Che il centro storico di Acerra versi in cattive condizioni è cosa nota da decenni ma che potesse crollare un intero tetto di amianto, beh, questa era una di quelle eventualità più che probabili che però le autorità pubbliche non avevano previsto. E’ successo mercoledi, al tramonto. E’ crollato il tetto di un palazzo abitato, in via Caporale, un antico vicolo della città. Un dramma sfiorato evidentemente a causa della forza del vento di questi giorni e della mancata manutenzione. Per fortuna nessuno si è fatto male. C’è però un altro problema ora, forse ben più grave del mero crollo. Riguarda la salute pubblica. Il tetto caduto sulla strada era infatti completamente composto di eternit. Il temuto cemento-amianto nell’impatto al suolo si è frantumato in migliaia di pezzi, grandi e piccoli. Dopo l’arrivo dei vigili del fuoco il Comune ha subito inviato una ditta specializzata nella messa in sicurezza e rimozione dell’eternit. A ogni modo in via Caporale erano già arrivati gli ambientalisti, guidati da Alessandro Cannavacciuolo, che una volta compreso il potenziale allarme per la salute dei cittadini hanno segnalato tutto quello che è andato storto alle autorità competenti. C’è stato immediatamente un duro scontro tra gli ecologisti e il responsabile della ditta inviata dal Comune. Cannavacciuolo e compagni hanno infatti contestato in maniera radicale le operazioni finalizzate alla messa in sicurezza e rimozione dell’eternit. “La ditta ha maneggiato l’amianto- racconta Cannavacciuolo – creando un ulteriore pericolo per la salute di tutti: è inaccettabile che quintali di eternit frantumato siano stati manipolati con una pala, una paletta e una scopa, senza prima incapsulare. Inoltre durante il trattamento della sostanza molto pericolosa è stato comunque consentito il passaggio dei cittadini, anche di bambini, attraverso via Caporale,che invece doveva essere preventivamente sigillata tutta quanta. Dulcis in fundo,quando ho annunciato che avrei denunciato tutto alla magistratura, sono stato anche minacciato”. E’ tutto contenuto in un video divenuto virale sul web. Dal canto suo il responsabile della ditta, che sta ancora operando sul posto, ha detto che “‘l’amianto rinvenuto non è pericoloso perché è compatto e non è friabile” e che “il transito in via Caporale è stato consentito per permettere alle persone che abitano nei palazzi di poter raggiungere le loro case”.
“Vivere oltre l’istante”: le virologhe dello “Spallanzani” ringraziano per l’invito, ma dicono no al palcoscenico di Sanremo
“ Vivere oltre l’istante” è una rubrica che vuole raccontare la resistenza all’alluvione delle chiacchiere e delle false notizie e alla cultura dell’apparire che stanno scompaginando il sistema sociale e ci tolgono “il passato e il futuro”. Le riflessioni di Sennet e di Bauman. Le tre virologhe che hanno isolato il “coronavirus”, invitate a Sanremo, ringraziano, ma declinano l’invito, perché la guerra contro il virus è nella fase decisiva.
