Rifiuti e deiezioni canine, stretta della Municipale: 15 sanzioni a San Giorgio

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Prosegue senza sosta l’attività di controllo sul territorio da parte della Polizia Municipale di San Giorgio a Cremano, impegnata in un’azione mirata contro l’abbandono dei rifiuti e i comportamenti scorretti legati alla gestione degli animali domestici. L’iniziativa, strutturata come una vera e propria task force, punta sia alla repressione delle violazioni sia alla sensibilizzazione dei cittadini.

Sotto il coordinamento del Comandante Gabriele Ruppi, gli agenti hanno già elevato 15 sanzioni amministrative, per un importo complessivo di circa tremila euro. Le violazioni sono state accertate anche attraverso la convocazione dei responsabili presso il Comando di via Galdieri, a seguito delle verifiche effettuate grazie ai sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio.

Telecamere e fototrappole stanno infatti consentendo di individuare ulteriori trasgressori, attualmente in fase di identificazione, coinvolti in episodi di abbandono o errato conferimento dei rifiuti. Un’attività che si inserisce in un piano più ampio di contrasto al degrado urbano, ma anche di promozione di comportamenti più responsabili da parte della cittadinanza.

Particolare attenzione è rivolta anche ai proprietari di cani, spesso al centro di segnalazioni per la mancata raccolta delle deiezioni, una problematica che continua a incidere sul decoro cittadino.

“Già a seguito dei primi turni di ispezione da parte degli agenti – afferma il Comandante Gabriele Ruppi – abbiamo notato un notevole miglioramento da parte della cittadinanza su ambedue le tematiche oggetto di approfondimento ed azione in queste settimane. Confidiamo che la nostra opera incessante possa fungere da deterrente nei confronti di chi ancora prosegue a tenere questi errati comportamenti”.

L’obiettivo resta quello di consolidare i risultati ottenuti e rafforzare il rispetto delle regole attraverso controlli costanti e un dialogo continuo con i cittadini.

Hashish nascosto nel quadro elettrico, il trucco dei pusher di Acerra: blitz con arresto

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cerra: sorpreso a cedere droga. Arrestato dalla Polizia di Stato. Proseguono i servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per contrastare i fenomeni di traffico di sostanze stupefacenti. Nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 23enne di Acerra, con precedenti di polizia, per detenzione illecita ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nello specifico, gli agenti del Commissariato di Acerra, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Vincenzo Gioberti ad Acerra, hanno notato un uomo che, dopo aver prelevato qualcosa dal retro di un quadro elettrico, l’ha ceduta in cambio di una banconota ad una persona che si è poi allontanata frettolosamente. I poliziotti, prontamente intervenuti per interrompere l’iter criminoso, hanno raggiunto e bloccato il prevenuto, trovandolo in possesso di 130 euro, suddivisi in banconote di diverso taglio, chiaro provento dell’attività delittuosa. Inoltre, nel retro del quadro elettrico, gli agenti hanno rinvenuto 10 bustine di hashish del peso complessivo di circa 21 grammi e 2 bustine di marijuana del peso di 3 grammi. Per tali motivi, l’indagato è stato tratto in arresto dal personale operante.

Mariglianella, riqualificazione di Via Napoli: lavori per la piazzetta davanti alle case IACP

Sono in corso i lavori di riqualificazione della piazzetta situata in Via Napoli, antistante il complesso di edilizia residenziale pubblica IACP. Un intervento che restituirà alla cittadinanza uno spazio ripensato integralmente, più bello, più funzionale e più vivibile. Il progetto prevede la realizzazione di un’area fitness all’aperto, un dog park recintato e un’area relax con verde attrezzato, una fontana e panchine. Spazi pensati per rispondere alle esigenze di chi vive il quartiere ogni giorno, offrendo servizi di qualità e nuove opportunità di aggregazione per tutte le fasce d’età. «Ogni angolo della nostra cittadina merita cura» — ha dichiarato il sindaco Arcangelo Russo — «e ogni cittadino merita servizi di qualità. Abbiamo fatto tanto in questi cinque anni, e molto altro ancora faremo. Senza fermarci mai.» L’intervento si inserisce nel più ampio programma di riqualificazione urbana portato avanti dall’Amministrazione nel corso del mandato, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita in ogni parte del territorio comunale.

