. Una scelta definita come “sacrificio necessario”, con la promessa di una successiva valorizzazione politica. Resta però l’incognita Noi di Centro di Clemente Mastella, finora esclusa dai giochi: un suo eventuale strappo potrebbe rimettere tutto in discussione

Somma Vesuviana, atto vandalico nella chiesa di San Giorgio : l’amaro sfogo di don Nicola De Sena

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Un grave episodio ha colpito nella notte la chiesa di San Giorgio, a Somma Vesuviana. Ignoti hanno distrutto la porta che affacciava sull’ex casa dei disabili, riuscendo a introdursi nello studio parrocchiale e devastandone gli ambienti. Un atto che ha profondamente scosso la comunità locale e che si inserisce in una lunga sequenza di episodi di vandalismo e degrado che da mesi interessano la piazza e l’area circostante.     A dare voce allo sconcerto e alla stanchezza è stato don Nicola De Sena, parroco di San Giorgio, attraverso un post amaro e sofferto. Parole che raccontano non solo la rabbia e il dolore per quanto accaduto, ma anche il senso di impotenza di fronte a una situazione che sembra non trovare soluzione. “Siamo stanchi, veramente stanchi”, scrive il sacerdote, esprimendo il disagio di una comunità che si sente sempre più esposta e vulnerabile. Fortunatamente, durante l’incursione non sono state trafugate né danneggiate le suppellettili sacre. Resta però la gravità di un gesto che va ben oltre il danno materiale: la profanazione di un luogo di fede, di ascolto e di accoglienza rappresenta una ferita profonda per tutta Somma Vesuviana. Da qui la domanda, carica di amarezza, che attraversa le parole di don Nicola: chi potrà salvare questa situazione? Per consentire le necessarie verifiche e ripristinare condizioni di sicurezza, la chiesa di San Giorgio resterà chiusa nei prossimi giorni. Una decisione sofferta, ma inevitabile. Nonostante tutto, il parroco e la comunità non rinunciano alla speranza che le cose possano migliorare e che la città ritrovi rispetto e senso civico.