Il mondo andrebbe meglio, se il “pieno” delle parole si pagasse, come si paga quello della benzina. Sul nostro giorno si abbattono alluvioni di parole, uragani di chiacchiere: servirebbe una crociata per il silenzio. Del resto, è probabile che le parole stesse si ribellino, stanche di essere violentate, maltrattate, private della loro identità. L’accusa più dura ai “social” non è quella di Umberto Eco: l’ha fatta Richard Sennet quando ha detto che ci hanno tolto il passato e il futuro e che ci costringono a “vivere all’istante”: e Bauman gli ha dato ragione, e ha condiviso il suo acido attacco alla capacità mefistofelica di Bill Gates di “incentrarsi sulla manipolazione dell’effimero, di disfarsi delle cose per far spazio ad altre cose parimenti transitorie e parimenti intese a un consumo immediato.”. Gli spazi delle falsità si sovrappongono a quelli del vero, in un concerto di assurdità che risultano di giorno in giorno più sconvolgenti: la cosa, in fondo, ci conforta, perché è fatale che l’impalcatura di questo fantastico Mondo della Menzogna crolli, un giorno, su sé stessa. Un giorno, certamente: ma l’attesa è un esercizio poco piacevole. Di ridere, non viene più la voglia. Sulla “pagina” di Fb che scorre rapidamente sotto i miei occhi alle condoglianze per il parente di un “amico” seguono la faccia di Trump e un titolo sulle sue dichiarazioni di ieri: ma subito “sale” la notizia che il signor Lapo Elkann vuole offrire una “bistecca alla fiorentina” al presidente dei Viola, e poi la sfilza dei post, delle foto e delle condivisioni sul “coronavirus”, sul razzismo della quarantena, sulla lezione di civiltà data dal Presidente Mattarella che ha fatto visita a una scuola frequentata da molti alunni cinesi, sulle “ultime” di Feltri, di Zingaretti, di Renzi, sul “vaudeville” della prescrizione, in cui qualche politico dice oggi esattamente il contrario di ciò che diceva ieri; e il Festival di Sanremo, i pro, i contro, i cachet, gli abiti, Rula Jebreal, Achille Lauro, Fiorello che si veste da don Matteo e afferma, audacemente, che il parroco investigatore interpretato da Terence Hill è il solo Matteo che funzioni, in Italia (mi permetto di far notare che Fiorello ha dimenticato un altro Matteo che funziona, Matteo Messina Denaro).
.Nella “selva” di chiacchiere una notizia, salda e forte come tronco di quercia. Le tre virologhe che hanno isolato il “coronavirus”, Concetta Castilletti, Maria Rosaria Capobianchi e Francesca Colavita sono state invitate al Festival di Sanremo, ma hanno detto di no. Chi si aspettava che dietro il “no” ci fossero ragioni “moralistiche” – noi siamo scienziate, non siamo donne da spettacolo; non si fa spettacolo su una mortale epidemia; vi ricordate di noi solo quando vi conviene, e così via – è rimasto deluso. Le signore hanno ringraziato per l’invito, ma hanno spiegato che non potevano recarsi a Sanremo perché era da sconsiderati allontanarsi dal laboratorio proprio in un momento decisivo della battaglia contro il male: e poi “con i riflettori già abbiamo esagerato”. Concetta Castilletti non nasconde di essere stata anche sconfitta dai “virus”: l’agente infettivo responsabile dell’ultima pandemia influenzale “non si è lasciato trovare, eppure lo avevano già isolato in tutto il mondo”. E la virologa ringrazia il marito, che, quando i figli erano piccoli, si alzava di notte, per riaddormentarli, “anche lui ha cambiato i pannolini”. Ringrazia anche Maria Rosaria Capobianchi, che è “tuttora la mia guida allo “Spallanzani”. E’ un vulcano di idee, ci trasmette passione, ogni domanda trova risposta”. La Castilletti è di Ragusa, la Capobianchi è di Procida, la Colavita è una trentenne di Campobasso. Il contratto che lega Francesca Colavita allo “Spallanzani” è a tempo determinato, e scade nel prossimo novembre: “durante l’epidemia di Ebola è andata più volte in Liberia e in Sierra Leone, dove ha partecipato a progetti di sicurezza fino al termine dell’emergenza.” (CdS, 4 febbraio).
Ragusa, Procida, Campobasso: le virologhe sono tutte e tre del Sud: e questo ha consentito a Feltri di fare una battuta “buona” sulle capacità dei “terroni”. Le tre signore ci permettono di dire che c’è un’altra Italia, e c’è un altro Sud, diverso da quello dei 24 narcotrafficanti di Posillipo che “hanno il reddito di cittadinanza” ( CdS, 5 febbraio).