Far West a Somma Vesuviana, 32enne centrato alla schiena da proiettili

Momenti di tensione nella notte a Somma Vesuviana, dove un uomo di 32 anni, Domenico Palmese, è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco alla spalla. L’episodio si sarebbe verificato a Somma Vesuviana, ma sulla dinamica restano ancora molti punti da chiarire.

A far emergere il caso è stato lo stesso ferito, che si è recato autonomamente al pronto soccorso dell’ospedale del Mare di Napoli. Qui i medici hanno accertato la presenza di una ferita compatibile con un colpo di pistola. Nonostante lo shock, le sue condizioni non destano preoccupazione e non sarebbe in pericolo di vita.

Subito dopo il ricovero sono scattati gli accertamenti da parte della Polizia di Stato. Gli agenti hanno raccolto la testimonianza del 32enne, che ha indicato via Mercato Vecchio come luogo dell’accaduto. L’uomo ha riferito di essere stato colpito senza riuscire a vedere il responsabile dell’azione.

Una ricostruzione che lascia ancora diversi interrogativi. Gli investigatori stanno analizzando la versione fornita, cercando elementi di riscontro sul territorio. L’area segnalata è stata oggetto di verifiche, mentre si punta a individuare eventuali immagini di sistemi di videosorveglianza o persone che possano aver assistito alla scena.

Il fatto che il ferito abbia precedenti viene considerato un dettaglio rilevante nell’ambito delle indagini. Non si esclude che l’episodio possa essere collegato a contesti già noti alle forze dell’ordine, ma al momento non emergono certezze.

Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo mentre proseguono gli approfondimenti. L’obiettivo è chiarire con esattezza cosa sia accaduto e risalire all’autore o agli autori della sparatoria.

Elezioni, a Ottaviano è sfida sull’esperienza: grande frammentazione tra civiche e coalizioni

A poche ore dalla presentazione ufficiale delle liste, il quadro politico di Ottaviano cambia volto e si consolida in una sfida a quattro. Dopo settimane di attese e manovre sottotraccia, emergono con chiarezza i protagonisti della corsa alla fascia tricolore, in una competizione che si preannuncia aperta e ad alta intensità.

Al centro della scena c’è la sfida tra esperienza e visione amministrativa rappresentata da Stefano Prisco e Giorgio Marigliano, con Biagio Simonetti sullo sfondo. Il candidato del Partito Democratico Prisco è stato il primo a partire, costruendo una presenza costante sui social e sul territorio, con una campagna già strutturata e riconoscibile. Architetto e politico di lungo corso, punta a riportare il centrosinistra al governo cittadino.

Dall’altra parte, nelle ultime ore, si è rafforzata in modo deciso anche la candidatura di Giorgio Marigliano. L’ex assessore ha intensificato la sua presenza pubblica, sciogliendo definitivamente le riserve e presentandosi come uno dei principali competitor. La sua corsa è sostenuta da quattro liste civiche – Terra Nostra, Identità e Futuro, Insieme per il Territorio e Orgoglio Zabatta – un progetto che punta tutto sull’autonomia dai partiti e su una proposta radicata nel territorio. Anche per lui si tratta di un ritorno da protagonista, dopo anni vissuti nelle dinamiche amministrative locali.

Ma la partita non si esaurisce qui. In campo c’è anche Ferdinando Federico, già candidato alle precedenti amministrative, che ha avviato la presentazione dei suoi aspiranti consiglieri, segnale di una macchina organizzativa già in movimento e pronta a giocarsi le proprie carte.

Non resta a guardare Biagio Simonetti, sindaco fino allo scorso ottobre prima della sfiducia. Anche lui continua a presidiare il territorio con incontri pubblici e momenti di confronto, mantenendo viva la propria presenza politica in vista della scadenza elettorale.

Quattro nomi, dunque, per una sfida che fotografa anche le fratture del centrodestra, un tempo compatto e oggi diviso tra più candidati, mentre il centrosinistra si presenta con una proposta unitaria.

Con le liste ormai in dirittura d’arrivo, Ottaviano entra ufficialmente nel vivo della campagna elettorale: saranno le prossime settimane a definire equilibri, alleanze e consenso in una corsa che, mai come ora, appare completamente aperta.

