Agguato ad Acerra, 40enne gambizzato mentre è in bici

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ACERRA – Un uomo di 40 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato colpito alle gambe da alcuni proiettili la scorsa notte ad Acerra. La vittima, di origini albanesi, è stata ricoverata prima nella clinica Villa dei Fiori e poi trasferita al Cardarelli di Napoli. Non è in pericolo di vita. Da una prima ricostruzione, ancora al vaglio dei carabinieri della stazione di Acerra, il 40enne sarebbe stato ferito mentre era in bici, in un luogo ancora non precisato.

L’Acerrana batte la Mariglianese in 5 minuti: primato, entusiasmo e nuovo magazine per il Toro

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ACERRA – Continua senza sosta la galoppata vincente dell’Acerrana, che espugna allo stadio “Caduti di Brema di Napoli”, la Mariglianese. Con due reti al ‘21 di Liberti ed al ‘26 di Elefante, L’Acerrana di Mister Sannazzaro, in cinque minuti, manda al tappeto la formazione che fino a qualche tempo fa aveva sicuramente un altro “passo” in questo difficile campionato. Intanto, in attesa del match di oggi del Pompei contro la Puteolana, quest’ultima compagine, che bloccò sul pareggio i granata in quel di Pozzuoli, l’Acerrana guida la graduatoria, con una distanza di 8 punti sulla seconda, Pompei, e in città c’è già chi paragona il cammino dei ragazzi del Presidente Guastafierro a quello del Napoli di Spalletti dello scorso anno. La scaramanzia regna in città, ma l’entusiasmo è palpabile. Intanto, cresce l’entusiasmo in città, la tribuna dell’Arcoleo comincia a diventare sempre più stretta per i tifosi che seguiranno la squadra e da lunedì sarà in distribuzione anche il giornale Tablò Sport, dedicato all’Inarrestabile impresa degli uomini di Mister Sannazzaro e del vulcanico presidente Guastafierro.

Violenza di genere: tra Napoli e provincia 30 denunce al giorno

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Tra Napoli e provincia vengono formalizzate “25-30 denunce al giorno inerenti i reati legati alla violenza di genere”, “con tendenza in aumento”, ma questo significa anche che “l’introduzione del ‘codice rosso’ sta incoraggiando la denuncia delle vittime”. Lo ha sottolineato il procuratore aggiunto di Napoli Raffaello Falcone, che coordina la sezione “Fasce Deboli’ della Procura di Napoli, che si occupa, tra l’altro, della violenza di genere. Il magistrato ha preso parte, nella sede del comando provinciale dei carabinieri di Napoli, a una conferenza stampa durante la quale sono stati illustrati i risultati del progetto “Mobil Angel” grazie al quale le vittime di violenza possono lanciare l’allarme se si sentono in pericolo semplicemente premendo il tasto rosso di uno speciale smartwatch. L’orologio, simile a quelli in commercio, è collegato a una centrale gestita dai carabinieri. Al momento ne sono disponibili 15 (all’inizio, nel 2018, erano solo 5) che, come ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Napoli, il generale Enrico Scandone “ci consentono di essere più vicini alle vittime, a cui possiamo garantire un intervento tempestivo in caso di bisogno”. Nato nel 2018 e sperimentato per la prima volta a Napoli, “Mobil Angel” rappresenta un esempio di sinergia tra il pubblico e privato che vede coinvolti i carabinieri, la procura, la Fondazione Vodafone Italia e Soroptimist International. Complessivamente sono 50 – tra Napoli, Milano e Torino, dove il servizio è attivo – gli smartwatch a disposizione di chi, ha detto ancora Scandone “rinunciando a un pochino di privacy può tornare ad essere una lavoratrice, una mamma e una donna”. “Rispetto al 2018 – ha detto ancora Falcone – le donne non abbassano più lo sguardo, c’è maggiore consapevolezza”.