Somma Vesuviana, via alla fase di consultazione per il Piano Urbanistico Comunale
La giunta comunale di Somma Vesuviana ha approvato all’unanimità, con delibera di giunta n. 10 del 4 febbraio, la presa d’atto del preliminare di Puc e l’avvio della fase di consultazione. Il sindaco Di Sarno: «Da ora si aprirà un confronto costruttivo».
Il Prg, oggi Piano Urbanistico Comunale, risale agli anni ’70. Dopo l’approvazione del preliminare si apre la fase di consultazione che sarà caratterizzata da informazione, divulgazione, dibattito, con i cittadini e con soggetti pubblici e privati, enti, tecnici, associazioni. Dopo l’approvazione del preliminare, l’amministrazione ha espresso soddisfazione e il sindaco Salvatore Di Sarno ha dichiarato: “Stiamo finalmente iniziando l’iter per dare alla nostra città un Piano Urbanistico comunale. Con questa presa d’atto del preliminare si avvierà da qui a poco il processo di partecipazione coi cittadini. Apriremo immediatamente un confronto costruttivo con le associazioni di categoria, con Stakeholder e gli ordini professionali per costruire tutti insieme la Somma Vesuviana del futuro”.
Somma Vesuviana, il consigliere Piccolo: “Immagine della Città danneggiata”
Inchiesta sulle amministrative 2017, parla l’ex sindaco Pasquale Piccolo, candidato sindaco in quella tornata e attuale consigliere comunale di minoranza. Di seguito il testo fattoci pervenire:
”Mi corre l’obbligo, nella mia qualità di ex primo cittadino, di esprimere anche la mia idea in ordine alle notizie che vedrebbero l’amministrazione comunale coinvolta in vicende poco chiare.Il tutto si fonda su alcuni articoli di giornali che hanno contribuito alle dimissioni di due consiglieri comunali ,prima facenti parte della maggioranza e poi successivamente passati nelle fila dell’opposizione. Tale circostanza sta danneggiando in modo irrimediabile l’immagine della nostra città.Pertanto , sicuro della stessa solerzia che si è avuta nei mie confronti relativamente alle vicissitudini giudiziarie di cui sono stato vittima,chiarite e TUTTE risolte positivamente in tempi più che brevi , mi auguro che la magistratura ponga fine a queste “chiacchiere”assicurando alla giustizia “chi” e “se” abbia commesso reati, e dando risposte concrete ai cittadini , che sono sempre gli unici a pagare lo scotto di una “mala amministrazione”.
Avv. Pasquale Piccolo
Crisi rifiuti, indagati il vice-presidente della Regione Campania e un assessore comunale
La Procura di Napoli ha notificato 23 inviti a comparire ad altrettanti indagati tra i quali figurano il vice presidente della Regione Campania con delega all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola, e l’ex vice sindaco e attuale assessore all’Ambiente di Napoli, Raffaele Del Giudice. Si ipotizza il reato di omissione di atti d’ufficio per presunte inadempienze nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti, da parte degli enti locali, che hanno causato sanzioni per 190 mln di euro nei confronti dell’Italia da parte dell’Ue. Tra i destinatari figurano ex e attuali funzionari pubblici, come l’ex l’amministratore di Sapna Gabriele Gargano e l’ex direttore di Asia Francesco Mascolo. Eseguite anche perquisizioni nelle sedi della Sapna (società della Città Metropolitana di Napoli che si occupa della gestione integrata dei rifiuti nella provincia del capoluogo) e dell’Asia (azienda integrata nel territorio del Comune di Napoli, che effettua i servizi di igiene ambientale).
Fissato un calendario di interrogatori.
Sciopero alla “Idea Bellezza”di Nola, Gargiulo & Maiello: “Nostre telecamere non spiano nessuno. Licenziamenti giustificati”
Richiesta di rettifica ai sensi dell’articolo 8 della legge 47/1948
Egregio direttore de Il Mediano,
Scrivo la presente in nome e per conto della Gargiulo & Maiello S.p.a., in forza di specifico mandato ricevuto, al fine di significarLe quanto segue.