Ermal Meta vince il Premio Elsa Morante Musica 2026 con “Stella Stellina”

Riceviamo e pubblichiamo:    “𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐚”, 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨, 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐞 𝐢𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐦𝐢𝐨 𝐄𝐥𝐬𝐚 𝐌𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐸𝑟𝑚𝑎𝑙 𝑀𝑒𝑡𝑎 𝑣𝑖𝑛𝑐𝑒 𝑖𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑚𝑖𝑜 𝐸𝑙𝑠𝑎 𝑀𝑜𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑀𝑢𝑠𝑖𝑐𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑐𝑎𝑛𝑧𝑜𝑛𝑒 (𝑒 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑜) 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑒𝑙𝑒𝑏𝑟𝑎 𝑙’𝑖𝑛𝑛𝑜𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑒 𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑣𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒   Ambitissima la sezione Musica del Premio Elsa Morante da tutti quei cantautori che fanno dei loro testi una missione e che, negli anni è andata da Gianna Nannini a Mogol, da Ornella Vanoni a Fiorella Mannoia, da Giovanni Allevi a Simone Cristicchi, a Max Gazzè., a tanti altri. Il Premio Elsa Morante Musica 2026 va ad Ermal Meta con la sua “Stella stellina” canzone (Columbia/Sony Music) e libro (Nave di Teseo). Il filo conduttore del Premio Elsa Morante di quest’anno è quello dei “Ragazzini salvati dal mondo” e Stella Stellina racconta lo sguardo dei più piccoli come luogo di verità, speranza e salvezza. Nella canzone come nel libro, l’infanzia non è solo memoria o nostalgia, ma una dimensione morale da custodire: è il punto da cui ripartire per restituire senso al presente e immaginare un futuro più umano.   Anche Ermal Meta sarà presente al Teatro Diana di Napoli (già sold out) il prossimo 12 maggio, insieme alla giuria presieduta da Dacia Maraini e composta da: Antonio Calabrò, Marco Cerbo, Enzo Colimoro, Lino Guanciale, David Morante, Tiuna Notarbartolo (direttore dell’evento), Antonio Parlati, Alfredo Rapetti Mogol, Fiorenza Sarzanini, Teresa Triscari e a tutti gli altri vincitori. Al momento sono stati annunciati Matteo Bussola, con “Il talento della rondine” (Salani), che vince il Premio Elsa Morante Ragazzi Narrativa; Luigi Garlando, con “Sandro libera tutti ” (Rizzoli), Premio Elsa Morante Biografia; Roberto Saviano con “L’amore mio non muore” (Einaudi) che vince il Premio Elsa Morante Ragazzi per l’impegno civile. Amalia Ercoli Finzi con sua figlia Elvina Finzi e con Tommaso Tirelli, per il libro “Le ragazze della luna” (Mondadori) Premio Elsa Morante per la Divulgazione Scientifica; e Rula Jebreal Premio Elsa Morante per la Comunicazione con il libro “Genocidio”. Nei prossimi giorni saranno comunicati i nomi dei premiati delle altre sezioni.   Mille ragazzi assisteranno dal vivo all’evento, condotto da Tiuna Notarbartolo con Alessandro Incerto, mentre per tutti gli altri sarà possibile seguire le dirette sui canali facebook e instagram del Premio Elsa Morante. L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Premio Elsa Morante è coordinato da Iki Notarbartolo; Gilda Notarbartolo ne dirige la comunicazione, Umberto Amicucci cura la veste grafica, e l’addetto stampa è Lisa Terranova. Il Premio Elsa Morante, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura della Regione Campania e Comune di Napoli, è realizzato grazie al sostegno di Banca Intesa Sanpaolo, DAC (Distretto Aerospaziale della Campania), Cira (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali), e col partenariato di Dimorra Hospitality, A.R.E.C Campania, Sire Ricevimenti d’autore, Medeaterranea-Accademia Gastronomica, Ascione Coralli, La Locanda del Cerriglio, Librerie Ubik, Officine grafiche Giannini, Fnism, Il Confronto.