Ottaviano, al via la II Edizione di “FestAmbiente Natura 2023”

San Giuseppe Vesuviano. Riceviamo e pubblichiamo:  Legambiente Campania, Legambiente Somma Vesuviana, con il Patrocinio dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, ha organizzato martedì 21 Novembre FestAmbiente Natura e Parchi in Tavola- II Edizione Parco del Vesuvio. L’Evento si terrà presso l’Azienda Agricola “Le Prelibatezze di nonno Luigi” in via San Leonardo, 83 – San Giuseppe Vesuviano. L’evento ha l’obiettivo di proporre una riflessione sull’importanza della valorizzazione delle aree protette e della biodiversità come strumento per affrontare la crisi climatica, con un focus sulla Agricoltura sostenibile del Parco del Vesuvio e coinvolgerà i produttori e i ristoratori del territorio. Il 21 novembre sarà organizzata una tavola rotonda dal titolo “Agricoltura sostenibile nel Parco del Vesuvio: Tutela della Biodiversità e lotta al cambiamento climatico” seguirà “Parchi In Tavola” un momento dedicato all’enogastronomia del Vesuvio.

Agosto 1863: la legge Pica, una legge “eccezionale”, svende il Sud ai Savoia

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Il testo delle disposizioni impartite da Cialdini agli ufficiali dell’esercito basta da solo a dimostrare che nel 1860 i Piemontesi entrarono nel Regno di Napoli non da liberatori, ma da conquistatori (e da saccheggiatori). Ma il ceto dei “galantuomini” del Regno abbandonò subito i Borbone e giurò fedeltà ai Savoia: fecero lo stesso i comandanti delle truppe napoletane. Tutto questo rivela con chiarezza i limiti e gli errori – soprattutto gli errori di politica sociale-  della dinastia, e in particolare, degli ultimi due re.   Il Nord poté saccheggiare Napoli e ridurre il Sud a vivaio di manodopera a basso costo, di emigranti, di carne da macello per i cannoni, perché tra il 1861 e il 1874 la borghesia meridionale firmò la resa incondizionata agli interessi delle èlites settentrionali in cambio dell’assicurazione che i governi dell’Italia unita avrebbero traghettato i “ borbonici “ nel nuovo sistema attraverso la politica pacifica dell’ “ amalgama “, avrebbero impedito il rinnovamento sociale, non avrebbero messo mano alla divisione delle terre, avrebbero legittimato la rapina del demanio pubblico.  Questa è la verità, il resto è solo chiacchiera. Chiunque abbia una conoscenza appena appena seria della storia del brigantaggio post-unitario in Lucania, in Puglia, nel Sannio, nell’Irpinia, in Terra di Lavoro, e nelle terre tra Eboli e Lagonegro, sa che il fenomeno ebbe tre radici: la tendenza storica del brigantaggio meridionale a diventare più aggressivo nei momenti di crisi istituzionale; la rivolta di massa contro la coscrizione obbligatoria; la guerra contro i proprietari terrieri, che erano stati “ borbonici “ e poi divennero tutti  “ piemontesi “. I liberali del Sud sostennero a spada tratta la repressione manu militari del brigantaggio, che si affannarono a descrivere, sui giornali e nel Parlamento, come espressione della reazione anti-unitaria, ispirata e sostenuta dai Borbone e dal Papa.  Sul finire del ’62 furono proprio i liberali meridionali a chiedere il pugno di ferro contro le opposizioni. E quando il Governo decise di chiudere tutti i giornali antigovernativi che si pubblicavano a Napoli, di schedare gli oppositori e di sottoporli a severi controlli di polizia, Silvio Spaventa, che era segretario generale agli Interni, non solo non protestò, ma sostenne apertamente il provvedimento, anche in nome della borghesia liberale, moderatamente liberale, che egli e i suoi consorti rappresentavano. L’atto con cui il liberalismo meridionale si rese pubblicamente e direttamente responsabile della svendita del Sud fu il sostegno dato alla legge sull’ordine pubblico nelle province meridionali: la legge prese il nome dal relatore,  Giuseppe Pica, abruzzese, e venne promulgata dal Re il 15 agosto del ’63, cinquanta giorni dopo che Massari, leggendo alla Camera la relazione della commissione sul brigantaggio, aveva timidamente, e con molti giri di parole, indicato nella povertà dei contadini una delle cause del fenomeno. La risposta del Governo fu solo militare: le bande armate – tre persone già costituivano una banda – sarebbero state giudicate dai tribunali di guerra; i briganti presi con le armi in pugno sarebbero stati fucilati; il governo si attribuiva il potere incontrollato di inviare a domicilio coatto “ oziosi, vagabondi, persone sospette, secondo la designazione del codice penale, manutengoli e camorristi.”. Degno di particolare attenzione è l’art.7 della legge Pica: “ Il Governo del Re avrà facoltà di istituire compagnie o frazioni di compagnie di Volontari a piedi od a cavallo, decretarne i regolamenti, l’uniforme e l’armamento, nominarne gli ufficiali e bassi ufficiali ed ordinarne lo scioglimento. I Volontari avranno dallo Stato la diaria stabilita per i Militi mobilizzati, il Governo però potrà accordare un soprassoldo, il quale sarà a carico dello Stato.”  La legge risultò indigesta perfino a un moderato come Francesco De Sanctis: “noi non siamo un governo libero, perché da condizioni anormali siamo tirati sul pendio delle leggi eccezionali, perché nell’esecuzione delle leggi trascorriamo volentieri all’arbitrio”. Quasi tutti i liberali meridionali votarono a favore della legge Pica. Alle amministrazioni locali, tornate saldamente in mano ai “ galantuomini “ ex borbonici -avvocati, medici, sensali e soprattutto proprietari terrieri- fu affidato il compito di indicare i meritevoli di domicilio coatto. Possiamo facilmente immaginare come venissero stilate queste liste. Le proposte venivano “ scrutinate “ dalle Giunte provinciali: quasi sempre con  scarsa diligenza,  e  spesso con una fretta che  serviva a coprire intenzioni e interessi assai sporchi. La legge Pica e le Giunte provinciali provocarono, nell’ordine sociale e nel sistema della legalità, inauditi sconquassi, ma, soprattutto, fiaccarono lo spirito dell’opposizione, la fiducia nelle istituzioni, la speranza del cambiamento: spirito, fiducia e speranza che già avevano, di per sé, radici assai deboli.  