Ieri, 4 febbraio 2019, è stato pubblicato sul sito del quotidiano da Lei diretto “Il Mediano.it” l’articolo titolato: “Le telecamere ci spiano: licenziati 4 iscritti al sindacato. E’ sciopero alla “Idea Bellezza”, a firma di Piero Neri.
Va in primis precisato come Idea Bellezza sia il marchio di proprietà della Gargiulo & Maiello, società fondata nell’ormai lontano 1967, attiva da oltre cinquant’anni nel settore della distribuzione all’ingrosso e al dettaglio di articoli di profumeria e cosmetici. Un’azienda con un fatturato di gruppo di oltre 100 milioni di euro e che da lavoro, unitamente alla controllata Europrogetto, a circa 500 dipendenti.
Ciò detto, ritiene la mia assistita, e a buona ragione, come il su citato articolo riferisca notizie assolutamente non riscontrate, destituite del benché minimo fondamento, invero solo lesive del suo buon nome e della sua immagine. E’ infatti assolutamente falso che l’azienda stia “spiando” i lavoratori mediante una serie di telecamere di videosorveglianza così come è falso che il licenziamento dei “4 dipendenti” iscritti al sindacato Uiltucs sia stato determinato dalle ragioni indicate nell’articolo. La Gargiulo & Maiello è società che nel corso della sua lunga storia ha sempre operato nel pieno rispetto dello Statuto dei lavoratori, garantendo a tutti i suoi dipendenti, nessuno escluso, la giusta e pina applicazione dei contratti collettivi di categoria succedutisi nel tempo.
L’unica, sacrosanta verità, è che il licenziamento dei lavoratori, è stato in realtà determinato solo ed esclusivamente dalla condotta di questi tenuta durante l’orario di lavoro in assoluto dispregio delle norme, basilari, di sicurezza, poste a tutela della incolumità loro, dei colleghi e della produzione tutta siccome comprovabile in ogni sede.
Le chiedo dunque di voler provvedere , ai sensi dell’art. 8 della legge 47/1948, alla rettifica di quanto riportato nel citato articolo nella collocazione prevista dalla legge e con risalto analogo a quello riservato la brano giornalistico cui la rettifica si riferisce.
Riservata, in ogni caso, alla Gargiulo & Maiello ogni più ampia azione, in sede civile e penale, contro ogni eventuale coobbligato a tutela del suo buon nome.
Distinti saluti avv. Valerio Ciccariello
Risponde il giornalista professionista Pino Neri, autore dell’articolo contestato:
Premetto che non conoscevo l’azienda in questione prima di imbattermi nella notizia dello sciopero e dei licenziamenti. Perché è una notizia giornalistica da pubblicare doverosamente e tempestivamente quando un sindacato proclama uno sciopero e a seguito di ciò i lavoratori manifestano, sventolando bandiere, davanti all’azienda e sulla pubblica via. Il mio dovere professionale è stato poi di capire perché il sindacato, la Uiltucs, avesse proclamato lo sciopero e perché i lavoratori della fabbrica che commercializza i prodotti “Idea Bellezza” stessero manifestando. Il rappresentante della Uiltucs mi ha quindi spiegato i suoi motivi, così come hanno fatto i lavoratori. Le loro dichiarazioni testuali sono state da me virgolettate e riportate integralmente. Non ho dunque affermato nulla di personale né mi sono lasciato andare a commenti arbitrari e soggettivi ma mi sono limitato a riportare quanto accaduto, a descrivere i protagonisti del fatto, cioè lo sciopero e la manifestazione pubblica degli operai, e a riferire le loro spiegazioni sul perché della loro azione sindacale. E’ del resto ciò che hanno fatto nella stessa giornata del 4 febbraio altre testate giornalistiche on line, che nel riportare il fatto, lo sciopero e la manifestazione, hanno scritto le stesse cose che ho scritto io. Esattamente le stesse. Articoli di altre testate, che riportano contenuti anche più lunghi di quelli che ho pubblicato io, che sono finiti in un comunicato nazionale diramato in tutta Italia dal sito del sindacato Uiltucs-Uil. Esistono inoltre ampie prove documentali del fatto che il braccio di ferro tra i lavoratori e la Gargiulo & Maiello sia stato originato dalla questione della videosorveglianza aziendale e da quella dell’applicazione del contratto di lavoro. infine, per quanto riguarda i licenziamenti, da cui poi è scattato il conflitto di strada (la manifestazione), mi sono limitato a registrare le dichiarazioni del sindacalista che rappresenta le ragioni dei lavoratori che hanno perso il posto.