Investimenti e lavoro, Romano rilancia: “Zes certezza per il Sud”

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Le Zone Economiche Speciali come architrave dello sviluppo del Mezzogiorno, ma con uno sguardo che vada ben oltre la stagione del Pnrr. È questa la traiettoria indicata da Giosy Romano, nuovo responsabile del Dipartimento per il Sud, nel corso di un’intervista rilasciata a Il Mattino, in cui delinea una strategia che punta su investimenti, semplificazione e visione di lungo periodo.

Secondo Romano, la Zes unica non è più solo uno strumento sperimentale, ma rappresenta ormai “una certezza” per il Sud. Un’affermazione che trova riscontro nei numeri e nella crescita delle autorizzazioni registrate negli ultimi anni, segnale di un territorio che torna ad essere competitivo e attrattivo. Il modello, tuttavia, non è ancora pienamente compiuto e necessita di un ulteriore salto di qualità, soprattutto sul piano amministrativo.

Il tema centrale resta infatti quello della burocrazia. Per il neo capo del Dipartimento, la vera sfida è ridurre tempi e passaggi, rendendo più fluido il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione. In questo senso, la semplificazione diventa una leva decisiva non solo per il Sud, ma per l’intero sistema Paese. Non a caso, Romano evidenzia come interventi di questo tipo possano avere effetti positivi anche nelle regioni del Nord, senza penalizzare il Mezzogiorno.

Guardando oltre l’attualità, emerge con forza la necessità di costruire una prospettiva stabile. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta un’occasione irripetibile, ma non può esaurire la strategia di crescita. Serve, al contrario, una programmazione strutturale capace di accompagnare lo sviluppo nei prossimi anni. In questo quadro, le Zes diventano uno strumento permanente, non legato a una singola stagione di finanziamenti.

Romano sottolinea inoltre come il lavoro già svolto abbia prodotto risultati concreti, contribuendo a migliorare l’immagine del Sud agli occhi degli investitori. “Le Zes unica, nata grazie all’intuito dell’allora ministro Raffaele Fitto, continua a produrre risultati importanti e fornirà una certezza”, afferma, ribadendo la solidità del percorso intrapreso.

Infine, un passaggio fondamentale riguarda il coordinamento tra istituzioni. Senza una collaborazione efficace tra livelli di governo, ogni politica rischia di perdere incisività. Per questo, il Dipartimento per il Sud si propone come cabina di regia capace di integrare strumenti nazionali e interventi territoriali, trasformando le opportunità in sviluppo reale e duraturo.

Crolla palazzina nel centro storico, si scava tra le macerie per eventuali vittime

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  Una palazzina è crollata nella notte nel centro di Napoli, in un’area già segnata da situazioni di degrado urbano. Il cedimento è avvenuto in via Siniscalchi, a ridosso di Porta Capuana, poco dopo le 2, sorprendendo i residenti della zona. Lo stabile, di proprietà privata, risultava già chiuso e non accessibile, così come la strada che lo costeggia. Nonostante i divieti, resta il dubbio che l’edificio potesse essere utilizzato occasionalmente, circostanza che ha reso immediato l’intervento dei soccorritori. I vigili del fuoco hanno avviato le operazioni di ricerca tra i detriti, lavorando con cautela per evitare ulteriori cedimenti. Le attività si concentrano soprattutto nei punti ritenuti più critici, dove potrebbe essersi accumulato materiale in grado di nascondere eventuali presenze. L’intera zona è stata delimitata e monitorata, mentre le autorità stanno raccogliendo elementi utili per ricostruire la dinamica del crollo. Le condizioni dell’edificio erano già considerate compromesse, anche a causa di precedenti episodi che ne avevano indebolito la struttura. La situazione ha riacceso l’attenzione sul tema della sicurezza degli immobili abbandonati, spesso lasciati senza interventi per lunghi periodi. In contesti urbani complessi come quello del centro storico, il rischio legato a strutture fatiscenti resta elevato. Le operazioni di scavo e controllo continueranno fino a quando non sarà esclusa ogni possibile presenza sotto le macerie. Nel frattempo, resta alta la vigilanza nell’area, con verifiche anche sugli edifici vicini per prevenire ulteriori criticità.

Il nuovo modello RIVE contro la violenza sulle donne: sinergia tra servizi, università e innovazione

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Dai dati all’azione, dalla frammentazione alla rete. È questa la direzione tracciata da RIVE – Rete Interistituzionale contro la Violenza per l’Empowerment, protagonista dell’incontro tenutosi ieri a Palazzo Cavalcanti, che ha messo in luce contenuti, strumenti e innovazioni di un progetto destinato a cambiare l’approccio al contrasto della violenza di genere.

Il progetto, sostenuto dal Dipartimento per le Pari Opportunità, si sviluppa su un arco di 24 mesi e nasce a Napoli dalla necessità di affrontare criticità strutturali: violenza sommersa, isolamento delle vittime, difficoltà di accesso ai servizi e scarsa integrazione tra gli attori coinvolti.

A guidare il percorso sono le coordinatrici Rosa Di Matteo e Immacolata Di Napoli, che hanno costruito un modello fondato su integrazione, monitoraggio e intervento multidisciplinare.

RIVE prevede la creazione di una rete interistituzionale stabile, con procedure condivise e un disciplinare operativo capace di definire ruoli, tempi e modalità di intervento. Tra le azioni chiave, la formazione tra operatori, il confronto continuo tra servizi e la costruzione di un sistema di monitoraggio in grado di valutare l’efficacia reale delle azioni.

Innovativo l’intervento sugli uomini autori di violenza, attraverso il videogioco immersivo VIDACS, che permette di vivere l’esperienza dal punto di vista delle vittime, favorendo percorsi di responsabilizzazione oltre a diverse iniziative divulgative, dalle rubriche fisse sui social a un podcast dedicato. Il progetto interviene anche sull’autonomia delle donne, con percorsi di empowerment economico e inserimento lavorativo, e sulla tutela dei minori vittime di violenza assistita. A rappresentare il Comune di Napoli, partner del progetto, l’assessora allo Sport e Pari Opportunità Emanuela Ferrante e la dirigente del Servizio Politiche di Genere e Pari Opportunità Giusy Terracciano Ficca.

Fondamentale il contributo scientifico e operativo di Gabriella Ferrari Bravo, Marcella Autiero, Francesca Marone e Fortuna Procentese, oltre alla dimensione comunicativa curata da Emanuele Esempio Andrea Terracciano. Le conclusioni affidate a Caterina Arcidiacono hanno evidenziato la portata sistemica del progetto, destinato a diventare un modello replicabile anche su scala nazionale.

Nel corso dell’evento è stata inoltre richiamata la campagna ANCI “Mai bandiera bianca contro la violenza sulle donne”, simbolo di un impegno che unisce istituzioni e territorio. RIVE non è solo un progetto, ma un sistema che punta a rendere la rete stabile, efficace e capace di incidere realmente sul cambiamento culturale.

Portici, incendio in casa: anziana muore tra le fiamme

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Un incendio improvviso e devastante ha causato la morte di una donna di 88 anni a Portici. Il rogo è scoppiato all’interno di un’abitazione situata nel parco San Ciro, lungo corso Garibaldi, generando momenti di forte paura tra i residenti della zona.

L’intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco è stato immediato. Le squadre di soccorso sono giunte sul posto pochi minuti dopo la segnalazione, trovandosi di fronte a un incendio già esteso, con le fiamme che avevano interessato in modo particolare gli ambienti della cucina e del salone.

Nonostante la rapidità dei soccorsi, per l’anziana non c’è stato nulla da fare. La donna è rimasta gravemente ustionata ed è deceduta a causa delle lesioni riportate. I vigili del fuoco hanno lavorato intensamente per spegnere il rogo e mettere in sicurezza l’edificio, evitando conseguenze ancora più gravi.

Sulle cause dell’incendio sono in corso accertamenti. Gli inquirenti non escludono che si possa trattare di un episodio accidentale, forse legato a un guasto o a una disattenzione domestica. Tuttavia, ogni ipotesi resta aperta fino al completamento delle verifiche tecniche.

La tragedia ha profondamente colpito i residenti del complesso, molti dei quali sono scesi in strada allarmati dal fumo e dall’odore acre sprigionato dalle fiamme. Alcuni hanno assistito alle operazioni di soccorso con grande apprensione.

Nelle prossime ore saranno fondamentali i rilievi per chiarire con precisione cosa abbia innescato l’incendio. Resta il dramma di una vita spezzata e di una casa distrutta dal fuoco.