Somma Vesuviana, concluse le riprese del DocuFilm sul commendatore Francesco De Siervo

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Il documentario sul  commendatore De Siervo, diretto da Emanuele Coppola, ha suscitato molto interesse e una straordinaria partecipazione non solo da parte  di amici e parenti ma anche di politici locali e di tanti cittadini sommesi.   Nel suggestivo scenario della Chiesa Santa Maria del Pozzo e del Museo Contadino di Somma, si sono concluse le riprese del documentario che racconterà la vita pubblica e privata del commendatore Francesco De Siervo. Il documentario è diretto da Emanuele Coppola, scrittore nonchè  Direttore dei Beni Culturali di S.M. de Pozzo,  in partenariato con Il Mediano e patrocinato da Michele Rea di Confimpresa Italia Campania. Le riprese e il montaggio sono a cura della “Mind Warp” di  Luca e Giovanni Catapano , giovani operatori di Palma Campania.

L’uomo, l’amico, il padre

Nel corso del documentario, Rosa Di Monda guida con maestrìa  gli spettatori, come voce narrante, attraverso gli anni della carriera politica e imprenditoriale del commendatore. Il racconto prosegue anche attraverso gli avvenimenti della vita privata di De Siervo e attraverso il rapporto con la sua famiglia, ricostruito anche grazie alle preziose testimonianze dei figli e dei familiari di De Siervo, i quali hanno trasmesso il loro personale ricordo del commendatore come uomo e padre. Tanti i commossi ricordi degli amici più stretti di Francesco De Servio.

Le testimonianze

Le riprese sono state realizzate in parte all’interno dell’incantevole cornice della Chiesa della Chiesa Santa Maria del Pozzo e del Museo Contadino di Somma Vesuviana, in parte nella casa del commendatore, dove attualmente vivono i suoi figli. A contribuire alla rievocazione storica e affettiva della figura di De Siervo sono state, soprattutto, gli interventi di personalità del mondo della politica sommese e di tutti coloro che hanno avuto la possibilità di conoscere o di lavorare a stretto contatto con il commendatore. Tutti coloro che sono intervenuti hanno ricordato il commendatore come un grande uomo e un ottimo  politico che ha dato tanto alla città di Somma e ai suoi concittadini, senza curarsi delle diverse appartenenze politiche. Probabilmente, il documentario sarà pronto nelle prossime settimane, prima di Natale.