Distinti Saluti Pino Neri
Pomigliano d’Arco, l’assessore Tartari: “Un protocollo tra comuni per una nuova sensibilità ambientale”
Un Tavolo per l’Ambiente (e per il futuro). Anche in altri comuni dell’area nolana le misure varate da tempo a Pomigliano d’Arco: dalla installazione degli abbattitori su tutti i tipi di canne fumarie, una limitazione del traffico veicolare e l’impegno costante per l’ambiente.
Nasce dunque il primo protocollo di intesa per le attività finalizzate a contenere l’inquinamento nell’area che comprende varie realtà, da Brusciano a Marigliano, da Mariglianella a San Vitaliano e oltre. Territori in cui vi sono diversificate problematiche ambientali che riguardano in primis l’inquinamento atmosferico. Il protocollo, che durerà un anno salvo tacito rinnovo, prevede l’intervento dell’azienda ASM, la municipalizzata pomiglianese che si assume impegni di intervento nei confronti dei cittadini, residenti in tutti i comuni firmatari del protocollo, e degli esercizi commerciali.
«L’Asm fornirà abbattitori per le canne fumarie limitando i costi e sarà più semplice per tutti anche sostituire gli impianti domestici con quelli a condensazione – spiega l’assessore Mariagrazia Tartari (responsabile dell’Ambiente nella giunta comunale di Pomigliano d’Arco)- sono incentivi che hanno una duplice finalità: consentire a chi intende dotarsi di apparecchiature moderne e soprattutto non inquinanti e salvaguardare l’ambiente, di conseguenza la propria salute e quella altrui. Ma è solo l’inizio perché questo protocollo favorirà una sinergia irrinunciabile, una collaborazione che permetterà la puntuale realizzazione delle attività previste e, non ultima, una più diffusa sensibilità ambientale».
Somma Vesuviana, il sindaco Di Sarno replica alla minoranza: «Tutti, me compreso, vogliono la verità».
Alla nota dei consiglieri Piscitelli, Allocca, Di Pilato, Parisi, che incitava il sindaco ad andare in Procura per far luce su quella che hanno definito «presunta» indagine, replica il sindaco: «L’unico timore è che per colpa di qualcuno si macchi la reputazione di Somma Vesuviana».
