Ieri pomeriggio a Caivano è divampato un incendio su diversi terreni provocando una grossa nube di fumo nero visibile a chilometri di distanza
Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 22 luglio, a Caivano nella zona di Contrada Tavernola al confine con Orta di Atella, un grande rogo ha interessato una vasta area comprendente diversi terreni e un deposito contenente diverse auto abbandonate e rifiuti.
Dal rogo si è innalzata una nube nera potenzialmente tossica che è arrivata fino ai comuni limitrofi, inquinando l’aria.
Sul luogo dell’incendio sono subito intervenuti i Vigili del Fuoco, affiancati dagli agenti della Polizia Locale, che hanno prontamente individuato i diversi focolai attivi e hanno avviato le operazioni di messa in sicurezza dell’intera zona e di spegnimento del rogo.
La vicinanza dell’incendio alla SS7bis, nei pressi dello svincolo che collega la SS87NC con l’asse viario Nola-Villa Literno, preoccupava fortemente le autorità per la gestione della viabilità ma fortunatamente quella zona non è stata minimamente interessata dal rogo.
Il Prefetto di Napoli Michele di Bari, dopo aver appreso la notizia dell’accaduto, ha subito convocato una riunione del Centro Coordinamento dei Soccorsi per organizzare e coordinare gli interventi sul posto e tenere sotto controllo l’evolversi della situazione.
A seguito della riunione, un gruppo di tecnici dell’Arpac Campania – Dipartimento di Napoli ha effettuato un sopralluogo sull’area interessata dalle fiamme al fine di verificare la qualità dell’aria.
Durante l’operazione di verifica è emersa la presenza di diversi focolai che hanno coinvolto diversi terreni e tra questi c’è una zona che in passato è stata già sottoposta a sequestro giudiziario perché risultava che li fossero stati depositati rifiuti di diversa tipologia, tra cui resti di auto abbandonate.
L’Arpac, in accordo con i Vigili del Fuoco, ha attivato un sistema di monitoraggio per rilevare un’eventuale presenza di diossine, furani e policlorobifenili “diossina-simili” nell’aria. Questi risultati saranno poi visibili sul sito ufficiale dell’Arpac Campania non appena verranno pubblicati.