Profili fake per denigrare vigili e Comune gestiti da un unico utente: così è stato scoperto

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  Come già annunciato in precedenti indagini sono continuate le attività di indagine su un sito pubblico di facebook gestito da falsi profili che continua a denigrare in modo simulato il corpo della polizia locale di Marigliano , Il Comandante e l’intera Amministrazione . Le indagini hanno portato a ricondurre tutti i profili falsi ad una sola ed autentica mano che ha organizzato una possente macchina del fango per screditare l’ operato dei vertici del Comando e simulare reati immaginari da pubblicizzare alla opinione pubblica per fare scalpore. “Parliamo di vera spazzatura – dichiara il comandante della polizia locale Maggiore Dott. Nacar Emiliano – e puniremo senza sosta chi effettua questo disegno criminoso. Ne abbiamo compreso la mano i moventi e siamo sicuri anche che effettuano attività di dossieraggio contro le istituzioni . Di certo queste sparute personalità criminose non fermeranno la lotta ad ogni degrado ed illegalità che sta portando avanti la polizia locale di Marigliano da cinque anni Chiederemo l’ immediato oscuramento del sito alla polizia postale Devo ringraziare il personale di vigilanza stazionale per questo lavoro investigativo di altissimo livello..personale che senza sosta e senza tutele pur alla fine del contratto sta dando un valore aggiunto a questa polizia locale ed e questa città”

Intelligenza artificiale, progetto da 113 milioni per Leonardo: così cambierà il sito di Pomigliano

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POMIGLIANO D’ARCO – Intelligenza artificiale, realtà aumentata, robotica, automazione: è la sintesi del progetto New Engineering & Manufacturing Enhanced Sistem Innovation (Nemesi) alla Leonardo di Pomigliano d’Arco, presentato oggi alla presenza, tra gli altri, del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, del presidente dell’azienda, Stefano Pontecorvo, dell’amministratore delegato e direttore generale, Roberto Cingolani, e dell’assessore regionale al Lavoro, Antonio Marchiello. Un progetto che prevede la trasformazione del sito produttivo napoletano, per un totale di circa 113 milioni di euro di investimenti, che ha l’obiettivo di rafforzare la produzione esistente e di aggiungere nuove attività. Tre i pilastri del progetto Nemesi: la riprogettazione in 3d della fusoliera dell’Atr, l’automatizzazione della linea produttiva, e la digitalizzazione dell’intero processo industriale, con una sua estensione anche alla supply chain. “Il progetto – ha spiegato Stefano Bortoli, capo divisione aerostrutture di Leonardo – è stato finanziato con circa 113 milioni di euro di investimenti, dei quali 59 milioni sono finanziamenti dello Stato. L’azienda aveva già investito 270 milioni di euro nel periodo 2019-2022, ed altri 150 milioni di investimenti, entro il 2026, sono pianificati per i siti produttivi di Campania e Puglia”. Il progetto Nemesi si basa sull’intera digitalizzazione del processo industriale e l’impiego di strumenti virtuali e dell’intelligenza artificiale per facilitare il controllo della qualità del prodotto. Tablet e totem aiuteranno a monitorare la produzione, garantendo la velocizzazione delle attività degli operatori, grazie ad istruzioni di lavoro digitalizzate. A Pomigliano attualmente la produzione è focalizzata sulla fusoliera del turboelica regionale ATR 42/72, ma in futuro, spiegano dalla Leonardo, è destinata ad allargarsi alle aerostrutture di velivoli di ulteriori segmenti, fino al Narrow Body come l’A321, aereo a fusoliera stretta, conosciuto anche come aereo a corridoio singolo, secondo un modello industriale scalabile ed esportabile ad altri contesti. Al progetto sono dedicati quasi 26mila metri quadrati di superficie, con 3.500 nuove attrezzature, 527mila ore di ingegneria e oltre 300mila ore che coinvolgono partner e fornitori nello sviluppo delle attività. Già oggi, a Pomigliano, è in produzione la prima fusoliera realizzata sulla nuova linea produttiva. Fondamentale sarà la formazione, sempre più virtualizzata e aperta ad Università e centri di ricerca: “già oggi – hanno spiegato i vertici Leonardo – si può contare sui Leonardo Labs e sull’Aerotech Campus di Pomigliano D’Arco”. In programma ci sono 20.409 ore di formazione per macchinari e automazione di fabbrica, 38 workshop sull’innovazione, per 1.238 partecipanti ai corsi.