«Il sindaco di Somma Vesuviana vada in Procura e chieda chiarezza sulle indiscrezioni e sulla continua fuga di notizie rispetto ad una presunta indagine riguardante le ultime elezioni amministrative, lo faccia da rappresentante delle istituzioni che non può permettersi di vedere una città in balia delle chiacchiere. Se non lo farà lui, lo faremo noi». È il testo della nota diffusa ieri a firma dei consiglieri comunali di minoranza del gruppo «Somma Futura», vale a dire il candidato sindaco del ballottaggio Celestino Allocca, Umberto Parisi e Vincenzo Piscitelli ma anche la consigliera di Forza Italia Lucia Di Pilato. Tutti loro chiedono che Salvatore Di Sarno, il sindaco eletto alla fine di quelle amministrative 2017, «intervenga con energia» sulla vicenda. Una vicenda che forse è bene ricapitolare: oramai dagli ultimi mesi dello scorso anno circolano a Somma Vesuviana pagine e pagine di trascrizioni relative ad un’inchiesta che sarebbe partita nel 2017, prima delle elezioni: ci sono abusi edilizi di politici, plichi protocollati in municipio in forma anonima, conversazioni che vertono sul voto prima e dopo il ballottaggio, conversazioni finalizzate ad organizzarsi per compravendita di voti, in cambio di soldi, di favori o di altro. Di rinvii a giudizio non si ha ancora notizia e nessuna delle persone coinvolte si è fatta avanti per rivelare se sia stato o meno ascoltato, se abbia ricevuto avvisi di garanzia o se sia stato, laddove tutto questo vi abbia condotto, rinviato a giudizio. Intanto la diffusione della notizia ha portato alle dimissioni di due consiglieri comunali, Mariarosaria Raia e Andrea Scala del gruppo Insieme per Somma, esponenti di opposizione ma eletti nel 2017 con la maggioranza, ossia in sostegno di Di Sarno. Loro due hanno deciso che – con questa coltre di nebbia e chiacchiere che sta avvolgendo la città, non fosse più il caso di rimanere in assise, eppure nessuno dei due risulta sfiorato dall’inchiesta. Intanto, i consiglieri di Somma Futura e la consigliera di Forza Italia avevano chiesto un consiglio comunale urgente, richiesta che ora ribadiscono, aggiungendo: «Tuttavia è ancora più urgente tutelare le istituzioni e sottrarle alle parole della piazza. Noi crediamo che chi rappresenta le istituzioni oggi non possa tacere: Salvatore Di Sarno si presenti alla Procura di Nola e chieda chiarezza. Va difesa la democrazia e va difesa anche la magistratura, oggi tirata per la giacchetta da un clima torbido che non aiuta nessuno». Fughe di notizie, chiacchiericci, una situazione che si riverbera inevitabilmente non solo sull’amministrazione comunale ma su tutta la politica locale.
Ed è il sindaco a replicare. «Io in Procura posso anche andarci – dice Di Sarno – ma a chiedere cosa, se c’è un’indagine? A chiedere di fare presto? La magistratura inquirente sa quando chiudere il fascicolo. Tutti coloro che non hanno niente a che fare con le indagini, vogliono a tutti i costi la verità. Me compreso. Ne ho bisogno soprattutto per diradare ogni dubbio su chi è coinvolto. L’unica cosa che so è che chi ha la coscienza pulita non deve preoccuparsi. Ho solo il timore che per colpa di qualcuno si macchi la reputazione di Somma Vesuviana e che la dignità di un paese venga messa alla forca».
Forse la cosa più triste in tutta questa vicenda che potrà o meno, prima o dopo, avere seguito sono i commenti social dei cittadini che reagiscono all’ipotesi che uno o più sommesi siano coinvolti nella compravendita di voti. «Mica è una novità». «Si è sempre fatto». Ecco, l’anomalia è questa. L’incapacità di indignarsi ancora.
Musica contro le mafie a Sanremo
Premi agli artisti, incontri con gli studenti, showcase.
Si è conclusa ieri 4 febbraio a Casa Sanremo la premiazione della decima edizione del Premio “Musica contro le mafie”.
La serata, presentata da Claudio Guerrini, conduttore radiotelevisivo e storica voce di RDS; sancisce un lungo percorso di sensibilizzazione iniziato oltre un anno fa e che ha permesso alla manifestazione di raggiungere enormi riscontri con numeri da record: oltre 500 artisti hanno risposto alla call e ben 10 sono stati i finalisti live durante la “5 giorni di Musica contro le mafie” di Cosenza.
Alla premiazione hanno partecipato, insieme al Coordinamento di Libera della Provincia di Imperia, anche gli studenti delle scuole di Sanremo, Imperia, Arma di Taggia, Ventimiglia e Bordighera, che oltre a svolgere un ruolo attivo nella giuria sono i principali fruitori della musica e destinatari di un messaggio di impegno e consapevolezza, di invito alla cittadinanza attiva.
Il sodalizio con il patrón di Casa Sanremo, Vincenzo Russolillo, capace di coniugare forma e sostanza, glamour e contenuti, si conferma anche quest’anno, così come l’impegno concreto e l’attenzione alle tematiche sociali.
Il valore aggiunto di questa edizione è stata l’interazione tra mondi apparentemente lontani ma che invece diventa possibile grazie al linguaggio universale della musica.
Prima della cerimonia di premiazione è stato presentato il nuovo progetto di residenza artistica “Sound Bocs” (realizzato grazie a Mibact e Siae) che vedrà giovani artisti in un quartiere creativo in stile mitteleuropeo nel cuore della Calabria.
I premi assegnati:
la menzione del Club Tenco è andata al brano “Restiamo Umani” di Fabio Messieri dove la canzone d’autore e l’impegno civile si fondono e creano un appello accorato per tendere le mani all’altro.
La menzione speciale di Musica contro le mafie insieme alla “targa giovane autore”, una borsa di studio di SIAE, è andata al brano “Non siamo pesci” di Chris Obehi, un lottatore di speranza e di vita incontenibile contro l’emorragia di umanità.
Premio speciale “La musica può”, assegnato da Mklive attraverso “Perchicrea” di SIAE e MIBACT per gli artisti under 35, a Cance con il suo brano “Conosci?” sulle illusioni di una generazione tradita.
Il premio Musica contro le mafie 10^ ed., opera realizzata dal maestro orafo Michele Affidato, è stato assegnato ai Romito, secondi classificati con il loro brano “Cosa ‘e niente” ci ricordano come sia importante scegliere da che parte stare prendendo posizione in situazioni di ingiustizia senza restare inermi. Con questo testo in lingua napoletana si sono voluti contrapporre a quella musica che diventa, suo malgrado, mezzo di diffusione ideologica di valori di marginalità e delinquenza.
Prima classificata Micaela Tempesta che con la sua preghiera eretica “4m3n” (Amen) cruda e irriverente, ci ricorda come sia importante che la dimensione spirituale e l’impegno civile coincidano. Da “quella dell’ultimo banco”, come si è definita, ha fatto il pieno di premi, vincendo anche l’esibizione al prossimo concerto dell’Uno Maggio libero e pensante di Taranto e un tour nei festival del circuito Keepon Live.
Alle ore 19 la Sala Lounge di Casa Sanremo ha ospitato lo showcase di tutti i premiati, con un infaticabile Claudio Guerrini che, al termine delle esibizioni, insieme al presidente di Musica contro le mafie Gennaro de Rosa, ha dato appuntamento alla prossima edizione”
Il Premio è stato Ideato e organizzato dall’Associazione “Musica contro le Mafie” sotto l’egida di Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie), con il patrocinio di Avviso Pubblico e Legambiente, il Premio è un progetto culturale che si realizza con il supporto di preziosi contributi di Siae, Doc Servizi, Acep, Unemia, Omnia Energia, EarOne con il contributo istituzionale di Avviso Cultura PAC Calabria 2017/2019 di Regione Calabria e Comunità Europea e con la partnership di Casa Sanremo, Club Tenco, Uno Maggio Libero e Pensante, Keep On, Primo Maggio Roma, Officine Buone e il Maestro orafo Michele Affidato.
Pomigliano d’Arco chiede Verità per Giulio Regeni
«Pomigliano d’Arco chiede la verità per Giulio Regeni». Da questa mattina, come è stato fino ad oggi per quella dedicata alla senatrice Liliana Segre, è affissa sulla facciata del Municipio di Pomigliano d’Arco una gigantografia con questo testo.
Giulio Regeni, dottorando italiano dell’Università di Cambridge, fu rapito in Egitto il 25 gennaio 2016 e ritrovato senza vita il 3 febbraio successivo. Da allora la famiglia chiede verità sulla sua fine.