Beccato al casello di Nola con la patente falsa

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NOLA – Circola in autostrada con falsa patente straniera. Gli agenti della Polizia di Stato procedono alla denuncia di un quarantasettenne. Nella giornata di mercoledì, gli agenti del Distaccamento Polizia Stradale di Nola, durante gli ordinari servizi di vigilanza stradale sulla A/30 presso il casello di Nola, hanno proceduto al controllo di un veicolo con targhe polacche, condotto da un cittadino di nazionalità ucraina. Gli operatori, da un controllo più approfondito sulla patente di guida esibita, hanno accertato che quest’ultima era falsa, seppur idonea ad ingannare la pubblica fede; nello specifico, i poliziotti hanno riscontrato che i sistemi di sicurezza e le tecniche di stampa del documento erano difformi da quelli usati nei documenti ordinari. Per tale motivo, l’uomo è stato denunciato per falsità materiale commessa dal privato ed altresì formalmente invitato presso la Questura – Ufficio Immigrazione al fine di regolarizzare la propria presenza sul territorio italiano. Ancora, gli agenti hanno sequestrato la patente alterata procedendo, inoltre, alla contestazione della violazione del Codice della Strada per guida senza patente. Infine, il veicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo.

Traffico di carburante illegale tra Acerra e Cercola, Finanza di Nola ne arresta 3

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I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, all’esito di attività d’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, hanno dato esecuzione a un’ordinanza che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di 3 indagati e il sequestro di valori per 1,2 milioni di euro, nonché di un deposito commerciale di carburanti e di 6 autocisterne, in quanto strumentali alla commissione dei reati. Le indagini del Gruppo di Nola sono state avviate a seguito del sequestro su strada di un’autobotte che trasportava gasolio per autotrazione in quantitativo di gran lunga superiore a quello indicato nei documenti di accompagnamento. I conseguenti accertamenti hanno cristallizzato successivamente un meccanismo fraudolento mediante il quale avveniva l’immissione in consumo di carburanti di illecita provenienza in evasione delle accise. In particolare, le Fiamme Gialle nolane hanno ricostruito numerosi episodi avvenuti ad opera di un deposito commerciale sito nel comune di Acerra che si è avvalso di una ditta di trasporto compiacente, con sede in Cercola. Il carburante di illecita provenienza, una volta uscito dal deposito senza la copertura dei documenti prevista dalla normativa sulle accise, veniva scaricato mediante autobotti della ditta preventivamente individuate. Un ruolo importante era ricoperto da una terza società, anch’essa operante nel settore del commercio dei carburanti, la quale, svolgendo la funzione di deposito contabile ai fini delle accise, ha permesso di schermare l’illecita provenienza dei carburanti acquistati dal deposito commerciale. Ad essere colpiti dalla misura cautelare personale sono stati i rappresentanti legali del deposito commerciale, della società di trasporti e del deposito contabile. All’esito delle indagini è stato accertato un rilevante danno per le casse dell’Erario in quanto, da dicembre 2021 a febbraio dell’anno successivo, vi è stata un’illecita immissione in consumo nel territorio campano di complessivi 1.366.981 litri di gasolio ad uso autotrazione e 536.694 litri di benzina super senza piombo, che hanno prodotto un’accisa evasa pari a complessivi € 1.234.902. A fronte degli elementi d’indagine raccolti, il G.I.P. presso il Tribunale di Nola, ha disposto nell’ordinanza anche il sequestro preventivo finalizzato a cautelare denaro per un valore pari all’importo dell’accise evasa, consentendo, in caso di indisponibilità di denaro, il sequestro, per un valore equivalente, di beni riconducibili ai quattro indagati. Nel corso delle operazioni sono stati così sottoposti a sequestro disponibilità finanziarie presso istituti di credito per € 630.386, nonché quote societarie, per un valore pari a € 604.515. Il provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Nola, su richiesta della locale Procura della Repubblica, interviene nella fase delle indagini preliminari ed è basato su imputazioni provvisorie, supportate da gravi indizi di colpevolezza, che dovranno comunque trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio. Pertanto, i soggetti indagati, destinatari delle misure cautelari, sono da considerare presunti innocenti fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza.